Quel movimento che mi piace tanto


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Un buon 2017 a tutti,quanto meno sereno.

Quando nel 1976 Franco Rossetti gira Quel movimento che mi piace tanto, involontariamente, (visto anche la natura della pellicola) anticipa un tema di grande attualità, quello dei volta gabbana della politica.

Quarant’anni fa il cambio di casacca,o se vogliamo di ideologia politica,non era affatto un fenomeno frequente;gli schieramenti politici erano fermi, granitici, arroccati  sulla difesa delle idee e della passione politica per esse.
Oggi le cose sono ben diverse, più sfumate.
Il tramonto delle ideologie ha determinato un fenomeno ampio,quello del cambio della casacca,dello schieramento politico molto disinvolto,con buona pace degli elettori.
Discorso lungo,che tra l’altro non appartiene nemmeno al film,poiché in realtà si tratta di una commedia sexy che parla fugacemente dell’argomento,senza approfondimento o satira.

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Il protagonista della pellicola è l’avvocato Fabrizio Siniscalchi,deputato al parlamento di un partito non specificato,donnaiolo e perennemente alle prese con guai economici.
Vorrebbe cambiare schieramento politico,più per opportunismo che per convinzione nell’ideologia di sinistra,ma è bloccato in questo dalla relazione che intrattiene con Livia Bonoli-Serpieri,esponente della nobiltà senese,donna focosa e sessualmente irrefrenabile.
Per Fabrizio,che deve anche quotidianamente subire le rampogne di suo fratello Salvatore,pragmaticamente convinto che la relazione creerebbe imbarazzo in uno schieramento come quello della sinistra,nasce quindi la necessità di sbarazzarsi di Livia.
Troppo,per il volubile avvocato.
Nonostante i ricatti della nobildonna,che lo tiene legato anche economicamente,in qualche modo Fabrizio riesce a lasciare Livia.
La donna,vendicativa,si rivolge ad un amico marchese per incastrare il “fedifrago”; i due decidono di assoldare una baby prostituta,la bella Anna Gilioli facendo in modo che l’ignaro Fabrizio allacci con lei una relazione per poi renderla pubblica e creare uno scandalo.
Anna riesce ad agganciare l’avvocato,che ne resta irretito.

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Ma quello che la nobildonna non può prevedere è che tra i due le cose vadano ben diversamente dal preventivato… .
Quel movimento che mi piace tanto è una commedia dell’abbondante filone della commedia sexy,diretta dal senese Franco Rossetti,che omaggia la sua città girando la pellicola in una splendida e assolata Siena.
Uno dei suoi otto film,l’ultimo di un livello accettabile,anche se,come leggerete nel trafiletto sotto,il film venne addirittura denunciato da alcuni giovani come stupido e volgare,tanto da costringere il pretore ad emettere una sentenza di assoluzione in quanto il film (testualmente) “è opera scadente e volgarmente indecente,e quindi più ripugnante che contrario alla morale“.
Giudizio severissimo e assolutamente tranciante.
Non siamo di certo di fronte ad un’opera da consigliare tout court,ma nemmeno ad un prodotto indecente.
La storia in fondo è ben congegnata e il cast assoldato ha un indiscusso buon livello;si va infatti dalla presenza di due ottimi attori della commedia leggera come Carlo Giuffrè e Renzo Montagnani (piutto in ombra,invero) oltre alla presenza del bravo Cannavale.
Le parti femminili sono affidate a due attrici particolarmente affascinanti,come Martine Brochard e Cinzia Monreale.

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Basterebbe questo quindi a dare una patente di “serietà” al prodotto,che tra l’altro,se è vero che abbonda di casti nudi,non è certo opera softcore.
Del resto la commedia sexy aveva questa peculiarità: mostrare quanti più centimetri di epidermide per stuzzicare la fantasia degli spettatori.
Il film non brilla per particolare comicità,tuttavia è discretamente congegnato grazie alla sceneggiatura di Francesco Milizia,dello stesso Giuffrè e di Rossetti,gente che conosceva il proprio mestiere.
La satira è lievissima,tanto da risultare impalpabile,mentre tutto il carico del film è portato sulle caratteristiche di Giuffrè,attore di indubbio talento;peccato per il sacrificio di Montagnani,una volta tanto relegato in terz’ordine, mentre appare
per la prima volta sullo schermo un attore che da lì a qualche anno avrebbe fatto fortuna: Carlo Verdone, nei panni di un garzone del bar.
Bene la Brochard e la Monreale,bella decisamente la location senese,discrete le musiche di Manuel De Sica.
Film ricomparso dopo una lunghissima latitanza,disponibile in una versione più che buona su You Tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=WMitKg9YCw4

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Quel movimento che mi piace tanto
Un film di Franco Rossetti. Con Renzo Montagnani, Martine Brochard, Mario Colli, Carlo Giuffrè,Francesca Benedetti, Cinzia Monreale,
Enzo Cannavale Commedia, durata 103 min. – Italia 1975.

