La famiglia

la-famiglia-locandina-0

Subito dopo la prima metà degli anni ottanta il cinema italiano sembrava preda di una crisi irreversibile di identità.
Ormai solo i grandi registi del passato riuscivano ancora a proporre prodotti degni di menzione e sopratutto di una visione.
La concorrenza formidabile della tv domestica,dell’Home video (cassette ecc.) e la contemporanea crisi di disaffezione verso il cinema
di fatto svuotava le sale,che chiudevano ad un ritmo insostenibile.Eppure,in un quadro così desolante,il cinema di casa nostra riusciva a proporre
ogni tanto film di altissimo livello.
Nel 1987 Ettore Scola,uno dei registi più importanti del dopo guerra,presentò La famiglia,un film sceneggiato dallo stesso Scola con l’aiuto di esperti scrittori del grande schermo come Maccari,Scarpelli e Diana.
La pellicola,di ben 137 minuti di durata,racconta quella che a prima vista sembra una saga familiare,che abbraccia un arco temporale storico che va
dal primo decennio del novecento al 1986.
Una storia lunga ottant’anni quindi,vissuta dai numerosi protagonisti all’interno del luogo simbolo della società,quello dove si gioisce e si soffre,dove si ama e si costruisce,la base stessa della società civile,la famiglia.

la-famiglia-0

la-famiglia-1
Un grande appartamento,quasi sempre in penombra,vede sfilare genitori e figli,sorelle e nipoti,senza soluzione di continuità,mentre all’esterno la vita scorre con tutti i suoi accadimenti,che ovviamente hanno un riflesso sulla famiglia ma che in fondo restano marginali,funzionali solo alle storie personali di tutti i protagonisti,quasi che la famiglia stessa sia l’oasi in cui rifugiarsi e dimenticare tutte le pene gli affanni del quotidiano,un posto fuori dal tempo in cui tutti i protagonisti della storia recuperano in qualche modo la propria intimità,il proprio essere,prima come individuo che come essere meramente sociale.La famiglia si divide in nove sequenze temporali,grosso modo di un decennio circa.
Una delle invenzioni più importanti dell’ottocento,la fotografia,fa da muta testimone all’inizio della storia della famiglia in oggetto,della quale non conosciamo il cognome,così come non conosceremo il cognome di nessuno dei protagonisti.
E’ una foto ingiallita dal tempo,in cui le persone in posa guardano con occhio timido o sfrontato nell’obiettivo,con i loro vesti d’epoca ad esaltarne le figure ormai dimenticate quella che introduce le vicende della famiglia;raffigura il battesimo di Carlo,vero protagonista della storia,in braccio a suo nonno omonimo e accanto al padre Aristide,impiegato del ministero con qualche ambizione pittorica e sua madre Susanna,una tenera e scioccherella
cantante lirica.Ci sono le tre zitelle di casa,sorelle di Aristide; Luisa, Margherita e Millina pur essendo continuamente in competizione,sono legate da un affetto profondo che riverseranno sul resto della famiglia.

la-famiglia-2

la-famiglia-3

la-famiglia-4
In ultimo,nella foto,c’è la domestica di casa con sua nipote Adelina.Altri personaggi meno importanti fanno parte della cerimonia del battesimo,ovvero il fratello di Aristide,il dottor Giordani,medico e amico di famiglia,il giovane fratello di Susanna e in ultimo la famiglia del fratello di Aristide.
Questa è la famiglia,nel 1907; dieci anni dopo ritroviamo Carlo ormai quasi adolescente con suo fratello Giulio,nato tre anni prima alle prese con un dilemma;sottrarre o no una banconota dal soprabito del dottor Giordani,accorso sul capezzale del nonno morente.
Con l’aiuto del cuginetto Enrico, i tre compiono il furtarello;che verrà scoperto casualmente dal padre,quando il dottor Giordani,privo di soldi,verrà fermato per non aver pagato il biglietto del tram.
Carlo,con dignità,si assumerà la responsabilità del suo gesto mentre Giulio confesserà solo involontariamente il furto;si capiscono quindi già le personalità future dei ragazzi,quella riflessiva e posata di Carlo,quella irrequieta di Giulio.
Mentre i famiglia ci sono questi screzi,piccole e grandi rivalità,amori mai nati come quello tra Millina e Giordani,il mondo affonda sempre più nella follia della guerra…
Terza parte,siamo nel 1926;Carlo, studente,da lezioni alla bella Beatrcie,che non gli nasconde le sue simpatie ,ma il giovane non ha occhi che per la seducente Adriana,sorella di Beatrice,ragazza spigliata ed indipendente.
Nel frattempo muore Aristide,Adriana comunica a Carlo di voler andar via dalla città destinazione Milano,per seguire un corso.Carlo cerca inutilmente di convincerla a restare, ma Adriana è gelosa della sua libertà e tra i due la relazione termina bruscamente.
Quarta parte,1938.Carlo si è sposato con la dolce Beatrice,insegna in un liceo e ha due figli,Paolino e Maddalena.

la-famiglia-5

la-famiglia-6
L’Italia è nel pieno della dittatura fascista;Giulio ha più di una simpatia per le idee del regime e intende partecipare alle guerre coloniali,nonostante la ferma e preoccupata reazione della giovane Adelina,che da tempo è la sua compagna.Carlo invece non condivide affatto
le idee del fratello,pur evitando di prendere pubblicamente posizione.Anche Adriana intanto ha avuto le sue affermazioni,è una stimata concertista,vive a Parigi .
Quinta parte,1947.La guerra è finita,Giulio torna a casa ma non è più lui;è un uomo depresso,stanco,distrutto nel fisico e nella mente.
Una sera capita a casa di Carlo Adriana con Jean Luc,il maturo fidanzato francese.In un impeto di gelosia,Carlo lo offende pesantemente,suscitando lo sdegno di Beatrice.Nel frattempo arriva a casa di Carlo la sempre fedele Adelina,che sopravvive facendo la borsa nera,per
incontrare l’amore della sua vita,Giulio.
Sesta parte,1956.Millina è morta,Giulio e Adelina si sono sposati e hanno adottato una bambina.Carlo è a casa,da solo;arriva Adriana in visita e Carlo scopre di desiderarla ancora.Ma Adriana rifiuta una relazione,per non ferire sua sorella.Luisa, Margherita e Susanna sono ormai
troppo anziane e affette da problemi di demenza senile.Non le vedremo più.
Settima parte,1966.Maddalena,figlia di Carlo e Beatrice ha deciso di lasciare suo marito perchè innamorata di un altro uomo.Anche Paolino ha una relazione con una donna separata e con due figli.
Ottava parte,1976.Carlo è rimasto solo,la fedele e dolce Beatrice è morta.Adriana gli rivela che sapeva tutto della loro relazione,ma che aveva sempre fatto finta di nulla,preoccupata per l’unità della famiglia.
Paolino ha sposato la donna separata,Marika, mentre Carlo ormai è quasi sempre solo,nella casa affollata da fantasmi.
Nona parte.Tempi attuali.E’ l’ottantesimo compleanno di Carlo e arrivano vecchie e nuove generazioni per festeggiare l’ottuagenario patriarca.
Una foto di gruppo chiude il film.

