Tina Aumont

Tina Aumont 1 Foto

Trasgressiva, provocatoria, anticonvenzionale.
Figlia di due due attori molto conosciuti, Jean-Pierre Aumont e Maria Montez, Marie Christine Aumont è nata a Hollywood il 14 febbraio 1946.
Ha respirato sin da piccola l’aria del cinema, spinta sopratutto da suo padre Jean Pierre Aumont, attore brillante che ha interpretato nel corso della sua lunghissima carriera oltre 150 film; a soli 5 anni ha perso l’affetto della madre, Maria Montez, scomparsa il 7 settembre 1951 a soli 39 anni per un infarto che la colse mentre faceva il bagno in casa.
Ha quindi bruciato le tappe da subito, spinta da una curiosità, da una voglia di vivere e da uno spirito ribelle che hanno segnato poi la sua vita privata in tutte le sue fasi.
Nel 1963, a soli 17 anni, sposa l’attore e regista francese Christian Marquand (fratello dell’attrice e regista Nadine Marquand Trintignant) mentre esordisce nel cinema a vent’anni, nel 1966 con una piccola parte nel film Modesty Blaise. La bellissima che uccide utilizzando il diminutivo del suo nome,Tina e il cognome del marito Marquand. E’ il padre a consigliarle di rivolgersi al regista Losey (e a raccomandarla), e il regista britannico, colpito dalla bellezza di Tina la scrittura e le affida un ruolo secondario accanto a star come Monica Vitti (che interpreta Modesty Blaise), a Terence Stamp e Dirk Bogarde.

Tina Aumont Satyricon

Tina Aumont nel Satyricon 

Tina Aumont Saloon Kitty

Saloon Kitty

E’ l’inizio di una carriera fulminea, che la vedrà protagonista di oltre 40 film, la maggior parte dei quali girati per il cinema italiano.
Intanto Tina mostra insofferenza per le convenzioni, per la vita di routine; siamo negli anni della contestazione generale e lei è in prima fila nei movimenti, come quello degli hippy, che chiedono un cambiamento sostanziale della società.
Lavora con Vadim accanto alla sua compagna Jane Fonda nel film La calda preda e in Texas oltre il fiume al fianco di Delon e Dean Martin; il suo primo contatto, decisivo, con il cinema italiano lo ha con Alberto Sordi: il grande attore romano, da poco regista,la conosce a Taormina dove Tina è presente per la promozione del film di Vadim e la vuole nel cast di Scusi, lei è favorevole o contrario?, un film che anticipa la storica introduzione del divorzio in Italia, in un periodo storico in cui il nostro paese è in profondo mutamento.
Per la prima volta l’attrice sceglie di utilizzare il nome con cui diverrà famosa cinematograficamente, Tina Aumont; ma nel film successivo, il thriller di Michele Lupo Troppo per vivere… poco per morire è ancora Tina Marquand. L’abbandono del cognome del marito è dovuto al divorzio che dopo pochissimi anni l’attrice affronta; non si sposerà più perchè “un marito basta e avanza” come racconterà in interviste successive.

Racconti proibiti…di niente vestiti

Tina Aumont Partner

Partner

Il 1968 è l’anno della svolta per l’attrice; viene scelta da Tinto Brass per il film L’urlo, che narra le vicende di una ragazza che pianta sull’altare lo sposo, rifiutando così di fatto la morale borghese e le convenzioni sociali.
E’ un film cucito su misura su di lei, sulla sua personalità e sui suoi atteggiamenti anticonformisti e provocatori.
La pellicola di Brass, assolutamente in anticipo sui tempi, non riscuote al momento grande successo tanto da venire proiettata in Italia due anni più tardi, ma rappresenta la consacrazione di un’attrice dalla personalità complessa ma dalle doti di attrice ormai mature.

Tina Aumont Necropolis

Necropolis

Tina Aumont Modesty Blaise

Modesty Blaise

Il ruolo di Anita, la mancata sposa che vive un’esistenza alternativa accanto al compagno di avventure Coso rifiutando di accettare un matrimonio che la imprigionerebbe in un ruolo secolarmente stabilito per le donne, le cuce addosso l’immagine di donna ribelle.
E lei lo è, in qualche modo.
Basta guardare i corti Visa de censure e La révolution n’est qu’un début. Continuons.per rendersi conto di come Tina interpretasse anche nella realtà il ruolo di donna emancipata e libera, scevra da compromessi.
I lavori successivi dimostrano come Tina accettasse lavori particolari con registi non convenzionali; è il caso del western L’uomo, l’orgoglio, la vendetta di Bazzoni e di Il sosia di Bertolucci oltre che di Le lit de la vierge, il film in cui recita accanto ad un altro “ribelle” del cinema, Pierre Clementi.

