Alla bella Serafina piaceva fare l’amore sera e mattina


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Semplicemente abominevole il titolo Alla bella Serafina piaceva fare l’amore sera e mattina, affibbiato da distributori nostrani preoccupati principalmente di cavalcare la prima ondata di film erotici che stavano spopolando nei cinema.
La fiancee du pirate (La fidanzata del pirata), il titolo originale, viene quindi ripreso in maniera maldestra lasciando sottintendere chissà quali piaceri erotici da visionare; in realtà siamo di fronte ad un film che non solo non ha nulla di erotico, ma è una commedia noir che denuncia i vizi privati, la morale piccolo borghese ipocrita e farisea di un piccolo paese della Francia, Tellier, un posto che assomiglia tantissimo alla nostra provincia,che sia al nord o al sud dello stivale.
La storia racconta le vicissitudini di Marie (inspiegabilmente ribattezzata Serafina), una giovane che è arrivata nel lugubre e nebbioso paesino in compagnia della madre;le due donne hanno dovuto far subito i conti con la prepotenza e l’arroganza dei paesani, che le hanno impiegate in lavori umilissimi.Marie ha sperimentato sul suo corpo anche la lussuria dei paesani, costretta a subire avance e umiliata sia nel morale che nel fisico.

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Non sono solo i galletti del paese a insidiare Marie; c’è anche Irene, una lesbica proprietaria terriera che tenta in tutti i modi di concupire la ragazza.
Purtroppo la mamma di Marie viene investita da un trattore guidato dall’autista ubriaco di un nobile del paesino; alla ragazza non resta altro da fare che far trasportare la donna nella misera capanna in cui viveva con la defunta madre, cosa della quale si occupa il gruppetto dei borghesi del posto, fra i quali spiccano la citata Irene, un commerciante, un ragioniere , un farmacista e un bracciante.
Così Marie rimane sola,con l’unica compagnia di un caprone nero e l’amicizia di Andrè, il proiezionista cinematografico di Tellier.
Ma la ragazza cova desiderio di rivalsa e di vendetta.
Così, poco alla volta, seduce il gruppetto di “notabili”, decidendo di farsi pagare per le sue prestazioni.
Gli uomini del gruppo ben presto oltre a tentare di guadagnare i favori sessuali della giovane, prendono a raccontare particolari della loro vita coniugale e Marie diviene padrona dei loro segreti più intimi.

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Con l’aiuto del fido Andrè, Marie si procura un registratore a nastro, sul quale incide la viva voce dei paesani che raccontano le loro storie, non saltando nemmeno il parroco del paese, colui che, come avrebbe detto De Andrè, non “disprezza fra un miserere e un’estrema unzione il bene effimero della bellezza”.
Il momento della vendetta arriva puntualmente:Marie fa in modo di diffondere le registrazioni mentre i protagonisti della vicenda sono in chiesa in compagnia delle mogli.
Scoppia i putiferio, ma la rispettabilità e l’onorabilità dei paesani non può essere violata impunemente;moglie e mariti fanno fronte comune e distruggono la capanna e gli averi della ragazza.
Che però aveva già deciso di andar via; nel finale vediamo la ragazza allontanarsi su una strada solitaria, togliersi le scarpe (uno dei tanti regali ricevuti) e camminare a piedi scalzi verso un futuro difficile e imperscrutabile, ma con una dignità riscoperta.
Marie è finalmente padrona della sua vita.

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Bello, senza se e senza ma Alla bella Serafina;opera prima della regista Nelly Kaplan di origini russe ma nata in Argentina, il film è un noir ambizioso e irriverente,grottesco e cattivo al punto giusto.
La fiancee du pirate, il titolo del film, prende origine dal film che Andrè proietta nei villaggi attorno; sarà anche l’ultima immagine di tellier che Marie porterà con se, perchè troverà uno dei manifesti del film appiccicato su un albero.
E che le ricorderà anche Andrè, l’uomo del quale si è innamorata ma che non è poi così distante dagli altri abitanti di Tellier, un uomo che ha preso alcuni vizi dei paesani, come il tenere un comportamento volgare dopo pranzo o mentre guarda la tv.
Una provincia che corrompe,quindi.
Ed anche una provincia abitata da gente gretta e meschina,caricaturizzata in maniera anche eccessiva se vogliamo; sono tutti brutti, quasi deformi, le donne del paese sono prive di attrattive fisiche, con grandi fianchi e gambe da podista.Lei, Marie, è come un fiore in un letamaio.

