Andavamo al cinema-Parte 35

Vogliamo ringraziare Valentino che ci ha inviato due foto dei cinema Jolly e Apollo di Torino;contemporaneamente,Dana ed io vi facciamo i migliori auguri per una serena Pasqua.

Cinema Jolly, Torino (grazie a Valentino)

Cinema Apollo,Torino (grazie a Valentino)

Cinema Conte Bandini,Rimini (grazie a Fulvio)

Cinema Diana,Troia (Foggia)

Cinema Ducale,Urbino

Sala interna Cinema Roma,Lucera (Foggia)

Sala interna Cinema Arcella,Padova

Cinema Giardini,Alessandria

Cinema Impero, Biella

Cinema Iris,Genova

Sala interna cinema Savoia,Torino

Cinema Italia,Cesena 

Cinema Italia,Resina (Napoli)

Cinema Italia,Viserba (Rimini)

Cine Teatro Kosmos,Fiorano modenese

Cinema Marina,Porto Garibaldi (Ferrara)

Cinema Splendor,Bari

Cinema San Marco, Enna

Cinema Royal,Torino

Cinema Roma,Piacenza

Cinema Ritz,Parma

Cinema Rex,Taranto

Cinema Porto,Capri

Cinema Politeama,Viareggio

Cinema Politeama Rossini,Senigallia (Ancona)

Cinema Partenope,Napoli

Cinema Odeon,Bari

Cinema Nazionale,Firenze

Cinema Moderno,San Frediano a Settimo (Pisa)

Cinema Metropolitan,Santanastasia (Napoli)

Biglietto del cinema Capitol,Foggia

 

Cinema:pensieri,parole e parolacce-Speciale Clint Eastwood

Avete mai fatto caso che ogni tanto si incontra qualcuno che non va fatto incazzare?
… quello sono io.

Dal film Gran Torino di Clint Eastwood (2008)

È meglio che prendi nota: io sono cattivo, incazzato e stanco.
Sono uno che mangia filo spinato, piscia napalm e riesce a mettere una palla in culo
ad una pulce a 200 metri.

Dal film Gunny di Clint Eastwood (1986)

Myles, l’unica cosa di cui io e te possiamo parlare è che tu hai una malattia inguaribile
e ti manca il fegato di ammazzarti.

Dal film Assassino sull’Eiger di Clint Eastwood(1975)

– Sembra che non amiate la pace.
– Si può amare ciò che non si conosce e in cui non si crede?!
– Se resterete a San Miguel cambierete opinione.
– Decido io quando cambio opinione.

Dal film Per un pugno di dollari di Sergio Leone(1964)

Quando devo sparare, la sera prima vado a letto presto.

Dal film Per qualche dollaro in più di Sergio Leone(1965)

Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava.
Tu scavi.

Dal film Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone (1966)

– Ha seguito quell’uomo?
– Sì, l’ho pedinato ma quando ero fuori servizio, ed è evidente che non sono stato io a picchiarlo.
– Perché?
– Perché gli è rimasta qualche parte di faccia sana.

Dal film Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! di Don Siegel (1971)

– Sei un figlio di puttana calzato e vestito, Everett, non te l’ha mai detto nessuno?
– Solo gli amici intimi e i familiari.

Dal film Fino a prova contraria di Clint Eastwood(1999)

Quando uno vuole fare lo spaccalegna deve imparare a maneggiare l’accetta.

Dal film Cielo di piombo, ispettore Callaghan di James Fargo (1976)

– Se becchi uno con questa, devi raccogliere i pezzi se vuoi le impronte digitali… .
– Questa è una 44 Magnum automatica e spara proiettili esplosivi… . Se becchi uno con questa non se ne parla neanche di impronte.

Dal film Coraggio… fatti ammazzare di Clint Eastwood (1983)

I pareri sono come i coglioni: ognuno ha i suoi.

Dal film Scommessa con la morte di Buddy Van Horn (1988)

– Le posso fare una domanda?
– Ma certo.
– Cosa deve fare una ragazza per venire a letto con lei?
– Provi a bussare alla mia porta.

Dal film Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan di Ted Post (1973)

Ho bevuto una specie di cappuccino decaffeinato che sembrava bollito in un sospensorio.

Dal film Space Cowboys di Clint Eastwood (2000)

I vecchi sogni erano bei sogni… . Non si sono avverati… comunque li ho avuti.

Dal film I ponti di Madison Country di Clint Eastwood (1995)

Il domani non si promette a nessuno.

