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La cura dal benessere


Lockhart è un giovane ed ambizioso broker di una grossa società di assicurazioni di Wall Street; l’azienda per la quale lavora sta per fondersi con
un’altra grande ditta del ramo, ma affinchè l’affare vada in porto è necessario che Roland Pembroke, l’amministratore della società venga a firmare l’atto.
Ma l’uomo, con una strana lettera, manda a dire che non intende affatto tornare e che vuol restare in Svizzera dove a suo dire si sta disintossicando dalle scorie che gli ha intossicato l’organismo. I soci così decidono di mandare Lockhart nel paesino di montagna dove sorge la clinica presso la quale è degente Pembroke e il giovane,suo malgrado è costretto ad accettare.


La clinica è situata in un magnifico castello, sul quale grava una storia che tramanda da due secoli un fatto di sangue avvenuto
in seguito alla rivolta dei mezzadri del paese sottostante, che hanno ucciso il barone proprietario del castello e hanno bruciato sul rogo la di lui moglie, strappandone il feto che portava in grembo gettandolo nelle faglie acquifere del castello stesso.
Lockhart si trova così ad aggirarsi in un luogo bellissimo,popolato da molte persone di una certa età che appaiono impegnate in quelle che sembrano terapie disintossicanti,accuditi tutti da un folto gruppo di giovani ed aitanti infermieri. Alla fine il giovane riesce a vedere Pembroke,che gli conferma la volontà di restare in quello che sembra un paradiso; Lockhart si allontana dal
castello per poter riferire la decisione al consiglio ma non riesce ad arrivare ad in paese.Un cervo viene investito dall’auto nella quale viaggia,con un conseguente pauroso incidente. Al risveglio
il giovane si ritrova nella clinica,con una gamba ingessata e impossibilitato a comunicare con l’esterno.


Sarà l’inizio di un viaggio incredibile in un mondo che solo apparentemente è un piccolo paradiso ma che in realtà nasconde orribili segreti…
Sono costretto a fermarmi qui con la trama essenzialmente per due motivi; il primo è che è importante scoprire senza anticipazioni quello che sarà una autentica discesa all’inferno
del giovane protagonista, il secondo è che la trama è talmente intricata da richiedere una spiegazione lunghissima per essere esaustiva.
E poichè il film dura quasi due ore e mezza appare chiaro che condensare il tutto con poche parole è impresa improba.
La cura dal benessere,film del 2017 diretto da Gore Verbinski, autore del celebre The Ring del 2002 è un film horror con forti venature thriller,dal fascino straordinario e intricato in modo tale da richiedere molta attenzione ai dialoghi per capire tutti i passaggi del film.
Un film veramente affascinante,costruito attorno ad una trama che ricorda (anche visivamente) celebri film del passato,come l’ultima inquadratura che riporta alla memoria lo Shining di Stanley Kubrick.
Una pellicola a tinte fosche, costruita con una colorazione davvero da incubo che ha un contrasto stridente con lo stupendo paesaggio iniziale, quello di un castello che probabilmente è più tedesco che svizzero.
Sembrerebbe un film in cui funziona tutto, in realtà qualche appunto va mosso.
La trama,per quanto con lo scorrere della pellicola vada a dipanarsi e ad assumere contorni definiti mostra alcune incongruenze,fra le quali la principale è la dimensione onirica sospesa tra sogno e realtà che vive Lochart,


la reale consistenza delle sue visioni,tra le quali quella delle onnipresenti anguille che,unite all’acqua,sembrerebbero quasi un elisir di giovinezza,i corpi sospesi nell’acqua e altri dettagli.
Ma in fondo Verbinski riesce nell’intento di creare un’atmosfera da incubo che incombe sullo spettatore trascinandolo in un vortice di orrore che non ha bisogno dello splatter più efferato per creare emozioni forti.
Il cast fa il suo con lodevole professionalità: Dane DeHaan (visto recentemente in Valerian la città dei mille pianeti) è molto bravo nel dare un’aria quasi trasognata al protagonista del film, Lockhart mentre davvero una sorpresa è quella costituita dalla giovane Mia Goth,che interpreta Hannah e alla quale non ho accennato in descrizione,pur essendo il principale elemento attorno al quale ruota il film per non rovinare la sorpresa ai lettori e ancora Jason Isaacs, il dottor Volmer,luciferino,autenticamente demoniaco in un ruolo che sembra ritagliato alla perfezione per lui.
Detto della bellissima fotografia di Bojan Bazelli non resta che consigliare caldamente la visione di un film decisamente ben costruito,capace di far scorrere i 146 minuti della pellicola senza mai perdere la tensione iniziale.

La cura dal benessere

un film di Gore Verbinski, con Dane DeHaan, Jason Isaacs, Mia Goth, Celia Imrie, Lisa Banes, Adrian Schiller. Titolo originale: A Cure for Wellness. Genere Thriller – USA, Germania, 2017, durata 145 minuti.

Dane DeHaan: Lockhart
Jason Isaacs: dott. Heinreich Volmer
Mia Goth: Hannah
Celia Imrie: Victoria Watkins
Ashok Mandanna: Ron Nair
Adrian Schiller: vice direttore
Harry Groener: Pembroke
Tomas Norström: Frank Hill
Carl Lumbly: Wilson
Ivo Nandi: Enrico
David Bishins: Hank Green

Flavio Aquilone: Lockhart
Roberto Pedicini: dott. Heinreich Volmer
Emanuela Ionica: Hannah
Rossella Izzo: Victoria Watkins
Franco Zucca: Ron Nair
Alessandro Budroni: vice direttore
Toni Garrani: Pembroke
Ambrogio Colombo: Frank Hill
Mario Bombardieri: Wilson
Diego Suarez: Enrico
Franco Mannella: Hank Green

Regia Gore Verbinski
Soggetto Gore Verbinski, Justin Haythe
Sceneggiatura Justin Haythe
Produttore David Crockett, Arnon Milchan, Gore Verbinski
Produttore esecutivo Morgan Des Groseillers, Justin Haythe
Casa di produzione Blind Wink Productions, New Regency Productions, Studio Babelsberg, TSG Entertainment
Distribuzione in italiano 20th Century Fox
Fotografia Bojan Bazelli
Montaggio Pete Beaudreau, Lance Pereira
Musiche Benjamin Wallfisch; Hans Zimmer
Scenografia Eve Stewart

gennaio 26, 2020 - Posted by | Horror, Thriller | , , ,

2 commenti »

  1. Wow, Che presentazione! Devo vederlo…

    Commento di Anonimo | gennaio 26, 2020 | Rispondi

    • E’ una buona idea,un film decisamente bello.Ciao

      Commento di Paul Templar | gennaio 28, 2020 | Rispondi


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