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Addio mia regina


 

Versailles,14 luglio 1789

Sono gli ultimi mesi di vita dell’Ancient Regime e contemporaneamente di molti nobili che vivono nella fastosa reggia voluta dal Re sole,Luigi XIV.
Il mondo aldilà dei cancelli della reggia sta per cambiare,ma per gli abitanti del posto,nobili e lacchè,servitori e principalmente per la regina Maria Antonietta tutto sembra fermo al giorno prima. E a quello precedente e a migliaia di giorni prima ancora.
La vita di corte ruota attorno al Re Luigi XVI e alla sua corte, a sua moglie, la volubile Maria Antonietta d’Austria; che passa i giorni annoiata,presa da frivolezze come abiti e gioielli,dall’attrazione che prova per madame de Polignac,una parvenue che ha saputo sfruttare la benevolenza dell’Austriaca, come la corte e il popolo chiama spregiativamente la regina.
Tra i servitori c’è Sidonie Laborde,una ragazza di umili origini che ama la regina e che le fa da lettrice e che deve districarsi fra pettegolezzi e invidie,tra meschinerie e pochezze che popolano un mondo in disfacimento,incapace di comprendere la reale portata degli avvenimenti che stanno travolgendo la vicina Parigi, culla del movimento rivoluzionario che di li a poco avrebbe spazzato via la nobiltà e un mondo incancrenito.


E’ proprio Sidonie una delle prime ad apprendere la notizia della presa della Bastiglia,notizia che la allarma,quasi un presagio di ciò che accadrà.
A poco a poco anche la corte apprende la notizia e allora si assiste al classico abbandono della nave che affonda; nobili furbi che hanno capito che l’aria sta cambiando,servitori stanchi di anni di soprusi,valletti e scudieri fuggono da quella che vedono ormai come una trappola mortale.
Anche Maria Antonietta inizia a comprendere il pericolo e si preoccupa di si salvare la vita a madame de Polignac,a cui molti popolani hanno giurato di fare la pelle.E per fare questo escogita un piano che coinvolge proprio Sidonie…
Dal romanzo Addio mia regina di Chantal Thomas il regista parigino Benoît Jacquot trae un film descrittivo,totalmente al femminile,nel quale proprio le figure maschili sono lasciate in secondo piano.
Così gli avvenimenti che coinvolgono Parigi e i suoi protagonisti,dal comandante della Bastiglia Delaunay al sindaco di Parigi Bailly al ministro delle finanze Necker sono appena nominati; lo stesso Luigi XVI appare per pochi minuti nel film,solo per parlare con sua moglie e del peso
della corona che non aveva mai amato e che aveva accettato solo perchè faceva parte della sua educazione e del suo destino.


Il film si dipana attraverso le vicende personali di Sidonie,dolce e contemporaneamente abbastanza smaliziata da capire che a corte è bene non fidarsi di nessuno e quelle di Maria Antonietta,la regina odiata dai francesi e vista con il più classico degli stereotipi storici, quello che vuole ancora oggi
la regina come creatura frivola e viziata, egoista e sessualmente ambigua.Tutti clichè che la storia ha rettificato almeno in parte,cercando di guardare oltre la letteratura tipica dell’epoca che la dipinse come un essere spregevole,senza cuore e dedita solo a gozzoviglie e baccanali.
Jacquot non si distacca molto da questa visione discutibile, non aggiungendo quindi assolutamente nulla alla verità storica; il suo sguardo vaga per la corte,con dialoghi a tratti abbastanza noiosi tra i vari servitori (per la massima parte donne).Sorte migliore tocca a Sidonie,che se vogliamo è la vera protagonista del film, una ragazza con i piedi piantati per terra e che nutre ammirazione e sentimenti positivi per la sovrana. Per Sidonie la corte,il re e la regina sono l’ordine costituito,che esiste da sempre e che quindi va servito nel migliore dei modi.Ma è anche l’unica a nutrire questi sentimenti,in mezzo a gente che ha fatto dell’opportunismo una ragione di vita. Il parassitismo tipico della nobiltà appare in tutto il suo squallore proprio quando si diffonde la notizia dell’inizio della rivoluzione;saranno in molti a fuggire,mostrando come fosse solo l’interesse a tenere unito il baraccone che ruotava attorno alla monarchia.


Ed è questo il tema principale del film,assieme alla descrizione ambientale e di frammenti di vita di alcuni dei personaggi che vivevano a corte.
Magnifici costumi e la bellezza della reggia salvano il film dall’appiattimento, dovuto ad una superficialità che percorre tutta la pellicola. La spietata,cruda descrizione di film come La favorita o la Duchessa è ben lungi dall’essere raggiunta e la pellicola giunge alla fine senza suscitare particolari emozioni.
Per fortuna attrici molto brave come Léa Seydoux ( Sidonie Laborde) che ammireremo in Vita di Adele,di Diane Kruger (Maria Antonietta),la Elena di Troy e Virginie Ledoyen (Madame de Polignac) recitano all’altezza; le musiche sono decisamente ridondanti e poco adatte,bella la fotografia.
Un film con pochi lati positivi e con tante ombre,che pure ha ottenuto molte critiche benevole.

Addio mia regina

Regia di Benoît Jacquot. Un film con Léa Seydoux, Diane Kruger, Virginie Ledoyen, Xavier Beauvois, Vladimir Consigny. Titolo originale: Les adieux à la reine. Genere Drammatico – Francia, Spagna, 2012

Diane Kruger: Maria Antonietta
Léa Seydoux: Sidonie Laborde
Virginie Ledoyen: madame de Polignac
Xavier Beauvois: Luigi XVI
Noémie Lvovsky: madame Campan
Grégory Gadebois: Conte di Provenza
Francis Leplay: Conte d’Artois

Regia Benoît Jacquot
Soggetto Addio mia regina di Chantal Thomas
Sceneggiatura Benoît Jacquot
Gilles Taurand
Chantal Thomas
Produttore Jean-Pierre Guérin
Kristina Larsen
Thomas Saignes
Pedro Uriol
Fotografia Romain Winding
Montaggio Luc Barnier
Musiche Bruno Coulais
Scenografia Katia Wyszkop

novembre 2, 2019 - Posted by | Storico | , , ,

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