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Tutto il mio cinema

Andavamo al cinema-Parte seconda

Chiunque voglia contribuire alla diffusione di immagini di vecchi cinema può contattarmi tramite i commenti o tramite l’indirizzo email: paolobari@email.it

“Il cinema è un’invenzione senza futuro”
Una leggenda metropolitana attribuisce questa frase decisamente miope al padre degli inventori del cinema,
i fratelli Auguste Marie Louis Nicolas e Louis Jean Lumière.
Probabilmente furono invece loro a nutrire dubbi sul futuro della loro invenzione.
Comunque sia andata,sappiamo che il cinema è diventato con gli anni,un formidabile strumento di divertimento,svago
ma non solo.
E’ stato anche un sistema per fare cultura,storia e propaganda.
Ne sanno qualcosa i dittatori del secolo scorso,così come anche le grandi democrazie hanno usato il cinema per diffondere
informazione si,ma anche contro informazione.
Si pensi per esempio all’utilizzo del mezzo cinematografico fatto dal ministro per la propaganda del Reich Goebbels,che lo utilizzò
per diffondere notizie spesso false per rinfrancare le truppe,ma anche per screditare gli ebrei.
Un esempio importante è il film Suss l’ebreo,un film antisemita di volgare propaganda.
O anche all’uso che ne fece il fascismo nell’intero arco del ventennio in cui dominò la vita politica e sociale del paese.
Mussolini,con intelligenza e praticità,utilizzò il cinema per diffondere propaganda a tutti i livelli,dalle conquiste militari coloniali
del regime fino alle costruzioni edilizie,passando per le bonifiche,le adunate oceaniche ecc.

a- Cinema Balbo Torino bombardato

Effetti del bombardamento sul Cinema Balbo di Torino

a- Cinema Maffei Torino bombardato

Il Cinema Maffei di Torino bombardato

a- Cinema Massimo Torino bombardato

Cinema Massimo di Torino

a- Cinema Mediolanum Milano bombardato

Apparentemente intatto il Mediolanum di Milano,in realtà con il tetto e l’interno distrutto

a- Cinema Piemonte Torino bombardato

Il cinema Piemonte di Torino quasi completamente distrutto

a- Cinema Principe Torino bombardato

Anche il Cinema Principe ha il tetto distrutto (Torino)

Il fascismo impose documentari propagandistici prima delle proiezioni,ma non solo;permise la produzione,nell’arco del ventennio di quasi ottocento
pellicole,tutte naturalmente sottoposte a rigidi controlli.
In campo strettamente architettonico lo stile impero si diffuse capillarmente nel paese e dove non sorgevano sale cinematografiche spesso venivano
cambiati senza troppi complimenti i nomi stessi dei cinematografi.
Una buona parte della sale nate dall’avvento del fascismo nel 1922 fino alla sua caduta nel 1943 portano nomi che riconducono alla famiglia Savoia
(Margherita,Vittorio Emanuele,Umberto,Regina Elena) o “coloniali” (Massaua,Adua ecc.)
E naturalmente alcune si chiamano Balilla,Littorio o con nomi riconducibili direttamente al regime…
Nelle foto che vedrete,le vere protagoniste di questo articolo,si nota come l’architettura fascista divenne predominante.
Un’altra caratteristica delle foto,tutte risalenti a periodi antecedenti il 1950 è quella di mostrare un’Italia ingenua e povera,in cui si andava a cinema
con il vestito della festa.
Le coppie si tenevano per mano,un’usanza che oggi si è in gran parte persa.
Ci sono pochissime auto,un lusso per la stragrande maggioranza degli italiani e i paesaggi,spesso del sud,sono immersi in una
quiete quasi sinistra.
Alcune foto mostrano i danni irreparabili portati dai bombardamenti al patrimonio architettonico cinematografico mentre altre mostrano interni splendidi e riccamente decorati.

Arena Parco Michelotti Torino

Arena Parco Michelotti,Torino

Cine sala Iride Roma

Il Cinema Sala Iride di Roma,con la dizione fotocronografo

Cine Teatro Ambrosiano Milano

Cinema Teatro Ambrosiano di Milano,nel classico stile impero

Cine Teatro Cantone Lavello

Cinema Teatro Cantone di Lavello,con la strada principale completamente vuote

Cine Teatro centrale Salsomaggiore

Il Cinema Teatro Centrale di Salsomaggiore (Parma),in una piazza completamente priva di veicoli

Cine Teatro D'Annunzio Borgo Panigale

Il Cine Teatro D’Annunzio a Borgo Panigale (Bologna)

Cine Teatro del Popolo Condove

Una rarissima immagine del Cinema del Popolo a Condove (Torino)

Cine Teatro Duomo Rovigo

Elegantissimo,il Cine Teatro Duomo di Rovigo

Cine Teatro Littorio Trento

Il Cine Teatro Littorio di Trento,in puro stile (e nome) fascista

Cine Teatro Mastroeni Messina

Una vecchissima foto del Cinema Mastroeni di Messina

Cine Teatro Odeon Canicatti

Stile impero per il Cinema Teatro Odeon di Canicattì (Agrigento)

Cine Teatro Odeon Udine

Il Cinema Teatro Odeon di Udine (ancora una piazza completamente vuota)

Cine teatro Orfeo Bondeno

Il Cine Teatro Orfeo di Bondeno (Ferrara)

Cine Teatro Partenio Avellino

Cinema Teatro Partenio di Avellino

Cine Teatro Politeama Pavia

Cinema Teatro Politeama di Pavia

Cine Teatro Splendor Berra

Cinema Teatro Splendor di Berra (Ferrara)

Cinema Corallo Sassuolo ingresso

L’elegante interno del Cinema Corallo di Sassuolo

Cinema Lux Parma ingresso

Ingresso del Cinema Lux di Parma

Sala Cine Cinema dell'Oratorio Torino

La sala di proiezione,spartana del Cinema’Oratorio di Torino

Sala Cine Cinema Eldorado Novara

Sala di proiezione del Cinema Eldorado di Novara

Sala Cine Cinema Ghersi Torino

La splendida,elegantissima sala del Ghersi di Torino

Maggio 13, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | 10 commenti

Andavamo al cinema

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 Filmscoop

 In otto anni di vita di Filmscoop ho parlato di film e attrici,locandine ed eventi,premi e quant’altro
legato al mondo del cinema.
Ho volutamente tralasciato uno degli elementi fondamentali dell’esistenza del cinema:la sala di proiezione,
quella che in una parola sola viene da sempre indicata come “il cinema
Quasi che la pellicola e la sala fossero un’entità unica e indivisibile,inscindibile.
Andare al cinema.
Ovvero occupare parte del pomeriggio o della sera con il divertimento e lo svago rappresentato dal film,
impegno che ha rappresentato per decenni l’unica alternativa alla passeggiata o alle chiacchiere con gli amici.
Fino alla nascita della tv e alla sua capillare divisione tramite gli apparecchi televisivi nelle case degli italiani
il cinema è stato un punto di socializzazione fondamentale.
Un posto magico,che ho descritto in vari articoli presenti sul sito.
Con questo articolo,primo di una serie che mi auguro lunga,faremo un viaggio sospeso tra la nostalgia e il rimpianto attraverso le migliaia di sale cinematografiche sparse per lo stivale,dagli albori del secolo scorso ad oggi.
Sono mute testimonianze dell’evoluzione del paese attraverso costruzioni di ogni tipo,spesso autentiche opere d’arte ormai scomparse o profondamente modificate.

Supercinema Sant'Arcangelo di Romagna

L’edificio in stile impero che ospitava il Supercinema di Sant’Arcangelo di Romagna

Simbolo di un’Italia che è cambiata socialmente e culturalmente anche attraverso il cinema,che ne ha raccontato con passione il passaggio a quella che potremmo definire l’età adulta,con tutte le contraddizioni e i drammi che il paese stesso ha affrontato in un secolo.
Sono foto spesso molto rare,perchè stranamente di tantissime sale cinematografiche mancano documentazioni visive;esse giacciono nelle case degli italiani,tra album di ricordi che immortalano i cinema nella loro quotidianità.
Foto spontanee e spesso simili a finestre aperte su un passato che le nuove generazioni ignorano del tutto.

Un fenomeno,quello delle sale cinematografiche,dai numeri imponenti.
Nel 1940,con l’Europa in guerra e l’Italia che a giugno si schiera al fianco della Germania il cinema non è un privilegio per pochi eletti.
Nella penisola sono attive 4822 sale,che potremmo definire multi funzionali.
All’interno di esse infatti avvengono rappresentazioni teatrali e concertistiche,si tengono spettacoli di varietà e altre forme di spettacolo stesso.
Si staccano 364 milioni di biglietti,una cifra impressionante in rapporto al numero delle sale stesse.
Alla fine del conflitto,con un’Italia da ricostruire e che ha subito pesanti bombardamenti,il cinema diventa il fulcro della vita sociale.

