Andavamo al cinema-Parte seconda


Chiunque voglia contribuire alla diffusione di immagini di vecchi cinema può contattarmi tramite i commenti o tramite l’indirizzo email: paolobari@email.it

“Il cinema è un’invenzione senza futuro”
Una leggenda metropolitana attribuisce questa frase decisamente miope al padre degli inventori del cinema,
i fratelli Auguste Marie Louis Nicolas e Louis Jean Lumière.
Probabilmente furono invece loro a nutrire dubbi sul futuro della loro invenzione.
Comunque sia andata,sappiamo che il cinema è diventato con gli anni,un formidabile strumento di divertimento,svago
ma non solo.
E’ stato anche un sistema per fare cultura,storia e propaganda.
Ne sanno qualcosa i dittatori del secolo scorso,così come anche le grandi democrazie hanno usato il cinema per diffondere
informazione si,ma anche contro informazione.
Si pensi per esempio all’utilizzo del mezzo cinematografico fatto dal ministro per la propaganda del Reich Goebbels,che lo utilizzò
per diffondere notizie spesso false per rinfrancare le truppe,ma anche per screditare gli ebrei.
Un esempio importante è il film Suss l’ebreo,un film antisemita di volgare propaganda.
O anche all’uso che ne fece il fascismo nell’intero arco del ventennio in cui dominò la vita politica e sociale del paese.
Mussolini,con intelligenza e praticità,utilizzò il cinema per diffondere propaganda a tutti i livelli,dalle conquiste militari coloniali
del regime fino alle costruzioni edilizie,passando per le bonifiche,le adunate oceaniche ecc.

a- Cinema Balbo Torino bombardato

Effetti del bombardamento sul Cinema Balbo di Torino

a- Cinema Maffei Torino bombardato

Il Cinema Maffei di Torino bombardato

a- Cinema Massimo Torino bombardato

Cinema Massimo di Torino

a- Cinema Mediolanum Milano bombardato

Apparentemente intatto il Mediolanum di Milano,in realtà con il tetto e l’interno distrutto

a- Cinema Piemonte Torino bombardato

Il cinema Piemonte di Torino quasi completamente distrutto

a- Cinema Principe Torino bombardato

Anche il Cinema Principe ha il tetto distrutto (Torino)

Il fascismo impose documentari propagandistici prima delle proiezioni,ma non solo;permise la produzione,nell’arco del ventennio di quasi ottocento
pellicole,tutte naturalmente sottoposte a rigidi controlli.
In campo strettamente architettonico lo stile impero si diffuse capillarmente nel paese e dove non sorgevano sale cinematografiche spesso venivano
cambiati senza troppi complimenti i nomi stessi dei cinematografi.
Una buona parte della sale nate dall’avvento del fascismo nel 1922 fino alla sua caduta nel 1943 portano nomi che riconducono alla famiglia Savoia
(Margherita,Vittorio Emanuele,Umberto,Regina Elena) o “coloniali” (Massaua,Adua ecc.)
E naturalmente alcune si chiamano Balilla,Littorio o con nomi riconducibili direttamente al regime…
Nelle foto che vedrete,le vere protagoniste di questo articolo,si nota come l’architettura fascista divenne predominante.
Un’altra caratteristica delle foto,tutte risalenti a periodi antecedenti il 1950 è quella di mostrare un’Italia ingenua e povera,in cui si andava a cinema
con il vestito della festa.
Le coppie si tenevano per mano,un’usanza che oggi si è in gran parte persa.
Ci sono pochissime auto,un lusso per la stragrande maggioranza degli italiani e i paesaggi,spesso del sud,sono immersi in una
quiete quasi sinistra.
Alcune foto mostrano i danni irreparabili portati dai bombardamenti al patrimonio architettonico cinematografico mentre altre mostrano interni splendidi e riccamente decorati.

