Non guardatemi (Club privè)


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Chi è la bella Joanne Kern,la giovane insegnante di storia del liceo diretto dal preside Bruno Ketti e che sembra attrarre a se,come una falena, tutti coloro che le vivono accanto?
Al fascino ambiguo di Joanne sembra non sfuggire nessuno: dal suo collega Laurent,allo stesso preside Ketti, alla bella allieva Zanon tutti sembrano colpiti dalla sensualità, dal fascino misterioso che l’androgina Joanne sprigiona come un fluido invisibile e magico.
Anche gli allievi della scuola non sembrano immuni al suo perverso fascino, tanto che quando al direttore Ketti iniziano ad arrivare delle lettere anonime in cui si dice che la professoressa Joanne intrattiene relazioni sessuali con gli studenti e che addirittura partecipa ad orge la cosa inizia ad essere presa sul serio.

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A difendere la collega c’è Laurent, che è in rapporti di amicizia con Jeanne.
L’uomo, felicemente sposato, sembrerebbe immune dal fascino seduttivo della donna ed è anche quello che cerca in ogni modo di stemperare la tensione che ormai si respira nella scuola.
Nel frattempo impalcabili continuano ad arrivare lettere anonime, anche corredate da foto in cui Joanne sembrerebbe alle prese con un’orgia a cui partecipano alcuni studenti.
Sembrerebbe,appunto, perchè in realtà quello che dovrebbe essere il suo volto è stato tagliato, rendendo impossibile il riconoscimento.
Ben presto il giro delle lettere si allarga e ad essere raggiunti dalle stesse sono gli altri professori del liceo e alcuni genitori di studenti dello stesso.
Nel frattempo Joanne sembra coinvolgere in un gioco seduttivo tutto mentale anche il preside della scuola oltre alla studentessa Zanon; i due, in modi differenti, le dichiarano i loro sentimenti ma Joanne li respinge.
Nel frattempo lo scandalo si è allargato e molti genitori ritirano i loro figli dalla scuola; l’ambiguo preside Ketti però sembra non preoccuparsene molto e continua a corteggiare Joanne.
Che però sembra non provare alcun interesse verso di lui.

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Joanne in realtà sembra godere delle attenzioni degli altri nei suoi confronti; è una moderna Circe, svolge con intima soddisfazione il suo ruolo di ape regina ma sembra contemporaneamente non volersi concedere a nessuno.
Esasperata dalla sua passione non corrisposta da Jeanne, la bella Zanon tenta il suicidio dopo aver confessato il suo amore all’insegnante e averne ricevuto in cambio un sonoro ceffone.
Verrà salvata in extremis, cosa che non accadrà invece a Ketti, che respinto a sua volta da Jeanne si ucciderà.
Si scopre così che apparentemente l’autore delle lettere anonime era il preside.
In realtà le cose stanno ben diversamente; Jeanne ha una personalità complessa, al limite del paranoico.
E’ una donna in cui coesistono il desiderio di attrarre a se fatalmente chi la circonda ma al tempo stesso è incapace di amare, sia spiritualmente che fisicamente.
Il suo gioco di seduzione continua, quando riesce a far cedere anche il fedele e innamorato Laurent con il quale però non consumerà il frutto dell’adulterio, tirandosi ancora una volta indietro al momento buono, quasi schifata dall’idea di avere un rapporto sessuale con l’uomo.
Jeanne sembra ormai paga di quello che ha ottenuto.

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E’ riuscita a dimostrare a se stessa di essere capace di attrarre fatalmente a se le persone che la circondano e quindi ha bisogno di un nuovo palco, di altri protagonisti e in definitiva di nuove vittime.
Grazie ad una lettera di presentazione del defunto Ketti e alle ottime referenze che l’uomo le ha scritto, sceglie di andar via dal liceo e di andare ad insegnare in un altro, dove presumibilmente continuerà la sua opera di ammaliatrice e seduttirce.
Come scrive una volta tanto in maniera inappuntabile il Morandini, “Bisogna rivalutare Granier-Deferre e il suo alto artigianato nel cinema psicologico. Anche questo film, vergognosamente lanciato come un porno soft, conferma la sua finezza d’introspezione, l’ottima direzione degli attori.
Non guardatemi (Cours privè titolo originale, ben più consono al film) non ha nulla di erotico se non l’atmosfera in cui è immersa la vicenda.
Ma non si tratta di erotismo esplicito, bensì della descrizione accurata della ragnatela sensuale con la quale Joanne, la protagonista, avvolge chiunque la conosca, sia che si tratti di un omo o di una donna.
Joanne è una mantide che però non consuma il frutto del suo desiderio, lasciando così frustrati i desideri più reconditi di coloro che le si avvicinano.

