Lucrezia Borgia l’amante del diavolo


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La figura storica di Lucrezia Borgia è una delle più controverse e al tempo stesso denigrate della storia.
Figlia naturale di Papa Alessandro VI Borgia e di Vannozza Cattanei,Lucrezia è stata dipinta dai biografi dell’epoca come una donna dissoluta,dedita ai piaceri più sfrenati e legata a suo padre e a suo fratello Cesare,il Valentino,da legami incestuosi.
In realtà Lucrezia fu probabilmente più vittima dei giochi politici del padre e in sub ordine del fratello che donna capace di decidere la propria vita;le stesse fonti malevole riportano la diceria, totalmente inventata,di una Lucrezia avvelenatrice e lussuriosa; lo dimostra la condotta di moglie esemplare e madre affettuosa che Lucrezia tenne quando diventò la consorte di Alfonso d’Este duca di Ferrara.


La bellissima Lucrezia morì di setticemia seguita all’ultimo parto quando aveva 39 anni;era al nono parto e l’ultimo le risulterà fatale.Alla sua morte tutto il ducato la pianse, perchè la donna descritta come amorale e viziosa era stata in realtà una moglie fedele e una madre esemplare,nonostante i gravi lutti che la perseguitarono, con la scomparsa di ben quattro dei figli avuti dal duca tutti morti in tenera età.
Una figura,la sua, che risentì delle maldicenze dei cronisti, tutti in qualche modo colpiti dal papa Alessandro VI, figura questa sicuramente dai lati molto più bui, uomo dedito ai piaceri della carne e della gola, anche se fu comunque un buon amministratore a livello politico.
Nel 1968 Osvaldo Civirani, regista e sceneggiatore con alle spalle qualche western e un paio di peplum stende la sceneggiatura di Lucrezia Borgia l’amante del diavolo, con la collaborazione di Jofré Durel e Wilhelm Sorger e ne cava fuori un film in costume che racconta, in maniera approssimativa e sopratutto abbastanza infedele dal punto di vista storico, la vita di Lucrezia Borgia.

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A rivestire i panni della futura duchessa d’Este chiama Olga Olga Schoberová, una bellissima attrice dell’allora Cecoslovacchia che aveva alle spalle una quindicina di pellicole di basso valore, nessuna delle quali meritevoli di un cenno biografico.
Olinka Berova,nome d’arte che la biondissima attrice sceglierà da questo momento in poi è sicuramente bellissima;ha un fisico mozzafiato e una cascata di capelli biondi ed è stata lanciata come l’erede naturale di Brigitte Bardot e di Ursula Andress.
Ma se la bellezza c’è e il fisico anche, la Berova non è certo un’attrice di spessore.
Il dover recitare in pellicole spesso a basso costo, con sceneggiature approssimative e in produzioni senza grossi nomi di richiamo la penalizzeranno non poco; questo film non aumenterà certo il suo prestigio,trattandosi a tutti gli effetti di un b movie in piena regola.

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La storia narrà delle vicende di Fabrizio Aldovrandi,un giovane sopravvissuto allo sterminio della propria famiglia organizzato da Alessandro VI e portato a termine dal Valentino, Cesare Borgia, che ancora una volta appare in un film come l’anima nera e braccio armato del papa.
Fabrizio, ferito,si rifugia in un convento dove conosce Lucrezia;la ragazza è stata confinata li per volere di suo padre e di suo fratello, sia per la sua condotta scandalosa sia perchè destinata a diventare sposa di qualche nobile influente nello scacchiere politico.
Tra i due, che dovrebbero in realtà essere nemici giurati, visto l’eccidio che ha sterminato la famiglia Aldovrandi,scoppia l’amore.
Ma tra i due si erge minacciosa la figura del Valentino…
Caratterizzato da un ritmo sonnacchioso, da una sceneggiatura improbabile e da un pizzico (davvero pizzico) di erotismo soft, Lucrezia Borgia l’amante del diavolo è un prodotto per certi versi assimilabile al filone dei film di cappa e spada, ribattezzati ingloriosamente “chiappa e spada”.
In questo il film tradisce clamorosamente le aspettative; non c’è il ritmo necessario e le scene di erotismo sono ridotte al lumicino;il che non è certo un male, alla luce di quello che si vedrà sugli schermi negli anni successivi.
Apprezzabili invece i costumi, le scenografie e la luminosità della fotografia.

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Certo, da sole queste componenti non bastano a nobilitare la pellicola, tuttavia il film stesso non va liquidato e gettato nella spazzatura.
Merito anche sia della Berova di Gianni Garko e di Lou Castel, che offrono professionalità al ruolo interpretato.
Il film è assolutamente introvabile in rete, tuttavia è da poco tempo disponibile in versione dvd.