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Perchè Tellier è quasi la raffigurazione bestiale di un luogo coacervo di tutti i difetti possibili.
Grazie ad una regia attenta e alla grande interpretazione di una magnifica Bernadette Lafont, Alla bella Serafina si trasforma in una piacevolissima sorpresa;siamo di fronte ad un film fresco e affascinante, proto femminista nelle intenzioni e nello svolgimento, fino al finale assolutamente centrato con la bella Marie che si incammina verso la libertà.
La Lafont, che aveva alle spalle oltre una trentina di film prima di interpretare la pellicola della Kaplan diverrà quasi una presenza istituzionale del cinema francese, arrivando a totalizzare, ad oggi, quasi duecento interpretazioni sia cinematografiche che in originali televisivi.
Un’attrice bella e intensa, che interpreta magnificamente il ruolo malinconico di Marie, vittima del perbenismo e della cieca ottusità di un manipolo di vigliacchi e opportunisti, ma che saprà riscattarsi e riacquistare una propria potente dimensione di donna.
Film affascinante, quindi,accolto alla sua uscita da lodi e acclamazioni, alcune delle quali le riporto di seguito.
“Questo primo film importante di Nelly Kaplan è insolente. (…) E ‘delizierà il pubblico per la sua semplicità, è un film sottile, raffinato per i suoi riferimenti e le sfide che lancia.”
“”Un film di Bunuel, ma diretto da una donna. Ciò significa che il tradizionale martello di Bunuel è sostituito dagli artigli della Kaplan. Ma c’è abbastanza crudeltà per ispirare l’altro e indignarlo. C’è soprattutto un lavoro pieno di linfa,una luce sulla produzione attuale. »
” “L’intelligenza di Nelly Kaplan è di essere riuscita a fare un film d’autore e un film per il grande pubblico, senza volgarità e dando il minimo di poesia mai banale.

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Immagino i volti di coloro che si recarono al cinema attratti dal titolo equivoco sperando di scoprire chissà quali raffinatezze erotiche e che invece si trovarono di fronte un film serio in cui l’erotismo praticamente non esiste, se non sussurrato e mostrato nei limiti rigidi di un film drammatico.
In ultimo segnalo la colonna sonora del compianto George Moustaki, Moi, je me balance cantata da Barbara.
La pellicola della Kaplan è praticamente introvabile in rete in versione italiana; esiste su You tube La fiancee du pirate, in versione originale ma non integrale.
Sono state infatti tagliate alcune sequenze con gli unici nudi della Lafont e la visone è consigliata solo a coloro che conoscono bene la lingua francese.

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Alla bella Serafina piaceva far l’amore sera e mattina
Un film di Nelly Kaplan. Con Julien Guiomar, Bernadette Lafont, Jacques Marin, Georges Géret Titolo originale La fiancée du pirate. Commedia, durata 102′ min. – Francia 1969.

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Bernadette Lafont : Marie
Georges Géret : Gaston Duvalier
Michel Constantin : André
Julien Guiomar : Il duca
Jean Parédès : Il signor Paul
Francis Lax : Émile
Claire Maurier : Irène
Pascal Mazzotti :Il parroco Dard
Jacques Masson : Hippolyte
Henry Czarniak : Julien
Jacques Marin : Félix Lechat
Micha Bayard : Mélanie Lechat, detta « La Goulette »
Fernand Berset : Jeanjean
Renée Duncan : Delphine
Gilberte Géniat : Rose
Claire Olivier : la madre di Marie
Louis Malle : Jésus
Claude Makovski : Victor

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Regia : Nelly Kaplan
Sceneggiatura : Nelly Kaplan et Claude Makovski
Adattamento : N. Kaplan et Makovski + Jacques Serguine et Michel Fabre
Dialoghi: Nelly Kaplan et Claude Makovski
Fotografia : Jean Badal
Musiche : Georges Moustaki
Tema musicale : Moi, je m’balance, cantata da Barbara
Suono : Claude Jauvert
Produzione : Cythère Films, Claude Makovski,Moshe Mizrahi

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