Tina Aumont Malizia

La celebre scena tratta da Malizia

Tina Aumont L'urlo 1

La Aumont in una scena tratta da L’urlo

Il cinema italiano la adotta definitivamente e arrivano per lei film come L’alibi (accanto a Gassman, che lei definirà un grande attore e un gran signore), lo sfortunato Satyricon di Polidoro, girato a tempo di record per anticipare il Satyricon di Fellini in cui la Aumont avrà una parte, Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano di Comencini.

In tutti questi film Tina ha ruoli importanti ma non da protagonista assoluta, cosa che verrà confermata anche nel successivo Metello di Bolognini, in cui le venne preferita la bravissima Ottavia Piccolo.
Nel 1970 gira Corbari, di Valentino Orsini accanto a Gemma e subito dopo in Necropolis di Franco Brocani, uno dei film più misteriosi della storia del cinema, visto solo da pochissimi spettatori e sopratutto assolutamente introvabile in qualsiasi versione.
E’ la conferma della vocazione di Tina per film particolari, non necessariamente adatti al grande pubblico; ma per lei ci sono anche lavori come Il sergente Klems e Racconti proibiti di niente vestiti di Rondi o anche Bianco rosso è…di Lattuada accanto alla Loren e Celentano.
Nel 1972 lavora in un altro film underground, Arcana di Giulio Questi, un film che ebbe vicissitudini a non finire, a cominciare dal fallimento del produttore proseguendo con la pesante censura subita per la presenza di scene di rapporti sessuali fra la Aumont e Maurizio Degli Espositi finendo con altri tagli riguardanti il rapporto incestuoso tra Maurizio Degli Espositi e Lucia Bosè.
Paradossalmente, da questo momento in poi Tina sceglie di recitare prodotti meno d’elite e più commerciali, a partire da I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino, per proseguire poi con Malizia di Samperi, del quale resta leggendaria la scena in cui la bellissima attrice sale in bicicletta mostrando le splendide gambe in una scena che mostra poco ma che è di un erotismo assolutamente unico.

Tina Aumont Lifespan

Lifespan-Patto con il diavolo

Nel 1973 lavora ancora con Bazzoni nello sfortunato western Blu Gang e vissero per sempre felici e ammazzati mentre nel 1974 interpreta Mara in Storia de fratelli e de cortelli e subito dopo l’ottimo Fatti di gente perbene di Bolognini.
Tina ha 28 anni, è nel pieno della maturità artistica e della sua bellezza di donna; è un’attrice stimata e viene chiamata per diverse produzioni di casa nostra.
Interpreta il ruolo di Laura, una donna che per eccitare il marito aggancia un venditore per strada in Il trafficone di Bruno Corbucci, quello della protagonista Anna in Il patto con il diavolo, un piccolo ruolo in Divina creatura (accanto alla bellissima Laura Antonelli) di Giuseppe Patroni Griffi, il ruolo dell’adultera in Il messia di Rossellini.
Nel 1976 è sul set di ben sei film: si tratta di La principessa nuda di Canevari, nel quale divide il ruolo di protagonista con Ajita Wilson, di Cadaveri eccellenti di Francesco Rosi in quello di una prostituta, di Herta Wallenberg, sorella del’SS Helmut Berger in Salon Kitty, nel quale ritrova Tinto Brass.

Tina Aumont La principessa nuda

La principessa nuda

Seguono Giovannino di Nuzzi e Nina di Minnelli, al fianco di mostri sacri come Ingrid Bergman e Liza Minnelli.
La sua carriera sembra irresistibilmente in ascesa, tant’è vero che viene “arruolata” nel celebre Satyricon di Fellini ed è proprio in questo momento che accade il fattaccio.
Subito dopo aver ultimato le riprese, Tina per riposarsi va in Malesia.
Qui acquista una statuina di oppio e se la spedisce in Italia.
Ma l’oggetto viene intercettato dalla polizia e l’attrice, informata dell’accaduto da alcuni amici, sceglie di non tornare in Italia per evitare l’arresto con conseguente inevitabile condanna penale.
Ripara in Francia ma di fatto l’accaduto le tronca per diversi anni la carriera, danneggiandola in maniera irreparabile.
I film successivi, infatti, sono davvero pochi e praticamente trascurabili.