Cinema Nuovo Santo Spirito

Il cinema Nuovo (vecchia denominazione) di Santo Spirito,frazione di Bari

Cinema Mignon Villa San Giovanni

Nella foto il cinema Mignon di Villa San Giovanni,Reggio Calabria

C’è voglia di leggerezza e di svago dopo gli anni orribili del conflitto.
Nel 1950 le sale sono quasi raddoppiate:ora sono 7946 con 661 milioni di biglietti venduti.
Va da se che questi numeri testimoniano come il paese sia avviato verso la ripresa,pur fra difficoltà di ogni genere.
La guerra ha lasciato ferite profonde,mancano infratrutture di ogni genere;eppure si investe nel cinema proprio perchè dopo gli anni bui della paura e della morte l’Italia ha voglia di rinascere,tornare a sorridere e il cinema può contribuire in maniera fondamentale a questo scopo.
Nel 1955 le sale passano da poco meno di 8000 a 10500 con 819 milioni di biglietti venduti,il record storico del cinema nel nostro paese.
In rapporto alla popolazione che conta 48 milioni di abitanti si può notare come ciascun abitante,in media,sia andato al cinema 9 volte in un anno.
Cinque anni dopo la frenata,si passa ad un decremento di poco meno di duecento sale;nel 1960 diventano 10.393 con 744 milioni di presenze.
La causa è facilmente identificabile;è nata la tv che da allora in poi diverrà lo strumento principe dello svago degli italiani.
Certo,gli apparecchi televisivi sono ancora un lusso,ma spesso si diserta la sala per assistere alle trasmissioni tv nei luoghi che posseggono un apparecchio tv,per assistere a Lascia o raddoppia o Campanile sera,le trasmissioni di maggior successo di quegli anni.

Cinema Concordi Padova atrio

L’atrio sobrio ed elegante del cinema Concordia di Padova

Contraddittori i dati del 1965,con l’Italia alle prese con il boom economico,che porterà le vacanze al mare,l’auto e gli elettrodomestici conseguenza di un diffuso miglioramento economico:le sale aumentano e diventano 10517 ma calano ancora le presenze,con 663 milioni di biglietti staccati.
Paradossalmente sarà il 1970 a mostrare i segni di un costante decremento di presenze a fronte di un’offerta di pellicole di qualità straordinaria.
Siamo nel periodo più fertile creativamente eppure si sono perse per strada un migliaio di sale passate ora a 9439 e spettatori che sono diventati 525 milioni.
La tv offre spettacoli su due canali e il sabato sera molti preferiscono restare a guardare lo sceneggiato di turno o il varietà televisivo.
Fino al 1975 c’è un periodo di stasi;il numero delle sale resta più o meno inalterato,sono 8843 con una perdita significativa ma non ancora importante e gli spettatori sono più o meno gli stessi,515 milioni.
Sono i dati del 1980 a testimoniare invece la drammatica crisi che inizia ad avvolgere il cinema;sono nate le tv commerciali e gli italiani hanno scoperto la comodità delle serate in casa,mentre i giovani affollano le discoteche.

Biglietto Cinema teatro Moderno verona
I cinema diventano 8453 e i biglietti venduti 241 milioni.
Il pubblico si è ridotto della metà in soli cinque anni.
Tra il 1980 e il 1985 la crisi arriva all’apice.
Le sale chiudono a ripetizione e si dimezzano;sono diventate appena 4885 ma il dato più allarmante sono i 123 milioni di biglietti venduti.
In poco meno di quarant’anni da dieci volte all’anno di media si va a cinema solo due volte.

Gli anni successivi confermeranno questo trend e le sale cinematografiche spariranno ad un ritmo vertiginoso,distrutte dalla recessione,dalla concorrenza della tv e dalla nascita delle multisala.
L’emorragia continua inarrestabile e solo un pugno di coraggiosi gestori cerca di mantenere in vita la propria attività,in lotta contro nemici di ogni specie,dalla concorrenza spietata delle multisala alla necessità di passare a digitale,che oggi è legge dello stato e ha imposto pesanti sacrifici economici.

Cinema Italia Mira

Una rarissima immagine del cinema Italia di Mira,Venezia

Cinema Excelsior Genova interno

Lo splendido interno del cinema Excelsior di Genova

Cinema Impero Padova

Il glorioso cinema Impero di Padova

Stretti tra problemi di vario genere,spesso i gestori hanno mollato la spugna.
E negli ultimi decenni i resti di quelle che erano l’orgoglio della città,sale storiche o semplicemente ricordi di un’epoca di fasti si sono trasformate in costruzioni abbandonate all’incuria.
Prive di manutenzione o semplicemente abbandonate a se stesse,le sale hanno finito per essere riciclate in altre attività commerciali o sono state abbattute per lasciare posto
ad altre costruzioni.
Oggi il nostro paese conta meno di 1000 cinema su tutto il territorio nazionale.
Nonostante il grido di dolore dei tanti appassionati,la sala cinematografica è diventata ormai rarissima mentre sono cresciute esponenzialmente le multisala;c’è voglia di cinema ma in un modo completamente diverso rispetto al passato.

Cinema Imperiale Genova

Il Cine teatro Imperiale di Genova

Certo,guardando le foto che vi propongo,la cosa che balza agli occhi è l’immagine di un paese mutato strutturalmente sotto tutti i punti di vista.
Le foto in bianco e nero testimoniano i cambi di costume,tecnologici e architettonici avvenuti in quella che potrebbe sembrare un’era geologica ma che in effetti si riduce a poche decine di anni.
Che però sono passati,lasciando traccia solo sulle immagini,le sole a testimoniare un’epoca in cui il cinema rappresentava un punto importante della giornata dell’italiano.
Prossimamente parlerò ancora di questo passato per certi versi glorioso,lasciando ampio spazio alle immagini,le vere protagoniste e testimoni di un tempo irrimediabilmente alle nostre spalle.

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Cinema Fulgor Rimini

Il cinema Fulgor di Rimini

Cinema Eden Sant'Arcangelo di Romagna

Il cinema Eden di Sant’Arcangelo di Romagna

Cinema Eden Fregene

Il cinema Eden di Fregene

Cinema Dopolavoro Marelli Sesto San Giovanni

Il cinema all’aperto Dopolavoro Marelli di Sesto San Giovanni (Milano)

Cinema Centrale Sanremo

Cinema Centrale di Sanremo

Cinema Capitol Torino

Cinema Capitol di Torino

Cinema Arlecchino Trapani

Il cinema Arlecchino di Trapani

Cine Teatro Sociale Torino

Cine Teatro Sociale di Torino

Cine Teatro Principe Palestrina

Cine Teatro Principe di Palestrina (Roma)

Sala Cine Marraccini Grosseto

La sala di proiezione del cinema Marraccini di Grosseto

Cine Teatro Metropolitan Catania

Il Cine Teatro Metropolitan di Catania

Cine Teatro Japigia Santeramo in Colle

Il Cine Teatro Japigia di Santeramo in colle (Bari)

Sala Cine Teatro Italia Venezia

La splendida sala di proiezione del cinema Italia a Venezia

Cine Teatro Italia Catanzaro

Il Cine Teatro Italia a Catanzaro

Cine Teatro Gaffurio Lodi

Il Cine Teatro Gaffurio di Lodi

Sala Cine Teatro Vittoria Città di Castello

Sala di proiezione del Cine Teatro Vittoria a Città di Castello (Perugia)

Cine Teatro Corso Mestre

Cinema Teatro Corso di Mestre (Venezia)

Cine Teatro Caputo Cerignola

Il Cinema Teatro Caputo di Cerignola (Foggia)

Cine Teatro Astra San Giovanni Lupatoti

Il Cine Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto (Perugia)

Cine Teatro Adriatico Vieste

Cine Teatro Adriatico di Vieste (Foggia)

Sala Cinema Moderno La Spezia

Sala di proiezione del cinema Moderno di La Spezia

Cine Music Hall Mondial Trieste

Il cinema Music Hall Mondial di Trieste

Cine Dopolavoro OND Santeramo in Colle

Il Dopolavoro Old di Santeramo in Colle (Bari)

Sala Cinema Teatro Universale di Genova

La splendida hall del Cinema Teatro Universale di Genova 

Sala Cinema Verdi Martina Franca

La sala di proiezione del cinema Verdi di Martina Franca (Taranto)

 

 

 

Maggio 2, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | , , | 6 commenti

Bari,una città e i suoi cinema nel passato-Seconda parte

I cinema di seconda visione e quelli di visione successiva hanno avuto un’importanza fondamentale nella infanzia e adolescenza di diverse generazioni.
Il cinema di sabato o di domenica era una tappa importante che scandiva i pomeriggi e le sere di giovani che avevano poche o nessuna alternativa ad esso.
In tempi in cui la tv aveva un solo canale,spesso monopolizzato dalla famiglia e con un’offerta striminzita,in cui i locali da ballo erano riservati solo agli over 21 e sopratutto in tempi in cui di denaro ne circolava pochissimo il cinema di visione successiva erano una valida alternativa alla noia.
Erano anche posti di socializzazione,una delle pochissime attrattive dei quartieri periferici,dove sorgevano a dispetto delle orgogliose sale di prima visione,quasi sempre collocate nei centri della città.
Grazie al passa parola,i giovani sapevano quasi tutto del film che l’Odeon o il Palazzo,l’Adratico o il Lucciola proiettavano,evitando così di incorrere nel temuto “bidone
Ma di sicuro l’importanza maggiore l’aveva il cinema parrocchiale,sia per la sua collocazione sia perchè rappresentava spesso il fulcro della vita sociale del quartiere.
Era il caso,nella mia città,del cinema Redentore.

