Andavamo al cinema-Parte seconda

Chiunque voglia contribuire alla diffusione di immagini di vecchi cinema può contattarmi tramite i commenti o tramite l’indirizzo email: paolobari@email.it

“Il cinema è un’invenzione senza futuro”
Una leggenda metropolitana attribuisce questa frase decisamente miope al padre degli inventori del cinema,
i fratelli Auguste Marie Louis Nicolas e Louis Jean Lumière.
Probabilmente furono invece loro a nutrire dubbi sul futuro della loro invenzione.
Comunque sia andata,sappiamo che il cinema è diventato con gli anni,un formidabile strumento di divertimento,svago
ma non solo.
E’ stato anche un sistema per fare cultura,storia e propaganda.
Ne sanno qualcosa i dittatori del secolo scorso,così come anche le grandi democrazie hanno usato il cinema per diffondere
informazione si,ma anche contro informazione.
Si pensi per esempio all’utilizzo del mezzo cinematografico fatto dal ministro per la propaganda del Reich Goebbels,che lo utilizzò
per diffondere notizie spesso false per rinfrancare le truppe,ma anche per screditare gli ebrei.
Un esempio importante è il film Suss l’ebreo,un film antisemita di volgare propaganda.
O anche all’uso che ne fece il fascismo nell’intero arco del ventennio in cui dominò la vita politica e sociale del paese.
Mussolini,con intelligenza e praticità,utilizzò il cinema per diffondere propaganda a tutti i livelli,dalle conquiste militari coloniali
del regime fino alle costruzioni edilizie,passando per le bonifiche,le adunate oceaniche ecc.
Effetti del bombardamento sul Cinema Balbo di Torino
Il Cinema Maffei di Torino bombardato
Cinema Massimo di Torino
Apparentemente intatto il Mediolanum di Milano,in realtà con il tetto e l’interno distrutto
Il cinema Piemonte di Torino quasi completamente distrutto
Anche il Cinema Principe ha il tetto distrutto (Torino)
Il fascismo impose documentari propagandistici prima delle proiezioni,ma non solo;permise la produzione,nell’arco del ventennio di quasi ottocento
pellicole,tutte naturalmente sottoposte a rigidi controlli.
In campo strettamente architettonico lo stile impero si diffuse capillarmente nel paese e dove non sorgevano sale cinematografiche spesso venivano
cambiati senza troppi complimenti i nomi stessi dei cinematografi.
Una buona parte della sale nate dall’avvento del fascismo nel 1922 fino alla sua caduta nel 1943 portano nomi che riconducono alla famiglia Savoia
(Margherita,Vittorio Emanuele,Umberto,Regina Elena) o “coloniali” (Massaua,Adua ecc.)
E naturalmente alcune si chiamano Balilla,Littorio o con nomi riconducibili direttamente al regime…
Nelle foto che vedrete,le vere protagoniste di questo articolo,si nota come l’architettura fascista divenne predominante.
Un’altra caratteristica delle foto,tutte risalenti a periodi antecedenti il 1950 è quella di mostrare un’Italia ingenua e povera,in cui si andava a cinema
con il vestito della festa.
Le coppie si tenevano per mano,un’usanza che oggi si è in gran parte persa.
Ci sono pochissime auto,un lusso per la stragrande maggioranza degli italiani e i paesaggi,spesso del sud,sono immersi in una
quiete quasi sinistra.
Alcune foto mostrano i danni irreparabili portati dai bombardamenti al patrimonio architettonico cinematografico mentre altre mostrano interni splendidi e riccamente decorati.

Arena Parco Michelotti,Torino
Il Cinema Sala Iride di Roma,con la dizione fotocronografo
Cinema Teatro Ambrosiano di Milano,nel classico stile impero
Cinema Teatro Cantone di Lavello,con la strada principale completamente vuote
Il Cinema Teatro Centrale di Salsomaggiore (Parma),in una piazza completamente priva di veicoli
Il Cine Teatro D’Annunzio a Borgo Panigale (Bologna)
Una rarissima immagine del Cinema del Popolo a Condove (Torino)
Elegantissimo,il Cine Teatro Duomo di Rovigo
Il Cine Teatro Littorio di Trento,in puro stile (e nome) fascista
Una vecchissima foto del Cinema Mastroeni di Messina
Stile impero per il Cinema Teatro Odeon di Canicattì (Agrigento)
Il Cinema Teatro Odeon di Udine (ancora una piazza completamente vuota)
Il Cine Teatro Orfeo di Bondeno (Ferrara)
Cinema Teatro Partenio di Avellino
Cinema Teatro Politeama di Pavia
Cinema Teatro Splendor di Berra (Ferrara)
L’elegante interno del Cinema Corallo di Sassuolo
Ingresso del Cinema Lux di Parma
La sala di proiezione,spartana del Cinema’Oratorio di Torino
Sala di proiezione del Cinema Eldorado di Novara
La splendida,elegantissima sala del Ghersi di Torino
Andavamo al cinema
Chiunque voglia contribuire alla diffusione di immagini di vecchi cinema può contattarmi tramite i commenti o tramite l’indirizzo email: paolobari@email.it
In otto anni di vita di Filmscoop ho parlato di film e attrici,locandine ed eventi,premi e quant’altro
legato al mondo del cinema.