Tina Aumont Infanzia vocazione e prime esperienze

Infanzia, vocazione prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano

Dopo Un cuore semplice (1977) Tina lavora in due produzioni televisive francesi, poi dopo una lunga pausa in Holocaust parte seconda: i ricordi, i deliri, la vendetta di Pannacciò, in un ruolo marginale.
Ha appena 34 anni, è sempre molto bella ma è un’attrice quasi finita.
Quell’errore madornale, quella brutta storia di droga la danneggia in maniera irreparabile e lei per motivi oscuri accetta addirittura di comparire nuda sulle colonne del mensile erotico Le ore, che la immortala in scene hard alle quali lei non partecipa attivamente ma come semplice spettatrice di rapporti sessuali espliciti.
L’ultimo film di rilievo è La bande du Rex (1980), che però passa praticamente inosservato mentre lavora in tv in un episodio delle Inchieste del commissario Maigret.
Dopo 3 film girati in Francia, da noi assolutamente sconosciuti come Rebelote,Les frères Pétard e ZEN – Zona Espansione Nord ha una lunghissima pausa di assenza dagli schermi, prima del ritorno dieci anni dopo nel film di Jean Rollin in Les deux orphelines vampires. Ci vorranno altri 10 anni prima di rivedere Tina in Giulia di Rob Stuart e in La mécanique des femmes, l’ultimo film che interpreta.
Siamo nel 2000 e da quel momento di lei non si sentirà più parlare, almeno cinematograficamente.
Ormai dimenticata dal grande pubblico, di lei si parlerà solo nel 2006 quando per le conseguenze di un’embolia polmonare la bella attrice scomparirà ad appena 60 anni.
Per sua volontà, viene cremata e le sue ceneri deposte accanto alla tomba della adorata madre, nel settore ebraico del cimitero di Montparnasse; una decisione strana in quanto la Montez non era di origine ebraica.

Tina Aumont Il trafficone

Il trafficone

Bellissima, artisticamente validissima, Tina Aumont ha pagato a carissimo prezzo l’errore citato della statuetta di oppio; viene da chiedersi quante altre prove avrebbe potuto affrontare, cinematograficamente parlando, se non fosse incappata in quel drammatico errore che di fatto le troncò la carriera.
In Italia Tina conta ancora oggi su un nutrito gruppo di fans, che non l’hanno mai dimenticata.
Che non hanno dimenticato l’attrice e la donna, quella donna anticonformista impegnata socialmente, la stessa che nel 1971 rischiò l’arresto quando firmò il Manifesto dei 343 con il quale chiedeva la depenalizzazione dell’aborto.
Di lei restano tante pellicole in cui anche i neofiti del cinema possono riscoprire la grande bellezza e la bravura di un’attrice dalle grandi capacità.

Tina Aumont gallery

Tina Aumont Necropolis 2

Necropolis

Tina Aumont L'urlo 2

Tina Aumont in L’urlo

Tina Aumont Metello

Metello

Tina Aumont Il passatore

Il passatore

Tina Aumont I corpi presentano tracce 1

Tina Aumont I corpi presentano tracce 2

Due fotogrammi tratti da I corpi presentano tracce di violenza carnale

Tina Aumont Fatti di gente perbene

Tina Aumont fatti di gente perbene

Due fotogrammi tratti da Fatti di gente perbene

Tina Aumont Corbari

Corbari

Tina Aumont Casanova

Il Casanova di Fellini

Tina Aumont Cadaveri eccellenti

Cadaveri eccellenti

Tina Aumont Bianco rosso e

Bianco,rosso e …

Tina Aumont Arcana

Arcana

Tina Aumont Scusi lei è favorevole o contrario

Scusi lei è favorevole o contrario?

Tina Aumont A Man of Legend

A man of legend

Tina Aumont Casanova 2

Ancora dal Casanova di Fellini

Tina Aumont Blu gang

Blu gang

Tina Aumont Troppo per vivere poco per morire

Troppo per vivere poco per morire

Tina Aumont Texas oltre il fiume

Texas oltre il fiume

Tina Aumont Nina

Nina

Tina Aumont Marquis de Slime

Marquis de slime

Tina Aumont L'uomo l'orgoglio la vendetta

L’uomo, l’orgoglio la vendetta

Tina Aumont Les hautes solitudes

Les hautes solitudes

Tina Aumont Les Deux Orphelines Vampires

Les deux orphelines vampires

Tina Aumont Le lit de la vierge

Le lit de la vierge

Tina Aumont L'alibi

L’alibi

Tina Aumont La bande du rex

La bande du rex

Tina Aumont Il sergente Klems

Il sergente Klems

Tina Aumont Home movie

Home movie

Tina Aumont Holocaust 2

Holocaust 2

Tina Aumont Giulia

Giulia

Tina Aumont Visa de censure n° X

Visa de censure x (corto)