Cinema Redentore 2

L’interno del cinema Redentore negli anni 60

Cinema Redentore 3

Il Redentore oggi

Cinema Redentore 4

C’era una volta il cinema dell’oratorio Don Bosco

Cinema Redentore

La galleria del cinema Redentore

Sorgeva sulla parte esterna del grande oratorio Don Bosco,situato nel quartiere Libertà,molto distante dal centro.
L’oratorio Don Bosco era una struttura fondamentale per l’educazione dei ragazzi;disponeva di due campi da calcio,uno da basket e di molte stanze utilizzate per giochi collettivi o singoli,come il ping pong o il calcio balilla.
Il cinema Redentore era l’ideale completamento della struttura,capace di contenere centinaia di persone,una sala molto grande con galleria e platea,utilizzata la domenica a tempo pieno.
La domenica infatti c’era la tanto attesa proiezione mattutina,riservata ai ragazzi che assistevano alla messa.
Un sistema forse coercitivo,ma che contribuiva in maniera fondamentale all’equilibrio sociale;tra calcio,sport e cinema i ragazzi vivevano a tempo pieno nella struttura,evitando così di passare per strada in un quartiere senza alcuna attrattiva per loro il tempo libero a disposizione.
Il film veniva proiettato alle 10,30 ed era ovviamente quasi sempre un peplum con protagonisti Maciste,Ursus Sansone ed Ercole oppure
uno dei tantissimi film del duo Franchi Ingrassia o un film comunque adatto alla fascia d’età che andava dai 10 ai 14 anni.
La sera il cinema Redentore era invece aperto al pubblico,che accedeva ad esso dall’esterno della struttura.
Il quartiere Libertà era in effetti il più ricco di sale cinematografiche;oltre al Redentore vi sorgevano il Supercinema,l’Arena giardino,
l’Arena Moderno,l’Ariston,il Jolly e il Lucciola.
Un’offerta ampia,che si estendeva su una vasta superficie per quello che era il quartiere più popoloso (e più turbolento) della città.
Per anni quindi il cinema Redentore ha rappresentato un fulcro importantissimo di socializzazione,di conoscenza e di svago,funzione che ha conservato anche per buona parte degli anni settanta,con l’apertura del cinema stesso a spettacoli di altro genere,come i concerti musicali.
memorabile quello tenuto dagli Area di Demetrio Stratos a meta degli anni settanta.

Supercinema

Il mitico Supercinema

Supercinema demolizione

I lavori di demolizione del Supercinema

Supercinema Bari

Un palazzo ha preso il posto del glorioso Supercinema

Supercinema 3

Supercinema 2

Con il passare del tempo e con l’incedere della crisi il cinema fatalmente perse il suo ruolo fondamentale mentre l’oratorio mantenne
la sua funzione sociale,cosa che ha ancora oggi.
Chiuso a cavallo del finire degli anni settanta e inizi degli anni ottanta,il Redentore venne completamente abbandonato a se stesso e ancora oggi,
a distanza di un trentennio,è desolatamente vuoto.
Ultimamente il regista Gennaro Nunziante ha annunciato il suo impegno per la ristrutturazione del glorioso cinema,ma al momento non c’è ancora nulla di concreto.
A meno di un chilometro di distanza da esso sorgeva il Supercinema,grande struttura situata sull’arteria principale del quartiere Libertà,via Ravanas.
Proiettava film di visione successiva,ma disponeva di un’apparecchio di proiezione di elevato livello motivo per il quale le pellicole si guardavano
quasi sempre in condizioni ottimali.Disponeva di platea e galleria e ciliegina sulla torta aveva il tetto apribile.
Che dava l’illusione di guardare il film all’aperto,oltre che di funzionare come aspiratore per la massa impressionante di fumo che si produceva al suo interno.
Sul finire degli anni sessanta e per buona parte dei settanta la mancanza di una legge anti fumo creò devastanti problemi di salute in molti adolescenti.
A parte la libertà di fumare lontano da occhi indiscreti,i giovani respiravano per almeno due ore fumo passivo concentrato in quantità impressionanti.
Quando si usciva dal cinema e si tornava a casa i genitori sapevano immediatamente dove eri stato dall’odore fortissimo che impregnava i vestiti.
Il Supercinema disponeva di un mitico servizio fra le panche di legno che ordinavano platea e galleria;un uomo con frigo passava vendendo gelati,sussurrando”Lola gelati” come una sirena incantatrice.
Dopo decenni di attività,il Supercinema chiuse e alla fine venne abbattuto per lasciare posto ad un garage multipiano.
Una sorte triste per quello che era stato con il Redentore il cinema più importante per generazioni di ragazzi con pochi soldi in tasca e tanta voglia di
cinema.

L’Arena Madonnina, della quale non ho alcuna documentazione

Supercinema Arena

L’ingresso all’Arena Giardino,oggi.La struttura è ancora in piedi a 30 anni dalla chiusura

Arena Moderno

L’ingresso all’Arena Moderno.La struttura esiste e c’è ancora parte degll’arredo

L’Arena Giardino era uno dei tre cinema all’aperto della città,unitamente all’Arena Moderno e all’Arena Quattro palme.
Sorgeva anch’esso su via Ravanas,spostato verso la ferrovia e incluso nel complesso dell’ex manifattura dei tabacchi,una struttura gigantesca lunga diversi isolati che divenne poi,in parte,l’aula super bunker tristemente famosa per aver ospitato processi importanti della nostra storia recente,come quello sulla strage di Piazza Fontana.
Era un cinema comodo,con sedie ovviamente in legno,molto frequentato d’estate sopratutto nelle sere calde che la nostra città dispensa con ottima continuità.
Proiettava film di seconda visione,ma aveva prezzi accessibili;nel 1970 il biglietto costava 500 lire,non un’inezia ma alla portata di quasi tutte le tasche.
All’uscita del cinema stazionava un carretto che vendeva di tutto,dai pop corn ai semi di zucca,passando per caramelle e patate fritte.
chiuse sul finire degli anni settanta,penalizzato sia dalla crisi sia dal fatto di lavorare solo per il periodo maggio-settembre.
Oggi esiste ancora la struttura dello schermo,mentre il resto del gigantesco complesso è adibito in parte a mercato rionale mentre una buona fetta dell’ex Manifattura dei tabacchi è completamente vuota.
Sempre nel quartiere Libertà,ma dal lato opposto quindi sulla via Napoli,parallela del Lungomare di Bari che porta allo stadio del nuoto,alla fiera del Levante e allo stadio della Vittoria c’era la seconda delle Arene cittadine,l’Arena Moderno.

Cinema Lucciola 1921 2

Il cinema Lucciola

Cinema Lucciola 1921

Cinema Lucciola

L’atrio dell’ingresso alla sala del cinema Lucciola

Royal 3

Royal 4

Due foto dell’elegante trasformazione subita dal Lucciola,divenuto Royal

Royal 5

Suggestiva foto notturna del Royal,che sorge sul sottopasso di via Quintino Sella

Royal

Una foto del Royal prima dei lavori di ammodernamento

Royal 2

Il Royal oggi

Cinema molto piccolo,ma facilmente raggiungibile e con grande disponibilità di parcheggio era un cinema di visione successiva economico e come tale era spesso stracolmo.
Chiuse anch’esso agli inizi degli anni ottanta ed è ancora oggi esistente.Accanto ad esso sorge il palazzetto dello Sport,che guarda orgogliosamente dall’alto il piccolo e glorioso Arena Moderno,il nostro cinema all’aperto nelle serate afose di luglio e agosto…
A circa 100 metri di distanza dall’Arena Moderno,a due passi dalla chiesa dei Carmelitani,in una posizione infelice ovvero all’interno di un cortile condominiale sorgeva il cinema Ariston,divenuto in seguito Santelia.
Un cinema piccolo ed economico e per questo dall’importanza addirittura fondamentale per i ragazzini.
Lo si poteva definire un cinema parrocchiale,anche se non godeva dei privilegi (per noi ragazzi) di cui godevano il Redentore e il Felix (poi Capitol e infine Esedra),quello di permettere visioni gratuite delle pellicole.
L’Ariston era frequentato da una marea di ragazzini vocianti e scalmanati,che spesso vedevano due volte lo stesso film,creando in sala un’atmosfera chiassosa che certo non favoriva l’afflusso di adulti.
C’era una lotta perenne tra la maschera e i ragazzi che avrebbero voluto godersi il film anche per ore;lotta che finiva ovviamente con l’allontanamento dalla sala.
Un appellativo poco dignitoso e ingeneroso dell’Ariston era quello di cinema “pidocchietto“,dovuto al basso prezzo della pellicola,alla qualità spesso ai limiti della decenza della pellicola stessa,che arrivava in sala dopo aver fatto una trafila lunghissima in tutti i cinema della provincia e per la presenza di anziani che bivaccavano in attesa di giorni migliori.

