Andavamo al cinema-Parte 28

Chiunque disponga di informazioni sulle sale non identificate di questo e dei numeri precedenti di Andavamo al cinema può postare nei commenti.Se possedete immagini di vecchi cinema potete contattarmi all’indirizzo mail paolobari@email.it

Cinema Arena del Sole,Roccabianca (Parma)

Cinema Ambasciatori,località non identificata

Cinema Arena,Manfredonia (Foggia)

Cinema Arena mare,Cervia

Cinema Cinegueli,Barrafranca (Enna)

Cassa del cinema Corallo,Milano

Cinema della gioventù,Torriglia (Genova)

Cinema Dux,Palermo

Cinema Excelsior,Viterbo

Cine Teatro Flora,Firenze

Cinema Gambrinus,località non identificata

Cinema Garofalo,Battipaglia (Salerno)

Cinema Ghigo,Moncalieri (Torino)

Cinema Impero,Avezzano (L’Aquila)

Cinema Iris,Castellammare Adriatico (Pescara)

Cinema Italia,Ercolano (Napoli)

Cinema Italia,Palmanova (Udine)

Cinema La Fraterna,Alessandria

Cinema Metropolitano,Aversa (Caserta)

Cinema Modernissimo,Campobasso

Cinema Moderno,Altavilla Irpino (Avellino)

Cinema Mondial,Roma

Cinema Nazionale,Milano

Cinema Olmi,Latiano (Taranto)

Sala cinema Teatro Luppi,Scortichino (Ferrara)

Sala Cine Teatro Ambrosio,Torino

Sala Cine Teatro Ariston,Gaeta

Sala Cinema Odeon Firenze

Sala Cinema Oratorio,Malegno (Brescia)

Sala Politeama Ruzzi,Vasto (Teramo)

Escalation

Luca Lambertenghi,figlio di Augusto,un industriale nel campo degli oli,ha scelto il totale disimpegno dagli affari della famiglia,vivendo da hippy
più per un atteggiamento anticonformista che per scelta di vita.
La sua vita si svolge pigramente a Londra,tra ozi,concerti di musica alternativa;vive vestito all’indiana,gira in bici con tanto di sitar sulle spalle
e con occhialini da intellettuale.
Il padre,stanco del suo disinteresse nei confronti del lavoro,lo riporta a casa e per cercare di ricondurlo sulla retta via gli affianca la psicologa Maria Carla.
La donna,con cinismo e freddezza,decide di perseguire un suo piano:far innamorare di lei Luca,farlo diventare socio del padre ed entrare nella famiglia Lambertenghi e assumerne con il tempo il controllo.


Augusto però fiuta il pericolo e mette in guardia il figlio sulle reali intenzioni della donna,rivelandogli di essere stato proprio lui a fare in modo che la donna lo seducesse.
Luca con freddezza avvelena sua moglie con dei funghi poi,denudato il suo corpo,la dipinge come un quadro di Warhol e alla fine
alla maniera indiana ne brucia il corpo.
Chiamato dalla polizia,riconosce in un corpo martoriato e sfigurato quello della moglie e prende il suo posto alla direzione dell’azienda di famiglia.
La recensione di Segnalazioni cinematografiche del 1968 esprime in maniera compiuta,perfetta la sintesi del film:””Il film sembra satireggiare una società che, integrandolo nel suo sistema senza anima, spersonalizza l’individuo e vanifica le sue più nobili aspirazioni. Alquanto fragile nella schematizzazione psicologica dei personaggi, il lavoro amalgama il sarcasmo e l’ironia fino a raggiungere formule
grottesche e paradossali, con un linguaggio estroso e agile, funzionale nel colore e nell’ambientazione. Tuttavia non riesce dl tutto convincente, per l’artificiosità e l’intonazione astratta delle motivazioni, le incertezze e i salti di tono tra la feroce caricatura realistica del padre e le nebulose aspirazioni del protagonista, dando troppo sovente l’impressione di risolversi in un puro gioco intellettualistico.


