Simona


Simona locandina

Il diciottenne George conosce su una spiaggia la bellissima e disinibita Simona, che lo inizia ai piaceri del sesso. Tra i due nasce così anche una relazione sentimentale assolutamente anticonformista; un giorno, mentre scorazzano in auto, investono una bici con su la giovane marchesina Marcelle de Paille che perde i sensi nell’impatto.
Al risveglio, la ragazza fugge via, per poi tornare l’indomani sulla spiaggia, nascosta dietro le dune per spiare George e Simona che fanno l’amore. Scoperta dai due, viene coinvolta in un gioco amoroso a tre, ma dopo aver assaporato la libertà con i due, camminando completamente nuda e coperta di alghe sulla spiaggia, Marcelle fugge ancora.
La ragazza vive in una grande casa con il padre e lo zio, dei quali è amante incestuosa dopo la morte della madre, avvenuta in un incidente stradale e nel corso del quale suo zio ha deliberatamente ucciso la donna per sottrarla a suo padre. Nella grande casa l’atmosfera è opprimente; la ragazza è circondata dai corpi imbalsamati di innumerevoli animali, resi così da suo padre che è un esperto tassidermista.

Simona 6Simona, George e Marcelle verso il mare, in cerca della libertà

La mente di Marcelle vacilla così come la sua personalità, che anelita di sfuggire all’angosciosa atmosfera della casa per unirsi ai suoi amanti.
Inutilmente George e Simona tentano di strapparla a quel luogo infernale.
George, penetrato nella casa, viene ucciso dal padre di Marcelle, che subito dopo uccide lo zio e la ragazza stessa. Nello stesso istante in cui la ragazza muore, tutti gli animali presenti nella casa quasi fossero resi liberi da un sortilegio, riprendono a vivere.
A Simona, restata sola, non rimane che ricordare i momenti felici e andare via.

Simona 9
Dissolvenza sui tre giovani che si abbracciano felici…

La ritroviamo mentre assiste ad una corrida (così come nelle scene iniziali), con gli occhi bagnati di lacrime, mentre una voce fuoricampo recita: ” Nel momento stesso in cui si esaltava la crudele inutilità della morte, l’anima di Marcelle unita al ricordo di George si rimetteva a vivere in Simona. Si compiva così quella sofferta comunione erotica tanto desiderata e tanto temuta che li liberava finalmente da quel mondo di fantasmi che aveva dato loro l’illusione della vita
Si può essere santi sia in senso religioso che in senso erotico“, recita la didascalia finale del film, con la firma di Alberto Moravia, a sugellare una pellicola molto particolare e decisamente ostica.
Tratto dal romanzo Histoire de l’oeil di Georges Bataille, romanzo edito a fine degli anni 20 e a lungo osteggiato in Italia tanto da essere stato pubblicato solo negli anni 80, Simona è un film decisamente anticonvenzionale diretto dal regista belga Patrick Longchamps alla sua prima e unica direzione cinematografica.

Simona 8Laura Antonelli

Simona 1Margot Saint Ange

Film dalla struttura tipicamente circolare (l’inizio e la fine del film coincidono), ricco di simbolismi spesso oscuri e di dialoghi a tratti metaforici a tratti confusi, Simona è opera fascinosa ma al tempo stesso di difficile comprensione.
Non ho letto il romanzo da cui il film è tratto, per cui per forza di cose devo limitarmi a quello che ho visto sullo schermo (peraltro in tempi recentissimi).
Un’opera che alcuni sprovveduti hanno catalogato come erotica; il che è assolutamente fuorviante per coloro che intendano avvicinarsi ad un film che proprio in virtù di questa errata catalogazione ha finito per essere bandita dai circuiti cinematografici e televisivi.
In realtà l’erotismo, poco presente, è solo uno degli aspetti della storia o quantomeno è solo il collante fra le storie personali di Simona, George e Marcelle che lo utilizzano un pò come liberazione personale un pò perchè con esso trasgrediscono la vita in contrasto con la morte che sembra aleggiare su tutto il film.
Come del resto evidenziato nel monologo finale della voce fuori campo.
Se i personaggi sono appena abbozzati, in nome di un discorso globale e collettivo dei tre visti quasi come una personalità e un corpo unico, la storia scorre su binari divergenti; a tratti le vicende di Simona si incrociano con i destini di George e Marcelle, per poi assumere un indirizzo univoco in seguito alle drammatiche morti di George e Marcelle.
Il vero fulcro della storia diventa così la casa-mausoleo in cui la sventurata Marcelle vive con gli incestuosi padre e zio.
Una casa in cui domina la morte, simboleggiata non solo dai corpi dei numerosi animali imbalsamati ma anche dall’oscurità dell’ambiente e dalle presenza dei due folli parenti della ragazza che la trattengono in un mondo in cui a farla da padrona è la pazzia.
Marcelle si illude di evadere dalla prigione in cui anche la sua mente vacilla rifugiandosi nel legame erotico con i due giovani ma la sua è solo un’illusione.
Sarà il padre a stroncare defintivamente la sua vita subito dopo aver ucciso l’incolpevole George, venuto nella casa per aiutare la ragazza e dopo aver ucciso l’odiato fratello reo di aver amato prima sua moglie e poi Marcelle.
Se la descrizione del film può sembrare tutto sommato come esplicativa di scene abbastanza comprensibili, affrontando la pellicola ci si rende conto che la realtà è ben diversa.
Dopo i primi minuti, durante i quali seguiamo la nascita e l’evolversi del rapporto tra il giovanissimo George e Simona, il film ci trasporta in una dimensione decisamente più complessa.

