La rivolta


Varsavia,aprile 1943

Ammassati nel ghetto della città,circondato da mura e sotto stretta sorveglianza dei nazisti,che dal 1939 occupano militarmente la Polonia,
vivono ben sotto i limiti della sopravvivenza oltre settantamila ebrei polacchi.
Il Reichsführer-SS Heinrich Himmler,recepito l’ordine del Fuhrer Adolf Hitler che ha imposto la “soluzione finale del problema ebraico” inizia a deportare altri 24.000 cittadini ebrei ,un terzo dei quali è destinato ai campi di sterminio mentre i due terzi saranno impiegati come forza lavoro a basso costo nelle industrie tedesche.
E’ la goccia che fa traboccare il vaso;da un po di tempo all’interno del ghetto si è formato un nucleo di resistenza all’invasore nazista,che il 19 aprile 1943 passa decisamente all’attacco,cogliendo completamente di sorpresa l’esercito nazista.
Per quasi un mese l’eroica resistenza dei patrioti terrà in scacco le soverchianti forze nemiche,fino al 16 maggio 43,quando anche l’ultimo nucleo di resistenza verrà annientato.


La rivolta,film originariamente girato per la tv con una durata di 3 ore venne successivamente ridotto a 160 minuti ed ebbe quindi una versione cinematografica che usci nelle sale nel 2001.
La pellicola ricostruisce le vicende storiche di quei drammatici giorni,raccontando le vicende di alcuni protagonisti della rivolta del ghetto,patrioti e collaborazionisti semplici cittadini attraverso una visione globale di quelle che erano le reali condizioni di vita del ghetto stesso,nel quale la vita umana aveva da tempo perso ogni valore, schiacciata da un’occupazione che considerava gli abitanti stessi solo merce senza valore,esseri umani senza alcuna dignità da trattare come bestie e da schiacciare come esseri inferiori,salvo mantenerne in vita alcuni per utilizzarli come moderni schiavi,o da depredare di tutto quello che aveva un valore economico.
I personaggi che si muovono all’interno della storia danno una visione personale delle condizioni di vita del ghetto,tra l’incubo della deportazione e la speranza di sopravvivere fino al giorno in cui le potenze alleate avrebbero alla fine avuto ragione dello strapotere nazista,speranze frustrate dal passare dei giorni scandito da condizioni di vita sempre più umilianti, che annichiliscono fin anche la dignità umana.
Mordecai Anielewicz,uno dei pochi giovani rimasti nel ghetto ad un certo punto pronuncia una frase emblematica,che riassume l’essenza stessa della vita dei reclusi “Può un uomo con una morale mantenerla in un mondo immorale?”


Una domanda che tornerà,sotto altre forme,in quelle fabbriche dello sterminio che erano i lager; che qui sono solo dei fantasmi,perchè la gente del ghetto ignora assolutamente l’esistenza dei campi di sterminio.
E in realtà anche il ghetto ad un certo punto è una variante di Buchenwald o Bergen Belsen;al suo interno si muore di fame,di sopprusi,di violenza.
Si muore senza dignità.
A questa logica si oppongono in pochi;qualcuno,fuori da Varsavia,cerca disperatamente di organizzare un viaggio in Israele ma la quasi totalità dei cittadini assiste,quasi fatalmente,al genocidio del ghetto.
Che non è immediatamente visibile e questo porta molti a sopportare tutto,in attesa di un aiuto dall’esterno che non arriverà mai,tutt’altro.Si pensi a Stalin che interverrà in Polonia solo per prendersi la sua parte…
La rivolta racconta quindi l’organizzazione da parte di Mordechai,di Yitzak Zuckerman,di Kazik e pochi altri di un movimento disperato che provi almeno a salvare la dignità.


Cosa che per esempio fa Adam Czerniakow,capo del Consiglio ebraico,che tenta di proteggere la sua gente raccogliendo una grossa somma di denaro per salvare da morte certa un pugno di abitanti del ghetto,ignorando il fatto che
i nazisti usavano lo stesso sistema in tutte le zone occupate,salvo poi ovviamente non rispettare gli accordi presi.
Tra queste e altre storie,come quella di Tosia Altman,la ragazza sottoposta ad una delle abominevoli ispezioni corporali fatte dai nazisti,si assiste ad uno spaccato della vita del ghetto,con la conclusione della vicenda,amara,per tutti i protagonisti.
Un film ben diretto,asciutto,senza retorica,che racconta quasi freddamente gli avvenimenti di quei drammatici giorni.
Un taglio documentaristico che giova all’economia della pellicola,che si avvale di attori particolarmente in forma,a cominciare da Donald Sutherland passando per Hank Azaria,a LeeLee Sobieski,una vera rivelazione e sopratutto John Voight
nelle vesti di Jurgen Stroop,il “boia di Varsavia”,che,condannato a morte dagli alleati visse fino al 1952,quando estradato in Polonia venne definitivamente condannato all’impiccagione e giustiziato.
Tutti bravi,quindi,anche i meno noti;da segnalare la sobria colonna sonora di Maurice Jarre.
Un film che va visto,se possibile,nella sua versione integrale che purtroppo in Italia è assolutamente introvabile;anche la versione ridotta è irreperibile.

La rivolta
Un film di Jon Avnet. Con Jon Voight, Donald Sutherland, Leelee Sobieski, Hank Azaria, David Schwimmer Drammatico, durata 153 min. – USA 2001

David Schwimmer: Icchak Cukierman
Donald Sutherland: Adam Czerniaków
Leelee Sobieski: Tosia Altman
Hank Azaria: Mordechaj Anielewicz
Jon Voight: Jürgen Stroop
Cary Elwes: dott. Fritz Hippler
Sadie Frost: Zivia Lubetkin
John Ales: Marek Edelmann
Mili Avital: Devorah Baron
Nora Brickman: Clara Linder
Stephen Moyer: Simcha Rotem
Radha Mitchell: Mira Fuchrer
Eric Lively: Arie Wilner
Alexandra Holden: Frania Beatus
Andy Nyman: Calel Wasser
Jesper Christensen: gen. Friedrich Krüger
Palle Granditsky: dott. Janusz Korczak

Regia Jon Avnet
Sceneggiatura Jon Avnet e Paul Brickman,
Musiche Maurice Jarre
Fotografia Denis Lenoir
Montaggio Sabrina Plisco
Production Design Benjamín Fernández
Costume Design George L. Little

2 Risposte

  1. Così tanti film… e così poco tempo!

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