Oltre l’Eden


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Oltre l’Eden di Alain Robbe-Grillet è il quarto film del regista e sceneggiatore francese di Brest.
Il primo a colori che segue L’uomo che mente l’ultimo suo lavoro del 1968.
parlare di questo film analizzandone la trama è operazione praticamente inutile oltre che impossibile; la struttura tipica dei film di Grillet infatti impedisce di narrare una trama essendo costruiti gli stessi come frammenti non riconducibili ad un solo filo conduttore.
Nello specifico Oltre l’Eden appare strutturato,utilizzando un paragone pittorico, come un museo dalle diverse sale in cui siano presenti gallerie di vari pittori; in questo caso l’artista dominante è Mondrian, con le sue pitture schematiche e i colori rosso, giallo, blu e nero e le sue linee nette.
Grillet, che odiava il verde, tanto da non voler girare film a colori, trova in Mondrian il suo mentore e costruisce attorno alle sue tavole un film in cui più che la trama, la storia, appare importante la rappresentazione visiva dei suoi sogni onirici, che troveranno nel film stesso l’esaltazione massima nella figura della protagonista.

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Il film è,per farla breve, composto da veri e propri quadri viventi che formano un percorso labirintico nel quale si innesta una trama volutamente oscura;l’Eden in effetti è un bar frequentato da studenti, caratterizzato da vetrate e quadri appesi alle pareti che altro non sono che riproduzioni delle opere di Mondrian.
Nel bar la sera vengono rappresentati spettacoli di puro stile sado maso, a base di feticci erotici che però non hanno alcun potere coinvolgente sullo spettatore, vista la resa asettica, quasi chirurgica che Grillet impone as usual ad un suo film.
La protagonista della storia è Violette, una ragazza della quale non conosciamo nulla ( e non conosceremo nulla); Violette una sera incontra nelle’Eden un misterioso straniero, che affascina e affabula i presenti con giochi di prestigio e lunghi racconti dei suoi viaggi in Africa.
Violette, affascinata, accetta di prendere una sostanza stupefacente e la sera, su invito del misterioso straniero, si reca in una fabbrica, dove ha degli incontri inquietanti.
Ritrova lo straniero morto all’uscita dalla fabbrica, dalla quale la ragazza è uscita con molta difficoltà:l’uomo stringe tra le mani una cartolina di Djerba, una località della Tunisia.

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Al rientro a casa Violette scopre di essere stata derubata di un dipinto,decide di seguire l’indizio della cartolina e parte per la Tunisia dove scopre che un artista ha lo stesso volto dell’uomo morto nella fabbrica.Diviene l’amante dello scultore,ma viene rapita da un gruppo di giovani che sono l’esatta replica dei suoi amici dell’Eden.
Adesso è lei la protagonista degli spettacoli feticistici dell’Eden e dopo essere stata sottoposta a sevizie,grazie all’aiuto di una ragazza che è l’esatta immagine di se stessa, riesce a fuggire giusto in tempo per scoprire che anche lo scultore è morto.
La storia ritorna all’Eden, dove Violette scopre che forse nulla è accaduto, che forse tutto è dovuto all’assunzione della droga, o che forse…
Come accennato all’inizio, Oltre l’Eden appartiene marginalmente alla cinematografia, solo per il fatto che utilizza il cinema per mostrare immagini in movimento;qui siamo di fronte ad un’opera non classificabile e non catalogabile, proprio per le caratteristiche di narrazione destrutturata delle vicende dei protagonisti del film, che appaiono come quadri in movimento e immersi sostanzialmente in uno spazio tempo dilatato e non afferrabile.

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La struttura stessa del film è quasi circolare,con la partenza dall’Eden e il ritorno al punto d’origine;in fondo non è importante il fatto che Violette sia o non sia protagonista della storia, se abbia o no vissuto le avventure raccontate nel film.
Conta il linguaggio visivo e qui iniziano i guai.
troppe le citazioni e i simboli che utilizza il regista francese per districarsi nella pellicola per cui alla fine ci si deve accontentare di un viaggio in una galleria pittorica fuori dallo spazio, in cui tutto ha solamente la dimensione di ciò che si vede, quasi un invito a prendere e fruire delle immagini stesse senza troppi problemi, accontentandosi di far gustare agli occhi le colorazioni straordinarie della pellicola, dei quadri astratti e se vogliamo, in ultima analisi, della visionarietà del racconto.
Il film esce nel 1970 ed è opera di grande impatto emotivo a patto però di dimenticare la narrazione cinematografica; per Grillet conta poco e nulla, quello che vuole è far immergere lo spettatore in un mondo dove i sensi devono essere stimolati e possibilmente plasmati dalla visione senza una logica stringente di quello che scorre sullo schermo.
Ci sono dei nudi nel film ma l’erotismo è sotto zero; nulla stimola i sensi e la libidine proprio perchè sembra di essere di fronte a dei quadri esposti come arte a se stante.