Ho volutamente tralasciato uno degli elementi fondamentali dell’esistenza del cinema:la sala di proiezione,
quella che in una parola sola viene da sempre indicata come “il cinema”
Quasi che la pellicola e la sala fossero un’entità unica e indivisibile,inscindibile.
Andare al cinema.
Ovvero occupare parte del pomeriggio o della sera con il divertimento e lo svago rappresentato dal film,
impegno che ha rappresentato per decenni l’unica alternativa alla passeggiata o alle chiacchiere con gli amici.
Fino alla nascita della tv e alla sua capillare divisione tramite gli apparecchi televisivi nelle case degli italiani
il cinema è stato un punto di socializzazione fondamentale.
Un posto magico,che ho descritto in vari articoli presenti sul sito.
Con questo articolo,primo di una serie che mi auguro lunga,faremo un viaggio sospeso tra la nostalgia e il rimpianto attraverso le migliaia di sale cinematografiche sparse per lo stivale,dagli albori del secolo scorso ad oggi.
Sono mute testimonianze dell’evoluzione del paese attraverso costruzioni di ogni tipo,spesso autentiche opere d’arte ormai scomparse o profondamente modificate.
L’edificio in stile impero che ospitava il Supercinema di Sant’Arcangelo di Romagna
Simbolo di un’Italia che è cambiata socialmente e culturalmente anche attraverso il cinema,che ne ha raccontato con passione il passaggio a quella che potremmo definire l’età adulta,con tutte le contraddizioni e i drammi che il paese stesso ha affrontato in un secolo.
Sono foto spesso molto rare,perchè stranamente di tantissime sale cinematografiche mancano documentazioni visive;esse giacciono nelle case degli italiani,tra album di ricordi che immortalano i cinema nella loro quotidianità.
Foto spontanee e spesso simili a finestre aperte su un passato che le nuove generazioni ignorano del tutto.
Un fenomeno,quello delle sale cinematografiche,dai numeri imponenti.
Nel 1940,con l’Europa in guerra e l’Italia che a giugno si schiera al fianco della Germania il cinema non è un privilegio per pochi eletti.
Nella penisola sono attive 4822 sale,che potremmo definire multi funzionali.
All’interno di esse infatti avvengono rappresentazioni teatrali e concertistiche,si tengono spettacoli di varietà e altre forme di spettacolo stesso.
Si staccano 364 milioni di biglietti,una cifra impressionante in rapporto al numero delle sale stesse.
Alla fine del conflitto,con un’Italia da ricostruire e che ha subito pesanti bombardamenti,il cinema diventa il fulcro della vita sociale.
Il cinema Nuovo (vecchia denominazione) di Santo Spirito,frazione di Bari
Nella foto il cinema Mignon di Villa San Giovanni,Reggio Calabria
C’è voglia di leggerezza e di svago dopo gli anni orribili del conflitto.
Nel 1950 le sale sono quasi raddoppiate:ora sono 7946 con 661 milioni di biglietti venduti.
Va da se che questi numeri testimoniano come il paese sia avviato verso la ripresa,pur fra difficoltà di ogni genere.
La guerra ha lasciato ferite profonde,mancano infratrutture di ogni genere;eppure si investe nel cinema proprio perchè dopo gli anni bui della paura e della morte l’Italia ha voglia di rinascere,tornare a sorridere e il cinema può contribuire in maniera fondamentale a questo scopo.
Nel 1955 le sale passano da poco meno di 8000 a 10500 con 819 milioni di biglietti venduti,il record storico del cinema nel nostro paese.
In rapporto alla popolazione che conta 48 milioni di abitanti si può notare come ciascun abitante,in media,sia andato al cinema 9 volte in un anno.
Cinque anni dopo la frenata,si passa ad un decremento di poco meno di duecento sale;nel 1960 diventano 10.393 con 744 milioni di presenze.
La causa è facilmente identificabile;è nata la tv che da allora in poi diverrà lo strumento principe dello svago degli italiani.
Certo,gli apparecchi televisivi sono ancora un lusso,ma spesso si diserta la sala per assistere alle trasmissioni tv nei luoghi che posseggono un apparecchio tv,per assistere a Lascia o raddoppia o Campanile sera,le trasmissioni di maggior successo di quegli anni.
L’atrio sobrio ed elegante del cinema Concordia di Padova
Contraddittori i dati del 1965,con l’Italia alle prese con il boom economico,che porterà le vacanze al mare,l’auto e gli elettrodomestici conseguenza di un diffuso miglioramento economico:le sale aumentano e diventano 10517 ma calano ancora le presenze,con 663 milioni di biglietti staccati.
