Charles Bronson

Charles Bronson. Il suo stato naturale di conversazione è il silenzio.
Lo dipingeva così Roger Joseph Ebert, critico cinematografico del Chicago Sun Times e sceneggiatore statunitense, che vinse, nel 1975, il premio Pulizer per la critica.
Non è stato compito facile scrivere una biografia di Charles Bronson. Se la riservatezza delle stelle del cinema è proverbiale, nel caso di Bronson il riserbo risulta addirittura contrastante con la sua scelta professionale. Infatti, l’attore non rivelava informazioni, non divulgava particolari e non esprimeva teorie o giudizi riferiti ai suoi film. “Sono solo un prodotto come un pezzo di sapone, da vendere nel miglior modo possibile”, diceva.

Parlava veramente poco Charles Bronson:”Perché sono intrattenuto più dai miei pensieri che dai pensieri degli altri. Non mi dispiace rispondere alle domande. Tuttavia, in una conversazione, finisco per diventare solamente un paio di orecchie.
Io non ho amici, e io non voglio nessun amico. I miei figli sono i miei amici.

Charles Buchinsky, nacque nel 1921, il terzo freddo giorno di novembre, nei bacini di Ehrenfeld, Pennsylvania, undicesimo di quindici figli di un minatore di carbone lituano, analfabeta, il quale morì quando Bronson aveva dieci anni.
Prima di diventare star del cinema mondiale, tra il 1939 ed il 1943, Bronson lavorò nelle miniere di carbone e fu arrestato in ben due occasioni; una volta per aggressione ed un’altra per rapina.
Di recente, mi è capitato tra le mani un libro scritto sulle esperienze di vita delle persone che lavoravano nelle miniere di carbone in America, a Harlan County, Kentucky, al centro della regione mineraria dei monti Appalachi. Il libro racconta come I ragazzi che lavoravano nelle miniere coi vecchi minatori venivano chiamati chalkeyes, “occhi di gesso“. Al fine di eludere le leggi sul lavoro infantile, le grosse compagnie dell’industria mineraria facevano entrare i ragazzi nelle miniere e raccomandavano loro di caricare il carbone sul contrassegno del padre, oppure su quello di un minatore più anziano. Così facendo, in caso di incidente o decesso, la compagnia dichiarava che il minore non risultava sul libro paga, esimendosi da qualsiasi responsabilità civile e/o penale. (“America profonda: due secoli raccontati da Harlan County, Kentucky” di Alessandro Portelli)

Nel film Pat and Mike,con Spencer Tracy

Nel film La città spenta

Leggendo, in seguito, l’intervista rilasciata da Bronson nel 1974 al critico Roger Ebert, appresi che l’attore, da giovane, aveva lavorato nelle miniere di carbone. Pensai alle storie di vita dei minatori; pensai alle persone che dovettero farsi forza per scendere, giorno dopo giorno, nelle gallerie oscure, affrontare turni pesanti di dieci o dodici ore, sentire i muscoli dolenti, il bruciore delle cicatrici sulle gambe ed il gonfiore delle ginocchia, il tutto per una paga modesta, al limite della sopravvivenza. Sicuramente, una simile esperienza lavorativa, sopratutto se vissuta in una giovane età, può plasmare per sempre il carattere e la fisionomia di un uomo.

Charles Bronson, indipendentemente dai ruoli rivestiti nella lunga carriera cinematografica, penso abbia conservato l’animo del ragazzo coi occhi di gesso; un animo silenzioso che è stato compreso e potenziato unicamente dal regista romano Sergio Leone, nel “C’era una volta il West”. Se non vi dispiace, però, di questo film e del ruolo di Bronson in esso parlerò più avanti.
Come anticipavo, prima di diventare il star del cinema più popolare del mondo, Bronson assunse lavori umili. Fu impiegato come portalettere, panettiere e, perfino, raccoglitore di cipolle, il tutto dopo aver svolto servizio militare durante la Seconda Guerra Mondiale.
Dopo la guerra, infatti, Bronson tornò a casa, ma non alle miniere. Prese a raccogliere cipolle nello stato di New York e, poi, ottenne la sua tessera nel sindacato dei panettieri. Lavorava per tutta la notte in una panetteria di Philadelphia e prendeva lezioni d’arte in serata.

La legge del mitra

La vera storia di Lucky Welsh

Decise, in seguito, che “capiva più sul disegno di quanto capisse il maestro stesso.” Mollò il corso d’arte e andò a New York City, con l’idea che avrebbe potuto provare a recitare. “Perché no” si chiese. “Sembrava un modo facile per fare soldi. Un amico mi portò ad una rappresentazione teatrale e pensai che potevo provarci anch’io. Non avevo nulla da perdere. Girovagai per New York facendo qualche comparsa qua e là; non ero davvero sicuro in quel momento se volevo fare l’attore o meno. Non avevo alcun incoraggiamento. Vivevo nella mia mente, generando la mia adrenalina. Nessuno fece caso di me. Recitavo in commedie di cui nemmeno mi ricordo il nome. Nessuno ricorda. Ero in qualcosa di Moliere – io non so nemmeno come si chiamasse.”

Leggendo le dichiarazioni dell’attore stesso, possiamo affermare che Bronson ebbe grossa fortuna! Riuscì ad emergere dal ceto proletario e raggiunse una condizione agiata – si presume fosse l’attore di cinema più pagato dei suoi tempi. Negli anni ’70, in Giappone, un cartellone esibiva il suo nome lungo un grattacielo (chi sa quanto alto?).
La sua escalation cinematografica ebbe inizio nel 1951, con il film “Il comandante Johnny” (“You’re in the Navy Now”), regia di Henry Hathaway. Stando alle affermazioni dell’attore, Bronson ottenne la parte solamente per la sua capacità di ruttare al momento, talento acquisito e coltivato nei tempi di Ehrenfeld.
Sbirciando tra i film degli anni ’50, compaiono i primi personaggi interpretati da Bronson: scaricatore di porto, indiano, spia russa ecc.
Bronson, infatti, fa una delle sue prime apparizioni nel ruolo di un scaricatore di porto nel film “Luci sull’asfalto” (“The Mob”), regia di Robert Parrish. Si tratta di un noir anni ’50 (precisamente, 1951), basato sul romanzo “Waterfront” di Ferguson Findley. Il film ha come protagonista un ottimo Broderick Crawford nel ruolo di uno sbirro che si infiltra nella mafia per contrastare le attività illecite nei cantieri navali.

Quando l’inferno si scatena

La maschera di cera

Seguono i film:
Lui e lei” (“Pat and Mike”), regia George Cukor – simpatica commedia romantica del 1952, incentrata sulla coppia Katharine Hepburn (Pat), nel ruolo di una campionessa di golf, e Spencer Tracy (Mike), in quello dell’allenatore e impresario che mette a dieta Pat al fine di migliorarle le prestazioni sportive. Ovviamente, Pat finisce per innamorarsi di lui. Nella pellicola c’è spazio per qualche breve comparsa di Bronson, accreditato con il cognome Buchinski.
La maschera di cera” (“The House of Wax”), regia di André de Toth – ottimo horror/thriller del 1953, che ricorda indubbiamente il film degli anni ’30, diretto dal regista Michael Curtiz. Film memorabile per l’impeccabile interpretazione di Vincent Price nel ruolo dell’artista / scultore assassino e la silenziosa apparizione di Charles Bronson nel ruolo di Igor.
La città è spenta” (“Crime Wave”), regia di André de Toth – poliziesco inquietante del 1954, che vede come protagonista Sterling Hayden nel ruolo del detective Sims e Charles Bronson, accreditato Buchinsky, nel ruolo di Ben Hastings.
L’ultimo Apache” (“Apache”), regia Robert Aldrich – del 1954, uno dei primi western realizzati da Aldrich, con un vigoroso Burt Landcaster nel ruolo di Massai, luogotenente del capo degli indiani Apache e ultimo guerriero della sua tribù in fuga. In questa pellicola Bronson interpreta un ruolo secondario, la parte di Hodo, comparendo, ancora una volta con il cognome Buchinsky.

Rullo di tamburi” (“Drum Beat”), regia Delmer Daves – western del 1954, che evoca il conflitto occorso tra gli anni 1872 e ’73, nel sud dell’Oregon e nel nord della California tra l’esercito statunitense e la tribù di nativi americani dei Modoc. In questo film Bronson interpreta Kintpuash, ovvero, il capitano Jack. In seguito, nel 1956, Daves avrebbe diretto nuovamente Bronson nel western dal carattere sentimentale “Vento di terre lontane” (“Jubal”).
La tortura della freccia” (“Run of the Arrow”), regia Samuel Fuller – un buon western del 1957, ambientato nel 1865 (fine della Guerra di secessione), che i fans del genere ricordano indubbiamente per la memorabile interpretazione di Rod Steiger nel ruolo del sudista ribelle O’Meara; al giovane Bronson le venne attribuita la parte di Blue Buffalo.

La legge del mitra” (“Machine Gun Kelly”), gangster movie datato 1958 e girato, sorprendentemente, in soli otto giorni; il regista Roger Corman dirige Charles Bronson, Susan Cabot, Morey Amsterdam, Richard Devon in una pellicola basata sulla vita del celebre George R. Kelly (detto Machine Gun), criminale ai tempi del proibizionismo.
Brevemente, la trama: l’azione si svolge negli Stati Uniti, nel periodo successivo al proibizionismo. Machine Gun Kelly sta mettendo in atto, insieme alla sua banda e alla sua donna, Flo (Susan Cabot), una rapina in banca. La rapina, alquanto concitata, causa la perdita di un braccio al suo amico e “collega” Michael Fandango (Morey Amsterdam). I rapporti, all’interno del gruppo, diventano piuttosto tesi. In seguito, Kelly, spinto da Flo, rapisce la figlia di un ricco uomo d’affari per chiedere un riscatto, una decisione che… . Il film è il primo in cui Bronson, allora trentaseienne, interpreta un ruolo da protagonista.