Ariston

Il glorioso Ariston,divenuto Santelia come appare oggi

Eppure all’Ariston abbiamo visto decine di film di serie z,spesso commentando ad alta voce le sequenze sullo schermo,accompagnando con risate e urla gli avvenimenti che si susseguivano.
L’Ariston passò di grado a fine anni sessanta diventando Santelia;venne rimodernato e diventò un cinema più elegante,sancendo di fatto la fine della gloriosa epoca degli anni sessanta stessi.
In realtà i ragazzini crescevano,l’aria attorno stava cambiando e il ricambio generazionale stava orientando i ragazzi stessi verso altre scelte.
Oggi l’ex Ariston Santelia è un locale a disposizione della parrocchia dei carmelitani.
Ultimo dei cinema di cui parlo in questa seconda parte ma non certo per importanza è il cinema Lucciola divenuto in seguito Royal.
Era il cinema del dopolavoro delle ferrovie dello stato ma era aperto al pubblico.
Una sala molto bella,con galleria e platea,elegante e pulita e caratterizzata da una programmazione di qualità.
Sorgeva all’imbocco del sotto passaggio di via Quintino Sella,uno dei due punti di accesso ai quartieri oltre la ferrovia prima della costruzione dei ponti di Corso Cavour e di Japigia; una posizione molto scomoda,anche perchè il Lucciola era parecchio distante dal centro.
Rimesso a nuovo,cambiò la storica denominazione in Royal e si trasformò in un elegante cinema di prima visione.
Ha tenuto duro anche durante la crisi per poi cedere definitivamente.Oggi è stato rimesso a nuovo ed è diventato un teatro che
si occuperà anche di cinema ma non più con cadenza giornaliera.

Il cinema Impero in Corso Sonnino

Interno del cinema King (ex Palazzo)

Interno del cinema Esedra (ex Capitol)

Interno del cinema Casa del soldato

Il cinema Umberto

Il cinema Splendor

Interno del cinema Redentore

Il cinema Odeon

Il cinema Lucciola

Il cinema teatro Kursaal Santalucia

Il cinema Impero nel quartiere di Palese

Il cinema Cavour

Il cinema Casa del soldato

Il cinema Capitol (angolo destro della foto)

Il cinema Abc

Il cinema Arena moderno (angolo sinistro della foto,è visibile lo schermo in muratura)

Cinema Arena 4 palme

L’Arena San Francesco, in via Crispi, demolita come buona parte dell’isolato a metà anni 60

Flani di alcuni film proiettati nelle sale di Bari negli anni settanta

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Supercinema 1

Odeon 1

Lucciola 3

Lucciola 2

Lucciola 1

aprile 27, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | , | 2 commenti

Bari,una città e i suoi cinema nel passato-Prima parte

Bari banner

La mia città,Bari,è oggi molto diversa a quella che racconto attraverso le sue sale cinematografiche in un arco di tempo che va dalla fine degli anni sessanta agli inizi degli anni ottanta.Per molti versi è inaspettatamente una città molto migliorata dal punto di vista dell’arredo urbano e dei servizi.Certo,i problemi delle periferie sono praticamente rimasti inalterati,vista anche l’impetuosa crescita della città stessa,ma il suo cuore vitale,il centro cittadino e le zone immediatamente limitrofe sono decisamente migliorati.
Dai giardini alla viabilità,dalla pulizia al decoro degli arredi urbani tutto appare in uno stato di salute ottimale;
sono stati recuperati alla città il patrimonio storico della città vecchia e due autentci monumenti della cultura,il teatro Petruzzelli e il Margherita.Il Lungomare,fiore all’occhiello di Bari,è oggi interamente percorribile per almeno 15 chilometri,dopo anni di abbandono e incuria.Da San Girolamo a San Giorgio tutto appare più pulito e meno degradato.Ai primi degli anni settanta la situazione era assolutamente inversa;anni di amministrazioni comunali ai limiti della decenza avevano portato la città ad essere un ricettacolo di sporcizia e delinquenza.
Ovviamente molti problemi sono rimasti irrisolti,ma credo che essi siano strettamente connaturati all’indole meridionale,per certi aspetti troppo incline alla filosofia borbonica del “lascia fare a Dio” che per secoli ha governato subdolamente portando il meridionale stesso ad una accettazione fatalista del proprio destino.

Biglietto Cinema impero

Storico biglietto del cinema Impero;da notare la dizione Primi posti,la più ambita (e la più costosa)

Ma è un discorso che non compete una trattazione sintetica del vero tema che vorrei raccontare,il rapporto della città con i suoi cinema.
La sala cinematografica,il luogo deputato per almeno 80 anni alle proiezioni delle pellicole.
Posto ormai leggendario,in cui si assisteva alla magia chiamata cinema.
E che oggi non ha più nulla o quasi a che vedere con quel luogo pionieristico,in cui si sognava e si rideva,ci si commuoveva e si partecipava ad uno spettacolo corale,in cui l’attore e l’attrice era quasi un’estensione della personalità,una proiezione dell’eroe o dell’anti eroe che ognuno di noi sognava di essere.
Poi,negli ultimi trent’anni,il cambiamento.
Repentino.
E negli ultimi venti a passi da gigante.
Le sale chiudono,per vari motivi di cui ho abbondamente parlato in passato.
E quelle che nascono non assomigliano quasi più alle sale fumose e con sedili di legno alle quali decine di generazioni avevano fatto l’abitudine.
Oggi si prenota il biglietto da casa,si va nella multisala preferita e ci si accomoda;non si fuma più da ormai trent’anni (purtroppo però si mangia e si telefona) e si guardano film in 3D,con audio e vista praticamente perfetti.

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Lo splendido Teatro Petruzzelli (ex Politeama Petruzzelli) completamente restaurato e restituito alla città

Un mondo nuovo,tecnologico,che ha cancellato quello delle pellicole graffiate e saltellanti,dei dialoghi interrotti e delle scene
monche.
Cosa è successo in questo tempo? Che fine hanno fatto le vecchie sale in cui siamo cresciuti,ammaliati e catturati visivamente e con gli altri sensi?
Sensi? Si,perchè la sala cinematografica era un’estensione della casa;accogliente,zeppa di odori e di umori,dai suoni cortesi o prepotenti,
dai colori vividi o in due dimensioni,il bianco e il nero.
Sono quasi del tutto scomparse,come i dinosauri;dei quali oggi esistono i discendenti,dalle forme completamente diverse dai loro progenitori.
In questo articolo parlerò delle sale cinematografiche della mia città,delle loro denominazioni antiche e di quelle che avevano prima di chiudere,
di come erano fatte mostrando le foto di ciò che oggi sono o di come erano prima di chiudere.
Un viaggio in un passato recente che non riguarda solo i miei concittadini,ma credo possa interessare anche l’abitante di Milano o Venezia o di qualsiasi piccolo borgo,che potrà riconoscere sensazioni,ricordi e nomi che spesso erano comuni a utte le latitudini.

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Quale città non aveva un cinema Capitol o Splendor,Rex o Supercinema?Corso o Impero?
Spero che questo piccolo viaggio,che ripercorre sommariamente una piccola parte della storia di Bari possa interessarvi,quasi quanto ha divertito e in qualche modo commosso me nello scriverlo.
L’elenco che segue riguarda i cinema presenti nella città dopo il 1 gennaio del 1960.

Fino alla metà inoltrata degli anni settanta le sale cinematografiche erano divise in sale di prima visione,seconda visione,visione successiva.
Esistevano poi sale di visione successiva di tipo parrocchiale (spesso gestite però da laici) e sale dopo lavoriste (Enel,Forze armate e altri)
Le sale di prima visione proiettavano film appena immessi sul mercato;generalmente erano le più eleganti della città,avevano un costo piuttosto elevato e sempre fino alla metà dei primi anni settanta,erano le più ambite ma anche quelle frequentate sopratutto dagli adulti.
Nel 1971 il costo del biglietto era mediamente oscillante fra le 700 e le 1000 lire,che non erano propriamente alla portata
dei ragazzi under 18.
A Bari c’erano,nell’ordine fino al 1975 come prime visioni:

-Il cine teatro Petruzzelli (nato come Politeama Petruzzelli);
-Il cinema Oriente;
-Il cine teatro Margherita;
-Il cinema Galleria (successivamente divenuto di seconda visione)
-Il cinema Kursaal Santalucia

Petruzzelli

Interno dell’ex cinema Petruzzelli

Successivamente divennero di prima visione (dopo il 1970)

-Il cinema Ambasciatori;
-Il cinema Orfeo;
-Il cine teatro Royal;

I cinema di seconda visione erano:

-Il cinema Odeon;
-Il cinema Armenise;
-Il cine Palazzo (successivamente King e poi Nuovo Palazzo)

I cinema di visione successiva erano:

-Il Supercinema
-Il cinema Marilon
-Il cinema Jolly
-Il cinema Ariston

I cinema dopolavoristi

-Cinema Manzoni
-Il cinema Lucciola (successivamente Royal)

I cinema parrocchiali

-Cinema Splendor
-Cinema Felix (successivamente Capitol,infine Esedra)
-Cine Teatro Redentore

I cinema all’aperto:

-Arena 4 palme
-Arena Giardino
-Arena Moderno

I cinema dell’immediata periferia:

-Cine Impero (Palese)
-Arena (Palese)
-Cine Vittoria (Quartiere San Paolo)
-Cinema Ariston (Santo Spirito)