Paradossalmente sarà il 1970 a mostrare i segni di un costante decremento di presenze a fronte di un’offerta di pellicole di qualità straordinaria.
Siamo nel periodo più fertile creativamente eppure si sono perse per strada un migliaio di sale passate ora a 9439 e spettatori che sono diventati 525 milioni.
La tv offre spettacoli su due canali e il sabato sera molti preferiscono restare a guardare lo sceneggiato di turno o il varietà televisivo.
Fino al 1975 c’è un periodo di stasi;il numero delle sale resta più o meno inalterato,sono 8843 con una perdita significativa ma non ancora importante e gli spettatori sono più o meno gli stessi,515 milioni.
Sono i dati del 1980 a testimoniare invece la drammatica crisi che inizia ad avvolgere il cinema;sono nate le tv commerciali e gli italiani hanno scoperto la comodità delle serate in casa,mentre i giovani affollano le discoteche.

I cinema diventano 8453 e i biglietti venduti 241 milioni.
Il pubblico si è ridotto della metà in soli cinque anni.
Tra il 1980 e il 1985 la crisi arriva all’apice.
Le sale chiudono a ripetizione e si dimezzano;sono diventate appena 4885 ma il dato più allarmante sono i 123 milioni di biglietti venduti.
In poco meno di quarant’anni da dieci volte all’anno di media si va a cinema solo due volte.
Gli anni successivi confermeranno questo trend e le sale cinematografiche spariranno ad un ritmo vertiginoso,distrutte dalla recessione,dalla concorrenza della tv e dalla nascita delle multisala.
L’emorragia continua inarrestabile e solo un pugno di coraggiosi gestori cerca di mantenere in vita la propria attività,in lotta contro nemici di ogni specie,dalla concorrenza spietata delle multisala alla necessità di passare a digitale,che oggi è legge dello stato e ha imposto pesanti sacrifici economici.
Una rarissima immagine del cinema Italia di Mira,Venezia
Lo splendido interno del cinema Excelsior di Genova
Il glorioso cinema Impero di Padova
Stretti tra problemi di vario genere,spesso i gestori hanno mollato la spugna.
E negli ultimi decenni i resti di quelle che erano l’orgoglio della città,sale storiche o semplicemente ricordi di un’epoca di fasti si sono trasformate in costruzioni abbandonate all’incuria.
Prive di manutenzione o semplicemente abbandonate a se stesse,le sale hanno finito per essere riciclate in altre attività commerciali o sono state abbattute per lasciare posto
ad altre costruzioni.
Oggi il nostro paese conta meno di 1000 cinema su tutto il territorio nazionale.
Nonostante il grido di dolore dei tanti appassionati,la sala cinematografica è diventata ormai rarissima mentre sono cresciute esponenzialmente le multisala;c’è voglia di cinema ma in un modo completamente diverso rispetto al passato.
Il Cine teatro Imperiale di Genova
Certo,guardando le foto che vi propongo,la cosa che balza agli occhi è l’immagine di un paese mutato strutturalmente sotto tutti i punti di vista.
Le foto in bianco e nero testimoniano i cambi di costume,tecnologici e architettonici avvenuti in quella che potrebbe sembrare un’era geologica ma che in effetti si riduce a poche decine di anni.
Che però sono passati,lasciando traccia solo sulle immagini,le sole a testimoniare un’epoca in cui il cinema rappresentava un punto importante della giornata dell’italiano.
Prossimamente parlerò ancora di questo passato per certi versi glorioso,lasciando ampio spazio alle immagini,le vere protagoniste e testimoni di un tempo irrimediabilmente alle nostre spalle.
Il cinema Fulgor di Rimini
Il cinema Eden di Sant’Arcangelo di Romagna
Il cinema Eden di Fregene
Il cinema all’aperto Dopolavoro Marelli di Sesto San Giovanni (Milano)
Cinema Centrale di Sanremo
Cinema Capitol di Torino
Il cinema Arlecchino di Trapani
Cine Teatro Sociale di Torino
Cine Teatro Principe di Palestrina (Roma)
La sala di proiezione del cinema Marraccini di Grosseto
Il Cine Teatro Metropolitan di Catania
Il Cine Teatro Japigia di Santeramo in colle (Bari)
La splendida sala di proiezione del cinema Italia a Venezia
Il Cine Teatro Italia a Catanzaro
Il Cine Teatro Gaffurio di Lodi
Sala di proiezione del Cine Teatro Vittoria a Città di Castello (Perugia)
Cinema Teatro Corso di Mestre (Venezia)
Il Cinema Teatro Caputo di Cerignola (Foggia)
Il Cine Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto (Perugia)
Cine Teatro Adriatico di Vieste (Foggia)
Sala di proiezione del cinema Moderno di La Spezia
Il cinema Music Hall Mondial di Trieste
Il Dopolavoro Old di Santeramo in Colle (Bari)
La splendida hall del Cinema Teatro Universale di Genova
La sala di proiezione del cinema Verdi di Martina Franca (Taranto)
I flani del 1970 prima parte
Ecco una galleria di flani del 1970;gloriosamente in bianco e nero,quasi dei fumetti,sono la muta testimonianza di un anno straordinario per il cinema.Basta semplicemente scorrere le immagini che seguono per rendersi conto della qualità dei film proposti,alcuni dei quali sono oggi autentici reperti archeologici,introvabili o sepolti in qualche cineteca.Questa è la prima parte dedicata al 1970,ne seguiranno altre due nei prossimi mesi.Nel frattempo il viaggio attraverso il mondo dei flani proseguirà come nel caso di altre rubriche,per esempio Un anno di cinema o Classifica al botteghino.