la-famiglia-7

In ottanta anni di storia personaggi di tutti i tipi hanno frequentato la casa,legati o no da vincoli familiari;la casa è stata un porto di mare ma anche un rifugio,il mondo esterno,le due guerre,i dopoguerra,le ricostruzioni,il boom economico,il terrorismo hanno avuto un impatto sulle vite di tutti
ma non all’interno della famiglia.Così come nella casa sono man mano comparsi i simboli del progresso sociale,dalla radio fino alla tv,ma sono cose marginali.
Quello che conta è la famiglia,il suo ruolo fondamentale in una società che evolve ma che resta un’ancora di sicurezza,una barriera.
Scola ricostruisce tutto il percorso narrativo con momenti poetici e altri drammatici,con futilità e al tempo stesso con una profondità davvero impressionante.
Non era facile girare tre ore di pellicola in un interno,ma Scola utilizza tanti personaggi pieni di sfumature,di vitalità con pregi e difetti da far dimenticare l’ambientazione sicuramente claustrofobica.
Un linguaggio meta cinematografico fatto di sguardi,di piccole storie,di “fatterelli”,di piccole e grandi tragedie;un romanzo per immagini che scorre sublimando la scrittura in immagini di grande effetto.

la-famiglia-8

la-famiglia-9
Per girare una pellicola così complessa il regista si affida al meglio del cinema italiano,ad attori di consolidata bravura e espressività.
A partire da un intenso Vittorio Gassman passando per Stefania Sandrelli,i Dapporto padre e figlio (scelta felicissima);come non segnalare la bravissima Ottavia Piccolo,Joe Champa,Monica Scattini,Renzo Palmer,Fanny Ardant,il cameo di Philippe Noiret,e poi ancora Athina Cenci,Sergio Castellitto,Andrea Occhipinti…
Un cast memorabile per resa qualitativa,dove nessuno sbaglia un passaggio,un personaggio.
Accolto con gran favore dalla critica e dal pubblico,La famiglia ebbe anche la candidatura all’Oscar come miglior film straniero;ma era l’anno di L’ultimo imperatore,che aveva trionfato portando via 9 statuette su 9 nomination,sperare che un film italiano potesse portar via un altro premio importante era davvero cosa impossibile.
Peraltro a vincere l’Oscar fu un film bellissimo,Il pranzo di Babette di Gabriel Axel;si pensi che a concorrere quell’anno c’era in concorso Arrivederci ragazzi di Louis Malle…
6 David di Donatello,6 Nastri d’argento e 12 Ciak d’oro furono il giusto tributo ad un film bello ed intenso;va aggiunta anche la nomination alla Palma d’oro di Cannes e 2 Globi d’oro.
Il film è disponibile in una versione molto buona all’indirizzo http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5eb228ac-249c-4a2b-a62f-dc56bee330ba.html

la-famiglia-flano-1
La famiglia

Un film di Ettore Scola. Con Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Fanny Ardant, Ottavia Piccolo, Cecilia Dazzi, Massimo Dapporto,
Athina Cenci, Carlo Dapporto, Philippe Noiret, Alessandra Panelli, Monica Scattini, Sergio Castellitto, Renzo Palmer,
Ricky Tognazzi, Barbara Scoppa, Andrea Occhipinti, Dagmar Lassander, Memè Perlini, Fabrizio Cerusico, Jo Champa,
Giuseppe Cederna, Massimo Venturiello, Paola Agosti, Toni De Leo, Alberto Gimignani, Silvana De Santis, Hania Kochansky,
Jacques Peyrac, Alessandra Zoppi, Francesca Balletta, Jo Campa, Andrea Livier Aronovich, Raffaela Davi Drammatico,
durata 127 min. -Italia 1987

la-famiglia-banner-gallery

la-famiglia-10

la-famiglia-11

la-famiglia-12

la-famiglia-13

la-famiglia-14

la-famiglia-15

la-famiglia-16

la-famiglia-18

la-famiglia-19

la-famiglia-20

la-famiglia-22

la-famiglia-21

la-famiglia-banner-protagonisti

Vittorio Gassman: Carlo uomo; nonno di Carlo
Andrea Occhipinti: Carlo ragazzo
Emanuele Lamaro: Carlo bambino
Cecilia Dazzi: Beatrice ragazza
Stefania Sandrelli: Beatrice
Jo Champa: Adriana ragazza
Fanny Ardant: Adriana adulta
Joska Versari: Giulio bambino
Alberto Gimignani: Giulio ragazzo
Massimo Dapporto: Giulio uomo
Carlo Dapporto: Giulio anziano
Ilaria Stuppia: Adelina ragazza
Ottavia Piccolo: Adelina adulta
Athina Cenci: Zia Margherita
Alessandra Panelli: Zia Luisa
Monica Scattini: Zia Ornella; Millina
Marco Vivio: Carletto bambino
Sergio Castellitto: Carletto uomo
Fabrizio Cerusico: Paolino ragazzo
Ricky Tognazzi: Paolino uomo
Philippe Noiret: Jean Luc
Renzo Palmer: Zio Nicola
Massimo Venturiello: Armando
Giuseppe Cederna: Enrico
Barbara Scoppa: Maddalena
Memè Perlini: Aristide
Dagmar Lassander: Marika
Andrea Livier Aronovich: Marina
Consuelo Pascali: Adelina bambina
Rafaela Davì: Portiera del palazzo

la-famiglia-banner-cast

Regia Ettore Scola
Soggetto Ruggero Maccari, Furio Scarpelli, Ettore Scola
Sceneggiatura Ruggero Maccari, Furio Scarpelli, Ettore Scola, Graziano Diana
Produttore Franco Committeri per Mass Film – RAI – Les Film Ariane
Distribuzione (Italia) UIP
Fotografia Ricardo Aronovich
Montaggio Francesco Malvestito, Ettore Scola
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Cinzia Lo Fazio, Luciano Ricceri

la-famiglia-banner-citazioni

L’amore è come la tosse, non si può nascondere

Ci sei poi andato a quella riunione con i compagni socialisti? Sì, ma ho litigato con tutti. Tu litighi sempre con quelli che la pensano come te.
Forse dovresti metterti con quelli che la pensano diversamente.

Il momento più bello delle feste è quando si resta soli a sparlare.

Ai figli che non danno pensieri, si dedicano pochi pensieri!

A cosa pensi?
E chi pensa? All’età mia non si pensa più: solo ricordi.
Che retorica, proprio da vecchietto… E come sarebbero questi ricordi? Belli?
No, quelli sono i peggiori: che ti fanno dire “era meglio prima”, una frase che non bisogna dire mai. No, tutto sommato i migliori sono i ricordi brutti.