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Lucrezia Borgia l’amante del diavolo
Un film di Osvaldo Civirani, con Olinka Berova,Lou Castel,Gianni Garko,Dada Gallotti,Franco Ressel .Storico, Italia 1968

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Olinka Berova … Lucrezia Borgia
Lou Castel … Cesare Borgia
Gianni Garko … Fabrizio Aldobrandi
Nina Sandt … Contessa Giulia Farnese
Giancarlo Del Duca … Giovanni Borgia
Dada Gallotti … Bianca
Franco Ressel … Ambasciatore d’Aragona
Giovanni Ivan Scratuglia … Soldato di Fabrizio
Leon Askin … Alessandro VI
Corrado Monteforte … Gasparri
Ernesto Colli … Valletto ambasciatore
Fedele Gentile … Cardinale

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Regia: Osvaldo Civirani
Sceneggiatura:Osvaldo Civirani,Jofré Durel e Wilhelm Sorger
Produzione:Osvaldo Civirani,Jofré Durel
Musiche:Coriolano Gori
Montaggio:Nella Nannuzzi
Fotografia:Osvaldo Civirani

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Lucrezia Borgia è una figura perseguitata dal proprio mito.
Il mito di una donna bellissima,ma anche amorale,priva di scrupoli,incestuosa e libertina,e,come se non bastasse,avvelenatrice.
Di tutti gli aggettivi sopra esposti l’unico probabilmente rispondente al vero è bellissima.
Perché le cronache del rinascimento la descrivono come una donna molto sensuale,affascinante e dalla grazia innata.
Il resto nasce da leggende spesso prive di fondamento,nate sulla scia della sua appartenenza alla famiglia Borgia.
Lucrezia nasce nel 1480,a Subiaco.
E’ figlia di Rodrigo Borgia,il futuro Alessandro VI e della dama Vannozza Cattanei,che darà a Rodrigo altri tre figli,Giovanni,Goffredo e Cesare,il duca Valentino.
Quello in cui vive,fin da piccola,è un ambiente saturo di immoralità,di beghe politiche e di intrighi.
E lei,che è una donna tipica del rinascimento,assoggettata al potere maschile e in particolare del padre-padrone,vive la sua vita in supina obbedienza alla ragione di stato,quella che Alessandro VI,suo padre,le impone ogni volta che la sua vita arriverà a quello che crede un punto fermo.
Ha solo 13 anni quando viene promessa sposa a Giovanni Sforza,nobile milanese della potente famiglia;Alessandro VI ha bisogno di alleati,e gli Sforza sono una famiglia potente e rispettata.
Dopo poco tempo,le necessità politiche della famiglia cambiarono,e Alessandro VI posò gli occhi su un nuovo partito che avrebbe portato nuove alleanze politiche.
Ma la presenza di Giovanni impediva di coronare i piani dei Borgia,così il papa escogitò un sistema sbrigativo per liberarsi dello Sforza:accusò il povero giovane di non aver adempito al dovere coniugale,e dichiarò nullo il matrimonio.
Pressato anche dalla sua famiglia,Giovanni Sforza accettò l’ingrato ruolo di marito impotente,consolandosi con la ricca dotte di Lucrezia,che gli restò come risarcimento.
Nel frattempo il potere dei Borgia si estendeva,grazie alla politica sicuramente discutibile,ma altrettanto efficace di Alessandro,ben coadiuvato dal figlio Cesare,uomo privo di scrupoli e fedele esecutore degli ordini paterni.
L’odio verso i Borgia montava,trasformandosi anche in maldicenza,che non risparmiava alcun componente della famiglia.
Giovanni era dipinto come un uomo dedito solo a vizi e dolce vita,Goffredo come una nullità;Cesare era temuto e rispettato nello stesso modo in cui era odiato.
Il disprezzo si concentrava naturalmente su Alessandro VI,di cui si conosceva la scandalosa relazione con Giulia Farnese,giovane rampolla della nobiltà romana,e naturalmente su Lucrezia.
Di lei si arrivò a dire,senza probabilmente alcun fondamento,che intrattenesse rapporti incestuosi con suo padre e con Cesare;che possedeva un anello nel quale c’era un potente veleno con il quale uccideva i suoi amanti;che partecipasse a sabba infernali nelle stanze del papa.
Maldicenze,dicerie.
L’odio per i Borgia era fortissimo e fu alimentato soprattutto dagli scritti di Burcardo,biografo ufficiale dei Borgia,che di sicuro inventò di sana pianta alcune storie.
Torniamo a Lucrezia,che,nella pausa dell’annullamento del suo matrimonio,stringe una relazione con il messo di papa Alessandro,Perotto,dal quale avrà un figlio,partorito in gran segreto prima delle seconde nozze con il diciottenne Alfonso d’Aragona,duca di Risceglie.