Buona lettura
Un western di successo
Il film di Winner è ancora un introvabile
Western spaghetti
Fim violento,declama il flano nella chiosa di chiusura
Piccante…
Ancora un western di grande successo
Un altro film divenuto “invisibile”
Flano del bel thriller di Biagetti
Da notare il Vietato ai minori di anni 14
Arriva finalmente nelle sale,dopo il flano che lo annunciava
Scarso successo per L’uomo perduto nonostante il battage pubblicitario
Assolutamente introvabile oggi il film di Livi
Ancora un film vietato ai minori
Spinto,annuncia il flano.In realtà,un film per educande
Si notino i 4 spettacoli invece dei canonici 5
Uno dei successi del 1970
Palma d’oro a Cannes
Davvero belli i due flani del film di festa Campanile
La celebre soprano Moffo in un film scabroso
Pubblicità nel flano
Gran bel film e splendido flano
Una descrizione accurata del contenuto del film

Un mondo di flani
La definizione corrente di flano,ovvero il riquadro pubblicitario dei film sui quotidiani, è quella nata attorno agli anni 90
per merito,secondo l’Accademia della crusca “,di Tullio Kezich e Ranieri Polese.
Riporta testualmente la prestigiosa Accademia:“i due critici fanno alcune considerazioni sull’immagine pubblicitaria che compare nella pagina che i quotidiani dedicano agli spettacoli e chiamano flano il riquadro che ospita appunto la pubblicità del film […]: «Già, perché la pubblicità del film di Frankenheimer è proprio formidabile. Caso Moro, Brigate Rosse, l’Italia degli anni di piombo: di questo tratta “L’anno del terrore”. Ma sfidiamo chiunque a capirlo dal flano che appare sulle pagine dei cinema».
Fino a quel momento il termine flano era riservato agli addetti ai lavori e indicava solo una lastra di piombo usata per i quotidiani.
In tempi in cui la comunicazione era riservata per la massima parte ai quotidiani e relativamente alla tv (parliamo dagli anni 60 e per buona parte dei 70) le informazioni cinematografiche circolavano praticamente solo sui quotidiani.
Era fondamentae,per chiunque decidesse di andare al cinema,conoscere quantomeno il contenuto della pellicola,gli attori e gli orari di programmazione oltre ai cinema che proiettavano le varie pellicole.
Già nella seconda parte degli anni sessanta i flani,che dapprima contenevano solo scarse informazioni sui luoghi dove venivano proiettate le pellicole e fornivano una specie di replica delle locandine iniziarono a recare indicazioni specifiche anche sulle sale:orari di proiezione,riscaldamento o condizionamento del cinema,apertura dei tetti panoramici ecc.

Ben presto questa forma pubblicitaria divenne di importanza capitale come fonte informativa,tanto che i quotidiani più prestigiosi,grazie anche
al sempre maggior interesse del pubblico sul fenomeno cinema,iniziarono a dedicare più pagine all’informazione cinematografica.
Del resto chi non si è trovato a scorrere con interesse la pagina degli spettacoli alla ricerca del film da vedere la sera?
I bar veicolavano su centinaia di migliaia di persone,giornalmente,i messaggi pubblicitari dei flani;ogni locale aveva uno o più quotidiani a disposizione della clientela e la pagina degli spettacoli era una delle più seguite.
I flani diventarono,con il passare del tempo,sempre di più grandi dimensioni,pubblicizzando spesso con enfasi tutti i film proiettati nelle città.
Un’epoca gloriosa,che ebbe il suo culmine negli anni settanta per poi perdere molto del suo fascino grazie alla nascita di nuove forme pubblicitarie,come i cartelloni stradali dapprima e in seguito tramite le pubblicità televisive ecc.
Oggi il fenomeno del flano è di molto ridimensionato;i cinema multisala utilizzano dei propri opuscoli per pubblicizzare i film in proiezione.
Utilizzano brochure eleganti,con trame,recensioni e foto a colori.