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Che si tratti della bella Zanon, che forse la ama non solo fisicamente o che si tratti dell’ambiguo Ketti, forse quello più disperatamente avvolto falla stregoneria di Joanne, creatura inafferrabile, sensuale, con quel suo volto da ragazzina e con quel suo corpo da peccatrice.O che si tratti di Laurent, il collega attratto apparentemente dalla fragilità che a tratti sembra emanare da Joanne, paladino che difende la donna dagli attacchi (che risulteranno più che giustificati) che arrivano alla donna dall’esterno.
Giustificati perchè è proprio Joanne a condurre un perverso gioco, quello che la spinge ad autodenunciarsi come “ninfomane” spregiudicata salvo poi ritirarsi indietro ogni volta che dovrebbe consumare il frutto del suo desiderio.
Si, perchè lei in realtà è frigida: vuole ammaliare, sottomettere ma non è disposta a cedere nulla.Un gioco masochistico che avrà tragiche conseguenze, con due tentativi di suicidio, uno dei quali tragicamente compiuto.
Il quadro dipinto da Pierre Granier-Deferre è inappuntabile dal punto di vista psicologico.
La narrazione del film scorre perfettamente equilibrata, senza mai indulgere al sensazionalismo.
Jeanne è quello che è, una civetta o una maliarda, non sapremo mai perchè: lei è così, prendere o lasciare, non c’è spazio per il passato della ragazza, per le motivazioni che la spingono a comportarsi così.
Pierre Granier-Deferre è stato un valido regista oltre che uno sceneggiatore molto apprezzato;tra i trenta film da lui diretti vanno citati Il clan degli uomini violenti  del 1970, protagonista un grande Jean Gabin, dell’ottimo L’evaso (del quale ho già parlato nel sito) con il trio d’eccezione Delon,Piccol,Signoret e di altri ottimi prodotti come Un battito d’ali dopo la strage,Noi due senza domani, Una donna alla finestra (questi ultimi con la presenza dell’indimenticabile Romy Schneider)
La sua direzione del film è impeccabile, armonica.

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Ma gran merito della riuscita del film va alla protagonista assoluta dello stesso, Élisabeth Bourgine, splendida ed enigmatica interprete del personaggio di Joanne Kern, volto d’angelo in corpo da peccatrice, taglio di capelli da adolescente androgina e sensualità da vendere.
Una recitazione, la sua, da prima della classe, confermata nel seguito della carriera dalla partecipazione a numerosi tv movie fra i quali segnalo Il commissario Navarro e Delitti in paradiso.
Molto bene il resto del cast, con un impeccabile Michel Aumont nel ruolo del preside ed una giovane ( e già sensualissima) Emmanuelle Seigner appena ventenne ed al suo terzo film della sua lunga e prestigiosa carriera.
Un film davvero interessante, che si lascia guardare con piacere e che avvolge lo spettatore in un’atmosfera davvero singolare, a metà strada tra il dramma e il giallo, con un finale se vogliamo irriverente ma in pefetta linea con il racconto.

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Un film di Pierre Granier-Deferre. Con Michel Aumont, Pierre Vernier, Elizabeth Bourgine, Emmanuelle Seigner Titolo originale Cours privé. Drammatico, durata 95 min. – Francia 1986.

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Non guardatemi banner protagonisti

Élisabeth Bourgine … Jeanne Kern
Michel Aumont Bruno Ketti
Xavier Deluc … Laurent
Sylvia Zerbib … Patricia
Emmanuelle Seigner … Zanon
Lucienne Hamon … Madame Ketti
Pierre Vernier … Philippe
Rosine Rochette … Brigitte
Jacques Boudet Bonnier
André Chaumeau … Redon

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Regia: Pierre Granier-Deferre
Sceneggiatura:Pierre Granier-Deferre,Jean-Marc Roberts, Christopher Frank
Da un romanzo di Jean-Marc Roberts
Produzione: Alain Sarde
Musiche:Philippe Sarde
Fotografia:Robert Fraisse
Montaggio:Jean Ravel
Costumi:Olga Berluti

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L’opinione del Morandini

Lettere anonime (con foto) accusano la giovane e sensuale professoressa di una scuola privata di darsi da fare con gli allievi in orge casalinghe. Il preside si mostra comprensivo, ma poi chiede qualcosa in cambio. Bisogna rivalutare Granier-Deferre e il suo alto artigianato nel cinema psicologico. Anche questo film, vergognosamente lanciato come un porno soft, conferma la sua finezza d’introspezione, l’ottima direzione degli attori.

L’opinione di Segnalazioni cinematografiche

Questo film ha ambizioni di studio psicologico: vuol presentare infatti una ragazza dal fascino ambiguo, affetta da una perversa forma di narcisismo e di frigidità, e che respinge in sé delle tendenze omosessuali. Ma il quadro, realizzato con una certa abilità calligrafica, resta piuttosto superficiale. (Segnalazioni Cinematografiche)

Dal sito http://www.allocine.fr

De belles prestations d’acteurs, une histoire qui se tient, mais trop de passages “bavards” au café où l’action progresse peu. E. Bourgine est troublante, totalement investie dans son rôle.

Film au charme vénéneux, qui fait penser à l’univers glauque et entêtant de David Lynch. Magnifique (et trop rare) Elisabeth Bourgine

Beau film aussi beau que la plastique d’E.Bourgine.Un film sur la complexité et l’ambiguité des relations entre les êtres et où le plus pervers n’est pas forcément celui que l’on croit…

Un film psychologiquement puissant, qui laisse des souvenirs très longtemps après. Et puis, il y a la ballade de Nancy Jordan…

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Grazie!

Una Risposta

  1. Deve essere passato in tv perchè mi ricordo qualcosa….
    Naturalmente la tua recensione fa sempre e comunque venire voglia di vederlo…

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