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Venezia 75 Il cinema in mostra

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Cosa c’è di meglio che avere una giornata libera da impegni, da dedicare a qualcosa che ti affascina e ti sorprende?! Se poi hai anche la piacevole compagnia di un’amica e la complicità di una splendida mattinata settembrina, ecco che puoi fare qualcosa che sognavi da tempo: un salto al Lido di Venezia per visitare, lontano dai clamori e dalla confusione, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. 

Più precisamente, si tratta di un’esposizione sulla storia della mostra, il più antico festival di cinema al mondo, che terminerà il 16 settembre, nella quale si possono ammirare ben 680 foto stampate e 800 foto da monitor con sequenze tratte da 120 film.

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L’ingresso dell’Hotel des Bains

Le immagini, di cui molte inedite, ripercorrono gli anni che vanno dal 1932, quando fu inaugurata la mostra di Venezia ad oggi, la 75a edizione. Un percorso di grande suggestione e fascino reso ancor più ammaliante dalla splendida location utilizzata, quell’Hotel des Bains che, dopo anni di degrado, ha ripreso a vivere e che in un prossimo futuro dovrebbe riacquistare l’antico splendore.Un’emozione unica passeggiare per le spaziose sale dell’hotel che hanno accolto Greta Garbo, Marcello Mastroianni, Luchino Visconti… .

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Con la divina Greta Garbo in Anna Kerenina

Un sottile brivido sedersi nella sala che vide Dirk Bogarde/Gustav von Aschenbach innamorarsi di Björn Andrésen/Tadzio mentre il direttore dell’albergo, interpretato da Romolo Valli, si muoveva elegante nella decadente città, vera protagonista di Morte a Venezia, un film che il regista trasse dall’omonimo romanzo di Thomas Mann, scrittore innamorato della città lagunare.

Il percorso si snoda attraverso sale sulle cui pareti campeggiano volti e frammenti di film che hanno segnato in qualche modo la storia della mostra. Le immagini ritraggono Malcom Mac Dowell in Arancia meccanica, Daryl Hannah in Blade Runner, Sofia Loren, la coppia Delon-Schneider, Marlon Brando e Yves Montand, Clara Calamai, Romolo Valli, Juliette Binoche, Charlize Theron la quale è stata così gentile de concedermi un selfie e moltissimi altri.

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Con il Premio Oscar Charlize Theron

Un’esposizione in cui domina il bianco e nero, simbolo di oltre trent’anni del cinema veneziano sublimato dal potente contrasto tra due tonalità padrone del cinema degli esordi e il colore tout court, forse meno affascinante ma più incisivo.Mentre giravo per le sale scattando foto come le giapponesi in vacanza premio, il mio sguardo correva sulla vastità dell’Hotel des Bains. Immaginavo la gente che nel corso del tempo ha pernottato e percorso le scale,i corridoi, ammirato il gigantesco Barovier di Murano, forse il lampadario in cristallo più grande mai costruito.

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Un’intensa Sofia Loren

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Claudia Cardinale

Per chi non lo sapesse, il des Bains è stato costruito nel 1900 e seguito, 8 anni dopo, dall’Excelsior; i due alberghi hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo della zona del Lido che da allora è diventata un’altra attrazione della Serenissima.Venezia… forse in nessun altro posto al mondo si respira l’aria del passato in maniera così palpabile. Ho ammirato tantissime immagini e scattato numerose foto, alcune delle quali ho allegato a questo sunto, ricordo di una giornata particolare ed emozionante non solo per la bellezza della mostra ma perché chi vi scrive ha tentato di uscire dalla porta girevole dismessa, rischiando di restare bloccata tra le massicce ante.Per chi dovesse trovarsi a Venezia nei prossimi giorni, l’invito caloroso è a visitare l’esposizione. Buon cinema a tutti.

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Alain Delon e Romy Schneider alla Mostra del 1960

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Mastroianni e Clara Calamai in Le notti bianche

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Malcom Mc Dowell in Arancia meccanica di Kubrick

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Daryl Hannah in Blade Runner di Ridley Scott

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Robin Williams

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Michael Caine

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I saloni della mostra

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Il manifesto dell’edizione del 1934

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 Pierre Clementi e Catherine Deneuve in Bella di giorno di Bunuel

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Il passato dell’Hotel des Bains

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Hotel des bains 3

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settembre 13, 2018 Posted by | Miscellanea | | 3 commenti

Cinema:pensieri,parole e parolacce-Speciale donne e uomini

– Per un uomo non esiste crudeltà più grande dell’infedeltà di una donna.

– Per una donna c’è di peggio: la fedeltà forzata.

Dal film Venere in pelliccia di Roman Polański (2013)

Dicono che le donne siano più brave a mantenere i segreti. Ma ogni donna che abbia un po’ di cervello ti dirà che non è mai riuscita a leggere nel cuore di un uomo. Il cuore di un uomo è più duro della pietra.

Dal film Cimitero vivente di Mary Lambert (1989)

Le donne più disoneste hanno sempre le qualità degli uomini più onestissimi.

Dal film Casotto di Sergio Citti (1977)

Chi non parla mai male delle donne, non le ama. Perché per capirle e amarle devi soffrire per loro colpa. Allora e solo allora puoi trovare la felicità sulle labbra della tua diletta.

Dal film Il Casanova di Federico Fellini (1976)

Quando un uomo comincia a toccarti con le parole, arriva lontano con le mani.

Dal film Il postino di Michael Radford (1994)

Una malattia capita, una disgrazia capita. Ma a letto, se uno non vuole, non capita proprio un bel niente.

Dal film Se permettete parliamo di donne di Ettore Scola (1964)

Le femmine dovranno essere scelte tenendo presente le loro doti fisiche che dovranno essere stimolanti sessualmente.

Dal film Dr. Stranamore di Stanley Kubrick (1964)

Tutti noi vorremmo per moglie un incrocio fra una maestrina di scuola parrocchiale e una puttana da 500 dollari a notte.

Dal film Lenny di Bob Fosse (1974)

Lo sapete perché mi hanno fatto federale di Catania?! Perché sono stato con nove donne in una notte!

Dal film Il bell’Antonio di Mauro Bolognini (1960)

Il sesso, le cosce, due belle chiappe… Ecco la sola religione, la sola idea politica, la vera patria dell’uomo.

Dal film Profumo di donna di Dino Risi (1974)

Tu credi ancora che gli uomini ci amino come li amiamo noi? Gli uomini, vedi, godono della felicità che ricevono. Mentre noi possiamo solo godere della felicità che diamo. Loro non riescono assolutamente a dedicarsi esclusivamente anima e corpo a una sola donna.

Dal film Le relazioni pericolose di Stephen Frears (1988)

Ho già incontrato l’uomo giusto ma, purtroppo, lui non è innamorato di me e finché non smetterò di amarlo non ci sarà posto per un altro.

Dal film Quattro matrimoni e un funerale di Mike Newell (1994)

Gli uomini sdraiati sono disposti a concedere tutto.

Dal film Il mattatore di Dino Risi (1960)

La storia dell’intuito femminile farà vendere i romanzi gialli ma, nella vita reale, è roba da favole.

Dal film La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock (1954)

La femminilità, il fascino, la seduzione sono cose che non si imparano. Sono armi che si hanno o non si hanno.

Dal film 8 donne e un mistero di François Ozon (2002)

– Ma tu perché non ti trovi una brava ragazza?

– Io ne trovo di bravissime tutte le sere, mamma.

Dal film Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese (1990)

Quando fai sesso con una donna, sii gentile e ascoltala. Trattala con rispetto e dignità anche se non la ami.

Dal film Captain Fantastic di Matt Ross (2016)

– Mi fai venire voglia di essere un uomo migliore.

– Questo è forse il più bel complimento della mia vita.

Dal film Qualcosa è cambiato di James L. Brooks (1997)

A una femmina giovane, quando ha tutte le soddisfazioni, la faccia si rischiara.

