Van Gogh


Auverse sur Oise,Parigi,1890.

A fine primavera Vincent Van Gogh si trasferisce da Saint Remy nel piccolo centro a meno di 30 km da Parigi.
Vive in un’umile locanda,curato dal dottor Gachet e diventa amico di sua figlia Marguerite;sono gli ultimi settanta giorni della vita
del grande pittore olandese,quelli che lo separano dalla sera del 27 luglio 1890 e dal mortale colpo di rivoltella che si sparò al petto e che due giorni
dopo,il 29 luglio,lo strappò alla vita a soli 37 anni.
Il film analizza proprio questi ultimi giorni,passati in compagnia o del dottor Gachet,che tra l’altro era un collezionista di opere d’arte impressioniste o di suo fratello Theo,la persona sicuramente più importante della vita di Vincent.
Sono giorni inaspettatamente sereni,che non lasciano presagire il gesto del pittore,visto mentre allaccia relazioni amichevoli con la citata Marguerite,diciottenne oppure di Cathy,giovane prostituta di Parigi.


E nel mezzo,l’immancabile pittura di Vincent,ormai in procinto di diventare punto di riferimento imprenscindibile della pittura
dell’ottocento,un’arte alla quale Van Gogh arrivò tardi,attorno ai 28 anni,ma che nel decennio sucessivo lo portò a dipingere
oltre 900 tele e mille disegni,un patrimonio che segnerà profondamente la cultura pittorica.
Van Gogh,diretto da Maurice Pialat nel 1991 in realtà non può essere definita una biopic a tutto campo,proprio perchè non racconta gli esordi della carriera del pittore,quanto piuttosto un racconto della parte più drammatica della sua vita,vista attraverso le relazioni con i personaggi citati (fondamentale quello con Theo e sua moglie Johanna) e con la sua instancabile tendenza a raccogliere su tela le emozioni che suscitavano in lui gli iris e i girasoli,le chiese e i contadini,la vita nei campi e la natura,che dipinse innumerevoli volte in quello stile
particolarissimo che lo renderà il pittore più importante dell’800,uno dei più straordinari innovatori dell’arte pittorica.

Film di discreto impatto visivo,grazie anche alle splendide riprese della campagna parigina,resta opera abbastanza anomala tra quelle dedicate al pittore olandese;più che la pittura,il suo rapporto con essa per Pialat conta il rapporto tra Vincent e la gente che lo circonda,l’incomprensione di chi non seppe capire la grandezza della sua arte.
Jacques Dutronc,l’attore che interpreta (splendidamente) Vincent,è attento a dare una dimensione meno “pazzoide” dello stesso.Non c’è spazio per l’autolesionista taglio dell’orecchio o per i presunti disturbi mentali di Van Gogh quanto piuttosto l’incapacità di rapportarsi con i critici del suo lavoro,che spesso arrivarono a disprezzare la sua pittura,come Henry de Groux che criticò velenosamente “quello schifo dei girasoli di un certo signor Vincent
Un atteggiamento miope condiviso da molti,anche se va detto che Vincent ebbe numerosi estimatori,fra i quali Toulouse-Lautrec e sopratutto Henk Bremmer,il critico d’arte che per primo capì l’immenso valore della produzione di Vincent e lo lanciò facendolo diventare
l’artista più importante del XX secolo.


Dicevo che non è un’opera paragonabile a quelle che hanno preceduto quella di Pialat;nel 1948 usci Van Gogh di Alain Resnais,opera abbastanza convenzionale,nel 1956 Brama di vivere, di Vincente Minnelli con Kirk Douglas nel ruolo di van Gogh e Anthony Quinn in quello di Paul Gauguin,
film nel quale proprio Douglas diede una versione molto convincente della figura del pittore.Nel 1990 usci Vincent & Theo di Robert Altman,che analizza principalmente il rapporto tra Vincent e suo fratello.
Van Gogh è un bel film,ben recitato,ben diretto;un’opera decisamente anticonvenzionale che purtroppo non ha avuto una gran diffusione.
Praticamente invisibile in tv,non ha alcuna versione doppiata in italiano in rete.

Van Gogh
Un film di Maurice Pialat. Con Jacques Dutronc, Alexandra London, Bernard Le Coq, Elsa Zylberstein, Leslie Azzoulai, Jacques Vidal, Gérard Séty Titolo originale . Biografico, durata 159 min.

Jacques Dutronc: Vincent van Gogh
Alexandra London: Marguerite Gachet
Bernard Le Coq: Theo van Gogh
Gérard Séty: Gachet
Corinne Bourdon: Jo
Elsa Zylberstein: Cathy
Leslie Azzoulai: Adeline
Jacques Vidal: Ravoux
Chantal Barbarit: Mme. Chevalier

Regia Maurice Pialat
Soggetto Maurice Pialat
Produttore Patrick Lancelot
Casa di produzione Canal+, Centre National de la Cinématographie, Club des Investissments, Cofimage 2, Erato Films, Films A2, Investimage 2, Investimage 3, Les Films du Livradois, Sofiarp
Fotografia Gilles Henry, Emmanuel Machuel
Montaggio Yann Dedet, Nathalie Hubert, Hélène Viard
Musiche André Bernot, J. M. Bourget, Jacques Dutronc, P. Revedy
Scenografia Philippe Pallut, Katia Wyszkop
Costumi Edith Vesperini

Vincent Van Gogh

Autoritratto 1888

Il seminatore

Iris

Notte stellata sul Rodano

Vento

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