Dal film Potere assoluto di Clint Eastwood (1997)

Sai come dice il proverbio: Dio li fa e poi li accoppa!

Dal film Cacciatore bianco, cuore nero di Clint Eastwood (1990)

– Padre, un sermone straordinario, mi sono commosso.
– Cosa ti confonde questa settimana?
– Sempre la stessa cosa: Dio, la storia della Trinità… .
– Frankie, lo capiscono quasi tutti fin dall’asilo: è una questione di fede.
– Vuole dire una specie di pane burro e marmellata infilati nel medesimo sacchetto?

Dal film Million Dollar Baby di Clint Eastwood(2004)

Dieci anni fa stavo in un bar in Alabama e due stronzi hanno cominciato a darmi addosso: è stato il loro primo sbaglio. Tirarono fuori i coltelli ed è stato il secondo sbaglio. Non sapevano neanche usarli e questo è stato l’ultimo sbaglio che hanno fatto… .

Dal film Fuga da Alcatraz di Don Siegel (1979)

– Dì un pò, tu credi nella nobiltà del suicidio?
– No, però se vuoi farti saltare il cervello, prometto che non ti ostacolo, accomodati.

Dal film Nel centro del mirino di Wolfgang Petersen(1993)

Allora, sto uscendo. Se vedo qualcuno là fuori, l’ammazzo.
Se qualche figlio di puttana mi spara addosso, non ammazzo soltanto lui,
gli ammazzo anche la moglie e tutti i suoi amici. E poi gli brucio anche la casa.
Meglio che nessuno spari. Voglio che facciate per Ned un bel funerale!
E non azzardatevi più a sfregiare prostitute! Altrimenti torno e vi ammazzo tutti,
figli di puttana.

Dal film Gli spietati di Clint Eastwood (1992)

Gary Oldman è su Filmscoop

Dieci anni dopo. Posso usare la perifrasi del celebre romanzo di Dumas “Vent’anni dopo” per ricordare un marzo del 2008,quando nacque Filmscoop. Ne ho parlato negli scorsi anni, inutile tornare a quei giorni in cui decisi di scrivere di cinema, convinto che in breve tempo avrei lasciato tutto e mi sarei dedicato ad altro. Ed invece…eccomi qua.

Anzi ,eccoci qua. Oggi, grazie anche alla preziosa collaborazione di Dana, il sito festeggia 10 anni. E allora, quale miglior occasione per presentarvi un libro che parla di cinema, in particolare di uno degli attori più bravi della “nuova Hollywood“, quel Gary Oldman a cui un’ottima monografia è stata dedicata da Maria Laura Loiacono, pubblicata da AG Book Publishing. Un libro che ha anticipato di poco l’attribuzione all’attore londinese dell’Oscar come miglior attore protagonista per il film L’ora più buia (Darkest Hour), di Joe Wright, nel quale interpreta in modo impareggiabile lo statista inglese Winston Churchill. Un presagio o semplicemente un’acuta visione del cinema e di conseguenza la capacità di valutare l’effettiva abilità di un attore? Quale che sia l’antefatto, Maria Laura ha fatto centro nuovamente, dopo la splendida biografia “Romolo Valli. L’attore che parla”. E dopo “La Compagnia dei Giovani. Vent’anni di teatro tra arte, impegno e raffinatezza”, altra pubblicazione del 2017, anch’essa edita (come la biografia di Valli) da AG Book Publishing. Di recente, sorprendentemente, la mia collaboratrice Dana ha vinto “Gary Oldman. Dagli esordi in teatro al successo internazionale, il percorso artistico di un talento eclettico e prorompente” ad un concorso online sul cinema. Poi, ha scritto, a Maria Laura Loiacono, una bella lettera che riporto integralmente, assieme alla foto che la ritrae con il simpaticissimo Charlie. Un saluto a Maria Laura Loiacono e a Dana, che non ringrazierò mai abbastanza per il prezioso lavoro che svolge per il sito da tre anni ormai. Una donna giovane, intelligente, una persona con la p maiuscola, in un mondo in cui le persone iniziano sinistramente a latitare. Vista la mia età avanzata e la sua invece giovane, spero che un domani (lontano, intendiamoci) possa raccogliere il testimone e continuare l’avventura di Filmscoop. Vi lascio alle sue parole:

