Il sorriso del grande tentatore


Il sorriso del grande tentatore locandina 1

Allo scrittore italiano Roberto Solina arriva una richiesta di aiuto abbastanza inusuale; si tratta dell’invito del prelato polacco Monsignor Badenski che gli chiede di scrivere una memoria difensiva che gli permetta di spiegare le sue attività e il suo pensiero alle autorità ecclesiastiche che lo stanno giudicando.
Monsignor Badenski è ospite di un istituto religioso retto con dura disciplina da Suor Geraldine, alle prese da un lato con altri ospiti dell’istituto (tutti da prendere con le molle), dall’altro con dure esigenze di bilancio e di obbedienza ai suoi superiori.
Solina conosce così i vari ospiti, tutti molto differenti tra loro ma accomunati dalla necessità da parte delle autorità religiose di tenere separati gli stessi dalla comunità civile.

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Conosciamo così Marcos, anziano prelato confinato nell’istituto per aver sposato la causa dei patrioti cubani e di Fidel Castro, il leader comunista e ateo; il professor Villa considerato un eretico per le sue idee ortodosse, Ottavio Ranieri di Aragona nobile e principe messo da parte e nascosto alla vita sociale per essersi innamorato di sua sorella, Emilia Contreras (che amministra l’istituto stesso) accusata di aver fatto uccidere suo marito da un guerrigliero del suo paese del quale si era innamorata.
E ancora Monsignor Badenski stesso, accusato di aver collaborato con il partito nazista.

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Gabriele Lavia è Ottavio, Adolfo Celi padre Morelli

Il gruppo si ritrova sotto la guida spirituale della rigida suor Geraldine, che li tratta come peccatori da ravvedere usando gli strumenti più rigidi della religione, come il digiuno e la mortificazione del corpo in aggiunta ad una sorta di terapia di gruppo nella quale è aiutata da un altro prelato, Monsignor Morelli.
L’universo dei rinchiusi, come potremmo definirli, visto che non sono arbitri delle proprie vite nonostante suor Geraldine si affanni a dichiarare la loro assoluta libertà allo scrittore Solina, vive quindi un’esistenza monotona scandita dalle regole dell’istituto stesso.

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Ma gli ospiti convivono con i loro sensi di colpa, che sono presenti in essi in maniera più o meno evidente: la presenza di Solina altera l’equilibrio precario degli stessi, perchè l’uomo ha una coscienza critica sviluppatissima, da laico che guarda con fredda oggettività alla situazione del gruppo eterogeneo con cui è venuto a contatto.
Le contraddizioni delle varie personalità esplodono in maniera differente; il principe Ottavio, consumato dal senso del peccato che non gli appartiene, perchè lui sente amore vero per sua sorella, l’amore terreno e carnale, romantico e passionale ma condannato dalle leggi della morale alla fine sceglie di risolvere i suoi problemi con l’unica via di fuga che gli resta, il suicidio.

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Claudio Cassinelli è Roberto

Poco alla volta i vari “pensionanti” scelgono di allontanarsi da quel luogo, quasi siano riusciti a prendere coscienza del loro stato.
Va via Marcos, l’uomo che credeva davvero nella rivoluzione dei barbudos e va via anche Badenski che in realtà non è colpevole ma che ha cercato in ogni modo di salvare delle vite.
Emilia si lega morbosamente a Solina, ma alla fine lo abbandona.
E quando Solina torna nell’istituto per chiedere spiegazioni alla donna, ha l’amara sorpresa di ritrovare tutti i vecchi ospiti ritornati all’ovile.
L’istituto è per loro ormai l’unica casa rimasta e fuori da esso si sentono persi.
La società civile sembra a loro aliena e senza le ali protettrici della chiesa, delle sue regole, di suor Geraldine non sanno ormai più vivere, quasi fossero degli uccelli in gabbia rinchiusi da tanto di quel tempo da non saper più volare all’esterno.
Il condizionamento morale e psicologico delle regole ecclesiali ha quindi vinto anche sul senso di libertà, sul libero arbitrio di ognuno di loro.
Così Roberto Solina capisce che i suoi tentativi di risvegliare un minimo di coscienza individuale in loro è perfettamente inutile e dopo aver rifiutato ovviamente di entrare a far parte del gruppo, lascia quel posto angoscioso e appena all’aperto si reca ad una fontana per dissetarsi lungamente, quasi a simboleggiare il bisogno di pulizia che si è impadronito di lui.