Tina Aumont Come ti chiami amore mio

Come ti chiami amore mio

Tina Aumont Storia de fratelli

Storia de fratelli e de cortelli

Tina Aumont filmografia

2000 La mécanique des femmes
2000 Victoire, ou la douleur des femmes (TV mini-serie)
1999/II Giulia
1997 Les deux orphelines vampires
1997 Marquis de Slime (corto)
1993 Dinosaur from the Deep (video)
1988 ZEN – Zona Espansione Nord
1986 Les frères Pétard
1984 Rebelote
1982 Les enquêtes du commissaire Maigret (TV serie)
1980 La bande du Rex
1980 Holocaust parte seconda: i ricordi, i deliri, la vendetta
1978 I problemi di Don Isidro Parodi (TV series)
1977 Emmenez-moi au Ritz (TV movie)
1977 Un cuore semplice
1976 Il Casanova di Federico Fellini
1976 Nina
1976 Giovannino
1976 Salon Kitty
1976 Cadaveri eccellenti
1976 La principessa nuda
1975 Il messia
1975 Divina creatura
1975 Il patto con il diavolo
1974 Les hautes solitudes
1974 Il trafficone
1974 Fatti di gente perbene
1974 Storia de fratelli e de cortelli
1973 Blu Gang e vissero per sempre felici e ammazzati
1973 Malizia
1973 I corpi presentano tracce di violenza carnale
1972 Arcana
1972 Bianco, rosso e…
1972 La révolte des désespoirs (corto)
1972 Racconti proibiti… di niente vestiti
1971 Il sergente Klems
1970 Necropolis
1970 Corbari
1970 Metello
1969 Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano
1969 Satyricon
1969 L’alibi
1969 Come ti chiami, amore mio?
1969 Le lit de la vierge
1968 Il sosia
1968 L’uomo, l’orgoglio, la vendetta
1968 La révolution n’est qu’un début. Continuons. (corto)
1968 Visa de censure (corto)
1968 L’urlo
1967 Troppo per vivere… poco per morire
1966 Scusi, lei è favorevole o contrario?
1966 Texas oltre il fiume
1966 La calda preda
1966 Modesty Blaise. La bellissima che uccide

Calde labbra

Francesca è una ragazza schiva e fragile che vive con sua madre e che ha un autentica fobia per gli uomini.
Una sera ha infatti assistito non vista ad un focoso amplesso tra sua madre e suo padre, in cui la donna ha subito le avance del marito.
Da quel momento Francesca ha visto gli uomini come dei bruti, ragion per cui quando a casa sua arriva l’istitutrice Lise Braille finisce per prendere una sbandata per la donna , rivedendo in lei la figura della madre assente ma anche dell’amante premurosa e gentile.

Rosemarie Lindt

Tra le due donne nasce quindi un complesso legame lesbico, che però si interromperà bruscamente.
Nel frattempo la sempre più confusa Francesca cerca di sostituire l’affetto di Lise legandosi alla sua amica Monica, ma quando farà delle avance a quest’ultima, Monica reagirà male.

Leonora Fani

Disperata, alla vigilia di Natale Francesca cercherà di farla finita, ma verrà salvata in extremis proprio da sua madre.
A sorpresa, Calde labbra, firmato nel 1976 da Demofilo Fidani risulta essere un film non disprezzabile, pur essendo scopertamente un’opera di stampo erotico.
Muovendosi nello stretto ambito del film di genere, l’onesto mestierante Fidani, autore di opere come il discreto A.A.A. Massaggiatrice bella presenza offresi… (1972) e La professoressa di lingue (1976) dirige un film di discreta fattura, con una buona ambientazione, aiutato sopratutto dalla protagonista principale, l’attrice Leonora Fani.
Ancora una volta la bravissima Fani interpreta il personaggio di un’adolescente problematica, in questo caso traumatizzata dalla vista di un rapporto sessuale violento fra i suoi genitori con una abilità che conferma la sua indubbia bravura nei ruoli drammatici.

