Cinema:pensieri,parole e parolacce-Speciale Charles Bronson

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Ho visto tre spolverini proprio come questi tempo fa. Dentro c’erano tre uomini.
E dentro agli uomini tre pallottole.

Dal film C’era una volta il West di Sergio Leone (1968)

Jerry, io non sono una persona carina.
Sono un pessimo individuo, egoista, figlio di puttana.
Tu cerchi una storia. Io cerco un assassino e quello che cerco io viene prima.

Dal film Dieci minuti a mezzanotte di J. Lee Thompson (1983)

– Ma perché quando sono con te finisco sempre col trovarmi in mezzo al sangue e alla violenza?!
– Tutta la città è sempre piena di sangue e di violenza.

Dal film Città violenta di Sergio Sollima (1970)

Quel Gauche ha un sacco di buon gusto, sa come si tratta una signora,
è molto più giovane di me, più bello e maledettamente più ricco…
non capisco cosa ci trovi in lui!

Dal film Sole rosso di Terence Young (1972)

– Avanti, signor Dobbs, li raccolga.
– Lei paga un delitto a prezzo di liquidazione… ?
– Io pago la tranquillità di mio marito e nient’altro.
– Perché dovrei essere un grattacapo per suo marito?
– Dato che non è tornato, non sa niente. La pago per dargli tempo, signor Dobbs!
– Tha… si tenga i suoi soldi, li raccolga e li metta via!
Ho la faccia di uno che prende i soldi del menage a una donna?!

Dal film L’uomo venuto dalla pioggia di René Clément (1970)

Ho promesse da mantenere e miglia da percorrere prima di riposare… .

Dal film Telefon di Don Siegel (1977)

– Vogliamo salvare la vita degli ostaggi, non vogliamo un’altra Monaco!
– Noi non eravamo a Monaco. Stavolta agiamo noi.
– Lo so, ma nessuno assumerà iniziative di alcun genere finché Rabin e il Governo non sapranno che siamo pronti.
– E noi lo saremo… .

Dal film I leoni della guerra di Irvin Kershner (1976)

– Dove vai?
– Che differenza fa? Un uomo va dal posto dove nasce al posto dove muore.

Dal film I cannoni di San Sebastian di Henri Verneuil (1968)

In cielo o all’inferno, se questa notte è il mio destino… così sia.

Dal film Sfida a White Buffalo di N. Lee Thompson (1977)

– Sono pulito, Charlie!
– Può darsi, ma stai spingendo un secchio pieno di merda con un bastone corto, ti avverto.

Dal film Candidato all’obitorio di J. Lee Thompson (1976)

– Stramaledetti figli di puttana!
– Dov’è Jay?!
– Signor Colton… .
– Sta zitto! Mi sento in vena di rompere qualcuno, ti avverto!
Ho delle domande da farvi e voi mi risponderete!

Dal film 10 secondi per fuggire di Tom Gries (1975)

– Ora che mi hai messo una paura da morire…, che cosa diavolo vuoi?
– Primo: voglio regolare i conti vecchi; secondo: vorrei sapere dov’è Vermont?
– Vermont? E’ potuto scappare da voi?!
– Tu l’avresti abbandonato, ma noi no. Dov’è? Lo so che è venuto qui.
– Non capisco… .

Dal film L’uomo dalle due ombre di Terence Young (1971)

Se un uomo è un assassino, un incendiario, un baro e un vigliacco,
non ci si deve meravigliare troppo se si rivela anche un bugiardo.

Dal film Io non credo a nessuno di Tom Gries (1975)

– Sei americano?
– Un po’ tutto, dipende da chi paga.
– Tu sei francese?
– No, ubriacone ed egoista.

Dal film Due sporche carogne – Tecnica di una rapina di Jean Herman (1968)

– Accidenti, le parole che dice!
– Che parole?
– Eh, ha detto: gambe.
– Gambe? Beh, che ci trovi di male? Ce le ha le gambe, no?!
– Sì, è vero, ma è una di quelle parole che una signora che è stata educata in città non dovrebbe mai usare.
– Perché no?
– Perché non sta bene. Non si parla di gambe. E un uomo deve stare attento a quello che dice davanti a una signora.

Dal film Valdez il mezzosangue di Duilio Coletti (1973)

– Chi cazzo sei tu?
– La morte.

Dal film Il giustiziere della notte 4 di J. Lee Thompson (1987)

– Lo sai, credo che Franco abbia ragione stavolta.
– Radersi con l’acqua fredda non ci fa migliori soldati… .

Dal film Quella sporca dozzina di Robert Aldrich (1967)

Se sbagli il primo colpo, puoi non avere il tempo di sbagliare il secondo.

Dal film I magnifici sette di John Sturges (1960)

– Tu ci credi in Dio, vero?
– Sì, ci credo.
– Allora vai a trovarlo!

Dal film Il giustiziere della notte 2 di Michael Winner (1982)

Amore e proiettili. Charlie

Dal film Tiro incrociato di Stuart Rosenberg (1979)

 

 

Cinema:pensieri,parole e parolacce-Parte quinta

Vorreste che quando dipingo i ladri di cavalli dicessi è male rubare i cavalli?! Ma questo è affare dei giudici. (Cechov)
Dal film Il clan dei siciliani di Henry Verneuil (1969)

Pensiamo che sia difficile fare quello che è giusto. Difficile è sapere cosa è giusto fare. E quando si sa cosa è giusto, è difficile non farlo.
Dal film The Confession di David Jones (1999)

Un uomo deve decidere se stare dalla parte del giusto o dalla parte del vincitore. Qualche volta le due cose coincidono.
Dal film Una notte con Vostro Onore di Ronald Neame (1981)

Ogni nuovo bambino che nasce porta il messaggio che Dio non è ancora scoraggiato dall’uomo. (Tagore)
Dal film Lupo solitario di Sean Penn (1991)

– Siamo quattordici figli. Quando sono nato io, per ultimo, mio padre si era stufato e così mi ha messo nome Definitivo.
– Non si poteva stufar prima, che avevamo un chiacchierone di meno e la barba era finita?!
Dal film Amarcord di Federico Fellini (1973)

Stavo pensando… mi piacerebbe avere un figlio come te. Perché un giorno finirò con una pallottola nella schiena e non ci sarà un figlio che mi vendicherà.
Dal film Da uomo a uomo di Giulio Petroni (1967)

Nella spietata logica della società, i più forti inevitabilmente calpestano i più deboli. Ma, di tanto in tanto, si apre uno spiraglio alla giustizia. Non aspettiamoci niente di più.
Dal film Analisi di un delitto di Rowdy Herrington (1999)

– Prof. Hemlock ci tengo a dirle che il suo corso mi è piaciuto tanto… però ho un problema: se non mantengo la media dei voti
perdo la borsa di studio. Io voglio prendere un bel voto a tutti i costi… insomma sono disposta a fare qualsiasi cosa, tutto quanto se necessario… .
– Questa è una proposta molto invitante. Lei ha da fare stasera?
– No!
– Bene. Allora vada a casa, apra i libri e si consumi il culo a studiare. Questo è il metodo migliore per mantenere alta la media. Ah, senta, non lo consumi tutto!
Dal film Assassinio sull’Eiger di Clint Eastwood (1975)

– Mister Land, lei mi ha salvato la vita. Perché?
– Me lo chiedo anch’io. Be’, c’è una sola cosa da fare quando si è commesso uno sbaglio così grosso.
– Cosa?
– Ubriacarsi.
Dal film 20.000 leghe sotto i mari di Richard Fleischer (1954)

Io divido l’umanità in cinque categorie: ci sono gli uomini veri, i mezzi uomini, gli ominicchi; poi, mi scusi, i ruffiani e, in ultimo, come se non ci fossero, i quacquaracquà. Sono pochissimi gli uomini, i mezzi uomini pochi, già molti di più gli ominicchi, sono come bambini che si credono grandi. Quanto ai ruffiani, stanno diventando un vero esercito. E, infine, i quacquaracquà: il branco di oche.
Dal film Il giorno della civetta di Damiano Damiani (1968)

– Volevamo fare una rimpatriata. Domani sera mi esibisco in teatro!
– Oh, no. E che cosa fai, canti? Con la bocca o col culo? E dove?
– Al comunale di Bagnacavallo… . Ti ricordi quando mi mettevi sempre il cacciavite nell’ombelicolo?
– Era molto eccitante, eh?!
– Oh si si, non dico, ma mi hanno dovuto operare, sai? Me l’hanno fatto di plastica. Chi sa se ti piace ancora?!
– E le zie? Quelle lesbicone putrescenti sono in salamoia o le dovete surgelare?
Dal film La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone di Pupi Avati (1975)

… santa famiglia, sacrario di buoni cittadini, dove i bambini sono torturati finché non dicono la prima bugia,
dove la volontà è spezzata dalla repressione, la libertà è assassinata dall’egoismo… .
Dal film Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci (1972)

Si può togliere una donna dal fango, ma non il fango che ha dentro.
Dal film Codice Swordfish di Dominic Sena (2001)

Oh, scusi contessa, mi sono permesso di suonare il clacson. La prossima volta provo con un colpetto di tosse.
Dal film Se permettete, parliamo di donne di Ettore Scola (1964)

– Lei dice cazzo tante volte.
– E lei conosce bene l’oggetto.
Dal film L.A. Confidential di Curtis Hanson (1997)

Tu non hai il potere di farmi arrabbiare. Tu non conti abbastanza per farmi arrabbiare.
Dal film The Reader – A voce alta di Stephen Daldry (2008)

Guai se i poveracci sapessero che anche i ricchi diventano pazzi.
Dal film La classe operaia va in paradiso di Elio Petri (1972)

C’è uno scrittore del quale tengo i libri in camera mia e che rileggo continuamente, racconta di un inquilino che un giorno si insedia nell’appartamento sopra il suo. Lo scrittore lo sente muoversi, camminare, aggirarsi… . Poi, tutt’a un tratto sparisce e per lungo tempo c’è solo il silenzio. Ma, all’improvviso, ritorna. In seguito le sue assenze si fanno più rare e la sua presenza più costante: è la morte.
Dal film Gruppo di famiglia in un interno di Luchino Visconti (1974)

Una sola cosa non puoi comprare né in Europa, né in nessun altro posto: la vita. Una volta finita, non la puoi ricomprare.
Dal film La gatta sul tetto che scotta di Richard Brooks (1958)