E così ho compiuto ottant’anni. Sono molti? Sono pochi? Pare che sia l’età più bella…

Come stai, zietto?
Quando mi sento meglio, mi sento peggio.

la-famiglia-banner-foto

la-famiglia-flano-art

la-famiglia-foto-1

la-famiglia-foto-2

la-famiglia-foto-3

la-famiglia-foto-4

la-famiglia-locandina-1

la-famiglia-locandina-lc1

la-famiglia-locandina-lc2

la-famiglia-locandina-lc3

la-famiglia-locandina-lc4

la-famiglia-locandina-sound

L’assoluto naturale

lassoluto-naturale-locandina-1

Un aggettivo qualificante per indicare L’assoluto naturale:estenuante.
Un film ridotto da una piece teatrale di Goffredo Parise e diretto da Mauro Bolognini che non sembra affatto opera del regista di Pistoia,ma non solo.
Un film che arriva prima di tre grandi successi popolari del decennio settanta,Metello,Bubu e Imputazione di omicidio per uno studente e che rappresenta un’opera presso che unica nella produzione del Maestro toscano.
Opera controversa,che cerca di parlare d’amore stravolgendo i ruoli tipici del rapporto amoroso e che si trasforma nel corso dello svolgimento del film
in un irrisolto confronto a due,verboso e a tratti noiosissimo dialogo tra due posizioni inconciliabili.
Che sono quelle tra Peter,studioso inglese in vacanza in Italia e Elle,bella,ricca e viziatissima signora delle borghesia medio/alta.
I due si incontrano,si amano (o meglio si accoppiano per usare un’espressione cara alla donna) ma alla fine si lasciano incapaci di mediare le mille sfumature del sentimento più complesso,irriducibili nelle loro posizioni.
Peter ha una concezione dell’amore romantica,poetica;parte dal presupposto che amare sia la cosa più importante,considera proprio l’amore la sublimazione del proprio essere,dei propri sentimenti.

lassoluto-naturale-4

lassoluto-naturale-6
Ella è molto più pragmatica,quasi gelida nelle sue convinzioni;l’amore non esiste,è fatto solo da attrazione fisica,è solo soddisfazione del proprio istinto,è un “accoppiamento“,quindi è appagamento dei sensi e non prevede altri coinvolgimenti se non quello del corpo.
Le due posizioni sono inconciliabili e difatti ben presto le differenze tra i due esplodono in una serie di tentativi,da parte della donna di mostrare al romantico inglese l’altra faccia dell’amore.
Ella si concede a due uomini sotto gli occhi di lui,ferendolo dolorosamente,ne distrugge un opera scritta di stampo prettamente romantico,a simboleggiare l’inutile attaccamento di lui ad un sentimento inesistente e infine gli fa conoscere la sua famiglia,amorale e depravata.
A questo punto finalmente Peter apre gli occhi e decide di troncare il suo inutile rapporto con la donna,dalla quale non può ricavare altro che momenti di appagamento fisico senza nessun futuro.
Finirà in tragedia…
Nel romanzo Parise fa dire ad Ella “Questo è il senso. Me l’hai anche dimostrato e del resto te l’ho dimostrato io stessa, con la mia lunga, struggente confessione anatomica. E tu con le tue metafore. Dicendo che ami i miei capelli perché metaforici mi hai tradito. E io per amore, per vero amore e oscuramento di tutto, della realtà, ho creduto…ho creduto…ma perché? Perché?…
Posso io vivere, amare, fondere il mio corpo con il tuo in mezzo a una selva di metafore? Posso io dividere il mio amore per te con mille e mille immagini che affollano il mio letto, la mia mente e soprattutto la tua mente da cui escono come nugoli di nere farfalle: presenze ideali, poetiche, come tu le chiami, che io non so vedere, toccare, cacciare, ma devo solo subire?”
Una posizione netta e inequivocabile quella di Ella che si scontra frontalmente con la filosofia morbida e sentimentale dell’uomo e che produce,nel corso del film,un’estenuante corsa a dialoghi spesso pretenziosi tra i due,spesso fini a se stessi e che mettono a dura prova la pazienza dello spettatore.

lassoluto-naturale-1

lassoluto-naturale-2

L’amore,considerato probabilmente l’unico sentimento umano fuori da qualsiasi contestazione finisce qui per diventare materia di scontro tra due visioni antitetiche con un cambio di ruoli decisamente netto;non è la donna ad essere sentimentale
e traboccante amore,bensì l’uomo;la donna rivendica un suo ruolo ben preciso,rivendica il diritto ad avere l’appagamento dei propri sensi e del proprio corpo mentre l’uomo rivendica il diritto ai sentimenti.
Un ribaltamento di posizioni che nel film si traduce in un linguaggio espressivo a tratti insopportabile nella sua pretenziosità.
L’assoluto naturale è uno di quei film pesantemente datati figli “naturali” di un’epoca storica ricca di contraddizioni,dibattiti su tutto e tutti,un’epoca nella quale si tentava di rimettere in discussione ruoli e punti fermi.
Solo che in questo caso il ribaltamento dei ruoli ha risultati quasi comici,mentre la storia stessa alla fine sfianca e rimane sostanzialmente irrisolta.
Come aveva avvertito Parise,”“L’assoluto naturale” è consigliabile a tutti coloro che hanno avuto modo di discutere con qualcuno, e soprattutto con sé stessi, sul tema “che cos’è l’amore?”, ma in particolare a chi quasi gode nel cavillare su tale questione insolubile. Scritto in forma dialogica, con evidente possibilità di trasposizione teatrale, il testo è un’ironica indagine svolta da un uomo e una donna,
i quali dichiarano di amarsi ma lo fanno partendo da presupposti opposti. Ciascun lettore potrà riconoscersi maggiormente nelle tesi dell’uno o dell’altro, o ancora in un miscuglio delle diverse opinioni, com’è più logico che sia. La scelta di assegnare all’uomo e alla donna determinati ruoli, non è, almeno a mio avviso, così decisiva, nel senso che potrebbero benissimo recitare le stesse battute a parti invertite  (questo perché ritengo la divisione in generi alquanto banalizzante, soprattutto quando si afferma che “tutti gli uomini sono…” o “tutte le donne sono…”).

lassoluto-naturale-5

lassoluto-naturale-3
L’ironia agognata da Parise resta meramente sulla carta:nel film è completamente assente,metabolizzata da dialoghi a tratti surreali.
La Koscina,interprete del ruolo di Ella,si concede qualche nudo assolutamente in anticipo sui tempi sfidando la censura;per il resto si limita a sfoggiare dei brutti occhialoni in stile fanali molto in voga in quel periodo e gli arredamenti risentono di un periodo di profonda trasformazione del design.
Per il resto ben poco da segnalare se non la discreta colonna sonora firmata da Ennio Morricone.
Oggi un’opera del genere non avrebbe nessun finanziatore e meno che mai spettatori.
E’ passata,irrimediabilmente,l’epoca delle disquisizioni filosofiche sul sesso degli angeli.
Dopo quasi cinquant’anni di assoluto oblio,il film è stato recuperato dal Centro sperimentale di cinematografia ed è oggi presente in rete,su You tube,in una versione accettabile all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=EQy7VkqT70w

lassoluto-naturale-0

L’assoluto naturale

Un film di Mauro Bolognini. Con Laurence Harvey, Sylva Koscina, Isa Miranda, Guido Mannari, Felicity Mason Drammatico, durata 90 min. – Italia 1969.