Cosa che relega il vecchio flano,rigorosamente in bianco e nero nel baule dei ricordi;quelli di un tempo in cui il bianco e nero predominava dappertutto,dal cinema alla tv per finire ai quotidiani.
In questo e nei prossimi articoli presenterò una galleria di flani degli anni 60 e settanta,con qualcuno preso anche dagli anni ottanta,
periodo nel quale il fenomeno flano era di molto ridotto.
Buona visione
Il film di Miraglia promette tensione…
Sobrio ed elegante:da notare in fondo la tradizionale scritta Vietato ai minori
Flano praticamente identico alla locandina
Flano senza immagini per il bel film di Vicario
Una storia di amore lesbico contrabbandata per un film scabroso:da notare il severamente vietato
Sicuramente non era la prima volta che si parlava di prostituzione.Il flano di Ingrid sulla strada è molto ben fatto
Un decamerotico di successo
Molto sobrio il flano di Bisturi la mafia bianca
Nessuna immagine per questo flano,uno dei tanti che pubblicizzava il film con protagonista Edwige Fenech
Sorprende nel flano di La cintura di castità l’assenza di frasi pubblicitarie di lancio del film
Davvero un grande successo nel 1971;il punto interrogativo venne aggiunto al titolo in seguito a numerose protese dell’unione commercianti
Ripreso dalla locandina,questo flano ricorda il grande successo del film di Salce
Piccante spensieratezza…il riferimento a scene sexy è quanto mai deviante
Molto carino il flano che pubblicizza il film di Damiani
Comico il riferimento alle due ore di risate erotiche
Un film tutt’altro che divertente,un autentico capolavoro di manipolazione
Elegante e misurato il flano del film di Zampa
Anonimo il flano che annuncia il capolavoro di Antonioni
Da notare i 5 spettacoli giornalieri,il primo dei quali alle 15,00
Il più famoso film italiano,recita il testo.Polidoro bruciò sul tempo Fellini che aveva preparato il suo Satyricon
Un flano che pubblicizza un film che fu un clamoroso flop e l’apertura del cinema Orfeo,elegante e confortevole
Molto bello il flano del film di Cavallone
Inquietante…
Un bel flano per un bel film
Un film in esclusiva,recita il flano
Bellissimo il flano di questo film,che riprende una scena cruciale dello stesso
Il ritorno di Lizzani…
Da notare come i commenti siano ripresi da radio e tv americane
E anche quà un riferimento fuorviante alla presunta comicità del film
Alcuni mini flani che riportano solamente dati essenziali
Avviso importante & novità su Filmscoop
Ci sono delle importanti novità che riguardano Filmscoop; da questa sera quello che era un blog si trasforma in un sito che avrà come dominio l’indirizzo web http://www.filmscoop.org
Per i lettori materialmente non accadrà nulla perchè verranno reinviati in automatico sul sito
E’ una novità importante sopratutto in termini di visibilità. Google,il principale motore di ricerca infatti indicizza molto più velocemente i siti,il che significa un bacino di utenza molto più vasto.Un’altra novità importante è la collaborazione di due prestigiose penne che hanno due dei siti più belli sul cinema di genere.
Si tratta dello scrittore ed editore Gordiano Lupi e di Giulio Trent,dei quali parlerò a breve. A loro si aggiungerà,appena libero da impegni,un altro grande esperto di cinema,Roberto Cozzuol;continuerà la collaborazione con shewolf,che cura una delle rubriche più amate e che compatibilmente con i suoi impegni professionali scriverà altri articoli.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti e augurare buona Pasqua a loro e a tutti voi
Paul Templar
C’era una volta il decamerotico
Confessioni segrete di un convento di clausura
Decameron nº 2 – Le altre novelle del Boccaccio
Decameron nº 3 – Le più belle donne del Boccaccio
Decameron nº 4 – Le belle novelle del Boccaccio
Decameron ‘300
Decameron proibitissimo (Boccaccio mio statte zitto)
Il Decamerone nero
Il Decamerone proibito
Decameroticus
Fratello homo, sorella bona
I giochi proibiti dell’Aretino Pietro
Jus primae noctis
Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano
Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno
Le mille e una notte all’italiana
Le notti peccaminose di Pietro l’Aretino
Novelle galeotte d’amore
Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda
I racconti di Canterbury N. 2
Racconti proibiti… di niente vestiti
Beffe, licenzie et amori del Decamerone segreto
Leva lo diavolo tuo dal… convento
Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno
Fra Tazio da Velletri
Novelle licenziose di vergini vogliose
Una cavalla tutta nuda
Cinema e ricordi terza e ultima parte

Scrivere su un blog che parla di cinema significa, personalmente, trasmettere la passione per una forma d’arte che si è imparato a conoscere ed amare da molto più tempo che la memoria ricordi.
Significa anche che non avendo vincoli editoriali o laccetti di nessun genere, visto che un blog non ha nessun padrone ed è la forma di manifestazione del pensiero più libera in assoluto, significa dicevo potersi prendere d’autorità il lusso di non parlare per una volta del tale film o della tale biografia, ma abbandonarsi ai ricordi.