Mio nonno mi diceva sempre: “anche se hai solo un piccolo vantaggio, figliolo, bada a non perderlo. Nella migliore delle ipotesi verresti considerato scemo”. E per quanto mi riguarda mi sono sempre trovato male a non seguire i consigli del nonno. Salve gente!
Dal film I quattro dell’Ave Maria di Giuseppe Colizzi (1968)

Maccheroni

Scorrendo la lista dei film diretti da Ettore Scola, mi sono imbattuta in questo titolo che, a prima lettura, credevo fosse una pellicola a tema culinario, pensata e realizzata intorno alla tavola. Giacché sfuggo ai programmi televisivi che promuovono con insistenza talenti e anti talenti, poeti e macellai, amici e nemici della “tecia“, mi sarebbe dispiaciuto trascorrere la serata visionando un film a tema gastronomico. Quindi, al fine di evitare una delusione, ho effettuato una veloce ricerca per consultare qualche parere in rete. Premetto che non è mia abitudine condizionare la curiosità all’opinione altrui. Ciò non di meno, le informazioni in merito ai protagonisti e ai comprimari, alla colonna sonora o ai riconoscimenti ottenuti, possono rafforzare il mio interesse per la visione di un film. Ho scoperto, quindi, che se avessi optato per “Maccheroni” avrei dilettato i miei sensi con le presenze di Jack Lemmon, Marcello Mastroianni e Daria Nicolodi, e con le musiche del maestro Trovajoli, premesse che mi hanno invogliato ad assaporare la pellicola.
Anche se ad opinione di alcuni critici e recensori, “Maccheroni” non è “tra i memorabili di Ettore Scola“, farò del mio meglio per evidenziare quello che “Maccheroni” è o potrebbe essere nel caso uno scegliesse di visionarlo. Quanto alle valutazioni negative, preferisco lasciarle lievitare nell’immaginario sconfinato dei critici Saccharomyces Cerevisiae.

Siamo a Napoli, città in cui De Sica girò “Matrimonio all’italiana” (1964), Dino Risi collocò “Operazione San Gennaro” (1966) , Pasolini ambientò “Il Decameron” (1971) e Lenzi dirisse “Napoli violenta” (1976).
Ed è qui, a Napoli, che Scola fa arrivare Mr. Robert Traven (Jack Lemmon), manager di successo dell’industria aeronautica americana nonché veterano della Seconda Guerra Mondiale. Mr. Traven appare sin da subito stanco e svogliato dalle riunioni di lavoro, disinteressato all’ambiente che lo circonda, restio al contatto con il mondo napoletano. In preda a uno stato d’animo triste, sofferente per il mal di testa che lo tormenta, Mr. Traven si rifugia nell’alcool, rinchiudendosi in un’anonima stanza dell’Excelsior. Capita, però, che alla sua porta bussi con insistenza Antonio Jasiello (Marcello Mastroianni) il quale avendo assistito a una intervista televisiva del manager, è venuto a sapere della sua presenza in città. Antonio sventola con nostalgia una fotografia che ritrae il giovanissimo Mr. Traven, d’ora innanzi Bob, abbracciato a Maria Jasiello, sorella minore di Antonio, nel cortile della Chiesa di Santa Chiara, a Napoli, al termine della guerra. Antonio, entusiasta di ritrovare l’amico americano, si lascia andare a manifestazioni d’affetto che non trovano riscontro nel comportamento di Bob. Infatti, in preda alla rabbia, Bob reagisce malamente perfino alla scola (cura per il mal di testa) applicata da Antonio, scacciandolo con parole brusche.

Ma, come spesso accade, il bene passato vince il male presente e Bob parte alla ricerca di Antonio con l’intenzione di restituirgli la fotografia e di porgergli le scuse per l’accaduto. Scopre, quindi, che Antonio è sposato con Carmelina (Isa Danieli) e che lavora come impiegato presso l’archivio storico del Banco di Napoli. Bob lo rintraccia e, da quell’istante, i due ritrovano la cordialità e la complicità dei tempi della giovinezza. Sembra quasi che l’intera città gioisce assieme a loro: dalla portinaia ai vicini di casa, ai parenti e agli amici di Antonio, tutti si rallegrano a vista di Bob. Come si verrà a scoprire in seguito, la calorosa accoglienza è dovuta alla costante corrispondenza che Bob avrebbe intrattenuto con Maria (Giovanna Sanfilippo). In verità, Antonio, in quarantanni, aveva scritto numerose lettere alla sorella, apponendo però la firma di Bob e facendole credere che l’americano girava il mondo come giornalista alle prese con missioni estreme in paesi lontani.

Gli incontri si susseguono inarrestabili: dapprima, il nipote di Maria, il “monaciello” energico sconvolge l’animo stanco di Bob; poi, i familiari di Maria, dal marito, ai figli e ai nipoti, tutti gli manifestano affetto e ammirazione. Infine, il figlio di Antonio, Giulio (Bruno Esposito), giovanissimo “figlio d’arte“, convince Bob a esibirsi al pianoforte.
Bob si lascia guidare da Antonio alla scoperta dei luoghi di una volta, in una Napoli ottimista, vestita per le tradizionali festività natalizie. I due percorrono la Galleria Umberto I con la sua scalinata imponente e condividono i deliziosi babà tridimensionali. Passeggiano, poi, sul lungomare di via Caracciolo illuminato dalla tenue luce dicembrina.

Bob è assorto dalla bontà e dalla genuinità dei sentimenti di Antonio. Dichiara che potrebbe trasformarsi in uno di quei reporter coraggiosi descritti nelle sue missive. Vorrebbe salvare la dott.ssa Di Falco (Daria Nicolodi) dalle grinfie dell’amante “feriale“. Vorrebbe contribuire alle finanze del teatro popolare per il quale Antonio lavora come sceneggiatore. Nel finale, Bob diventa l’eroe di Antonio salvando in extremis l’incolumità del figlio Giulio, coinvolto negli affari loschi della malavita napoletana.
In preda alla stanchezza, fortemente scosso dagli avvenimenti, Antonio trova la sua fine sulla spiaggia, accanto all’amico Bob.
A casa Jasiello la famiglia si è riunita per il pranzo funebre. Vengono serviti maccheroni col ragù per tutti i parenti, per Bob e perfino per il defunto Antonio Jasiello, disteso sul letto addobbato, con il filo di una campanella deposto tra le mani nell’eventualità di una miracolosa resurrezione, pensiero non del tutto infondato, visto che Antonio raccontava di essere risorto ben due volte in passato.
Napoli stessa spera nel compimento del miracolo, mentre la telecamera si sposta lentamente all’esterno sopra i terrazzi affacciati sul Cavone e sul golfo di Napoli animato dal suono di una campanella. Forse il prodigio è avvenuto veramente: Antonio Jasiello è risorto a Natale?!

Non c’è chi non possa intuire che “Maccheroni” sia stato girato con l’intenzione di conquistare anche il pubblico oltreoceano. Tuttavia, la pellicola non ebbe grossi riconoscimenti né in Italia né in America. Forse il titolo “Un americano a Napoli” avrebbe suscitato maggior interesse nello spettatore statunitense. Gli americani, paradossalmente, apprezzeranno il successivo “La Famiglia“, film che racconta una storia italiana al cento per cento.

Maccheroni” è un omaggio all’amicizia, un inno alla speranza, un incoraggiamento alla vita sopra e oltre la morte. Bellissimo il pensiero di Scola verso il collega Monicelli: il film che passa in tv a casa Jasiello è “La grande guerra“, più precisamente, la scena che rappresenta l’atto di coraggio dei soldati che improvvisamente diventano salvatori della patria. Scarpelli, Maccari e Scola ci insegnano che c’è sempre qualcuno o qualcosa valevole di salvezza.
Impeccabili le prove dei protagonisti, ottime le prestazioni dei comprimari, commoventi le musiche di Trovajoli. Una menzione particolare va fatta alla costumista, Nanà Cecchi, per l’eleganza informale, rilassata, dei completi da uomo e, sopratutto, per l’abbinamento delle cravatte Marinella.

Maccheroni

Un film di Ettore Scola. Con Jack Lemmon, Marcello Mastroianni, Daria Nicolodi, Marta Bifano, Franco Angrisano, Isa Danieli, Marc Berman, Giovanni Mauriello, Ernesto Mahieux, Orsetta Gregoretti, Jean-François Perrier, Maria Luisa Santella, Clotilde De Spirito, Patrizia Sacchi, Bruno Esposito, Giovanna Sanfilippo, Fabio Tenore, Aldo De Martino, Vincenza Gioioso, Alfredo Mingione, Daniela Novak, Umberto Principe, Giovanni Riccardi, Corrado Taranto, Carlotta Ercolino Commedia, durata 107 min. – Italia 1985.

Jack Lemmon: Robert Traven
Marcello Mastroianni: Antonio Jasiello
Daria Nicolodi: Laura Di Falco
Isa Danieli: Carmelina Jasiello
Maria Luisa Santella: portiera
Patrizia Sacchi: Virginia
Bruno Esposito: Giulio Jasiello
Orsetta Gregoretti: giovane attrice nel teatro
Marc Berman: 1° produttore discografico francese
Jean-François Perrier: 2° produttore discografico francese
Giovanna Sanfilippo: Maria
Fabio Tenore: Pasqualino
Marta Bifano: Luisella
Aldo De Martino: Cottone (manager del teatro)
Clotilde De Spirito: la donna del cattivo nella commedia teatrale
Carlotta Ercolino: giornalista TV
Vincenza Gioioso: Donna Amalia
Ernesto Mahieux: giovane attore nel teatro
Giovanni Mauriello: Severino
Alfredo Mingione: manager Aeritalia
Daniela Novak: Daniela Cecere, la fidanzata di Giulio
Umberto Principe: Michele Vitale
Giovanni Riccardi: Eugenio
Corrado Taranto: Alberto
Franco Angrisano: Palla di riso, strozzino

Regia Ettore Scola
Soggetto Ruggero Maccari, Furio Scarpelli, Ettore Scola
Sceneggiatura Ruggero Maccari, Furio Scarpelli, Ettore Scola
Produttore Franco Committeri, Aurelio De Laurentiis, Luigi De Laurentiis
Casa di produzione Filmauro
Fotografia Claudio Ragona
Montaggio Carla Simoncelli
Musiche Armando Trovajoli
Scenografia Luciano Ricceri
Costumi Nanà Cecchi
Trucco Francesco Freda

“- Io non ricordo granché del periodo di guerra, per fortuna. E ho una pessima memoria anche per fatti più recenti. Comunque, mi dica in che cosa posso aiutarla, insomma, in che cosa posso esserle utile?
– Utile?
– Sì, sì, utile. Ha capito benissimo. Ci sarà bene una ragione se è venuto qui. Se mi dice che accidenti vuole, eh?! Cristo, io sto cercando di capire che cosa diavolo posso fare per lei, ha capito?!
– Lei non può fare niente per me. Forse può fare qualche cosa per se stesso.
– Sarebbe a dire?
– Sospettare sempre che gli altri siano mossi da uno scopo o da un interesse, invece che da un sentimento, è un brutto segno. È segno di aridità.”