-Lo scorso venerdì, il postino mi ha consegnato una busta speciale, contenente la monografia del premio Oscar, Gary Oldman, curata da Maria Laura Loiacono e pubblicata dalla AG Book Publishing. Premetto che, a casa mia la posta la “ispeziona” Charlie, il mio cagnolino. Ha annusato la copertina ed è rimasto fermo a fissare il mio sorriso: “Vedi, Charlie, questo signore ha vinto l’Oscar. Ti piace? Veste molto bene il bianco e nero, proprio come te.” Credo che lui abbia gradito il complimento perché il codino gli dondolava allegramente. Tutto è nato grazie ad un incontro casuale con Maria Laura Loiacono su Filmscoop.org, dove, da appassionata, ho pubblicato alcune biografie degli attori di teatro e cinema ai quali mi sono interessata. In seguito, dopo aver partecipato al concorso Amicinema Milano e AG Book Publishing, sono stata premiata con questo bellissimo volume di cinema.
Prendendo in mano il libro, la prima qualità che ho riscontrato è stata la leggerezza, intesa in termini di peso. La copertina brillante, luminosa, e il sorriso fiducioso di Gary Oldman mi hanno subito fatto pensare ad una lettura gradevole. A mano a mano che leggevo le descrizioni dei ruoli interpretati da Gary Oldman, nella mia mente mettevo in cornice le immagini dei personaggi che lui ha saputo creare: Sid Vicious, Lee Harvey Oswald, Dracula, Ludwig van Beethoven, ecc., fino al recente Winston Churchill. Mi sono resa conto che, spesso, il cinema ha cucito addosso a Gary Oldman ruoli da “cattivo” tanto nei thriller quanto nei film storici. Tuttavia, personalmente, lo ricordo abilissimo anche nelle parti del “buono” nella serie Batman diretta da Nolan oppure nel remake di RoboCop. Maria Laura Loiacono descrive tutte queste interpretazioni e molte altre ancora; parla, poi, dell’attività di regista, sceneggiatore e produttore di Gary Oldman. Le informazioni relative alla vita privata dell’attore sono essenziali e riportate solo in quanto utili a completare la descrizione del percorso professionale. Ho apprezzato, inoltre, la scelta di inserire le fotografie al centro del lavoro e la condivisione di alcune immagini dall’archivio personale dell’autrice. Un volume, quindi, che non rappresenta una semplice monografia ma uno studio approfondito dell’evoluzione professionale di uno degli attori più talentuosi del cinema contemporaneo. Prima di concludere, sento di dover fare una menzione particolare in favore della casa editrice. Dopo la vincita, sono stata contattata da Stefano della AG Book Publishing il quale mi ha riferito che, a causa del maltempo, la spedizione avrebbe potuto ritardare di qualche giorno – un’accortezza che mi ha sorpreso piacevolmente.

Grazie e un sentito augurio di buon lavoro e buon cinema a tutti voi e, naturalmente, a Mr. Gary Oldman.-

Dana

Andavamo al cinema-Parte 34

Con questa puntata siamo a 34 edizioni di Andavamo al cinema,rassegna delle vecchie sale cinematografiche italiane.Oggi vorrei ringraziare un amico dal nick in tema con il mio,Goffredo di Buglione,che ha inviato molte immagini di cinema di Roma.Le foto provengono dal sito  www.romasparita.eu uno dei miei preferiti perchè si occupa della città eterna vista attraverso immagini datate che riportano alla memoria la vita di una città stupenda e anche,purtroppo,profondamente cambiata.

Veduta aerea del cinema Arena Moderno,Bari (alla sinistra del palazzetto dello sport)

Biglietteria del cinema Ciclamino,Vico Equense (Napoli)

Cine Teatro Contavalli,Bologna

Cine Teatro Eden,Udine

Cine Teatro Comunale Predazzo ,Trento

Cine Teatro Comunale (poi Rossini) Gioia del Colle (Bari)

Cinema Teatro Sociale Sondrio

Cinema Europa,Tolentino (Macerata)

Cinema Italia,Roma

Cinema Italia Vercelli

Cinema Lux,Villasanta (Milano)

Cinema Modernissimo,Nocera inferiore (Salerno)

Cinema Odeon Firenze (in cartellone c’è I 10 comandamenti)

Cinema Plaza Roma

Cinema Quirinale, Roma

Cinema Rio, Ronchi dei legionari (Trieste)

Cinema Roma,Roccaraso (L’Aquila)

Cinema San Marco,Ponte di Brenta (Padova)

Cine Teatro San Marco,Venezia

Cinema Splendor,Firenze

Cinema Impero,Montevarchi (Arezzo)

