Anna dei mille giorni


Inghilterra,1527.
Enrico VIII Tudor ha una relazione con la figlia maggiore di sir Thomas Boleyn,Mary.
Il re è sposato con Caterina d’Aragona,che però non è riuscita a dargli il tanto sospirato erede maschio.
Nei primi otto anni di matrimonio infatti la regina è rimasta incinta sei volte,ma una sola figlia,Mary (detta in seguito la Cattolica o la Sanguinaria)
è sopravissuta.
Ad un pranzo Enrico VIII si invaghisce della sorella minore di Mary,Anna,che però è legata a Henry Percy;nonostante l’ostacolo il re ordina al suo primo ministro, il Cardinale Wolsey di sciogliere il fidanzamento di Anna con il promesso sposo.
La giovane e bella Anna non è minimamente attratta dal re,ma poco alla volta,sedotta dal serrato corteggiamento di Enrico e sopratutto dal fascino del potere che esercita,gli cede.
Ma con molta furbizia la donna rifiuta di spingersi fino in fondo;contemporaneamente inizia a minare la fiducia del re nel suo cancelliere.
Il re,ormai deciso a regolarizzare il suo legame con Anna,invia Wolsey da Papa Paolo III per chiedere lo scioglimento del suo matrimonio con Caterina;il Cancelliere fallisce la sua missione e questo segna la sua definitiva disgrazia a corte.


Contemporaneamente il re comunica al Parlamento la sua volontà di separare la chiesa d’Inghilterra da quella romana,dando via allo scisma che sancirà la nascita della chiesa anglicana.
Così Enrico VIII è libero di impalmare Anna Boleyn.
E lo fa,nonostante la netta opposizione di buona parte della nobiltà e sopratutto l’ostilità del popolo,molto legato alla legittima sovrana Caterina.
Qualche mese dopo la felicità del re sembra essere completa:Anna è incinta.
Ma la neo regina partorisce una femmina (la futura Elisabetta I,la regina vergine) e questo sancisce l’inizio della fine del rapporto idilliaco tra i due.
Il re inizia a trascurare sempre più Anna ma nonostante tutto quest’ultima resta di nuovo incinta.
Quando il figlio della coppia nasce morto,Enrico,che nel frattempo ha allacciato una relazione amorosa con una delle damigelle di Anna,Jane Seymour,chiede al suo nuovo cancelliere Thomas Cromwell di studiare un mezzo per liberarsi di Anna.
Con molta spregiudicatezza,il Lord Cancelliere con la tortura fa confessare un musicista di casa Boleyn di essere l’amante di Anna e nel frattempo con la stessa accusa arresta dei cortigiani.


Tra gli arrestati figura anche i fratello di Anna e la donna,che nel frattempo è stata arrestata e portata nella Torre di Londra,comprende di essere perduta.
Nonostante un drammatico colloquio con Enrico,Anna non smuove la volontà del re e la donna,che ha rifiutato di ammettere l’adulterio e di conseguenza di sciogliere il matrimonio,viene condannata a morte.
Dopo mille giorni di potere tanto sognato e voluto,Anna Boleyn sale sul patibolo e viene decapitata.
Enrico VIII è libero di impalmare Jane Seymour mentre la piccola Elisabetta ascolta i rombi dei cannoni annunciare la morte di sua madre.
L’ascesa e la caduta di Anna Boleyn (italianizzata in Bolena) è raccontata dal londinese Charles Jarrott con buona mano e con una ricostruzione storica tutto sommato abbastanza fedele.
Jarrott aveva una decennale carriera televisiva alle spalle e questo suo esordio sul grande schermo va considerato positivo alla luce del risultato finale.
Anna dei mille giorni esce nelle sale nel 1969,ottenendo un discreto successo di pubblico ma critiche contrastanti.
Nonostante tutto otterrà ben 10 nomination agli Oscar anche se alla fine porterà a casa solo la statuetta per i migliori costumi mentre miglior sorte riceverà ai Golden Globe,assicurandosi quelli per il miglior film drammatico,la migliore regia,la miglior attrice e la migliore sceneggiatura.
Come dicevo,un film ben realizzato,con una sceneggiatura ricavata dal soggetto originale del premio Pulitzer Maxwell Anderson,una sontuosa realizzazione scenica e di costumi.