Dal film Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini (1953)

Ci sono giorni in cui avere in mano un ago, una stoffa, un libro o un uomo è la stessa cosa.

Dal film L’eclisse di Michelangelo Antonioni (1962)

agosto 22, 2018 Posted by | La pazienza è quella cosa che prima o poi sotto pressione diventa un vaffanculo | | 3 commenti

Cinema:pensieri,parole e parolacce-Speciale Romy Schneider e Alain Delon

                                                          

 

– E’ strano, Anna, ritrovarsi così dopo vent’anni… . Ma perché il nostro amore è finito così, senza ragione?
– Finito? Non per me. L’amore che ho per te non è mai, mai morto. Io sono una donna, Nino, e le donne non distruggono niente ma coltivano, conservano. Io non ho dimenticato ciò che ho vissuto. Ho tutti i miei ricordi, sopratutto quelli che ti riguardano. Tengo tutto dentro di me. Sai che ho ancora tutte le tue lettere?

Dal film Fantasma d’amore di Dino Risi (1981)

Figlie mie, oggi non potrete ascoltare la messa. Non sono ahimè in condizioni di spirito per celebrarla. I disegni divini sono imperscrutabili. Lui solo sa cos’è ingiusto o giusto.Noi siamo in balia dei venti del male e delle passioni. Io stesso, ministro del Signore, appena un’ora fa, ero qui sereno fra voi, lontano dalle città. in questa povera parrocchia sperduta nella landa e vivevo di preghiere, in colloquio col Signore, in un quasi paradiso. Ed ecco improvviso un vento di tempesta che sconvolge la mia pace e interrompe il mio colloquio! La parola è alla carne. Abisso chiama abisso. Amen.

Dal film L’uomo di Saint Michel di Jacques Deray (1971)

– Non sono maturo per il matrimonio.
– Come puoi dire che mi ami?
– Perché ti amo. Non sarebbe giusto sposarti adesso. Vedi, ho ancora un sacco di lava e lapilli da togliermi di dosso, e io voglio sposarti a fine eruzione.

Dal film Ciao Pussycat di Clive Donner (1965)

– E’ simpatica tua madre?
– Uhm, quando le va.
– E quando non le va?
– Allora è antipatica.

Dal film Tre uomini da abbattere di Jacques Deray (1980)

Qualche anno fa, sposò un tossicomane che l’ha trascinata sulla via della droga. E’ piombata così in una nevrosi tossico maniaca che le ha lasciato degli squilibri psichici e, in particolare, un comprensibile disgusto per gli uomini.

Dal film Esecutore oltre la legge di Georges Lautner (1974)

– Ecco cos’è che fa paura a mia madre: la miseria. Questa, sì.
– Fa paura a tutti… .

Dal film L’eclisse di Michelangelo Antonioni (1962)

No, non sono cieco. Lo vedevo bene, esattamente com’era. Io ho sempre giudicato quelli che amo, fino a soffrirne, ma mi dicevo che lui era giovane.

Dal film Il figlio del gangster di José Giovanni (1976)

– Ecco, mi sono truccata, mi sono pettinata, mi sono ripulita e mio marito è al cinema. Ecco… .
– Perfetto. Allora, visto che siamo qui, facciamo le cose in regola.
– In regola?
– Eh sì. Non è adesso che mi fa assaggiare il suo liquore preferito? Mi dica dov’è il bar e io le servirò subito da bere.
– Perché, ha molta sete?
– Sì… moltissima… .

Dal film L’importante è amare di Andrzej Zulawski (1975)

– Esco dalla galera.
– Ha ucciso qualcuno?
– Ero molto giovane… .
– E ora non vuole più essere un dottore?
– Non voglio più niente… . Sì, voglio del sole e del vino, del buon vino.

Dal film L’evaso di Pierre Granier-Deferre (1971)

– Di che paese sei?
– Sono nata in Germania.
– E come mai sei qui?
– Ero in un campo profughi nel Belgio. Ci hanno liberati subito.
– Ma perché non hai aspettato le truppe tedesche?
– Sono tedesca ma ebrea.
– E allora?
– Sai, da noi, a certa gente non siamo simpatici… vogliono sterminarci.
– Ma come sterminarvi?
– Sì… con la fame, il freddo, la paura… nei campi di concentramento.

Dal film Noi due senza domani di Pierre Granier-Deferre (1973)

– Scrive alla macchina con due dita?
– Sì, stavo scrivendo cattiverie sul conto suo.
– E’ uno strano mestiere raccontare quello che non si sa… 

Dal film La mia legge di Jean Chapot (1973)

– Volevo salutarti.
– Lo hai già fatto, stamattina.
– No, stamattina ho accettato di salutare un gigione, adesso saluto un uomo.

Dal film La Califfa di Alberto Bevilacqua (1971)

– Ciao, Lola.
– Buongiorno.
– Stai bene?
– Sto bene, sì.
– Hai pagato?
– Sì sì.
– Metti il cappello, prendi la borsa e vieni via.

Dal film Borsalino di Jacques Deray (1970)

– Dicono di non capire una parola di francese.
– Bene, se tra dieci secondi non capiscono, gli parlerò in un’altra lingua.

Dal film Notte sulla città di Jean-Pierre Melville (1972)

– Tu!
– Ce l’hai forse con me?!
– Voglio sapere il tuo nome!
– Vuoi che buchi anche te?!

Dal film dal film Sole Rosso di Terence Young (1971)

Se non ci siamo anche noi, quelli ti combinano la repubblica in quattro e quattr’otto. Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.

Dal film Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963)

Tu non vuoi partire. Hai paura di sentirtelo dire ma io te lo dico: tu mi ami perché sono qui ma, se devi attraversare la strada per raggiungermi, ci rinunci.

Dal film L’amante di Claude Sautet (1970)

Andrò alla messa delle donne. Lei vada a quella degli uomini. Sarò nascosta nel confessionale. Io la… l’aspetterò.

Dal film Che gioia vivere! di René Clément (1961)

Aspetterò che tu ti accorga di amarmi, per tutta la vita.

Dal film La piscina di Jacques Deray (1968)

 

Non esiste solitudine più profonda del samurai, se non quella della tigre nella giungla.

Dal film Frank Costello faccia d’angelo di Jean-Pierre Melville (1967)

maggio 16, 2018 Posted by | La pazienza è quella cosa che prima o poi sotto pressione diventa un vaffanculo | | Lascia un commento

Cinema:pensieri,parole e parolacce-Parte 07

“Mamma è a casa che piange perché papà è un porco e va con le altre anche se lei è ancora bella e piacente: guarda che petto.”

Dal film Dimenticare Venezia di Franco Brusati (1979)

“- Buonasera, signor Barry, ve la siete fatta la mia signora?”
– Mi scusi, ma non capisco.
– Suvvia, signore, preferisco di gran lunga aver fama di cornuto che di imbecille!”

Dal film Barry Lyndon di Stanley Kubrick (1975)

“Un’isola è un’isola solo se la guardi dal mare.”

Dal film Lo squalo di Steven Spielberg (1975)

“Se mi toccate muore, se non sparite entro 30 secondi muore, se ritornate muore.”

Dal film 1997: Fuga da New York di John Carpenter (1981)

“- E il cane dov’è?
– Oh, ancora paura del cane! Gliel’ho detto, è tranquillo. L’ho anche fatto castrare.
– Ma signora, io il cane mica ho paura che m’inculi eh, ho paura che mi morda!”

Dal film Grandi magazzini di Pipolo, Franco Castellano (1986)

“- Quando ridi, dimostri dieci anni di meno.
– Quanti?
– Una quarantina.
– Beh, quando sto serio…
– No, quando ridi.
– Ne ho trentanove.”

Dal film La voglia matta di Luciano Salce (1962)

“- Senti questa: dove si trova un tetraplegico?
– Non lo so. Dove si trova?
– Dove lo hai lasciato!”

Dal film Quasi amici di Olivier Nakache e Éric Toledano (2011)

“È solo dopo aver perso tutto che siamo liberi di fare qualsiasi cosa.”