L’ultimo Apache

Charles Bronson in Rullo di tamburi

La vera storia di Lucky Welsh” (“Showdown at Boot Hill”), regia di Gene Fowler Jr. – un western abbastanza debole del 1958, che mette al centro la storia del marshal – ovvero, sceriffo – pistolero Luke Welsh, interpretato da Bronson, il quale dopo aver eliminato un criminale locale, si trova costretto ad affrontare la furia della comunità.
Se posso permettermi un consiglio: da evitare.

Sacro e profano” (“Never so few”), regia di John Sturges – film drammatico e bellico del 1959, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, con protagonisti Frank Sinatra e Gina Lollobrigida, ed una parte secondaria per Bronson, nel ruolo di un certo sergente John Danforth.

Successivamente, nel 1960, il regista Sturges dirige nuovamente Bronson nel film “I magnifici sette” (“The Magnificent Seven”) – pellicola da top position del genere western, con protagonisti che sono passati alla storia del cinema come i Sette Samurai del West.
Proprio così, perché Sturges mette in scena la crème de la crème degli attori del tempo: Yul Brynner, Eli Wallach, Charles Bronson, Steve McQueen, Robert Vaughn, Brad Dexter, James Coburn. L’azione si svolge intorno al 1880, in un paese alla frontiera tra Messico e Stati Uniti. Chris Adams (Brynner), un pistolero professionista, viene ingaggiato dal capo del villaggio messicano di Ixcatlan perché ne protegga i contadini dalle scorrerie della banda di Calvera (Eli Wallach).
Calvera: “C’è un proverbio qui da noi: un ladro che ruba a un altro ladro e perdonato per cento anni.
Accettato l’incarico, arruola sei compagni per difendere il villaggio. I sette si installano a Ixcatlan e, quando arriva Calvera con i suoi bandidos, lo mettono in fuga. Il villaggio festeggia l’avvenimento, ma ben presto tra i peones si manifesta un sentimento di disagio per la presenza dei pistoleri. Comunque, per liberare definitivamente il villaggio dal pericolo di Calvera, i sette tentano una sortita notturna; ma nel frattempo Calvera e i suoi hanno occupato il villaggio. Ritornati al villaggio Calvera li sorprende, li circonda, li disarma e intima loro di ritornare negli States. Sotto scorta li fa accompagnare al confine. A questo punto i sette prendono il compito loro assegnato come una questione d’onore e tornano indietro a difendere il villaggio. Riusciranno nel loro intento, anche se a caro prezzo… .
Memorabile, inoltre, la colonna sonora composta da Elmer Bernstein, nominata al Premio Oscar.

La tortura della freccia

Sacro e profano

Charles Bonson proseguiva la sua carriera con “Il padrone del mondo” (“Master of the World”) del 1961, diretto da William Witney, una pellicola d’avventura e fantascienza e con “I quattro del Texas” (“4 for Texas”) commedia western diretta da Robert Aldrich, del 1963, in cui compare accanto a Frank Sinatra, Dean Martin, Anita Ekberg e Ursula Andress.

Successivamente, nel 1963, John Sturges assegnava a Bronson il ruolo del tenente Danny Velinski, in uno dei migliori film sulla guerra mai realizzati, basato su una storia vera: “La grande fuga” (“The Great Escape”).
La pellicola tratta la storia della grossa fuga dei prigionieri alleati da un campo di concentramento tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale; a causa del gran numero di tentativi di evasione effettuati dai piloti alleati, il comando tedesco decide di concentrare tutti gli esperti in fughe in un unico campo: “tutte le mele marce in un unico paniere, per poterle controllare meglio”. Tuttavia, l’organizzazione della fuga viene pianificata e realizzata meticolosamente, grazie anche all’individuazione di alcune figure chiave, tra cui uno scassinatore, uno specialista in tunnel (il tenente Velinski), un falsario, un falegname, un sarto; inoltre viene messa in piedi una massiccia rete di collaboratori che predispone documenti, abiti civili, cartine, biglietti ferroviari, razioni di viveri e quanto altro si renda necessario. Purtoppo, durante i festeggiamenti organizzati dai prigionieri americani per ricordare la ricorrenza del Indipendence Day, il tunnel “Tom” viene scoperto dalle guardie dello Stalag. Ciononostante, sono 76 i prigionieri che riescono a uscire dal campo attraverso il tunnel “Harry” prima che le guardie diano l’allarme. Diretti verso diverse destinazioni, i prigionieri in fuga vengono braccati dalla Gestapo, con inseguimenti spesso rocamboleschi e molto spettacolari, accompagnati dall’azzeccata colonna sonora composta da Elmer Bernstein.
Di questo film, tuttavia, non mi è rimasta impressa l’immagine del personaggio interpretato da Bronson, bensì quella del capitano Hilts (Steve McQuenn) in sella alla Triumph TR6 Trophy. Memorabile!

Castelli di sabbia

La battaglia dei giganti

Castelli di sabbia” (“Sandpiper”), regia di Vincente Minnelli – film melodrammatico del 1965, costruito sulla coppia protagonista Liz Taylor e Richard Burton, in cui Bronson interpreta un ruolo secondario, il personaggio Cos Erickson.

La battaglia dei giganti” (“The Battle of Bulge”), diretto da Ken Annakin – film bellico del 1965, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale, in cui spiccano le interpretazioni di Henry Fonda nel ruolo del tenente colonnello Kiley e Robert Shaw in quello del fanatico colonnello Hessler; Charles Bronson si aggiudica la parte dell’impavido maggiore Wolenski.

Questa ragazza è di tutti” (“This Property is Condemned”), film melodrammatico diretto nel 1966 da Sydney Pollack. Nella pellicola ispirata da un atto unico di Tennesse Williams, compaiono: l’attore più famoso degli Sati Uniti d’America, Robert Redford, ed il più famoso del mondo, Charles Bronson, accanto alla splendida Natalie Wood, la quale interpreta il difficile ruolo di Alva, disperata sognatrice, dal precario equilibrio psichico, divisa tra una favolosa vita immaginaria ed una degradante quotidianità.
Nonostante le buone prestazioni degli attori e la bella fotografia che caratterizza l’intera pellicola, all’epoca del lancio il film di Pollack non fu apprezzato dal pubblico. Infatti, fu solamente la Wood a ricevere una nomination ai premi Golden Globe.

Quella sporca dozzina” (“The Dirty Dozen”), avvincente film d’azione bellica “condito” con scene comiche, diretto nel 1967, da Robert Aldrich. Il regista mette in scena un ottimo cast tra cui spiccano i nomi di: Lee Marvin, Ernest Borgnine, Robert Ryan, John Cassavetes, Jim Brown,George Kennedy, Trini López, Telly Savalas e Donald Sutherland. Charles Bronson, nuovamente, interpreta un personaggio duro ed imperturbabile di nome Joseph Wladislaw. Brevemente, la trama: alla vigilia dello sbarco in Normandia delle truppe alleate, un gruppo di dodici galeotti viene addestrato dall’esercito statunitense per compiere un’importantissima e difficilissima missione segreta: prendere d’assalto un castello dove si trova il quartier generale tedesco. Se i galeotti riusciranno nella missione, otterranno in cambio la commutazione della pena. La pellicola ebbe gran presa al pubblico e riscosse qualche nomination agli Oscar ed ai premi Golden Globe.

Questa ragazza è di tutti

Il primo importante successo cinematografico europeo per Bronson fu il film “Due sporche carogne – Tecnica di una rapina” (“Adieu l’ami”, “Farewell Friend”), regia di Jean Herman. Un noir del 1968, ambientato a Parigi, indubbiamente memorabile per l’apparizione a torso nudo di Delon e Bronson, nei ruoli di due malviventi che progettano la rapina di una banca e … per poco altro.

Tuttavia, il 1968 fu l’anno di svolta, tanto nella vita privata, quanto in quella professionale dell’attore.
Bronson conobbe Jill Ireland, conobbe l’amore.
Fu sposato tre volte: la prima nel 1949 con Harriet Tendler dalla quale ebbe due figli (Suzanne e Tony) e dalla quale divorziò dopo diciotto anni di matrimonio. Il secondo matrimonio lo unì all’attrice Jill Ireland: i due ebbero una figlia, Zuleika, e adottarono anche un’altra bambina, figlia di un’amica di Jill, Katarina. Bronson si sposò una terza volta nel 1998 con Kim Weeks di quarant’anni più giovane di lui.

È cosa nota che Jill fu la donna della sua vita.
Bronson stette vicino alla moglie nella malattia che durò sei anni e terminò con la morte dell’attrice nel 1990: “Quando ami qualcuno, senti il suo dolore. E ‘ per questo che alcuni mariti hanno le nausee mattutine quando le loro mogli sono in stato di gravidanza. Parlare di questo argomento mi risulta difficile. Non avrei detto a Jill come mi sentivo. Mi sono comportato in maniera opposta ai miei sentimenti. Devo esserle sembrato forte. Non volevo scoraggiarla. Ho tenuto duro, diciamo che mi sono comportato da britannico . Naturalmente, lei aveva capito. La paura ti colpisce. Questo è quello che si sente dapprima. Poi, rabbia e frustrazione. Parte del problema è quanto poco conosciamo circa il tradimento del corpo quando si ribella contro se stesso.(…) Abbiamo scoperto che i specialisti non sanno tanto quanto pensavamo. Quindi, si pensa che forse ci sono altre risposte. Non ci sono, però se credi che qualcosa possa aiutarti, ti aiuterà, ma non curerà. Che uomo sarei stato se non l’avessi aiutata? Sentivo insieme a lei – non il dolore fisico, ovviamente, ma tutta la sua angoscia. Non potevo essere distaccato. Aveva bisogno di qualcuno che capisse cosa stava accadendo nella sua mente. Io c’ero per questo.

Nel ruolo di Armonica in C’era una volta il West

Quanto alla carriera, nel 1968 accade l’incontro destinico tra Bronson ed il regista Sergio Leone.

