Il mercante di Venezia


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Sul finire del 1500,più o meno tra gli anni 1596 e 1598 ,William Shakespeare scrisse Il mercante di Venezia,
commedia all’apparenza leggera ma intrisa di tutto il pessimismo di cui il grande bardo disponeva a piene mani,
una condizione psicologica che riemerge come un marchio di fabbrica in buona parte della sua produzione.
Questa volta il grande bardo non crea qualcosa di totalmente nuovo,ma al contrario si affida ad un’opera di uno scrittore italiano,
Giovanni Fiorentino del quale praticamente non si conosce nulla,nè data di nascita o di morte e i cui natali sono ancora oggi avvolti nel mistero.
L’autore di Il pecorone,raccolta di cinquanta novelle, narrate in venticinque giornate aveva inserito nella sua opera una novella dal titolo Il Giannetto,
che viene ripresa nella sua quasi totalità da Shakespeare,che la modifica e la fa sua variandone solo alcune componenti.
Una delle caratteristiche dell’opera è l’antisemitismo,in qualche modo ripreso dal bardo dall’opera originale,del quale probabilmente
è solo portatore.Il personaggio di Shylock è odioso e conserva caratteristiche attribuite agli ebrei sia nell’epoca storica in cui è ambientata la storia
sia nel periodo nel quale visse Shakespeare,al quale tuttavia,ripeto,non si può attribuire un antisemitismo tout court.
La tradizione del teatro inglese era quella,lui si limita a seguirne le tracce;gli ebrei erano malvisti quando non sopportati o peggio,odiati.

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Aldilà di questo,la commedia shekspiriana è abbastanza complessa come struttura,ovviamente ricca di dialoghi,come al solito colmi di battute significative,come
io considero il mondo per quello che e’ : un palcoscenico nel quale ognuno deve recitare una parte, e la mia e’ una parte triste” o la più triste e vera “Possiamo chiudere con il passato, ma il passato non chiude con noi.
Il Mercante di Venezia non ha mai affascinato i registi o il mondo del cinema più in generale;a parte la complessità dei dialoghi,proprio il forte antisemitismo dell’opera ha scoraggiato adattamenti cinematografici,inoltre sicuramente non ha mai giovato il cupo intimismo del quale è pervasa l’opera.
Nel 1952 Pierre Billon aveva portato sugli schermi l’opera (nel cast il grande Albertazzi,Massimo Serato,Renato De Carmine) ma con scarso successo di critica e ancor meno di pubblico.
Ci prova nel 2004 Michael Radford,4 anni dopo il discreto successo di Dancing at the Blue Iguana;il risultato è un’opera di ottimo livello,ben giudicata dai critici ma che fallisce clamorosamente al botteghino,facendo perdere alla produzione 10 milioni di dollari (fra i produttori la nostra Edwige Fenech)
I motivi dell’insuccesso sono da ricercarsi paradossalmente nella trasposizione fedele dell’opera;lo Shakespeare cinematografico non è mai stato amato dai puristi,legati al testo e alla rappresentazione teatrale,mentre ai giovani il drammaturgo/poeta di Stratford-upon-Avon è sempre risultato indigesto.

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Ragion per la quale ci troviamo di fronte ad un’opera sicuramente godibile ma snobbata dal box office.
Ingiustamente,certo,ma alla fine sono gli spettatori a pagare il biglietto e tanto deve bastare.
La storia è quella raccontata dal bardo,ovvero l’infatuamento di Bassanio per la bella Porzia,ricca e affascinante ereditiera.
Bassanio,per superare una prova che gli consentirà di impalmare la bella Porzia,è costretto a chiedere all’amico Antonio 3000 ducati,che non li possiede,pur essendo ricco.
Gran parte del suo patrimonio è infatti investito in navi da carico,così per accontentare l’amico decide di rivolgersi al ricco mercante ebreo Shylock per farseli prestare.
Al quale non sembra vero di avere un’opportunità del genere;egli detesta i cattolici,detesta Antonio perchè presta soldi gratuitamente,rovinando così i suoi affari.
Shylock quindi propone il prestito ad Antonio con una clausola crudele;l’uomo avrà i suoi ducati,ma se non li restituirà entro tre mesi dovrà ripagare l’ebreo con una libbra della sua carne.
Antonio accetta e cosi Bassanio può superare la prova imposta per ambire alla mano di Porzia.
Ma nel frattempo viene comunicato che le navi attese da Antonio hanno fatto naufragio (nell’originale del testo il Doge non fa attraccare le navi per la peste) e di conseguenza Antonio è insolvente nei confronti di Shylock.
Si finisce davanti al Doge,con l’ebreo che implacabilmente chiede la riscossione del suo credito,nonostante Bassanio,sorretto economicamente dalla ricca Porzia offra il doppio del debito.

