Filmscoop

Tutto il mio cinema

Andavamo al cinema-Parte 44

Chiunque voglia collaborare inviando foto può farlo inviandole a :paolobari@email.it

Cinema Olimpia (via Baffile) Jesolo Lido (Venezia)

Cine Teatro Gagliani, Niscemi (Caltanisetta)

 

Cine Teatro Giardino,Cagliari

Cine Teatro Reposi,Savona

Cinema Vittoria,San Giovanni Rotondo (Foggia)

Cinema Astra.Como

Cinema Augusteo Milano

Cinema Corso,Fidenza (Parma)

Cinema Corso,Trani (B.A.T.)

Cinema Eldorado,Gallipoli (Lecce)

Cinema Farnese,Roma

Cinema Garden,Cosenza

Cinema Garibaldi,Cosenza

Cinema Garibaldi,Missaglia (Lecco)

 

Cinema Garibaldi,Trieste

Cinema Gran Guardi,Livorno (Un grazie a Serafina)

Cinema Imbriani,Triggiano (Bari) (Un grazie a Pasquale)

Cinema Leira,Genova

Cinema Luna, Thiene (Vicenza) (Un grazie a Stefano Bandini)

Cinema Marconi,San Cataldo (Caltanisetta)

Cinema Metropol,Monza

Cinema Minerva,Angri (Salerno)

Cinema Odescalchi,Roma (Archivio Luce)

Cinema Piemonte,Torino

Cinema Principe,Modena

Cinema Rex,Padova

Sala Cinema Avorio,Roma

Sala Cinema teatro Comunale Adria,Rovigo

Sala Cinema Teatro Politeama,Livorno

Sala Cine Teatro Kursaal Santalucia,Bari

febbraio 13, 2019 Posted by | Vecchie sale cinematografiche italiane | | Lascia un commento

Ragionier Arturo De Fanti bancario precario

A 5 anni esatti dall’uscita di Fantozzi e a 4 da quella di Il secondo tragico Fantozzi Luciano Salce chiama ancora a se Paolo Villaggio per girare Ragionier Arturo De Fanti bancario precario, puntando anche su parte della allegra banda che aveva caratterizzato i due film dedicati al travet imbranato Ugo Fantozzi.
Ma la magia è presso che svanita,Salce non ha più la verve che lo aveva caratterizzato con opere Basta guardarla o L’anatra all’arancia,senza andare troppo a ritroso nel tempo e citare La voglia matta ecc.
Un film con tante ombre e poche luci, non tanto per la regia,in fondo attenta quanto per l’incapacità di portare il protagonista Villaggio fuori dal clichè fantozziano,che inutilmente l’attore genovese cerca di reprimere;ad una prima
parte tutto sommato godibile,ecco che Fantozzi sbuca fuori all’improvviso,rovinando quel poco di buono,quelle poche gag autenticamente divertenti che dovevano essere l’ossatura del film.


A guardarlo oggi,Ragionier De Fanti lascia più rimpianti per la scomparsa di molti validi comprimari del cinema italiano che per la sostanza della pellicola;sono scomparsi Vincenzo Crocitti e Gigi Reder,lo stesso Villaggio oltre a Salce,Ugo Bologna,Carlo Giuffrè e quest’anno anche Paolo Paoloni…

Il film è del 1980,anno che in teoria dovrebbe appartenere al decennio ottanta,ma che in pratica vive cinematograficamente degli ultimi fasti del decennio precedente,ormai consegnato alla storia con la sua aurea produzione,forse la più cospicua eredità cinematografica con quella del primo dopo guerra e del decennio sessanta.
E’ l’epoca del carovita,degli affitti impossibili,di una società che vuole sbarazzarsi degli anni di piombo ma ne ha ancora la pesante eredità e che si affaccia ancora timidamente al periodo della Milano da bere.
La storia raccontata ha uno schema semplicissimo:

i coniugi Arturo e Elena De Fanti,alle prese con la crisi economica,vivacchiano in attesa di un futuro migliore,assistiti dalla domestica Esmeralda che non lascia la casa un pò perchè avanza molte mensilità arretrate,molto perchè in fondo è affezionata
alla coppia,svolgendo un ruolo da chioccia assolutamente fondamentale.
I due coniugi hanno rispettivamente due amanti; lui ha una relazione con la bella Vanna,lei con il gestore di una palestra,Willy.
La soluzione che i due escogitano per risolvere parte delle grane economiche è geniale (forse):portare a casa i due e dividere spese di affitto e vitto.La soluzione si rivelerà fonte di una serie di equivoci e complicazioni,resa impossibile da gestire con l’arrivo dei rispettivi coniugi degli amanti.Alla fine tutto si sistemerà,con tanto di happy end riservato alla cameriera Esmeralda che,incinta,troverà due “nonni” disposti a tenerla con loro adottando anche il nascituro.