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Glenda Jackson

Il sorriso del grande tentatore, opera di Damiano Damiani datata 1973 è un coraggioso anche se imperfetto tentativo di denunciare l’abbraccio mortale della chiesa e della sua morale verso chi tenta solamente di provare a vivere e ragionare con la propria testa.
Coraggioso perchè denuncia con forza, attraverso i dialoghi e le immagini dei poveri reclusi dell’istituto usando un linguaggio espressivo ben dosato e calibrato, imperfetto perchè realizzato attraverso l’introduzione di troppi personaggi che finiscono per appesantire il tutto e renderli meno concreti e più indistinti. Le varie psicologie sono per forza di cose affrontate con troppa superficialità, essendo i vari protagonisti portatori di storie dolorose e meritevoli di maggior approfondimento.
Ma se questo è un limite, non inficia di certo il risultato finale, che è robusto e interessante, di grande vigoria e ben calibrato.

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Ely Galleani

Damiano Damiani, uno dei registi più coraggiosi e impegnati del cinema italiano, affronta dopo lo scottante tema della mafia (Il giorno della civetta, Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica), quello della giustizia imperfetta (L’istruttoria è chiusa: dimentichi), quello della giustizia fascista ipocrita e perbenista che condanna l’innocente Girolimoni solo perchè il regime non può mostrarsi fallace, affronta dicevo un tema scomodo come quello della libertà di coscienza di fronte alle leggi ferree della dottrina religiosa.
Lo fa attraverso un linguaggio non velleitario, che lascia il segno pur nei limiti sopra evidenziati.
Lo fa con un film robusto e ben congegnato nel quale si mette in mostra un sorprendente Claudio Cassinelli che riveste i panni dello scrittore Roberto Solina laico e illuminista contrapposto alla logica spietata, tutta di parte di suor Geraldine interpretata splendidamente da Glenda Jackson. E Damiani deve ringraziare anche gli attori co protagonisti del film, come l’ottimo Gabriele Lavia che tratteggia splendidamente la dolente e drammatica figura del principe Ottavio Ranieri d’Aragona che sceglierà coscientemente di porre termine alla sua vita consumato dai sensi di colpa per l’amore provato nei confronti della sorella Alessandra, la brava Sara Sperati.
Ancora, da citare le ottime prove di Arnoldo Foa (il dolente monsignor Badensky), di Adolfo Celi nei panni dell’aiutante di suor Geraldine padre Borelli, e infine la presenza garbata di Ely Galleani nel ruolo della fidanzata di Roberto.
Citazione e menzione per Lisa Harrow, la dolente Emilia Contreras, donna incapace di sfuggire al suo passato e che più di tutti sembra aver bisogno dell’abbraccio mortale di Santa Madre Chiesa.

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Glenda Jackson è Suor Geraldine, Lisa Harrow è Emilia Contreras

Il sorriso del grande tentatore è un film presso che invisibile sui circuiti televisivi per cui se riuscite a trovarne copia sul web godrete della visione di una pellicola che sicuramente non vi deluderà.
In ultimo cito l’imbarazzante recensione dell’ineffabile Morandini : il giudizio che riporto la dice tutta sul modo in cui l’enciclopedia cinematografica ahimè più diffusa vede (in maniera parziale e preoccupante) molte opere degne di ben altro rilievo da parte dei suo recensori.
Recita il Morandini: “Scontro simbolico – con finale alla pari – tra la superiora di un convento e il diavolo nei panni di un giovane scrittore. Rapporti tra Chiesa e nazismo, psicanalisi di gruppo, incesto, affarismo ecclesiastico e chi più ne ha più ne metta. Film ambizioso pieno di motivi non sempre approfonditi. Curiosa incursione di D. Damiani nella tematica spiritualista: un tentativo di volo con molto piombo nelle ali.”
A voi la sentenza, come giusto sia.