Dal film Fight Club di David Fincher (1999)

“Stare sulla corda è vita. Tutto il resto è attesa.”

Dal film All That Jazz di Bob Fosse (1979)

“Capitano, mi tolga una curiosità: cosa fa scattare prima il metal detector? Il piombo che ha nel culo, o la merda che ha nel cervello?”

Dal film Die Hard 2 di Renny Harlin (1990)

“Te lo dico con amore, comprensione e spirito di vera sorellanza: tu fai soltanto cagare!”

Dal film Il club delle prime mogli di Hugh Wilson (1996)

“Mademoiselle, i dipendenti del Pronto Soccorso, reparto suicidi, le offrono questo orologio d’oro come premio di assiduità.”

Dal film Ciao Pussycat di Clive Donner (1965)

“Sono impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto di lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio.”

Dal film Brancaleone alle Crociate di Mario Monicelli (1970)

“Donne, l’avete sentito il padrone? La colpa è dei nostri uomini perché sono andati in guerra a farsi accoppare. La colpa è dei braccianti perché non solo lavorano, ma vogliono anche farsi pagare. La colpa è tutta nostra che abbiamo fame e ci viene il gozzo e la pellagra. Ed è ancora colpa nostra se ci muoiono due figli su tre. Al padrone gli va ancora bene se prendiamo un po’ del nostro grano e gli lasciamo il resto, per il momento.”

Dal film Novecento di Bernardo Bertolucci (1976)

“- Che uomo Mussolini! A Roma gli hanno offerto sei portafogli e lui li ha rifiutati tutti!
– Ha rifiutato i portafogli? Ma perché?
– Perché erano pochi.”

Dal film La marcia su Roma di Dino Risi (1962)

“Ci sono due tipi di uomini, solo due. Quel giovane è del tipo raro. Egli è nobile, ed è puro: è il tipo d’uomo che il mondo finge di ammirare ma che in realtà disprezza; è il tipo d’uomo che genera sgomento e infelicità, specialmente nelle donne. Capisci? (…) E c’è l’altro tipo: non è idealista, non è puro; ma è vivo.”

Dal film Il dottor Zivago di David Lean (1965)

“Ho sentito che Dio è svelto, ma dovrò affrontarlo personalmente prima di esserne convinto.”

Dal film Pat Garrett and Billy The Kid di Sam Peckinpah (1973)

“Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.”

Dal film Shakespeare in Love di John Madden (1998)

“Dimmi, quando uno si sente completamente idiota, vuol dire che è innamorato?”

Dal film Finalmente domenica di Francois Truffaut (1983)

“Incapace di percepire la forma di te, ti trovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, umilia il mio cuore, perché tu sei ovunque.”

Dal film La forma dell’acqua di Guillermo del Toro (2017)

“Ora se non le dispiace vorrei salutare mio marito, non ci siamo mai separati per un mese in questi ultimi 44 anni.”

Dal film Away From Her di Sarah Polley (2006)

aprile 20, 2018 Posted by | La pazienza è quella cosa che prima o poi sotto pressione diventa un vaffanculo | | 3 commenti

Cinema:pensieri,parole e parolacce-Speciale Clint Eastwood

Avete mai fatto caso che ogni tanto si incontra qualcuno che non va fatto incazzare?
… quello sono io.

Dal film Gran Torino di Clint Eastwood (2008)

È meglio che prendi nota: io sono cattivo, incazzato e stanco.
Sono uno che mangia filo spinato, piscia napalm e riesce a mettere una palla in culo
ad una pulce a 200 metri.

Dal film Gunny di Clint Eastwood (1986)

Myles, l’unica cosa di cui io e te possiamo parlare è che tu hai una malattia inguaribile
e ti manca il fegato di ammazzarti.

Dal film Assassino sull’Eiger di Clint Eastwood(1975)

– Sembra che non amiate la pace.
– Si può amare ciò che non si conosce e in cui non si crede?!
– Se resterete a San Miguel cambierete opinione.
– Decido io quando cambio opinione.

Dal film Per un pugno di dollari di Sergio Leone(1964)

Quando devo sparare, la sera prima vado a letto presto.

Dal film Per qualche dollaro in più di Sergio Leone(1965)

Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava.
Tu scavi.

Dal film Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone (1966)

– Ha seguito quell’uomo?
– Sì, l’ho pedinato ma quando ero fuori servizio, ed è evidente che non sono stato io a picchiarlo.
– Perché?
– Perché gli è rimasta qualche parte di faccia sana.

Dal film Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! di Don Siegel (1971)

– Sei un figlio di puttana calzato e vestito, Everett, non te l’ha mai detto nessuno?
– Solo gli amici intimi e i familiari.

Dal film Fino a prova contraria di Clint Eastwood(1999)

Quando uno vuole fare lo spaccalegna deve imparare a maneggiare l’accetta.

Dal film Cielo di piombo, ispettore Callaghan di James Fargo (1976)

– Se becchi uno con questa, devi raccogliere i pezzi se vuoi le impronte digitali… .
– Questa è una 44 Magnum automatica e spara proiettili esplosivi… . Se becchi uno con questa non se ne parla neanche di impronte.

Dal film Coraggio… fatti ammazzare di Clint Eastwood (1983)

I pareri sono come i coglioni: ognuno ha i suoi.

Dal film Scommessa con la morte di Buddy Van Horn (1988)

– Le posso fare una domanda?
– Ma certo.
– Cosa deve fare una ragazza per venire a letto con lei?
– Provi a bussare alla mia porta.

Dal film Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan di Ted Post (1973)

Ho bevuto una specie di cappuccino decaffeinato che sembrava bollito in un sospensorio.

Dal film Space Cowboys di Clint Eastwood (2000)

I vecchi sogni erano bei sogni… . Non si sono avverati… comunque li ho avuti.

Dal film I ponti di Madison Country di Clint Eastwood (1995)

Il domani non si promette a nessuno.

Dal film Potere assoluto di Clint Eastwood (1997)

Sai come dice il proverbio: Dio li fa e poi li accoppa!

Dal film Cacciatore bianco, cuore nero di Clint Eastwood (1990)

– Padre, un sermone straordinario, mi sono commosso.
– Cosa ti confonde questa settimana?
– Sempre la stessa cosa: Dio, la storia della Trinità… .
– Frankie, lo capiscono quasi tutti fin dall’asilo: è una questione di fede.
– Vuole dire una specie di pane burro e marmellata infilati nel medesimo sacchetto?

Dal film Million Dollar Baby di Clint Eastwood(2004)

Dieci anni fa stavo in un bar in Alabama e due stronzi hanno cominciato a darmi addosso: è stato il loro primo sbaglio. Tirarono fuori i coltelli ed è stato il secondo sbaglio. Non sapevano neanche usarli e questo è stato l’ultimo sbaglio che hanno fatto… .

Dal film Fuga da Alcatraz di Don Siegel (1979)

– Dì un pò, tu credi nella nobiltà del suicidio?
– No, però se vuoi farti saltare il cervello, prometto che non ti ostacolo, accomodati.

Dal film Nel centro del mirino di Wolfgang Petersen(1993)

Allora, sto uscendo. Se vedo qualcuno là fuori, l’ammazzo.
Se qualche figlio di puttana mi spara addosso, non ammazzo soltanto lui,
gli ammazzo anche la moglie e tutti i suoi amici. E poi gli brucio anche la casa.
Meglio che nessuno spari. Voglio che facciate per Ned un bel funerale!
E non azzardatevi più a sfregiare prostitute! Altrimenti torno e vi ammazzo tutti,
figli di puttana.