Claudine Beccarie

Se è vero che il film non ha una sceneggiatura particolarmente complessa, va detto che Fidani gioca le sue carte con abilità: la storia del rapporto lesbico che si crea tra la matura istitutrice e la debole Francesca è esplicitato senza il ricorso continuo all’eros, bensi a situazioni torbide come quella che vedrà protagonista la ragazza e la sua amica Monica, che reagirà violentemente alle profferte di Francesca.
Il finale è drammatico, con il salvataggio della ragazza da parte della madre e con la ripresa di un rapporto tra le due che sembrava definitvamente compromesso.
Il resto del cast si muove egregiamente: bene Sofia Dionisio che interpreta Monica, l’amica del cuore di Francesca, bene anche Rosemarie Lindt (la madre di Francesca) anche se nel film si vede poco e bene anche la futura pornostar Claudine Beccarie, ancora una volta in un ruolo estremamente sexy.
Calde labbra non è un film di facile reperibilità: io sono riuscito a rivederlo solo in un divx recuperato da una vecchia e malandata versione VHS.

Sofia Dionisio

Con molta pazienza è possibile rintracciarlo in rete e può valere la pena vedere questo film in cui c’è la Fani, uno dei motivi che mi hanno spinto a rivedere il film di Fidani.
Ancora una volta penso alla miopia dei registi e dei produttori del cinema di genere che utilizzarono così poco una delle migliori attrici del decennio settanta.

Calde labbra, un film di Demofilo Fidani. Con Flavia Fabiani, Leonora Fani, Didier Faya, Rose Marie Lindt, Walter Romagnoli, Jacques Stany, Claudine Beccarie.Drammatico Italia 1976

Claudine Beccarie … Lise Braille
Leonora Fani … Francesca
Sofia Dionisio … Monica
Walter Romagnoli … Gianni
Rosemarie Lindt … Teresa
Didier Faya … Franco
Jacques Stany …Padre di Francesca

Regia: Demofilo Fidani
Sceneggiatura:Otello Cocchi,Demofilo Fidani
Produzione: Otello Cocchi
Musiche: Coriolano Gori
Fotografia: Luigi Ciccarese
Montaggio:Alessandro Lucidi
Sound Department:Romano Checcacci

 

I vizi morbosi di una governante

Ileana, figlia del conte De Chablais ritorna a casa con un gruppo eterogeneo di amici, per lo più hippy e contestatori.
Nel castello, ad attenderla, ci sono il padre, ormai ridotto a vivere su una sedia a rotelle e con gravi problemi di comunicazione e il fratello, un giovane con grossi problemi mentali dedito al suo hobby preferito, la tassidermia.
Chiudono il gruppo degli abitanti del castello la governante, il medico di famiglia e un domestico.
Il ritorno di Ileana e la presenza del gruppo di giovani scatena però una serie di terribili omicidi: i ragazzi uccisi mostrano tutti lo stesso modus operandi, cioè l’omicidio brutale e l’estirpazione degli occhi.
Ovviamente il maggior sospettato diviene il minorato fratello di Ileana per via del suo strano e macabro hobby, ma la realtà è un’altra…


Nonostante il titolo sembri indicare un film sexy ai confini con i film a luce rossa che nell’anno 1977, quello d’uscita di I vizi morbosi di una governante iniziavano ad invadere le sale, questo film dicevo di sexy ha ben poco se non nulla.
Siamo di fronte ad un thriller horror di scarsa fattura diretto da Filippo Walter Ratti, regista romano (oggi quasi centenario) alla sua ultima opera dietro la macchina da presa che in precedenza aveva diretto altre opere minori come La notte dei dannati ed Erika.
Più che di un brutto film si può parlare principalmente di un film di rara sciatteria, in cui ad una sceneggiatura approssimativa che in pratica svela il nome del colpevole già dal titolo si aggiunge una recitazione del cast francamente disarmante nella sua pochezza, che vedrà l’enigma risolto dal solito acuto ispettore.


Se il regista ha nelle intenzioni di creare nello spettatore un’atmosfera claustrofobica legata all’attesa del successivo omicidio che si esplica attraverso il rituale dell’espianto degli occhi, ben presto riesce a scontentare lo spettatore stesso con una regia molto approssimativa e priva di idee.
Il blando erotismo mostrato qua e là, quasi a giustificare il titolo molto furbo e ammiccante, è davvero di bassa lega e di certo non è aiutato da attrici su uno standard recitativo molto basso, troppo basso.


