Nazisploitation


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Un  genere cinematografico di nicchia, che ebbe un successo di spettatori davvero limitato, è stato quello del nazisploitation, ovvero quel genere di pellicole a basso costo imperneate sulle crudeli gesta di torturatori nazisti e feroci kapo che agivano nei campi di concentramento.
Il genere mescolava alcuni temi cari al B movie molto diffusi verso la metà degli anni settanta: il classico women in prison, una spruzzatina di sesso, violenza e crudeltà, torture.


La bestia in calore

Due scene tratte da L’ultima orgia del Terzo Reich

Nacquero così un mucchio di pellicole certo non memorabili, tutte basate su un festival di sadiche torture ai danni di prigioniere generalmente detenute nei lager. Uno dei pù famosi di questi film fu Ilsa la belva delle SS, uscito in Europa nel 1975, per la regia di Don Edmonds e con la partecipazione della prosperosa Dyanne Thorne, attrice dalle scarsissime doti cinematografiche, nemmeno bella, se vogliamo, ma dotata di due robustissimi seni che la portarono ad una certa celebrità, ovviamente limitata al sotto genere nazi.

SS Lager, l’inferno delle donne locandina

Fu proprio Ilsa, la belva delle SS a fissare, in qualche modo, i canoni del nazisploitation: torture sadiche con dovizia di particolari, quasi esclusivamente riservate ad uno stuolo di belle fanculle, carneficine di massa, nudi a gogo, vendetta finale da parte delle prigioniere.
Tra i film del genere si segnalano, ma solo per dovere di cronaca, non certo per il livello dei film, assolutamente scadente, il film di Luigi Batzella La bestia in calore, uscito nelle sale nel 1977, forse l’esempio più esplicativo del cinema a basso costo, con attori scadenti e con parti di film prese di petto da produzioni precedenti. In particolare, La bestia in calore si segnala per alcune scene gore come quella in cui il povero Salvatore Baccaro strappa il pube a morsi ad una vittima.

Le deportate della sezione speciale SS
Le deportate della sezione speciale SS

Casa privata per SS
Casa privata per SS


Ilsa la belva delle SS

L’unica attrice che si può definire tale, in questo Z movie è Macha Magall; il resto del cast venne reclutato tra le comparse e il risultato finale si vede.
Altro film abbastanza famoso del genere è L’ultima orgia del terzo Reich, uno dei pochi ad avere una trama un tantino più complessa, ricalcata da Portiere di notte della Cavani; una giovane prigioniera, dopo aver assecondato il comandante del suo campo pur di salvarsi la vita, anni dopo, liberata, compie la sua vendetta sull’uomo. La star del film è una giovane e bellissima Daniela Poggi.

SS Lager, l’inferno delle donne
SS Lager, l’inferno delle donne

Love camp 7
Love camp 7

Camp 7 lager femminile, diretto da Lee Frost nel 1975, racconta invece l’odissea di Martha, collaboratrice di uno scienziato che ha messo a punto una nuova arma micidiale, e che finisce per essere detenuta in un bordello nazista.
Il tema del postribolo è anche quello dominante di Casa privata per le SS, film del 1977 diretto da Bruno Mattei, interpretato dalla ineffabile Macha Magall, dal solito Baccaro e dalla giovane Marina Daunia; in questo caso la trama ricalca il fortunato Salon Kitty di Brass, ovvero ragazze giovanissime cooptate per diventare spie attraverso la prostituzione nel solito bordello nazista.

La svastica nel ventre.locandina

Le deportate della sezione speciale SS , film di Rino De Silvestro, racconta invece la storia di una giovane detenuta in un castello e in attesa di essere deportata nel solito lager; la donna rifiuta le avance del comandante delle SS, che farà una brutta fine. L’unica attrice di una certa fama della pellicola è Erna Schurer.

