Matera nel cinema

Dopo lo speciale dedicato a Venezia,una delle location più sfruttate nel cinema,ecco Matera,capitale europea della cultura 2019.
La città lucana,grazie alle sue particolari caratteristiche geo fisiche,al suo paesaggio “lunare”,ha avuto numerose produzioni girate tra i caratteristici sassi.
La terra brulla,le case scavate nella roccia,le splendide costruzioni in pietra viva hanno fatto da sfondo a film di ispirazione biblica;da Il Vangelo secondo Matteo di Pasolini (1964) sino ai recenti La passione di Cristo (2004) e Ben-Hur (2016) molte produzioni hanno sfruttato la bellezza selvaggia del capoluogo lucano,così simile alla geografia della Palestina.
Quella che segue è una galleria fotografica di alcune produzioni girate a Matera.

L’albero di Guernica (1975)

Viva l’Italia (1961)

I basilischi (1963)

La lupa (1953)

Il conte di Matera (1957)

Gli anni ruggenti (1962)

Il demonio (1963)

Il Vangelo secondo Matteo (1967)

Made in Italy (1965)

C’era una volta (1967)

Non si sevizia un paperino (1972)

Il tempo dell’inizio (1974)

Allonsanfan (1974)

Qui comincia l’avventura (1975)

Cristo si è fermato ad Eboli (1979)

Tre fratelli (1981)

King David (1985)

Il sole anche di notte (1990)

Anno uno (1974)

L’uomo delle stelle (1995)

Ben Hur (2016)

La passione di Cristo (2004)

 

Mariangela Melato sul set di L’albero di Guernica

Lina Wertmuller sul set di I basilischi

Lattuada a Matera gira La lupa

Nino Manfredi gira Gli anni ruggenti

Daliah Lavi a Matera sul set del film Il demonio

Matera:Pasolini sul set di Il vangelo secondo Matteo

Rosi dirige la Loren e Omar Sharif in C’era una volta

Florinda Bolkan in una pausa di lavorazione del film Non si sevizia un paperino

Francesco Rosi sul set di Cristo si è fermato ad Eboli

Rosi sul set di Tre fratelli

Richard Gere sul set di King David

I fratelli Taviani a Matera sul set di Il sole anche di notte

Roberto Rossellini dirige Anno uno

Matera:il set di Ben Hur

La passione di Cristo

Alberto Sordi Foto biografia

Sotto il sole di Roma (1948)

Lo sceicco bianco (1952)

I vitelloni (1953)

Il seduttore (1954)

Un americano a Roma (1954)

Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo (1956)

Venezia la luna e tu (1958)

La grande guerra (1959)

Il vigile (1961)

Il giudizio universale (1961)

I complessi (1965)

Il medico della mutua (1968)

Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? (1968)

Nell’anno del signore (1969)

Il Prof. Dott. Guido Tersilli primario della Clinica Villa Celeste (1969)

Detenuto in attesa di giudizio (1971)

Bello onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata (1971)

Lo scopone scientifico (1972)

Polvere di stelle (1973)

Un borghese piccolo piccolo (1977)

Il malato immaginario (1979)

Il marchese del Grillo (1981)

Con Claudia Cardinale

Con Monica Vitti

Con Carlo Verdone

Alberto Sordi e Totò

Con Anna Magnani

Con la Loren

Con Vittorio De Sica

Con Eduardo De Filippo

Con Ingrid Bergman

Sordi e Virna Lisi

Con Federico Fellini

Con Delia Scala,Tognazzi e Rascel

Con Manfredi e la Vitti

Con il Presidente della Repubblica Sandro Pertini

Sordi e Aldo Fabrizi

Con Gassman e Dino De Laurentis

Con Giovanni Paolo II

Con Bette Davis e Joseph Cotten

Sordi a Venezia

Con il Presidente della Repubblica Ciampi

Con il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti

Con Manfredi

Con Monicelli 

Ancora con Monicelli sul set di Il Marchese del Grillo

 

Con De Sica,Florinda Bolkan e la Vitti

A Canzonissima con Raffaella Carrà

 

 

… Dopo di che,uccide il maschio e lo divora

Una giovane donna corre disperatamente tra gli alberi,inseguita da alcuni cani;un uomo osserva la scena con un telescopio e interviene.
La raccoglie e la porta in casa.
Lui è Don Miguel,un giovane aristocratico che vive in una lussuosa villa,solo.La mamma è infatti morta,come sua moglie.
La donna dice di chiamarsi Marta e di essere nei guai con la polizia;Marta infatti avrebbe ucciso un uomo che voleva aggredirla.
Miguel è turbato dall’impressionante somiglianza tra Marta e la sua defunta moglie Anna;durante il periodo in cui Marta resta nella villa Miguel scopre di essersi innamorato della donna,ma il passato dell’uomo riaffiora con prepotenza.
Miguel infatti ha sempre subito l’influenza di sua madre,che mal vedeva anche il matrimonio del figlio con Anna.
Così un giorno,preda di allucinazioni che gli avevano fatto scambiare la madre per la moglie,Miguel l’aveva uccisa,sprofondando lentamente nel baratro della follia.