Il povero Perotto verrà ucciso dallo stesso Cesare,cosa che sconvolgerà Lucrezia.
L’incontro con Alfonso fu determinante per Lucrezia;era un bel giovane,lei era affascinante,e i due si innamorarono.
Dall’unione nacque un figlio,che venne chiamato,in onore del papa,Rodrigo.
Ma le mutevoli condizioni della politica portarono ben presto Alessandro VI a considerare,il matrimonio di Lucrezia,come un peso.
Fu così che ne decise l’eliminazione.
Ma Alfonso,avvertito da Lucrezia,scappa.
Tornerà solo con un salvacondotto papale e con l’assicurazione che non gli sarebbe successo niente.
Un inganno fatale.
Una sera Alfonso viene aggredito da misteriosi pellegrini e ferito gravemente.
Riuscirà a ristabilirsi,ma verrà strangolato nel suo letto dall’anima dannata di Cesare,il sicario Michelotto.
Per Lucrezia è un colpo terribile;per la prima volta si era veramente innamorata,e pensava di aver trovato la felicità lontano dall’atmosfera corrotta di Roma,lontana dalle mire del padre e del fratello.
Decide di ritirarsi in un convento e ci rimane per un po’.
Ancora una volta la ragione di stato ebbe la meglio,e Lucrezia venne richiamata a Roma,promessa sposa di Alfonso d’Este duca di Ferrara.
Un altro matrimonio politico,temuto soprattutto dal duca,sia per la temibile fama che precedeva Lucrezia,sia per la fine burrascosa dei suoi precedenti matrimoni.
Lucrezia arriva a Ferrara,dove ben presto diventa la duchessa di tutti.E’ bella,è intelligente,è amata.
Protegge artisti e poeti,e la sua corte è tra le più raffinate d’Europa;il suo salotto è frequentato dall’Ariosto,dal Bembo.
Una vita finalmente felice,da sposa e madre esemplare;darà ben sei figli al suo duca,quattro dei quali,però,moriranno in tenera età.
Nel frattempo,però la stella dei Borgia si oscura;Giovanni è morto in un misterioso agguato,nel quale probabilmente non è estraneo Cesare.
A Roma,durante un banchetto,Alessandro VI si sente male;dopo ore di atroce agonia,il papa muore.
Anche se,nello stesso banchetto,ci sono altre persone che si sentono male,Alessandro è l’unico a morire;l’intossicazione da cibi guasti sembra aver colpito mortalmente solo lui.
Ecco la descrizione dell’effetto che fece la morte di Alessandro VI,descritta vividamente dal Guicciardini:
Concorse al corpo morto d’Alessandro in San Piero con incredibile allegrezza tutta Roma, non potendo saziarsi gli occhi d’alcuno di vedere spento un serpente che con la sua immoderata ambizione e pestifera perfidia, e con tutti gli esempli di orribile crudeltà di mostruosa libidine e di inaudita avarizia, vendendo senza distinzione le cose sacre e le profane, aveva attossicato tutto il mondo; e nondimeno era stato esaltato, con rarissima e quasi perpetua prosperità, dalla prima gioventú insino all’ultimo dí della vita sua, desiderando sempre cose grandissime e ottenendo piú di quello desiderava.”
La morte di Alessandro sarà seguita da quella del Valentino,ucciso in un agguato in Francia,nel 1507.
Otto anni dopo toccherà a lei,la duchessa di Ferrara,morire in giovane età.
Lucrezia ha 39 anni,e ha otto parti alle spalle;il nono le sarà fatale,perché morirà di setticemia subito dopo.
Anche la piccola nata non vivrà a lungo.
Con Lucrezia si eclissa,in pratica,la meteora dei Borgia.
Una famiglia che ebbe sicuramente un’influenza nefasta in un periodo storico di per se molto movimentato;ma la demonizzazione della loro storia non è giustificata dalla effettiva portata degli eventi che contribuirono a modificare.
Soprattutto la figura di Lucrezia ha avuto,nel corso degli ultimi anni,una rivalutazione in senso positivo:lungi dall’essere la figura quasi demoniaca dipinta dai contemporanei,si è trasformata in una donna vittima di oscure trame di potere,prigioniera di un ruolo mai scelto,ma subito,per quella tacita accettazione di un destino a cui nessuna donna poteva ribellarsi.
Nobile o popolana,la donna era schiava del proprio destino e Lucrezia non faceva eccezione.
Una figura diventata,nel tempo,l’emblema dell’emancipazione.

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