Dal film Gli spietati di Clint Eastwood (1992)

marzo 21, 2018 Posted by | La pazienza è quella cosa che prima o poi sotto pressione diventa un vaffanculo | | 6 commenti

Cinema: pensieri,parole e parolacce-Speciale famiglia

“Li conoscete quei bassi? Ai Vergini, a Forcella, ai Tribunali, al Pallonetto. Neri, affumicati, dove l’estate non si respira… dove non ci stanno luci nemmeno a mezzogiorno. In uno di quei bassi ci stavo io, con la famiglia mia. Quanti eravamo… una folla! La famiglia mia non lo so che fine ha fatto, non lo voglio sape’, non lo ricordo. Sempre con la faccia voltata! Sempre in urto l’uno con l’altro! Ci coricavamo senza dirci buonanotte e ci svegliavamo senza dirci buongiorno. E u’ calure… u’ calure… la sera ci mettevamo intorno alla tavola un piatto grosso con non so quante forchette. Una sola volta mio padre si interessò a me. Quando me lo ricordo, tremo. Tenevo sedici anni, disse: “Ti sei fatta grande e qua non ci sta da mangiare, tu lo sai?”. Sedici anni… passavano le signorine vestite bene con certe belle scarpe e io guardavo. Passavano sotto braccio ai fidanzati. Ci stava uno che qualche volta mi aiutava: un fornaio. Mi dava i taralli, il pane fresco… d’inverno quel forno era un sollievo. Ma mio padre aveva ragione, mi ero fatta grande. Se ne accorse pure il fornaio.”

dal film Matrimonio all’italiana (1964) di Vittorio de Sica

“- Guarda quante donne, tutte disponibili.
– E sto a guarda’.
– Si rimorchiano tutte con una facilità! Stasera papà te ne presenta una, tu ci imbastisci un rapporto e te ne vai in vacanza con lei.
– Perché devo anna’ in vacanza con lei?
– Perché non poi sta mica sempre appresso a papà, no?
– Scusa papà, mettiamo subito le cose in chiaro: che cosa intendi per rapporto te?
– Che te ne devi anna’!”

dal film In viaggio con papà (1982) di Alberto Sordi

“- Papà, noi vorremmo andare direttamente al collegio con Jim che è venuto a prenderci. Ti dispiace?
– Non me ne frega un cazzo.
– Grazie, papà!”

dal film Pane e cioccolata (1973) di Franco Brusati

“Eccolo, guarda! È proprio il figlio che abbiamo sempre sognato! Peccato che tu non possa vederlo. Guarda, sta anche in piedi.”

dal film Le avventure di Pinocchio (1972) di Luigi Comencini

“Mi dispiace che tu debba partire, lasciare la casa, andare lontano, al confine dove ti hanno assegnato. Mi è dispiaciuto molto anche per Mariuccia e Masino, mi è dispiaciuto cioè che siano morti. Forse si volevano bene e questa non è una buona ragione per morire. Non so nemmeno se ce ne siano di ragioni buone per morire ma so che ce ne sono molte per vivere. Credo che, ormai da molto tempo, nella nostra famiglia si muoia senza ragione o per ragioni che io non so capire. E come se ognuno di noi si portasse appresso dalla nascita un odore di morte che lo accompagna per tutta la vita. Sai, papà, io quell’odore non me lo sento addosso. Forse per questo sono diverso. Io penso che vivere debba significare qualcosa di più che non farsi uccidere. te l’ho detto un giorno. New York è bella ma io torno presto e verro a trovarti dove ti hanno mandato e potremo stare insieme. Vedrai che tutto si sistemerà e tu potrai tornare a casa. Ti voglio bene anche se non ho mai fatto niente per dimostrartelo. Forse avremo dovuto parlare un po’ di più o forse dobbiamo soltanto cominciare e farlo, un giorno o l’altro.”

dal film Baciamo le mani (1973) di Vittorio Schiraldi

“- Papà, noi siamo poveri?
– Cassie, ci sono tanti modi di calcolare la povertà e la ricchezza, lo spirito, i soldi, l’anima… .
– Economicamente.
– Siamo poveri in canna.”

dal film Vita da camper (2006) di Barry Sonnenfeld

“- Papà… .
– Sì?
– Papà, domani a scuola c’ho il torneo di judo. Mi vieni a vedere?
– Domani? Non credo che potrò, Andrea… .
– Papà, ma ci sono tutti i genitori, papà.
– Bene. Se appena mi sarà possibile, Andrea, eh. Ma non posso far dire alla delegazione irlandese che il console non c’è perché è andato alla gara di judo di suo figlio. Non ti pare?
– Sì, papà.
– Buonanotte.
– Forse domani vincevo, papà… .
– BUONA notte.”

dal film Incompreso (1966) di Luigi Comencini

“Anzi, adesso non si chiama più nemmeno Parlamento, si chiama Pappamento, si chiama. Eh, tu ridi, eh… C’è mica tanto da ridere, sai, ci sarebbe da piangere … altro che storie. Perché, vedi, quelli che dovrebbero pensare agli interessi pubblici pensano invece agli interessi propri. Perché purtroppo c’è questa tendenza alla disonestà, questa tendenza alla malafede. Perciò se vuoi andar bene nella vita non bisogna mai fidarsi di nessuno, mai! Mai fidarsi di nessuno, capito? Neanche di tuo padre. Ah, scherzavo. Di: papà, sì. Dà un bacetto.”

dal film I mostri (1963) di Dino Risi

“- Siamo in tre: io, mia sorella e mio fratello, tirati su all’antica.
– E che vuol dire?
– Botte e schiaffi. Adesso non c’è più nessuno che fa così.”

dal film Mio fratello è figlio unico (2007) di Daniele Luchetti

“- E allora, onori il padre e la madre?
– Io sì. Ma loro non mi onorano a me: mi danno certe tozze sulla testa!”

dal film Amarcord (1973) di Federico Fellini

“Da piccolo decisi che, se mai avessi avuto dei figli, i miei figli avrebbero saputo chi era il loro padre.”

dal film La ricerca della felicità (2006) di Gabriele Muccino

“Mi hai già chiamato papà due volte, è vero che da giovane ho scopato con molte puttane ma non ricordo con tua madre… . Hai una sua foto?”

dal film Sono affari di famiglia (1989) di Sidney Lumet

“Sono così stufa di tutto. Avrò anche un figlio. Tante complicazioni e neanche un vestito da mettermi… .”

dal film Monica e il desiderio (1952) di Ingmar Bergman

“- Chi è ‘sta cicciona?
– Mia mamma.
– Ah perbacco, bella donna!”

dal film Il sorpasso (1962) di Dino Risi

“La mamma di Regie è talmente grassa che la misura della sua cintura è l’equatore!”

dal film Il professore matto (1996) di Tom Shadyac

– Oh, Josephine, pensa un po’! Io, Zucchero Kandinsky di Sandusky Ohio, sullo yacht di un milionario. Se mia madre potesse vedermi adesso!
– Se la mia povera mamma vedesse me… .”

dal film A qualcuno piace caldo (1959) di Billy Wilder

“- Una madre e una figlia… Che sconcertante, terribile combinazione di sentimento, di confusione, di rovina. Tutto è possibile quando viene fatto in nome della tenerezza e dell’amore. Le ferite della madre le soffre la figlia, le delusioni della madre ricadono tutte sulla figlia, l’infelicità della madre si trasmette alla figlia. È come se il cordone ombelicale non si fosse mai spezzato.
– Mamma, è così? La sconfitta della figlia è il trionfo della madre? Mamma, il mio dolore è un tuo piacere segreto?”

dal film Sinfonia d’autunno (1978) di Ingmar Bergman

“Io non ce l’ho con te, ce l’ho con nostra madre, non capisco perché non ti abbia affogato quando eri in fasce e ti faceva il bagno, ma forse non te l’ha mai fatto il bagno per questo sei uno sporco figlio di una vecchia… .”

dal film Lo chiamavano Trinità (1970) di Enzo Barboni

“- Che cos’è una mamma, Danny?
– Una mamma? Be’, una mamma è un cavallo.
– Un cavallo?
– Un cavallo da corsa. Anzi, sai che ti dico? Le mamme sono dei purosangue, i migliori cavalli da corsa del mondo. Se punti su una mamma vinci sempre.”