lassoluto-naturale-banner-gallery

lassoluto-naturale-14

lassoluto-naturale-15

lassoluto-naturale-13

lassoluto-naturale-12

lassoluto-naturale-11

lassoluto-naturale-10

lassoluto-naturale-9

lassoluto-naturale-8

lassoluto-naturale-7

lassoluto-naturale-banner-protagonisti

Laurence Harvey: Lui
Sylva Koscina: Lei
Isa Miranda: Madre
Felicity Mason: Zia
Isabella Cini: Nonna
Nella Tessieri-Frediani: Bisnonna
Amalia Carrara: Bis-bisnonna
Franca Sciutto: Ragazza nell’incidente
Guido Mannari: primo meccanico
Giorgio Tavaroli: secondo meccanico
Vanni Castellani: veterinario

lassoluto-naturale-banner-cast

Regia Mauro Bolognini
Soggetto Goffredo Parise
Sceneggiatura Mauro Bolognini, Ottavio Jemma, Vittorio Schiraldi
Produttore Laurence Harvey
Casa di produzione Cinecenta, Tirenia
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Ennio Guarnieri
Montaggio Giovanni Baragli
Costumi Vanni Castellani

lassoluto-naturale-banner-foto

lassoluto-naturale-flano

lassoluto-naturale-flano-2

lassoluto-naturale-foto-1

lassoluto-naturale-foto-2

lassoluto-naturale-foto-3

lassoluto-naturale-foto-4

lassoluto-naturale-foto-5

lassoluto-naturale-locandina-3

lassoluto-naturale-libro

lassoluto-naturale-locandina-2

lassoluto-naturale-locandina-4

lassoluto-naturale-locandina-sound-1

lassoluto-naturale-locandina-sound-2

lassoluto-naturale-locandina-sound-3

 

Così bella così dolce

cosi-bella-cosi-dolce-locandina-1

Un foulard bianco fluttua nell’aria,plana dolcemente al suolo.
Uno stridente contrasto con il corpo steso sull’asfalto,coperto di sangue,attorno al quale si è radunata una piccola folla.
Il corpo della donna viene pietosamente composto a casa sua,vegliato dalla cameriera e dal marito ,che accanto al suo cadavere ricostruisce in flash back l’inizio della loro tormentata storia.
Luc (ma il nome non viene mai pronunciato) ha lasciato un tranquillo posto in banca,insoddisfatto,e ha scelto di aprire un banco dei pegni;qui un giorno arriva una sedicenne bella e timida,Elle,che per continuare gli studi è costretta ad impegnare le poche cose di valore che possiede.
L’ha sposata,e la donna,dolce e remissiva,si è lasciata intrappolare in un matrimonio che assomiglia tanto,troppo ad una gabbia dorata.
Lui ha immediatamente mostrato un lato del carattere di difficile intuizione per la sedicenne timida e disarmata;ha iniziato a comportarsi con lei come un Pigmalione al contrario,frustrandola e castrandola in tutte le sue iniziative,impedendole di crescere come naturalmente dovrebbe essere,finendo in pratica per tiranneggiarne la figura bel oltre il plagio psicologico.

cosi-bella-cosi-dolce-12

cosi-bella-cosi-dolce-13
Che diventa anche fisico.
La ragazza diviene una figura da plasmare secondo le dispotiche voglie del marito,che le impedisce in pratica anche i contatti fisici con l’esterno;quando la ragazza stringe un legame di sincera amicizia con un giovane sconosciuto,la gelosia di Luc trasforma il rapporto di coppia in tirannia.
La ragazza si ammala,il marito forse capisce di essersi spinto troppo in avanti e promette di cambiare.
La propone un viaggio,che non avverrà mai.
La ragazza,infatti,sceglie di porre termine alla sua vita.
Tratto dalla novella breve di Dostojevski “La mite“il film,,intitolato in Francia Une femme douce,Una ragazza dolce è diretto da Robert Bresson esce sugli schermi transalpini nel 1969, ma arriverà con colpevole ritardo solo nel 1972 in Italia,finendo per essere considerata un’opera minore del grandissimo maestro di Bromont-Lamothe.
Invece il nono lungometraggio di Bresson,il primo a colori della sua carriera,è opera matura e disperata,intrisa di un pessimismo cosmico che avvicina ancor più il Maestro al capolavoro esistenzialista del 1977,quel Il diavolo probabilmente summa teorica e pratica del pensiero elaborato del Maestro,opera che diventa il compendio di una filosofia ormai nichilista e senza speranza per le cose umane.
L’incontro di Bresson con Dostojevski non poteva essere più felice;divisi da due forme di comunicazione dissimili,da epoche di vita distanti (Feodor Dostojevski muore nel 1881,Bresson nasce nel 1901) i due si incontrano su un tema complesso,in una storia di disperazione che è tra le più dirompenti della storia della letteratura.

cosi-bella-cosi-dolce-4

cosi-bella-cosi-dolce-3
Se nel romanzo Dostojevski mostra la figura di Luc come quella di un uomo dalla fanciullezza travagliata,che ha finito per prendersi una rivincita trasformandosi in un essere quasi vuoto,privo di pietà,duro e inflessibile, Bresson ne mutua la figura e grazie all’immagine in movimento trasferisce negli sguardi e nel comportamento dell’uomo tutta la durezza acquisita dallo stesso nel corso della vita.
Lei invece è una donna tranquilla,”mite” come recita il titolo del romanzo;ha però carattere,è una donna sincera,accetta di sposare l’uomo che la corteggia ma finirà per commettere un tragico errore.
Non è un rapporto di coppia paritario,quello che si viene a creare tra la coppia.
Quasi voglia diventarne il padrone assoluto,della mente e del corpo,Luc tiranneggia la donna,impedendole di crescere,come legittimamente la donna si aspetterebbe.
Ha la pretesa di plasmarla a sua immagine e somiglianza,di annullarne la volontà,di diventare padrone del suo corpo e dei suoi pensieri.
Lei non lo ama,lo si capisce poco alla volta.
E’ delusa profondamente da un uomo che mostra ad ogni passo di essere arido.

cosi-bella-cosi-dolce-1

cosi-bella-cosi-dolce-2
E nonostante il passo finale del tentativo,invero goffo,di riconquistare l’affetto della moglie,il film muove lentamente verso il finale che conosciamo.
Dolorsamente,Luc mette in gioco se stesso,si tormenta e si interroga sul gesto disperato della moglie,senza però arrivare a coglierne l’intima essenza;un uomo egoista come può comprendere i segreti tormenti di una giovane donna che ha visto la sua esistenza tramutarsi in quella di un uccellino rinchiuso in una gabbia dorata?
Rigoroso e gelido,il film mostra attraverso il flash back gli errori fatali di valutazione di Luc in violenta contrapposizione con l’anima candida di lei.
Una donna che rifiuta un ruolo subalterno,scegliendo attraverso la morte una libertà assoluta,fuori dalle catene e dalla prigione di un amore che amore non è e non è mai stato.
Esordio con il botto per la bellissima Dominique Sanda,destinata in breve tempo ad una folgorante carriera,almeno relatvamente al decennio settanta.
Il suo volto angelico,dolce esprime compiutamente la figura di Ella,donna tormentata da un rapporto quasi sadico con un coniuge manipolatore;per tutto i film la Sanda mantiene un’aria di candore assolutamente impeccabile,mentre di buon livello è Guy Frangin nel ruolo del marito.
Bene tutto i resto,assolutamente impeccabile.
Il film è di difficilissima reperibilità e non mi risulta una sua edizione italiana in digitale.