Nacque così “C’era una volta il West” film del 1968, pilastro della trilogia del tempo (“Giù la testa” 1971 e “C’era una volta in America” 1984) dell’impareggiabile Sergio Leone.
Al fine di una miglior comprensione del ruolo interpretato da Bronson in questa pellicola, vorrei invitare i gentili lettori del sito ad approfondire la trama, leggendo la recensione pubblicata dal mio amico PaulTemplar.
Anticipavo la trilogia del tempo per far notare che, se per Leone questo film segna l’inizio della seconda fase nella carriera, decisamente la segna anche per Bronson.
Infatti, per la prima volta, l’uomo coi occhi di gesso compare in un personaggio muto, introverso, quasi restio al contatto fisico con gli altri personaggi raccontati sulla scena.
Diretti abilmente dal regista romano, gli occhi di gesso assumono una dimensione nuova dell’agire.

Infatti, stando alle dichiarazioni di coloro che lo hanno incontrato personalmente, la presenza di Bronson risultava inquietante. Dicesi che, l’attore sembrava davvero un tipo violento: i suoi occhi di felino vigile e circospetto, gli avambracci muscolosi, il modo in cui camminava… .
Altri attori potevano sembrare violenti nei loro ruoli; Lee Marvin, certamente, e Robert Mitchum e Clint Eastwood. Ma di persona, non incutevano il senso di aggressività che trasmetteva Bronson.
La pellicola rappresenta un’incursione sentimentale e vitale, come poche altre, all’interno dell’ambiente storico end of the Old West, che tramonta con la costruzione della ferrovia.
Bronson, nella parte del pistolero Armonica, abbandonate le vesti del soldato e del malvivente, diventa il prototipo, senz’altro il simbolo, del giustiziere, il quale “quando dovrebbe parlare, suona… quando dovrebbe suonare, parla.”
Una delle mie frasi preferite del personaggio Armonica: “Non gli ho salvato la vita! Non l’ho lasciato uccidere. Non è la stessa cosa.

L’uomo venuto dalla pioggia

I magnifici 7

Questo film corona l’ambizione di Sergio Leone di dirigere sia Henry Fonda, attore assai costoso per le tasche italiane sino a quel momento, che Charles Bronson “faccia di granito”, il quale rifiutò la proposta di Leone di assumere il ruolo “dell’uomo senza nome” nella “trilogia del dollaro”.
Quanto a Claudia Cardinale, ovvero Jill McBain, le è stata ascritta un’ottima performance nella parte della rosa dell’West.
In seguito, la carriera di Bronson proseguiva con:
L’uomo venuto dalla pioggia” (“Le passager de la pluie”), regia di René Clément – buon thriller del 1969, ricco di colpi di scena, centrato sulla coppia Charles Bronson – Marlène Jobert. Sicuramente da vedere.

Al soldo di tutte le bandiere” (“You can’t Win ‘Em All”), regia Peter Collinson – film di avventura e guerra del 1970, ambientato in Turchia, ove nel 1922 un avventuriero statunitense, Adam Dyer (Tony Curtis), dopo un breve soggiorno nel luogo, decide di mettersi in società con una banda di contrabbandieri, guidati da un certo Josh Corey (Charles Bronson). Ben presto i due diventeranno amici, ma la guerra civile si farà sempre più dura, e il gruppo dovrà scegliere se vendere armi e, quindi, se schierarsi dalla parte del sultano o da quella dei rivoluzionari… .

Chato

Città violenta” diretto da Sergio Sollima, è un noir del 1970 in cui Bronson interpreta un killer dall’aspetto e carattere glaciale, di nome Jeff Heston, il quale finisce nella trappola tesa dalla malavita organizzata. Due scene memorabili: l’inseguimento in auto ed il silenzio nell’ascensore. Oltre a Bronson, nel cast: Jill Ireland, Telly Savalas ed Umberto Orsini. Una menzione particolare per la colonna sonora composta da Ennio Morricone, ripresa in “Milano odia, la polizia non può sparare” del 1974.

L’uomo dalle due ombre” (“De la part des copains”), film d’azione del 1970, diretto da Terrence Young, regista dei primi tre film 007: “Dr. No”, “Dalla Russia con amore” e “Thunderball”. Accanto a Bronson, nel film compaiono Liv Ullmann e James Mason.
Joe Valachi… I segreti di Cosa Nostra” (“The Valachi Papers”), film drammatico, un’incursione nel mondo dei gangster, del 1972 diretto da Terence Young. I protagonisti sono: Charles Bronson, Lino Ventura, Jill Ireland e Walter Chiari. La pellicola è basata sul libro biografico “The Valachi Papers” (“La mela marcia”) di Peter Maas, celebre giornalista che ha scritto la biografia dell’agente di polizia Frank Serpico (da cui è tratto l’altrettanto celebre film di Sidney Lumet “Serpico”, con Al Pacino).
Tra gli anni 1972 e 1973 Michael Winner diresse Bronson in ben tre pellicole: “Chato” (“Chato’s Land”), “Professione assassino” (The Mechanic)

Al soldo di tutte le bandiere (nella foto,accanto a Tony Curtis)

Città violenta

e “L’assassino di pietra” (“The Stone Killer”).
Successivamente, nel 1974, Winner riprende, a modi suoi, il personaggio creato da Sergio Leone nel 1968 e lo plasma secondo le esigenze dei tempi, e, ovviamente, del botteghino, creando la figura del giustiziere moderno in un film che passera alla storia come un cult ed un must per tutti i cinefili: “Il giustiziere della notte” (“Death Wish”). Il film, girato a New York alla fine di un gelido febbraio, ebbe, addirittura, quattro sequel: 1981, 1985, 1987 e 1994 (non tutte girate da Winner).
La pellicola racconta circa un architetto di mezza età di New York che respinge la violenza, fino a quando succede che la sua figlia viene violentata e la moglie uccisa. Poi, l’architetto diventa uno strumento di vendetta. Percorre le strade impestate di criminalità in veste di bersaglio facile e, quando i malviventi lo attaccano, li uccide. Ai gentili lettori suggerisco di consultare la recensione presente su questo blog, ben scritta e corredata di ottime fotografie.
Nei film d’azione come quelli di Winner, Bronson diceva che non c’era molto tempo per la recitazione. “Dovevo fornire una presenza. Non ci sono mai scene abbastanza lunghe dedicate al dialogo per poter approfondire il personaggio.
Le sue affermazioni potrebbero suonare come mancanza di modestia. Tuttavia, non lo sono. Bronson descriveva con semplicità i suoi ruoli. Considerava se stesso un professionista che poteva svolgere il compito senza investire “un sacco di ego in esso”. Era parte del suo orgoglio di mestiere.
Per Charles Bronson il lavoro era importante non perché produceva grandi film, ma perché gli permetteva di fornire una vita straordinariamente confortevole alla famiglia.

Circa il rapporto lavorativo con il regista Winner, Bronson dichiarava: “Winner è un uomo intelligente, e mi piace. Ma non abbiamo mai discusso la filosofia di un film.”

Testimonianze raccontano che una notte, a New York, la compagnia “Death Wish” si riunì per girare una scena all’esterno di un negozio di alimentari, in alto a Broadway. Bronson disse che, dal momento che era lì comunque, avrebbe fatto un po’ di shopping. Aprì una scatola di biscotti. Un vecchio, un personaggio newyorkese un tantino pazzo, stava rimproverando una scatola di Hershey perché non riusciva ad aprirla. Bronson la aprì per lui. L’uomo a malapena si accorse della sua presenza. Intanto, Michael Winner beveva il caffè dall’altra parte della strada, parlando di Bronson: “Ha una grande forza sullo schermo, anche quando è fermo o in un ruolo completamente passivo, c’è una profondità, un mistero – c’è sempre la sensazione che qualcosa accadrà”.
Nel 1977 Bronson partecipa come protagonista accanto a Lee Remick al fim di genere spionaggio “Telefon”, diretto da Ron Siegel. La pellicola è tratta da un romanzo del 1975 di Walter Wager che abborda ampiamente il tema delle tecniche di lavaggio del cervello.

L’uomo dalle due ombre

Joe Valachi,i segreti di Cosa nostra

Tra le pellicole degli anni ’80, oltre alle sequel del giustiziere, il pubblico ricorda Bronson per le apparizioni nei film:

Caccia selvaggia” (“Death Hunt”), del 1980 diretto da Peter Hunt. Bronson e Marvin tornano qui insieme quindici anni dopo “Quella sporca dozzina”. Andrew Stevens, Carl Weathers e Angie Dickinson sono i co-protagonisti di questa storia vera di un fuggitivo chiamato il Cacciatore Pazzo e di un feroce assassino che scioccò il Canada. Brevemente, la trama: il 31 dicembre 1931 il cacciatore solitario Albert Johnson (Bronson) uccide un uomo per legittima difesa nella sua remota capanna sui monti nello Yukon. Alcuni giorni dopo, il duro poliziotto Edgar Millen raduna con riluttanza un gruppo di uomini armati per arrestare Johnson per omicidio. Nel brutale assedio alla capanna, Johnson ucciderà altri quattro uomini prima di fuggire sulle montagne innevate. Poiché l’episodio è sotto gli occhi di tutta la nazione, Millen veniva forzato ad inseguire Johnson a piedi, in slitta e con un aereo, in un disperato tallonamento che avrebbe portato i due uomini dall’orlo della sopravvivenza ed a quello della vendetta. Bellissimi i paesaggi naturali canadesi in cui si svolge l’azione.
Dieci minuti a mezzanotte” (“10 to Midnight”), è il quarto film diretto da J. Lee Thompson con Bronson come protagonista; un film poliziesco che mescola elementi thriller ed elementi di film slasher (termine derivante dal verbo “to slash” che in lingua inglese significa ferire profondamente con un’arma da taglio). La pellicola è ispirata al massacro di otto allieve infermiere del South Chicago Community Hospital avvenuto il 14 luglio 1966, ad opera del feroce killer Richard Speck. Bronson interpreta con successo il ruolo del poliziotto/giustiziere Leo Kessler, giustiziere appunto perché disposto a ricorrere a qualsiasi mezzo pur di inchiodare l’assassino.