Un gioco intellettualistico;è vero in assoluto.Roberto Faenza esordisce nella regia,a soli 25 anni,con questo Escalation,film pesantemente datato uscito in quel 68 denso di pellicole anticonformiste che esprimevano compiutamente un bisogno di linguaggi anche cinematografici alternativi a quelli correnti.
Quello di Faenza non fa eccezione.
Il personaggio di Luca sembra essere quello di un anticonformista che rivolge la contestazione verso un mondo ipocrita e paludato,ma in realtà è solo quello di un imbelle,di un figlio di papà che non ha alcuna voglia di assumersi responsabilità non per scelta “ideologica” ma solo perchè così la vita è più comoda.
Ed è questo che Faenza intende stigmatizzare,la capacità cioè della società di amalgamare,omologare e alla fine irrigimentare chiunque tenti di opporsi al cambiamento.
Ma il linguaggio è,sia figurativamente che nel parlato,confuso e farraginoso.


Così dopo 15 minuti di sproloqui,immagini quasi dadaistiche,la noia prende il sopravvento e non lascia più lo spettatore.
Indubbiamente il film di Faenza è coraggioso,ma questo non basta a renderlo anche interessante.
Il finale è indubbiamente in bilico tra l’amaro e il grottesco (il potere,il successo e il denaro trionfano) ma è fine a se stesso.
Escalation è un film pesantemente datato;va visto,oggi nell’ottica del documento d’epoca,ma nient’altro.
Un festival anche del vintage,della noia,del deja vu.


Per quanto riguarda gli interpreti,bene Capolicchio alle prese con un personaggio odioso che rende al di là delle aspettative,bene una gelida e algida Claudine Auger,meno bene un isolito Ferzetti con un’acconciatura improbabile e per una volta sopra le righe.
Film di assoluta rarità,è presente in rete in una bellissima versione all’indirizzo https://fboom.me/file/df6135fbe0a90/Escalation.1968.mkv

Escalation

Un film di Roberto Faenza. Con Gabriele Ferzetti, Leopoldo Trieste, Claudine Auger, Lino Capolicchio, Didi Perego, Dada Gallotti Drammatico, durata 95 min. – Italia 1968

Gabriele Ferzetti: Augusto Lambertenghi
Lino Capolicchio: Luca Lambertenghi
Leopoldo Trieste: Il sacerdote; il santone
Claudine Auger: Carla Maria Manini
Didi Perego: L’investigatrice privata
Dada Gallotti: L’infermiera

Regia Roberto Faenza
Soggetto Roberto Faenza
Sceneggiatura Roberto Faenza
Fotografia Luigi Kuveiller
Montaggio Ruggero Mastroianni
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Giorgio Giovannini

 

 

Elizabet,the Golden Age

Inghilterra,1585
Elisabetta I Tudor regna dal 1558;ha dovuto superare grandi problemi,congiure di palazzo,attentati alla sua vita,l’ostilità dei sovrani europei
e infine quella papale.
Ma è riuscita comunque a rendere il suo paese una potenza.
Tuttavia i problemi principali in politica estera sono rappresentati da Filippo II di Spagna con il quale ha un conflitto che sta per sfociare in guerra aperta.
Elisabetta I incoraggia e finanzia sotto banco gli attacchi ai galeoni spagnoli carichi di ricchezze provenienti dal nuovo mondo.
Francis Drake,per esempio, agisce sempre più scopertamente assaltando navi spagnole,mentre la regina finanzia contemporaneamente la guerra nei Paesi bassi,ribelli nei confronti della Spagna.In ultimo la politica apertamente anti cattolica della Regina si scontra con quella fedele a Roma di Flippo II.


Elisabetta ha sempre rifiutato qualsiasi offerta matrimoniale che le sia stata proposta,rendendo così predominante il ruolo di Maria Stuarda, regina di Scozia,principale candidata al trono.
Maria Stuarda viene coinvolta in una congiura ai danni di Elisabetta e questo le costa la condanna a morte;la sfortunata regina di Scozia viene decapitata.
E’ la goccia che fa traboccare il vaso.
Filippo II organizza la più grande spedizione di sempre per invadere l’Inghilterra;la sua Invincibile Armata salpa le ancore per eliminare una volta per tutte l’eretica regina.
Ma grazie allo spirito indomito dei suoi sudditi,a molta fortuna e al caso,Elisabetta vede la sua flotta,nettamente inferiore a quella spagnola,comandata dal suo fido amante Sir Walter Raleigh e dal corsaro Francis Drake annientare quella spagnola.
Ma se le cose a livello politico e militare funzionano,la vita sentimentale della regina si rivela un fallimento.
Walter Raleigh infatti ha avuto una relazione con Bess,dama della regina,l’ha sposata senza il consenso di Elisabetta e ha avuto dalla stessa un figlio.
Elisabetta lo perdonerà,mentre il regno si avvia ad un lungo periodo di prosperità.
Elizabeth: The Golden Age fa seguito al fortunato Elizabeth del 1998 (si veda la recensione su questo sito https://filmscoop.org/2015/11/16/elizabeth/)