cosi-bella-cosi-dolce-locandina-flano-1

Così bella così dolce
Un film di Robert Bresson. Con Dominique Sanda, Guy Frangin, Jane Lobre Titolo originale Une femme douce. Drammatico, b/n durata 105 min. – Francia 1969

cosi-bella-cosi-dolce-banner-gallery

cosi-bella-cosi-dolce-0

cosi-bella-cosi-dolce-5

cosi-bella-cosi-dolce-6

cosi-bella-cosi-dolce-7

cosi-bella-cosi-dolce-8

cosi-bella-cosi-dolce-9

cosi-bella-cosi-dolce-10

cosi-bella-cosi-dolce-11

cosi-bella-cosi-dolce-14

cosi-bella-cosi-dolce-15

cosi-bella-cosi-dolce-banner-protagonisti

Dominique Sanda: Elle
Guy Frangin: Luc
Jeanne Lobre: Anna
Claude Ollier: Il medico
Jacques Kébadian: Il dragamine
Gilles Sandier: Il sindaco

cosi-bella-cosi-dolce-banner-cast

Regia Robert Bresson
Soggetto Fëdor Dostoevskij
Sceneggiatura Robert Bresson
Fotografia Ghislain Cloquet
Montaggio Raymond Lamy
Musiche Jean Wiener
Scenografia Pierre Charbonnier

cosi-bella-cosi-dolce-banner-cit-film

«Dite le vostre battute a fior di labbra, come ve le ho recitate io, se le urlate come fanno tanti nostri attori, preferirei affidare i miei testi al banditore…
Nel torrente, nel vortice, nell’uragano delle passioni occorre sempre ottenere persino una certa dolcezza»

«Gettai acqua fredda su quell’ebbrezza»

«Sai, Anna, cosa significa soffrire, quando si sta con una donna così bella, così dolce»

cosi-bella-cosi-dolce-banner-cit-romanzo

“Quando si ha un grandissimo dolore, dopo i primi accessi più violenti, si vuole sempre dormire. Si dice che i condannati a morte abbiano un sonno straordinariamente profondo durante l’ultima notte. Si, dev’essere proprio così, lo esige la natura stessa, altrimenti le forze non basterebbero.”

“Lei avvampò di nuovo dopo aver sentito quel “per voi”, ma non replicò nulla, non buttò i soldi, li prese – ecco cosa vuol dire miseria! Ma come era avvampata! Compresi di averla ferita.”

“Allora compresi che era buona e mite. Le persone buone e miti non si oppongono a lungo e, anche se non subito,
diventano poi molto comunicative, non sanno evitare una conversazione: rispondono prima a monosillabi,
ma rispondono e rispondono sempre più facilmente, solo non bisogna scoraggiarsi se ci si tiene tanto alla conversazione”

“Sapete quanto può essere inebriante il pensiero, quando non esiste più il dubbio.”

“Vedete: la gioventù, la buona gioventù, è generosa e irruente, ma poco tollerante, e appena qualcosa non corrisponde al suo ideale, lo disprezza subito.”

“…e del resto accade spesso che qualcosa di elevato per voi, che voi considerate sacro e degno di venerazione, allo stesso tempo
sembri grottesco per qualche ragione alla massa dei vostri compagni.”

cosi-bella-cosi-dolce-banner-foto

cosi-bella-cosi-dolce-locandina-2

cosi-bella-cosi-dolce-locandina-libro

cosi-bella-cosi-dolce-foto-7

cosi-bella-cosi-dolce-foto-6

cosi-bella-cosi-dolce-foto-5

cosi-bella-cosi-dolce-foto-4

cosi-bella-cosi-dolce-foto-3

cosi-bella-cosi-dolce-foto-2

cosi-bella-cosi-dolce-foto-1

Andavamo al cinema-Parte 16

Sedicesimo appuntamento con l’amarcord sulle vecchie sale cinematografiche italiane,sparse su tutta la penisola;un viaggio attraverso i ricordi di un mondo scomparso.Solo pochissime delle sale le cui immagini ho pubblicato resistono,quasi un muto simbolo di un passato glorioso.

cinema-littorio-santo-stefano-belbo

Cinema Littorio,Santo Stefano Belbo (Cuneo)

cinema-lido-senigallia

Cinema Lido,Senigallia (Foto ottica Leopoldi)

cinema-lami-santa-croce-sullarno

Cinema Lami,Santa Croce sull’Arno (Pisa)

cinema-la-caravella-forte-dei-marmi

Cinema La Caravella,Forte dei Marmi (Lucca)

cinema-kursaal-giardinopavia

Cinema Kursaal Giardino,Pavia

cinema-italia-borgosesia

Cinema Italia,Borgosesia (Vercelli)

cinema-itala-torino

Cinema Itala,Torino

cinema-iris-vada-livorno

Cinema Iris,Vada (Livorno)

cinema-iris-cagliari

Cinema Iris (Cagliari)

cinema-ideale-novara

Cinema Ideale,Novara

cinema-ideal-verres

Cinema Ideal,Verres (Aosta)

cinema-fiamma-torino

Cinema Fiamma,Torino

cinema-fiamma-roma

Cinema Fiamma,Roma

cinema-electra-iglesias

Cinema Electra,Iglesias

cinema-eden-modena

Cinema Eden,Modena

cinema-dopolavoro-piazza-armerina

Cinema Dopolavoro Piazza Armerina

cinema-cola-di-rienzo-roma

Cinema Cola di Rienzo,Roma

cinema-circolo-ricreativo-del-girone-firenze

Cinema Circolo ricreativo del Girone,Firenze 

cinema-centrale-senigallia

Cinema Centrale Senigallia

cine-teatro-verdi-san-dona-di-piave

Cinema Teatro Verdi,San Donà di Piave

cine-teatro-tito-schipa-gallipoli

Cine Teatro Tito Schipa,Gallipoli (Lecce)

cine-teatro-nuovo-mirandola

Cinema Teatro Nuovo Mirandola (Modena)

cine-teatro-margherita-livorno

Cine Teatro Margherita,Livorno

cine-teatro-marconi-san-cataldo-caltanisetta

Cine Teatro Marconi,San Cataldo (Caltanisetta)

cine-teatro-maffei-torino

Cine Teatro Maffei,Livorno

cine-teatro-grande-livorno

Cine Teatro Grande,Livorno

cine-teatro-cite-garlasco

Cine Teatro Cite,Garlasco (Pavia)

cine-arena-ariston-spotorno

Cinema Ariston Spotorno (Savona)