Il sorriso del grande tentatore, un film di Damiano Damiani. Con Adolfo Celi, Glenda Jackson, Claudio Cassinelli, Lisa Harrow, Arnoldo Foà, Francisco Rabal, Rolf Tasna, Eduardo Ciannelli, Eleonora Morana, Fabrizio Jovine, Gabriele Lavia, Nazzareno Natale, Carla Mancini,Ely Galleani
Drammatico, durata 120 min. – Italia 1974.

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Il sorriso del grande tentatore banner personaggi

Claudio Cassinelli: Roberto Solina
Glenda Jackson: suor Geraldine
Lisa Harrow: Emilia Contreras
Arnoldo Foà: monsignor Badensky
Adolfo Celi: padre Borelli
Gabriele Lavia: principe Ottavio Ranieri d’Aragona
Francisco Rabal: vescovo Marquez
Duilio Del Prete: monsignor Salvi
Ely Galleani: fidanzata di Roberto
Rolf Tasna: monsignor Meitner
Sara Sperati: Principessa Alessandra Ranieri d’Aragona
Margherita Horowitz: Madre del principe Ottavio

Il sorriso del grande tentatore banner cast

Regia     Damiano Damiani
Soggetto     Damiano Damiani
Sceneggiatura     Damiano Damiani, Audrey Nohra, Fabrizio Onofri
Produttore     Anis Nohra
Casa di produzione     Euro International Film
Fotografia     Mario Vulpiani
Montaggio     Peter Taylor
Musiche     Ennio Morricone

Le recensioni appartengono al sito http://www.davinotti.com

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

Notevole, con grandi presenze (Jackson, Harrow, Foà e Celi fanno sparire un Rabal di maniera), al punto che forse lo fanno sembrare ancor meglio di quello che è, con grande, originale colonna di Morricone. Regia sicura (ricca di pietà verso tutti) nel narrare il conflitto fra una non funzionante e moderna tolleranza ed una fideistica, ortogonale religiosità, che si rivela vincente (con tanto di “Inno alla gioia”) in un modo che lascia stupefatto Cassinelli, che qua e là sia atteggia a belloccio. Lisa Harrow, opima e lattea, è di raro fascino.

Lo scrittore Rodolfo Solina (Claudio Cassinelli) viene -quasi a forza- ingaggiato da Monsignor Badensky (Arnoldo Foà) per redigere un memoriale contro il comunismo a vantaggio della posizione cattolica pro-fascista. Ospitato in un istituto liturgico, l’uomo viene in contatto con personalità dissociate, sovente al limite tra solennità e peccato. L’espiazione, la sofferenza, la privazione: sono elementi radicati e imposti dalla severa rettrice del sacro luogo. Doloroso viaggio, tra chiaro-scuri (le scenografie con predilizione di grigio non sono casuali) lungo binari di umana povertà spirituale.

Conventuale e tortuoso, dominato da un incombente senso di peccato e di colpa e dalla ricerca di una falsa redezione all’interno delle mura ecclesiastiche. Scenografie claustrofobiche (solo nel finale c’è uno spiraglio d’aria fresca, conferito anche dal volto radioso della Galleani), eccellente score sincopato di Morricone e validissime prove di tutti gli attori: dalla severa Jackson al “Grande tentatore” Cassinelli, dall’ortodossia di Celi e Ribulsi alle eresie di Foà e Rabal, passando per il teatrale Lavia.

