Virilità


Vito La Casella, maturo industriale siciliano ha sposato in seconde nozze la sua bella e giovane segretaria Cettina; dal suo primo matrimonio, finito con un divorzio, Don Vito ha avuto un figlio, Roberto, che per tre anni ha studiato a Londra.
Il giovane torna in paese con due amici, accolto con soddisfazione da suo padre, che però ben presto dovrà fare i conti con le voci che vogliono suo figlio gay.
A causare il tutto è proprio Don Vito, che tenta inutilmente di combinare un matrimonio tra Roberto e Lucia, figlia del farmacista del paese; al rifuto del ragazzo di convolare a nozze con la ragazza, la stessa si vendica mettendo in giro voci sulla virilità di Roberto.

Agostina Belli

Nel frattempo però è nato un tenero sentimento d’amore tra Cettina e Roberto; i due conducono la loro relazione in maniera clandestina ma alla fine Don Vito scopre i due.
Se da un lato l’uomo si sente tradito dalla moglie, dall’altro è felice di aver scoperto che Roberto non è gay; ed è questo sentimento a predominare.
Così la relazione dei due diventa pubblica con buona pace di Don Vito, che vede ristabilito l’onore del suo nome.
Da un soggetto di Gian Paolo Callegari il regista bolognese Paolo Cavara sfrutta la sceneggiatura dello stesso Callegari stesa a due mani con Giovanni Simonelli per dirigere un film ben strutturato e lontano dagli stereotipi della commedia sexy.


Virilità è infatti un film inquadrabile principalmente nella commedia all’italiana, con velleità ben riposte di satira di costume; Cavara evita l’effetto macchietta e sopratutto evita di caratterizzare i personaggi in maniera eccessiva, lasciando allo spettatore un prodotto ben calibrato, con un’ironia di fondo che quà e là affiora senza però mai essere sarcastica.
Se è vero che il soggetto del siciliano geloso del suo onore e della sua virilità è uno dei più usati nel cinema del passato, è anche vero che questa volta siamo di fronte ad un film che con leggerezza ma anche con convinzione, mostra come i sentimenti predominanti del protagonista assoluto, il dongiovanni Vito La Casella alla fine vengono messi in un angolo in nome dell’onore.

L’uomo infatti rinuncerà alla sua felicità non tanto per favorire i sentimenti del figlio quanto piuttosto per mostrare alla gente come suo figlio non sia un “Purpo”, il triste aggettivo che indica l’omosessualità maschile ma viceversa un uomo vero, che ama le donne e che insidia addirittura la matrigna.
Siamo a meta quasi degli anni settanta, poco prima del referendum sul divorzio che avrebbe di fatto portato l’Italia nella modernità; nelle parole finali di Vito La Casella c’è anche il rammarico per essersi risposato, non tanto perchè deluso dal comportamento di Cettina, quanto dall’essere diventato un cornuto, altro tabù della società siciliana.


Che viene mostrata in tutti i suoi aspetti grotteschi, attraverso alcune gustose scenette che intervallano il film; una delle più rivelatrici è quella iniziale, quando Roberto arriva con i suoi due amici e induce in inganno Don Vito che scambia i sessi dei due, perchè le ragazze hanno i capelli lunghi e i ragazzi corti mentre nella realtà i due sono esattamente al contrario del canone osservato da Don Vito.


Virilità è quindi un buon film, con momenti comici e spunti di riflessione, molto ben interpretato dal cast di attori chiamato da Cavara; ottimo il solito Turi Ferro, impersonificazione assolutamente perfetta del siciliano arcaico e tradizionalista, la solita bellissima Agostina Belli, moglie infedele del dongiovanni siculo e da Marc Porel, a suo agio nel ruolo del figliol prodigo Roberto, che ha vissuto all’estero e che quindi non ha alcuno dei tabù che invece hanno i suoi ex compaesani.
E’ proprio questo contrasto tra padre e figlio la cosa migliore del film; due generazioni con storie diverse si incontrano e ovviamente si scontrano. Roberto rifiuta il matrimonio combinato e alla fine sceglie come sua compagna proprio la seconda moglie del padre mentre costui, disperatamente prigioniero di secoli di tradizione alla fine sceglierà di salvare il suo onore scegliendo di essere cornuto piuttosto che avere la disgrazia di un figlio “gay”.
Quindi una commedia garbata, Virilità; che ha anche il pregio di mostrare incantevoli località siciliane come le Gole dell’Alcantara e Giardini Naxos.
Il film è stato recentemente rieditato in digitale, il che permette di apprezzare sia il film tout court sia le location in cui venne girato il film nel 1974.

Virilità
Un film di Paolo Cavara. Con Marc Porel, Agostina Belli, Turi Ferro, Tuccio Musumeci, Anna Bonaiuto, Geraldine Hooper Commedia, durata 92 min. – Italia 1974.

Virilità banner gallery

Virilità banner personaggi

Turi Ferro: Vito La Casella
Agostina Belli: Cettina
Marc Porel: Roberto La Casella
Tuccio Musumeci: Avv. Fisichella
Anna Bonaiuto: Lucia
Geraldine Hooper: Pat
Maria Tolu: Illuminata

Virilità banner cast
Regia: Paolo Cavara
Sceneggiatura: Gian Paolo Callegari,Giovanni Simonelli
Produzione: Carlo Ponti
Musiche: Daniele Patucchi
Fotografia: Claudio Cirillo
Montaggio: Mario Morra
Costumi: Danda Ortona

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