La regia è sempre di Shekhar Kapur che ripropone fastosi costumi e una veste grafica di prim’ordine,il cast fa il suo molto bene.
Tuttavia,tanto sfarzo e attenzione ai dettagli ha una grossa lacuna a livello storico;la sceneggiatura,infatti,è più favolistica che aderente alla realtà.
Una delle inesattezze più gravi riguarda l’attentato alla regina mostrato nel film,che nella realtà storica non avvenne mai;l’attentatore infatti enne bloccato in fase di elaborazione dell’ stesso
grazie all’efficiente servizio di spionaggio della regina.
In quanto al rapporto con Raleigh,nulla fa pensare che lui e la regina fossero amanti e tra l’altro Raleigh non partecipò mai alla battaglia contro la Invincibile Armata.
La figura storica di Filippo II è distorta,tra l’altro fisicamente il re spagnolo era molto differente da quello raffigurato.
La stessa Elisabetta viene mostrata quasi indifferente alle posizioni religiose del suo popolo;la regina vergine al contrario cercò in tutti i modi di limitare la libertà di religione,perseguitando con forza
tutti quelli che organizzavano movimenti alternativi a connotazione fortemente religiosa.


Oltre a queste citate,tante sono le inesattezze storiche,il che rende il film una buona opera dal punto di vista meramente visiva ma quasi inattendibile da quello storico.
Un critico ha liquidato il film con un lapidario “sotto il vestito niente“,citando in questo caso il titolo di un film di Vanzina;giudizio ingeneroso,perchè almeno la confezione c’è ed è di lusso e in fondo il film si lascia ben vedere.
Brava Cate Blanchett,da segnalare l’interpretazione di Clive Owen,di prim’ordine la fotografia di Remi Adefarasin.Premio Oscar 2008 a Alessandra Byrne per i migliori costumi e nomination per Cate Blanchett per la sua interpretazione nel ruolo di Elisabetta I.

Elizabeth – The Golden Age

Un film di Shekhar Kapur. Con Cate Blanchett, Geoffrey Rush, Clive Owen, Rhys Ifans, Jordi Mollà, Abbie Cornish, Samantha Morton,
Aimee King, Laurence Fox, John Shrapnel, Susan Lynch, Elise McCave, Penelope McGhie, Eddie Redmayne, Stuart McLoughlin,
David Threlfall Drammatico, durata 114 min. – Gran Bretagna, Francia 2007

Cate Blanchett: Regina Elisabetta I
Geoffrey Rush: 

Clive Owen: Sir Walter Raleigh
Steven Robertson: Sir Francis Throckmorton
Abbie Cornish: Elizabeth “Bess” Throckmorton
Samantha Morton: Mary, regina di Scozia
Rhys Ifans: Robert Reston
Jordi Mollà: Re Filippo II di Spagna
Eddie Redmayne: Anthony Babington
Tom Hollander: Sir Amyas Paulet
Susan Lynch: Annette
Kristin Smith: Mary Walsingham
Adam Godley: William Walsingham
David Threlfall: dott. John Dee

Regia Shekhar Kapur
Soggetto William Nicholson e Michael Hirst
Sceneggiatura William Nicholson e Michael Hirst
Fotografia Remi Adefarasin
Montaggio Jill Bilcock e Andrew Haddock
Musiche Craig Armstrong e A.R. Rahman
Scenografia Guy Dyas e Richard Roberts
Costumi Alexandra Byrne

Roberta Pellini: Regina Elisabetta I
Mariano Rigillo: Sir Francis Walsingham
Fabio Boccanera: Sir Walter Raleigh
Francesca Manicone: Elizabeth Throckmorton
Domitilla D’Amico: Mary, regina di Scozia
Fabrizio Temperini: Robert Reston
Marco Guadagno: Sir Amyas Paulet
Graziella Polesinanti: Mary Walsingham
Roberto Stocchi: William Walsingham
Dante Biagioni: dott. John Dee