Trama labile e inconsistente quindi,giocata sulle gag e sugli equivoci.Che funzionano per metà film,il tempo esatto di capire l’andazzo e sopratutto per iniziare a provare un sottile malessere per un film senza un vero capo e con una coda da pochade di secondo ordine.
Non fosse per la presenza dei citati comprimari,ai quali vanno aggiunti la solita Mazzamauro (una volta tanto lontana dalla signorina Silvani),una statuaria,bella e altrettanto inespressiva Annamaria Rizzoli e una bellissima Catherine Spaak,forse la più brava di tutti che si produce in un nudo
all’epoca molto apprezzato,tenuto conto dei 35 anni che l’attrice aveva allora.Citazione anche per una bravissima Enrica Bonaccorti.
Il resto è davvero poca cosa;si sorride a tratti è vero,ma il film non lascia alcuna traccia.
Il film è disponibile su Dailymotion agli indirizzi https://www.dailymotion.com/video/x5el2xg e https://www.dailymotion.com/video/x5elwu3 in una versione però poco più che mediocre.

Rag. Arturo De Fanti, bancario precario

Un film di Luciano Salce. Con Paolo Villaggio, Catherine Spaak, Anna Maria Rizzoli, Anna Mazzamauro,Carlo Giuffrè, Enrica Bonaccorti, Gigi Reder, Ugo Bologna,Vincenzo Crocitti, Paolo Paoloni, Angelo Pellegrino Commedia, durata 92 min. – Italia 1980.

Paolo Villaggio: Rag. Arturo De Fanti
Catherine Spaak: Elena
Annamaria Rizzoli: Vanna
Enrica Bonaccorti: Smeralda
Gigi Reder: Willy
Anna Mazzamauro: Selvaggia
Carlo Giuffré: Libero Catena
Ugo Bologna: Morpurgo, il direttore di banca
Vincenzo Crocitti: Ciuffini, collega di Arturo
Paolo Paoloni: il contino, amante di Selvaggia
Angelo Pellegrino: un prete

Regia Luciano Salce
Soggetto Luciano Salce
Sceneggiatura Luciano Salce, Augusto Caminito, Ottavio Alessi
Casa di produzione Produzioni Atlas Consorziate
Distribuzione (Italia) P.A.C. Dif – Lineafilm
Fotografia Sergio Rubini
Montaggio Antonio Siciliano
Musiche Piero Piccioni

febbraio 6, 2019 Posted by | Commedia | , , , , , , , , , | 2 commenti

Nuda sotto la pelle

Una coppia apparentemente felice,quella composta da Rebecca e Raymond; lei è la giovane figlia di un libraio,lui un insegnante;sono sposati da poco tempo,ma c’è qualcosa che tormenta Rebecca.
Il pensiero della passata relazione con Daniel,con il quale aveva vissuto una folgorante relazione proprio nel periodo che la stava portando al matrimonio con Raymond.
La nostalgia per Daniel,l’incertezza sui reali sentimenti che nutre per il marito la portano a salire sulla sua moto e a raggiungere l’ex amante in Svizzera.
La moto era stato il regalo d’addio di Daniel,che aveva conosciuto nella libreria del padre nella quale il giovane passava molto tempo.Dopo una appassionata notte d’amore,Rebecca aveva continuato a vedere clandestinamente il giovane,fino al matrimonio.Ma la passione per Daniel è solo sopita,così una mattina la giovane,salita sulla sua moto si dirige verso la Svizzera,dove Daniel vive.
Il viaggio è un’occasione per ritrovare se stessa,le sensazioni che prova in maniera differente per i due uomini;preda di dubbi,più volte Rebecca è tentata di tornare indietro,ma caparbiamente andrà avanti.
Verso un appuntamento assolutamente imprevisto.