Con la speranza che a qualcuno la cosa interessi e che non abbandoni dopo due righe quello che colui che scrive cerca di raccontare.
Certo succederà, forse in maniera anche vistosa.
Ma oggi questo blog conta su una frequenza di visitatori superiore alle 2500 unità.
Il che può significare che a qualcuno piace anche scartabellare tra gli aneddoti, le storie e gli avvenimenti di un periodo più o meno remoto; ed è proprio a questa fascia di lettori che mi rivolgo usando la parola scritta per far riemergere dai miei ricordi fatti, aneddoti e storie di cinema appartenenti ad un passato che ai più non dirà nulla perchè non c’erano e ai meno porterà invece alla mente storie vissute nell’infanzia e nell’adolescenza accanto alla musa cinema, che per tanti anni è stato lo svago primario di diverse generazioni.
La seconda parte degli anni settanta segnò un’inversione di tendenza netta rispetto agli anni precedenti.
La cupa atmosfera che avvolgeva il paese,la crisi economica,quella petrolifera,il colera,le domeniche a piedi,il terrorismo diffuso erano
i segnali di un malessere profondo che si insinuava come un cancro nella società.
Ma ho già parlato di questo.
E’ ora invece di dare uno sguardo alla fine degli anni settanta e alle profonde modifiche che il decennio ottanta portò nei costumi e
nella cultura.
Il sequestro Moro con tutta la sua carica drammatica di violenza e il successivo ripudio della stessa,che determinò uno scollamento totale
tra il terrorismo e i giovani è una delle chiavi di volta della storia del nostro paese.
In una dimensione decisamente più piccola,ma non meno importante,va inquadrato il fenomeno che verrà definito del riflusso,ovvero l’abbandono
di tutto quello che c’era prima in favore di una chiamiamola vita sociale più aperta ala soddisfazione personale e meno alla coscienza collettiva e politica.
Discorso semplicistico,ovviamente.
Cause ed effetti sono molteplici e non possono certo essere disquisite in poche righe.
Semplificando al massimo,nei giovani si sviluppa una nuova coscienza e una nuova cultura.
Il bellissimo Shining di Kubrick
Parlando al personale,eravamo stanchi di violenza,di discorsi politici astrusi e fumosi che non avevano portato quasi da nessuna parte e
sopratutto avevamo voglia di scrollarci di dosso la polvere e l’odore nauseante del sangue,dei morti ammazzati.
Così complice un sempre maggior senso di stanchezza della politica,dell’impegno attivo e sopratutto scoprendo cose che per anni erano state accantonate,
come le passeggiate,la voglia di divertirsi e il disimpegno dalle cose “serie”,molti di noi abbandonarono la politica attiva.
E diventammo sempre di più,mentre lo stato reagiva con forza e sconfiggeva lentamente,ma inesorabilmente,il terrorismo.
Il nuovo decennio iniziò in modo completamente diverso da quello settanta.
Paradossalmente,ci volle un avvenimento sportivo,la vittoria ai campionati del mondo di calcio del 1982, a fare da traino a quella che diverrà la stagione degli yuppies e della cosi detta “Milano da bere”,agli anni dell’edonismo reganiano e al craxismo,agli anni dell’illusorio benessere che ci diedero uno spazio temporale tutto sommato breve di benessere diffuso che però avremmo pagato ad un prezzo altissimo nei decenni successivi,che culmineranno nella grande crisi di metà anni 90,quando dopo l’esplosione di Tangentopoli ci si rese conto che il benessere degli anni 80 altro non era stato che un’estate da cicale.
Su finire degli anni settanta il cinema entrò in una crisi drammatica.
Lo scanzonato The Blues brothers
Inferno di Dario Argento
Più volte ho citato,come una delle cause del declino del cinema stesso,la nascita delle tv private,che inondarono gli schermi televisivi di una montagna di film che inevitabilmente svuotarono di fatto le sale cinematografiche.
Ovviamente fu una delle cause più importanti,ma non la sola.
Scoprimmo nuove forme di divertimento.
E fra queste la discoteca.
Che divenne un punto fondamentale di aggregazione.
Si lavorava e studiava tutta la settimana in funzione del sabato sera,quando finalmente si andava in una delle tante discoteche cittadine a svagarsi e divertirsi.
Si riscoprì la coppia,ovvero la passeggiata con la ragazza del cuore la dove fino a qualche anno prima la si era trascurata a favore dell’impegno sociale.
Il macrocosmo divenne microcosmo,il personale si sostituì al collettivo,sic et simpliciter.
Ma il sabato c’era il rito collettivo della “Saturday night fever”,fenomeno importato dall’America dove il discorso eminentemente italiano dell’impegno sociale era nettamente meno importante.
Forse è inesatto dire meno importante,ma di sicuro svolto in modo diverso.