“Cara Maria, volevo finalmente fare un salto a Napoli per riabbracciarti ma debbo invece precipitarmi in Amazzonia, al seguito di una spedizione umanitaria che recherà soccorso ad una tribù in estinzione. In quelle plaghe tutto è immobile tranne le sabbie che, notoriamente, ingogliano un bisonte in pochi secondi.”

“- Un uomo non vale per quello che è ma per quello che potrebbe essere.
– Bella frase, schiaffala in una tua commedia.
– Già fatto.”

“Mamma dice che la vita è una cosa che ti devi guadagnare, meritare. È così che si sconfigge la morte. Questo è il concetto. Perché la morte in se stessa, Robe’, non esiste. Cancella forse quello che un uomo ha fatto in vita? No. Annulla i suoi meriti, la memoria? No. E allora, morte, ma chi sei, ma chi ti conosce?! Cosa conti? Tu non conti niente. Tu vorresti essere importante, presa in considerazione come la vita, eh? Ma la vita dura una vita, cara mia, invece tu, morte, tu duri solo un momento, l’istante in cui ti presenti. Insomma, bisogna essere seri, alla morte non si deve dare spago.”

“Ah, com’è bello perdere tempo!”

“Ho comprato una dozzina di cartoline per spedirle agli amici ma non mi viene in mente nessuno. Me le porto in America e le spedisco tutte a te… .”

E non poteva chiederli a me [i soldi]?
Eh, io gliel’ho pure suggerito. “Mai, mai!” mi ria gridato. E io gli ho detto: “Ma allora l’amicizia a che serve?”. E lui mi ha risposto: “A non rompere i coglioni agli amici”

Cinema:pensieri,parole e parolacce-Parte 04

Voglio scoprire perché io so quello che è giusto e continuo a fare tutto il male.
Voglio scoprire cos’è la felicità e che cosa valga invece la sofferenza.
E voglio scoprire perché gli uomini vanno in guerra e che cosa provano davvero in fondo
al cuore quando essi pregano Dio. E voglio scoprire cosa uomini e donne sentano
quando dicono di amare e quanti peccati facciamo e quanta gente inganniamo
e perché tutto finisce nella morte.

Dal film Guerra e Pace di King Vidor (1955)

Sono stato picchiato, ma mi sono difeso bene. A uno di quelli gli ho rotto la mano:
mi ci è voluta tutta la faccia, ma ce l’ho fatta.

Dal film Prendi i soldi e scappa di Woody Allen (1969)

Il servo che non si ribella è peggio del padrone che lo comanda.

Dal film In nome del popolo sovrano di Luigi Magni (1990)

– Cosa altro vuole dire?
– Voglio dire… vaffanculo.

Dal film La polizia chiede aiuto di Massimo Dallamano (1974)

Cura le tue abitudini e curerai il tuo carattere.
Cura il tuo carattere e curerai il tuo destino.

Dal film The Iron Lady di Phyllida Lloyd (2011)

I giornalisti… ah! Un branco di analfabeti con la forfora sul collo e le pezze al sedere,
che spiano dai buchi delle serrature e svegliano la gente nel cuore della notte per
domandargli se hanno visto passare un bruto in mutande,
che rubano alle vecchie madri le fotografie delle figlie violentate in Oak Park e tutto perché?
Perché un milione di commesse e di mogli di camionisti ci piangono sopra.
E poi… il giorno dopo la prima pagina serve per incartare un chilo di trippa.

Dal film Prima pagina di Billy Wilder (1974)

Bevete più latte, il latte fa bene, il latte conviene… a tutte le età!

Dal film Boccaccio ’70 di Federico Fellini, Mario Monicelli, Luchino Visconti, Vittorio De Sica (1962)

Se mi tocchi ancora, io prima ti ammazzo, poi ti denuncio!

Dal film Le foto proibite di una signora per bene di Luciano Ercoli (1970)

– Parlami delle banche australiane.
– Sono ricche, mature e succulente.
– Le banche o le donne?
– Oltre alle banche, anche le donne… .

Dal film Butch Cassidy di George Roy Hill (1969)

Ogni specie uccide altre specie. Gli uomini invece le uccidono tutte allegramente.

Dal film Natural Born Killers di Oliver Stone (1994)

– Sai dove andremo in viaggio di nozze?
– No.
– Al Polo Nord. E sai perché?
– Perché?
– Perché lì la notte dura sei mesi.

Dal film Le sei mogli di Barbablù di Carlo Ludovico Bragaglia (1950)

Hai mai fatto caso che una scelta da niente può cambiarci la vita?
Si dice che la madre di Hitler volesse ma cambiò idea all’ultimo minuto.
Ti rendi conto?

Dal film Mystic River di Clint Eastwood (2003)

Vedo che stupisce, ma io fui allevato da cinque nurse di cinque lingue diverse.
Cinque puttane scatenate che mi hanno iniziato all’erotismo satanico.

Dal film I nuovi mostri di Mario Monicelli, Dino Risi, Ettore Scola (1977)

Un bacio è un’indagine al piano superiore per sentire se il piano inferiore è disponibile.

Dal film Il lenzuolo viola di Nicholas Roeg (1980) 

Ogni rapporto tra uomo e donna, anche se armonioso, ha in sé il seme della farsa o
della tragedia.

Dal film Luna di fiele di Roman Polanski (1992)

– Non abuserà di me?
– Sì, abuserò grandemente di lei, sarà la mia gran abusata!

Dal film 40 gradi all’ombra del lenzuolo di Sergio Martino (1976)

– Sembra la pistola di una donna… .
– Conosce bene le armi, mister Bond?
– No, conosco un po’ le donne.

Dal film Agente 007 Thunderball di Terence Young (1965)

Come si fa a decidere di smettere di amare una persona?
Io non ce l’ho un carattere così forte… .
Io non sono uno di quelli che per smettere di fumare un giorno buttano
via il pacchetto e non fumano più.
Una volta ci ho provato però, poi, di notte sono andato a riprendere il pacchetto
nel sacchetto della spazzatura.

Dal film Manuale d’amore 2 di Giovanni Veronesi (2007)

Scacciato dalla mente, dici? Tu sei in ogni mio pensiero.
Sei parte della mia esistenza, sei parte di me.
Te l’ho detto, sei ovunque io guardi; in ogni riga che abbia mai letto
dalla prima volta in cui venni qui.
Tu sei nel fiume, sei nelle vele delle navi, sei nel mare, nelle nuvole,
nelle pietre di Londra. Fino alle ultime ore della mia vita,
tu rimarrai in me. Parte di quel poco che c’è di buono e parte del male.
Anche se io ti associerò sempre al bene!

Dal film Grandi Speranze  di Mike Newell (2012)

Le stelle cambiano il loro corso, l’universo può bruciare, il mondo andare a picco,
ma Paperino esisterà sempre.

Dal film Breve incontro di David Lean (1945)

Cinema:pensieri,parole e parolacce-Parte 03

 

“I politici, i monumenti e le puttane diventano tutti rispettabili se durano abbastanza.”

Dal film Chinatown di Roman Polanski (1974)

“Io vendevo fiori, non il mio corpo. Ora che avete fatto di me una lady, non sono adatta a vender altro.”

Dal film My Fair Lady di George Cukor (1964)

“Se non sopporto la verità, non valgo un bel niente.”

Dal film Piccole donne di George Cukor (1933)

“Ti ho amato tutta la vita, anche prima di conoscerti… .
All’epoca tu non c’eri ancora, c’era solo una promessa di te…
ma tu, oggi, hai mantenuto quella promessa. Come puoi pensare di avermi perso?!”

Dal film Il socio di Sydney Pollack (1993)

“Non illudiamoci che la memoria sia fatta di vaghe ombre: è fatta di occhi, che ti guardano dritto in faccia.
E di dita, che ti accusano.”

Dal film Il portiere di notte di Liliana Cavani (1974)

 

A tutto si rimedia, meno che alla morte.”

Dal film Ladri di biciclette di Vittorio De Sica (1948)

“Quando credi di aver finito, il ballo inizia senza musica e tu devi decidere se ballare o fischiare!”

Dal film U.S. Marshals di Stuart Baird (1998)

“- Quanto guadagna un sottocuoco?
– Meno di un cuoco.”

Dal fim Amici miei – Atto II di Mario Monicelli (1982)

“I negri dovrebbero avere una sedia elettrica per loro.
I bianchi non dovrebbero sedersi sulla sedia elettrica dei negri.”

Dal film Il miglio verde di Frank Darabont (1999)

“Fumo da quando avevo cinque anni. Mamma insisteva tanto… .”

Dal film La famiglia Addams di Barry Sonnenfeld (1991)

“Il fattore più importante in un attacco è la sorpresa.”

Dal film La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock (1954)

“Si dice che al mondo ci sia tanta religione per far sì che gli uomini si odino, ma non abbastanza
perché gli uomini si amino.”

Dal film Angel Heart di Alan Parker (1987)

“- È sempre mejo ‘n amico morto che ‘n nemico vivo! Chi siete?
– Semo l’anima de li mortacci tua!-
– E allora passate!”

Dal film La Grande Guerra di Mario Monicelli (1959)

“Io sono un uomo politico; e questo vuol dire bugiardo e truffatore, e quando mi chino a baciare
i bambini rubo loro le caramelle. Ma vuol dire anche che mi lascio tutte le porte aperte… .”

Dal film Caccia a Ottobre Rosso di John McTiernan (1990)

“Purtroppo avevi ragione tu, averlo nel culo fa male… .”

Dal film Giù la testa di Sergio Leone (1971)

“Un sotto ufficiale non deve bere, se dovesse bere non deve ubriacarsi, se dovesse ubriacarsi
non deve barcollare, se dovesse barcollare non deve cadere, se dovesse cadere deve cadere in
modo di coprirsi i gradi, così chi passerà crederà che si tratti di un’ufficiale.”