Insolito, curioso, magnetico, imperfetto ma interessantissimo film di Damiani, che mette sul tavolo tantissimo temi (forse troppi) e che, pur non essendo perfettamente riuscito, ha il pregio di catturare non poco l’attenzione dello spettatore, grazie ad un alone di mistero che si mantiene costante per tutta la pellicola, fino ad arrivare al ribaltamento finale che è degno di nota. “Ricco” il cast che fornisce una bella prova. Strepitosa la colonna sonora di Morricone. Immeritatamente sconosciuto, è una tappa intrigante di un bravo regista nostrano.

Molto interessante. Una storia sicuramente non banale che affronta, anche se non sempre in maniera adeguata, molti temi senza dubbio intriganti. Alcuni passaggi potrebbero lasciare insoddisfatti, ma il film è coraggioso e originale. Ottima la confezione, con una buona fotografia, un’ottima regia e una notevole colonna sonora di Morricone, che ancora una volta utilizza il coro in maniera geniale. Cast eccellente

Ambiguo ma (o forse proprio per questo) molto interessante, anzi direi perfino sconvolgente, assolutamente inusuale. La presenza di uno scrittore in un convitto religioso porta a galla e fa esplodere le contraddizioni e i tormenti dei vari personaggi, tutte persone dalla religiosità sofferta e con un passato pesantissimo. Anticlericale? Forse solo ad una lettura superficiale. Grande cast, ottima, al solito, la regia di Damiani. Da riscoprire e analizzare a fondo.


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2 Risposte

  1. English Translation?

    • (Scusami, Paolo, ma ci tenevo proprio a rispondere a ‘sto qua!!!) No problem: here it is, courteously offered by Google Translator!!! In case you’d wish for a proper one, no worries: I charge 20 Euro per A4 sheet!!!

      Italian writer Roberto Solina receives a rather unusual help request; It is the invitation of Polish prelate Monsignor Badenski who asks him to write a defensive memory that will allow him to explain his activities and his thoughts to the ecclesiastical authorities who are judging him.
      Monsignor Badenski is a guest of a true religious institute with hard discipline by Sister Geraldine, taken on one side with other guests of the institute (all to be taken with the springs), on the other with hard budget requirements and obedience to its superiors .
      So Solina knows the various guests, all very different from each other but united by the need for religious authorities to keep them separate from the civil community.

      We know about Marcos, an elderly prelate confined to the institute for marrying the cause of Cuban patriots and Fidel Castro, communist and atheist leader; Professor Villa considered a heretic for his orthodox ideas, Ottavio Ranieri of Aragon noble and prince set aside and hidden from social life for having fallen in love with his sister, Emilia Contreras (who runs the institute) accused of killing her Husband of a guerrilla fighter in his country he had fallen in love with.
      And again, Monsignor Badenski himself, accused of having collaborated with the Nazi party.

      Gabriele Lavia is Ottavio, Adolfo Celi, Father Morelli

      The group finds itself under the spiritual guidance of stubborn Sister Geraldine, who treats them as sinners to be remarried using the most rigid instruments of religion, such as fasting and mortification of the body, in addition to a kind of group therapy in which he is helped by Another prelate, Monsignor Morelli.
      The universe of the locked up, as we might define them, since they are not arbiters of their lives despite Sister Geraldine is sorry to declare their absolute freedom to the writer Solina, thus lives a monotonous existence marked by the rules of the institute itself.
      The big tentator’s smile 4
      But guests live together with their guilty feelings, which are present in them more or less obvious: Solina’s presence alters the precarious balance of the same, because man has a highly developed critical conscience, a layman who looks with Cold objectivity to the situation of the heterogeneous group with which he came into contact.
      The contradictions of the various personalities explode in a different way; Prince Ottavio, consumed by the sense of sin that does not belong to him, because he feels true love for his sister, the earthly and carnal love, romantic and passionate but condemned by the laws of morality, eventually chooses to solve his problems with the ” The only escape route that remains, suicide.