Tornando a bomba,il cinema venne tranquillamente messo da parte da larghi strati della popolazione giovanile.
In realtà c’erano anche altre cause a determinare il declino della serata al cinema.
A parte la tv,l’offerta scese vertiginosamente di qualità,una grande stanchezza culturale invase le produzioni.
L’impero colpisce ancora
L’irriverente Il Marchese del Grillo
Il postino bussa sempre due volte
Era come se fosse stato già detto tutto.
Facendo un parallelo,musicalmente successe più o meno la stessa cosa;il rock agonizzava,non c’era più la grande fioritura di gruppi e interpreti del periodo primi anni sessanta seconda metà anni settanta.
In pratica,tutto stava evolvendo.
O forse involvendo,dipende in quale ottica si guardi il fenomeno,ma è un discorso lungo e complesso.
Il cinema come ho setto agonizzava.
Iniziarono a chiudere molte sale,mentre le più importanti modificavano la loro estetica.
Divennero sale lussuose,con poltrone imbottite e l’immancabile (e per certi versi triste) moquette,molto fredde anche se decisamente comode e accoglienti.
La sala cinematografica dei pionieri,quella degli anni 50 e 60 divenne un reperto archeologico.
In quei decenni solo poche sale d’elite erano dotate di confort;l’unica di esse,nella mia città,era il Petruzzelli che peraltro era un teatro più che un cinema e che per riempire gli spazi vuoti della programmazione teatrale si prestava alla proiezione di pellicole.
Come dicevo,a poco a poco le sale iniziarono a chiudere.
Qualcuna tentò di sopravvivere trasformandosi in cinema a luci rosse,altre chiusero i battenti,altre furono demolite.
Tornando al personale e quindi alla mia città,a fine anni 60 erano più di trenta i cinema.
A inizi anni ottanta erano più che dimezzate.
Scomparvero il celebre Margherita,poi l’Oriente,l’Impero e il Kursaal Santalucia,l’Odeon e il Palazzo,il Supericema e tutte le arene,ovvero i cinema all’aperto.
Un’emorragia senza sosta che depauperò il patrimonio cittadino.
Fitzcarraldo
Ricomincio da tre
Nel frattempo cambiavano anche i gusti dei giovani,che sempre più massicciamente prediligevano altri tipi di divertimento;si andava a cinema con meno frequenza e si gustava appieno la stagione dell’effimero,quella che sarebbe stata la stagione dell’età dell’oro del divertimento a tutti i costi.
La sala cinematografica agli inizi degli anni ottanta si era ormai trasformata.
Sparita del tutto quella tradizionale,si era evoluta in qualcosa di diverso dal passato.
Dimezzate,avrebbero dovuto conservare il numero di spettatori degli anni precedenti visto che con minore offerta il pubblico avrebbe dovuto affollarle.
Invece no.
L’offerta di pellicole diminuì costantemente mentre la tv la faceva da padrona;la crisi toccò la fase più acuta nella seconda parte degli anni ottanta.
Nel 1985 si arrivò a toccare il fondo;si passa dai 525 milioni di biglietti venduti nel 1970 ai poco più di 120 di quell’anno,testimonianza senza appello di una crisi devastante che andrà avanti fino a decennio novanta inoltrato.
Nello stesso anno in Italia si produssero 80 film,il numero più basso di pellicole prodotte dal dopoguerra…
Muoino molti grandi registi,la crisi creativa tocca il culmine.La tv deborda e riempie giorno e notte gli schermi,mentre le stesse tv,grazie ad una delle tante leggi immonde del governo Craxi prolificano fino ad invadere l’etere e le frequenze tv.
Il che produrrà altri fenomeni,quasi tutti deleteri,come la nascita di programmi commerciali di infimo valore,le telenovele ecc.
Anche la tv entra in crisi,almeno come qualità e non di certo come mole di offerta.
Accanto a questo va citata la scomparsa di alcuni grandi registi,come Visconti e Rossellini e un altro fenomeno che diverrà devastante dopo la seconda metà degli anni ottanta,la capillare diffusione dei video registratori e delle video cassette.
Nascono decine di video noleggi che diffondono a macchia d’olio copie destinate ad uso domestico di film che solo pochi mesi prima erano in prima visione,decretando di fatto la morte dei cinema di seconda e successiva visione.
Excalibur
Blade runner
Questo il quadro,tutto sommato anche abbastanza desolante nella sua semplicità.
Una semplicità che sferrò un colpo quasi mortale al cinema,almeno a quello che per ottanta anni aveva affascinato e commosso,avvinto e divertito una sterminata platea di spettatori.
Sarà solo dopo la seconda metà degli anni novanta che il cinema,pur non tornando certo ai livelli pre crisi,ritroverà nuovo vigore con la nascita delle multisala.
C’è un altro aspetto del fenomeno home video che ebbe un’altra parte non indifferente nel quadro d’assieme del problema.