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Il Doge,non trovando nei testi di legge nulla che possa essere contestato a Shylock,decide di affidarsi alla sua clemenza;ma l’implacabile ebreo avrebbe partita vinta non fosse per il provvidenziale intervento di Porzia,che,travestita da avvocato,fa notare che la riscossione del debito ovvero l’escissione della libbra di carne,debba avvenire senza far cadere una sola goccia di sangue di un cristiano.
Shylock,rendensosi conto dell’impossibilità della cosa,è costretto a cedere e come punizione dovrà convertirsi al cristianesimo…
Il mercante di Venezia di Michael Radford è,in definitiva,una buona trasposizione del testo shekspiriano,impreziosito da un’elegante veste grafica (location,costumi e fotografia da applausi) e sopratutto dalla prova di bravura del principale interprete del film,o perlomeno colui che svetta sugli altri dall’alto di una recitazione drammatica senza pari del personaggio odioso e avvilente di Shylock l’ebreo,quell’Al Pacino che avrebbe sicuramente meritato l’Oscar per la grande interpretazione fornita.
Mai sopra le righe,ma con la sua carismatica figura,con tutta la teatralità naturale che lo distingue,Al Pacino tocca il vertice della bravura.
Bravi anche gli altri interpreti,ma due gradini sotto;Jeremy Irons e Joseph Fiennes,rispettivamente Antonio e Bassanio fanno bene il loro compito,ma nulla più.
Gelida,un vero ghiacciolo,la bella Lynn Collins.

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Ad aggiungere carisma alla figura di Shylock,la splendida voce di Giancarlo Giannini nel doppiaggio,un valore aggiunto senza pari.
Sicuramente un’opera di gran pregio,che però non mi sento di consigliare a tutti;il film in pratica è una gara di dialoghi,in pieno rispetto del testo del grande bardo e pertanto gli amanti del cinema “movimentato” potrebbero trovarlo soporifero,
come del resto evidenziato da tantissime critiche negative lette tra le recensioni dei lettori in rete.
Per gli amanti di Shakespeare l’occasione per vedere su pellicola una bella trasposizione non lontana dalla algida bellezza del posto deputato alle rappresentazioni delle opere del drammaturgo inglese,il palcoscenico di un teatro.

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Il mercante di Venezia

Un film di Michael Radford. Con Al Pacino, Jeremy Irons, Joseph Fiennes, Mackenzie Crook, Julian Nest,Lynn Collins, Ben Whishaw
Titolo originale The Merchant of Venice. Drammatico, durata 124 min. – Gran Bretagna, Italia 2004

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Il mercante di venezia banner protagonisti

Al Pacino: Shylock
Jeremy Irons: Antonio
Joseph Fiennes: Bassanio
Lynn Collins: Porzia
Zuleikha Robinson: Jessica
Kris Marshall: Graziano
Charlie Cox: Lorenzo
Heather Goldenhersh: Nerissa
Mackenzie Crook: Lancillotto Gobbo
John Sessions: Salerio
Gregor Fisher: Solanio
Ron Cook: Vecchio Gobbo
Allan Corduner: Tubal
Tony Schiena: Leonardo
Al Weaver: Stefano
Anton Rodgers: Doge
David Harewood: Principe del Marocco

Giancarlo Giannini: Shylock
Massimo Corvo: Antonio
Christian Iansante: Bassanio
Connie Bismuto: Portia
Perla Liberatori:Nerissa
Riccardo Niseem Onorato: Graziano
Francesco Pezzulli: Lorenzo
Fabrizio Vidale: Lancillotto Gobbo
Stefano Mondini: Salerio
Giuliano Santi: Solanio
Dante Biagioni: Vecchio Gobbo
Michele Kalamera: Doge
Pino Insegno: Principe del Marocco

Il mercante di venezia banner cast

Regia Michael Radford
Soggetto da William Shakespeare
Sceneggiatura Michael Radford
Produttore Cary Brokaw, Barry Navidi, Jason Piette, Edwige Fenech, Michael Lionello Cowan
Produttore esecutivo Manfred Wilde, Michael Hammer, Peter James, James Simpson, Alex Marshall, Robert Jones
Fotografia Benoît Delhomme
Montaggio Lucia Zucchetti
Effetti speciali Sean Farrow
Musiche Jocelyn Pook
Scenografia Bruno Rubeo

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Il mercante di venezia banner citazioni