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Cine teatro Petruzzelli

Il cine teatro Petruzzelli era nato principalmente come luogo deputato alle rappresentazioni liriche e in seguito anche teatrali.Non so in che periodo venne allestito lo schermo cinematografico,ma presumibilmente ciò avvenne sul finire degli anni 50 o al più tardi nei primi anni sessanta.
Situato nella centralissima Corso Cavour,era il cinema più elegante della città.Aveva una platea con poltrone di velluto rosso scuro,moquette dello stesso colore e palchi con sedie di legno.
In più aveva un loggione,nel quale generalmente durante le opere liriche andava la gente con meno mezzi economici;quando c’erano proiezioni di film importanti e tutti i posti erano esauriti,ci si accomodava sulle scomode panche del loggione pur di assistere al film preferito.
Ricordo nitidamente di aver assistito alla prima di Cassandra Crossing con il teatro stipato fino all’inverosimile;in seguito ho assistito anche a dei concerti,uno su tutti quello di Riccardo Cocciante.
Nel 1971 ho visto tra i trenta e i quaranta film in quel cinema,grazie alla tessera AGIS;ho assistito alle riprese del film di Sordi Polvere di stelle,agitavo una bandierina a stelle e strisce confuso tra la folla…
Era un posto bellissimo e affascinante;si pensi ai nomi che hanno calcato il palcoscenico splendido del Petruzzelli:Herbert von Karajan, Rudolf Nureyev, Frank Sinatra, Ray Charles, Liza Minnelli, Juliette Greco, Eduardo De Filippo,Dario Fo, Riccardo Muti, Carla Fracci, Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, José Carreras…
Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 la storia ormai centenaria del teatro si interruppe brutalmente;un incendio doloso lo distrusse quasi per intero.
Ci sono voluti 16 anni e decine di miliardi di vecchie lire per riportarlo all’antico splendore.
Oggi non è più un cinema ed è stato restituito alle sue funzioni originali.

Cinema Margherita 3

L’interno del cine teatro Margherita in una foto d’epoca

Cinema Margherita 2

Il Margherita in costruzione

Cine teatro Margherita

Il Margherita è una struttura singolare;nata ormai un secolo fa come teatro e costruita su palafitte,domina la parte centrale del Lungomare della città.
Agli inizi degli anni cinquanta divenne anche cinema,un salotto buono per la città con un foyer elegante e le caratteristiche colonne decorate.
Disponeva di due ordini di posti,galleria e platea con sedie rigorosamente in legno;alcuni dei film più importanti li ho visti quà,
come Il padrino e infine l’ultima proiezione,Alien di Ridley Scott che chiuse,nel 1979,le programmazioni cinematografiche della sala che da allora
venne dismessa.
Per lunghi anni le amministrazioni comunali hanno trascurato quello che ormai era diventato un monumento cittadino,per poi finalmente ristrutturarlo.
Oggi è adibito a contenitore di manifestazioni artistiche,in attesa di diventare un museo dell’arte.

Cinema Margherita

Cinema Margherita 4

Due bellissime immagini del rinnovato Margherita,destinato a diventare un museo

Cinema Oriente

Situato a poche decine di metri dal teatro Petruzzelli,sulla centralissima Corso Cavour,l’Oriente era un’altra sala prestigiosa della città.
Concepita come un piccolo teatro,negli anni ottanta ospitò qualche edizione della rassegna canora Azzurro;era un cinema elegante anche se arredato con le tradizionali sedie in legno e disponeva di platea e galleria.Il ricordo più netto che ho è quello della sera del 23 novembre 1980.Una violenta scossa di terremoto sconvolse l’Irpinia,portando la sua onda di rimbalzo fin nella mia città.Stavamo guardando un film di Fantozzi e le urla sostituirono le risate.Ricordo ancora l’impressionante grido di “il terremoto” che qualcuno urlò e la fuga verso le uscite di sicurezza,che erano sbarrate.Poi la corsa a casa,per sentire le notizie del TG…

Anche l’Oriente non sopravvisse alla crisi e negli anni ottanta chiuse definitivamente i battenti e si trasformò in una sala bingo.Rilevata poi da una società si trasformò prima in un pensionato di lusso e in seguito in un albergo.
Negli anni quaranta disponeva di una sala da the e di una sala da ballo;venne inaugurato nel 1928,in piena epoca fascista.

Cinema Oriente

La storica sede del cinema Oriente,oggi scomparso

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Cinema Orfeo

L’apripista delle sale di nuova concenzione;disponeva di poltrone imbottite,di un’ampia sala acusticamente perfetta e moquette sui pavimenti
il tutto rigorosamente color oro.
La crisi della fine degli anni ottanta segnò la fine della bella e elegante sala,che divenne una sala Bingo.
La successiva crisi delle sale Bingo portò alla chiusura della stessa;oggi i locali sono desolatamente vuoti da tempo.

Cinema Orfeo

L’ex cinema Orfeo,oggi completamente vuoto dopo essere stato destinato a sala Bingo

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Gran Cinema Galleria

Due sale situate nella centralissima Piazza Umberto,a due passi dall’Università.
La prima era una sala coperta,con sedie in legno,molto vasta e dall’ottima acustica,mentre la seconda,situata subito dopo l’ingresso sulla strada
era un cinema all’aperto,denominata Arena quattro palme.
Quest’ultima non era molto grande ed era molto frequentata visto che era uno dei tre cinema all’aperto della città.
Attualmente il cinema Galleria è un multisala;chiuso l’ingresso su via Crisanzio,si accede ad esso da Corso Italia.

Cinema Galleria

L’ex cinema Galleria,oggi multisala;l’ingresso è oggi su Corso Italia mentre prima era su via Crisanzio di fronte all’Università

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Cinema Ambasciatori

Cinema periferico,situato in via Toma, a pochi metri dal parco di Largo 2 Giugno era in origine un cinema di visione successiva,l’Adriatico,costruito nel 1961.Sotto questo nome ha avuto una vasta frequentazione da parte di coloro che non potevano permettersi il prezzo del biglietto dei cinema di prima visione.Il 21 dicembre 1973 venne completamente rimesso a nuovo e trasformato in un cinema di prima visione,con eleganti poltrone imbottite,con una prima visione prestigiosa,il Rugantino interpretato da Celentano.E’ stata l’ultima sala ad arrendersi alla crisi (escludendo quelle d’essai,di cui parlerò prossimamente) nel 2013.Oggi i locali sono vuoti.

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Esterno ed interno del cinema Ambasciatori,l’ultimo ad arrendersi in città

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Questi invece sono altri cinema presenti in città prima del 1960:

Cinema Cavour, via Cognetti angolo via Bozzi
Cinema Popolare, corso Cavour, 69-71
Arena Eden, corso Cavour
Cinema Arena Enotria, piazza Aldo Moro (ex via Martiri Fascisti)
Cinema Arena Italia, Lungomare Nazario Sauro, 45
Cinema Sociale (detto Monopolio di Stato), via Nicolai, 268
Cinema Umberto, via Sparano 123/125
Cinema Umberto, piazza Umberto angolo via Niccolò dell’Arca
Cinema-teatro Mondiale, via San Benedetto, 25
Cinematografo Lux, via Calefati, 38
Cinematografo parlante, via Sparano
Sala Italia, corso Cavour
Sala Iride, via Argiro, 20/22 angolo via Piccinni
Cinema Pro mutilati (ex Savoia), corso Cavour angolo via Putignani
Cinema Savoia, corso Benedetto Croce (ex via XXVIII Ottobre, 241)
Arena Valentino, via Municipio 76/A

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aprile 16, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | , | Lascia un commento

I flani del 1970 prima parte

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Ecco una galleria di flani del 1970;gloriosamente in bianco e nero,quasi dei fumetti,sono la muta testimonianza di un anno straordinario per il cinema.Basta semplicemente scorrere le immagini che seguono per rendersi conto della qualità dei film proposti,alcuni dei quali sono oggi autentici reperti archeologici,introvabili o sepolti in qualche cineteca.Questa è la prima parte dedicata al 1970,ne seguiranno altre due nei prossimi mesi.Nel frattempo il viaggio attraverso il mondo dei flani proseguirà come nel caso di altre rubriche,per esempio Un anno di cinema o Classifica al botteghino.

Buona lettura

 

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Un western di successo

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Il film di Winner è ancora un introvabile

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Western spaghetti

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Fim violento,declama il flano nella chiosa di chiusura

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Piccante…

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Ancora un western di grande successo

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Un altro film divenuto “invisibile”

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Flano del bel thriller di Biagetti

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Da notare il Vietato ai minori di anni 14

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Arriva finalmente nelle sale,dopo il flano che lo annunciava

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Scarso successo per L’uomo perduto nonostante il battage pubblicitario

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Assolutamente introvabile oggi il film di Livi

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Ancora un film vietato ai minori

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Spinto,annuncia il flano.In realtà,un film per educande

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Si notino i 4 spettacoli invece dei canonici 5

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Uno dei successi del 1970

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Palma d’oro a Cannes

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Davvero belli i due flani del film di festa Campanile

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La celebre soprano Moffo in un film scabroso

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Pubblicità nel flano

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Gran bel film e splendido flano

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Una descrizione accurata del contenuto del film

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aprile 11, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | 2 commenti

Un mondo di flani

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La definizione corrente di flano,ovvero il riquadro pubblicitario dei film sui quotidiani, è quella nata attorno agli anni 90
per merito,secondo l’Accademia della crusca “,di Tullio Kezich e Ranieri Polese.
Riporta testualmente la prestigiosa Accademia:“i due critici fanno alcune considerazioni sull’immagine pubblicitaria che compare nella pagina che i quotidiani dedicano agli spettacoli e chiamano flano il riquadro che ospita appunto la pubblicità del film […]: «Già, perché la pubblicità del film di Frankenheimer è proprio formidabile. Caso Moro, Brigate Rosse, l’Italia degli anni di piombo: di questo tratta “L’anno del terrore”. Ma sfidiamo chiunque a capirlo dal flano che appare sulle pagine dei cinema».
Fino a quel momento il termine flano era riservato agli addetti ai lavori e indicava solo una lastra di piombo usata per i quotidiani.
In tempi in cui la comunicazione era riservata per la massima parte ai quotidiani e relativamente alla tv (parliamo dagli anni 60 e per buona parte dei 70) le informazioni cinematografiche circolavano praticamente solo sui quotidiani.
Era fondamentae,per chiunque decidesse di andare al cinema,conoscere quantomeno il contenuto della pellicola,gli attori e gli orari di programmazione oltre ai cinema che proiettavano le varie pellicole.
Già nella seconda parte degli anni sessanta i flani,che dapprima contenevano solo scarse informazioni sui luoghi dove venivano proiettate le pellicole e fornivano una specie di replica delle locandine iniziarono a recare indicazioni specifiche anche sulle sale:orari di proiezione,riscaldamento o condizionamento del cinema,apertura dei tetti panoramici ecc.

