Le labbra proibite di Sumuru


La bellissima Sumuru ha creato clandestinamente un formidabile esercito composto esclusivamente da donne, con le quali ha ordito un piano ambizioso: sostituire tutti gli uomini al potere usando per neutralizzarli le armi della seduzione.
Per sventare i piani della affascinante virago vengono inviati due agenti, Nick West e Tommy Carter, incaricati delle indagini sull’uccisione di un influente uomo politico. Dopo una serie di traversie e grazie all’aiuto della bella Helga Martin riusciranno a fermare il piano criminoso.


Le labbra proibite di Sumuru, traduzione furbissima e molto libera del titolo originale inglese The Million Eyes of Sumuru è una curiosa mescolanza di generi che spaziano tra i film di James Bond alle storie tradizionali del genere spy condita furbescamente con un pizzico di sesso e una puntina di erotismo. Il personaggio della diabolica Sumuru venne creato da Sax Rohmer, che ne fece l’eroina di una serie di romanzi editi tra gli inizi e la metà degli anni 50.


Il film è girato e proiettato nel 1967, quindi è quanto di più osè possibile in quel momento storico, cioè presso che zero almeno alla luce di ciò che si vedrà in seguito, tuttavia ha un suo fascino che risiede in primis nella storia abbastanza innovativa in cui si intravede un proto femminismo ovviamente estremamente limitato e al servizio di un film di pura evasione.
Il regista canadese Lindsay Shonteff, praticamente conosciuto solo da alcuni eletti ed amanti del cinema di genere assembla un cast di un certo rilievo per mettere in scena un film che ha dalla sua un discreto ritmo e sopratutto uno stuolo di belle figliole impegnate a sedurre uomini di potere per arrivare a governare il mondo, il tutto con tanto di gonnelle e corpetti stretti oltre il limite fisico.
La bellissima e seducente Sumuru è interpretata da Shirley Eaton, attrice inglese abbastanza famosa negli anni 60 per aver interpretato una serie di film avventurosi e principalmente per aver interpretato la stupenda Jill Masterson in Agente 007 Missione Goldfinger.


Il ruolo di Sumuru verrà reinterpretato dalla Eaton due anni dopo, nel remake omonimo diretto da Jesus Franco che utilizzerà anche Maria Rohm (sua beniamina) che aveva fatto parte del film originale nel ruolo di Helga Martin.
Le labbra proibite di Sumuru è quindi una variante degli action movie e delle spy story, così come il personaggio principale è una specie di prologo a quello di Fu Manchu (personaggio creato sempre da Sax Rohmer) che difatti sarà il film successivo realizzato dalla Eaton diretta da Franco al fianco di Christopher Lee.


Un film decisamente curioso, in cui tutti i ruoli classici delle spy story vengono ribaltati; in una delle scene iniziali che sembra trascinata di peso da un film di James Bond si vede la bellissima Sumuru assistere indifferente ad una presa mortale di una sua adepta nei confronti di un orientale, quasi strangolato da una mossa di judo e inquadrato per due lunghissimi minuti, mentre le splendide “guerriere” di Sumuru assistono tutte impeccabili e senza un capello fuori posto nella loro uniforme gialla che arriva a lasciar scoperte le natiche.


Che il film rifaccia il verso agli 007 appare chiaro dopo qualche decina di minuti; dall’assassinio di una giovane ragazza, affogata da Sumuru e due adepte al finale convulso, tutto sembra essere un tributo alle gesta dell’agente segreto creato da Fleming.
Con una differenza non da poco, costituita purtroppo dall’inconsistenza interpretativa di Frankie Avalon e di George Nader che interpretano malissimo rispettivamente gli agenti Carter e West; molto meglio il cast femminile nel quale spiccano le citate Eaton e Rohm, con un piccolo ruolo affidato all’affascinante Krista Nell.
Nel film compare anche un insolitamente allegro Klaus Kinskj nel ruolo del Presidente Boong; un film tutto sommato passabile quanto meno per il parterre, davvero lussuoso di bellezze in vetrina e giocato su un ritmo tutto sommato decente.


Dopo quasi 45 anni è uscita una versione digitale del film, che consiglio principalmente perchè estremamente colorata: il film è un trionfo di abiti e mezzi, di elettrodomestici e oggetto d’uso comune negli anni sessanta oltre che essere una sfilata di acconciature oggi assolutamente improponibile.
Se la trama non vi interessa più di tanto, potete sempre guardare il film con gli occhi di un documentarista.
Le labbra proibite di Sumurù
Un film di Lindsay Shonteff. Con Klaus Kinski, George Nader, Shirley Eaton, Frankie Avalon, Maria Holm, Wilfrid Hyde-White, Patti Chandler, Salli Sachse, Ursula Rank, Krista Nell, Maria Rohm, Paul Chang, Essie Huang, Jon Fong, Denise Davreux, Mary Cheng, Jill Hamilton, Louise Lee, Lisa Gray, Christine Luk, Margaret Cheung Titolo originale Sumurù. Avventura, durata 85 min. – USA, Gran Bretagna 1967.

Shirley Eaton … Su-muru
Frankie Avalon … Agente Tommy Carter
George Nader … Agenet Nick West
Wilfrid Hyde-White .Colonello Anthony Baisbrook
Klaus Kinski … Presidente Boong
Patti Chandler … Louise
Salli Sachse … Mikki
Ursula Rank … Erno
Krista Nell … Zoe
Maria Rohm … Helga Martin
Paul Chang … Ispettore Koo
Essie Huang … Kitty
Jon Fong … Colonello Medika
Denise Davreux … Guardia personale di Sumuru
Mary Cheng … Guardia personale di Sumuru

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