I volti nella storia

Elisabetta I Tudor

Sir Walter Raleigh

Sir Francis Drake

Re Filippo II di Spagna

Maria Stuart regina di Scozia

Sir Francis Walsingham

Festival di Cannes 1968

Quella del 1968 è l’edizione più controversa e contestata dell’intera storia del Festival di Cannes.
Sin dall’apertura,il 10 maggio,si respira un’aria strana;in tutta la Francia ci sono forti tensioni,scontri tra polizia e studenti originati da una serie concomitante di fattori,principalmente dalla rivolta dei giovani contro lo strapotere di De Gaulle, a cui si aggiunsero in seguito vasti strati della popolazione oltre che la quasi totalità del mondo operaio.
Ben presto il movimento spontaneo assunse la caratteristica di una contestazione generale al sistema,una vera e propria opposizione al potere nella sua globalità,alle istituzioni,alla cultura.
La contestazione varcò le frontiere e si estese a macchia d’olio in Europa;ma in Francia ebbe una fortissima eco,tanto da costringere De Gaulle,che era in visita ufficiale in Romania a rientrare per affrontare gli eventi.
Il 13 maggio è una data storica per la Francia;l’intero paese è completamente paralizzato da uno sciopero generale che nasce spontaneamente,sorprendendo gli stessi sindacati.
Centinaia di migliaia di persone partecipano ad un corteo a Parigi,il più grande dal 1936.
In questo quadro estremamente confuso,il 10 si inaugura il festival,con occhi e orecchie però più tese all’esterno che al festival.
Per la sua stessa composizione,per il parterre dei partecipanti,appare chiaro che non sarà un festival qualsiasi.
In giuria ci sono:

André Chamson, scrittore (Francia) – presidente
Claude Aveline, scrittore (Francia)
Veljko Bulajic, regista (Jugoslavia)
Paul Cadeac d’Arbaud, produttore (Francia)
Jean Lescure, scrittore (Francia)
Louis Malle, regista (Francia)
Jan Nordlander (Svezia)
Roman Polanski, regista (USA)
Robert Rojdestvensky, scrittore (Unione Sovietica)
Monica Vitti, attrice (Italia)
Boris von Borrezholm, regista (Germania)
Terence Young, regista (Gran Bretagna)

A creare un clima incandescente c’è anche la decisione da parte del ministro della cutura di rimuovere dalla carica di direttore della Cinémathèque française Henri Langlois pioniere del restauro e della conservazione delle pellicole cinematografiche e fondatore della stessa Cinémathèque.
François Truffaut, Jean-Luc Godard, Claude Lelouch,Louis Malle,illustri presenti al festival con le loro opere,contestano la decisione e organizzano una clamorosa manifestazione proprio sul palco di Cannes.


Gli stessi registi,pur con distinguo,si erano schierati con gli studenti e i manifestanti;Truffaut aveva detto:”Tutto ciò che ha valore ed è importante in Francia deve fermarsi” mentre Godard era stato ancora più duro: “Dobbiamo demolire le strutture di Cannes
In questa situazione caotica il Festival passa in second’ordine.
Il 17 maggio l’Assemblea d’azione e informazione del cinema francese con la partecipazione di 1000 professionisti riuniti presso la scuola nazionale di fotografia e cinema dirama un comunicato in cui definendosi “Gli stati generali del cinema” chiedono ai registi e produttori francesi presenti a Cannes di “opporsi,in armonia con i colleghi stranieri alla continuazione dei lavori,in segno di solidarietà
con gli studenti e i lavoratori in sciopero e per protestare contro il potere gollista e le presenti strutture dell’industria cinematografica


L’appello viene raccolto e Truffaut,Malle,Lelouch,Godard ritirano i loro film;a Cannes improvvisati oratori e registi,gente di cinema e giornalisti si ritrovano a dibattere più che di film di politica e sociale.
Louis Malle, Monica Vitti e Roman Polanski si dimettono dalla giuria e sabato 18 maggio,quando viene ritirato anche il film di Saura,l’edizione numero ventuno del Festival di Cannes viene chiusa senza attribuire premi.
Salta cosi la presentazione dell’atteso film di Resnais,il programma finsice per essere accantonato.
Ci fu spazio anche per uno scontro,molto violento,tra Polanski e Truffaut e Godard;il regista polacco accusò i due registi di essere intransigenti e di ricordargli “il clima stalinista polacco“.
Lo stesso Polanski era giunto a Cannes con sua moglie Sharon Tate che esattamente un anno dopo sarebbe stata massacrata dalla famiglia “satanica” di Charles Manson.
L’edizione del 1968 tuttavia ebbe anche la conseguenza di “liberalizzare” la partecipazione al Festival stesso,con una maggior attenzione alle opere di qualità e sopratutto vide la nascita della Quinzaine des Réalisateurs, organizzata dalla Société des Réalisateurs de Films,mostra parallela che dal 1969 proietta opere di alto valore.