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Ben presto questa forma pubblicitaria divenne di importanza capitale come fonte informativa,tanto che i quotidiani più prestigiosi,grazie anche
al sempre maggior interesse del pubblico sul fenomeno cinema,iniziarono a dedicare più pagine all’informazione cinematografica.
Del resto chi non si è trovato a scorrere con interesse la pagina degli spettacoli alla ricerca del film da vedere la sera?
I bar veicolavano su centinaia di migliaia di persone,giornalmente,i messaggi pubblicitari dei flani;ogni locale aveva uno o più quotidiani a disposizione della clientela e la pagina degli spettacoli era una delle più seguite.
I flani diventarono,con il passare del tempo,sempre di più grandi dimensioni,pubblicizzando spesso con enfasi tutti i film proiettati nelle città.
Un’epoca gloriosa,che ebbe il suo culmine negli anni settanta per poi perdere molto del suo fascino grazie alla nascita di nuove forme pubblicitarie,come i cartelloni stradali dapprima e in seguito tramite le pubblicità televisive ecc.
Oggi il fenomeno del flano è di molto ridimensionato;i cinema multisala utilizzano dei propri opuscoli per pubblicizzare i film in proiezione.
Utilizzano brochure eleganti,con trame,recensioni e foto a colori.
Cosa che relega il vecchio flano,rigorosamente in bianco e nero nel baule dei ricordi;quelli di un tempo in cui il bianco e nero predominava dappertutto,dal cinema alla tv per finire ai quotidiani.
In questo e nei prossimi articoli presenterò una galleria di flani degli anni 60 e settanta,con qualcuno preso anche dagli anni ottanta,
periodo nel quale il fenomeno flano era di molto ridotto.
Buona visione

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1 La dama rossa uccide sette volte

Il film di Miraglia promette tensione… 

3 Quando l'amore è sensualità

Sobrio ed elegante:da notare in fondo la tradizionale scritta Vietato ai minori

2 Lo chiamavano Trinità

Flano praticamente identico alla locandina

4 Paolo il caldo

Flano senza immagini per il bel film di Vicario

5 Le altre

Una storia di amore lesbico contrabbandata per un film scabroso:da notare il severamente vietato

6 Ingrid sulla strada

Sicuramente non era la prima volta che si parlava di prostituzione.Il flano di Ingrid sulla strada è molto ben fatto

7 Leva lo diavolo tuo dal convento

Un decamerotico di successo

8 Bisturi la mafia bianca

Molto sobrio il flano di Bisturi la mafia bianca

9 Anna quel particolare piacere

Nessuna immagine per questo flano,uno dei tanti che pubblicizzava il film con protagonista Edwige Fenech

11 La cintura di castità

Sorprende nel flano di La cintura di castità l’assenza di frasi pubblicitarie di lancio del film

12 Il furto è l'anima del commercio

Davvero un grande successo nel 1971;il punto interrogativo venne aggiunto al titolo in seguito a numerose protese dell’unione commercianti

13 L'anatra all'arancia

Ripreso dalla locandina,questo flano ricorda il grande successo del film di Salce

14 il padrone e l'operaio

Piccante spensieratezza…il riferimento a scene sexy è quanto mai deviante

15 Un genio due compari e un pollo

Molto carino il flano che pubblicizza il film di Damiani

16 40 gradi all'ombra del lenzuolo

Comico il riferimento alle due ore di risate erotiche

17 Alla bella Serafina

Un film tutt’altro che divertente,un autentico capolavoro di manipolazione

18 Contestazione generale

Elegante e misurato il flano del film di Zampa

19 Zabriskie point

Anonimo il flano che annuncia il capolavoro di Antonioni

20 I girasoli

Da notare i 5 spettacoli giornalieri,il primo dei quali alle 15,00

21 Satirycon

Il più famoso film italiano,recita il testo.Polidoro bruciò sul tempo Fellini che aveva preparato il suo Satyricon

22 Candy

Un flano che pubblicizza un film che fu un clamoroso flop e l’apertura del cinema Orfeo,elegante e confortevole

23 Le salamandre

Molto bello il flano del film di Cavallone

24 In fondo alla piscina

Inquietante…

25 confessione di un commissario

Un bel flano per un bel film

26 Terremoto

Un film in esclusiva,recita il flano

27 L'ultimo treno della notte

Bellissimo il flano di questo film,che riprende una scena cruciale dello stesso

28 Storie di vita e malavita

Il ritorno di Lizzani…

29 esotika

Da notare come i commenti siano ripresi da radio e tv americane

30 Mimi Metallurgico

E anche quà un riferimento fuorviante alla presunta comicità del film

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Mini flani 1

Mini flani 2

Alcuni mini flani che riportano solamente dati essenziali

aprile 10, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | 2 commenti

Avviso importante & novità su Filmscoop

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Ci sono delle importanti novità che riguardano Filmscoop; da questa sera quello che era un blog si trasforma in  un sito che avrà come dominio l’indirizzo web http://www.filmscoop.org

Per i lettori materialmente non accadrà nulla perchè verranno reinviati in automatico sul sito

E’ una novità importante sopratutto in termini di visibilità. Google,il principale motore di ricerca infatti indicizza molto più velocemente i siti,il che significa un bacino di utenza molto più vasto.Un’altra novità importante è la collaborazione di due prestigiose penne che hanno due dei siti più belli sul cinema di genere.

Si tratta dello scrittore ed editore Gordiano Lupi e di Giulio Trent,dei quali parlerò a breve. A loro si aggiungerà,appena libero da impegni,un altro grande esperto di cinema,Roberto Cozzuol;continuerà la collaborazione con shewolf,che cura una delle rubriche più amate e che compatibilmente con i suoi impegni professionali scriverà altri articoli.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti e augurare buona Pasqua a loro e a tutti voi

Paul Templar

marzo 26, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | 3 commenti

C’era una volta il decamerotico

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1-1 Confessioni segrete di un convento di clausura

Confessioni segrete di un convento di clausura

1-2 Decameron 2

Decameron nº 2 – Le altre novelle del Boccaccio

1-3 Decameron 3

Decameron nº 3 – Le più belle donne del Boccaccio

1-4 Decameron 4

Decameron nº 4 – Le belle novelle del Boccaccio

1-5 Decameron 300

Decameron ‘300

1-6 Decameron proibitissimo. Boccaccio mio statte zitto

Decameron proibitissimo (Boccaccio mio statte zitto)

1-7 Il Decamerone nero

Il Decamerone nero

1-8 Decameron proibito

Il Decamerone proibito

1-9 Decameroticus

Decameroticus

1-10 Fratello homo, Sorella bona (Nel Boccaccio superproibito)

Fratello homo, sorella bona

1-11 I giochi proibiti dell'Aretino Pietro

I giochi proibiti dell’Aretino Pietro

1-12 Jus primae noctis

Jus primae noctis

1-13 Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano

Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano

1-14 Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno

Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno

1-15 Le Mille e una Notte all'italiana

Le mille e una notte all’italiana

1-16 Le notti peccaminose di Pietro l'Aretino

Le notti peccaminose di Pietro l’Aretino

1-17 Novelle galeotte d'amore

Novelle galeotte d’amore

1-18 Quel gran pezzo dell'Ubalda, tutta nuda e tutta calda

Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda

1-19 I Racconti di Canterbury n. 2

I racconti di Canterbury N. 2

1-20 Racconti proibiti... di niente vestiti

Racconti proibiti… di niente vestiti

1-21 Beffe licenze et amori del Decamerone segreto

Beffe, licenzie et amori del Decamerone segreto

1-22 Leva lo diavolo tuo dal convento

Leva lo diavolo tuo dal… convento

1-23 Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno

Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno

1-24 Fra Tazio da Velletri

Fra Tazio da Velletri

1-25 Novelle licenziose di vergini vogliose

Novelle licenziose di vergini vogliose

1-26 Una cavalla tutta nuda

Una cavalla tutta nuda

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3-1 Confessioni segrete di un convento di clausura

3-2  Decameron 2

3-3  Decameron 3

3-4 Decameron 4

3-5 Decameron 300

3-6 Decameron proibitissimo. Boccaccio mio statte zitto

3-7 Il Decamerone nero

3-8 Decameron proibito

3-9 Decameroticus

3-10 Fratello homo, Sorella bona (Nel Boccaccio superproibito)

3-11 I giochi proibiti dell'Aretino Pietro

3-12 Jus primae noctis

3-13 Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano

3-14 Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno

3-15 Le notti peccaminose di Pietro l'Aretino

3-16 Novelle galeotte d'amore

3-16 Novelle licenziose di vergini vogliose

3-17 Quel gran pezzo dell'Ubalda, tutta nuda e tutta calda

3-18 Racconti proibiti... di niente vestiti

3-19 L'Aretino nei suoi ragionamenti... sulle cortigiane, le maritate... e i cornuti contenti...