da La leggenda del pianista sull’oceano (1998) di Giuseppe Tornatore

“Ai figli che non danno pensieri, si dedicano pochi pensieri.” 

dal film La famiglia (1986) di Ettore Scola

 

marzo 4, 2018 Posted by | La pazienza è quella cosa che prima o poi sotto pressione diventa un vaffanculo | | Lascia un commento

Dimmi che fai tutto per me

Gotta Get Rich Quick”, “devi diventare ricco in fretta” canta Lally Stott e viene subito voglia di cantare con lui.
Quanti di noi non l’hanno già fatto questo pensiero almeno una volta?! Certo che sentirlo cantato, quindi, espresso ad alta voce, porta forse un po’ di redenzione sia per le anime che si sono arricchite a discapito di tutto e di tutti sia per quelle che pur avendo ambito al benessere economico non hanno dato sfogo all’istinto predatorio.
Nella storia che si dipana sullo schermo la ricchezza arriva dagli Stati Uniti d’America, con quel parente benestante di cui molti aspetterebbero volentieri l’arrivo anche in una giornata torrida, afosa, nel clima estivo caratteristico della Laguna veneziana.
Atterra, infatti, a Venezia, l’aereo che ricongiunge ai suoi cari Dodo Spinacroce (Jacques Dufilho), d’ora innanzi “il nonno”. Con lui, in una bara, giunge anche la salma della defunta madre il cui ultimo desiderio, a detta del nonno, è stato quello di essere sepolta all’interno della casa ove da giovane aveva svolto servizio.


Ad attenderli sono: la figlia, Miriam (Andréa Ferréol), il genero, dottor Francesco Salmarani (Johnny Dorelli) e il nipote, Mimo (Stefano Amato). Ma i sentimenti che animano l’attesa e il ricongiungimento familiare non sono tra quelli più nobili. Infatti, Francesco Salmarani esprime vive preoccupazioni circa il ritorno del suocero e l’investimento di tutti i risparmi per l’anticipo versato per la “Villa degli oleandri”, luogo destinato alla cerimonia funebre.
A differenza di Francesco, Mimo, ragazzo sensibile e ingenuo, è sinceramente contento di fare la conoscenza del nonno. Anche Miriam, nonostante il lutto, è lieta di accogliere il padre nella città ove tutti conoscono e rispettano la famiglia Salmarani: Treviso.
Infatti, Miriam riferisce al nonno che Francesco è uno tra i più stimati medici del paese veneto.
Dall’aeroporto, si dirigono tutti in macchina seguendo il carro funebre sul Terraglio. Raggiungono, quindi, un’imponente villa palladiana a Piazzola sul Brenta.
Il nonno pare soddisfatto della sistemazione funebre. E chi non lo sarebbe?! Il luogo destinato all’eterno riposo per la defunta rimpatriata è la Villa Contarini.


Molti sono i conoscenti della famiglia che si sono premurati a porgere le condoglianze agli addolorati. Tra questi anche l’amante di Francesco, Paola Signorini (Maria Grazia Spina).
Ma è proprio il funerale l’occasione che getta le prime ombre sulla persona del nonno. Francesco viene a scoprire che il patrimonio dell’anziano sarebbe proveniente da attività di stampo mafioso poste in essere nel paese oltre oceano, patrimonio che, inoltre, sarebbe stato bruciato in un incidente. Lo stimato professionista vede nella sciagura la sua morte economica.
Pur avendo il beneficio di un cospicuo introito garantito dalla professione medica, il pagamento effettuato per la villa rappresenta una spesa insostenibile.
In questo scenario confuso fa la sua comparsa un angelo della salvezza: Mary (Pamela Villoresi), giovane giunta dall’America come governante e amante del nonno. Con la sua freschezza e spontaneità la ragazza conquista l’animo di Francesco il quale si dichiara disposto perfino a una rapina pur di reperire il denaro che gli permetterebbe di condurre una nuova esistenza, lontano dall’accomodante realtà trevigiana.


I piani, però, si complicano poiché i milioni del nonno fanno gola a tutti.
Conviene arrestare qui il racconto della trama per dare la possibilità a chi avrà la curiosità della visione di scoprire da sé il giallo in questa storia.
Infatti, il film, pur sviluppandosi come una commedia dell’azione e della parola, sorprende lo spettatore con una misurata dose di poliziesco. In seguito, ci sarà spazio per la figura del commissario di polizia, interpretato con abilità e simpatia da Pino Caruso.
La vicenda portata sullo schermo da Pasquale Festa Campanile non è tra le più originali ma la sceneggiatura (Castellano e Pipolo) è veramente ben congegnata. Sorprendentemente, la pellicola mantiene un ritmo di buon livello dalle prime alle ultime battute. A questa qualità aggiunta contribuisce indubbiamente la bravura degli attori: l’irresistibile Johnny Dorelli è quasi sempre in scena; l’intrigante Pamela Villoresi
stuzzica i sensi di tutti e l’affascinante Maria Grazia Spina pone equilibrio anche alle situazioni surreali.
La trama trova origine nel racconto di Piero Chiara, “Parlami d’amore Mariú”.


Pasquale Festa Campanile si iscrive nella lunga lista dei registi italiani che hanno portato sullo schermo racconti o romanzi di Chiara: nel 1970, Alberto Lattuada ha diretto “Venga a prendere il caffè da noi” tratto da “La spartizione”; nel 1971, Marco Vicario si è occupato di “Homo Eroticus”; nel 1974, Paolo Nuzzi ha diretto “Il piatto piange”; Francesco Massaro si è ispirato a all’omonimo racconto per “La banca di Monate”(1976); nel 1977, Dino Risi ha diretto “La stanza del vescovo”, e molti altri ancora fino al contemporaneo “Il pretore”(2014) tratto dal romanzo “Il pretore di Cuvio”, diretto da Giulio Base.
Dimmi che fai tutto per me” è un film in cui va apprezzata la suggestiva ambientazione veneta, con la splendida villa palladiana all’interno della quale si sviluppa buona parte della vicenda.
Meno apprezzabile risulta il vocabolario dialettale sfoggiato dagli attori che, in più di un’occasione, sarà percepito come una forzatura.

Dimmi che fai tutto per me
Un film di Pasquale Festa Campanile. Con Johnny Dorelli, Andréa Ferréol, Jacques Dufilho, Pamela Villoresi, Enzo Robutti, Pino Caruso, Nanni Svampa, Stefano Amato Commedia, durata 100 min. – Italia 1976

Johnny Dorelli: Francesco Salmarani
Pamela Villoresi: Mary Mancini
Andréa Ferréol: Miriam Salmarani
Pino Caruso: il commissario
Jacques Dufilho: Spinacroce
Grazia Maria Spina: Paola
Nanni Svampa: il “biondino”
Ferdinando Murolo: Roberto Mancuso detto Robbie
Stefano Amato: Mino
Enzo Robutti: Felegatti

Regia Pasquale Festa Campanile
Soggetto Piero Chiara (racconto), Suso Cecchi d’Amico
Sceneggiatura Castellano e Pipolo
Produttore Leonardo Pescarolo
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Franco Di Giacomo
Montaggio Antonio Siciliano
Effetti speciali Marcello Fuga / Riccardo Vernier
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Guido Josia

 

– Papà, tu lo conosci il nonno?

– No, non l’ho mai visto.

– Ma la mamma lo conosce il nonno?

– Mino, non dire stupidaggini, vuoi che non conosca il suo padre?!

– Beh, domandavo… .

 

– Nonno, tua mamma com’è morta?

– Ah, un colpo… .

– Eh, naturale, alla sua età.

– Ma no! Un colpo de rivoltella.

 

– Cinque milioni di dollari aveva e si sono bruciati tutti nel fiume col motoscafo dell’irlandese, quello delle bombe! E io dovrei stare calmo, con i gangsters che vanno e vengono scassinando le bare?! Ma chi è tuo padre?! Un boss, Al Capone, Dillinger?!

– Adesso basta, Francesco, tu hai visto troppi film gialli, spegni la luce,vieni a dormire.