Marta,che in realtà è la sorella di Anna,spinge l’uomo a poco a poco all’estremo limite;d’accordo con la polizia la donna aveva organizzato tutto per spingere l’uomo alla confessione.
Finale tragico.
…Dopo di che uccide il maschio e lo divora,splendido titolo italiano in luogo dell’originale,stringatissimo Marta,riprende dal modo degli insetti l’abitudine della mantide religiosa di uccidere il maschio dopo l’accoppiamento.E in qualche modo è quello che accade nel film,un viaggio attraverso i meandri della follia nei quali ormai si dibatte Miguel,forse non del tutto colpevole dell’accaduto ma destinato a pagare a caro prezzo la sua sudditanza psicologica nei confronti della madre.
Diretto da José Antonio Nieves Conde,il film strizza più di un occhio al dramma di Hitchcock Rebecca,del quale riprende non solo le atmosfere ma anche il titolo femminile.


Un film di buona fattura,caratterizzato principalmente da una lunga introspezione psicologica sui due personaggi principali,l’enigmatica e bellissima Marta e l’ormai psicolabile Miguel.

Una discreta tensione,accompagnata dalle sobrie musiche di Piero Piccioni,unita alla splendida interpretazione della conturbante Marisa Mell danno un valore aggiunto ad una pellicola
come dicevo di pregio,in cui l’atmosfera claustrofobica del rapporto tra i due occasionali amanti è ben resa.
Del resto Condè aveva già diretto un altro thriller psicologico di buona fattura Nel buio del delitto,l’altra opera per cui ha avuto una certa notorietà in Italia.
La Mell,protagonista con la Koscina del film precedente,si mostra misteriosa,seducente e sfuggente.
La sua bellezza,unita ad un’aria enigmatica contribuiscono in maniera determinante alla resa della pellicola,che non annoia mai e che si lascia
guardare fino al finale.
Nonostante si tratti di una pellicola senza scene di nudo (almeno nella versione spagnola) e con blandissime scene di sesso,il film non ha avuto quella distribuzione televisiva che avrebbe sicuramente meritato,
restando nell’ombra anche oggi.Le uniche versioni che circolano in rete infatti sono tutte in lingua originale.
Per quanto riguarda il resto del cast,tutti se la cavano egregiamente,incluso Stephen Boyd; da segnalare la presenza di isa Miranda nel ruolo di Elena,la madre di Miguel.
Buona la fotografia per un film più che discreto.

…Dopo di che, uccide il maschio e lo divora
Un film di José Antonio Nieves Conde. Con Stephen Boyd, Marisa Mell, Howard Ross, Isa Miranda, Jesus Puente,George Rigaud Titolo originale Estado civil: Martha. Drammatico, durata 90 min. – Spagna 1971.

Marisa Mell: Marta & Pilar
Stephen Boyd: Don Miguel
George Rigaud: Arturo
Howard Ross: Luis
Jesús Puente: Don Carlos
Isa Miranda: Elena
Nélida Quiroga: Dona Clara

Regia José Antonio Nieves Conde
Soggetto Juan José Alonso Millán (lavoro teatrale “Estado civil: Marta”)
Sceneggiatura Juan José Alonso Millán, Tito Carpi, Ricardo López Aranda, José Antonio Nieves Conde
Produttore José Frade
Casa di produzione Atlántida Films, Cinemar
Fotografia Ennio Guarnieri
Montaggio María Luisa Soriano
Musiche Piero Piccioni
Costumi Anna Maria Tucci

 

Pane e tulipani

La felicità è nelle piccole cose,quelle piccole cose che possono cambiarti la vita da un momento all’altro;basta un incidente di percorso,esemplarmente semplice,banalissimo,che però ti trasporta lontano dal quotidiano e ti costringe a fare i conti con te stessa,a reinventarti,a interrogarti.
E sopratutto a ricominciare,con la voglia pazza di lasciare alle spalle un quotidiano fatto di gesti ripetuti fino alla noia.
E’ il sunto iniziale,ma anche finale,di Pane e tulipani,primo grande successo cinematografico di Silvio Soldini.
Un film fresco e delizioso,girato quasi in stile favolistico,con un finale in esemplare continuum con la storia di Rosalba,anonima e inappagata casalinga pescarese,moglie di un piccolo imprenditore di successo nel campo dell’idraulica dal quale la donna è trattata poco meglio di una domestica e madre di due figli adulti che la considerano allo stesso modo.