Dal film Men of Honor di George Tillman jr.(2000)

“Io credo che l’amore non si possa comprare che con l’amore. E colui che ha una buona moglie,
ha il cielo nel suo sombrero.”

Dal film Viva Zapata di Elia Kazan (1952)

“Meglio un cieco che piscia dalla finestra che il burlone che gli fa credere che sia un cesso.”

dal film Colpo di spugna di Bertrand Tavernier (1981)

“- Sei così bella che amarti è una sofferenza.
– Ieri dicevi che era una gioia.
– Una gioia e una sofferenza.”

Dal film La mia droga si chiama Julie di Francois Truffaut (1969)

“Ti bastan poche briciole
Lo stretto indispensabile
E i tuoi malanni puoi dimenticar
In fondo basta il minimo
Sapessi quanto è facile
Trovar quel po’ che occorre per campar!”

Dal film Il libro della giungla di Wolfgang Reitherman (1967)

 

Dustin Hoffman

Dustin Hoffman, mancato boss mafioso (Michael Corleone “Il Padrino” 1972), poliziotto scartato (Rick Deckard “Blade Runner” 1982), spogliato dalle vesti del Pinguino (Oswald Cobblepot “Batman – Il ritorno” 1992), bocciato come idraulico (Mario Mario nel “Super Mario Bros.” 1993), dovette accontentarsi della parte di un truffatore italoamericano zoppo (Enrico Rizzo detto Sozzo “Un uomo da marciapiede” 1969), di quella del docente di matematica trasformatosi in vendicatore di soprusi subiti (David Summer “Cane di paglia” 1971), dell’attore disoccupato travestito da attrice di successo (Michael Dorsey / Dorothy Michaels “Tootsie” 1982) e di prestare la sua voce ad un orso Panda minore (Shifu “Kung Fu Panda” 2008, 2011).
Tutto qui? direte. Uhm, forse no. Anzi, decisamente no.
Infatti, il personaggio che andremo a scoprire insieme sembra essere, stando alle informazioni pubblicate sul sito Imdb, uno dei soli quattro attori vincitori di due Oscar per ruoli in pellicole premiate come miglior film (gli atri tre sono: Marlon Brando, Jack Nicholson e Gene Hackman).
Pensare che nel 1974 Hoffman espose un’opinione assai negativa in merito al premio cinematografico più antico e più importante al mondo: “I Premi Oscar sono osceni, sporchi e non migliori rispetto ad un concorso di bellezza”.

Nella serie Tv The Star Wagon

La città in controluce

Ebbene, pare che il mondo cinematografico sorvolò elegantemente sul reale significato di quell’affermazione fatta dall’allora giovanissimo Hoffman e decise, tanto nel 1979 “Kramer contro Kramer”, quanto nel 1988 “L’uomo della pioggia”, di riconoscere e premiare le sue brillanti doti recitative, assegnandogli due statuette luccicanti per due ruoli memorabili nella storia del cinema, dei quali, se non vi dispiace, parlerò più avanti.
Nonostante “la bellezza” fosse un attributo modestamente ristretto nel caso di Hoffman, quest’ultimo divenne uno degli attori più rinomati di Hollywood, comparendo in varie produzioni importanti, sia in pellicole di importante successo commerciale, che in film “scomodi” (“Sesso e potere” 1997) oppure, addirittura, in film che fecero flop al botteghino (“Ishtar” 1987).
Prima di passare in rassegna il percorso di vita privata e pubblica dell’attore, giova evidenziare che Dustin Hoffman, oltre ad essere un attore di cinema di primissimo livello, è pure un bravo regista ed attore di teatro, avendo conquistato sul palcoscenico un buon successo di pubblico e di critica.

Un dollaro per 7 vigliacchi

Il cammino di Dustin Hoffman ebbe inizio negli Stati Uniti, in un torrido giorno di agosto 1937, nella città di Los Angeles, ovvero “The Big Nipple” (“La Grande Mammella”), come fu sopranominata da nientemeno che Bernardo Bertolucci.
Figlio di emigranti ebrei originari dall’Europa Orientale (Romania e Ucraina), Hoffman frequentò il Liceo di Los Angeles e scelse, inizialmente, di proseguire nello studio della medicina. Dopo aver frequentato per breve tempo i corsi presso Santa Monica City College, Hoffman abbandonò l’università e decise di studiare musica presso il Conservatorio di Musica e Arti di Los Angeles e frequentare corsi di recitazione presso la celebre Pasadena Playhouse. Inoltre, Hoffman si esercitò nell’arte della recitazione con maestri del calibro di Lee Strasberg (mentore di Marilyn Monroe), Lonny Chapman e Barney Brown.
In un’intervista rilasciata al quotidiano The New York Times, Dustin Hoffman spiegò, con disarmante sincerità, la sua opzione professionale: “La ragione per cui avevo scelto di diventare un attore fu prettamente di natura sociale: per incontrare ragazze. Non ero atletico, ero un pessimo studente, mi sentivo un buono a nulla. La recitazione mi faceva sentire attraente e, per la prima volta nella mia vita, ero consapevole di ciò che stavo facendo. Mi piaceva! Le ragazze carine arrivarono più tardi. Inizialmente, volevo un approccio con una con due gambe, un sorriso e sguardo tenero.”

Il primo,grande successo:Il laureato

Hoffman si trasferì da Los Angeles a New York per proseguire la sua carriera e diventare un attore di palcoscenico. Nel mentre si presentava ad audizioni per molti ruoli teatrali, Hoffman dovette assumere una serie di lavori umili per potersi mantenere: bidello in una scuola di danza, inserviente in un ospedale psichiatrico, lavapiatti, dattilografo e venditore di giocattoli in un negozio della grande catena di distribuzione Macy’s.
Hoffman fece il suo debutto sul palcoscenico nel 1960 nello spettacolo teatrale Yes Is for a Very Young Man del Sarah Lawrence College. L’anno successivo, segui il debutto teatrale a Broadway in A Cook for Mr. General. Inoltre, nello stesso anno, Hoffman fece il suo esordio televisivo in un episodio di Naked City.
Per i primi due terzi del 1960, Hoffman concentrò la sua attività sul palco, comparendo in un bel numero di produzioni nel Nord-Est. Nel 1964, Hoffman comparve in numerose produzioni teatrali come membro della Compagnia del Teatro di Boston, tra cui Endgame e In The Jungle of Cities. A New York, l’anno successivo, Hoffman ebbe ruoli negli spettacoli Harry e Noon and Night, al rinomato teatro Americano, Place Theatre. Oltre alla recitazione, Hoffman si prestò come assistente per il regista Ulu Grosbard nello spettacolo A View from the Bridge, messo in scena nel 1965, e come regista per due produzioni Broadway, Jimmy Shine nel 1968 e All Over Town nel 1974.

The Tiger Makes Out

E’ cosa nota che Dustin Hoffman, nonostante il successo riscontrato sul palco, fu reso celebre dalle apparizioni sul grande schermo, che lo accolse e, in breve tempo, lo rese una star.
In seguito all’esordio cinematografico con la pellicola The Tiger Makes Out, una commedia del 1967, diretta da Arthur Hiller, incentrata sulla coppia Eli Wallach ed Anne Jackson, Hoffman fu catapultato all’apice della celebrità con la comparsa nel film The Graduate – Il Laureato.
Il rinomato film drammatico del 1967, diretto da Mike Nichols, basato sull’omonimo romanzo di Charles Webb, mise al centro l’esordiente protagonista Dustin Hoffman nel ruolo di Benjamin Braddock, un neolaureato che diverrà il simbolo di una generazione, anticipando con la propria “rivoluzione” gli sviluppi socio-culturali americani e mondiali del 1968. L’abile e raffinata prova recitativa, le superlative prestazioni recitative di Anne Bancroft (Mrs. Robinson), Katharine Ross (Elaine Robinson), Murray Hamilton (Mr. Robinson) ecc., la strepitosa e forse un tantino ruffiana colonna sonora, ed ovviamente, l’ italianissima Alfa Romeo Spider, resero memorabile questa pellicola!
All’attore protagonista la performance valse una nomination agli Academy Awards ed alla pellicola, oltre a numerosi riconoscimenti, un’esaustiva recensione pubblicata dal mio caro amico PaulTemplar!

Al successone del Il Laureato seguirono le apparizioni nei film:

Una celebre sequenza tratta da Il laureato

Madigan’s Millions – Un dollaro per 7 vigliacchi, commedia poliziesca diretta nel 1968 dal regista Giorgio Gentili (accreditato come Dan Ash nella versione italiana), girata a Roma e madrid, racconta la storia di Jason Fister (Dustin Hoffman), un giovane ufficiale del Dipartimento del Tesoro statunitense, apparentemente ingenuo, il quale viene inviato a Roma per recuperare una grossa somma di denaro dovuta al Governo degli USA da Mike Madigan, un mafioso italoamericano da poco deceduto. Arrivato a Roma, Fister comincia ad indagare ma viene ostacolato dalla polizia locale, che non ha alcuna intenzione di aiutarlo e che anzi minaccia di arrestarlo nel caso continuasse l’investigazione. Fister fa, inoltre, la conoscenza della figlia di Madigan, Vicky (Elsa Martinelli), di cui, naturalmente, si innamora.

Sunday Father ,cortometraggio drammatico del 1969, diretto da Paul Leaf, in cui Hoffman si aggiudica la parte di un padre divorziato, anticipando simbolicamente il ruolo di Ted Kramer che, dici anni dopo, diverrà una delle sue migliori interpretazioni, premiata con la statuetta dorata dei Premi Oscar.

Un uomo da marciapiede

Midnight Cowboy – Un Uomo da Marciapiede, film drammatico assai coraggioso del 1969, diretto da John Schlesinger, indissolubilmente legato al tema musicale “Everybody’s Talkin‘” che tutti conosciamo e canticchiamo, vincitore di ben tre Premi Oscar (miglior film, regia e sceneggiatura) vede Dustin Hoffman nella parte di un piccolo truffatore italomaericano zoppo, Enrico Salvatore Rizzo, detto Sozzo, alle prese con la quotidianità spietata dell’ostile ambiente metropolitano newyorkese. Accanto a Hoffman, nel film, compare un eccezionale Jon Voight nel ruolo del cowboy texano, ovvero, aspirante gigolò, Joe Buck.
Ad opinione di chi scrive, la pellicola ha il merito di aver lasciato nell’animo dello spettatore di ogni età il conforto di 113 minuti di amicizia. Assolutamente da vedere!