Qualche forzatura,come il mai esistito incontro prima dell’esecuzione fra Anna e Enrico VIII non inficia il buon esito della pellicola,che resta storicamente abbastanza fedele a quanto accaduto nella realtà.
Forse l’unico vero errore è l’aver puntato su Richard Burton come interprete del personaggio di Enrico VIII,ma non certo per incapacità recitativa da parte del grande attore gallese quanto piuttosto per le differenti  caratteristiche fisiche.Re Enrico dall’essere aitante era diventato,con il passare del tempo,un uomo robusto ai limiti della pinguedine;ma tutto sommato si tratta di dettagli.
Il film scorre con piacevolezza,i vari attori svolgono diligentemente il loro lavoro e va segnalata l’ottima performance di Genevieve Bujold,alla sua prima vera parte importante in carriera.
Jarrott due anni dopo dirigerà un altro buon film storico,quel Maria Stuarda, regina di Scozia che racconterà la triste vicenda della cugina di Elisabetta I Tudor che finirà per essere decapitata come la madre di Elisabetta,la sventurata Anna Boleyn.

Anna dei mille giorni

Un film di Charles Jarrott. Con Irene Papas, Anthony Quayle, Richard Burton, Geneviève Bujold, John Colicos, Vernon Dobtcheff, Michael Hordern, Katharine Blake, Valerie Gearon, Michael Johnson, Peter Jeffrey,Joseph O’Conor, William Squire, Esmond Knight, Nora Swinburne Titolo originale Anne of the Thousand Days.
Storico, durata 145 min. – Gran Bretagna 1969.

 

 

Richard Burton: Re Enrico VIII
Geneviève Bujold: Anna Bolena
Irene Papas: Caterina d’Aragona
Anthony Quayle: Cardinale Wolsey
John Colicos: Thomas Cromwell
Michael Hordern: Conte Thomas Boleyn
Katharine Blake: Elizabeth Boleyn
Valerie Gearon: Mary Boleyn
Michael Johnson: George Boleyn
Peter Jeffrey: Duca di Norfolk
Joseph O’Conor: Vescovo Fisher
William Squire: Tommaso Moro
Esmond Knight: Kingston
Nora Swinburne: Lady Kingston
Vernon Dobtcheff: Mendoza
Brook Williams: Breareton
Gary Bond: Smeaton
T.P. McKenna: Norris
Denis Quilley: Weston
Terence Wilton: Lord Percy
Lesley Paterson: Jane Seymour
Nicola Pagett: Principessa Mary
June Ellis: Bess
Kynaston Reeves: Willoughby
Marne Maitland: Campeggio
Cyril Luckham: Priore Houghton
Amanda Walker: Dama di Anna
Charlotte Selwyn: Dama di Anna
Elizabeth Counsell: Dama di Anna
Juliet Kempson: Dama di Caterina
Fiona Hartford: Dama di Caterina
Lilian Hutchins: Dama spagnola di Caterina
Anne Tirard: Dama spagnola di Caterina
Amanda Jane Smythe: Elisabetta bambina

Enrico VIII Tudor

Anna Boleyn

 

Regia Charles Jarrott
Soggetto Maxwell Anderson
Sceneggiatura Bridget Boland, John Hale e Richard Sokolove
Produttore Hal B. Wallis
Casa di produzione Hal Wallis Productions
Fotografia Arthur Ibbetson
Montaggio Richard Marden
Musiche Georges Delerue
Scenografia Maurice Carter
Costumi Margaret Furse

 

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