Durante una vacanza in pullman a Paestum,Rosalba viene completamente “dimenticata” in un autogrill.
Con un improvviso “coup de tete“,Rosalba decide di andare a Venezia,uno dei suoi sogni nel cassetto,  lasciando per qualche giorno la routine quotidiana dei panni da lavare e della casa da rassettare.
Qui trova un impiego temporaneo presso Fermo, un fioraio anarchico e poeta,un alloggio in una piccola pensione e sopratutto stringe amicizia con una stravagante massaggiatrice,Grazia e un cameriere di una trattoria,Fernando.
Saranno incontri decisivi sia per lei che per loro;la vita cambierà,travolta dall’inaspettata entrata di freschezza,di allegria,di spontaneità che Rosalba porterà nelle loro esistenze e di riflesso nella sua.
Così come involontariamente cambierà la vita di Costantino,un dipendente di suo marito Mimmo costretto dallo stesso a improvvisarsi investigatore per rintracciare la fuggiasca Rosalba.


Pane e tulipani ha nella sua semplicità,nella sua freschezza la vera forza intrinseca.
Su un soggetto  esile,Soldini costruisce un film davvero intrigante,che dietro l’aspetto leggero impartisce bonarie lezioni sul saper vivere,sopratutto sul saper vivere bene.
La metamorfosi della frustrata Rosalba è mostrata per tutto il film con cadenze leggere,quasi impalpabili;perchè in fondo Rosalba altro non è che una crisalide in attesa di diventare una farfalla, una donna con un mondo interiore luminoso in attesa di uno squarcio di luce.
In una Venezia finalmente non da cartolina,ma vista nella sua quotidianità delle piccole piazze,cosi lontane dai fasti di Piazza San Marco o di Rialto,del canal Grande e della massa di turisti che,informi, popolano la città lagunare,Venezia dicevo appare finalmente in una luce “umana”.
Una lezione di buon cinema,quella di Soldini.
Agevolata anche da un cast assolutamente ideale;una bravissima,quasi soave Licia Maglietta,irresistibile nella sua iniziale goffaggine e via via sempre più conscia del suo nuovo ruolo a Bruno Ganz,umanissimo nel personaggio malinconico e dolce di Fernando passando per una splendida Marina Massironi,che è Grazia,strampalata massaggiatrice al tempo stesso candida sognatrice in attesa dell’amore.


E ancora un ottimo Felice Andreasi,all’apparenza burbero fioraio-poeta passando per Antonio Catania,il meschino e fedifrago marito di Rosalba.
Infine l’ottimo Giuseppe Battiston,impagabile nel ruolo dell’improvvisato investigatore Costantino.
Un film tutto da gustare,un ritorno alla commedia italiana gloriosa degli anni sessanta,quella realizzata con pochi soldi ma tante idee.
E sentimenti.Quelli giusti.
Premiato con 9 David di Donatello,5 nastri d’Argento,Globo d’oro e 7 Ciak d’oro;disponibile su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=uyEC0imYm_0
Il film è in lingua italiana.

Pane e tulipani

Un film di Silvio Soldini. Con Licia Maglietta, Bruno Ganz, Giuseppe Battiston, Marina Massironi, Antonio Catania,
Felice Andreasi, Don Backy, Silvana Bosi, Mauro Marino, Manrico Gammarota Commedia,durata 105 min. – Italia 2000

Licia Maglietta: Rosalba Barletta
Bruno Ganz: Fernando Girasole
Giuseppe Battiston: Costantino Caponangeli
Antonio Catania: Mimmo Barletta
Marina Massironi: Grazia Reginella
Felice Andreasi: Fermo
Don Backy: il cantante
Vitalba Andrea: Ketty
Tatiana Lepore: Adele
Tiziano Cucchiarelli: Nic
Matteo Febo: Salvo
Lina Bernardi: Nancy
Mauro Marino: Lello
Antonia Miccoli: Sami
Ludovico Paladin: Eliseo
Silvana Bosi: La madre di Costantino
Manrico Gammarota: uomo alla stazione
Massimiliano Speziani: Goran
Fausto Russo Alesi: l’Uomo dell’auto
Paola Brolati: cliente del negozio dei fiori
Giselda Volodi: cameriera della pensione
Nunzio Daniele: guida di Paestum (sé stesso)
Pierantonio Micciarelli: il venditore di pentole
Daniela Piperno: donna dell’auto