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Carlo Giuffrè …Avvocato Fabrizio Siniscalchi
Martine Brochard …Livia Bonoli-Serpieri
Renzo Montagnani …Marchese Cecco Ottobuoni
Cinzia Monreale …Anna Gilioli
Francesca Benedetti… Lucy
Enzo Cannavale …Salvatore Siniscalchi

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Regia Franco Rossetti
Soggetto Francesco Milizia, Franco Rossetti
Sceneggiatura Carlo Giuffré, Francesco Milizia, Franco Rossetti
Produttore Franco Rossetti
Casa di produzione Pan Hubris
Distribuzione (Italia) Stefano Film
Fotografia Roberto Gerardi
Musiche Manuel De Sica
Scenografia Gaia Romanini Rossetti
Costumi Gaia Romanini Rossetti
Trucco Maurizio Giustini

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

B. Legnani

Spottistico. Commediola per e con Giuffrè, che, se non fosse ipotesi assurda, si potrebbe ipotizzare commissionata dall’Azienda di Promozione Turistica della città. Si basa su una sola idea buona, che rischiara la parte centrale del film, in corrispondenza di arrivo e prima “rivelazione” della Monreale. Poi il film si avvita un po’, cercando un secondo colpo di scena che funziona assai meno del primo. Giuffré fa ciò che gli viene chiesto, mal sfruttati la Brochard e (ancor meno) Montagnani, così così Cannavale. Bruttino. Comparsata di Verdone.
Undying

Il regista della Cavalla tutta nuda porta sullo schermo una commedia ben costruita (i dialoghi sono curati da Francesco Milizia) e resa gradevole dalla presenza (spesso nuda) della piacevole Cinzia Monreale (poi vista in Buio Omega, L’aldilà e in un altra manciata di horror massaccesiani). Oltre al debutto di Verdone, va segnalata la convincente prestazione offerta da Giuffré e il (sempre) esilarante ruolo di Montagnani. A suo modo, oltre al divertissement, il film tenta un approccio “politico”, pur sempre modico, ma presente…
Markus

Curiosa commedia sexy di ambientazione senese. Il protagonista assoluto è un surreale Carlo Giuffrè in una delle poche occasioni avute per essere protagonista assoluto e, volendo guardare, cinematograficamente al canto del cigno. Cast nutrito e funzionale al racconto: certamente spicca una sexy Cinzia Monreale, la cui carriera però non è propriamente decollata, sebbene la buona riuscita di questo film. La parte comica, per altro contenuta, è affidata, oltre che a Giuffrè, ad Enzo Cannavale e, meno risalto in questa occasione, a Renzo Montagnani.
Daidae

Non malaccio, considerando anche che lo stesso regista è “colpevole” della regia del pessimo Una cavalla tutta nuda. Discreta commedia sexy, con un valido cast sia maschile che femminile, su tutti la interpretazione dell’ottimo Giuffrè e della bella Monreale.
Luchi78

Commedia sexy a tutti gli effetti, nonostante una parvenza di critica sociale e politica ben interpretata dalla coppia Giuffrè-Cannavale, che mostrano un certo contegno nonostante l’esibizione costante di nudi e atti sessuali. Il film si perde proprio in questa morbosa sceneggiatura, che vorrebbe proporre la Monreale come una verginella adolescente da un lato, prostituta abile e con tendenze lesbo dall’altro. Il finale scade nel ridicolo, con dichiarazioni a dir poco imbarazzanti se non proprio comico-demenziali.
Dusso

Una delle tante commedie sexy anni 70; è un film dignitoso, piacevole e abbastanza divertente. Nudissima una giovanissima Cinzia Monreale ma anche la Brochard ci concede un nudo integrale. Esordio assoluto per Carlo Verdone che è assistente alla regia e che fa una comparsata in un bar dove vanno Cannavale e Giuffrè. Si parla di una versione del film ancora più spinta e per questo la Monreale sembrava un po’ preoccupata… (Martine Brochard da Cine 70 n.6)
Giacomovie

Uno dei tanti filmetti-pretesto per mostrare le bellezze di turno senza veli, che riesce almeno a tenere un piede fuori dal banale. Il solito erotismo casereccio è inserito in situazioni che strappano qualche risata, col collaudato duo Montagnani- Cannavale a proprio agio. Simpatica la trovata della “puttana vergine”. Curioso poi che un film con poco senso facia riferimento a Senso, col personaggio della contessa Serpieri che nel film di Visconti era di Alida Valli. **
Motorship

Simpatica e divertente commedia sexy anni 70. Il film, pur non essendo un capolavoro, sa ben coadiuvare nudi da urlo con scene assai divertenti e altre amarognole. Il film funziona principalmente per un ottimo e istrionico Carlo Giuffrè, il quale regge praticamente da solo il film; funzionano anche Cannavale e Montagnani, bellissime le frequenti nudità della splendida Cinzia Monreale (anche se Martine Brochard ci concede un nudo da urlo). Apparizione per un giovanissimo Carlo Verdone. Non male.
Maxx

Il film segue quel filone scollacciato che tanto andava di moda all’epoca. Si ride poco e bisogna dire che l’occhio, a parte qualche nudo piuttosto fugace, gode pochetto. Montagnani solito istrione, Giuffré esagerato, Cannavale annacquato e piuttosto sprecato. L’idea non sarebbe male ma non parliamo di satira politica riuscita. Si può perdere.

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2 Risposte

  1. Non trovo coerenza nei pareri espressi. Non basta certamente un cast di esperienza per garantire un prodotto accettabile. Ho letto giudizi molto critici su numerose pellicole meglio girate. Qui la buona idea iniziale si disperde e si dissolve alla luce di un intreccio assurdo quanto privo di sostanza. I canoni della commedia all’italiana sono distorti: non c’è il colpo di scena finale ironico e beffardo per il protagonista, non ci sono intrecci amorosi degni di nota. Tutto sospeso tra il reale e l’irreale, tra il divertente e il serio. Dunque, tutto privo di sapore.
    Mi allineo ai giovani che hanno espresso giudizi molto severi sulla pellicola.

    • Direi che hai centrato il punto;purtroppo siamo in un periodo storico in cui incominciano a mancare le idee e si vede.Non bastano certo natiche e seni a salvare un film.Ciao e grazie

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