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La fuga di Martha


Dopo due anni n cui non ha più dato alcuna notizia di se, Martha chiama sua sorella Lucy chiedendole aiuto.
La donna, che oltre al marito ha solo lei al mondo accorre e la accoglie poi in casa.
Ma Martha mostra da subito un comportamento instabile: rifiuta di raccontare quello che le è accaduto negli ultimi tempi, limitandosi ad
attribuire i suoi problemi a un non meglio identificato uomo. In più ha atteggiamenti bizzarri; fa il bagno nuda, entra in camera da letto di sua sorella mentre è in intimità con il marito, crea imbarazzo e tensione tra i due coniugi. Ma cosa realmente è accaduto a Martha?
La ragazza è rimasta in una comune/setta per lunghi mesi.
Volontariamente, senza costrizioni apparenti. Ma durante quel periodo Martha ha subito aggressioni sessuali, un po volute ma anche imposte e cosa più grave ha dovuto sopportare una forma di violenza psicologica ben più devastante.

 

 


Dopo aver assistito a due omicidi da parte della setta, retta dallo psicopatico Patrick alla fine Martha ha deciso di scappare.
Ma il ritorno alla vita tradizionale ha un costo forse troppo alto da pagare.
Diretto da Sean Durkin nel 2012,La fuga di Martha è un thriller ad ambientazione psicologica caratterizzato da una presenza ossessiva, esagerata, del flashback, che interrompe di continuo la linearità del racconto cinematografico spezzandone il ritmo anche se comunque la narrazione rimane coerente.
Il film viaggia su due binari perfettamente paralleli; da un lato la vicenda di Martha, la sua permanenza e le sue giornate all’interno della comunità, dall’altra la vita della stessa, con un occhio particolare su Patrick, un leader molto lontano da un Manson o un Jim Jones. Siamo di fronte ad un uomo senza una personalità magnetica o carismatica.


Usando le parole di Hannah Arendt,c’è l’assoluta “banalità del male” a trionfare; gli adepti della setta appaiono più come giovani in cerca di una propria identità, di qualcosa in cui riconoscersi che gente plagiata da una personalità predominante.
La stessa Martha si muove come se fosse alla ricerca di qualcosa che non conosce; di lei,del suo passato sappiamo poco.
E questo è un gran limite del film,quello di non fornire spiegazioni agli atteggiamenti dei protagonisti.
Sono giovani ribelli o semplicemente disadattati? Accettano le regole comportamentali della setta perchè alla ricerca di un impossibile Eden o solo perchè attratti dalla novità, da un mondo alieno che li attrae in mancanza di alternative? Tutto resta piuttosto nel vago.
La stessa promiscuità della comune appare più istintiva che dettata da motivazioni.


I risultati però sono visibili; Martha,per esempio,sembra aver perso la cognizione del bene e del male,di ciò che si fa e di ciò che invece non è accettabile.
I suoi confusi discorsi anarcoidi sulla ricchezza, sulla possibilità di rinunciare al superfluo appaiono talmente schematici da risultare falsi come Giuda.
Questo non vuol dire che il film sia da gettare in toto.
La pellicola ha una buona tensione, un filo narrativo coerente anche se non coinvolgente.
La stessa Martha non suscita alcuna empatia,anzi.
La sua partecipazione a due omicidi, senza alcuna obiezione di carattere morale lasciano lo spettatore basito,incapace di provare alcun sentimento positivo verso di lei.


Il finale,aperto, apre più interrogativi di quanti ne abbia dipanati il film durante il suo svolgimento.
Un film quindi non particolarmente riuscito. Troppa carne al fuoco e poca chiarezza sono i difetti dello stesso.
Discreta la prova attoriale; Elizabeth Olsen un pò cerbiatta dagli occhioni dolci e tristi, un pò diavolessa incapace (quando non complice) di Patrick lavora bene,così come discreta è la prova di John Hawkes (Patrick), ambiguo quanto basta.
Discreti anche gli altri.
Un film che può valere la pena di vedere se amanti del genere a sfondo social/psicologico.

La fuga di Martha
di Sean Durkin, con Elizabeth Olsen, Christopher Abbott, Brady Corbet, Hugh Dancy, Maria Dizzia. Titolo originale: Martha Marcy May Marlene. Genere Drammatico, – USA, 2010, durata 101 minuti, distribuito da 20th Century Fox Italia.

Elizabeth Olsen: Martha
John Hawkes: Patrick
Sarah Paulson: Lucy
Hugh Dancy: Ted
Brady Corbet: Watts
Christopher Abbott: Max
Maria Dizzia: Katie
Julia Garner: Sarah
Louisa Krause: Zoe

Regia Sean Durkin
Sceneggiatura Sean Durkin
Produttore Josh Mond, Antonio Campos, Chris Maybach, Patrick Cunningham, Andrew D. Corkin (co-produttore), Brett Potter (produttore associato)
Produttore esecutivo Ted Hope, Matt Palmieri, Saerom Kim, Saemi Kim, Alexander Schepsman
Casa di produzione BorderLine Films
This Is That Productions
Distribuzione in italiano 20th Century Fox
Fotografia Jody Lee Lipes
Montaggio Zac Stuart-Pontier
Musiche Saunder Jurriaans e Danny Bensi
Scenografia Chad Keith
Costumi David Tabbert
Trucco Jessica Kelleher

marzo 9, 2020 - Posted by | Drammatico | ,

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