 

– Ma sai che sei la cosa più bella che mi sia capitata nella vita?! Sarebbe proprio fantastico fuggire insieme. Pensa poter dire a tutti arrivederci e grazie. No, anzi, niente arrivederci e niente grazie. Ma chi devo ringraziare?! Ma che vita è stata la mia? Una continua faticata. Ho faticato a prendere la laurea, ho faticato per crearmi una clientela e ho faticato ancor di più per far capire alla gente che non avevo sposato mia moglie per i soldi. Intanto il tempo è passato, ho visto il mondo e non ho fatto pazzie. Adesso il momento è arrivato, Mary. La facciamo una pazzia insieme? Fuggiamo. Partiamo subito.

– Se è per questo, stiamo già partendo.

– Porco Giuda… .

 

 

febbraio 18, 2018 Posted by | Commedia | , , , , | Lascia un commento

Cinema: pensieri, parole e parolacce – Parte sesta

“- Dì un po’, da quanto tempo è che non fai l’amore con una che ti piace?
– Non ho mai avuto il tempo di scegliere… ad ogni modo, è un bel po’.”

dal film La Califfa di Alberto Bevilacqua (1970)

” La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose… e le cose buone non muoiono mai.”

dal film Le ali della libertà di Frank Darabont (1994)

“Tanto il bello quanto il brutto sono risultato di un eguale sforzo e sono qualità raggiunte.”

dal film Venga a prendere il caffè da noi di Alberto Lattuada (1970)

“I tradimenti di guerra sono bambinate a confronto dei nostri tradimenti in tempo di pace… .”

dal film Il paziente inglese di Anthony Minghella (1996)

“Qua sta Michele… qua sta Michele che vi porta il vostro conforto… café, café lungo, latte e cappuccino…
approfittate… non vi private delle piccole gioie della vita, oggi stiamo su questa terra e domani non ci state più… .”

dal film Café Express di Nanni Loy (1980)

“È davvero incredibile come possono diventare estranei due che si sono amati.”

dal film Una sull’altra di Lucio Fulci (1969)

“Perché non fate riposare quel vostro cervello da poliziotto? Il vostro cervello lavora sempre su preconcetti: un delinquente è sempre tale, chi è compromesso non può cambiare. Avanti, prendetemi la mano. Non vi farò nessun ricatto per questo.”

dal film Notorious – L’amante perduta di Alfred Hitchcock (1946)

“Ed io, essendo povero, ho solo i miei sogni, e i miei sogni ho steso ai tuoi piedi. Cammina leggera perché stai camminando sui miei sogni.”

dal film Equilibrium di Kurt Wimmer (2002)

“Un bel giorno senza dire niente a nessuno me ne andai a Genova e mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana… . Feci due volte il giro del mondo e non riuscii mai a capire che cazzo trasportasse quella nave… ma forse un giorno lo capii: droga!”

dal film Borotalco di Carlo Verdone (1982)

“All’inizio dormiva nella mia bara, affondando le sue piccole dita fra i miei capelli, finché un giorno volle una bara tutta per sé.”

dal film Intervista col vampiro di Neil Jordan (1994)

“Tu credi ancora che gli uomini ci amino come li amiamo noi? Gli uomini, vedi, godono della felicità che ricevono. Mentre noi possiamo solo godere della felicità che diamo. Loro non riescono assolutamente a dedicarsi esclusivamente, anima e corpo, a una sola donna.”

dal film Le relazioni pericolose di Stephen Freras (1988)

“La verità è che i panni sporchi non li laviamo affatto e diventano più sozzi!”

dal film Serpico di Sidney Lumet (1973)

“Da bambino chiesi al mio parroco: come si fa ad andare in paradiso e al tempo stesso a proteggersi da tutto il male che c’è nel mondo? Mi rispose con le parole che Dio disse ai suoi figli: eravate pecore tra i lupi. Siate prudenti come serpenti ma puri come colombe.”

dal film Gone Baby Gone di Ben Affleck (2007)

“Ammetto di aver visto giorni migliori, ma sono ancora lontana dal cedere per un cocktail!”

dal film Eva contro Eva di Joseph L. Mankiewicz (1950)

“- Compare Rusante, siete dentro?
– Sì, compare Menego, son dentro.
– Posso venir dentro anca’ mi?
– A dir la verità, dove son mi c’è posto per uno solo.”

dal film Fiorina la vacca di Vittorio De Sisti (1972)

“È una verità universalmente accettata che quando una parte della tua vita comincia ad andare bene, quell’altra diventa un completo disastro.”

dal film Il diario di Bridget Jones di Sharon Maguire (2001)

“- Figlio di puttana!
– Ah, ah, lassa perde pora mamma.”

dal film Febbre da cavallo di Steno (1976)

“Ehi, non denigrare la masturbazione. È sesso con qualcuno che amo.”

dal film Io e Annie di Woody Allen (1977)

“Mi pisciano in testa e mi dicono che è pioggia!”

dal film Il diavolo in blu di Carl Franklin (1995)

“Dal passato puoi scappare… oppure imparare qualcosa.”

dal film Il re leone di Roger Allers e Rob Minkoff (1994)

gennaio 22, 2018 Posted by | La pazienza è quella cosa che prima o poi sotto pressione diventa un vaffanculo | , | 3 commenti

Carrington

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“Dipingo quando sto bene poi mi sento ancora meglio. Non mi interessa vendere.” dice Carrington in una scena del film. 

Il titolo della pellicola riporta il cognome del più trascurato artista serio del suo tempo, Dora Carrington, abilissima pittrice di ritratti e paesaggi dell’inizio del ventesimo secolo. La pittrice inglese si è applicata anche nell’arte decorativa, in particolare nella xilografia. A lei dedica la sceneggiatura e la regia Christopher Hampton, premiato in precedenza con un Oscar per la miglior sceneggiatura del film “Le relazioni pericolose”.

Nel 1915, in un’Inghilterra alle prese con gli avvenimenti causati dalla Prima guerra mondiale, molti intellettuali si rifiutano di combattere dichiarandosi obiettori di coscienza. Tra questi, lo scrittore Lytton Strachey (Jonathan Pryce), membro del Circolo di Bloomsbury, un gruppo di artisti e scrittori i quali ritengono che il compito più alto dell’uomo sia la ricerca della conoscenza e del piacere estetico. Ciò a cui si oppongono è un “romanticismo” che non si adatta a uno stampo convenzionale e non è espresso in modo ordinario.

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La prima volta che Lytton Strachey vede Dora Carrington (Emma Thompson) chiede “Chi è quel bellissimo ragazzo biondo?” ma quando scopre che si tratta di una donna con un audace taglio dei capelli, in preda all’imbarazzo, afferra un libro e finge di leggere. Nasce così, tra la giovane pittrice e il maturo scrittore, una singolare storia d’amore. Durante una passeggiata, Lytton non resiste all’impulso di baciare la donna che reagisce malamente a quel gesto intimo. Lo confida al fidanzato Mark Gertler (Rufus Sewell), pittore anche lui, che la corteggia con insistenza da più di quattro anni.

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Tuttavia, Carrington (non le piace il nome Dora) non prova affetto nei confronti di Mark. Anzi, lo disprezza per le attenzioni focose che le riserva. In preda allo sconforto, Carrington vuole punire Lytton per quel bacio rubato. Si infila di nascosto nella sua stanza con l’intenzione di tagliargli la barba. L’uomo si sveglia e fissa lo sguardo incredulo sul volto della donna. Con tono sommesso lei spiega il motivo del suo gesto. Oltre alle sue parole, stanno affiorando i sentimenti.