Casa privata per SS locandina

E’ una costante del filone nazisploitation quella di non avere, nei vari cast, attrici di fama; i bassi budget a disposizione dei registi impediva, di fatto la possibilità di ingaggiare attori e attrici con esperienza, e i registi spesso erano costretti a puntare o su attricette in cerca di un’effimera fama oppure su personaggi ormai in piena decadenza.
Il solito Batzella gira nel 1977 Kaput Lager – Gli ultimi giorni delle SS , scritturando Richard Harrison e Gordon Mitchell oltre a Lea Lander; il risultato è modesto, così come non sfugge a questa regola KZ9 – Lager di Sterminio, di Bruno Mattei, in cui compare una giovane Sonia Viviani, in un film che racconta le vicissitudini di una ragazza costretta ad amori lesbici e tormentata dalle kapo del lager.

Lager SSadis Kastrat Kommandantur
Lager SSadis kastrat kommandtur

Women camp 119
Women camp 119

Uno dei pochi esempi di film con un barlume di trama è Le lunghe notti della Gestapo, di Fabio D’Agostino, incentrato sulla storia di un gruppo di oppositori di Hitler che viene invitato ad una festa a base di sesso durante la quale verranno sterminati senza pietà. Cast striminzito, con in evidenza la bella Rosita Toros e Paola Maiolini.
Un cast di illustri sconosciuti è protagonista di SS Lager L’inferno delle donne , diretto sempre nel fatidico 1977 da Sergio Garrone; il film racconta al solito delle solite disgraziate deportate costrette a prostituirsi e dei soliti aberranti esperimenti fatti ai danni delle detenute.

Fraulein Kitty
Fraulein Kitty

Un cast di migliore levatura, se non altro a livello squisitamente visivo è la caratteristica di La svastica nel ventre; la bella Sirpa Lane è un’affascinante detenuta che fa innamorare il solito comandante nazista, diventando alla fine il suo braccio destro. Nel cast figurano anche Gloria Piedimonte e Cristiana Borghi.
Uno dei punti più bassi del genere nazisploitation lo si raggiunge con Lager SSadis kastrat kommandtur, già nel titolo ridicolo e trash; a dirigerlo è Garrone, con l’ausilio dello sventurato Mircha Carven, unico attore degno di menzione in un film trash oltre l’immaginabile, con scene che vanno da improbabili castrazioni a crocefissioni di detenute a testa in giù.

Ilsa la belva del deserto

Ilsa la belva del deserto

Il filone ebbe vita effimera: gli spettatori ben presto si stancarono di questa monotona e insulsa ripetizione di violenze e sesso soft; solo la serie di Ilsa ebbe dei sequel, che si incentrarono sulla figura della crudele aguzzina delle SS, nonostante la stessa finisse uccisa nel primo film della serie. Dyanne Thorne girò altre quattro pellicole con protagonista Ilsa, per poi sparire nel nulla.

La svastica nel ventre
La svastica nel ventre

Il cinema nazi simise di essere fonte di guadagni, anche se relativi e scomparve nel nulla, per riapparire in pellicole di ben altro livello, che denunciavano davvero l’orrore della shoah e dei lager.
Delle “eroine” del filone non rimase invece alcuna traccia, fatta accezione per la Poggi e Sonia Viviani; il nazisploitation fini assolutamente dimenticato da tutti, e senza alcun rimpianto.

Le lunghe notti della Gestapo

Le lunghe notti della Gestapo

Liebes lager 2

Liebes lager

Kaputt lager-Gli ultimi giorni delle SS

Kaputt lager

Fraulein Kitty

Liebes lager

3 Risposte

  1. […] l’articolo originale: Nazisploitation Tags: B Movie, Belva, Danni, Doti, Dyanne Thorne, Gogo, Ilsa La Belva Delle Ss, Lager, Nazi, […]

  2. Io ritenevo fosse un filone che tentasse di sfruttare il polverone e l’interesse nati attorno a Salò e a Salon Kitty (entrambi usciti nel ’75), così come il filone decameronico prese spunto dal film di PPP. E poi, io ho solo visto Salon Kitty, l’inizio de L’Ultima Orgia (mi è bastato) e La Svastica Nel Ventre, e quello di Caiano, oltre che piacermi, mi è parso di gran lunga il migliore dei tre.

    • Il capostipite è stato Ilsa;sono seguiti poi meno di una ventina di film davvero ignobili.Salo o Salon kitty non appartengono al genere,pur avendo in comune l’ambientazione nazista.

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