Annie Carol Edel ( che qualcuno ricorderà in Calore in provincia e in Blu Jeans), che interpreta la governante Berta, è anche l’unica a mostrare qualche numero, mentre assolutamente deprimente è Isabelle Marchall, attrice specializzata in ruoli sexy che interpreta la contessina De Chablais.
Nel cast figura Corrado Gaipa, l’unico vero professionista del cast assieme alla bella Patrizia Gori, ma i due finiscono sacrificati in ruoli defilati mentre il film scorre in maniera monocorde verso un finale senza sorprese ed anche parecchio arruffato.
Insomma un titolo confuso insieme a quelli di buona parte della produzione della seconda metà degli anni settanta, periodo in cui il cinema italiano iniziò a scendere precipitosamente una china salita con tanta fatica ed entusiasmo negli anni precedenti.


L’idea di fondere il thriller, il giallo, l’erotico in salsa gotica era ormai un’espediente che aveva fatto il suo tempo: Ratti non solo non aggiunge nulla a quanto prodotto fino a quel momento, ma riesce se vogliamo a ridicolizzare questi generi con un film da dimenticare.
Null’altro da segnalare se non una versione digitalizzata per gli amanti del genere.

I vizi morbosi di una governante
Un film di Peter Rush. Con Annie Carol Edel,Corrado Gaipa, Isabelle Marchall,Claudio Peticchio, Ambrogio Molteni, Gaetano Russo, Patrizia Gori .Horror, durata 95 min. – Italia 1977

Corrado Gaipa: L’ispettore
Isabelle Marchall: Ileana De Chablais
Annie Carol Edel: Berta
Gaetano Russo: Bobby Jelson
Giuseppe Colombo: Frank Hoffman
Adler Gray: Gretel Schanz
Patrizia Gori: Elsa Leiter

Regia Filippo Walter Ratti
Sceneggiatura Ambrogio Molteni
Casa di produzione Gi.Ba.Si. Cinematografica
Fotografia Gino Santini
Montaggio Sergio Muzzi
Musiche Piero Piccioni
Scenografia Gino Tonni

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Le meteore del cinema sexy (Prima parte)

Il termine meteora è diventato d’uso comune per indicare un personaggio che ha avuto un brevissimo momento di celebrità in un ristretto lasso di tempo; in questo caso lo utilizzerò per identificare alcune attrici che hanno avuto un momento di effimera fama (spesso nemmeno quella) in campo cinematografico, nel periodo di massimo fulgore del cinema italiano, quello che generalmente viene identificato temporalmente nel periodo che va dal 1966 al 1976.
Dopo la seconda metà degli anni sessanta il cinema diventa in assoluto la forma di svago preferita dagli italiani e questo porta ad una autentica esplosione di produzioni cinematografiche, cosa che porterà sugli schermi una pletora di belle ragazze chiamate principalmente in produzioni di secondo piano o appartenenti a filoni cinematografici specifici, come i decamerotici, la commedia sexy ecc.
Accanto alle attrici che riuscirono a ritagliarsi un proprio spazio e una certa visibilità, interpretando non solo film destinati ad un breve successo si mossero quindi tante ragazze in cerca di fama e fortuna, che vedevano il cinema come la via più breve e remunerativa per ottenere visibilità.

Daniela Doria in Quella villa accanto al cimitero

In tempi nemmeno tanto recenti la stessa cosa si è verificata in ambito televisivo, con il fenomeno delle vallette di trasmissioni tv che oggi vengono etichettate come “veline”, termine mutuato dalla fortunata e longeva trasmissione tv Striscia la notizia, che con Drive in ha lanciato il fenomeno (per certi versi triste e degradante) della bellezza di turno utilizzata solo in virtù del possesso di particolari anatomici appetiti dal pubblico maschile.
In effetti non c’è molta differenza fra le attricette e mini starlette del cinema sexy e le ragazzotte chiamate spregiativamente letterine o veline: tutte hanno in comune un percorso fatto di audizioni in cui contava davvero poco la preparazione e molto più l’avvenenza fisica e la bellezza.

La Doria in Lo squartatore di New York

La differenza è concentrata tutta sul mezzo utilizzato per diventare famose; ieri il cinema e molto marginalmente la tv, oggi a ruoli invertiti ovvero molto marginalmente il cinema (entrato in una crisi sempre più pericolosa) e in maniera preponderante la tv.
Una ragazza che, a metà anni sessanta, voleva farsi spazio e avere una certa notorietà aveva sicuramente molte più difficoltà da affrontare in paragone alla sua coetanea dei tempi d’oggi: per affermarsi, per avere visibilità c’erano davvero pochi mezzi, ovvero qualche concorso da miss, un contratto pubblicitario come modella e poco altro.
Il cinema era quindi un punto d’arrivo, quello che garantiva il massimo della visibilità e un ritorno importante anche in termini meramente economici, alla luce sopratutto dell’enorme mole di produzioni che vennero allestite nell’arco di almeno una dozzina di anni.
La stragrande maggioranza di queste “meteore” ebbe vita cinematografica piuttosto breve; furno davvero poche quelle che riuscirono ad emergere e ad avere una lusinghiera carriera cinematografica, come la Fenech, la Guida e altre che riuscirono a interpretare ruoli in film di una certa rilevanza oppure che si ritagliarono una carriera che in alcuni casi andò oltre la fine dell’età dell’oro del cinema.
Poichè queste meteore sono davvero un numero rilevante, parlerò solo di quelle che hanno interpretato qualche film divenuto più o meno famoso, citando attrici che per svariati motivi hanno poi abbandonato il cinema.

