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Il canto delle spose


Tunisia,inverno 1942
La vita, a Tunisi, sembra scorrere all’apparenza tranquilla.
Ma le truppe di invasione nazista con l’aiuto dei francesi collaborazionisti, stanno per iniziare anche in Tunisia la loro immonda opera di rastrellamento degli ebrei.
Nella città vivono due ragazze, Nour (musulmana) e Myriam (ebrea sefardita) che nonostante le differenze di pelle,di cultura e di religione sono molto amiche, tanto da confidarsi i più intimi pensieri.
Come accade del resto a tutte le latitudini del mondo fra ragazze che hanno scoperto di avere tanti punti in comune. Tranno uno, l’amore.
Mentre Nour ha un fidanzato, Khaled, Myriam lo avrà a breve ma non per scelta. La ragazza infatti è orfana di padre e sua madre versa in condizioni economiche precarie; inoltre gli occupanti nazisti


pretendono dagli abitanti di razza ebraica il pagamento di una forte multa (per il solo fatto di essere ebrei)
L’unica soluzione per Tita, la mamma di Myriam, è di concedere in sposa la giovanissima figlia ad un ricco medico, Raoul,che ovviamente ha molti più anni della ragazza.
Ma anche Nour ha le sue pene amorose.
Khaled non lavora e quindi il padre della ragazza non acconsente alle nozze fra i due se prima il giovane non avrà trovato un occupazione. Nour è innamorata di Khaled, tipico maschio abituato a considerare
la donna inferiore all’uomo,secondo gli stereotipi di un mondo immutato da secoli. Ed è anche poco contento dell’amicizia tra le due ragazze, perchè Khaled, facilmente influenzabile,ha assimilato le teorie politiche naziste
che considerano gli ebrei come esseri inferiori. Ma l’amicizia,la complicità tra due ragazze è superiore a tutto…
Il canto delle spose,film del 2008 diretto dalla regista francese Karin Albou affronta alcuni temi di stringente attualità nonostante il film sia ambientato negli anni 40.


Coabitazione pacifica tra popoli, tolleranza religiosa, l’amicizia sono solo alcune tematiche affrontate in un film dai ritmi sicuramente non eccelsi ma dall’intelligente impianto.
La vicenda delle due ragazze si integra perfettamente con una storia che tende a mostrare la condizione femminile in un periodo che appare lontano nel tempo ma che in realtà ha fatto davvero pochi passi avanti.
Si pensi alla figura di Nour o quella di Myriam; la prima già predestinata alla sottomissione al maschio padrone, la seconda costretta a prendere un marito scelto non certo da lei; vero è che nel caso della giovane ebrea più che un’usanza tristemente consolidata nei
secoli ci sono ragioni di ordine economico,ma il discorso cambia poco.
La donna è in tutti i casi succube delle circostanze ed è l’agnello sacrificale da immolare per mancanza di denaro o di prospettive future; nel discorso della madre compare il tradizionale “se ci fosse tuo padre avresti fatto come dice lui“,tipica frase di chi si aggrappa alle tradizioni
senza minimamente pensare alla personalità della futura sposa,una ragazzina divisa da moltissimi anni di differenza con il futuro marito. Non scelto,quindi non amato.


Sicuramente più agevole il cammino di Nour: suo padre non è contrario al matrimonio con l’amato Khaled, ma esige che il giovane abbia prima un lavoro.E se vogliamo è sicuramente un’aspirazione comprensibile in un genitore.
Ma a parte le vicende sentimentali delle due ragazze,Karin Albou segue anche le vite parallele tra le due; se Nour è musulmana in un paese africano,quindi a fortissima prevalenza della religione dominante, Myriam è ebrea, appartiene quindi ad una minoranza generalmente poco amata.
Eppure sia lei che sua madre non sono affatto ghettizzate dalla popolazione locale.
Lei ha un’amica musulmana,sua madre lo stesso.
C’è tolleranza, quindi, rispetto.


Che verrà meno non per odio tra la popolazione tunisina e gli ebrei, bensi per la presenza del demonio nazista, che in questo caso si associa con i collaborazionisti francesi,disposti a scendere a patti con il diavolo pur di conservare lo status quo.
Film ben strutturato quindi,con una trama lineare e alcune scene ad effetto che si ricordano a lungo,come la violenza subita dalla mamma di Myriam,intuita più che vista e seguita dalla ragazza nascosta sotto il letto,i discorsi nel bagno turco femminile e la scena della ceretta inguinale a cui si sottopone Myriam,percorso obbligato per la giovane ebrea e che lo spettatore segue praticamente dal vivo,la mortificante sequenza in cui Khaled mostra ai propri genitori e ai vicini il lenzuolo della prima notte di nozze,usanza purtroppo usata anche da noi fino agli anni settanta in alcune zone del sud.


Brave le attrici fra le quali va segnalata la regista che interpreta la madre di Myriam e le due attrici che interpretano Nour e Myriam, Lizzie Brocheré, Olympe Borval.
Un buon film che affronta temi delicati e di grande attualità,con intelligenza e delicatezza, che potrete vedere in streaming Rai all’indirizzo http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-156192c2-9f66-4242-939c-2fe48ef9d77b-cinema.html

Il canto delle spose

di Karin Albou, con Lizzie Brocheré, Olympe Borval, Najib Oudghiri, Simon Abkarian, Karin Albou. Titolo originale: Le chant des mariées. Genere Drammatico – Francia, Tunisia, 2008, durata 100 minuti

 

Lizzie Brocheré … Myriam
Olympe Borval … Nour
Najib Oudghiri … Khaled
Simon Abkarian … Raoul
Karin Albou … Tita madre di Myriam
Lassad Boumnijel … padre di Nour
Nejia Jendoubi … madre di Nour
Hichem Rostom … padre di Raoul
Jaouida Vaugan … madre di Raoul

Regia: Karin Albou
Sceneggiatura: Karin Albou
Musiche: François-Eudes Chanfrault
Fotografia: Laurent Brunet
Montaggio: Camille Cotte
Casting: Maya Serrulla

gennaio 16, 2020 - Posted by | Drammatico | , , ,

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