Caccia selvaggia

10 minuti a mezzanotte

Soggetti proibiti” (“Kinjite: Forbidden Subject”), del 1989 diretto da J. Lee Thompson. È un film d’azione/thriller con Charles Bronson, Juan Fernández e Perry Lopez. È stato il nono e ultimo film che Thompson e Bronson hanno fatto insieme (oltre ad essere l’ultimo film della carriera di Thompson. La parola giapponese Kinjite significa “proibito”.
Nel 1991 venne girato “Lupo solitario” (“The Indian Runner”) diretto da Sean Penn, al suo debutto nella regia. Il film è caratterizzato dal fatto che la trama è completamente ispirata da una sola canzone di Bruce Springsteen, Highway Patrolman, dell’album Nebraska del 1982. I personaggi, le ambientazioni e lo stile narrativo sono una trasposizione fedele della canzone, di cui il film diventa omaggio ed estensione.
Pur avendo ingaggiato attori di prim’ordine e utilizzando una sceneggiatura particolare, la pellicola per gli argomenti trattati è stata distribuita prevalentemente nel circuito dei film indipendenti e non è mai divenuta un successo commerciale su larga scala. Infatti, la pellicola utilizza scene di forte impatto, ineccepibili come lavoro regisorale, ma che possono turbare ed irritare lo spettatore (nudi maschili ed un parto ripreso dettagliatamente).
Il film è costruito sul rapporto ed il conflitto tra due fratelli, Joe (David Morse) e Frank Roberts (Viggo Mortesen). Joe è lo sceriffo di una piccola cittadina agricola del Nebraska, Plattsmouth, Frank è un soldato dell’esercito degli Stati Uniti. Lo sceriffo Joe Roberts conduce una vita tranquilla ed è sposato con Maria, una giovane donna messicana per la quale ha dovuto affrontare e combattere conto pregiudizi razzisti del padre. L’anziano signor Roberts è Charles Bronson.
La vita dei due fratelli separati è scossa dalla morte del padre: Frank incontra il fratello dopo essere tornato dalla guerra in Vietnam. È diventato un uomo scontroso e cupo, incapace di starsene fuori dai guai. Joe, paziente ed amorevole nei confronti del fratello ritrovato, cerca di ricostruire una vita per lui e per suo fratello, ricordando la loro infanzia trascorsa insieme. Frank ha una relazione con una ragazza del posto, Dorothy (Patricia Arquette), che darà alla luce suo figlio, dandogli una parvenza di speranza e apparente felicità nella nuova comunità in cui vive. L’indole e la solitudine di Frank Roberts prendono il soppravvento: uccide Caesar, il gestore dell’unico bar del paese. Il fratello sceriffo è quindi messo in conflitto tra l’amore che prova verso il fratello e la sua integrità di poliziotto: lo insegue fino al confine e decide di accostare lasciando il fratello libero di scappare. Il film si chiude con una citazione di Tagore: “Ogni nuovo bambino che nasce porta il messaggio che Dio non è ancora scoraggiato dall’uomo”.

Lupo solitario

Charle Bronson concluse la sua carriera con apparizioni in film diretti per il piccolo schermo: “Sospetti in famiglia” (“Family of cops”) (1995), “Sospetti in famiglia 2” (1997),“Sospetti in famiglia 3” (1999), interpretando l’ispettore Paul Flein.

Si spense in un giorno di sabato di fine estate nell’ospedale Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles. Aveva 81 anni e lasciò il ricordo di una vita privata intensa ma riservatissima, ed una pubblica dal sapore particolare: “Quando ero un ragazzino,” diceva, “disegnavo sempre. Disegnavo su carta da macelleria oppure su sacchetti della spesa. A scuola mi toccò disegnare con sapone sulle finestre. Tacchini per la Festa di Ringraziamento, cose del genere. Disegnavo qualsiasi cosa, in una linea continua, senza sollevare la matita dal foglio. Ho esibito le mie opere a Beverly Hills e andarono vendute in due settimane – non fu perché il mio nome era Charles Bronson; ho firmato Buchinsky.”

I cannoni di San Sebastian

Viva,viva Villa

A muso duro

Assassination

Assedio di fuoco

Caboblanco

Il giustiziere della notte

Il giustiziere della notte 2

Il giustiziere della notte 3

Il giustiziere della notte 4

Il giustiziere della notte 5

L’eroe della strada

Professione giustiziere

Pugno proibito

Qualcuno dietro la porta

Sole rosso

Telefon

Tiro incrociato

Twinky

Valdez il mezzosangue

 L’uomo del confine

La legge di Murphy

Il segno della giustizia

Twilight zone

The travels of Jamie

Rawhide

Hennessey

Empire

Breach of faith a family…

Bonanza

1998 Sospetti in famiglia 3 (TV Movie)
1997 Sospetti in famiglia 2 (TV Movie)
1995 Sospetti in famiglia (TV Movie)
1994 Il giustiziere della notte 5
1993 Di padre in figlia (TV Movie)
1993 La nave fantasma (TV Movie)
1991 Yes Virginia, There Is a Santa Claus (TV Movie)
1991 Lupo solitario
1989 Soggetti proibiti
1988 Il segno della giustizia
1987 Il giustiziere della notte 4
1987 Assassination
1986 L’esecuzione… una storia vera (TV Movie)
1986 La legge di Murphy
1985 Il giustiziere della notte 3
1984 Professione giustiziere
1983 10 minuti a mezzanotte
1982 Il giustiziere della notte 2
1981 Caccia selvaggia
1980 L’uomo del confine
1980 Cabo Blanco
1979 Tiro incrociato
1977 Telefon
1977 Sfida a White Buffalo
1976 I leoni della guerra (TV Movie)
1976 Da mezzogiorno alle tre
1976 Candidato all’obitorio
1975 Io non credo a nessuno
1975 L’eroe della strada
1975 10 secondi per fuggire
1974 Il giustiziere della notte
1974 A muso duro
1973 Valdez, il mezzosangue
1973 L’assassino di pietra
1972 Professione assassino
1972 Chato
1972 Joe Valachi – I segreti di Cosa Nostra
1971 Sole rosso
1971 Qualcuno dietro la porta
1970 L’uomo dalle due ombre
1970 Città violenta
1970 Al soldo di tutte le bandiere
1970 L’uomo venuto dalla pioggia
1970 Twinky
1968 C’era una volta il West
1968 Due sporche carogne – Tecnica per una rapina
1968 Viva! Viva Villa!
1968 I cannoni di San Sebastian
1967 Dundee and the Culhane (TV Series)
1965-1967 Il virginiano (TV Series)
1967 Quella sporca dozzina
1967 Il fuggiasco (TV Series)
1966 Questa ragazza è di tutti
1966 F.B.I. (TV Series)
1966 La leggenda di Jesse James (TV Series)
1965 La battaglia dei giganti
1965 Gli uomini della prateria (TV Series)
1965 La grande vallata (TV Series)
1965 Vacation Playhouse (TV Series)
1965 Castelli di sabbia
1965 Combat! (TV Series)
1965 Il californiano
1964 Bonanza (TV Series)
1963-1964 The Travels of Jaimie McPheeters (TV Series)
1963 I 4 del Texas
1962-1963 Empire (TV Series)
1963 Dottor Kildare (TV Series)
1963 La grande fuga
1957-1963 Have Gun – Will Travel (TV Series)
1962 Pugno proibito
1962 Gli intoccabili (TV Series)
1956-1962 Alfred Hitchcock presenta (TV Series)
1961 Adventures in Paradise (TV Series)
1961 Il leggendario X 15
1961 The New Breed (TV Series)
1961 Lotta senza quartiere (TV Series)
1961 I trecento di Fort Canby
1961 Ai confini della realtà (TV Series)
1961 Il padrone del mondo
1960-1961 Hennesey (TV Series)
1960-1961 Laramie (TV Series)
1961 Letter to Loretta (TV Series)
1961 One Step Beyond (TV Series)
1955-1961 General Electric Theater (TV Series)
1960 Riverboat (TV Series)
1960 The Aquanauts (TV Series)
1960 I magnifici sette
1958-1960 Playhouse 90 (TV Series)
1958-1960 Man with a Camera (TV Series)
1960 The Islanders (TV Series)
1959 Sacro e profano
1959 Yancy Derringer (TV Series)
1959 U.S. Marshal (TV Series)
1956-1958 Gunsmoke (TV Series)
1958 Quando l’inferno si scatena
1958 Tales of Wells Fargo (TV Series)
1958 The Walter Winchell File (TV Series)
1958 Solo contro i gangsters
1958 Sugarfoot (TV Series)
1958 La legge del mitra
1958 La vera storia di Lucky Welsh
1958 The Court of Last Resort (TV Series)
1957 Studio One (TV Series)
1957 Suspicion (TV Series)
1957 Colt .45 (TV Series)
1957 Richard Diamond, Private Detective (TV Series)
1957 La tortura della freccia
1957 Those Whiting Girls (TV Series)
1957 Hey, Jeannie! (TV Series)
1957 The Millionaire (TV Series)
1957 The O. Henry Playhouse (TV Series)
1957 The Sheriff of Cochise (TV Series)
1957 Studio 57 (TV Series)
1956 Wire Service (TV Series)
1956 Telephone Time (TV Series)
1956 Warner Brothers Presents (TV Series)
1956 Vento di terre lontane
1954-1956 Medic (TV Series)
1955-1956 Crusader (TV Series)
1956 Have Camera Will Travel (TV Movie)
1955 Ombre gialle
1955 Cavalcade of America (TV Series)
1955 Luke and the Tenderfoot (TV Series)
1955 The Pepsi-Cola Playhouse (TV Series)
1954-1955 Treasury Men in Action (TV Series)
1955 Stage 7 (TV Series)
1955 Public Defender (TV Series)
1955 Un pugno di criminali
1955 The Man Behind the Badge (TV Series)
1955 Lux Video Theatre (TV Series)
1954 Vera Cruz
1954 Rullo di tamburi
1954 L’ultimo Apache
1954 L’assedio di fuoco
1954 Tennessee Champ
1954 Waterfront (TV Series)
1953 Pioggia
1953 La città spenta
1953 Four Star Playhouse (TV Series)
1953 Schlitz Playhouse of Stars (TV Series)
1953 La maschera di cera
1953 Chevron Theatre (TV Series)
1952-1953 The Doctor (TV Series)
1953 Il pagliaccio
1952 Polizia militare
1952 The Roy Rogers Show (TV Series)
1952 Immersione rapida
1952 The Red Skelton Show (TV Series)
1952 Biff Baker, U.S.A. (TV Series)
1952 Paradiso notturno
1952 Uragano su Yalù
1952 Corriere diplomatico
1952 Lui e lei
1952 Vivere insieme
1952 I miei sei forzati
1952 Duello nella foresta
1951 Luci sull’asfalto
1951 Omertà
1951 Il comandante Johnny
1949 Fireside Theatre (TV Series)