arena-italia-senigallia

Arena Italia,Senigallia

arena-del-re-foggia

Arena De Re,Foggia

Buona parte di Paolina

buona-parte-di-paolina-locandina

Maria Paola Buonaparte,conosciuta come Paolina,sorella minore di Napoleone Bonaparte dalla quale era divisa da 8 anni di età,
è stata storicamente una donna irrequieta,bellissima,anticonformista.
Andata sposa a 17 anni al generale Victor Emanuel Leclerc,rimase vedova a 22 anni e sposò in seconde nozze il principe Camillo Borghese
su espressa richiesta del più famoso fratello,intenzionato ad imparentarsi con la nobiltà romana.
Una donna inquieta,come dicevo;dette scandalo nei salotti romani con il suo comportamento assolutamente fuori dalle regole,che culminò nella
raffigurazione marmorea che ne fece Antonio Canova,che la ritrasse nuda nel celebre Venere vincitrice.
La sua figura,sicuramente affascinante,è stata calunniata per molto tempo;descritta come una dissoluta ninfomane,in realtà era semplicemente una donna innamorata della vita.E alla luce della sua breve esistenza,terminata nel 1825 a soli 45 anni,ne aveva tutte le ragioni.
Nel 1973 il regista Nello Rossati fece uscire sugli schermi una pellicola a lei dedicata,piuttosto irriguardosa della realtà storica e con personaggi
caricaturati in eccesso.

buona-parte-di-paolina-1

buona-parte-di-paolina-2
A metà strada tra il decamerotico e il film storico,Buona parte di Paolina è un prodotto debole e artificiosamente costruito,con più di un occhio
alla parte più pruriginosa della vita della nobildonna e sicuramente meno a quello che avvenne nella realtà.
Il film soffre di un’eccessiva “popolarizzazione” del linguaggio,tanto da sfociare spesso nel pecoreccio e nel triviale.
Stornelli volgari e raffigurazioni caricaturali (Canova è un degenerato,il principe Borghese un imbelle) completano l’opera,rendendo il film un ensemble di scenette in perenne bilico tra l’erotico e il farsesco più bieco.
A tal pro valga la recensione fatta da Segnalazioni cinematografiche,che parla di “”Un film in cui la storia di Paolina Borghese non serve che di pretesto per sciorinare una colluvie di sudicerie. Rigurgitante di sconcezze nelle immagini e nei dialoghi, cui va aggiunto un ritratto calunnioso e irriverente del papa, questo prodotto si rivela di una desolante mediocrità.”
Un vero peccato,per un film che poteva avere una sua valenza positiva,sopratutto per la presenza di grandi nomi del nostro teatro,come Elio Pandolfi e Fiorenzo Fiorentini oppure ottimi comprimari come Claudio Gora, Ettore Manni, Fiorenzo Fiorentini, Umberto Raho;viceversa,tutto sfocia nella commedia farsesca più triviale,finendo per diventare un prodotto di scarsissimo valore.

buona-parte-di-paolina-6
La trama succinta:
la bellissima sorella di Napoleone sposa contro voglia il Principe Borghese,che pur avendo pochi anni più di lei è affetto da impotenza.
La ruspante neo principessa allora concede i suoi favori un pò a tutti,con grave scandalo della nobiltà romana.Non contenta,prende a correre nuda per Villa Borghese,tolta al popolo romano e diventata una sua esclusiva proprietà e alla fine
posa nuda per il celebre scultore Canova.
La contemporanea partenza da Roma del Papa e della sua corte toglie alla scatenata principessa tutti gli uomini disponibili,con conseguenze nefaste.
Il ritorno del Papa e della sua corte riporterà tutto allo status quo e Paolina potrà tornare a Parigi,con buona pace di tutti.
Il livello dei dialoghi è abbastanza scadente;valga per tutti il più famoso contenuto nel film “Come lo chiamerebbe, una moglie romana, il marito che se ne va lontano e la lascia sempre sola?” “Con una moglie così se pò chiamà solo cojone!”.
Paolina Bonaparte è interpretata da Antonia Santilli,qui in uno dei pochissimi ruoli da protagonista;bella,sicuramente,in possesso delle doti necessarie ad un’attrice,è costretta a non lesinare le sue grazie.

buona-parte-di-paolina-14

buona-parte-di-paolina-11
Il che è un bel vedere,ma un film non può reggere solo su nudi e battute e volgari.
In quanto a Nello Rossati,il film segna una battuta d’arresto per un regista che precedentemente si era fatto notare con due discreti prodotti,Bella di giorno moglie di notte e La gatta in calore.La sua è una regia incolore, priva di guizzi.
Film letteralmente scomparso dai circuiti cinematografici,resta ancor oggi molto raro.A parte la presenza degli attori segnalati,dignitosa la prova di Antonia Santilli spesso e volentieri in abiti meno che succinti.Troppo poco per avventurarsi nella visione di un film inutile.
Buona parte di Paolina
Un film di Nello Rossati. Con Checco Durante, Rossana Di Lorenzo, Marina Berti, Antonia Santilli, Claudio Gora, Ettore Manni, Fiorenzo Fiorentini, Umberto Raho, Elio Pandolfi, Renato Pinciroli, Enzo Liberti, Piero Vida, Ernesto Colli, Diego Ghiglia, Carlo Giordana, Anthony Fontane Erotico, durata 89 min. – Italia 1973

buona-parte-di-paolina-banner-gallery

buona-parte-di-paolina-3

buona-parte-di-paolina-4

buona-parte-di-paolina-5

buona-parte-di-paolina-7

buona-parte-di-paolina-8

buona-parte-di-paolina-9

buona-parte-di-paolina-10

buona-parte-di-paolina-12

buona-parte-di-paolina-13

buona-parte-di-paolina-15

buona-parte-di-paolina-16

buona-parte-di-paolina-banner-protagonisti

Antonia Santilli: Paolina Bonaparte
Ettore Manni:Il brigante
Fiorenzo Fiorentini:Il giardiniere letterato
Elio Pandolfi:Antonio Canova

buona-parte-di-paolina-banner-cast

Regia: Nello Rossati
Soggetto: Nello Rossati, Luigi Russo
Sceneggiatura: Nello Rossati, Luigi Russo
Fotografia: Alfio Contini
Musica: Gianfranco Plenizio
Costum: Liliana Galli
Scene: Jo Chevalier
Montaggio: Mario Gargiuolo
Suono: Roberto Alberghini
Produzione: Cineproduzioni Peg
Distribuzione: Indipendenti Regionali

buona-parte-di-paolina-banner-foto

buona-parte-di-paolina-flano

buona-parte-di-paolina-foto-1

buona-parte-di-paolina-foto-2

buona-parte-di-paolina-foto-3

buona-parte-di-paolina-foto-4

buona-parte-di-paolina-locandina-2

buona-parte-di-paolina-locandina-3

buona-parte-di-paolina-0

Thriller gallery parte 2

Una carrellata fotografica che documenta,attraverso fotogrammi e locandine,lobby card e flani oltre alle copertine delle soundtrack,un genere fra i più amati degli anni sessanta e settanta,il thriller.Molte locandine o alcuni flani sono degli autentici capolavori di creatività.