Johnny and Mary

Piccolo grande uomo

John and Mary, una commedia sentimentale diretta nel 1969 da Peter Yates, costruita sulla giovane coppia Dustin Hoffman (John) e Mia Farrow (Mary), i quali prestano il loro talento ad una disinibita dimostrazione di un rapporto sessuale fine a se stesso.

Little Big Man – Il Piccolo grande uomo (1970) film western / drammatico diretto da Arthur Penn, basato sull’omonimo romanzo di Thomas Berger, pone al centro il tema dei nativi americani. Nella pellicola Hoffman interpreta la parte di Jack Krabb, un bianco cresciuto con i pellerossa, il quale, raggiunta la venerabile età di 121 anni, racconta in prima persona le vicissitudini della convivenza tra nativi americani e coloni. Nella pellicola compare, altresì, una splendida Faye Dunaway nella parte della signora Louise Pendrake.

Who Is Harry Kellerman and Why Is He Saying Those Terrible Things About Me? – Chi è Harry Kellerman e perché parla male di me? (1971) diretto da Ulu Grosbard, film di cui una volta faticata la scrittura del titolo, mi limito a sconsigliarne la visione.

Chi è Harry Kellerman e perché parla male di me?

Straw Dogs – Cane di paglia (1971), tratto dal romanzo “The Siege of Trencher’s Farm” scritto da Gordon Williams, ambientato e girato in Gran Bretagna da Sam Peckinpah, questo film è decisamente un must per i fans del genere thriller. La pellicola tratta prettamente il tema della violenza, l’emergere brutale del lato bestiale presente in ogni essere umano. Visionando il film, lo spettatore assiste al cambiamento del docile docente di matematica, David Summer (Dustin Hoffman), in un essere aggressivo e veemente.
Al fine di una migliore comprensione della trama, invito i gentili lettori all’approfondimento dell’articolo pubblicato su questo blog dal mio amico Paul.

Cane di paglia

Tra gli anni ‘70 e ’80 Hoffman apparve in diversi film acclamati. Ricevete la terza nomination agli Oscar per la sua interpretazione del comico Lenny Bruce nel film del 1974 Lenny.
In seguito, Hoffman segnò un altro successo con il film del 1976 All the President’s Men – Tutti gli uomini del presidente, diretto da Alan J. Pakula. La pellicola ripercorre le vicende legate allo Scandalo Watergate che portarono alle dimissioni dell’allora presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon. Il film, in cui comparve anche Il Bello di Hollywood, Robert Redford, vinse ben quattro Premi Oscar!

Nel 1979 Hoffman prosegui la escalation professionale con un grosso successo al botteghino nel film diretto da Robert Benton, Kramer contro Kramer. L’attore si aggiudicò la parte di Ted Kramer, un dirigente pubblicitario privo di solidi legami con il suo figlio o con la moglie, interpretata dalla bravissima Meryl Streep. Un bel giorno, la moglie lo abbandona e, in seguito, il personaggio di Hoffman si trova costretto a cresce il figlio tutto da solo. Il ritratto tormentato e sofferto che Hoffman conferì a Ted Kramer, gli valse il Premio Oscar come miglior attore protagonista.
Naturalmente, sul blog troverete una bellissima recensione di questa pellicola multipremiata.

Tutti gli uomini del presidente

Kramer contro Kramer

Durante le riprese di Kramer contro Kramer, il matrimonio di Hoffman stava cadendo a pezzi, cosa che, com’è facile immaginare, influenzò emotivamente la recitazione dell’attore per il ruolo assegnatogli. Hoffman divorziò dalla sua prima moglie Anne Byrne nel 1980, e si sposò nuovamente nel mese di ottobre dello stesso anno. La seconda e tuttora moglie di Hoffman è Lisa Gottsegen, un’avvocatessa, e la bella coppia ha quattro figli: Jacob, Rebecca, Max, e Alexandra. Inoltre, l’attore ha due figli dal primo matrimonio con Anne Byrne: Karina e Jenna.

Dopo il successo ottenuto con Kramer contro Kramer, segui una pausa di tre anni. Quando tornò a recitare, Hoffman assunse un altro ruolo insolito. Nella commedia Tootsie (1982), Hoffman interpretò un attore disoccupato di nome Michael Dorsey. Siccome Dorsey incontra serie difficoltà nel trovare ruoli, egli decide di travestirsi da donna al fine di partecipare ad una audizione per una soap opera. La donna creata da Dorsey, un’attrice di mezza età di nome Dorothy Michaels, ottiene il ruolo nella soap e diventa un’icona. Tuttavia, succede che l’attore, che interpreta la sua parte, si innamora inaspettatamente di una co-protagonista, interpretata dalla splendida Jessica Lange.

Il maratoneta

Tootsie

Mentre le riprese furono assai travagliate, Tootsie divenne popolare sia per l’apprezzamento della critica, che per quello del pubblico. Secondo testimonianze, Hoffman ed il regista Sydney Pollack si scontrarono in più occasioni. Tuttavia, Hoffman fu orgoglioso del prodotto finale, tanto da affezionarsi totalmente al personaggio interpretato: “Mi piaceva davvero. Incominciai a nutrire dei sentimenti per lei, che prima non avevo mai nutrito per un personaggio. Mi rese molto emotivo, molto emotivo. Non ho ancora capito del tutto il perché.”

Sebbene Hoffman avesse alle spalle una solida carriera cinematografica, non dimenticò il suo amore per il palcoscenico. Nel corso del suo percorso professionale, continuò a comparire in spettacoli teatrali. Un ruolo che Hoffman aveva sognato per molti anni fu quello di Willy Loman in Morte di un commesso viaggiatore, che ebbe modo di interpretare nel 1984 a Chicago, a Washington ed a New York, con molti avvisi positivi. La produzione venne, in seguito, registrata per uno speciale televisivo nel 1985. Successivamente, nel 1989, a Londra e New York, Hoffman interpretò Shylock nell’opera teatrale scritta dal Bardo dell’Avon, Il mercante di Venezia.

Morte di un commesso viaggiatore

Occasionalmente, Hoffman raccolse alcuni progetti cinematografici bancarottieri: nel 1987, un ruolo di co-protagonista con Warren Beatty in Ishtar, uno dei peggiori fallimenti del cinema di tutti i tempi! Girato in Marocco e a New York, il film è incentrato sui personaggi interpretati da Hoffman e da Beatty, due cantautori che devono raggiungere il Marocco per ottenere un lavoro. La pellicola raccattò pessime recensioni, oltreché fischi e contestazioni di critica e pubblico cinematografico.

In seguito al flop di Isthar, Hoffman fu perfettamente in grado di riprendersi con il suo successivo ruolo, Raymond Babbitt, un uomo affetto da autismo, nel film diretto abilmente da Barry Levinson, Rain Man – L’uomo della pioggia (1988).

Rain Man – L’uomo della pioggia

Brevemente la trama: Charlie (Tom Cruise), con la morte di suo padre, apprende che l’unico erede del patrimonio familiare è suo fratello maggiore Raymond, un uomo affetto da autismo, di cui ignorava l’esistenza. Sentendosi tradito dal genitore, pesantemente indebitato, decide di sequestrare Raymond dalla clinica psichiatrica in cui è ricoverato, nella speranza di riuscire ad accaparrarsi il patrimonio del defunto padre. Dopo il rapimento, Charlie propone al dottore di riportare Raymond a Wallbrook, ricevendo in cambio la metà del patrimonio. Il medico non accetta e Charlie prosegue nel suo intento di portare il fratello con sé. Durante il viaggio verso Los Angeles, che si protrae per l’aerofobia di cui soffre Raymond, Charlie comincia a conoscere suo fratello, un individuo malato però dotato di un’incredibile memoria e di capacità di calcolo. Giunti a Las Vegas, Charlie ha la brillante idea di farlo giocare al tavolo verde ottenendo molte vincite. Gradualmente, Charlie si affeziona a lui, scoprendo che lo strano personaggio che gli cantava le canzoncine da bambino, che egli chiamava Rain Man e che pensava fosse frutto della sua fantasia, non era altro che suo fratello maggiore, del quale è stato privato per tanti anni. Charlie, pentito, decide di riportare Raymond nella clinica, rinunciando all’eredità paterna e ad un assegno da $ 250.000,00 offertogli, con la promessa di continuare a frequentare Raymond.
A differenza di Ishtar, Rain Man riscontrò tanto il consenso della critica, quanto quello del pubblico, e ripagò Hoffman con un luccicante Academy Award per la sua performance.

Dick Tracy

In seguito, nei primi anni ’90, Hoffman non riscontrò molto successo al botteghino. Mentre i suoi film ebbero diversi gradi di merito, fallirono nel intento di attirare in pubblico. Tra questi lo si ricorda per le pellicole: Family Business – Sono affari di famiglia (1989) e Dick Tracy (1990). Successivamente, Hoffman interpretò il protagonista nel film del 1991 di Billy Bathgate, che fu un enorme fallimento al botteghino. Intanto che Hook, diretto da Steven Spielberg nel 1991, non andò poi così male, un altro film uscito l’anno successivo fece flop completamente. Nella pellicola Hero, Hoffman interpretò il criminale Bernie LaPlanta, il quale salva un certo numero di passeggeri di un aereo in fiamme, rischiando la vita. Ciò nonostante, la pellicola diverrà l’ennesimo fiasco.

A metà degli anni ‘90, Hoffman riprese a comparire in pellicole di successo. Infatti, un ruolo come protagonista le venne assegnato nel film drammatico Outbreak – Virus letale (1995), ove Hoffman interpretata il colonnello Sam Daniels, un medico che aiuta a salvare il mondo da una malattia infettiva.

Poi, Hoffman apparve in film di qualità come American Buffalo (1996), adattamento della commedia di David Mamet, interpretando il ladro Teach, e Sleepers (1996), ove interpreta Danny Snyder, un avvocato alle prese con un problema di droga.

Fuori dal coro

Hoffman tornò in ottima forma nel 1997, quando ricevette recensioni entusiastiche per la satira politica di Barry Levinson, Wag the Dog – Sesso e potere. Nella pellicola l’attore interpreta un viscido produttore di Hollywood che è chiamato a creare un diversivo al fine di distogliere l’attenzione del Paese da uno scandalo sessuale presidenziale.
L’ultimo film di Hoffman con il regista Levinson fu di genere fantascienza: Sphere – Sfera (1998), in cui l’attore compare accanto a Sharon Stone e Samuel L. Jackson, interpretando il ruolo dello psicologo Dott. Norman Goodman.