Romolo Valli

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Il desiderio di conoscere ed approfondire il percorso professionale di Romolo Valli ha condotto le mie ricerche verso l’ambiente del teatro italiano del secondo dopoguerra. Stranamente, fino a questo scritto, ho sempre associato la Seconda Guerra Mondiale al dramma delle persone, alle perdite umane, tralasciando in qualche modo l’effetto sconvolgente della guerra sull’economia o sulle arti. Tuttavia, il tempo trascorso a leggere e guardare il teatro è divenuto, in seguito, un paziente maestro che mi ha trasmesso la conoscenza dei sensibili criteri che distinguono le opere del benessere dagli scritti della sofferenza o del rinnovamento. La storia del teatro nel nostro secolo presenta grandi mutamenti, che prospettano a loro volta grandi alternative. Il primo mutamento riguarda il contesto sociale. Il secondo riguarda il ruolo rispettivo dei diversi artefici dello spettacolo. In Italia, nel dopoguerra, vengono alla luce i drammi più noti di Eduardo De Filippo. Il suo stile è sobrio e l’uso del dialetto ha funzione realistica e caratterizzante. Vanno menzionate, poi, le esperienze teatrali ironico-satiriche di Brancati e Flaiano. Per ultimo, ma non come importanza, va ricordato Luchino Visconti, il quale predilige l’opera lirica con rappresentazioni di Verdi e di Bellini.
Viste le premesse, ci vorrebbe ben più di un articolo biografico per raccontare la formazione e la professione di uno degli animatori più importanti del teatro italiano del dopoguerra. Con questo scritto, tuttavia, mi sono proposta di ripercorrere la carriera cinematografica di attore e doppiatore del compianto artista emiliano. Ciò non di meno, nel caso di Romolo Valli, mi è apparso impossibile disgiungere il volto teatrale raffinato da quello cinematografico, sicuramente più icastico. Infatti, Romolo Valli è uno dei pilastri fra i caratteristi del cinema italiano, un attore che ha prestato il suo talento a tanti film di successo nei quali, pur non essendo il protagonista, è stato un valoroso comprimario, “un interprete disponibile fino all’inverosimile, completamente alla mercé del regista”.

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Romolo Valli in Boccaccio 70

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L’ultimo film interpretato, Chiaro di donna con Romy Schneider e Yves Montand

Nato nel 1925, a Reggio Emilia, Romolo Valli rivela sin da giovane una spiccata propensione per il mondo dello spettacolo, in particolare, per il teatro. Infatti, l’attore emiliano consegue una formazione teatrale perfetta affrontando i grandi testi di Luigi Pirandello. Lungo il percorso professionale, Romolo Valli “non tradì mai la sua cultura né il culto della parola, che in teatro è la prima componente dell’azione scenica, lo strumento insostituibile della ragione e del sentimento”. Nel 1949, dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita più per amor paterno e meno per amor proprio, Romolo Valli entra a far parte della Compagnia teatrale “Il Carrozzone” di Fantasio Piccoli; nel 1952 lavora al Piccolo Teatro di Milano mentre, nel 1954, fonda insieme a Giorgio De Lullo, Annamaria Guarnieri, Elsa Albani e Rossella Falk la “Compagnia dei Giovani”, un gruppo teatrale responsabile di circa quaranta allestimenti fino al 1972, che rivoluziona la scena teatrale italiana del dopoguerra.
L’esordio al cinema avviene nel 1959, con il personaggio Egidio Marsi Laurenzi, nel film Policarpo ufficiale di scrittura diretto da Mario Soldati. Per uno strano caso della vita, la pellicola che segna il debutto di Romolo Valli è, al contempo, l’ultimo film diretto dal regista torinese. Policarpo è in qualche modo legato al film Le miserie del signor Travet, che Mario Soldati descriveva come “… una farsa, un film comico, leggero ma anche amaro con la bella fotografia di Giuseppe Rotunno e la musica meravigliosa di Nino Rota. Policarpo è una farsa sul mondo degli impiegati d’ufficio: l’invenzione della macchina da scrivere innesca la lotta tra l’uomo e macchina. Vi appaiono anche storie di mazzette, corruzione. Renato Rascel e Romolo Valli vi recitano con grande bravura. Pur con i suoi limiti, credo che Policarpo sia un film perfetto.

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Sul set di Novecento con il regista, Bernardo Bertolucci

Sempre nel nel 1959 Romolo Valli viene diretto da Enzo Provenzale nel film drammatico Vento del Sud e da Mario Monicelli nel film tragicomico La grande guerra. Quest’ultima opera racconta la violenza e l’assurdità della Prima Guerra Mondiale vista attraverso gli occhi dei soldati impegnati nelle trincee. Valli assume la parte del tenente Gallina, superiore che ha tra i vari compiti quello di leggere le lettere ai soldati analfabeti. E’ commovente la scena in cui il tenente Gallina legge al soldato Giacomazzi (Luigi Fainelli) la lettera che la fidanzata aveva spedito sul fronte di guerra. La missiva contiene una pessima notizia: la ragazza annuncia il fidanzamento con un uomo più ricco e più anziano. Per risparmiare un grosso dispiacere a Giacomazzi, approfittando dell’analfabetismo del giovane, il tenente legge la missiva modificandone il contenuto.
Dal 1959, Romolo Valli viene scritturato con regolarità dai più importanti registi del cinema italiano. L’anno successivo l’attore lavora con Martin Ritt nel film Jovanka e le altre, con Daniele D’Anza nel film I piaceri di sabato notte, con Valerio Zurlini nel film La ragazza con la valigia, e con Gianni Puccini nella pellicola Il carro armato dell’8 settembre.
Nel 1961 la carriera cinematografica di Valli prosegue con l’opera di Mauro Bolognini, La viaccia, in cui l’attore interpreta la parte di Dante, accanto a Claudia Cardinale e Jean Paul Belmondo.
Sempre nel 1961 Valli è un partigiano nel film Un giorno da leoni, di Nanni Loy. L’opera racconta un avvenimento realmente accaduto nel 1943: la distruzione del ponte Sette luci sulla linea ferroviaria Roma Formia. Danilo (Nino Castelnuovo), studente universitario, evita l’arruolamento mentre il suo amico Michele (Leopoldo Trieste), un giovane e pavido ragioniere, già su un treno diretto a Nord assieme ad altri impiegati del suo ministero, fugge e riesce a tornare a Roma, dove ha lasciato la fidanzata Ida.

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Un giorno da leoni

Tuttavia, vinto dalla paura, si unisce a Danilo per cercare di superare la linea Gustav. Per caso conoscono Gino (Tomas Milian), che si aggrega ai due amici quando il treno della ferrovia Roma Fiuggi Alatri viene fermato dai tedeschi. I tre si rifugiano in una cantina, adibita a “covo” da un gruppo di ex-soldati, comandati da Orlando (Renato Salvatori). I militari vengono poi raggiunti dal partigiano Edoardo (Romolo Valli), che dà loro il compito di far saltare un ponte utilizzato dalle truppe tedesche per ricevere rifornimenti. Una volta procurato l’esplosivo necessario al sabotaggio, alla notizia della cattura di Edoardo da parte dei tedeschi, il gruppo si disperde. Danilo, Michele e Gino tornano a Roma, dove vengono a conoscenza della morte di Edoardo, il quale aveva affidato ai compagni il compimento del sabotaggio. Profondamente maturati, i tre giovani decidono di portare a termine la missione: faranno saltare in aria il ponte.

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Nel film Che? di Polanskj

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Er più storia d’amore e di coltello (sullo sfondo Adriano Celentano)

Uno dei registi a cui Valli lega maggiormente il suo nome è Luchino Visconti, con il quale gira un episodio del film Boccaccio 70 e altre tre opere: Il Gattopardo, Morte a Venezia e Gruppo di famiglia in un interno.
Nel 1962 esce nelle sale italiane un film strutturato in quattro episodi, ispirato alle novelle scritte da Giovanni Boccaccio. Il terzo episodio, intitolato Il lavoro è diretto, appunto, da Luchino Visconti. Valli interpreta l’avvocato Zacchi, accanto a Romy Scheider la quale è Pupe, moglie del conte Ottavio (Tomas Milian), losco individuo coinvolto in affari di sfruttamento della prostituzione.
Anche Federico Fellini che aveva diretto il secondo episodio, Le tentazioni del dottor Antonio, inizialmente, aveva pensato di affidare la parte del dott. Mazzuolo a Romolo Valli.

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Due interpretazioni magistrali: in Giù la testa del grande Leone…

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e nel bellissimo Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica

Sempre nel 1962 Valli compare nella commedia sentimentale Peccati d’estate diretta da Giorgio Bianchi, nella commedia Il giorno più corto diretta da Sergio Corbucci e nel film drammatico Una storia milanese diretto da Eriprando Visconti, grazie al quale si aggiudica il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista.
Nel 1963 Luchino Visconti lo chiama per dirigerlo nel kolossal Il Gattopardo, tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La pellicola riscuote un grande successo di critica e di pubblico, oltre a numerosi riconoscimenti. Romolo Valli è Padre Pirrone, confidente e confessore del Principe Salina (Burt Lancaster) e guida spirituale dell’intera famiglia principesca siciliana. Indimenticabile, fra tante, la scena in cui il religioso rimprovera il principe Salina per i tradimenti extraconiugali, con l’espressione a metà tra biasimevole e pietoso nel momento in cui Don Fabrizio gli confessa che, nonostante i sette figli avuti dalla moglie, quest’ultima non gli aveva mai concesso di vederle l’ombelico. Ed ancora, nella stessa scena, Padre Pirrone cerca di convincere il principe di acconsentire al matrimonio fra Tancredi (Alain Delon) e Concetta (Lucilla Morlacchi), ma Don Fabrizio conosce le ambizioni ed il cuore del nipote il quale non ha occhi che per Angelica Sedara (Claudia Cardinale). Nonostante le poche scene in cui compare, grazie alla sua ricca espressività ed alla rigorosa costruzione del personaggio, Romolo Valli offre una bella prova attoriale accanto al protagonista, Burt Lancaster.