1-1-la-dama-rossa-uccide-sette-volte

La dama rossa uccide sette volte

1-2-il-tuo-vizio-e-una-stanza-chiusa

Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ho la chiave

1-3-i-corpi-presentano-tracce-di-violenza-carnale

I corpi presentano tracce di violenza carnale

1-4-il-profumo-della-signora-in-nero

Il profumo della signora in nero

1-5-spasmo

Spasmo

1-6-luomo-senza-memoria

L’uomo senza memoria

1-7-gli-occhi-freddi-della-paura

Gli occhi freddi della paura

1-8-macchie-solari

Macchie solari

1-9-morte-sospetta-di-una-minorenne

Morte sospetta di una minorenne

1-10-una-sullaltra

Una sull’altra

1-11-la-signora-ha-dormito-nuda-con-il-suo-assassino

La signora ha dormito nuda con il suo assassino

1-12-il-delitto-del-diavolo-le-regine

Il delitto del diavolo-Le regine

1-13-qualcosa-striscia-nel-buio

Qualcosa striscia nel buio

1-14-le-foto-proibite-di-una-signora-perbene

Le foto proibite di una signora perbene

1-15-femina-ridens

Femina ridens

1-16-nella-stretta-morsa-del-ragno

Nella stretta morsa del ragno

1-17-la-morte-ha-fatto-luovo

La morte ha fatto l’uovo

1-18-il-gatto-dagli-occhi-di-giada

Il gatto dagli occhi di giada

1-19-paranoia

Paranoia

1-20-letrusco-uccide-ancora

L’etrusco uccide ancora

2-1-la-dama-rossa-uccide-sette-volte

La dama rossa uccide sette volte

2-2-il-tuo-vizio-e-una-stanza-chiusa

Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave

2-3-i-corpi-presentano-tracce-di-violenza-carnale

I corpi presentano tracce di violenza carnale

2-4-il-profumo-della-signora-in-nero

Il profumo della signora in nero

2-5-spasmo

Spasmo

2-6-luomo-senza-memoria

L’uomo senza memoria

2-7-gli-occhi-freddi-della-paura

Gli occhi freddi della paura

2-8-macchie-solari

Macchie solari

2-9-morte-sospetta-di-una-minorenne

Morte sospetta di una minorenne

2-10-una-sullaltra

Una sull’altra

2-11-la-signora-ha-dormito-nuda-con-il-suo-assassino

La signora ha dormito nuda con il suo assassino

2-12-il-delitto-del-diavolo-le-regine

Il delitto del diavolo-Le regine

2-13-qualcosa-striscia-nel-buio

Qualcosa striscia nel buio

2-14-le-foto-proibite-di-una-signora-perbene

Le foto proibite di una signora perbene

2-15-femina-ridens

Femina ridens

2-16-nella-stretta-morsa-del-ragno

Nella stretta morsa del ragno

2-17-la-morte-ha-fatto-luovo

La morte ha fatto l’uovo

2-18-il-gatto-dagli-occhi-di-giada

Il gatto dagli occhi di giada

2-19-paranoia

Paranoia

2-20-letrusco-uccide-ancora

L’etrusco uccide ancora

3-1-la-dama-rossa-uccide-sette-volte

3-2-il-tuo-vizio-e-una-stanza-chiusa

3-3-i-corpi-presentano-tracce-di-violenza-carnale

3-4-il-profumo-della-signora-in-nero

3-5-spasmo

3-6-luomo-senza-memoria

3-7-gli-occhi-freddi-della-paura

3-8-macchie-solari

3-9-morte-sospetta-di-una-minorenne

3-10-una-sullaltra

3-11-la-signora-ha-dormito-nuda-con-il-suo-assassino

3-12-il-delitto-del-diavolo-le-regine

3-13-qualcosa-striscia-nel-buio

3-14-le-foto-proibite-di-una-signora-perbene

3-15-femina-ridens

3-16-nella-stretta-morsa-del-ragno

3-17-la-morte-ha-fatto-luovo

3-18-il-gatto-dagli-occhi-di-giada

3-19-paranoia

3-20-letrusco-uccide-ancora

6-1-la-dama-rossa-uccide-sette-volte

6-2-il-tuo-vizio-e-una-stanza-chiusa

6-3-i-corpi-presentano-tracce-di-violenza-carnale

6-4-il-profumo-della-signora-in-nero

6-5-spasmo

6-6-luomo-senza-memoria

6-7-gli-occhi-freddi-della-paura

6-8-macchie-solari

6-9-morte-sospetta-di-una-minorenne

6-10-una-sullaltra

6-11-la-signora-ha-dormito-nuda-con-il-suo-assassino

6-12-il-delitto-del-diavolo-le-regine

6-13-qualcosa-striscia-nel-buio

6-14-le-foto-proibite-di-una-signora-perbene

6-15-femina-ridens

6-16-nella-stretta-morsa-del-ragno

6-17-la-morte-ha-fatto-luovo

6-18-il-gatto-dagli-occhi-di-giada

6-19-paranoia

6-20-letrusco-uccide-ancora

4-1-la-dama-rossa-uccide-sette-volte

4-2-il-tuo-vizio-e-una-stanza-chiusa

4-3-i-corpi-presentano-tracce-di-violenza-carnale

4-4-il-profumo-della-signora-in-nero

4-5-spasmo

4-6-luomo-senza-memoria

4-7-gli-occhi-freddi-della-paura

4-8-macchie-solari

4-9-morte-sospetta-di-una-minorenne

4-10-una-sullaltra

4-11-la-signora-ha-dormito-nuda-con-il-suo-assassino

4-12-il-delitto-del-diavolo-le-regine

4-14-le-foto-proibite-di-una-signora-perbene

4-15-femina-ridens

4-16-nella-stretta-morsa-del-ragno

4-17-la-morte-ha-fatto-luovo

4-19-paranoia

4-20-letrusco-uccide-ancora

5-1-la-dama-rossa-uccide-sette-volte

5-2-il-tuo-vizio-e-una-stanza-chiusa

5-3-i-corpi-presentano-tracce-di-violenza-carnale

5-4-il-profumo-della-signora-in-nero

5-5-spasmo

5-6-luomo-senza-memoria

5-7-gli-occhi-freddi-della-paura

5-8-macchie-solari

5-9-morte-sospetta-di-una-minorenne

5-10-una-sullaltra

5-12-il-delitto-del-diavolo-le-regine

5-14-le-foto-proibite-di-una-signora-perbene

5-15-femina-ridens

5-16-nella-stretta-morsa-del-ragno

5-17-la-morte-ha-fatto-luovo

5-19-paranoia

5-20-letrusco-uccide-ancora

L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane, le maritate e… i cornuti contenti

laretino-nei-suoi-ragionamenti-loc-1

Tra il 1971 e il 1974 sugli schermi approdarono un’infinità di film “decamerotici“, sotto genere della commedia sexy originati dal successo del Decameron di Pasolini, che dette il via ad una pletora di prodotti di scadente qualità.
Pellicole realizzate alla buona, spesso con attori e attrici alle prime armi e con set ricavati da produzioni precedenti.
Probabilmente il loro numero si aggira attorno alle 60 unità, anche se ad oggi manca un elenco ragionato del genere.
Molti prodotti del filone con il passare degli anni sono stati rivalutati,ragion per cui oggi si assiste ad una ripresa in grande stile delle programmazioni tv con titoli ripresi proprio da questo particolare genere cinematografico.
L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane, le maritate e… i cornuti contenti di Enrico Bomba esce nel 1972,nel pieno della produzione dei film dedicati al Boccaccio,a Caucher e all’Aretino, che in questo film a dire il vero c’entra di straforo.
Film di scarso o nullo valore,va detto subito.