Cinema Umberto,Bari

Cinema Vittoria,Grottaglie (Taranto)

Foyer del cinema Alcione,Roma

Ingresso del cinema San Marco,Venezia

Cine Teatro Giardino,Cagliari

Sala Cinema Al Quirinetta,Firenze

Sala Cinema Fatima,Deliceto (Foggia)

Sala Cinema Fenice,Trieste

Sala Cinema Nuovo,Bisceglie (Bari)

Cinema: pensieri,parole e parolacce-Speciale famiglia

“Li conoscete quei bassi? Ai Vergini, a Forcella, ai Tribunali, al Pallonetto. Neri, affumicati, dove l’estate non si respira… dove non ci stanno luci nemmeno a mezzogiorno. In uno di quei bassi ci stavo io, con la famiglia mia. Quanti eravamo… una folla! La famiglia mia non lo so che fine ha fatto, non lo voglio sape’, non lo ricordo. Sempre con la faccia voltata! Sempre in urto l’uno con l’altro! Ci coricavamo senza dirci buonanotte e ci svegliavamo senza dirci buongiorno. E u’ calure… u’ calure… la sera ci mettevamo intorno alla tavola un piatto grosso con non so quante forchette. Una sola volta mio padre si interessò a me. Quando me lo ricordo, tremo. Tenevo sedici anni, disse: “Ti sei fatta grande e qua non ci sta da mangiare, tu lo sai?”. Sedici anni… passavano le signorine vestite bene con certe belle scarpe e io guardavo. Passavano sotto braccio ai fidanzati. Ci stava uno che qualche volta mi aiutava: un fornaio. Mi dava i taralli, il pane fresco… d’inverno quel forno era un sollievo. Ma mio padre aveva ragione, mi ero fatta grande. Se ne accorse pure il fornaio.”

dal film Matrimonio all’italiana (1964) di Vittorio de Sica

“- Guarda quante donne, tutte disponibili.
– E sto a guarda’.
– Si rimorchiano tutte con una facilità! Stasera papà te ne presenta una, tu ci imbastisci un rapporto e te ne vai in vacanza con lei.
– Perché devo anna’ in vacanza con lei?
– Perché non poi sta mica sempre appresso a papà, no?
– Scusa papà, mettiamo subito le cose in chiaro: che cosa intendi per rapporto te?
– Che te ne devi anna’!”

dal film In viaggio con papà (1982) di Alberto Sordi

“- Papà, noi vorremmo andare direttamente al collegio con Jim che è venuto a prenderci. Ti dispiace?
– Non me ne frega un cazzo.
– Grazie, papà!”

dal film Pane e cioccolata (1973) di Franco Brusati

“Eccolo, guarda! È proprio il figlio che abbiamo sempre sognato! Peccato che tu non possa vederlo. Guarda, sta anche in piedi.”

dal film Le avventure di Pinocchio (1972) di Luigi Comencini

“Mi dispiace che tu debba partire, lasciare la casa, andare lontano, al confine dove ti hanno assegnato. Mi è dispiaciuto molto anche per Mariuccia e Masino, mi è dispiaciuto cioè che siano morti. Forse si volevano bene e questa non è una buona ragione per morire. Non so nemmeno se ce ne siano di ragioni buone per morire ma so che ce ne sono molte per vivere. Credo che, ormai da molto tempo, nella nostra famiglia si muoia senza ragione o per ragioni che io non so capire. E come se ognuno di noi si portasse appresso dalla nascita un odore di morte che lo accompagna per tutta la vita. Sai, papà, io quell’odore non me lo sento addosso. Forse per questo sono diverso. Io penso che vivere debba significare qualcosa di più che non farsi uccidere. te l’ho detto un giorno. New York è bella ma io torno presto e verro a trovarti dove ti hanno mandato e potremo stare insieme. Vedrai che tutto si sistemerà e tu potrai tornare a casa. Ti voglio bene anche se non ho mai fatto niente per dimostrartelo. Forse avremo dovuto parlare un po’ di più o forse dobbiamo soltanto cominciare e farlo, un giorno o l’altro.”

dal film Baciamo le mani (1973) di Vittorio Schiraldi

“- Papà, noi siamo poveri?
– Cassie, ci sono tanti modi di calcolare la povertà e la ricchezza, lo spirito, i soldi, l’anima… .
– Economicamente.
– Siamo poveri in canna.”