I ruoli assunti da Hoffman nei primi anni 2000 continuarono ad essere vari ed interessanti. Nel 2002, nella pellicola Moonlight Mile – Voglia di ricominciare, l’attore assunse il ruolo del padre di una figlia adulta che muore, e lui e sua moglie (Susan Sarandon) trovano conforto nel rapporto con il fidanzato della ragazza.

La giuria

L’anno seguente, Hoffman apparve in Runaway Jury – La giuria, un ottimo legal thriller sull’argomento dei processi truccati, tratto dall’omonimo romanzo del celebre scrittore John Grisham, in cui Hoffman interpreta un avvocato di nome Wendall Rohr.

Nel 2004, Hoffman ebbe uno dei ruoli principali in I Heart Huckabees – Le strane coincidenze della vita, come parte di un duo detective che forma con la moglie, interpretata dall’attrice Lily Tomlin.
Alcuni dei film susseguenti di Hoffman furono considerevoli successi. Infatti, l’attore ebbe ruoli secondari nelle pellicole: Neverland – Un sogno per la vita (2004), Meet the Fockers- Mi presenti i tuoi? (2004), sequel del Ti presento i miei, seguito nel 2010 del Little Fockers – Vi presento i nostri.
Inoltre, nel 2005 Hoffman fornì la voce di Tucker, un pony Shetland, nella commedia animata Racing Stripes – Una zebra alla riscossa.

Profumo:storia di un assassino

Nel 2006, Hoffman interpretò ruoli nelle pellicole Profumo: Storia di un assassino e Vero come la finzione. Successivamente, nel 2007 segui un ruolo da protagonista nel film Mr Magorium e la bottega delle meraviglie.
L’attore torna a prestare la voce ad un personaggio animato, questa volta un orso panda minore, Shifu, Kung Fu Panda (2008).

Il 2008 si rivelò un anno impegnativo per Hoffman, il quale continuò ad apparire accanto ad Emma Thompson nel film Last Chance Harvey – Oggi è già domani, ed a prestare la voce ad un topino nel The Tale of Despereaux – Le avventure del topino Despereaux.
Dopo una breve pausa,Hoffman fece ritorno sul grande schermo nel 2010 con ruoli in La versione di Barney e Little Fockers – il terzo della saga di Ben Stiller. Nel 2011, assunze l’iniziativa di corse dei cavalli in Luck, annullato nel 2012 a causa di timori per la sicurezza degli animali coinvolti. Hoffman presterà nuovamente la voce per Kung Fu Panda 2 e 3 e sarà co-protagonista, accanto a Jon Favreau, Robert Downey Jr. e Scarlett Johansson, nella recente pellicola Chef – La ricetta perfetta.

In un’intervista rilasciata al quotidiano The New Your Times, Dustin Hoffman descrisse con parole semplici il suo cammino: “Dovetti reinventare me stesso ogni giorno. Al liceo non appartenevo ad alcun club, non ero mai stato uno del gruppo e, in un certo senso, ciò mi rimase impresso. Mi sono sempre sentito come il perdente, a partire dall’inizio, dal Il Laureato. Ero convinto che fosse un colpo di fortuna e mi rifiutavo di credere che ero arrivato… .

Alfredo Alfredo

Papillon

American Buffalo

Billy Bathgate

Chef

Confidence

Curb Your Entusiasm (Serie TV)

Eroe per caso

Giovanna d’Arco

Hook capitan Uncino

Le strane coincidenze della vita

Il segreto di Agatha Christie

Ishtar

Last Chance Harvey

La versione di Barney

Lemony Snicket

Lenny

Lucky (Serie TV)

Mad City

Mi presenti i tuoi

Moonlight Mile

Mr Magorium e la bottega delle meraviglie

Neverland

Boychoir

Mr.Cobbler e la bottega magica

Oggi è già domani

Vigilato speciale

Roald Dahl (Serie Tv)

Sesso e potere

Sfera

Sleepers

Sono affari di famiglia

Sorvegliato speciale

The Lost City

Ti presento i nostri

Vero come la finzione

Virus letale

2015 L’ultima leggenda (post-production)
2015 Roald Dahl’s Esio Trot (TV Movie)
2014 The Cobbler
2014 Boychoir
2014 Chef – La ricetta perfetta
2011-2012 Luck (TV Series)
2010 Vi presento i nostri
2010 La versione di Barney
2008 Oggi è già domani
2007 Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie
2006 Vero come la finzione
2006 Profumo – Storia di un assassino
2005 Curb Your Enthusiasm (TV Series)
2005 The Lost City
2004 Mi presenti i tuoi?
2004 I Heart Huckabees – Le strane coincidenze della vita
2004 Neverland – Un sogno per la vita
2003 La giuria
2003 Confidence – La truffa perfetta
2003 Liberty’s Kids: Est. 1776 (TV Series)
2002 Moonlight Mile – Voglia di ricominciare
1999 Giovanna d’Arco
1998 Sfera
1997 Sesso & potere
1997 Mad City – Assalto alla notizia
1996 Sleepers
1996 American Buffalo
1995 Virus letale
1992 Eroe per caso
1991 A Wish for Wings That Work (TV Short)
1991 Hook – Capitan Uncino
1991 Billy Bathgate – A scuola di gangster
1990 Dick Tracy
1989 Sono affari di famiglia
1988 Rain Man – L’uomo della pioggia
1987 Ishtar
1985 Morte di un commesso viaggiatore (TV Movie)
1982 Tootsie
1979 Kramer contro Kramer
1979 Il segreto di Agatha Christie
1978 Vigilato speciale
1976 Il maratoneta
1976 Tutti gli uomini del presidente
1974 Lenny
1973 Papillon
1972 Alfredo Alfredo
1971 Cane di paglia
1971 Chi è Harry Kellerman e perché parla male di me?
1971 The Point (TV Movie)
1970 Piccolo grande uomo
1969 John e Mary
1969 Un uomo da marciapiede
1969 Sunday Father (Short)
1968 Premiere (TV Series)
1968 Un dollaro per 7 vigliacchi
1967 Il laureato
1967 The Tiger Makes Out
1967 ABC Stage 67 (TV Series)
1966 A Christmas Masque (TV Movie)
1966 The Star Wagon (TV Movie)
1966 The Journey of the Fifth Horse (TV Movie)
1965 The Nurses (TV Series)
1962-1965 La parola alla difesa (TV Series)
1961-1963 La città in controluce (TV Series)

Eli Wallach

Eli Wallach, temibile e simpatica carogna in numerosi western (I magnifici sette; I Quattro dell’Ave Maria), amante di Marilyn Monroe (Gli spostati) e boss mafioso avvelenato da un cannolo siciliano (Il Padrino – terzo capitolo), nel lontano 1966, conquistò un pezzettino del cuore di ogni cinefilo interpretando nel capolavoro di Sergio Leone, Il buono,il brutto,il cattivo, “lo sperone che entrava dalla finestra” , ovvero, Tuco Benedicto Pacifico Juan Maria Ramirez.

Nonostante i suoi moltissimi successi al cinema ed i suoi ruoli memorabili, Eli Wallach non fu mai nominato per un Oscar. Nel 2011, però, venne premiato con un Oscar alla carriera. Nel discorso di ringraziamento disse:
Amici, signori e signore, membri dell’Academy: grazie. Lasciate che vi racconti qualcosa di me stesso. Come attore ho interpretato più banditi, ladri, killer, signori della guerra, molestatori e mafiosi di quanti voi ne possiate immaginare. Come civile colleziono orologi antichi, racconto storie infinite di quando ero un medico durante la seconda Guerra Mondiale, guardo ogni singola partita di tennis e vivo per la mia famiglia, per la posta che ricevo ogni giorno, per lavare i piatti e scattare foto di sagome nella corteccia degli alberi. Ho anche un debole per un uomo chiamato Josh Brolin, eccolo lì!
Parlando di posta, a volte ricevo le lettere più strane, che vanno da quella di un signore inglese che mi chiede aiuto per pagare un’operazione a sua madre fino a quella dell’anno scorso in cui il Papa – davvero! – si complimentava per il suo film preferito: “I magnifici sette”. Non riuscivo a capire, io in quel film non facevo altro che uccidere persone. E mi ha anche invitato ad andare a trovarlo la prossima volta che sono a Roma. Non sapevo di avere amici così importanti. Non sapevo neanche che avrei ricevuto un Oscar, per Dio! Parlando di cose più serie, sono profondamente commosso da questo onore. Il vostro riconoscimento del mio lavoro da artista rende chiara una cosa per me: io non recito per vivere, io vivo per recitare.”

Baby Doll La bambola viva

Infatti, più spesso che no, il cinema gli aveva cucito addosso ruoli da “cattivo”, sfidando Wallach ad assumersi personaggi maligni, fuori legge baffuti, rapinatori di treni ecc., ma, anche ad impegnarsi in ruoli brillanti, nei quali l’attore newyorkese risultò particolarmente affabile. Wallach spesso affermò che i suoi ruoli di “cattivo” tendevano ad essere “più complessi” rispetto ad alcuni dei suoi ruoli teatrali.
In realtà io conduco una vita doppia,” disse una volta: “Nel teatro, sono il piccolo uomo, o l’uomo irritato, l’uomo incompreso, mentre nei film vengo sempre promosso come cattivo.
Eli Herschel Wallach nacque a New York il 7 dicembre del 1915, in una famiglia di ebrei emigrati dalla Polonia. Suo padre, Abramo Wallach, possedeva un negozio di dolciumi a Brooklyn.
Da ragazzo, aveva studiato prima al City College di New York e, poi, all’Università del Texas, dove aveva imparato pure a cavalcare – abilità che avrebbe sfruttato, in seguito, nei film western.