Arena Parco Michelotti Torino

Arena Parco Michelotti,Torino

Cine sala Iride Roma

Il Cinema Sala Iride di Roma,con la dizione fotocronografo

Cine Teatro Ambrosiano Milano

Cinema Teatro Ambrosiano di Milano,nel classico stile impero

Cine Teatro Cantone Lavello

Cinema Teatro Cantone di Lavello,con la strada principale completamente vuote

Cine Teatro centrale Salsomaggiore

Il Cinema Teatro Centrale di Salsomaggiore (Parma),in una piazza completamente priva di veicoli

Cine Teatro D'Annunzio Borgo Panigale

Il Cine Teatro D’Annunzio a Borgo Panigale (Bologna)

Cine Teatro del Popolo Condove

Una rarissima immagine del Cinema del Popolo a Condove (Torino)

Cine Teatro Duomo Rovigo

Elegantissimo,il Cine Teatro Duomo di Rovigo

Cine Teatro Littorio Trento

Il Cine Teatro Littorio di Trento,in puro stile (e nome) fascista

Cine Teatro Mastroeni Messina

Una vecchissima foto del Cinema Mastroeni di Messina

Cine Teatro Odeon Canicatti

Stile impero per il Cinema Teatro Odeon di Canicattì (Agrigento)

Cine Teatro Odeon Udine

Il Cinema Teatro Odeon di Udine (ancora una piazza completamente vuota)

Cine teatro Orfeo Bondeno

Il Cine Teatro Orfeo di Bondeno (Ferrara)

Cine Teatro Partenio Avellino

Cinema Teatro Partenio di Avellino

Cine Teatro Politeama Pavia

Cinema Teatro Politeama di Pavia

Cine Teatro Splendor Berra

Cinema Teatro Splendor di Berra (Ferrara)

Cinema Corallo Sassuolo ingresso

L’elegante interno del Cinema Corallo di Sassuolo

Cinema Lux Parma ingresso

Ingresso del Cinema Lux di Parma

Sala Cine Cinema dell'Oratorio Torino

La sala di proiezione,spartana del Cinema’Oratorio di Torino

Sala Cine Cinema Eldorado Novara

Sala di proiezione del Cinema Eldorado di Novara

Sala Cine Cinema Ghersi Torino

La splendida,elegantissima sala del Ghersi di Torino

10 Risposte

  1. Che bella che era, allora, l’Italia, pur considerando la tragedia dei bombardamenti… E belli erano i cinema, mentre oggi le multisale mi fanno proprio schifo – sia esteticamente, che concettualmente – . Molte delle osservazioni critiche sul cinema ed il regime fascista potrebbero essere applicate anche alla storia del Dopoguerra: il film come veicolo di propaganda e mistificazione della Realtà, il film come falso storico, o come celebrazione del Vincitore; il cinema come DISinformazione, e come imposizione di un’estetica, di valori e sogni discutibili; il cinema come distrazione/evasione dai problemi del quotidiano. Ai “rigidi controlli” ci pensò, nell’Italia democristiana la censura, in seguito la dittatura neocapitalista delle tv commerciali e il monopolio culturale prima sinistrorso, e poi rosè/politicamente corretto. Si sono fatti pochi film sulle ultime tragedie belliche (dall’Iraq di Hussein in poi): chissà perché…Il cinema del Ventennio fu sì di Propaganda, ma come non può che esserlo ogni cinema di Stato ed ogni cinema di Regime, mentre in rari casi lo fu in senso stretto (quantitativamente, molto meno di quello filocomunista del Dopoguerra). Il Mito della Resistenza si fonda pure sulla produzione cinematografica “d’impegno civile” (brrrr…), mentre pochi ed ostracizzati sono stati i titoli che hanno tentato di raccontare una Guerra Civile in modo meno fazioso, o altre tragedie nazionali trascurate per troppo tempo (es.: le stragi dei titini e le foibe). Spesso, basta cambiare punto di osservazione, perché cambi radicalmente la percezione di un periodo storico… P.S.: Per me – e per quelli come me – , molto meglio nomi di sale come Littorio o Savoia, piuttosto che gli odierni Atlantic, Broadway, o Cineland. P.P.S.: “Il fascismo impose documentari propagandistici prima delle proiezioni” . Stesso metodo nel Dopoguerra, con La Settimana Incom…
    Cordialmente,

    • Gran bel commento il tuo,che sottoscrivo in toto Mi chiedo se non ti piacerebbe collaborare con noi,saresti un ottimo articolista 🙂

      • Il tuo invito mi onora, ma declino. Non ritengo di avere la cultura cinematografica necessaria per poter offrire contributi significativi al tuo blog; inoltre, ho di recente espresso le mie riserve riguardo al senso di iniziative come la tua – nobilissima, sia chiaro – , considerato la qualità e la quantità del responso ottenuto, e l’accoglienza ottenuta dal lavoro pluriennale di Roberto Davi, per fare un esempio. Continuerò pertanto a limitarmi a contribuire a pagine come la tua ringraziando, a volte esprimendo il mio punto di vista, e offrendo piccoli contributi per ricambiare tanta generosità filantropica. Buon lavoro,