dal film Vita da camper (2006) di Barry Sonnenfeld

“- Papà… .
– Sì?
– Papà, domani a scuola c’ho il torneo di judo. Mi vieni a vedere?
– Domani? Non credo che potrò, Andrea… .
– Papà, ma ci sono tutti i genitori, papà.
– Bene. Se appena mi sarà possibile, Andrea, eh. Ma non posso far dire alla delegazione irlandese che il console non c’è perché è andato alla gara di judo di suo figlio. Non ti pare?
– Sì, papà.
– Buonanotte.
– Forse domani vincevo, papà… .
– BUONA notte.”

dal film Incompreso (1966) di Luigi Comencini

“Anzi, adesso non si chiama più nemmeno Parlamento, si chiama Pappamento, si chiama. Eh, tu ridi, eh… C’è mica tanto da ridere, sai, ci sarebbe da piangere … altro che storie. Perché, vedi, quelli che dovrebbero pensare agli interessi pubblici pensano invece agli interessi propri. Perché purtroppo c’è questa tendenza alla disonestà, questa tendenza alla malafede. Perciò se vuoi andar bene nella vita non bisogna mai fidarsi di nessuno, mai! Mai fidarsi di nessuno, capito? Neanche di tuo padre. Ah, scherzavo. Di: papà, sì. Dà un bacetto.”

dal film I mostri (1963) di Dino Risi

“- Siamo in tre: io, mia sorella e mio fratello, tirati su all’antica.
– E che vuol dire?
– Botte e schiaffi. Adesso non c’è più nessuno che fa così.”

dal film Mio fratello è figlio unico (2007) di Daniele Luchetti

“- E allora, onori il padre e la madre?
– Io sì. Ma loro non mi onorano a me: mi danno certe tozze sulla testa!”

dal film Amarcord (1973) di Federico Fellini

“Da piccolo decisi che, se mai avessi avuto dei figli, i miei figli avrebbero saputo chi era il loro padre.”

dal film La ricerca della felicità (2006) di Gabriele Muccino

“Mi hai già chiamato papà due volte, è vero che da giovane ho scopato con molte puttane ma non ricordo con tua madre… . Hai una sua foto?”

dal film Sono affari di famiglia (1989) di Sidney Lumet

“Sono così stufa di tutto. Avrò anche un figlio. Tante complicazioni e neanche un vestito da mettermi… .”

dal film Monica e il desiderio (1952) di Ingmar Bergman

“- Chi è ‘sta cicciona?
– Mia mamma.
– Ah perbacco, bella donna!”

dal film Il sorpasso (1962) di Dino Risi

“La mamma di Regie è talmente grassa che la misura della sua cintura è l’equatore!”

dal film Il professore matto (1996) di Tom Shadyac

– Oh, Josephine, pensa un po’! Io, Zucchero Kandinsky di Sandusky Ohio, sullo yacht di un milionario. Se mia madre potesse vedermi adesso!
– Se la mia povera mamma vedesse me… .”

dal film A qualcuno piace caldo (1959) di Billy Wilder

“- Una madre e una figlia… Che sconcertante, terribile combinazione di sentimento, di confusione, di rovina. Tutto è possibile quando viene fatto in nome della tenerezza e dell’amore. Le ferite della madre le soffre la figlia, le delusioni della madre ricadono tutte sulla figlia, l’infelicità della madre si trasmette alla figlia. È come se il cordone ombelicale non si fosse mai spezzato.
– Mamma, è così? La sconfitta della figlia è il trionfo della madre? Mamma, il mio dolore è un tuo piacere segreto?”

dal film Sinfonia d’autunno (1978) di Ingmar Bergman

“Io non ce l’ho con te, ce l’ho con nostra madre, non capisco perché non ti abbia affogato quando eri in fasce e ti faceva il bagno, ma forse non te l’ha mai fatto il bagno per questo sei uno sporco figlio di una vecchia… .”

dal film Lo chiamavano Trinità (1970) di Enzo Barboni

“- Che cos’è una mamma, Danny?
– Una mamma? Be’, una mamma è un cavallo.
– Un cavallo?
– Un cavallo da corsa. Anzi, sai che ti dico? Le mamme sono dei purosangue, i migliori cavalli da corsa del mondo. Se punti su una mamma vinci sempre.”

da La leggenda del pianista sull’oceano (1998) di Giuseppe Tornatore

“Ai figli che non danno pensieri, si dedicano pochi pensieri.” 

dal film La famiglia (1986) di Ettore Scola