 

Nuda sotto la pelle (The Girl on Motorcycle), regia di Jack Cardiff (Gran Bretagna/Francia)
Mali vojnici, regia di Bato Cengic (Jugoslavia)


Un lungo giorno per morire (The Long Day’s Dying), regia di Peter Collinson (Gran Bretagna/USA)
Les gauloises bleues, regia di Michel Cournot (Francia)


Vingt-quatre heures de la vie d’une femme, regia di Dominique Delouche (Francia/Germania)


Girando intorno al cespuglio di more (Here We Go Round the Mulberry Bush), regia di Clive Donner (Gran Bretagna)


L’errore di vivere (Charlie Bubbles), regia di Albert Finney (Gran Bretagna)

I protagonisti, regia di Marcello Fondato (Italia)


Al fuoco pompieri! (Horí, má panenko), regia di Milos Forman (Cecoslovacchia)
Tuvia Vesheva Benotav, regia di Menahem Golan (Israele/Germania)


L’armata a cavallo (Csillagosok, katonák), regia di Miklós Jancsó (Ungheria/Unione Sovietica)
Venti lucenti (Fényes szelek), regia di Miklós Jancsó (Ungheria)


Petulia, regia di Richard Lester (USA)
Zywot Mateusza, regia di Witold Leszczynski (Polonia)


Banditi a Milano, regia di Carlo Lizzani (Italia)
Un’estate capricciosa (Rozmarné léto), regia di Jirí Menzel (Cecoslovacchia)
La festa e gli invitati (O slavnosti a hostech), regia di Jan Nemec (Cecoslovacchia)
Il castello (Das schloß), regia di Rudolf Noelte (Germania)
Trilogy, regia di Frank Perry (USA)


Je t’aime, je t’aime, regia di Alain Resnais (Francia)


Grazie zia, regia di Salvatore Samperi (Italia)
Feldobott kö, regia di Sándor Sára (Ungheria)
Joanna, regia di Michael Sarne (Gran Bretagna)


Frappé alla menta (Peppermint Frappé), regia di Carlos Saura (Spagna)
Kuroneko (Yabu no naka no kuroneko), regia di Kaneto Shindô (Giappone)


Anna Karenina, regia di Aleksandr Zarkhi (Unione Sovietica)
Doctor Glas (Doktor Glas), regia di Mai Zetterling (Danimarca)


Seduto alla sua destra, regia di Valerio Zurlini (Italia)

Claude Lelouch,Jean Luc Godard e Francois Truffaut sul palco

L’arrivo al festival di Sharon Tate e suo marito Roman Polanski

Tre giurati a passeggio sulla Croisette:Louis Malle,Monica vitti e Roman Polanski

La Croisette affollata:si proietta Via col vento

George Harrison con sua moglie Patti Boyd,Ringo Starr con sua moglie

Incidenti sul palco

La sala delle proiezioni occupata da studenti,intellettuali e operai

La grande manifestazione a Cannes organizzata dagli “Stati generali del cinema”

Clima incandescente mentre parla Truffaut

 

I pirati sul grande schermo

Capitan Sinbad 1963

Gordon il pirata nero 1961

Il bucaniere 1958

I pirati del fiume rosso 1962

I pirati della costa 1960

I pirati della Malesia 1964

Il conquistatore di Maracaibo 1960

La tigre dei 7 mari 1962

Il corsaro della mezzaluna 1957

Il corsaro nero 1976

Morgan il pirata 1960

Il filibustiere della costa d’oro 1964

Il segreto dello sparviero nero 1961

Robinson nell’isola dei corsari 1960

La venere dei pirati 1960

Sandokan la tigre di Mompracem 1963

Il pirata del diavolo 1964

I moschettieri del mare 1961

L’avventuriero della Tortuga 1960

Ciclone sulla Giamaica 1965

Tra storia e mitologia-Parte 2

La dea della città perduta (1965)