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Il gattopardo di Visconti

La carriera di Romolo Valli prosegue con le comparse in due commedie: I fuorilegge del matrimonio di Valentino Orsini e Confetti al pepe di Jacques Baratier. Seguono, nel 1964, i ruoli nei film La vendetta della signora di Bernhard Wicki e La costanza della ragione di Pasquale Festa Campanile.
Nel 1965 esce nelle sale una commedia a tre episodi, I complessi, di cui l’episodio più conosciuto è Guglielmo il dentone, diretto da Luigi Filippo D’Amico, in cui Alberto Sordi interpreta un giovane e brillante giornalista dalla dentatura prominente che aspira a diventare presentatore del Telegiornale Rai. In questo episodio, a Romolo Valli viene assegnata la parte del padre Baldini.
Sempre nel 1965, Alberto Latuada lo sceglie per la parte di messer Nicia nel film La mandragola, tratto dall’omonima commedia di Machiavelli.

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La mandragola di Alberto Latuada

Brevemente la trama: nel corso di un lungo soggiorno a Parigi, il giovane Callimaco (Philippe Leroy) viene a sapere della bellezza di Lucrezia (Rosanna Schiaffino), sposata da quattro anni con il ricco ma sciocco notaio Nicia Calfucci (Romolo Valli). Rientrato a Firenze, Callimaco s’innamora di Lucrezia e tenta di sedurla senza successo. Ad aiutarlo nell’impresa, oltre al servo Siro (Armando Bandini), è il parassita Ligurio (Jean Claude Brialy), che ha una grossa influenza su Nicia. Ligurio consiglia Callimaco di fingersi dottore e di convincere il notaio a far bere alla moglie un infuso di mandragola in grado di curare la sua presunta sterilità. Questa “terapia”, però, ha una controindicazione: il primo rapporto sessuale con la donna sarà letale in quanto l’amante morirà a causa del veleno. Per rimediare al problema e al fine di salvaguardare l’onore di Nicia, si dovrà far incontrare Lucrezia con il primo “garzonaccio” di strada, che subirà l’effetto del veleno mortale. Persuaso, Nicia deve convincere Lucrezia, restia ad acconsentire. Interverranno, quindi, la madre Sostrata (Nilla Pizzi) ed il frate Timoteo (Totò) i quali, facendo leva sulla devozione cristiana di Lucrezia, la convincono alla “cura”. La stessa notte Callimaco, travestito da mendicante, viene portato dall’ignaro Nicia tra le braccia della moglie. Lucrezia, però, non si accontenta del fugace incontro e, colta da pia devozione, desidera proseguire nella relazione amorosa.

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Nel film I complessi

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Il carro armato dell’8 settembre

Nel 1967 Romolo Valli viene diretto accanto a Catherine Spaak, Hywel Bennett, Vittorio Caprioli, Pina Cei, nel film Il marito è mio e l’ammazzo quando mi pare di Pasquale Festa Campanile.
Seguono, poi, le comparse nei film: Non stuzzicate la zanzara (1967) di Lina Wertmuller; La scogliera dei desideri (1968) di Joseph Losey, nel quale Valli interpreta il dottor Luilo accanto a Elizabeth Taylor e Richard Burton; Scacco alla regina (1969) di Pasquale Festa Campanile, nel ruolo di Enrico Waldman, accanto a Rosanna Schiaffino e Haydée Politoff.
Nel 1970, Vittorio De Sica lo chiama per interpretare il padre di Giorgio (Lino Capolicchio), un ebreo borghese che assiste all’innamoramento velato del figlio per Micol (Dominique Sanda), una giovane ebrea di condizione sociale più elevata. Nel finale, il padre di Giorgio viene deportato assieme alla famiglia in un campo di concentramento. Lo stesso truce destino sarà condiviso da Micol e dall’abbietta famiglia Finzi Contini. Grazie alla fine ed istintiva sensibilità interpretativa, Romolo Valli offre una prova attoriale memorabile nel film Il giardino dei Finzi Contini, che sarà premiata con un Nastro d’Argento al miglior attore non protagonista.
Nel 1971, Romolo Valli torna a lavorare con Luchino Visconti per il film Morte a Venezia, ove interpreta il direttore dell’hotel nel quale soggiorna il musicista Gustav von Ascenbach (Dirk Bogarde) che si innamora di un efebico giovane polacco, Tadzio (Bjorn Andrésen). Nonostante la piccola parte, la classe recitativa di Romolo Valli traspare ugualmente, in particolare, nelle scene in cui il personaggio è impegnato in discorsi volti a negare l’epidemia di colera che sta invadendo la città.

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La bella biografia di Maria Laura LoiaconoL’attore che parla

L’ultima interpretazione con Visconti è in Gruppo di famiglia in un interno (1974). Ancora una volta accanto a Burt Lancaster, Romolo Valli interpreta in una breve sequenza l’avvocato Michelli.
Successivamente, Romolo Valli lavorerà con: Sergio Leone nel film Giù la testa (1971), nel ruolo del dott. Villega; con Sergio Corbucci nella commedia Er più: storia d’amore e di coltello (1971), nella parte del maresciallo; con Jean Louis Bertucelli nel film Paulina 1880 (1972), nel ruolo di Farinata; con Roman Polanski nella commedia grottesca Che? (1972), nel ruolo di Giovanni; con Giuseppe Rosati nel film Il testimone deve tacere (1974), nel ruolo del ministro; con Franco Rosati nella commedia Nipoti miei diletti (1974), nella parte di Trèves; con Bernardo Bertolucci in Novecento (1976), nel ruolo di Giovanni.

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Con Donald Sutherland in Novecento

Nel 1977 Romolo Valli veste i panni del Dott. Spazioni, accanto ad Alberto Sordi nel film di Mario Monicelli, Un borghese piccolo piccolo. Il Dott. Spazioni è il capoufficio di Sordi il quale, alla richiesta di aiutarlo a sistemare il figlio con un impiego per il Ministero, lo invita ad iscriversi presso la Massoneria. La bravura di Valli sarà premiata nuovamente con un Nastro d’Argento al migliore attore non protagonista. Complessivamente, il film si aggiudica tre David di Donatello e quattro premi Nastro d’Argento.

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Romolo Valli con Dirk Bogarde in Morte a Venezia di Luchino Visconti

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Con Sordi e Gassman in La grande guerra

La fine degli anni ’70 vede Valli impegnato nel film di Sydney Pollack, Un attimo, una vita (1977), nel ruolo dello zio Luigi; nel Holocaust 2000 (1977) di Alberto De Martino, nel ruolo di Monsignor Charrier; nel film Chiaro di donna (1979) di Costa Gavras, nella parte di Galba.
Grazie alla dizione rigorosa, Romolo Valli ha spesso prestato la sua voce al cinema come doppiatore. Uno degli esempi più memorabili di questa attività è la voce del narratore nella versione italiana di Barry Lyndon di Stanley Kubrick. Vi sono, inoltre, i doppiaggi di Anthony Franciosa in Senilità, Anthony Sharp in Arancia meccanica, Alain Cuny in La dolce vita, Lou Gilbert in Giulietta degli spiriti e la voce narrante in E venne un uomo.
Negli ultimi anni ’70 Romolo Valli è stato Direttore stabile del Teatro Eliseo di Roma e Direttore artistico del Festival dei Due Mondi di Spoleto. La notte del 1 febbraio 1980, a soli 54 anni, è rimasto vittima di un fatale incidente stradale sulla via Appia Antica, a Roma. Da allora il Teatro Municipale della sua città natale porta il suo nome. La sua morte ha segnato l’uscita di scena di un instancabile protagonista della vita culturale italiana: “Di lui, in genere, nell’ambiente del teatro, non vedo e non sento recepito l’ esempio. Forse è un sintomo di quanto Romolo fosse irripetibile per doti e intuizioni. La sua capacità più moderna e provocatoria consisteva nel porre limiti a se stesso, nel coltivare cioè doti di manager, di intellettuale e di splendido attore, senza però ammantarsi o vantarsi anche di capacità di regista, di poeta, di scenografo, di traduttore.” (Giuseppe Patroni Griffi).

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In Gruppo di famiglia in un interno di Luchino Visconti

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Irriconoscibile con Jane Fonda in Barbarella

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Holocaust 2000 

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Il testimone deve tacere

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Con Claudia Cardinale in La ragazza con la valigia

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La vendetta della signora

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La viaccia

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Policarpo ufficiale di scrittura

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Con Rossanna Schiaffino in Scacco alla regina

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Un attimo una vita

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Un borghese piccolo piccolo

banner-filmografia

1980 Chiaro di donna
1977 Holocaust 2000
1977 L’avvocato del diavolo
1977 Un attimo una vita
1977 Un borghese piccolo piccolo
1976 Novecento
1974 Nipoti miei diletti
1974 Gruppo di famiglia in un interno
1974 Il testimone deve tacere
1974 Così è (se vi pare) (Film TV )
1972 Che?
1972 Paulina 1880
1971 Giù la testa
1971 Er più: storia d’amore e di coltello
1971 Morte a Venezia
1970 Il giardino dei Finzi Contini
1970 L’amica delle mogli (Film TV )
1969 Scacco alla regina
1968 Barbarella
1968 La scogliera dei desideri
1967 La fiera delle vanità (Serie TV)
1967 Non stuzzicate la zanzara
1966 Il marito è mio e l’ammazzo quando mi pare
1965 La mandragola
1965 I complessi
1965 Il successo (Film TV )
1965 Sei personaggi in cerca d’autore (Film TV )
1964 La costanza della ragione (uncredited)
1964 La vendetta della signora
1963 I fuorilegge del matrimonio
1963 Confetti al pepe
1963 Il gattopardo
1963 Il giorno più corto
1962 Una storia milanese
1962 Peccati d’estate
1962 Boccaccio ’70
1961 Le donne di buon umore (TV Movie)
1961 Un giorno da leoni
1961 La viaccia
1961 La ragazza con la valigia
1960 Il carro armato dell’8 settembre
1960 I piaceri del sabato notte
1960 Jovanka e le altre
1959 La grande guerra
1959 Policarpo ‘ufficiale di scrittura’
1954 Il piacere dell’onestà (Film TV )