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Il nudo diventa sublimazione dei sensi e non partecipazione diretta o vojeuristica.
Chiunque voglia avvicinarsi a questa o altre opere di Grillet non può prescindere da un dato fondamentale; il suo cinema non è soltanto visionario, è puramente opera visiva che stimola i sensi.
Un film in anticipo sui tempi o assolutamente fuori da ogni contesto?
Forse una cosa e l’altra.
Pure sbaglierebbe chi si accosta a quest’opera e cercasse di coglierne aspetti particolari o messaggi intrinseci.
Basta solo godersi quello che si vede e lasciarsi trascinare dalla vista.
Oltre l’Eden è opera praticamente introvabile in rete e non risulta nemmeno passata di recente in tv, per cui chiunque voglia vederla dovrà puntare su versioni in commercio in DVD.
Oltre l’Eden
Un film di Alain Robbe-Grillet. Con Catherine Jourdan, Pierre Zimmer, Richard Leduc Titolo originale L’Eden et après. Drammatico, durata 100′ min. – Francia 1971.

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Oltre l'eden banner personaggi

Catherine Jourdan: Violette
Lorraine Rainer: Marie-Eve
Sylvain Corthay: Jean-Pierre
Richard Leduc: Marc-Antoine
Pierre Zimmer: Duchemin
Ludovít Króne: Franc
Jarmila Kolenicová: Sona
Juraj Kukura: Boris
Catherine Robbe-Grillet: Donna

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Regia Alain Robbe-Grillet
Soggetto Alain Robbe-Grillet
Sceneggiatura Alain Robbe-Grillet
Produttore Samy Halfon
Fotografia Igor Luther
Montaggio Bob Wade
Musiche Michel Fano
Scenografia Anton Krajcovic

Titolo originale L’éden et après
Lingua originale Francese
Paese di produzione Francia, Cecoslovacchia
Anno 1970
Durata 93 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 16:9

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Oltre l'eden banner recensioni

L’opinione di kotrab dal sito http://www.filmtv.it
Un altro Robbe-Grillet impegnato in un algido percorso misterioso, una non-storia dove i tempi non sono assoluti e gli spazi si intersecano, con pareti alla Mondrian che imprigionano, esterni assolati, luoghi non-luoghi difficili da percorrere, case dalle superfici abbaglianti che annullano il loro spessore e assorbono la vita, violenze e omicidi dove la morte non è mai tale, è apparenza, e ricerche di un niente che però è già stato trovato. Oltre l’Eden è stato costruito con uno stretto legame alla sua musica di commento ed è uno dei due risultati prodotti dal montaggio diverso di uno stesso materiale filmico, secondo il modello della musica aleatoria novecentesca: infatti, a partire da una serie di inquadrature girate, sono risultati i due film Eden et aprés e N. a pris les dés (“N. ha preso i dadi”; titolo originale acronimo).

L’opinione di Undjing dal sito http://www.davinotti.it
L’Eden come allegoria: è un locale ed un Paradiso in apparenza, ma varcato il suo ingresso, può trasformarsi, all’evenienza, anche nell’Inferno. Un gruppo di giovani sperimenta esperienze estreme, al limite della violenza e dell’erotismo, all’interno di un ambiente contorto. Spentosi nel febbraio di quest’anno, Grillet è stato regista noto sostanzialmente per l’acclamato dramma dal titolo Trans-Europ-Express (1966). Eppure l’autore, pur se con il contagocce, ha dato corpo (e voce a scritti) a pellicole quasi “maledette”, poiché proiettate avanti, ed estranee, al tempo della loro realizzazione.

L’opinione di Fauno http://www.davinotti.it
Come idee e trovate può essere geniale, ma per poterlo apprezzare è necessaria una cultura generale anche su altri tipi di arti figurative, oltre ad essere cinefili polivalenti; altrimenti è inevitabile che la forte curiosità iniziale ceda il passo alla noia, dovuta alla lentezza del film. Nulla da dire su trucco, estetica e scenari, specialmente le oasi, ma se non siete amanti di film ermetici, di mimica o di pittura e scultura, astenetevi dal vederlo.

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