Con Clark Gable in Gli spostati

I sette ladri

L’inizio della Seconda Guerra Mondiale costrinse Wallach ad interrompere gli studi per dare il contributo alla patria, lavorando nel corpo medico alle Hawaii, in Marocco e persino in Francia, dopo lo sbarco in Normandia. Congedatosi come Capitano, conseguì la laurea coltivando la passione per il teatro, nata proprio negli anni della guerra, quando assieme a dei commilitoni scrisse un pezzo in cui vestiva i panni di Hitler, dal titolo “Is This The Army?”.
Dopo i primi studi di recitazione alla Neighborhood Playhouse, Wallach si formò all’Actors Studio, seguendo il famoso metodo Stanislavskij, e debuttò a Broadway con “Skydrift” di Harry Kleiner, passando di successo in successo e condividendo le tavole del palcoscenico con attori dello spessore di Charlton Heston.
Nel 1951, vinse un Tony Award per il ruolo di Alvaro Mangiaco in “La rosa tatuata” di Tennessee Williams.
Il debutto nel mondo della celluloide avvenne nel 1956 con un film scandalo (all’epoca) “Baby Doll” di Elias Kazan, con co-protagonisti Carol Baker (Bambola) e Karl Malden (Archie, ovvero, Angelo). Nella pellicola Eli Wallach assume la parte del proprietario di una piantagione di cotone, Silva Vaccaro, che cerca di sedurre una vergine diciottenne. Fortemente voluto da Tennesse Williams che ne curò la sceneggiatura, in ruolo valse a Wallach un BAFTA e la nomination ai Golden Globe.
Per Wallach fu l’inizio scoppiettante di una carriera cinematografica fruttuosa quanto quella teatrale, che lo vide tra i protagonisti di tante pellicole:
I magnifici sette” di John Sturges, del 1960, (The Magnificent Seven) – pellicola da top position del genere western, con protagonisti che sono passati alla storia del cinema come i Sette Samurai del West. Infatti, Sturges mise in scena “la crème de la crème” degli attori del tempo: Yul Brynner, Charles Bronson, Steve McQueen, Robert Vaughn, Brad Dexter, James Coburn. L’azione si svolge intorno al 1880, in un paese alla frontiera tra Messico e Stati Uniti. Chris Adams (Brynner), un pistolero professionista, viene ingaggiato dal capo del villaggio messicano di Ixcatlan perché ne protegga i contadini dalle scorrerie della banda di Calvera (Eli Wallach).
Calvera: “C’è un proverbio qui da noi: un ladro che ruba a un altro ladro e perdonato per cento anni.

Con E.G.Robinson in I vincitori

Con Kirk Douglas in Jim l’irresistibile detective

Accettato l’incarico, arruola sei compagni per difendere il villaggio. I sette si installano a Ixcatlan e, quando arriva Calvera con i suoi bandidos, lo mettono in fuga. Il villaggio festeggia l’avvenimento, ma ben presto tra i peones si manifesta un sentimento di disagio per la presenza dei pistoleri. Comunque, per liberare definitivamente il villaggio dal pericolo di Calvera, i sette tentano una sortita notturna; ma, nel frattempo, Calvera ed i suoi hanno occupato il villaggio. Al ritorno Calvera li sorprende, li circonda, li disarma e intima loro di ritornare negli States. Sotto scorta li fa accompagnare al confine. A questo punto i sette prendono il compito loro assegnato come una questione d’onore e tornano indietro a difendere il villaggio. Riusciranno nel loro intento, anche se a caro prezzo… .
Memorabile, inoltre, la colonna sonora composta da Elmer Bernstein, nominata al Permio Oscar.

I magnifici sette

Seguono: “Gli spostati” di John Huston del 1961, dove affianca Clark Gable e Marilyn Monroe; “La conquista del West”, di John Ford, del 1962, con Gregory Peck, Henry Fonda e John Wayne; “Come rubare un milione di dollari e vivere felici” di William Wyler, del 1966, commedia che vede nel cast la splendida Audrey Hepburn; il già citato “Il buono, il brutto e il cattivo” di Sergio Leone, del 1966, che regala a tutti i protagonisti la fama internazionale; “I quattro dell’Ave Maria” di Giuseppe Colizzi, del 1968, con la coppia Bud Spencer – Terence Hill; “L’oro dei MacKenna”, di J. Lee Thompson, del 1969, ove Wallach lavora, di nuovo, a fianco di Peck; “Un grande amore da 50 dollari”, di Mark Rydell, del 1973; “Sentinel” horror demoniaco del 1977 diretto da Michael Winner, “Il boxeur e la ballerina” commedia di Stanley Donen, del 1978; “Rebus per un assassinio” di William Richert, del 1979; l’avventuroso “Il cacciatore di taglie” di Buzz Kulik, del 1980, dove Wallach condivide il set con l’amico di sempre, Steve McQueen; “Pazza” del 1987, film drammatico di Martin Ritt, che lo vede recitare a fianco di Barbara Streisand e Karl Malden; “Il padrino – Parte III”, del 1990, di Francis Ford Coppola, dove interpreta Don Altobello; ancora del 1990 “Il grande inganno”, diretto e interpretato da Jack Nicholson; “Two Much – Uno di troppo” del 1996, commedia frizzante di Fernando Trueba, con la coppia Banderas – Griffith.

L’uomo della porta accanto

The tiger makes out

Eli Wallach lavorò con alcuni tra i più apprezzati registi di Hollywood, da Francis Ford Coppola a Oliver Stone, e pure con molti stimatissimi registi italiani, da Sergio Corbucci a Duccio Tessari.
Il 1966 fu l’anno che segnò la svolta per l’attore: chiamato da Sergio Leone per affiancare Clint Eastwood e Lee Van Cleef nel terzo capitolo della trilogia del dollaro, “Il buono, il brutto, il cattivo“, Wallach regalò al pubblico un’interpretazione straordinaria di un fuorilegge capace di concedere un sorriso anche alla propria vittima. Memorabile la frase rivolta a Mario Brega, alias caporale Wallace, tirapiedi del “cattivo” Sentenza: “ I tipi grossi come te mi piacciono, perché quando cascano fanno tanto rumore.”
Bandito simpatico, sfuggirà a cavallo ad ogni conformismo, facendo risuonare nelle orecchie di chi l’ha apprezzato: “Ehi Biondooo … Lo sai di chi sei figlio tu??!!! Sei figlio di una grandissima puttanaaa…!!!!!!
Al fine di una migliore comprensione della trama, invito i gentili lettori all’approfondimento dell’articolo pubblicato sul blog dal mio amico Paul.
Due anni dopo, Giuseppe Colizzi vuole Wallach per “I Quattro dell’Ave Maria“, fra i più celebri western all’italiana, secondo capitolo della trilogia del regista iniziata con “Dio perdona… io no!” e conclusa con “La collina degli stivali“. Cacopoulos (Eli Wallach) è un vecchio bandito che, a causa del tradimento dei suoi compari, sta scontando una lunga pena detentiva. Gli viene fatta una proposta per poter porre termine al suo soggiorno in carcere: deve ritrovare Cat (Terence Hill) e Hutch (Bud Spencer), due rapinatori, e recuperare i soldi che i due malviventi hanno rubato ad una banca… .
Cacopoulos: “Mi raccomando, non dire mai bugie: significherebbe avere paura. Ma neppure la verità devi dire: nel migliore dei casi ti metterebbero in croce com’è già capitato a qualcuno nei secoli andati.”

Eli Wallach è Tuco in Il buono il brutto e il cattivo

Nel 1971 Wallach venne diretto, accanto a Franco Nero, da Duccio Tessari nel “Viva la muerte…tua!“, pellicola che racconta la storia di due banditi evasi, i quali, con la complicità di una giornalista (che li credeva rivoluzionari messicani), riescono a impadronirsi di un tesoro che poi finisce però nelle mani delle truppe regolari. I due si aggregano ai rivoltosi col solo scopo di recuperare il loro tesoro, ma poi prendono coscienza della bontà della causa dei loro compagni e, tornati in possesso dell’oro, lo distribuiscono fra i peones.
In seguito, nel 1973 Maurizio Lucidi lo volette al fianco Ursula Andress e Fabio Testi nel noir “L’ultima chance“, una pellicola che molti fans del genere ricordano come “un cast internazionale per un flop clamoroso“.
Segue, nel 1975, la commedia diretta da Alberto Bevilacqua “Attenti al buffone“, brillantemente recensita sul blog da Mr. Paul.
Brevemente la trama: Marcello (Nino Manfredi) è un uomo semplice, un musicista ed un padre che vive per la sua famiglia. È sposato con Giulia (Mariangela Melato), donna incapace di trarre soddisfazione dalla vita, con la quale ha avuto due figli. Mentre lui è lontano da casa Giulia viene concupita dal rude Cesare (Eli Wallach), detto “il ras”, uomo senza scrupoli ed ex ufficiale fascista. L’uomo, approfittando del perenne stato di irrequietezza della donna, riesce a conquistarla e ad ottenere l’annullamento del precedente matrimonio (per impotenza sessuale). Al suo ritorno a casa Marcello la trova vuota: la moglie lo ha lasciato portandosi i bambini.

Attenti al buffone

Come rubare un milione di dollari e vivere felici

Sempre nel 1975 Wallach si trova accanto a Giuliano Gemma e Tomàs Miliàn nel western parodia di Sergio Corbucci, “Il bianco, il giallo, il nero” . Tre bizzarri personaggi si mettono sulle tracce del cavallino sacro, dono dell’Imperatore giapponese ai suoi sudditi emigrati nel West, ma rubato per ottenere un riscatto. I tre sono: il maldestro samurai Sakura ( Tom°s Miliàn “Il Giallo”, nato dall’unione di un cowboy con una “giapposotta” ovvero giapponese-mignotta), che aveva il compito di prendersi cura dell’animale e quindi lo deve recuperare per recuperare il proprio onore; lo sceriffo Black Jack ( Eli Wallach “Il Nero”), famoso per il suo senso del dovere (dettato anche dal voler stare il meno possibile con la moglie petulante), che deve portare il riscatto ai rapitori; lo svizzero Blanc De Blanc (Giuliano Gemma “Il Bianco”), piccolo delinquente (nato dall’unione di un cowboy con una “svizzerana”, neologismo affine a “giapposotta”…) che vuole impadronirsi dei soldi del riscatto.
Nel 1976 Wallach venne diretto da Paolo Cavara nel atipico giallo “… e tanta paura“, accanto a Corinne Cléry e Michele Placido. La pellicola è ambientata in una Milano torbida, corrotta e morbosa. Ad opinione di chi scrive, c’è poco di giallo e molto di sesso, ma, come si suol dire, de gustibus non est disputandum.