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Inavvertitamente, Lytton conquista l’animo energico e idealista di Carrington la quale dichiara il suo amore per lo scrittore, suscitando la rabbia di Mark. Il fidanzato tradito condanna l’amore della donna per un omosessuale, obiettore di coscienza e scrittore dai modi alla Oscar Wilde. Carrington e Lytton decidono di vivere insieme e scelgono il Mulino di Tidmarsh nella contea Berkshire, arricchito dal classico paesaggio inglese con dolci colline e pianure verdi. Carrington si occupa della ristrutturazione dell’edificio e della decorazione della casa che Lytton trova “davvero notevole”. I due conducono un’esistenza serena in cui si dedicano all’arte della pittura e della scrittura. Si ascoltano e si sostengono a vicenda. Lytton posa per Carrington mentre lei ascolta assorta le sue letture. Pur non consumando mai un atto d’amore, condividono lo stesso letto. Dato il riserbo di Lytton, spetta a Carrington il compito di trasmettere al pubblico il calore dei sentimenti condivisi attraverso gli sguardi che rivolge al suo amato e attraverso i silenzi.

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Poi, all’improvviso, un giovane ex ufficiale, Ralph Partridge (Steven Waddington), entra nelle loro vite. Ha inizio un particolare ménage à trois in cui Carrington sposa Ralph per accontentare Lytton che fa loro compagnia durante il viaggio di nozze a Venezia. Lo scenario si anima ancora di più con l’apparizione di Gerald Brenan (Samuel West), amico di Ralph. La sua personalità romantica conquista Carrington che ne diviene l’amante. Nel frattempo, i libri di Lytton ottengono gli ambiti riconoscimenti: tra le conquiste dello scrittore il giovane Roger Senhouse (Sebastian Harcombe). Anche Ralph si innamora di una giovane donna, Frances, con la quale decide di iniziare una convivenza a Londra. Carrington assiste impotente alla nascita e allo sviluppo della relazione tra il suo amato e un altro uomo. Trova un diversivo nelle attenzioni del capitano Beacus Penrose (Jeremy Norham) verso il quale prova attrazione fisica.

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C’è una scena silente nel film che rappresenta la profondità del cuore di Carrington meglio di quanto potrebbe illustrarla un monologo oppure un dialogo: una sera, dopo cena, vaga per il prato della casa e attraverso le finestre illuminate osserva i suoi amanti, passati e presenti, accoppiati con i loro amanti del momento. Mentre il suo sguardo si sposta da una finestra all’altra, lo spettatore la vede come un’estranea.

Nel 1932 Lytton si ammala e muore a causa di un tumore allo stomaco. “Se è questa la morte, devo dire che non è un granchè.” Carrington ascolta addolorata le sue ultime parole. La luce nel suo cuore si spegne assieme allo sguardo del suo amato. Carrington scivola nell’oblio. In vano Ralph cerca di strapparla alla depressione. Le buone intenzioni spesso non possono compensare l’assenza della persona amata. Due mesi dopo la sua morte, Carrington decide di seguire Lytton. Si toglie la vita per raggiungerlo. Gli ultimi pensieri di Carrington sono impressi nel suo diario. Pur non essendo stati riportati nella pellicola, mi sembra coerente illustrarli:

“A man who retires from life does no harm to society. He only ceases to do good. I am not obliged to do a small good to society at the expense of a great harm to myself. Why then should I prolong a miserable existence… I believe that no man ever threw away life, while it was worth keeping.”

“Un uomo che si ritira dalla vita non nuoce alla società. Lui cessa di fare il bene. Non sono obbligata a fare un piccolo bene alla società al costo di un grande danno a me stessa. Perché allora dovrei prolungare un’esistenza miserabile … Credo che nessun uomo abbia mai buttato via la vita, quando valeva la pena conservarla”.

Emma Thompson, pur avendo guadagnato esperienza in film sull’amore non corrisposto (“Quel che resta del giorno” 1993 e “Casa Howard” 1992), non ha ricevuto grossi riconoscimenti per questo ruolo drammatico. Al contrario, Jonathan Pryce ha ottenuto il premio per il miglior attore al Festival di Cannes accanto a Christopher Hampton che si è conquistato il premio della giuria.Un film da vedere e da guardare senza paraocchi. Racconta un amore incondizionato, disinteressato e appassionato. Lo fa senza buonismo, simpatia o critica. Anzi, fa spesso sorridere o sognare, riflettere o sospirare assieme alla natura onnipresente. Poi, i dipinti di Carrington sono sicuramente un valore aggiunto. 

Carrington, un film di Christopher Hampton, con:  Emma Thompson, Jonathan Pryce, Rufus Sewell, Steven Waddington, Samuel West. Drammatico – biografico, durata 2 h 1 min; Regno Unito, Francia 1995.

Emma Thompson: Dora Carrington
Jonathan Pryce: Lytton Strachey
Steven Waddington: Ralph Partridge
Samuel West: Gerald Brenan
Rufus Sewell: Mark Gertler
Penelope Wilton: Lady Ottoline Morrell
Janet McTeer: Vanessa Bell
Peter Blythe: Phillip Morrell
Jeremy Northam: Beacus Penrose
Alex Kingston: Frances Partridge
Sebastian Harcombe: Roger Senhouse
Richard Clifford: Clive Bell
Gary Turner: Duncan Grant
Georgiana Dacombe: Marjorie Gertler

Regia: Christopher Hampton
Soggetto: Michael Holroyd
Sceneggiatura: Christopher Hampton
Produttore: John McGrath, Ronald Shedlo, Chris Thompson
Produttore esecutivo: Philippe Carcassonne, Francis Boespflug, Fabienne Vonier
Casa di produzione: Canal+, Cinéa, Freeway Films, Dora (fr), Orsans (fr), Polygram Filmed Entertainment
Fotografia: Denis Lenoir
Montaggio: George Akers
Musiche: Michael Nyman
Scenografia: Caroline Amies, Frank Walsh
Costumi: Jill Avery, Kirsten Hecktermann, Loredana Nicolao, Adrian Simmons
Trucco: Christine Beveridge, Elaine Davis, Norma Webb

“Non contribuirò mai con alcun atto volontario alla prosecuzione di questa guerra. La mia obiezione non è basata su convinzioni religiose ma su considerazioni morali che continuerò scrupolosamente a rispettare senza curarmi delle conseguenze.”

“- Lytton, mi piace molto stare con te. Sei così lucido e saggio. In questi ultimi mesi, tutte le volte che so che ti vedrò, mi sento tutta emozionata dentro. Se tu volessi baciarmi ancora non credo affatto che mi dispiacerebbe.

– Sai, è una cosa strana… ma piacerebbe anche a me.”

“Migliaia di ragazzi muoiono ogni giorno per difendere questo. Lo sapevi?! Che Dio possa dannare, fulminare, mortificare e fottere le classi elevate.” 

“Io ci ho provato, sai, ma non posso farci niente. Il corpo delle donne è, come dire, sottilmente offensivo.” 

“Mio carissimo Lytton, ho tante cose da dirti ma oggi mi sento del tutto incapace ad esprimerle. Sapevo benissimo che non potevo sperare niente da parte tua, l’ho sempre saputo, fin dall’inizio. In tutti questi anni sono sempre stata consapevole che la mia vita con te aveva dei limiti. Lytton, tu sei la sola persona per cui ho provato una passione totale e assoluta. Non ce ne sarà un’altra, non potrei adesso. Ho avuto uno degli amori più umilianti che una persona possa avere. E’ straziante, credimi, stare qui da sola ad aspettare di vederti o allungare naso e occhi fuori dalla finestra più alta del 44 di Gordon Square nella speranza di scorgerti sulla strada… . Ralph ha detto che eri nervoso perché temevi che potessi pretendere qualcosa da te e che tutti i tuoi amici si sono chiesti come hai potuto sopportarmi così a lungo visto che non capisco niente di letteratura, il che non è vero. Nessuno credo può aver amato le ballate, l’essai di Nicoli e soprattutto l’essai di Lytton quanto me. Non hai mai capito e non capirai mai l’enorme, devastante amore che ho provato per te. Quanto ho adorato ogni ricciolo della tua barba… . Al sol pensarti ora mi viene da piangere, non riesco più a vedere il foglio. Una volta mi hai detto, un mercoledì pomeriggio in salotto, che mi amavi come un’amica. Puoi dirlo ancora? Tua Carrington.” 