Taras il magnifico (1962)

Il grande pescatore (1959)

Giulio Cesare (1953)

Solimano il conquistatore (1961)

Giacobbe l’uomo che lottò con Dio (1965)

I Normanni (1962)

Gli Argonauti (1963)

Genoveffa di Brabante (1947)

Saul e David (1964)

La rivolta dei mercenari (1960)

Camelot (1967)

I Nibelunghi (1966)

La donna venuta dal passato (1968)

Lucrezia (1969)

Goliath e la schiava ribelle (1963)

Le avventure di Ulisse (1969)

Il principe guerriero (1965)

Alfredo il Grande (1969)

La fontana della vergine (1960)

Gli Oscar del 1969

La cerimonia per la consegna degli Academy Awards 1969,gli Oscar del cinema,si tiene la sera del 14 aprile 1969 a Los Angeles presso
il Dorothy Chandler Pavilion.
Numerosi presentatori di eccezione si alternano per la consegna delle statuette;Burt Lancaster,Jane Fonda,Frank Sinatra,Gregory Peck,Walter Matthau,Ingrid Bergman,Nathalie Wood e altri premiano film e artisti scelti dall’Accademia.
Con una decisione incomprensibile (e francamente scandalosa) tra i 5 film in lizza come miglior film non c’è 2001 odissea nello spazio di Kubrick (presente come miglior regista) e di conseguenza la lotta è fra Oliver!, regia di Carol Reed,Funny Girl, regia di William Wyler,Il leone d’inverno (The Lion in Winter), regia di Anthony Harvey,La prima volta di Jennifer (Rachel, Rachel), regia di Paul Newman
e il nostro Romeo e Giulietta, regia di Franco Zeffirelli.Vince,comunque a sorpresa,Oliver! di Reed che fa clamorosamente il bis come miglior regista,battendo oltre al citato Kubrick,uno dei registi meno amati da Hollywood registi come Zeffirelli e Pontecorvo (La battaglia di Algeri).Italiani quindi a secco nelle categorie maggiori,mentre vinceremo l’Oscar per la Miglior fotografia con Pasqualino De Santis per Romeo e Giulietta e con Danilo Donati per i Migliori costumi con lo stesso film.Il premio per la Miglior attrice protagonista viene attribuito ex aequo a Katharine Hepburn per Il leone d’inverno e a Barbara Streisand per Funny girl;la Hepburn diserterà la premiazione mentre la Streisand si farà notare per un discutibile abito nude look.

Il Dorothy Chandler Pavilion, sede degli Oscar 1969

Come Miglior attore protagonista ancora una sorpresa:a vincere è Cliff Robertson per la sua interpretazione in I due mondi di Charly che batte il favorito Peter O’Toole grande protagonista in Il leone d’inverno.
A vincere l’Oscar come migliore attrice non protagonista per il ruolo della diabolica vecchietta Signora Minnie Castevet nel film di Polanski Rosemary’s Baby è Ruth Gordon mentre Mel Brooks ottiene la statuetta grazie alla sceneggiatura di Per favore, non toccate le vecchiette.
Il Miglior film straniero è Guerra e pace: Natascia – L’incendio di Mosca regia di Sergej Bondarcuk,che batte,tra gli altri,La ragazza con la pistola di Mario Monicelli,mentre il citati capolavoro di Kubrick ottiene un beffardo Oscar solo per i Migliori effetti speciali.
In conclusione,Oliver! candidato a ben 12 Oscar se ne porta a casa 4,Il leone d’inverno 3 su 7 nomination,Romeo e Giulietta di Zeffirelli 2 su 4 nomination.
Funny girl,di William Wyler su 8 candidature porta a casa la statuetta per la miglior attrice grazie a Barbara Streisand.
Il bel film di Robert Wise Un giorno…di prima mattina,candidato a sette Oscar torna a casa a mani vuote.
Segnalazione per l’Oscar alla carriera di John Chambers,grazie anche ai trucchi per Il pianeta delle scimmie e per Onna White autrice delle coreografie di Oliver!
Premio umanitario Jean Hersholt a Martha Raye,premiata nel 1993 dal presidente USA Bill Clinton che la insignì della Medaglia presidenziale della libertà per i suoi meriti nei confronti della nazione,tanto da essere
seppellita con gli onori militari nel cimitero di Fort Bragg (Carolina del Nord).