3-20 Le amorose notti di Alì Babà

3-21 Donne e magia con satanasso in compagnia

3-22 Leva lo diavolo tuo dal convento

3-23 Le favolose notti d'Oriente

3-24 I Racconti di Viterbury

3-25 Fra Tazio da Velletri

3-26 Le calde notti del Decameron

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4-16 Novelle licenziose di vergini vogliose

4-15 Fra Tazio da Velletri

4-14 I Racconti di Viterbury

4-13 Quel gran pezzo dell'Ubalda, tutta nuda e tutta calda

4-12 Le notti peccaminose di Pietro l'Aretino

4-11 Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno

4-10 Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano

4-9 I giochi proibiti dell'Aretino Pietro

4-8 Fratello homo, Sorella bona (Nel Boccaccio superproibito)

4-7 Decameroticus

4-6 Il Decamerone nero

4-5 Decameron proibitissimo. Boccaccio mio statte zitto

4-4 Decameron 300

4-3 Decameron 4

4-2  Decameron 3

4-1 Decameron 2

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2-1 Confessioni segrete di un convento di clausura

2-2  Decameron 2

2-3  Decameron 3

2-4 Decameron 4

2-5 Decameron 300

2-6 Decameron proibitissimo. Boccaccio mio statte zitto

2-7 Il Decamerone nero

2-8 Decameron proibito

2-9 Decameroticus

2-10 E si salvò solo l'Aretino Pietro con una mano avanti e l'altra dietro

2-11 Fratello homo, Sorella bona (Nel Boccaccio superproibito)

2-12 I giochi proibiti dell'Aretino Pietro

2-13 Jus primae noctis

2-14 Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano

2-15 Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno

2-16 Le Mille e una Notte all'italiana

2-17 Le notti peccaminose di Pietro l'Aretino

2-18 Novelle galeotte d'amore

2-19 Quel gran pezzo dell'Ubalda, tutta nuda e tutta calda

2-20 I Racconti di Canterbury n. 2

2-21 Racconti proibiti... di niente vestiti

2-22 Beffe licenze et amori del Decamerone segreto

2-23 Donne e magia con satanasso in compagnia

2-24 Leva lo diavolo tuo dal convento

2-25 Le favolose notti d'Oriente

2-26 I Racconti di Viterbury

2-27 Fra Tazio da Velletri

2-28 Quanto e' bella la Bernarda

marzo 2, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | 7 commenti

Cinema e ricordi terza e ultima parte

Scrivere su un blog che parla di cinema significa, personalmente, trasmettere la passione per una forma d’arte che si è imparato a conoscere ed amare da molto più tempo che la memoria ricordi.
Significa anche che non avendo vincoli editoriali o laccetti di nessun genere, visto che un blog non ha nessun padrone ed è la forma di manifestazione del pensiero più libera in assoluto, significa dicevo potersi prendere d’autorità il lusso di non parlare per una volta del tale film o della tale biografia, ma abbandonarsi ai ricordi.
Con la speranza che a qualcuno la cosa interessi e che non abbandoni dopo due righe quello che colui che scrive cerca di raccontare.
Certo succederà, forse in maniera anche vistosa.
Ma oggi questo blog conta su una frequenza di visitatori superiore alle 2500 unità.
Il che può significare che a qualcuno piace anche scartabellare tra gli aneddoti, le storie e gli avvenimenti di un periodo più o meno remoto; ed è proprio a questa fascia di lettori che mi rivolgo usando la parola scritta per far riemergere dai miei ricordi fatti, aneddoti e storie di cinema appartenenti ad un passato che ai più non dirà nulla perchè non c’erano e ai meno porterà invece alla mente storie vissute nell’infanzia e nell’adolescenza accanto alla musa cinema, che per tanti anni è stato lo svago primario di diverse generazioni.

La seconda parte degli anni settanta segnò un’inversione di tendenza netta rispetto agli anni precedenti.
La cupa atmosfera che avvolgeva il paese,la crisi economica,quella petrolifera,il colera,le domeniche a piedi,il terrorismo diffuso erano
i segnali di un malessere profondo che si insinuava come un cancro nella società.
Ma ho già parlato di questo.
E’ ora invece di dare uno sguardo alla fine degli anni settanta e alle profonde modifiche che il decennio ottanta portò nei costumi e
nella cultura.
Il sequestro Moro con tutta la sua carica drammatica di violenza e il successivo ripudio della stessa,che determinò uno scollamento totale
tra il terrorismo e i giovani è una delle chiavi di volta della storia del nostro paese.
In una dimensione decisamente più piccola,ma non meno importante,va inquadrato il fenomeno che verrà definito del riflusso,ovvero l’abbandono
di tutto quello che c’era prima in favore di una chiamiamola vita sociale più aperta ala soddisfazione personale e meno alla coscienza collettiva e politica.
Discorso semplicistico,ovviamente.
Cause ed effetti sono molteplici e non possono certo essere disquisite in poche righe.
Semplificando al massimo,nei giovani si sviluppa una nuova coscienza e una nuova cultura.

1 Shining

Il bellissimo Shining di Kubrick

Parlando al personale,eravamo stanchi di violenza,di discorsi politici astrusi e fumosi che non avevano portato quasi da nessuna parte e
sopratutto avevamo voglia di scrollarci di dosso la polvere e l’odore nauseante del sangue,dei morti ammazzati.
Così complice un sempre maggior senso di stanchezza della politica,dell’impegno attivo e sopratutto scoprendo cose che per anni erano state accantonate,
come le passeggiate,la voglia di divertirsi e il disimpegno dalle cose “serie”,molti di noi abbandonarono la politica attiva.
E diventammo sempre di più,mentre lo stato reagiva con forza e sconfiggeva lentamente,ma inesorabilmente,il terrorismo.
Il nuovo decennio iniziò in modo completamente diverso da quello settanta.
Paradossalmente,ci volle un avvenimento sportivo,la vittoria ai campionati del mondo di calcio del 1982, a fare da traino a quella che diverrà la stagione degli yuppies e della cosi detta “Milano da bere”,agli anni dell’edonismo reganiano e al craxismo,agli anni dell’illusorio benessere che ci diedero uno spazio temporale tutto sommato breve di benessere diffuso che però avremmo pagato ad un prezzo altissimo nei decenni successivi,che culmineranno nella grande crisi di metà anni 90,quando dopo l’esplosione di Tangentopoli ci si rese conto che il benessere degli anni 80 altro non era stato che un’estate da cicale.
Su finire degli anni settanta il cinema entrò in una crisi drammatica.

2 The blues brothers

Lo scanzonato The Blues brothers

3 Inferno

Inferno di Dario Argento

Più volte ho citato,come una delle cause del declino del cinema stesso,la nascita delle tv private,che inondarono gli schermi televisivi di una montagna di film che inevitabilmente svuotarono di fatto le sale cinematografiche.
Ovviamente fu una delle cause più importanti,ma non la sola.
Scoprimmo nuove forme di divertimento.
E fra queste la discoteca.
Che divenne un punto fondamentale di aggregazione.
Si lavorava e studiava tutta la settimana in funzione del sabato sera,quando finalmente si andava in una delle tante discoteche cittadine a svagarsi e divertirsi.
Si riscoprì la coppia,ovvero la passeggiata con la ragazza del cuore la dove fino a qualche anno prima la si era trascurata a favore dell’impegno sociale.
Il macrocosmo divenne microcosmo,il personale si sostituì al collettivo,sic et simpliciter.
Ma il sabato c’era il rito collettivo della “Saturday night fever”,fenomeno importato dall’America dove il discorso eminentemente italiano dell’impegno sociale era nettamente meno importante.
Forse è inesatto dire meno importante,ma di sicuro svolto in modo diverso.
Tornando a bomba,il cinema venne tranquillamente messo da parte da larghi strati della popolazione giovanile.
In realtà c’erano anche altre cause a determinare il declino della serata al cinema.
A parte la tv,l’offerta scese vertiginosamente di qualità,una grande stanchezza culturale invase le produzioni.