“Mia carissima e bene amata, lo sai quanto mi è difficile esprimere i miei sentimenti, sia a voce che per iscritto. Vuoi davvero che ti dica che ti amo come un’amica?! Ma ovviamente ciò è assurdo poiché sai benissimo che ti amo molto più che come un’amica, angelica creatura che con la tua generosità, mi hai dato felicità per tanti anni. La tua lettera mi ha fatto piangere. Mi sento un povero vecchio infelice e miserabile. Se mai la tua decisione deve aver significato che in qualche modo io debba perderti per sempre, non credo che potrei sopportarlo. Tu e Ralph e la nostra vita a Tidmarsh sono le cose alle cui tengo di più a questo mondo.”

 

dicembre 26, 2017 Posted by | Drammatico | , , | Lascia un commento

Cinema:pensieri,parole e parolacce-A Christmas Edition

Beh, prima di raccontarvi la storia di quel Natale, volevo farvi conoscere il paese più bello del mondo: il paese dei miei nonni,
dove sono nati i miei genitori e dove ogni anno venivamo a trascorrere le vacanze di Natale.
Questa è via Garibaldi con Porta Napoli e si chiama così perché m’hanno detto che andando sempre dritti si arriva a Napoli.
E la via invece si chiama così perché ci passò Garibaldi per andare a Caprera.

dal film Parenti serpenti di Mario Monicelli (1992)

Natale, il momento di gioire… come se la felicità fosse programmabile.

Dal film Natale all’ improvviso di Jessie Nelson (2015)

– Sai che noi a Natale l’albero non lo compravamo mai?! Ogni anno dovevamo rubarlo.
– Ma perché?
– Perché? Perché era un privilegio. Vedi, toccava a turno, a ognuno di noi. Mio padre diceva che la felicità è così difficile da conquistare
che bisogna prenderla senza che gli altri… se ne accorgano. Altrimenti non ti permettono di averla… .
Per questo noi lo rubavamo l’albero.

Dal film Baciamo le mani di Vittorio Schiraldi (1973)

– Buon Natale!
– Buon Natale, Jimmy.
– Ciao, come stai?
– Benone, tu come te la passi?
– E chi è?
– Jimmy voglio presentarti mia moglie. Vieni, vieni qua, voglio farti vedere una cosa, vieni con me.
– Mi scusi… .
– Non è favolosa?! L’ho comprata per mia moglie, è un coupé. Io ne vado matto.
– Sta a sentire. Che ti avevo detto? Ho parlato con te prima, si o no?! Non sono stato chiaro, non t’avevo detto di non comprare niente per un po’?! E quella macchia allora che cos’è?!
– Si ma è un regalo di nozze, Jimmy. È di mia madre. L’ho comprata e l’ho intesta a lei. Sono sposato da poco.
– È una macchina stupenda… .
– Scusa tesoro, è solo un secondo… .
– Sono sposato da poco.
– Ti sei impazzito?! Che cazzo c’hai nella testa?!
– Perché ti ci incazzi tanto?
– Vuoi sapere perché m’incazzo?! Ma sei scemo?! C’è un milione di sbirri là fuori, tutti ci guardano, tu ti compri la macchina e mi chiedi perché sono incazzato?!!
– L’ho messa a nome di mia madre… . È un regalo di nozze.
– Che mi frega a chi è intestata?! Ma sei stronzo?! Hai sentito che ho detto?!! Non comprate niente! Non comprate niente di grosso! Hai sentito che ho detto?! Che cazzo t’ha preso?!
– Perché ti ci agiti tanto, non capisco.
– Perché mi agito? Perché tu ci fai beccare tutti! Ecco perché mi agito! Ma sei scemo, eh?!
– Va bene. Scusami… scusami.
– Che cazzo c’hai nella testa?!
– Mi dispiace… .
– Che cazzo c’hai nella testa?!!
– Ehm… perdonami Jimmy, è a nome di mia madre… .
– Che hai detto?!
– Che sta a nome di mia madre… .
– E adesso che vuoi fare il dritto con me?!
– Scusami, Jimmy. Mi dispiace… .
– Che ti avevo detto?!! Che ti avevo detto?!! Che cazzo t’avevo detto?!! Di non comprare un cazzo! Hai capito?! Non dovevi comprare niente!
– Mi dispiace, Jimmy… . Vieni, andiamo a bere una cosa.
– Lo dovevi scrivere in fronte, stronzo!

Dal film Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese (1990)

– Non avete mai sentito parlare di “pace in terra agli uomini di buona volontà”?
– No!

Dal film The Nightmare Before Christmas di Henry Selick (1993)

Se tu dici di odiare il Giorno del Ringraziamento, non importa a nessuno, ma se dici di odiare il Natale,
la gente ti tratta come se fossi un lebbroso.

Dal film Gremlins di Chris Columbus (1984)

Te piace ‘o Presebbio?

Dal film Natale in Casa Cupiello di Eduardo De Filippo (1977)

È lecito non vendicarsi? Non vendicarsi avvelena l’animo almeno quanto vendicarsi, se non di più. (Emil Cioran)

Dal film La rivincita di Natale di Pupi Avati (2004)

Non sentirti costretto ad invadere Parigi per poter venire a bere qualcosa da noi.

Dal film Joyeux Noel di Christian Carion (2005)

– Ti ho pensato tutta la notte, sai?
– Sei stato male?
– No, non potevo dormire, così ho pensato a te… allora, allora volevo parlarti, insomma, dirti delle cose… .
– Se hai pensato a me, vuol dire che stai bene. L’importante è stare bene.
– Vieni, vieni.
– Gino, Gino… bisogna veramente stare insieme finché si è vivi.

Dal film Buon Natale, buon anno di Luigi Comencini (1989)

A volte l’amicizia rende la vita più bella di un sogno.

Dal film Un amico molto speciale di Alexandre Coffre (2014)

– Non ci avrai mica fatto fare tutta questa strada per comprarti una di quelle stupide cravatte con Babbo Natale, vero papà?!
– No, no, quella ce l’ho già, tesoro.

Dal film Un Natale esplosivo di Jeremiah Chechik (1989)

Senti, soltanto perché un signore con la giacca rossa ti da una spada, non vuol dire che tu diventi un eroe!

Dal film Le cronache di Narnia – Il leone, la strega e l’armadio di Andrew Anderson (2005)

Quando ero piccolo, per fare l’idromassaggio sparavo certe bombe dentro la vasca!

Dal film Una poltrona per due di John Landis (1983)

– Libera il mio amico dal sortilegio!
– Lo farò solo se supererai questa prova.
– Una prova di forza?!
– No… è una prova di intelligenza.
– Maria, siamo spacciati!

Dal film La banda dei Babbi Natale di Paolo Genovese (2010)

– Ero interessato a sapere se lei era una prostituta.
– No, mi dispiace.
– Peccato… . Credo che solo in quel caso avrei avuto qualche possibilità.

Dal film Regalo di Natale di Pupi Avati (1986)

Ok, questo è estremamente importante: potresti informare Babbo Natale che, quest’anno,
invece dei regali voglio solo la mia famiglia?!

Dal film Mamma ho perso l’aereo di Chris Columbus (1990)

– Dalle nostre parti suicidarsi è contro la legge.
– Già, è contro la legge anche dalle mie parti.
– E da dove venite?
– Dal cielo!

Dal film La vita è meravigliosa di Frank Capra (1946)

Godetevi la vita gente, perché sarete morti per un bel pezzo!

Dal film A Christmas Carol di Robert Zemeckis (2009)

Caro Babbo Natale, io credo che tu esista. Ma come fai a fare il giro di tutti i bambini del mondo in una notte?

Dal film Il figlio di Babbo Natale di Sarah Smith e Barry Cook (2011)

dicembre 15, 2017 Posted by | La pazienza è quella cosa che prima o poi sotto pressione diventa un vaffanculo | | Lascia un commento