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Così è se vi pare

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Enrico IV

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Il mercante di Venezia

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Il piacere dell’onestà

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Il valzer dei cani

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La fiaccola sotto il mogio

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L’amica delle mogli

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Sei personaggi in cerca d’autore

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Spettri

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Pubblicità del Martini,con Marina Malfatti

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Nello sceneggiato tv La fiera delle vanità

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La presentazione dello sceneggiato Tv dedicato a Ligabue

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Un mese in campagna

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La compagnia dei giovani

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Nel camerino del Teatro Ariosto

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In radio,nel programma Gran Verietà

Erna Schurer

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Negli anni sessanta, nel cinema italiano, c’era un’abitudine diffusa: quella di assumere pseudonimi stranieri.
Questo fenomeno si diffuse anche a causa di una spiccata esterofilia degli spettatori e dei produttori i quali preferivano
lanciare nel campo cinematografico personaggi provenienti dai floridi mercati americani, inglesi ecc.
In virtù di questo, attori come Massimo Girotti,Carlo Pedersoli,Erika Colombatti ecc. si trasformarono in Terence Hill, Bud Spencer e Erika Blanc.Una moda,potremmo definirla così,alla quale non sfuggirono nemmeno i registi: anche Sergio Leone scelse di chiamarsi Bob Robertson e Barboni si trasformò in Clucher.
Così l’italianissima,napoletana, Emma Costantino divenne Erna Schurer,nome con il quale girerà 39 pellicole e parteciperà a qualche
format tv.
Bionda,molto carina,fisico da modella, la Schurer entrò da subito nel mondo dello spettacolo,lavorando con il più prestigioso dei registi teatrali,quel Giorgio Strehler che formerà molti prestigiosi nomi dello stesso teatro.
Contemporaneamente Erna lavorò come fotomodella per Harper’s Bazaar e Vogue,dove il suo fisico longilineo e la sua bellezza le spalancarono le porte verso un lusinghiero successo nel campo della moda.

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Carnalità

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Insolitamente bruna nel film Che notte quella notte!

Alla ricerca di emozioni e di avventura,Erna finirà per trasferirsi a Londra, in attesa del momento giusto per entrare nel mondo del cinema.
Nel 1960 arriverà il suo primo film,Il rossetto di Damiano Damiani e in seguito Wanted Johnny Texas di Emimmo Salvi,28 minuti per 3 milioni di dollari di Maurizio Pradaux,Lola Colt di Siro Marcellini e La battaglia dell’ultimo panzer di José Luis Merin.
Si tratta di piccoli ruoli che costituiscono finalmente l’attesa occasione per mettersi in mostra;come racconta,per poter andare avanti,in un mondo competitivo, devi accettare tutto:

“I distributori ti chiedevano,quà la scena di sesso,là la scena di sangue,questo e quell’altro…
E tante volte non avevano nemmeno letto magari la sceneggiatura che gli presentavi.Se facevi una cosa tutta intellettuale,la distribuzione insomma
non ti dava una lira.I registi come gli attori erano quindi costretti a scendere a questi compromessi,a meno che non avessero i mezzi per prodursi da soli.Molte volte,diventando amica dei registi,mi rendevo conto delle loro problematiche,della loro necessità di restare legati ad un certo tipo di cinema,nonostante avessero tutti i numeri per fare cose diverse…”.

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Erotissimo

Nel 1969 Alberto Cavallone la sceglie per il ruolo da protagonista accanto a Beryl Cunningham nel thriller con sfumature erotiche
Le salamandre.
Il ruolo di Ursula le fruisce una vasta visibilità;il suo fisico praticamente perfetto,messo a nudo quel tanto che era possibile mostrare in un
periodo di forte moralismo,in estremo contrasto con quello della Beryl Cunningham, diametralmente diversa, finisce per applicarle l’etichetta di reginetta dell’erotismo.
In una intervista concessa a Davide Pulici apparsa sul mensile specializzato Nocturno,la Schurer ricorda tra l’altro di aver scelto lo pseudonimo
utilizzato come omaggio ad una sciatrice tedesca,Erna Scheurer e di aver poi modificato in Schurer il cognome per gli errori di scrittura sui manifesti cinematografici.

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Il castello dalle porte di fuoco

A proposito di Le salamandre racconta:”Era una sceneggiatura che all’inizio non era stata giudicata abbastanza interessante.I distributori poi inserirono la storia di questo rapporto lesbico tra me che facevo la fotografa e la modella di colore…intendiamoci,rivisto con gli occhi di oggi,era una cosa da educande. Insomma,finalmente si riuscì a distribuirlo bene,anche perchè nel film entrò Aldo Adobbati,il quale mise giganteschi manifesti ovunque,lo lanciò e il film incassò uno sproposito.” (oltre un miliardo di lire ndr.)
Il successo di Le salamndre la porta ad un contratto per il film Erotissimo di Gerard Pires,nel cui cast c’è Annie Girardot;nel frattempo studia per diventare regista,la sua passione.
Come racconta, “mio zio era regista di documentari,quindi volevo un pò seguire questa strada.Anche perchè mi sembrava mi permettesse come donna di dare qualcosa di più. Allora non era come oggi;la donna doveva essere bella e basta.A me invece sarebbe interessato fare qualcosa di diverso,tanto di belle ce n’erano trecentomila…”
Nel 1969 gira un altro film che amplia notevolmente la sua popolarità.
Si tratta di La bambola di Satana,diretto da Ferruccio Casapinta nel quale è Elisabeth,una ricchissima ereditiera che verrà coinvolta in un complotto per assassinarla e che sopravviverà grazie ad una investigatrice che smaschererà i colpevoli.
Il film,pur essendo a tutti gli effetti un B movie,ottiene un discreto successo tanto da essere scritturata,nuovamente come protagonista,per il pruriginoso Le altre di Renzo Maietto,storia di un amore lesbico nella quale due compagne decidono di procreare un figlio.
Un film scandalo che dipinge ancora di più la fama di Erna come attrice trasgressiva.

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Il cineromanzo del film Le tue mani sul mio corpo

In realtà, come racconta nell’intervista a Pulici, l’attrice non si sentiva tale e non amava le scene di nudo.
“Non amavo le scene di nudo gratuito anche se sembra scontato dirlo.Però nel momento in cui il nudo era giustificato,non avevo problemi…
Come si sa,si metteva sempre un cerotto che copriva le intimità,sia per gli uomini sia per le donne per cui non era mai un nudo.”
Nel 1970 interpreta tre film con un buon riscontro di pubblico;si tratta di Le Mans scorciatoia per l’inferno di Osvaldo Civirani accanto ad una giovane ed emergente Edwige Fenech,Il castello dalle porte di fuoco di José Luis Merino,un gotico horror nel quale ha il ruolo di protagonista mentre un’altra giovanissima destinata ad un lusinghiero successo,Agostina Belli,è relegata in un ruolo secondario,quello della cameriera Cristiana.
Nell’ultimo film di questo trittico lavora con Brunello Rondi,nell’erotico thriller Le tue mani sul mio corpo,accanto a Lino Capolicchio.
Sembra quindi lanciata verso un futuro scintillante,eppure resta sempre confinata in film di secondo piano.
Nel 1971 lavora in un ottimo film di Avallone,il thriller con connotazioni sovrannaturali Un gioco per Eveline.
Un aneddoto rivelato da Erna nella sua intervista:

“Il film era finanziato da un mafioso!Era uno che ci pagava mettendo i soldi dentro un giornale,me lo ricordo che veniva ogni fine settimana
con i soldi in questi cartoccetti.Una volta ebbi mal di denti e andai dal dentista con un taxi;raccontai al taxista che stavo girando un film a Mondello e che c’era questo signore che ci dava i soldi.
Scendendo dal taxi gli dico “quanto le devo” e lui ” ah no,no!Io non prendo i soldi,questo è un mafioso,che scherza?Mi fanno un cappotto di cemento e io sparisco…”.

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Il tuo piacere è il mio

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Le tue mani sul mio corpo

Il 1972 è per lei un anno intenso;lavora in I leoni di Pietroburgo di Siciliano,in un film con modesti mezzi e dagli esiti ancor più modesti,nel pretenzioso e irrisolto film di Rondi Valeria dentro e fuori,nel quale la protagonista è Barbara Bouchet,nel modestissimo La grande avventura di Scaramouche di Piero Pierotti ed infine fa il suo esordio sul piccolo schermo,nella riduzione televisiva Sorelle Materassi tratto dal famoso romanzo di Palazzeschi.
Da questo momento in poi la sua parabola cinematografica inverte il trend;lavora ancora con buona lena,ma non raggiunge mai la piena notorietà,restando confinata in un limbo in cui i lavori che le propongono appartengono,irrimediabilmente,a film di secondo piano.
Il tuo piacere è il mio di Claudio Racca (1973),un decamerotico scadente nonostante la presenza nel cast di Eva Aulin,Femi Benussi,Barbara Bouchet,Sylvia Koscina seguito nello stesso anno da Tecnica di un amore, film sibillino ed enigmatico di Rondi (accanto a Janet Agren) e La notte dell’ultimo giorno di Adimaro Sala non lasciano praticamente traccia e rappresentano solo numeri nel suo curriculum.
Nel 1974 è ancora Brunello Rondi a scritturarla per il Wip Women in prison Prigione di donne,nel quale ha una breve parte,un pò schiacciata dalla presenza di un nutrito cast femminile che include Martine Brochard e Marilu Tolo,Katia Christine e Cristina Galbó;il ruolo di Gianna è però interpretato con stile e bravura.

