David di Donatello 1971


“Ai tanti amici, nel cinema italiano e anche nel cinema straniero, che sono stati vicini al David in tutti questi anni farà probabilmente piacere conoscere la sua storia, da considerarsi iniziata quasi mezzo secolo fa, nel 1950, quando a Roma venne fondato l’Open Gate Club. Il suo simbolo era una porta che si apriva: per accogliere i tempi nuovi e tutti quelli, soprattutto stranieri, che, chiusa la parentesi buia della guerra, tornavano a darsi Roma come meta privilegiata, soprattutto dal punto di vista culturale.
In questa ottica, nell’ambito dell’Open Gate, sorgeva nel 1953 il Comitato per l’Arte e la Cultura, affiancato, nel 1954, dal Circolo Internazionale del Cinema dato il rilievo sempre maggiore che in quei primi anni Cinquanta veniva appunto assumendo il cinema. Un rilievo tale che l’anno dopo, nel 1955, il Circolo del Cinema, assunta la nuova denominazione di Club Internazionale del Cinema, istituiva con l’Open Gate, anche con la mia partecipazione e sotto la guida illuminata di Italo Gemini, presidente dell’Agis, i Premi David di Donatello, destinati alla migliore produzione cinematografica italiana e straniera: con gli stessi criteri dei Premi Oscar a Hollywood ma dandosi come riferimento la ben più prestigiosa statua del David scolpita a Firenze da Donatello, riprodotta in oro da Bulgari.
Con quei criteri, l’anno dopo, venivano assegnati per la prima volta i Premi David: a Roma, al cinema Fiamma, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Per spostarli già nel 1957 a Taormina, nel Teatro Greco, d’intesa con l’Ente Provinciale per il Turismo di Messina. Nel 1958 l’Agis e l’Anica ne diventavano, con atto notarile, gli Enti Promotori e decidevano di associare l’Ente David, per le sue premiazioni a Taormina, alla Rassegna Internazionale Cinematografica di Messina, rendendolo, nel 1963, autonomo dall’Open Gate da cui aveva preso le mosse.”
Da una video registrazione di Gian Luigi Rondi,uno dei più importanti critici cinematografici del cinema italiano,la cronaca della fondazione dei David di Donatello,che prendono il nome dalla riproduzione in scala ridotta della celebre opera di Donatello.
Premio giunto nel 2017,alla sessantunesima edizione,che attribuisce 26 statuette in varie categorie;questo numero però è stato raggiunto recentemente,nel 1971,l’edizione che prendiamo in considerazione in questa puntata assegnò 9 categorie di premi,ovvero Miglior film,Miglior regista,Migliore attrice protagonista,Miglior attore protagonista,Miglior regista straniero,Miglior produttore straniero,Migliore attrice straniera,Miglior attore straniero,David Speciale.L’edizione di quest’anno si tenne il 29 giugno 1971 al Teatro delle Terme di Caracalla di Roma.
Nel 1971 sono addirittura tre gli ex aequo che premiano rispettivamente due film italiani e uno straniero nella categoria miglior film;
vincono Il conformista, regia di Bernardo Bertolucci,Il giardino dei Finzi-Contini, regia di Vittorio De Sica,Waterloo , regia di Sergej Bondarchuk mentre il premio come miglior regista va a Luchino Visconti per il film Morte a Venezia.
Ex aequo anche per la Migliore attrice protagonista;le premiate sono Florinda Bolkan per Anonimo veneziano di Enrico Maria Salerno e
Monica Vitti per Nini Tirabusciò , la donna che inventò la mossa di Marcello Fondato.
Miglior attore protagonista è Ugo Tognazzi per la sua interpretazione in La Califfa di Alberto Bevilacqua.
Ecco il dettaglio dei premi del 1971:

Il conformista, regia di Bernardo Bertolucci (ex aequo)
Il giardino dei Finzi-Contini, regia di Vittorio De Sica (ex aequo)
Waterloo , regia di Sergej Bondarchuk (ex aequo)

MIGLIOR REGISTA

Luchino Visconti – Morte a Venezia

Florinda Bolkan per Anonimo veneziano (ex aequo)
Monica Vitti per Ninì Tirabusciò la donna che inventò la mossa (ex aequo)

Ugo Tognazzi per La Califfa di Alberto Bevilacqua

Miglior regista straniero

Claude Lelouch per La canaglia (Le Voyou)

Miglior produttore straniero

Anthony Havelock-Allan – La figlia di Ryan (Ryan’s Daughter) di David Lean

Migliore attrice straniera

Ali MacGraw – Love Story di Arthur Hiller

Miglior attore straniero

Ryan O’Neal – Love Story di Arthur Hiller

Lino Capolicchio, per la sua interpretazione in Il giardino dei Finzi-Contini

Mario Cecchi Gori, per l’insieme delle sue produzioni

Mimsy Farmer, per la sua interpretazione in Quando il sole scotta

Nino Manfredi, per la sua regia in Per grazia ricevuta (l’attore/regista sul set)
RAI -TV /Leone Cinematografica, per la produzione de I clowns

Enrico Maria Salerno, per la sua regia in Anonimo veneziano (il regista sul set)

Monica Vitti,Ryan O’Neal e Florinda Bolkan migliori attori

Florinda Bolkan e Luchino Visconti

Monica Vitti,Luchino Visconti e Florinda Bolkan

Enrico Maria Salerno e Florinda Bolkan

Carole Andrè e Helmut Berger

Ottavia Piccolo e Lino Capolicchio

Performance di Donyale Luna

Ryan O’Neal e Ali MacGraw

Florinda Bolkan e Helmut Berger

 

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