-“L’uomo che non ha alcuna musica dentro di se è nato per il tradimento,per gli inganni, per le rapine.”
-“Shyloc:
Mi ha maltrattato, gioito delle mie perdite, disprezzato i miei guadagni, raffreddato i miei amici,
riscaldato i miei nemici, insozzato il mio abito, disprezzato il mio popolo e per quale motivo?
Perchè sono ebreo! Forse che un ebreo non mangia come gli altri esseri umani? Se lo pungete non prova dolore?
Non si ammala delle stesse malattie dei gentili? E non si cura con le stesse medicine?”
-“Vostro padre era uomo assai virtuoso, ed i sant’uomini, in punto di morte, sono sempre, si sa, bene ispirati”
-“Ma la misericordia è al di sopra di questo potere scettrato,essa ha il suo trono nei cuori dei re,è un attributo dello steso dio;
e il potere terreno appare più simile quando la misericordia tempera la giustizia.”
-“Il mondo e’ ancora ingannato dalle apparenze.”
-“Sarebbe meglio se alle parole seguissero i fatti.”
-“Fled with a Christian! O my Christian ducats!Justice, the law, my ducats, and my daughter!”
(Fuggita con un cristiano! o i miei ducati!Giustizia,la legge ,i miei ducati,e mia figlia!)

Il mercante di venezia banner recensioni
Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Galbo

Adattamento cinematografico dell’opera di Shakespeare, Il Mercante di Venezia è la storia di Antonio ricco commerciante che chiede un grosso prestito all’ebreo Shylock.
Girato nella città lagunare, il film di Michael Radford è stato realizzato con notevule cura per i dettagli (costumi, scenografia) tale da costituire uno spettacolo
molto godibile anche per la grande interpetazione di Al Pacino che da al protagonista un tono sofferto ed umiliato e offre una delle sue migliori prove d’attore.
Cotola

Mediocre trasposizione del capolavoro scespiriano i cui risultati sono insoddisfacenti a causa di una sceneggiatura scialba e leccata che non taglia a dovere lo scritto.
Certo c’è Pacino che fornisce una bella prova (anche se chi l’ha sentito in originale ha avuto un po’ da ridire) ed anche Irons non è male, ma per il resto anche le prove attoriali non soddisfano appieno. Un capolavoro del genere avrebbe meritato ben altro trattamento.

Caesars

Corretta trasposizione cinematografica della celebre opera di Shakespeare, che trova nell’intensa recitazione di Al Pacino il suo punto di forza. Buono comunque anche il cast di contorno,
capitanato da Jeremy Irons, così come bella è la fotografia (aiutata dall’ambientazione veneziana). Forse si poteva fare di più, ma il film risulta complessivamente molto godibile e Radford dirige, correttamente,
senza troppi voli pindarici. Merita la visione.

Rigoletto

Rivedendolo l’ho ridimensionato perchè, al di là della buona ricostruzione storica, manca di quella passione necessaria in un’opera di tale portata, riducendo il tutto a un puro esercizio di stile
se non fosse per la grandiosa attrazione “Pacino-centrica” esercitata da Al sui comuni mortali. Una prova maiuscola che, già da sola, vale il prezzo del biglietto e capace di coprire tutte le altre magagne del film
(inclusa la non brillantissima performance di Irons). Resto del cast così così (troppo algida la Collins).

L’opinione di Argan dal sito http://www.filmtv.it

Una serie di capovolgimenti di punti di vista stupendi, lo spettatore viene sballottato da una parte all’altra, cambia più volte opinione e si ritrova a volte dalla parte di uno e a volte dalla parte dell’altro protagonista
(o almeno questo è quello che mi è successo), anche se forse non era questa l’idea del regista (ma magari era l’idea di Shakespeare), non comprendo poi che senso hanno i “travestimenti” alla fine del film e della commedia
(già annunciati ed abbastanza evidenti e perciò anche privi di un minimo di “sorpresa”).

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Testo originale della commedia

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2 Risposte

  1. E’ vero,lupacchiotta,nel Mercante di Venezia affiora la visione cupa e pessimistica della natura umana del bardo,il quale modifica il già tetro testo italiano (tetro perchè pervaso di una vena umoristica nera) e lo adatta alla sua filosofia.Una commedia che sembra quasi una delle sue tragedie,ma che comunque ancora una volta testimonia la conoscenza profonda che il bardo aveva dei difetti umani.Grazie dei tuoi sempre ambiti complimenti 🙂

  2. Visto diverse volte in TV, trovato molto bello e ben girato, un Pacino decisamente perfetto nel ruolo di Shylock.

    Peccato abbia avuto poco successo di pubblico

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