L’occhio dietro la parete


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Uno scrittore rimasto invalido in seguito ad un incidente automobilistico in cui ha perso la vita il figlio possiede nella sua casa un sistema ottico che gli permette di guardare ciò che accade nella casa adiacente.
Paolo, questo il nome dell’uomo, convive con la figlia Olga, che ha coinvolto nel gioco voyeuristico che sembra essere l’unico interesse della sua vita.
Tra i due esiste un rapporto ambiguo e morboso, ai limiti dell’incesto;con la collaborazione dell’ancor più ambiguo domestico Ottavio, Paolo inizia a spiare la vita del vicino Arturo, un giovane dalla vita misteriosa e che ha una personalità debole e complessata.

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Anche Olga inizia a seguire morbosamente la vita del giovane, arrivando a spiare un suo rapporto omosessuale con un uomo di colore; a quel punto la donna cede al desiderio del padre che le chiede insistentemente di avvicinare Arturo e fa in modo di entrare in contatto con lui.
Tra i due nasce un rapporto d’amore che crea in paolo una reazione che avrà drammatiche conseguenze…
L’occhio dietro la parete, film del 1977 è l’unica opera del regista Giuliano Petrelli che del film è anche lo sceneggiatore; un film abbastanza strano, caratterizzato da un andamento imprevedibile, con scene che sembrano slegate dalla storia principale.
Il plot è costruito attorno alla figura del voyeur Paolo, diventato tale probabilmente in seguito all’incidente, un padre che ha perso un figlio ma che contemporaneamente non esita a coinvolgere sua figlia in un giochino perverso e incestuoso testimoniato da una scena nella quale insinua la sua mano tra le gambe della figlia Olga.

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Un gioco perverso e pericoloso, perchè l’uomo non è in grado di controllare l’insano rapporto che ha con la figlia; quando deciderà di spingersi oltre, inserendo nel suo gioco la figlia e mandandola impudicamente tra le braccia di Arturo finirà per provocare in se stesso un corto circuito che porterà la storia ad un finale tragico.
Una storia tutto sommato risibile, che mal si sposa con due sequenze che appaiono inserite nel film per allungare il brodo, già di per se abbastanza insipido; mi riferisco alla scena del locale notturno nella quale Arturo e Olga assistono, inconsapevoli della presenza l’uno dell’altra, alla performance di una ballerina che finisce improvvidamente per essere denudata da un aitante uomo di colore, che finirà per avere un’avventura sessuale con Arturo.

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Che a sua volta è personaggio disegnato mollemente, che appare quasi privo di volontà e sballottato quà e là dagli eventi; si lascerà sedurre da Olga (voglio avere un figlio da te, dirà la donna in un dialogo francamente assurdo) subendo anche l’iniziativa dell’uomo di colore che lo sodomizzerà.
L’altra sequenza fuori dal contesto è quella che vede l’enigmatico domestico Ottavio a letto con una ragazza; anche lui è affetto dalla stessa mania da guardone del suo datore di lavoro e non manca di spiare la bella Olga impegnata in un focoso amplesso con Arturo.
Il film in sostanza non offre null’altro se non un’atmosfera volutamente malata che sembra presagire sin dall’inizio il finale da tragedia greca che seguirà.
Il guaio è che nel mezzo c’è tutta la pellicola che scorre senza nessun sussulto e senza alcuna invenzione che contribuisca a svegliare lo spettatore dal torpore che pian piano lo avvolge.

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I protagonisti del film fanno del loro meglio; si segnala la bella bond girl Olga Bisera per la sua glaciale bellezza e per l’ardire di alcune scene, John Phillip Law per l’interpretazione molliccia esibita che include una sequenza in cui fa ginnastica completamente nudo e con le parti intime generosamente esposte oltre che per le urla selvagge lanciate nella sequenza della sodomizzazione e infine Fernando Rey impegnato a incrementare il conto in banca piuttosto che a fornire una prestazione più convincente.
Massacrato con buone ragioni dalla critica, L’occhio nella parete è un film praticamente invisibile;non ricordo suoi passaggi televisivi tuttavia è stato recentemente rieditato in digitale ed è presente in un’orribile versione fuori formato in streaming.

Aggiornamento:il film è disponibile in una buona versione in italiano all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=LJvU_xWSsa4

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L’occhio dietro la parete
Un film di Giuliano Petrelli. Con Olga Bisera, Fernando Rey, Monica Zanchi,José Quaglio, John Philip Law, Enzo Robutti, Roberto Posse Drammatico, durata 90 min. – Italia 1977.

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L'occhio dietro la parete banner personaggi

John Phillip Law: Arturo
Fernando Rey: Paolo
Olga Bisera: Olga
José Quaglio: Ottavio
John P. Dulaney: Chuck
Mónica Zanchi:la ragazza con Ottavio

L'occhio dietro la parete banner cast

Regia Giuliano Petrelli
Sceneggiatura Giuliano Petrelli
Produttore Enzo Gallo
Casa di produzione Cinemondial, Shaw Brothers
Fotografia Cristiano Pogany
Montaggio Gianmaria Messeri
Musiche Giuseppe Caruso

L'occhio dietro la parete banner recensioni

L’opinione dell’utente Ezio dal sito http://www.filmtv.it
Un film malato,intriso di voyerismo e incestuoso all’interno di una famiglia composta tra padre,figlio e figlia con una parete controllata con una telecamera che filma la vita del diimpettaio che alla fine finisce a letto con la figlia di Rey,una Olga Bisera brava e generosissima.Rimane un reperto unico (o quasi) nell’intera filmografia italiana e se vogliamo a qualcosa di Bunuel,infatti Rey e’ uno dei suoi attori principali.Imperdibile per gli amanti del “bis” e editato in versione integrale nella collana Cinekult in una copia piu’ che discreta con l’aggiunta dell’intervista a Petrelli regista dell’unico film da lui diretto.

L’opinione dell’utente Homesich dal sito http://www.davinotti.com
La prima regia dell’attore Petrelli è un dramma erotico buñueliano che vanifica le annotazioni antropologiche in un baillamme di perversioni sessuali e in un (non)eros sporco e tignoso: dal deperito Law che fa ginnastica nudo con il pene di fuori ai selvaggi urli sodomitici che lasciano ben poco alla fantasia. Il finale, più che per la fiammella thrilling accesa dal chiarimento dei legami tra il voyeur paraplegico Rey e la devota Bisera, vale un’occhiata per il sorriso malignamente compiaciuto di Quaglio, servitore laido e feticista. Glaciali musiche d’avanguardia di Caruso.

L’opinione dell’utente Fauno dal sito http://www.davinotti.com
La rivelazione finale è inaspettata, ha dell’incredibile e lo svolgimento del film non lo lasciava sospettare neanche lontanamente… ancor meno l’acquisizione dell’invalidità. Law recita molto bene e non è neppure lontano parente dell’attore di Barbarella e dei western di 10 anni prima, la Bisera non è una Venere ma se la cava, Rey non l’ho ancora visto sbagliare. Tutti gli strumenti del film sono azzeccati e non danno alcun fastidio. Unico neo: taluni concetti sono sfiorati e non approfonditi e l’ambientazione è abbastanza limitata alla casa…

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2 Risposte

  1. Recuperato recentemente in dvd. La BIsera mi piace molto e il finale mi ha sorpreso alquanto (in positivo)…
    Che film incredibili sfornava il cinema italiano nei ’70……

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