Ovvero la pirateria.
Dapprima in modo clandestino,poi sempre più alla luce del sole,venditori improvvisati inondarono il mercato con copie spesso di infima qualità di tutto ciò che era commercializzato dalle grandi case di produzione,con danni incalcolabili per le stesse,un po quello che succede ai giorni nostri con la rete Internet e la sua offerta presso che illimitata.
In definitiva,proprio gli anni dell’imperiosa diffusione di mezzi di registrazione,di enorme offerta di pellicole si trasformano in una Waterloo per il cinema stesso.
Il che porta inevitabilmente a guardare gli anni precedenti alla grande crisi come il periodo più bello e variegato allo stesso tempo per il mondo della celluloide.
Amici miei atto secondo
Sconfitto in seguito dalla tecnologia,che paradossalmente sarà poi il vettore trainante della ripresa in atto dalla seconda metà degli anni novanta.
Oggi il cinema è profondamente cambiato;i film coraggiosi,girati quasi con incoscienza,senza badare alla resa del profitto sono ormai delle mosche bianche.
Tutto ruota quasi esclusivamente attorno al box office,i blockbuster sono generalmente stracolmi di effetti speciali e sono studiati a tavolino per rendere il massimo.
Il che porta a paragoni nostalgici proprio con quel cinema coraggioso e incosciente degli anni sessanta e settanta.
Ma la storia evolve,sempre,verso un futuro non scrutabile.

Scarface
Il grande freddo
Il ritorno dello Jedi
C’era una volta in America
Non ci resta che piangere
Dune
Birdy,le ali della libertà
L’anno del Dragone
Stand by me-Ricordo di un’estate
Il nome della rosa
Velluto blu
Mission
La mosca
Regalo di Natale
Full metal jacket
Gli intoccabili
L’impero del sole
Il pranzo di Babette
Bagdad cafè
Le regine dei sogni anni 70 oggi parte quarta

Uno degli articoli più seguiti su Filmscoop riguarda certamente la gallery di foto delle attrici più belle e famose degli anni 60 e 70 ai giorni odierni https://filmscoop.wordpress.com/2010/11/05/le-regine-dei-sogni-anni-70-oggi/ e https://filmscoop.wordpress.com/2014/09/18/le-regine-dei-sogni-anni-70-oggi-parte-seconda/ e https://filmscoop.wordpress.com/2014/10/26/le-regine-dei-sogni-anni-settanta-oggi-parte-terza/
Ecco una nuova galleria di altre attrici. Sono donne bellissime,sensuali alle prese con il passare degli anni; oggi sono tutte delle mature signore,ancora belle e affascinanti.Alcune di loro hanno proseguito regolarmente l’attività cinematografica,altre sono diventate manager,lavorano nel cinema ma non più come attrici, altre non hanno più avuto a che fare con il grande schermo.Questi sono i loro volti,oggi.
Una delle bellissime anni 70,Anita Strindberg in una più unica che rara foto odierna
Un’altra bellissima:la affascinante interprete di Titti in Amici miei,Silvia Dionisio
Britt Ekland
L’interprete di Laguna blu,Brooke Shields
Charlotte Rampling
Claudia Cardinale
Daniela Poggi
Era Ilsa la belva delle SS: Dianne Thorne
Eleonora Giorgi
Una delle regine della moda in passerella:Elsa Martinelli
Tanti anni fa era la star di Spazio 1999: Gabrielle Drake
Giuliana De Sio
Ex Guapa in Discoring e poi attrice: Gloria Piedimonte
Helen Mirren
Ida Di Benedetto
Irene Papas
Isabella Ferrari
Lia Tanzi
Liana Orfei
Marina Malfatti
Milena Vukotic
Monica Guerritore
Nicoletta Elmi
Ornella Muti
Ottavia Piccolo
Pam Grier
Pamela Villoresi
Patrizia Webley
Solvi Stubing
Stefania Sandrelli
Susan George

















































































































































































































































































































































































