      • Prendo atto e ti capisco. 🙂
        Piuttosto mi preme dire una cosa in merito al riscontro ottenuto;aldilà delle recensioni,molto seguite,la rubrica più letta in assoluto è quella che fornisce link allo streaming e You tube.Ebbene,a fronte di mille visite al giorno a parte te e altre tre o quattro persone,nessuno posta nemmeno un ringraziamento per il lavoro svolto.
        Il che mi sta facendo riflettere sull’opportunità di continuare,visto che manca la minima soddisfazione a riguardo.
        Sia chiaro,il sito continuerà ad andare avanti,la passione mia e di shewolf va oltre il mero riscontro del commento,ma è ovvio che alla lunga l’entusiasmo scema.
        E’ quindi estremamente probabile che chiuderò queste rubriche fornendo i link solo a coloro che me lo chiederanno espressamente.
        Ciao 🙂

        ps:e meno male che è tutto gratuito…

  2. Siamo, mi sembra, per l’ennesima volta d’accordo. Ricordo che postai diversi “link” a video di titoli rari, sulla pagina di Roberto, ottenendo solo un paio di “like”: e cioè, uno approfitta di una ricerca e di un mio suggerimento, e manco ha la forza di cliccare sul pollice in su – una forma di educazione 2.0, secondo me – . Ma, ancora più significativi, i casi in cui mi permisi di proporre un tema di riflessione, o fare una richiesta cinefila, ottenendo un responso vicino al silenzio. Io SO che la Rete spinge al parassitismo, all’apatia, e a creare naviganti viziati, analfabeti, maleducati, e irragionevoli. Anch’io – me ne sono reso conto – lo sono stato, e ogni giorno mi sforzo di non ridurmi così – raramente con risultati impeccabili… – , con piccoli gesti spesso fraintesi (non sai gli insulti per i tanti commenti critici ad un film, manco li leggessero immancabilmente i parenti del regista o del cast). Negli anni mi sono convinto che iniziative come la tua siano frutto dell’ennesima “febbre”, e quindi alimentate a prescindere dal riscontro ottenuto – anche perché io considero non solo la quantità, ma pure la qualità del riscontro! – , e ciò le rende nobili tre volte: per intento, perché spesso votate alla distruzione – i canali YT cancellati, le censure su FB, ecc. – , e perché non sempre accolte da una commisurata gratitudine.
    Perciò, decidessi di interrompere l’attività di questo blog, lo capirei, e sappi che rimarrà comunque immutata la mia gratitudine per le innumerevoli opportunità che queste pagine mi hanno offerto; ti auguro però tu non arrivi a tal punto, e principalmente perché una resa non è mai motivo d’orgoglio, e perché vorrebbe dire che tanto impregno è stato soffocato da una massa informe di gente che non dovrebbe avere il diritto di mortificare iniziative tanto nobili e lodevoli.
    Buona giornata.

    • Chiudere?Non ci penso nemmeno. 🙂
      E’ una mia passione il cinema e quando parlo di qualcosa che mi piace non bado assolutamente al riscontro.
      Infatti dopo oltre 8 anni sono ancora qui,nonostante i numeri della partecipazione epistolare siano apocalittici:meno di 5000 commenti su quasi 7 milioni di visite!!!
      Ma per i link il discorso è diverso;quando si usa un servizio (gratuito) su un sito senza banner e senza trucchetti per spillare soldi,il minimo che si possa fare è ringraziare.
      Poichè manca completamente la partecipazione a questo punto vado avanti con il sito tradizionale e amen.
      Ricordo l’episodio a cui ti riferisci;solo io e Roberto rispondemmo a quel post e parliamo di una pagina con poco più di 3000 iscritti.
      Qui 3000 visite sono all’ordine del giorno!
      Io e shewolf continueremo a scrivere su questo sito,quand’anche dovessimo rimanere in dieci a leggerlo.
      Figuriamoci se mi arrendo per così poco.
      Ciao Fabio 🙂

      • Non ci vado in Germania,non ci vado 🙂 E si che hai ragione,purtroppo.Comunque sia,andiamo avanti fino a quando ci divertiamo e fino a quando ovviamente sarà possibile.Ciao lupacchiotta 🙂 🙂

  3. Bella iniziativa Paul, se trovo qualche foto storica dei cinema delle mie parti, non mancherò di mandartele per contribuire 🙂

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