Regia Silvio Soldini
Soggetto Doriana Leondeff, Silvio Soldini
Sceneggiatura Doriana Leondeff, Silvio Soldini
Casa di produzione Mogatari, Istituto Luce, RAI
Distribuzione (Italia) Istituto Luce
Fotografia Luca Bigazzi
Montaggio Carlotta Cristiani
Musiche Giovanni Venosta
Scenografia Paola Bizzarri, Alessandra Mura, Stafania Pasinato

“Non mi aveva detto che lei aveva fatto un corso di grafologia? Poi ho parlato col commesso di una merceria che sostiene che l’altro ieri
sua moglie stava a fianco di sua madre sotto il casco di un parrucchiere a Chioggia. Questo mi fa dedurre che con ogni probabilità la signora Rosalba non si trova più a Venezia.
E questo spiegherebbe anche il motivo per cui non l’ho ancora rinvenuta…”

“Caponangeli, le dico solo una cosa: se fra tre giorni “n’è escito” (non è uscito fuori) niente, non solo ha chiuso con la Barletta Saniplus, ma con tutte le ditte di sanitari della costa adriatica!”

“Intendo calare negli Abruzzi e ricondurre qui Rosalba. Due compagni mi seguiranno nell’impresa.”

“Apparteneva al nonno di mia moglie, l’ultima volta ha sparato a Caporetto, ma come può notare è stato accuratamente preservato dalle insidie della ruggine e dall’usura del tempo; al suo posto eviterei qualsiasi azione che possa indurmi
a mostrare l’efficienza della sua meccanica.”

“Non vorrei sembrarle precipitosa, ma… se ci dessimo del tu?”

“Grazia guardami: ho passato con te i momenti più belli della mia vita, io sapevo che c’eri ma non sapevo dov’eri;
adesso ti ho trovata e adesso so cos’è la felicità, devi credermi, ti scongiuro.”

“Ancora una volta la felicità ha battuto invano alla mia porta.”

“Rosalba, da quando lei è partita la vita è una palude
la notte mi tormenta e il giorno mi delude
se ho fatto questo viaggio vi è un’unica cagione
che lei torni ad illuminar la mia magione.”

“Le canne non so’ droga, so’ canne.”

“Ma tu lo conosci l’Orlando furioso?-
-Ma chi è, quello che impazzisce e gli schizza il cervello sulla luna?”

Licia Maglietta

Felice Andreasi

Giuseppe Battiston

Bruno Ganz

Marina Massironi

Antonio Catania

Andavamo al cinema-Parte 26

Ventiseiesima puntata sulla storia dei nostri vecchi cinema.Chiunque possegga immagini e desideri vederle pubblicate può inviare tutto a: paolobari@email.it

Cinema Lux,Padova

Cinema Lumiere,Pisa

Cinema Lucciola,Bari

Cinema Lo Po,Catania

Cinema Italia,Mira (Venezia)

Cinema Impero,Trani

Cinema Impero,Salerno

Cinema Grande,Livorno

Cinema Globo,Pistoia

Cinema Garibaldi,Amatrice

Cinema Garden,Messina

Cinema Fiammetta,Milano

Cinema Estivo,Modena

Cinema Estivo Diana,Reggio Emilia

Cinema Dell’Aquila,Latina

Cinema De Amicis,Milano

Cinema Concordia,Mestre (Venezia)

Cinema Capitol,Udine

Cinema Capitol,Trieste

Cinema Alfieri,Corato (Bari)

Cinema Teatro Alcione,Torino

Cinema Alcazar,Roma

Cinema Adriano,Roma

Cinema Teatro Pomponi,Pescara

Cinema Excelsior,Trieste

Cine Teatro Edison,Seravezza (Lucca)

Cine Teatro Eden,La Spezia

Cine Don Orione,Messina

Cine Teatro Cecchini,Udine

Cine Rouge et Noir,Milano

I film della C.I.C. Cinema International Corporation

Chinatown, 1974

Duel, 1971

Terremoto, 1974

La fuga di Logan, 1976

Jesus Christ Superstar, 1973

La febbre del sabato sera, 1977

Generazione Proteus, 1977

Fratello sole sorella luna, 1972

Il maratoneta, 1976

Attacco a Rommel, 1971

Batte il tamburo lentamente, 1973

Brivido nella notte, 1971

Pane e cioccolata, 1973

Il giorno dello sciacallo, 1973

Il padrino, 1971

Rollercoaster, 1977

La spia che vide il suo cadavere, 1972

Lo straniero senza nome, 1973

Nessuna pietà per Ulzana, 1972

Quella sporca ultima meta, 1974