FBI e la banda degli angeli (Big bad mama)


America, anni 20
Wilma McClatchie e le sue due giovani figlie Polly e Billie Jean attraversano gli Usa in lungo e in largo usando per vivere sistemi illegali.
Le tre donne infatti rapinano, estorcono e alle volte uccidono per procurarsi denaro, che sistematicamente utilizzano per darsi alla bella vita.
Al terzetto si aggiunge anche William, che diventa dapprima l’amante di Wilma e in seguito delle due ragazze.

Angie Dickinson

Le quali non hanno alcuna regola morale, essendo vissute in compagnia di una donna, Wilma, avida e spregiudicata.
Attraverso varie vicissitudini, seguiamo il quartetto attraverso scorribande durante le quali il gruppo si macchia di tutti i crimini possibili.
Sulle loro tracce c’è l’FBI che ha l’ordine di catturare il gruppo usando anche le maniere forti.
Quando al gruppo si aggiungerà Fred Diller, un vagabondo sedotto dalle ragazze, la situazione esploderà.
Raggiunti in un casolare, il gruppo viene fatto bersaglio di una grandinata di colpi sotto i quali perisce William, che ha nel frattempo ucciso Diller responsabile di averli traditi.
Wilma con le figlie riesce miracolosamente a fuggire, ma sulla strada….


FBI e la banda degli angeli, strana traduzione del titolo originale Big bad mama, ovvero la grande mamma cattiva è un curioso on the road movie sullo stile di Bonnie and Clyde, ovvero un gangster movie a cui si aggiungono connotazioni prese da altri generi cinematografici.
Il film è molto veloce e le azioni delittuose del gruppo si succedono senza sosta, attraverso una descrizione, per forza di cose sommaria, di una campagna americana com’era negli anni 20.
L’elevato ritmo del film giova alla scorrevolezza dello stesso, a tutto scapito però della profondità psicologica dei personaggi e principalmente a scapito della comprensione di ciò che spinge Wilma e le sue figlie a compiere azioni delittuose.
Wilma Mc Clatchie ci appare come una donna avida e senza scrupoli, assolutamente amorale tanto da accettare che le figlie si spartiscano il suo amante; nulla sappiamo del suo passato, nulla sappiamo di cosa la spinge a rubare, uccidere e delinquere.


Le due figlie di Wilma appaiono ancor meno caratterizzate: di loro vediamo solo azioni criminali, assistiamo al loro genuino entusiasmo quando fuggono da un crimine appena commesso oppure quando seducono l’amante della madre o il nuovo compagno di delitti, quel Diller che sarà la causa principale della loro fine.
Wilma è principalmente una rapinatrice; che sia una banca o un ricevimento, un tavolo da gioco o altro non ha nessuna importanza.
Se occorre, sa usare la pistola o il mitra, come ogni buon gangster che si rispetti.
Non ha motivazioni politiche, non ha ideologie.


Quello che fa è conseguenza della sua indole, non di una scelta motivata.
Consecutivamente accanto a lei agiscono le due giovani figlie, che appaiono altrettanto prive di una coscienza sociale o di una morale di fondo.
Se il diabolico trio femminile è poco delineato nelle motivazioni delle gesta che compie, ancor meno lo è la coppia di uomini che sia aggiungerà al terzetto.
Sono due criminali di piccolo taglio e come tali non hanno neanche loro una storia alle spalle, degna di essere raccontata.
Steve Carver, regista del film datato 1974 predilige quindi l’azione a tutto il resto, condendo il film quà e là di scene erotiche peraltro non accentuate; quello che conta sono le sparatorie, le fughe, le truffe e a margine il sesso.
Che vede coinvolte le tre donne in triangoli pericolosi, dove però i sentimenti non esistono con conseguente buona pace delle stesse, che così possono spartirsi i partner senza gelosie.
Se vogliamo quindi l’amoralità è il vero anello di congiuzione della storia, che però come dicevo agli inizi è essenzialmente un action movie senza nessuna velleità socio/culturale.


Steve Carver, che aveva diretto con buona mano il peplum erotico La rivolta delle gladiatrici (The arena) è regista superficiale ma abile nell’intuire i gusti di un pubblico abituato a film poco profondi ma veloci e d’azione.
Big bad mama conferma questa sua vocazione attraverso la descrizione delle avventure delle tre donne e attraverso sequenze tutto sommato godibili.


Memorabile quella in cui le due ragazze con fare malizioso mettono in mostra parte delle loro grazie durante un convegno di veterani di guerra, oppure la sequenza che vede protagonista Wilma che si intrufola in una festa Vip per derubare i notabili del posto. Molto bella anche la sequenza finale dell’assalto dell’FBI al fienile dove il gruppo ha trovato riparo.
Per quanto riguarda il cast, nulla da eccepire: molto brava e affascinante Angie Dickinson nel ruolo di Wilma, molto bene Susan Sennett e Robbie Lee che interpretano de due figlie di Wilma, bene anche William Shatner che riesce a liberarsi dell’ingombrante figura del comandante dell’Enterprise.
Un film di buon livello che se non lascia tracce profonde riesce in qualche modo a far passare due ore piacevoli incollati allo schermo.

F.B.I. e la banda degli angeli
Un film di Steve Carver. Con Tom Skerritt, Angie Dickinson, Susan Sennett, William Shatner, Robbie Lee Titolo originale Big Bad Mama. Action movie, durata 83′ min. – USA 1974

Angie Dickinson … Wilma McClatchie
William Shatner … William J. Baxter
Tom Skerritt … Fred Diller
Susan Sennett … Billy Jean
Robbie Lee … Polly
Noble Willingham … Zio Barney
Dick Miller … Bonney
Tom Signorelli … Dodds
Joan Prather … Jane Kingston
Royal Dano … Reverendo Johnson
John Wheeler … L’avvocato
Ralph James … Lo sceriffo
Sally Kirkland … La donna di Barney

Regia Steve Carver
Sceneggiatura William W. Norton, Frances Doel
Produzione Roger Corman
Musiche David Grisman
Cinematography Bruce Logan
Montaggio Tina Hirsch

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