E tanta paura

Gengis Khan

Poi, nel 1978, Bruno Corbucci gli riservò un ruolo nel poliziottesco “Squadra antimafia“, nella parte di don Girolamo Giarra.
La fine del vecchio millennio fece a Wallach un regalo sgradito, un brutto ictus, dal quale si riprese, ma che lo privò della vista all’occhio sinistro. Nonostante ciò, continuò a lavorare trovando nuovi stimoli anche nel cinema indipendente.
Ricordiamo: la divertente commedia di Edward Norton “Tentazioni d’amore” del 2000, con lo stesso Norton e Ben Stiller, dove Wallach dà vita alla figura spassosa di un rabbino; “Mystic River” del 2003, dove viene diretto dal “buono” Clint Eastwood, e condivide la scena con Sean Penn e Tim Robbins; “L’amore non va in vacanza” di Nancy Meyers,commedia dai buoni sentimenti del 2006, dove, a fianco a Kate Winslet, Cameron Diaz, Jack Black e Jude Law, impersona una vecchia gloria di Hollywood, alla quale dona un’umanità ed una profondità veramente considerevoli.
Nel 2010 troviamo Wallach più bravo che mai nel thriller di Roman Polanski “L’uomo nell’ombra”, con Ewan McGregor, e in “Wall Street – Il denaro non dorme mai”, di Oliver Stone, con Michael Douglas e Shia LaBeouf.

Il bianco,il giallo,il nero

Wallach, sin dagli esordi ha portato avanti con successo anche la carriera televisiva, tra le ultime apparizioni ricordiamo serie come “La signora in giallo”, “Law & Order”, dove ha avuto la gioia di condividere il set con la moglie Anne e la figlia Roberta, “ER – Medici in prima linea”.
Nel 2007 ha ottenuto la nomination agli Emmy Awards come Miglior Attore ospite di una serie tv brillante per “Studio 60 on the Sunset Strip”, bissandola per “Nurse Jackie – Terapia d’urto”.
Eli Wallach era sposato dal 1948 con l’attrice Anne Jackson, con la quale ha spesso condiviso il set, e dalla quale ha avuto tre figli, Peter, Roberta e Katherine. Quando le chiesero qual’era il segreto del loro lungo matrimonio, Wallach disse: “Non lo so, non volevo divorziare. La amavo. Litigavamo e discutevamo e tutte ‘ste cose, ma andavamo d’accordo.
L’attore pubblicò “Il buono, il brutto, ed io” – libro in cui espone l’eccezionale storia dei moltissimi anni in cui si è dedicato al suo mestiere. Wallach raccontò divertito come, alla prima lettura, il suo agente gli disse: “Eli, non so come farò per vendere questo libro. Hai avuto un solo matrimonio, né scandali, né droghe.” Sua moglie intervenne: “Digli di inviarci il manoscritto e aggiungeremmo tutto ciò che ti ho fatto passare io durante questi anni!”
Eli Wallach si è spento alla veneranda età di 98 anni, lasciando dietro di sé il mito di un attore capace di attraversare la storia del cinema mimetizzando la formazione teatrale in una sfilza di personaggi che esercitano sullo spettatore di ogni età “il fascino perverso del male”.

“Per gli attori, i film sono un mezzo per un fine.”
“Goditi la vita e fai ciò che vuoi.”
“Il grande segreto della recitazione è ascoltare la gente.”
“La critica ti loda alla stessa maniera di un uomo che vuole impiccarti, dicendoti che hai proprio un bel collo.”

Crimine silenzioso

Abissi

Act one

Amanti primedonne

Articolo 99

Crazy Joe

Due tipi incorreggibili

Funny Money

Giallo a Creta

Ho sposato 40 milioni di donne

How to Save a Marriage and Ruin your Life

Il cacciatore di taglie

Il cervello

Il padrino parte terza

Il papavero è anche un fiore

I quattro dell’Ave Maria

Kings of the Corner

L’oro di Mackenna

L’ultima chance

L’uomo nell’ombra

Mamas boy

Messaggi da forze sconosciute

New York i Love you

Rebus per un’assassinio

Squadra antimafia

Tentazioni d’amore

The Angel Levine

The Sentinel

Two Much

Un grande amore da 50 dollari

Viva la muerte tua

Wall Street il denaro non dorme mai

Studio 60 on the Sunset Strip (Serie TV)

Nurse Jackie terapia d’urto (Serie TV)

2010 Wall Street – Il denaro non dorme mai
2010 L’uomo nell’ombra
2009 Tickling Leo
2009 Nurse Jackie – Terapia d’urto (TV Series)
2008 New York, I Love You
2008 The Toe Tactic
2008 Vote and Die: Liszt for President
2007 Mama’s Boy
2006 L’amore non va in vacanza
2006 Studio 60 on the Sunset Strip (TV Series)
2006 L’imbroglio
2005 Stroker and Hoop (TV Series)
2005 A Taste of Jupiter
2005 Character Studies (TV Series)
2004 King of the Corner
2004 Whoopi (TV Series)
2003/I The Root
2003 Mystic River
2003 E.R. – Medici in prima linea (TV Series)
2003 Veritas: The Quest (TV Series)
2002 Advice and Dissent (Short)
2002 The Education of Max Bickford (TV Series)
1992-2002 American Experience (TV Series documentary)
2002 The Job (TV Series)
2002 Monday Night Mayhem (TV Movie)
2001 100 Centre Street (TV Series)
2000 Tentazioni d’amore
2000 The Bookfair Murders (TV Movie)
1999 L’escluso
1998 Naked City: Justice with a Bullet (TV Movie)
1998 The Devil’s Twilight (Short)
1996 Funny Money – Come fare i soldi senza lavorare
1996 Two much – Uno di troppo
1996 O. Henry’s Christmas (TV Movie)
1994 Miele dolce amore
1993 Vendetta II: The New Mafia (TV Movie)
1993 Tribeca (TV Series)
1992 Nonesense and Lullabyes: Poems (Video)
1992 La notte e la città
1992 Teamster Boss: The Jackie Presser Story (TV Movie)
1992 Law & Order – I due volti della giustizia (TV Series)
1992 Amanti, primedonne
1992 Una sporca eredità (TV Movie)
1992 Articolo 99
1992 Nonesense and Lullabyes: Nursery Rhymes (Video)
1991 Avvocati a Los Angeles (TV Series)
1990 Il padrino – Parte III
1990 Il grande inganno
1990 Vendetta: Secrets of a Mafia Bride (TV Mini-Series)
1989 CBS Schoolbreak Special (TV Series)
1988 Alfred Hitchcock Presents (TV Series)
1988 La signora in giallo (TV Series)
1987 Pazza
1987 Screen Two (TV Series)
1986-1987 Autostop per il cielo (TV Series)
1987 Worlds Beyond (TV Series)
1986 Something in Common (TV Movie)
1986 Due tipi incorreggibili
1986 American Playhouse (TV Series)
1985-1986 L’onore della famiglia (TV Series)
1985 Murder: By Reason of Insanity (TV Movie)
1985 Embassy (TV Movie)
1985 Cristoforo Colombo (TV Mini-Series)
1984 Sam’s Son
1984 Anatomy of an Illness (TV Movie)
1982 La ballata della sedia elettrica (TV Movie)
1982 The Wall (TV Movie)
1981 Diritto d’offesa (TV Movie)
1981 Il brivido dell’imprevisto (TV Series)
1981 The Pride of Jesse Hallam (TV Movie)
1981 La salamandra
1980 Doppia identità (TV Movie)
1980 Il cacciatore di taglie
1979 Guri
1979 Rebus per un assassinio
1979 Bocca da fuoco
1978 The Pirate (TV Movie)
1978 Il boxeur e la ballerina
1978 Squadra antimafia
1978 Girl friends
1978 Messaggi da forze sconosciute
1977 Abissi
1977 Il principio del domino: la vita in gioco
1977 Cattive abitudini
1977 Sentinel
1977 Settima strada (TV Mini-Series)
1976 E tanta paura
1976 20 Shades of Pink (TV Movie)
1975 Attenti al buffone
1975 Il tenente Kojak (TV Series)
1975 Il bianco il giallo il nero
1974 Crazy Joe
1974 I misteri di Orson Welles (TV Series)
1974 Indict and Convict (TV Movie)
1973 Un grande amore da 50 dollari
1973 L’ultima chance
1973 A Cold Night’s Death (TV Movie)
1971 Viva la muerte… tua!
1971 The Typists (TV Movie)
1971 Il romanzo di un ladro di cavalli
1971 Great Performances (TV Series)
1971 Avvocati alla prova del fuoco (TV Series)
1970 L’uomo della porta accanto
1970 The Angel Levine
1970 Le avventure di Gerard
1970 Il falso testimone
1970 The Reason Why (Short)
1969 L’oro di Mackenna
1969 Il cervello
1968 I quattro dell’Ave Maria
1968 Jim l’irresistibile detective
1968 How to Save a Marriage and Ruin Your Life
1967 CBS Playhouse (TV Series)
1967 The Tiger Makes Out
1967 Batman (TV Series)
1966 Il buono, il brutto, il cattivo
1966 Come rubare un milione di dollari e vivere felici
1966 Il papavero è anche un fiore
1965 Gengis Khan il conquistatore
1965 Lord Jim
1964 Ho sposato 40 milioni di donne
1964 Giallo a Creta
1963 Act One
1963 I vincitori
1962 La conquista del West
1962 The Dick Powell Show (TV Series)
1962 Le avventure di un giovane
1960-1962 La città in controluce (TV Series)
1962 Outlaws (TV Series)
1961 Gli spostati
1960 I magnifici sette
1960 The Robert Herridge Theater (TV Series)
1960 I sette ladri
1960 Play of the Week (TV Series)
1960 Goodyear Theatre (TV Series)
1960 Lullaby (TV Movie)
1960 Sunday Showcase (TV Series)
1959 The DuPont Show of the Month (TV Series)
1958-1959 Playhouse 90 (TV Series)
1958 The Gift of the Magi (TV Movie)
1958 Shirley Temple’s Storybook (TV Series)
1958 Westinghouse Desilu Playhouse (TV Series)
1958 Suspicion (TV Series)
1958 Where Is Thy Brother? (TV Movie)
1958 Crimine silenzioso
1958 Climax! (TV Series)
1957 BBC Sunday-Night Theatre (TV Series)
1957 The Seven Lively Arts (TV Series)
1952-1957 Studio One (TV Series)
1957 The Lark (TV Movie)
1956 Baby Doll – La bambola viva
1956 The Kaiser Aluminum Hour (TV Series)
1949-1955 The Philco Television Playhouse (TV Series)
1954 Kraft Television Theatre (TV Series)
1954 Goodyear Television Playhouse (TV Series)
1952 The Web (TV Series)
1952 Danger (TV Series)
1952 Armstrong Circle Theatre (TV Series)
1951 Lights Out (TV Series)