Simona 14Il bacio tra Simona e Marcelle, illusione di libertà

Il simbolismo inizia a prendere corpo, diventando alternativo ma allo stesso tempo complementare alla storia che seguiamo.
Un esempio è la sequenza in cui Simona e George stanno facendo l’amore mentre il ragazzo fa scendere un uovo sulla pancia di Simona; una vecchia si aggira smarrita nella stanza e Simona dice a George che si tratta di sua madre. La solita voce fuori campo ci racconta che “una volta la madre di Simona era una donna estremamente buona e dolce, che viveva nell’eco del suo passato; si diceva che fosse stata una grande artista che aveva già da tempo intuito i giochi amorosi di sua figlia, ma quando la sorprese si accontentò di assistere sbalordita senza fiatare, perchè non apparteneva più a questo mondo
Un’ altra sequenza estremamente ostica è quella in cui i due amanti riescono a portare Marcelle nel cimitero monumentale di famiglia, adorno di statue umane pronte ad animarsi sotto gli occhi terrorizzati di Marcelle, inutilmente rassicurata da George e Simona che le dicono che si tratta di normali ragazzi.
Ecco, proprio il simbolismo, unito alla tecnica della dissolvenza e del mosaico tra immagini è alla fine la caratteristica portante del film, che in questo modo sembra sospeso tra realtà e sogno, fra la fantasia e quello che i ragazzi sembrano vivere realmente.

Simona 16

L’effetto flou della fotografia amplifica ancor più il tutto dando alla pellicola momenti di rarefatta bellezza.
Tuttavia il film di Longchamps è eccessivamente criptico in troppe sequenze e alle volte appare slegato, nonostante il regista si sforzi di seminare indizi per la decifrazione dello stesso.
E’ questo il principale limite del film stesso, che resta però opera oscura ma dal fascino irresistibile.

Simona 2

Simona 3

La protagonista principale ovvero Simona è interpretata da Laura Antonelli, alle prese con un ruolo estremamente difficile e ricco di sfumature; la bellissima attrice ci mette impegno e alla fine dimostra come avesse anche talento drammatico e che se fosse stata sfruttata meglio dai registi dell’epoca avrebbe avuto ben altra sorte cinematografica.
Una volta tanto infatti quello che conta in lei non sono i metri di epidermide mostrata ma la capacità di rendere visivamente un personaggio così complesso come quello di Simona.

Simona 4

Nel ruolo di George c’è Maurizio Degli Esposti, che nella sua carriera ha avuto a che fare con film molto particolari; i titoli da lui interpretati ovvero Uccidete il vitello grasso e arrostitelo, La ragazza di nome Giulio e Arcana dimostrano la sua volontà di non interpretare ruoli consueti in film di routine. In questo film se la cava egregiamente così come molto brava è l’efebica Margot Saint Ange, anche lei alla sua prima e ultima apparizione cinematografica. Un mistero, questo, perchè l’attrice mostra buone doti, decisamente superiori a quelle di tante soubrettine dell’epoca. Citazioni per Raf Vallone (lo zio incestuoso) e per Patrick Magee (il padre).
Simona ebbe accoglienze discrete dalla critica mentre il pubblico non ebbe grandi modi per vedere il film, vista la pesante censura applicata.

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E probabile che nella versione che ho visionato manchino alcune scene, altrimenti non si spiegherebbe il motivo dell’accanimento censorio nei confronti del film; data la difficilissima reperibilità dello stesso, sarei grato ai lettori del blog su qualsiasi delucidazione in merito.
In ultimo, un appunto su alcune parti della colonna sonora che ondeggia tra il vaudeville e il jazz; la scelta frammenta la tensione del film ed è davvero una cosa poco riuscita mentre la fotografia è discreta.
Un film che mi sento di consigliare a patto di volersi scervellare un pò più del necessario.

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Simona
Un film di Patrick Longchamps. Con Laura Antonelli, Raf Vallone, Patrick Magee, Maurizio Degli Esposti,Margot Saint’Ange
Titolo originale Histoire de l’oeil. Drammatico, durata 91 min. – Italia 1974.

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Laura Antonelli: Simona
Maurizio Degli Esposti: George
Matrick Magee: padre di Marcelle
Margot Sainte Ange: Marcelle
Raf Vallone: zio di Marcelle
Maxane: madre di Simona

Regia     Patrick Longchamps
Soggetto     Georges Bataille (dal racconto omonimo)
Sceneggiatura     Patrick Longchamps
Produttore     Bruno Dreossi, Roland Perault
Casa di produzione     Rolfilm, Les Films de l’Oeil
Distribuzione (Italia)     Dear Film
Fotografia     Aiace Parolin
Montaggio     Franco Arcalli, Pina Rigitano
Effetti speciali     Joseph Natanson
Musiche     Fiorenzo Carpi
Scenografia     Pasquale Grossi
Costumi     Pasquale Grossi

Ludovica Modugno: Simona
Claudio Sorrentino: George
Antonio Guidi: padre di Marcelle
Rossella Izzo: Marcelle
Mario Bardella: zio di Marcelle
Antonio Colonnello: voce narrante

Simona locandina 1

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