Miglior film

Oliver!, regia di Carol Reed


Funny Girl, regia di William Wyler


Il leone d’inverno (The Lion in Winter), regia di Anthony Harvey


La prima volta di Jennifer (Rachel, Rachel), regia di Paul Newman


Romeo e Giulietta, regia di Franco Zeffirelli

Miglior regia

Carol Reed – Oliver!


Franco Zeffirelli – Romeo e Giulietta


Anthony Harvey – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)

Gillo Pontecorvo – La battaglia di Algeri

Stanley Kubrick – 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey)

Miglior attore protagonista

Cliff Robertson – I due mondi di Charly (Charly)


Alan Arkin – L’urlo del silenzio (The Heart Is a Lonely Hunter)


Alan Bates – L’uomo di Kiev (The Fixer)


Peter O’Toole – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)


Ron Moody – Oliver!

Migliore attrice protagonista

Katharine Hepburn (ex aequo) – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)


Barbra Streisand (ex aequo) – Funny Girl


Joanne Woodward – La prima volta di Jennifer (Rachel, Rachel)


Patricia Neal – La signora amava le rose (The Subject Was Roses)


Vanessa Redgrave – Isadora

Miglior attore non protagonista

Jack Albertson – La signora amava le rose

Seymour Cassel – Volti (Faces)
Daniel Massey – Un giorno… di prima mattina (Star!)
Jack Wild – Oliver!
Gene Wilder – Per favore, non toccate le vecchiette (The Producers)

Migliore attrice non protagonista

Ruth Gordon – Rosemary’s Baby (Rosemary’s Baby)
Lynn Carlin – Volti (Faces)
Sondra Locke – L’urlo del silenzio (The Heart Is a Lonely Hunter)
Kay Medford – Funny Girl
Estelle Parsons – La prima volta di Jennifer (Rachel, Rachel)

Miglior sceneggiatura originale

Mel Brooks – Per favore, non toccate le vecchiette (The Producers)
Franco Solinas e Gillo Pontecorvo – La battaglia di Algeri
John Cassavetes – Volti (Faces)
Ira Wallach e Peter Ustinov – Milioni che scottano (Hot Millions)
Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke – 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey)

Miglior sceneggiatura non originale

James Goldman – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)
Neil Simon – La strana coppia (The Odd Couple)
Vernon Harris – Oliver!
Stewart Stern – La prima volta di Jennifer (Rachel, Rachel)
Roman Polanski – Rosemary’s Baby (Rosemary’s Baby)

Miglior film straniero

Guerra e pace: Natascia – L’incendio di Mosca (Voina i mir), regia di Sergej Bondarcuk (Unione Sovietica)
Baci rubati (Baisers volés), regia di François Truffaut (Francia)
La ragazza con la pistola, regia di Mario Monicelli (Italia)
Fuoco ragazza mia! (Horí, má panenko), regia di Miloš Forman (Cecoslovacchia)
I ragazzi della via Paal (A Pál utcai fiúk), regia di Zoltán Fábri (Ungheria)

Miglior fotografia

Pasqualino De Santis – Romeo e Giulietta
Harry Stradling – Funny Girl
Daniel L. Fapp – Base artica Zebra (Ice Station Zebra)
Oswald Morris – Oliver!
Ernest Laszlo – Un giorno… di prima mattina (Star!)

Miglior montaggio

Frank P. Keller – Bullitt
Frank Bracht – La strana coppia (The Odd Couple)
Ralph Kemplen – Oliver!
Robert Swink, Maury Winetrobe e William Sands – Funny Girl
Fred Feitshans e Eve Newman – Quattordici o guerra (Wild in the Streets)

Miglior scenografia

John Box, Terence Marsh, Vernon Dixon e Ken Muggleston – Oliver!
George W. Davis e Edward Carfagno – L’uomo venuto dal Kremlino (The Shoes of the Fisherman)
Boris Leven, Walter M. Scott e Howard Bristol – Un giorno… di prima mattina (Star!)
Tony Masters, Harry Lange e Ernie Archer – 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey)
Mikhail Bogdanov, Gennady Myasnikov, G. Koshelev e V. Uvarov – Natascia – L’incendio di Mosca (Voyna i mir)

Migliori costumi

Danilo Donati – Romeo e Giulietta
Margaret Furse – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)
Phyllis Dalton – Oliver!
Morton Haack – Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes)
Donald Brooks – Un giorno… di prima mattina (Star!)