Daniela Doria in Le seminariste

Ancora una volta va detto che di loro purtroppo non si è saputo più nulla, salvo quando alcune hanno fatto parlare di se tramite le cronache e spesso per motivi tristi.
E’ il caso di Patrizia Viotti, romana nata nel 1950 e divenuta famosa più che per le sue interpretazioni cinematografiche per la storia d’amore con il cantante Mal finita malamente dalle cronache rosa alle aule di un tribunale, in seguito per la triste vicenda legata al suo arresto per detenzione di droga e infine alla sua morte avvenuta nel 1994 ad appena 44 anni.

Patrizia Viotti in La morte scende leggera

Sette i film interpretati dalla Viotti fra il 1971 e il 1974, che vanno da quello d’esordio, Erika di Filippo Walter Ratti allo sconosciutissimo Charlys Nichten di Boos del 1974. In mezzo B movies come La notte dei dannati, La morte scende leggera, il più conosciuto Alla ricerca del piacere e i decamerotici Canterbury proibito e Beffe, licenze et amori del Decamerone segreto.
Bella anche se non appariscente, fisicamente minuta ma ben proporzionata, della Viotti non possono essere citate particolari doti interpretative vista la scarsa consistenza dei suoi ruoli, ma ancora oggi è ricordata con nostalgia da alcuni fans, forse più affascinati dalla sua turbolenta vita fuori dal set che dalle doti messe in mostra in ambito cinematografico.
Sicuramente più consistente la carriera di Daniela Doria, che ha interpretato 9 film nel periodo che va dal 1976 al 1982; alcune partecipazioni a buoni film sono il suo biglietto da visita, avendo l’attrice partecipato a Avere vent’anni di Fernando Di Leo e a Black Cat (Gatto nero) di Lucio Fulci, nel quale interpreta la ragazza uccisa mentre è intenta ad amoreggiare con il suo ragazzo. Brevi parti anche in Le seminariste (accanto alla soubrette Paola Tedesco),

Daniela Doria in Il ginecologo della mutua

La Doria in Black cat-Gatto nero

in Classe mista (accanto alle più famose Dagmar Lassander e Femi Benussi) e infine nei due ultimi film interpretati, ovvero Quella villa accanto al cimitero in cui è la prima vittima del dottor Freudstein e in Lo squartatore di New York, entrambi di Lucio Fulci. Altri film interpretati dalla Doria sono Il ginecologo della mutua, Paura nella città dei morti viventi e I camionisti. Dotata di una buona espressività recitativa, la Doria ha avuto la sfortuna di essere entrata nel mondo del cinema nel periodo in cui lo stesso iniziava la sua lunga parabola declinante.
Bella bionda e affascinante: Silvana Venturelli, nove film all’attivo, è stata una delle attrici più sottovalutate del cinema di genere. Dotata di personalità magnetica e di indubbio carisma,

La Venturelli in Camille 2000

Silvana Venturelli in Erotika esotika psicotika

la Venturelli ha avuto il suo momento di gloria nel 1970 quando ha interpretato due film di buon livello come Camille 2000 e Esotika Erotika Psicotika entrambi diretti da Radley Metzger. In Camille 2000, rifacimento in chiave ermetica della storia della dama delle camelie e sopratutto nel tenebroso e a tratti incomprensibile The lickerish quartet

Annik Borel in Week end with the babysitter

La Borel in La lupa mannara

tradotto in maniera miserabile con il titolo di Esotika Erotika Psicotika la Venturelli è una presenza forte ed affascinante. Anche lei, subito dopo aver interpretato Veruschka (poesia di una donna) di Franco Rubartelli accanto alla modella Veruschka von Lehndorff scomparve nel nulla, per motivi assolutamente incomprensibili viste le sue buone doti recitative.

