L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane, le maritate e… i cornuti contenti


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Tra il 1971 e il 1974 sugli schermi approdarono un’infinità di film “decamerotici“, sotto genere della commedia sexy originati dal successo del Decameron di Pasolini, che dette il via ad una pletora di prodotti di scadente qualità.
Pellicole realizzate alla buona, spesso con attori e attrici alle prime armi e con set ricavati da produzioni precedenti.
Probabilmente il loro numero si aggira attorno alle 60 unità, anche se ad oggi manca un elenco ragionato del genere.
Molti prodotti del filone con il passare degli anni sono stati rivalutati,ragion per cui oggi si assiste ad una ripresa in grande stile delle programmazioni tv con titoli ripresi proprio da questo particolare genere cinematografico.
L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane, le maritate e… i cornuti contenti di Enrico Bomba esce nel 1972,nel pieno della produzione dei film dedicati al Boccaccio,a Caucher e all’Aretino, che in questo film a dire il vero c’entra di straforo.
Film di scarso o nullo valore,va detto subito.

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Come sostiene il Centro cattolico nelle sue “Segnalazioni cinematografiche“,il film è uno “Squallido esempio della inettitudine professionale di chi lo ha ideato, diretto e interpretato, il film offende, ancor prima che il sentimento morale dello spettatore, la sua intelligenza. Costruito su una parvenza d’intreccio, privo di un minimo di comicità o umorismo, afflitto da recitazione goffa e impacciata e dalla insulsaggine dei dialoghi, esso si limita a snocciolare le solite situazioni triviali proprie del genere boccaccesco e a fornire agli interpreti i più insulsi pretesti per esibirsi al naturale.
Giudizio netto che però sento di poter sottoscrivere.
Pietro Bomba,regista laziale puro sangue essendo nato ad Amatrice,non ha lasciato segno nel cinema italiano se non per 6 regie fatte tra il 1952 e il 1973,due delle quali riguardano proprio il genere decamerotico,il film in oggetto e la sua ultima direzione cinematografica,Le mille e una notte… e un’altra ancora! del 1973.
Film di scarsissismo o nullo valore,quindi,questo L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane,caratterizzato da una regia scialba e amatoriale e da una storia praticamente inesistente,da un cast attoriale assolutamente sotto il limite della decenza.
Qualche nudo,risate zero e una storia inesistente;questo il succo di una pellicola ricomparsa casualmente proprio in virtù della strana rivalutazione del filone decamerotico,che davvero non ha lasciato che uno striminzito lotto di pellicole decenti,non più di sei o sette in globale.

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La trama:
Madonna Violante,una donna avanti negli anni decide di andare a trovare le sue quattro figlie,tra le quali una,Florinda,è una ragazza di colore concepita durante un assalto ad una nave capitanata da un pirata di colore.
Durante il viaggio la donna decide di fermarsi da un’amica,che però le da brutte notizie sulle sue figlie;Vanna,la prima,ha osato sedurre un pio eremita e per questo è stata costretta a rifugiarsi in un convento e fingersi posseduta dal demonio per evitare la legittima furia degli abitanti del luogo che venerano l’eremita come un sant’uomo.
La seconda figlia,Lorenza,sposata ad un commerciante lo ha tradito con un maestro ed è riuscita a ottenere il perdono del marito solo toccandolo nell’unica cosa che interessa l’uomo,le venali ricchezze materiali.
La terza,Armida ha fatto di peggio,tradendo spudoratamente il marito con un mucchio di uomini e per un pelo non ha ammazzato il marito stesso facendogli rompere una gamba pur di congiungersi con i suoi amanti.
L’ultima,Florinda,ha dovuto subire le attenzioni non richieste di un vecchio e abietto prelato ed è quindi scappata dal convento grazie all’aiuto dell’Aretino,a cui alla fine ha concesso il proprio corpo.
I due,assieme,raggiungeranno le tre sorelle e la madre di Florinda.

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Brutto in maniera inguardabile,L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane, le maritate e… i cornuti contenti mantiene poco e realizza ancora meno.
Forse,con un cast adeguato,qualcosa la si poteva tirare fuori ma in questa pellicola è come cavare un ragno dal buco.
Tutti sotto lo standard della decenza,fatta eccezione per Marisa Traversi (che molti ricorderanno nel ruolo di Bruna l’amante del Perozzi in Amici miei) mentre la peggiore in assoluto è Joyce Geraldine Stewart,qui nella seconda e ultima recitazione in carriera.
Il che è una fortuna,alla luce dell’assoluta incapacità attoriale mostrata.
Per gli amanti del genere il film è disponibile su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=T4DI1ZQOnWo&t=9s in una versione
decisamente buona.
L’Aretino nei suoi ragionamenti… sulle cortigiane, le maritate… e i cornuti contenti

Un film di Enrico Bomba. Con Marisa Traversi, Luciano De Ambrosis, Geraldine Stewart, Fiorella Masselli, Wilma Truccolo, Giancarlo Badessi, Franca Gonella Commedia, durata 80 min. – Italia 1972

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Luciano De Ambrosis: Pietro Aretino
Geraldine Stewart: suor Florinda, quarta figlia segreta di Violante
Fiorella Masselli: Violante
Marisa Traversi: Antonia
Wilma Truccolo (Karin Well): Lorenza
Silvio Spaccesi: Cecco, marito di Lorenza
Giancarlo Badessi: pedagogo
Franca Gonella: Vanna
Piero Maria Rossi: eremita
Giuliana Giuliani: Armida
Rossano Campitelli: Giambattista, marito di Armida
Vinicio Sofia: brigante grasso
Sergio Parlato: brigante smilzo
Antonio Vicalvi: brigante nano Adone
Diego Della Valle: Guidotto, servo di Antonia
Claudia Magli: ostessa Carola
Giorgio Favretto: Galdino, amico di Pietro Aretino
Enrico Miotti: oste
Nino Scardina (non accreditato): amico di Cecco

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Regia Enrico Bomba
Soggetto Odoardo Fiory,
Enrico Bomba
Sceneggiatura Odoardo Fiory,
Enrico Bomba
Casa di produzione Cinematografica Vascello
Fotografia Franco Delli Colli
Montaggio Cesare Bianchini
Musiche Marcello De Martino
Scenografia Giovanni Fratalocchi
Trucco Marcello Di Paolo

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La location principale:il castello di Rota di Tolfa (Rm)

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