Migliori effetti speciali

Stanley Kubrick – 2001: Odissea nello spazio (2001: A Space Odyssey)
Hal Millar e Joseph McMillan Johnson – Base artica Zebra (Ice Station Zebra)

Migliore colonna sonora

Drammatica

John Barry – Il leone d’inverno (The Lion in Winter)
Lalo Schifrin – La volpe (The Fox)
Jerry Goldsmith – Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes)
Alex North – L’uomo venuto dal Kremlino (The Shoes of the Fisherman)
Michel Legrand – Il caso Thomas Crown (The Thomas Crown Affair)

Adattamento con canzoni originali

John Green – Oliver!
Ray Heindorf – Sulle ali dell’arcobaleno (Finian’s Rainbow)
Walter Scharf – Funny Girl
Lennie Hayton – Un giorno… di prima mattina (Star!)
Michel Legrand e Jacques Demy – Josephine (Les demoiselles de Rochefort)

Miglior canzone

The Windmills of Your Mind, musica di Michel Legrand, testo di Alan Bergman e Marilyn Bergman – Il caso Thomas Crown (The Thomas Crown Affair)
Chitty Chitty Bang Bang, musica e testo di Richard M. Sherman e Robert B. Sherman – Citty Citty Bang Bang
For Love of Ivy, musica di Quincy Jones, testo di Bob Russell – Un uomo per Ivy (For Love of Ivy)
Funny Girl, musica di Jule Styne, testo di Bob Merrill – Funny Girl
Star!, musica di Jimmy Van Heusen, testo di Sammy Cahn e Marilyn Bergman – Un giorno… di prima mattina (Star!)

Miglior sonoro

Shepperton Studio Sound Department – Oliver!
Warner Bros. – Seven Arts Studio Sound Department – Bullitt
Warner Bros. – Seven Arts Studio Sound Department – Sulle ali dell’arcobaleno (Finian’s Rainbow)
Columbia Studio Sound Department – Funny Girl
20th Century-Fox Studio Sound Department – Un giorno… di prima mattina (Star!)

Miglior documentario

Journey Into Self, regia di Bill McGaw
A Few Notes on Our Food Problem, regia di James Blue
Legendary Champions, regia di Harry Chapin
Other Voices, regia di David H. Sawyer
Young Americans, regia di Alexander Grasshoff

Miglior cortometraggio

Robert Kennedy Remembered, regia di Charles Guggenheim
De Düva: The Dove, regia di George Coe e Anthony Lover
Duo (Pas de deux), regia di Norman McLaren
Prelude, regia di John Astin

Miglior cortometraggio documentario

Why Man Creates, regia di Elaine Bass e Saul Bass
The House that Ananda Built, regia di Fali Bilimoria
The Revolving Door, regia di Lee R. Bobker
A Space to Grow, regia di Thomas P. Kelly Jr.
A Way Out of the Wilderness, regia di Dan E. Weisburd

Miglior cortometraggio d’animazione

Troppo vento per Winny-Puh (Winnie the Pooh and the Blustery Day), regia di Wolfgang Reitherman
The House that Jack Built (La maison de Jean-Jacques), regia di Ron Tunis
The Magic Pear Tree, regia di Jimmy Murakami
Windy Day, regia di John Hubley e Faith Hubley

Premio alla carriera


A John Chambers per il suo straordinario risultato come truccatore de Il pianeta delle scimmie.
A Onna White per gli straordinari risultati per la coreografia di Oliver!.

Premio umanitario Jean Hersholt
A Martha Raye

Carol Reed,Oscar  miglior regia e miglior film per Oliver!

Cliff Robertson Oscar miglior attore protagonista

Barbra Streisand Oscar miglior attrice protagonista

Jack Albertson Oscar miglior attore non protagonista

Ruth Gordon miglior attrice non protagonista

Martha Raye Premio Umanitario Hersholt

I PRESENTATORI

Jane Fonda consegna l’Oscar a Carol Reed

Burt Lancaster

Diahaan Carroll

Frank Sinatra

Gregory Peck

Ingrid Bergman

Jane Fonda

Nathalie Wood

Sidney Poitier

Tony Curtis

Walter Matthau