      Claudio Cassinelli is Roberto
      Little at a time, the various “retirees” choose to move away from that place, almost being able to become aware of their state.
      It goes via Marcos, the man who really believed in the barbudos revolution and also goes Badenski, who is in fact not guilty but has always tried to save lives.
      Emilia is morbidly bound to Solina, but ultimately abandons her.
      And when Solina returns to the institute to ask the woman for explanations, she has the bitter surprise of finding all the old guests back to the fold.
      The institute is for them now the only house remaining and out of it they feel lost.
      Civil society seems to be alien to them and without the church’s protective wings, its rules, Sister Geraldine no longer know how to live, as if they were caged birds locked for so long that they no longer knew how to fly outside.
      The moral and psychological conditioning of ecclesial rules has thus also won on the sense of freedom, on the free will of each one of them.
      So Roberto Solina understands that her attempts to awaken a minimum of individual conscience in them is perfectly useless and after obviously refusing to join the group, leaves that anguished place and just outdoors she goes to a fountain for a long drink Almost to symbolize the need for cleansing that he took over.
      The great attempt by Damiano Damiani dated 1973 is a brave but imperfect attempt to denounce the mortal embrace of the church and its moral toward those who try to try to live and reason with their own head.
      Brave because he denounces with force through dialogues and images of the poor clerics of the institute using a well-metered and calibrated expressive language, imperfect because it is realized by the introduction of too many characters ending to weigh everything and make them less concrete and more indistinct . The various psychologies are, of course, the subject of superficiality, being the various protagonists bearing painful and deserving stories of greater depth.
      But if this is a limit, it does not surprise the end result, which is robust and interesting, of great vigor and well-calibrated.
      Damiano Damiani, one of the most brave and committed filmmakers of Italian cinema, faces after the hot topic of the Mafia (The Owl’s Day, Confession of a Police Commissioner at the Procurator of the Republic), that of imperfect justice (The Investigation is Closed: Forgetfulness), that of hypocritical and perbenist Fascist justice that condemns the innocent Girolimoni just because the regime can not be fallacious, I would address an uncomfortable theme like that of freedom of conscience in the face of the strict laws of religious doctrine.
      It does so by means of a non-vivid language, which leaves the mark even in the above-mentioned limits.
      He does it with a robust and well-drafted film in which he shows a surprising Claudio Cassinelli, who is the lay and illuministic writer Roberto Solina’s counterpart to the ruthless logic, all of Sr. Geraldine, beautifully interpreted by Glenda Jackson. Damiani also has to thank the actors who are the protagonists of the film, such as the excellent Gabriele Lavia, who plays beautifully the painful and dramatic figure of Prince Ottavio Ranieri of Aragon who will consciously choose to end his life consumed by the guilty feelings of guilt, Love felt against her sister Alessandra, the good Sara Sperati.
      Still, to quote the excellent performances of Arnoldo Foa (the sore Monsignor Badensky), Adolfo Celi aide in the role of Sister Geraldine father Borelli, and finally the gentle presence of Ely Galleani in the role of Robert’s girlfriend.
      Quotation and mention for Lisa Harrow, the sorrowful Emilia Contreras, woman unable to escape her past and most of all seems to need the mortal embrace of Santa Madre Chiesa.
      The big tentator’s smile is a movie that is invisible on television circuits so if you can find copy on the web you will enjoy the vision of a film that will surely not disappoint you.
      Lastly, I recall the embarrassing review of the ineffable Morandini: the judgment I carry tells him about the way the movie encyclopaedia alas is widespread sees (in part and worrying) many works worthy of much more importance by its reviewers .
      Morandini recites: “Symbolic confrontation – with a peer ending – between the superior of a convent and the devil as a young writer. Relationships between Church and Nazism, group psychoanalysis, incest, ecclesiastical affair, and the more you put it. Ambitious movies full of reasons not always deep. Curious D. Damiani raid on the spiritualist theme: a flying attempt with a lot of lead in the wings. ”
      To you the sentence, as right as it is.

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