Mora e sexy, Paola Morra ha interpretato 8 film e ha avuto una breve parte nello sceneggiato tv Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. Romana, nata nel 1959, ha esordito nel cinema molto tardi nel film Le porno relazioni ,

Paola Morra in Suor omicidi

sciagurata traduzione italiana di Silvia ama a Raquel, film diretto dallo spagnolo Diego Santillán. Il suo film più famoso è il thriller Suor omicidi di Giulio Berruti, interpretato accanto a Anita Ekberg e nel quale ha un ruolo da protagonista, quello di sorella Mathieu, una serial killer soprannominata proprio suor omicidi. Di rilievo la partecipazione al bel film di Mimmo Rafele Ammazzare il tempo, in cui divide il ruolo da protagonista con Stefania Casini.

Paola Morra in L’insegnante balla con tutte la classe

Paola Morra in Ammazzare il tempo

Discrete le sue apparizioni in Interno di un convento di Borowczick e in L’insegnante balla… con tutta la classe. Inutile dire che anche della Morra si sono perse completamente le tracce.
Nel 1976 il regista Rino Di Silvestro dirige La lupa mannara, un horror con protagonista una giovane attrice francese: si tratta di Annik Borel, nata a Besançon nel 1948. Non è un’esordiente, perchè è già comparsa in alcuni film però poco conosciuti in Italia. La parte interpretata, quella di Daniela Neseri una giovane donna perseguitata da sogni in cui si identifica con una lupa mannara è di quelle da ricordare, pur nel ristretto ambito dei B movie. La Borel è molto espressiva, tuttavia nonostante il discreto successo del film da allora in poi sarà chiamata a lavorare solo in altre due pellicole poco fortunate, Nel mirino di Black Aphrodite e I grossi bestioni.
Un’autentica meteora, anche se solo cinematograficamente è Marina Coffa, bellissima e famosa attrice di fotoromanzi Lancio prestata al cinema in tre occasioni più un’apparizione nello sceneggiato tv La famiglia Benvenuti.

Marina Coffa in Paranoia

Tre film interpretati, dicevo, il primo dei quali è L’amica di Alberto Lattuada nel quale la bellissima attrice romana interpreta Giovanna, amica/rivale della protagonista Lisa Marchesi, nei cui panni c’era l’affascinante Lisa Gastoni. Ben più importante il ruolo di Susan in Paranoia di Lenzi, nel quale la Coffa verrà smascherata proprio sui titoli di coda del film. Ultima sua apparizione in Il suo nome è qualcuno, di Denys McCoy.

Marina Coffa in L’amica

La Coffa, dopo la breve parentesi cinematografica tornò ai fotoromanzi prima di ritirarsi a vita privata. E’ scomparsa l’anno scorso a soli 60 anni, lasciando il ricordo di una professionista seria e bellissima, poco sfruttata per le doti che possedeva.

 

Patrizia Viotti

1974 Charlys Nichten
1972 Beffe, licenze et amori del Decamerone segreto
1972 Alla ricerca del piacere
1972 Canterbury proibito
1972 La morte scende leggera
1971 La notte dei dannati
1971 Erika

Daniela Doria

1982 Lo squartatore di New York
1982 I camionisti
1981 Quella villa accanto al cimitero
1981 Black Cat (Gatto nero)
1980 Paura nella città dei morti viventi
1978 Avere vent’anni
1977 Il ginecologo della mutua
1976 Le seminariste
1976 Classe mista

Silvana Venturelli

1971 Veruschka
1970 Esotika Erotika Psicotika
1969 Camille 2000
1969 L’assassino fantasma
1969 Il magnaccio
1969 L’alibi
1968 Barbarella
1968 Il figlio di Aquila Nera
1968 Vivo per la tua morte

Paola Morra 

1983 Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (TV mini-serie)
1979 Suor Omicidi
1979 L’insegnante balla… con tutta la classe
1979 Ammazzare il tempo
1978 Interno di un convento
1978 Isola meccanica
1978 As Filhas do Fogo
1978 Le porno relazioni

Annik Borel

1978 I grossi bestioni
1977 Nel mirino di Black Aphrodite
1976 La lupa mannara
1974 The Last Porno Flick
1974 É tempo di uccidere detective Treck
1974 Sulle strade della California (TV series)
1972 Prison Girls
1972 Blood Orgy of the She-Devils
1971 La strana coppia (TV series)
1970 Weekend with the Babysitter

Marina Coffa

1971 Il suo nome è qualcuno
1970 Paranoia
1969 L’amica
1968 La famiglia Benvenuti (TV serie)