Tratto dal romanzo La motorcyclette,di Andrè Pieyre de Mandriargues e diretto nel 1968 da Jack Cardiff in una coproduzione anglo francese, Nuda sotto la pelle è un film particolare,un incontro tra la psichedelia e l’on the road movie tenuto assieme da un collante esile,
la storia a tre che coinvolge in modi differenti la protagonista del romanzo (e del film) Rebecca e due uomini dissimili,l’intellettuale piatto e abitudinario Raymond e il bohemienne Daniel,un personaggio lontano anni luce dai canoni culturali del marito.
Una dicotomia che Rebecca non riesce a sciogliere,tesa com’è a far ordine nei suoi sentimenti.Quando sale sulla moto,indossa la sua tuta di pelle,Rebecca sembra cambiare aspetto;la giovane moglie si trasforma in una persona completamente diversa,sessualmente trasgressiva,in una simbiosi carnale con la sua moto.
“”Era una tuta combinata di pelle nera, tutta molto lucida e foderata di pelliccia bianca, che si chiudeva fino al collo e si fissava lì, ai polsi e alle caviglie con cinghie e fibbie. Rebecca l’aveva spalancata (sembrava fosse la pelle di una bestia enorme appena scorticata), poi, infilando prima le gambe, vi era salita nuda, fatta eccezione per il piccolo codino di nylon trasparente sopra il triangolo dei suoi capelli corti
e tirando verso l’alto la linguetta della cerniera lampo aveva chiuso la guaina scura sul suo corpo naturalmente marrone. “Niente è più morbido di così.” si era detta (un po ‘ingenuamente perché era solo la pelliccia di coniglio e non aveva avuto la possibilità di sentire sulla pelle né zibellino né visone) mentre il sangue le saliva alla testa a causa del caldo e il soffice solletico che sentiva sulla sua pelle. Il mio corpo è come un violino in una scatola imbottita.

scrive de Mandriargues nel romanzo e Cardiff insiste molto su questo particolare,cercando di ricreare la simbiosi erotica tra la tuta in pelle e la ragazza nuda avvolta in essa trasportandola in un viaggio onirico e psichedelico attraverso strade e montagne,campagne e vallate,il tutto condito da un ossessivo uso del flashback.
Il risultato finale è un film frammentario,penalizzato proprio da quello che doveva essere il tema centrale del film,il viaggio chiarificatore di Rebecca.Che invece non solo non chiarisce nulla,ma crea confusione nello spettatore,incapace di cogliere le vere motivazioni
che portano la donna a cercare di rivedere il suo amante.
L’uso di interni,mascherati da esterni,di robusti ventilatori che sparano aria sul volto di Rebecca finiscono per creare un’artificiosità che penalizza ulteriormente il film,già abbastanza confuso (e noioso di suo)

A poco valgono le prestazioni attoriali di un fascinoso Alain Delon (Daniel) e di una giovane e affascinante Marianne Faithfull; l’on the road movie si trasforma in una trappola che riceve il suggello finale (un vero epitaffio) quando sarà il destino a scegliere per Rebecca il dilemma che la aveva spinta ad allontanarsi da Raymond.
L’erotismo sottile che avvolge sinuoso il romanzo si smarrisce nella trasposizione visiva e il film perde progressivamente interesse,fino a diventare un’opera anonima che non ebbe nemmeno molto rilievo internazionale in quanto la sua presentazione a Cannes,molto attesa,venne annullata assieme alla manifestazione di quell’anno,conseguenza diretta
degli avvenimenti del maggio francese.Film scomparso da decenni dagli schermi cinematografici e televisivi,rintracciabile solo in dvd d’oltralpe.

Nuda sotto la pelle
Un film di Jack Cardiff. Con Alain Delon, Marianne Faithfull, Roger Mutton Titolo originale Girl on a Motorcycle. Drammatico, durata 91 min. – Francia-Gran Bretagna 1968.

Alain Delon: Daniel
Marianne Faithfull: Rebecca
Roger Mutton: Raymond
Marius Goring: padre di Rebecca
Catherine Jourdan: Catherine
Jean Leduc: Jean
Jacques Marin: benzinaio
André Maranne: sovrintendente francese
Bari Jonson: ufficiale doganiere francese
Arnold Diamond: ufficiale doganiere francese
John G. Heller; ufficiale doganiere tedesco
Marika Rivera: cameriera tedesca
Richard Blake: primo studente
Chris Williams: secondo studente
Colin West: terzo studente
Kit Williams: quarto studente

Regia Jack Cardiff
Soggetto André Pieyre de Mandiargues
Sceneggiatura Ronald Duncan
Produttore William Sassoon
Produttore esecutivo Ronan O’Rahilly
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Jack Cardiff
Musiche Les Reed
Costumi Suzy Berton,
Masada Wilmot
Trucco Bunty Phillips

febbraio 5, 2019 Posted by | Drammatico | , , | Lascia un commento