4 L'impero colpisce ancora

L’impero colpisce ancora

5 Il marchese del grillo

L’irriverente Il Marchese del Grillo

6 Il postino suona sempre due volte

Il postino bussa sempre due volte

Era come se fosse stato già detto tutto.
Facendo un parallelo,musicalmente successe più o meno la stessa cosa;il rock agonizzava,non c’era più la grande fioritura di gruppi e interpreti del periodo primi anni sessanta seconda metà anni settanta.
In pratica,tutto stava evolvendo.
O forse involvendo,dipende in quale ottica si guardi il fenomeno,ma è un discorso lungo e complesso.
Il cinema come ho setto agonizzava.
Iniziarono a chiudere molte sale,mentre le più importanti modificavano la loro estetica.
Divennero sale lussuose,con poltrone imbottite e l’immancabile (e per certi versi triste) moquette,molto fredde anche se decisamente comode e accoglienti.
La sala cinematografica dei pionieri,quella degli anni 50 e 60 divenne un reperto archeologico.
In quei decenni solo poche sale d’elite erano dotate di confort;l’unica di esse,nella mia città,era il Petruzzelli che peraltro era un teatro più che un cinema e che per riempire gli spazi vuoti della programmazione teatrale si prestava alla proiezione di pellicole.
Come dicevo,a poco a poco le sale iniziarono a chiudere.
Qualcuna tentò di sopravvivere trasformandosi in cinema a luci rosse,altre chiusero i battenti,altre furono demolite.
Tornando al personale e quindi alla mia città,a fine anni 60 erano più di trenta i cinema.
A inizi anni ottanta erano più che dimezzate.
Scomparvero il celebre Margherita,poi l’Oriente,l’Impero e il Kursaal Santalucia,l’Odeon e il Palazzo,il Supericema e tutte le arene,ovvero i cinema all’aperto.
Un’emorragia senza sosta che depauperò il patrimonio cittadino.

7 Fitzcarraldo

Fitzcarraldo

8 Ricomincio da tre

Ricomincio da tre

Nel frattempo cambiavano anche i gusti dei giovani,che sempre più massicciamente prediligevano altri tipi di divertimento;si andava a cinema con meno frequenza e si gustava appieno la stagione dell’effimero,quella che sarebbe stata la stagione dell’età dell’oro del divertimento a tutti i costi.
La sala cinematografica agli inizi degli anni ottanta si era ormai trasformata.
Sparita del tutto quella tradizionale,si era evoluta in qualcosa di diverso dal passato.
Dimezzate,avrebbero dovuto conservare il numero di spettatori degli anni precedenti visto che con minore offerta il pubblico avrebbe dovuto affollarle.
Invece no.
L’offerta di pellicole diminuì costantemente mentre la tv la faceva da padrona;la crisi toccò la fase più acuta nella seconda parte degli anni ottanta.
Nel 1985 si arrivò a toccare il fondo;si passa dai 525 milioni di biglietti venduti nel 1970 ai poco più di 120 di quell’anno,testimonianza senza appello di una crisi devastante che andrà avanti  fino a decennio novanta inoltrato.
Nello stesso anno in Italia si produssero 80 film,il numero più basso di pellicole prodotte dal dopoguerra…
Muoino molti grandi registi,la crisi creativa tocca il culmine.La tv deborda e riempie giorno e notte gli schermi,mentre le stesse tv,grazie ad una delle tante leggi immonde del governo Craxi prolificano fino ad invadere l’etere e le frequenze tv.
Il che produrrà altri fenomeni,quasi tutti deleteri,come la nascita di programmi commerciali di infimo valore,le telenovele ecc.
Anche la tv entra in crisi,almeno come qualità e non di certo come mole di offerta.
Accanto a questo va citata la scomparsa di alcuni grandi registi,come Visconti e Rossellini e un altro fenomeno che diverrà devastante dopo la seconda metà degli anni ottanta,la capillare diffusione dei video registratori e delle video cassette.
Nascono decine di video noleggi che diffondono a macchia d’olio copie destinate ad uso domestico di film che solo pochi mesi prima erano in prima visione,decretando di fatto la morte dei cinema di seconda e successiva visione.

9 Excalibur

Excalibur 

10 Blade runner

Blade runner

Questo il quadro,tutto sommato anche abbastanza desolante nella sua semplicità.
Una semplicità che sferrò un colpo quasi mortale al cinema,almeno a quello che per ottanta anni aveva affascinato e commosso,avvinto e divertito una sterminata platea di spettatori.
Sarà solo dopo la seconda metà degli anni novanta che il cinema,pur non tornando certo ai livelli pre crisi,ritroverà nuovo vigore con la nascita delle multisala.
C’è un altro aspetto del fenomeno home video che ebbe un’altra parte non indifferente nel quadro d’assieme del problema.
Ovvero la pirateria.
Dapprima in modo clandestino,poi sempre più alla luce del sole,venditori improvvisati inondarono il mercato con copie spesso di infima qualità di tutto ciò che era commercializzato dalle grandi case di produzione,con danni incalcolabili per le stesse,un po quello che succede ai giorni nostri con la rete Internet e la sua offerta presso che illimitata.
In definitiva,proprio gli anni dell’imperiosa diffusione di mezzi di registrazione,di enorme offerta di pellicole si trasformano in una Waterloo per il cinema stesso.
Il che porta inevitabilmente a guardare gli anni precedenti alla grande crisi come il periodo più bello e variegato allo stesso tempo per il mondo della celluloide.

11 Amici miei atto secondo

Amici miei atto secondo

Sconfitto in seguito dalla tecnologia,che paradossalmente sarà poi il vettore trainante della ripresa in atto dalla seconda metà degli anni novanta.
Oggi il cinema è profondamente cambiato;i film coraggiosi,girati quasi con incoscienza,senza badare alla resa del profitto sono ormai delle mosche bianche.
Tutto ruota quasi esclusivamente attorno al box office,i blockbuster sono generalmente stracolmi di effetti speciali e sono studiati a tavolino per rendere il massimo.
Il che porta a paragoni nostalgici proprio con quel cinema coraggioso e incosciente degli anni sessanta e settanta.
Ma la storia evolve,sempre,verso un futuro non scrutabile.

12 Scarface

Scarface

13 Il grande freddo

Il grande freddo

14 Il ritorno dello Jedi

Il ritorno dello Jedi

15 C'era una volta in America

C’era una volta in America

16 Non ci resta che piangere

Non ci resta che piangere

17 Dune

Dune

18 Birdy le ali della libertà

Birdy,le ali della libertà

19 L'anno del dragone

L’anno del Dragone

20 Stand by me ricordo di un'estate

Stand by me-Ricordo di un’estate

21 Il nome della rosa

Il nome della rosa

22 Velluto blu

Velluto blu

23 Mission

Mission

24 La mosca

La mosca

25 Regalo di Natale

Regalo di Natale

26 Full Metal Jacket

Full metal jacket

27 Full Metal Jacket

Gli intoccabili

28 L'impero del sole

L’impero del sole

29 Il pranzo di Babette

Il pranzo di Babette

30 Bagdad cafè

Bagdad cafè

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febbraio 19, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | 3 commenti

Le regine dei sogni anni 70 oggi parte quarta

Uno degli articoli più seguiti su Filmscoop riguarda certamente la gallery di foto delle attrici più belle e famose degli anni 60 e 70 ai giorni odierni https://filmscoop.wordpress.com/2010/11/05/le-regine-dei-sogni-anni-70-oggi/ e https://filmscoop.wordpress.com/2014/09/18/le-regine-dei-sogni-anni-70-oggi-parte-seconda/ e https://filmscoop.wordpress.com/2014/10/26/le-regine-dei-sogni-anni-settanta-oggi-parte-terza/

Ecco una nuova galleria di altre attrici. Sono donne bellissime,sensuali alle prese con il passare degli anni; oggi sono tutte delle mature signore,ancora belle e affascinanti.Alcune di loro hanno proseguito regolarmente l’attività cinematografica,altre sono diventate manager,lavorano nel cinema ma non più come attrici, altre non hanno più avuto a che fare con il grande schermo.Questi sono i loro volti,oggi.

Anita Strindberg

Una delle bellissime anni 70,Anita Strindberg in una più unica che rara foto odierna

Silvia Dionisio

Un’altra bellissima:la affascinante interprete di Titti in Amici miei,Silvia Dionisio

Britt Ekland

Britt Ekland

Brooke Shields

L’interprete di Laguna blu,Brooke Shields

Charlotte Rampling

Charlotte Rampling

Claudia Cardinale

Claudia Cardinale

Daniela Poggi

Daniela Poggi

Dyanne Thorne

Era Ilsa la belva delle SS: Dianne Thorne

Eleonora Giorgi

Eleonora Giorgi

Elsa Martinelli

Una delle regine della moda in passerella:Elsa Martinelli

Gabrielle Drake

Tanti anni fa era la star di Spazio 1999: Gabrielle Drake

Giuliana De Sio

Giuliana De Sio

Gloria Piedimonte

Ex Guapa in Discoring e poi attrice: Gloria Piedimonte

Helen Mirren

Helen Mirren

Ida Di Benedetto

Ida Di Benedetto

Irene Papas

Irene Papas

Isabella Ferrari

Isabella Ferrari

Lia Tanzi

Lia Tanzi

Liana Orfei

Liana Orfei

Marina Malfatti

Marina Malfatti

Milena Vukotic

Milena Vukotic

Monica Guerritore

Monica Guerritore

Nicoletta Elmi

Nicoletta Elmi

Ornella Muti

Ornella Muti

Ottavia Piccolo

Ottavia Piccolo

Pam Grier

Pam Grier

Pamela Villoresi

Pamela Villoresi

Patrizia Webley

Patrizia Webley

Solvi Stubing

Solvi Stubing

Stefania Sandrelli

Stefania Sandrelli

Susan George

Susan George

 

febbraio 18, 2016 Pubblicato da: | Miscellanea | | Lascia un commento