laretino-nei-suoi-ragionamenti-3

laretino-nei-suoi-ragionamenti-4
Come sostiene il Centro cattolico nelle sue “Segnalazioni cinematografiche“,il film è uno “Squallido esempio della inettitudine professionale di chi lo ha ideato, diretto e interpretato, il film offende, ancor prima che il sentimento morale dello spettatore, la sua intelligenza. Costruito su una parvenza d’intreccio, privo di un minimo di comicità o umorismo, afflitto da recitazione goffa e impacciata e dalla insulsaggine dei dialoghi, esso si limita a snocciolare le solite situazioni triviali proprie del genere boccaccesco e a fornire agli interpreti i più insulsi pretesti per esibirsi al naturale.
Giudizio netto che però sento di poter sottoscrivere.
Pietro Bomba,regista laziale puro sangue essendo nato ad Amatrice,non ha lasciato segno nel cinema italiano se non per 6 regie fatte tra il 1952 e il 1973,due delle quali riguardano proprio il genere decamerotico,il film in oggetto e la sua ultima direzione cinematografica,Le mille e una notte… e un’altra ancora! del 1973.
Film di scarsissismo o nullo valore,quindi,questo L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane,caratterizzato da una regia scialba e amatoriale e da una storia praticamente inesistente,da un cast attoriale assolutamente sotto il limite della decenza.
Qualche nudo,risate zero e una storia inesistente;questo il succo di una pellicola ricomparsa casualmente proprio in virtù della strana rivalutazione del filone decamerotico,che davvero non ha lasciato che uno striminzito lotto di pellicole decenti,non più di sei o sette in globale.

laretino-nei-suoi-ragionamenti-6

laretino-nei-suoi-ragionamenti-7

laretino-nei-suoi-ragionamenti-8
La trama:
Madonna Violante,una donna avanti negli anni decide di andare a trovare le sue quattro figlie,tra le quali una,Florinda,è una ragazza di colore concepita durante un assalto ad una nave capitanata da un pirata di colore.
Durante il viaggio la donna decide di fermarsi da un’amica,che però le da brutte notizie sulle sue figlie;Vanna,la prima,ha osato sedurre un pio eremita e per questo è stata costretta a rifugiarsi in un convento e fingersi posseduta dal demonio per evitare la legittima furia degli abitanti del luogo che venerano l’eremita come un sant’uomo.
La seconda figlia,Lorenza,sposata ad un commerciante lo ha tradito con un maestro ed è riuscita a ottenere il perdono del marito solo toccandolo nell’unica cosa che interessa l’uomo,le venali ricchezze materiali.
La terza,Armida ha fatto di peggio,tradendo spudoratamente il marito con un mucchio di uomini e per un pelo non ha ammazzato il marito stesso facendogli rompere una gamba pur di congiungersi con i suoi amanti.
L’ultima,Florinda,ha dovuto subire le attenzioni non richieste di un vecchio e abietto prelato ed è quindi scappata dal convento grazie all’aiuto dell’Aretino,a cui alla fine ha concesso il proprio corpo.
I due,assieme,raggiungeranno le tre sorelle e la madre di Florinda.

laretino-nei-suoi-ragionamenti-13

laretino-nei-suoi-ragionamenti-14
Brutto in maniera inguardabile,L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane, le maritate e… i cornuti contenti mantiene poco e realizza ancora meno.
Forse,con un cast adeguato,qualcosa la si poteva tirare fuori ma in questa pellicola è come cavare un ragno dal buco.
Tutti sotto lo standard della decenza,fatta eccezione per Marisa Traversi (che molti ricorderanno nel ruolo di Bruna l’amante del Perozzi in Amici miei) mentre la peggiore in assoluto è Joyce Geraldine Stewart,qui nella seconda e ultima recitazione in carriera.
Il che è una fortuna,alla luce dell’assoluta incapacità attoriale mostrata.
Per gli amanti del genere il film è disponibile su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=T4DI1ZQOnWo&t=9s in una versione
decisamente buona.
L’Aretino nei suoi ragionamenti… sulle cortigiane, le maritate… e i cornuti contenti

Un film di Enrico Bomba. Con Marisa Traversi, Luciano De Ambrosis, Geraldine Stewart, Fiorella Masselli, Wilma Truccolo, Giancarlo Badessi, Franca Gonella Commedia, durata 80 min. – Italia 1972

laretino-nei-suoi-ragionamenti-banner-gallery

laretino-nei-suoi-ragionamenti-1

laretino-nei-suoi-ragionamenti-2

laretino-nei-suoi-ragionamenti-5

laretino-nei-suoi-ragionamenti-9

laretino-nei-suoi-ragionamenti-10

laretino-nei-suoi-ragionamenti-11

laretino-nei-suoi-ragionamenti-12

laretino-nei-suoi-ragionamenti-15

laretino-nei-suoi-ragionamenti-banner-protagonisti

Luciano De Ambrosis: Pietro Aretino
Geraldine Stewart: suor Florinda, quarta figlia segreta di Violante
Fiorella Masselli: Violante
Marisa Traversi: Antonia
Wilma Truccolo (Karin Well): Lorenza
Silvio Spaccesi: Cecco, marito di Lorenza
Giancarlo Badessi: pedagogo
Franca Gonella: Vanna
Piero Maria Rossi: eremita
Giuliana Giuliani: Armida
Rossano Campitelli: Giambattista, marito di Armida
Vinicio Sofia: brigante grasso
Sergio Parlato: brigante smilzo
Antonio Vicalvi: brigante nano Adone
Diego Della Valle: Guidotto, servo di Antonia
Claudia Magli: ostessa Carola
Giorgio Favretto: Galdino, amico di Pietro Aretino
Enrico Miotti: oste
Nino Scardina (non accreditato): amico di Cecco

laretino-nei-suoi-ragionamenti-banner-cast

Regia Enrico Bomba
Soggetto Odoardo Fiory,
Enrico Bomba
Sceneggiatura Odoardo Fiory,
Enrico Bomba
Casa di produzione Cinematografica Vascello
Fotografia Franco Delli Colli
Montaggio Cesare Bianchini
Musiche Marcello De Martino
Scenografia Giovanni Fratalocchi
Trucco Marcello Di Paolo

laretino-nei-suoi-ragionamenti-lc1

laretino-nei-suoi-ragionamenti-location-castello-di-rota-tolfa-rm

La location principale:il castello di Rota di Tolfa (Rm)