Lo strangolatore di Vienna


Vienna,1930
Otto Lehman,di professione macellaio,viene dimesso dal manicomio in cui era rinchiuso “per aver colpito con una coscia di vitello” una sua cliente.
A casa lo attende la sua bottega,che nel frattempo è stata mandata avanti da suo cognato Brunner e sua moglie Hanna;Otto,pur di non dover
nuovamente condividere il letto con la insopportabile donna,attrezza una camera sulla bottega nella quale va a vivere.
Una sera,mentre guarda distrattamente fuori dalla finestra,scopre la dirimpettaia Berta mentre si spoglia.
La sera dopo lo spettacolo si ripete,ma mentre è intento a spiare,Otto viene sorpreso dalla bisbetica moglie,che lo minaccia di rimandarlo in manicomio e lo insulta chiamandolo mostro.
Otto perde il lume della ragione e strangola la moglie.


Resosi conto troppo tardi del suo gesto,Otto decide di far sparire il cadavere di Hanna facendolo a pezzi e usandolo per fabbricare salsicce.
Che incontrano il gusto della gente,che affolla la sua bottega per accaparrarsi la prelibata carne.
Una sera il macellaio scopre suo cognato Brunner con una prostituta e la uccide;anche la donna finisce nel tritacarne dell’ormai fuori controllo Otto,che uccide anche suo cognato.
Sarà Berta a smascherare il macellaio,grazie anche alla fortuita scoperta di un anello in un pezzo di carne da parte di un inconsapevole cliente…
Lo strangolatore di Vienna è un film diretto dal regista aretino Guido Zurli,che in questo caso si firma John Zurli;con un budget risicato all’osso,Zurli,onesto artigiano autore di una dozzina di pellicole di vario genere fra il 1963 e il 1980,riesce a fare con i fichi secchi un banchetto quanto meno decoroso.
Il film infatti ha dei buoni spunti,muovendosi con buona lena tra i binari del giallo e quelli dell’horror,aiutato principalmente da una sottile vena di humour nero che è sicuramente un valore aggiunto per la pellicola.


Prendendo spunto dalla storia di un efferato serial killer di inizi del secolo,Fritz Haarmann detto il mostro di Hannover che dal 1919 al 1924 commise almeno 25 omicidi di adolescenti,alcuni dei quali finirono per diventare pasto per inconsapevoli clienti,Zurli imbastisce una storia senza grosse pecche che si trasforma in immagini visive equilibrate.
Utilizzando delle marcette allegre,che rendono surreali anche le sequenze degli strangolamenti,Zurli conferisce un’aura particolare al film che così esce dal classico binario dell’horror per trasformarsi in una commedia nera sicuramente godibile.
Merito anche del corpulento Victor Buono,che interpreta perfettamente il personaggio del folle Lehman,faccia quasi simpatica che maschera una mente squilibrata,che esplode nella follia in seguito all’ennesima angheria della moglie.
Il volto pacioccone di Buono,quello laido di Brunner,la bella Franca Polesello e Karin Field sono l’ossatura di un film sicuramente ben diretto e con una trama originale;girato quasi tutto in studio (Vienna appare o in cartolina o in sequenze senza attori,quindi con materiale di repertorio),Lo strangolatore di Vienna rende il massimo con il minimo investimento.


Scomparso completamente dai circuiti cinematografici e televisivi,da qualche anno è stato editato in digitale,operazione che ha reso bene i vividi colori usati dal regista nelle riprese ed è oggi disponibile in una versione molto buona disponibile su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=k93wawWeFUk&t=621s

Lo strangolatore di Vienna
Un film di Guido Zurli. Con Franca Polesello, Brad Harris, Victor Buono, Dario Michaelis, Luca Sportelli, Karin Field Horror, durata 92 min. – Italia, Germania 1971

 

Victor Buono …Otto Lehman
Franca Polesello …Berta Hensel
Brad Harris …Mike Lawrence
Dario Michaelis …Ispettore Klaus
Karin Field …Hanna Lehman
Luca Sportelli …Karl Brunner
Hansi Linder …Frieda Ulm

Regia … Guido Zurli
Sceneggiatura … Dag Molin,Dick Randall,Karl Ross
Musiche …Alessandro Alessandroni
Fotografia … Augusto Tiezzi
Montaggio … Enzo Alabiso,Graham Lee Mahin

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