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Il suo film più importante,Le salamandre

Dello stesso anno è il cinematograficamente invisibile Scusi, si potrebbe evitare il servizio militare?… No! di Luigi Petrini,accanto ad un’altra affascinante presenza del cinema sexy italiano,Orchidea De Santis.
Nel 1975 torna ad essere protagonista principale nel film di Imperoli Istantanea di un delitto,con discreti risultati al box office,mentre passa praticamente inosservato Furia nera di Demofilo Fidani;discreto successo invece per  Carnalità, di Alfredo Rizzo,dove ruba la scena alla più famosa Femi Benussi.
Nel 1975 la troviamo ancora accanto alla Fenech nel thriller Nude per l’assassino,in una piccola parte,nel 1976 nel nazisploitation Le deportate della sezione speciale SS.
Sono ormai le sue ultime prove di un certo rilievo;Erna lavora sempre meno,stanca di un cinema che non offre più alcun appagamento alle sue ambizioni e che,d’altro canto,è in fase declinante.La crisi morde,e se è vero che i suoi due lavori successivi,ovvero La vergine, il toro e il capricorno e Che notte quella notte! di Ghigo De Chiara hanno buone ambizioni,in realtà
la lasciano abbastanza in ombra,relegata in ruoli di contorno.

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Nude per l’assassino

Due apparizioni in tv,qualche lavoro con lo stesso mezzo in cui tenta di riciclarsi,ma null’altro.
Dopo il pessimo Baila guapa,di Adriano Tagliavia del 1979 che monta una storiella per sfruttare il successo televisivo della trasmissione Disco ring e sopratutto della bellissima Gloria Piedimonte che ballava la sigla dei Bus Connection,Erna abbandona praticamente lo schermo.Tornerà nel 1987 in una piccola parte,quella di una guida delle catacombe nel film Spettri,diretto da colui che l’aveva in pratica fatta scoprire,Avallone.
Una carriera decisamente in chiaro scuro,quella di Erna Schurer;qualche buona prova,ma limitata al cinema bis;che,beninteso,aveva un pubblico numericamente non indifferente ma che in pratica limitava pesantemente la carriera di un’artista, condannandola ad una fama effimera.
Ma a sentire lei la cosa non le ha creato alcun problema; il teatro con Ugo Gregoretti, Garinei & Giovannini, Mario Missiroli le ha dato qualche soddisfazione,cosi come la partecipazione a trasmissioni tv come Sereno variabile e Domenica insieme.

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Con Janet Agren in Tecnica di un amore

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Wanted Johnny Texas

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Valeria dentro e fuori

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Un gioco per Eveline

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Nel suo ultimo film,Spettri

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Sortilegio

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Prigione di donne

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Panzer division

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Nude per l’assassino

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Lola Colt

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Le tue mani sul mio corpo

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Le Mans scorciatoia per l’inferno

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Le deportate della sezione speciale SS

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Le altre

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La grande avventura di Scaramouche

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La battaglia dell’ultimo panzer

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La bambola di satana

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Ancora da La bambola di satana

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Nel fotoromanzo Satanik

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Nel fotoromanzo Jacques Douglas della casa editrice Lancio

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Due sequenze del fumetto fotoromanzo Killing

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1987 Spettri
1979 Baila guapa
1979 Bactron 317 ou L’espionne qui venait du show
1978 Giorno segreto (Serie Tv)
1977 Reporter’s Story (Serie Tv)
1977 Che notte quella notte!
1977 La vergine, il toro e il capricorno
1976 Lo sceicco la vede così’
1976 Le deportate della sezione speciale SS
1975 Les lesbiennes
1975 Due Magnum .38 per una città di carogne
1975 Nude per l’assassino
1975 Furia nera
1975 Istantanea per un delitto
1974 Carnalità
1974 Scusi, si potrebbe evitare il servizio militare?… No!
1974 Prigione di donne
1974 Il romanzo di un giovane povero
1973 La notte dell’ultimo giorno
1973 Tecnica di un amore
1973 Il tuo piacere è il mio
1972 La grande avventura di Scaramouche
1972 Sorelle Materassi (Serie tv)
1972 Valeria dentro e fuori
1972 I leoni di Pietroburgo
1971 Un gioco per Eveline
1970 Le tue mani sul mio corpo
1970 Il castello dalle porte di fuoco
1970 Le Mans scorciatoia per l’inferno
1969 Le altre
1969 La bambola di Satana
1969 Erotissimo
1969 Le salamandre
1969 La battaglia dell’ultimo panzer
1967 Lola Colt
1967 28 minuti per 3 milioni di dollari
1967 Wanted Johnny Texas
1960 Il rossetto

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Claudine Auger

Claudine Auger- A A foto

Claudine Auger nasce a Parigi il 26 aprile 1941.
All’anagrafe è Claudine Oger;da ragazza frequenta il College San Giovanna d’Arco e subito dopo il Conservatorio.
E’ una bellissima ragazza,viene immediatamente notata da agenti cinematografici e pubblicitari.
Così vince il titolo di Miss Francia e partecipa alle selezioni di Miss mondo.
L’esordio cinematografico è in un microscopico ruolo,ma di quelli che contribuiscono sicuramente a far parlare di se;si tratta del film Le testament d’Orphée del grande maestro Jean Cocteau.
Ha solo 18 anni quando conosce e sposa lo sceneggiatore e regista Pierre Gaspard-Huit;l’uomo ha 41 anni,23 più di lei ma per la carriera cinematografica di Claudine sarà un incontro professionale molto importante.
Nel 1960 lavora in Gioventù nuda,ancora con un grande regista,Marcel Carnè e l’anno successivo in Les moutons de Panurge di Jean Girault nel ruolo di Monique e sopratutto con un nome diverso,non più Claudine Auger ma Elena Cardy.
Dopo una breve ma importante partecipazione ad uno sceneggiato Tv per la Francia,Le théâtre de la jeunesse partecipa al film collettivo diretto tra gli altri da Godard,De Brocha e Vadim, I sette peccati capitali.

Claudine Auger-Agli ordini del Fuhrer

Agli ordini del fuhrer e al servizio di sua maestà

Claudine Auger-Aragosta a colazione

Aragosta a colazione

Sta per iniziare la svolta della sua carriera.
A ventuno anni è splendida e ha sicuramente discrete doti recitative;grazie ai buoni uffizi di suo marito,ottiene la parte di Isabelle de Sanit Mars nel film di Henry Decoin L’uomo dalla maschera di ferro,accanto alla star francese Jean Marais,a Sylva Koscina,Jean Rochefort.
Il film,ispirato al ciclo di Dumas dei Moschettieri (in particolare all’ultimo capitolo,Il Visconte di Bragelonne) ottiene un discreto successo e finalmente Claudine si mette in mostra,anche e sopratutto per la sua notevole bellezza.
Dopo aver lavorato in Amore alla francese di Robert Parrish,nel 1963 lavora in Italia per la prima volta.
Resterà legata al cinema italiano,grazie anche a Mario Camerini che le affida il ruolo di Amrita nei due film che dirige quell’anno,
Kali Yug, la dea della vendetta e Il mistero del tempio indiano.
Ancora due anni di lavori discreti,come La notte del desiderio di Hans Albin e Peter Berneis,Una bella grinta di Giuliano Montaldo e Yoyo di Pierre Etaix ed ecco che arriva il film della vita,quello che le cambierà la vita e le darà fama internazionale.
Mentre è in vacanza a Nassau lo sceneggiatore e produttore Kevin McClory la nota e le chiede di fare un provino per il film che sta producendo.
Si tratta di Agente 007 Thunderball,che sarà diretto da Terence Young;il ruolo di Domino,che doveva essere affidato ad un’attrice italiana
la porta alla ribalta internazionale.Siamo nel periodo in cui un film con Connery rappresenta un formidabile trampolino di lancio (ben lo sa Ursula Andress) e la sua bellezza,il suo fascino bucano lo schermo e la trasformano in una star.

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Claudine Auger-Escalation

Due fotogrammi dal film Escalation

Così fioccano le offerte e nel solo 1966 gira 4 film,tutti tra l’altro di buon livello.
L’uomo di Casablanca di Jacques Deray,storia che la vede protagonista nei panni di una donna a capo di una banda di gangster;
Operazione San Gennaro di Dino Risi,dove interpreta Concettina nel film che racconta il tragicomico tentativo di furto del tesoro di san Gennaro;
Agli ordini del fuhrer e al servizio di sua maestà di Terence Young nel quale è Paulette,film ispirato alla storia della celebre spia Eddie Chapman;
A 25 anni è diventata un’attrice famosa in tutto il mondo.
Ma la sua carriera sembra bloccata in ambito europeo,il cinema americano che è il più importante non sembra prenderla in considerazione.
Comunque sia,chiude l’anno come interprete di punta del film L’arcidiavolo di Ettore Scola al fianco di Vittorio Gassman nel quale è Maddalena De Medici,la donna che salva il diavolo Belfagor e alla fine ne condivide la sorte terrena.Famosa la scena in cui Gassman la denuda improvvisamente mostrandola al popolo fiorentino.

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Flemmes sur l’adriatique

Claudine Auger-Flic story

Flic story

La vita privata dell’attrice è molto riservata.
Rilascia poche interviste e sopratutto nonostante la notorietà non da scandali o mostra eccessi tipici di altre star del cinema.
Nel 1967 lavora in due film,Gioco di massacro di Alain Jessua al fianco di Jean-Pierre Cassel nel quale è la moglie di Pierre,fumettista che vivrà con
lei una sconcertante avventura e Il padre di famiglia di Nanni Loy al fianco del duo Tognazzi-Manfredi.
Una costante della carriera della Auger,questa.
Il cinema italiano sembra credere molto più in lei di quanto faccia il resto della cinematografia mondiale.
Va detto che dopo gli esordi con le particine nei film dei grandi Cocteau e Carnè in realtà mancherà,nella sua carriera,un altro film che ne rinverdisca
la fama legata al personaggio della Bond girl.

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Nel 1968 sono ben 5 i film che gira:
Le dolci signore di Luigi Zampa,dove divide il set con un’altra famosa Bond Girl,Ursula Andress;
La battaglia del Mediterraneo,di Alexandre Astruc e Stjepan Cikes,mediocre pellicola a sfondo bellico di scarso successo;
Scusi, facciamo l’amore? di Vittorio Caprioli,per una volta regista,commedia girata al fianco di Pierre Clementi,storia di un giovane mantenuto con finale beffa;
I bastardi,di Duccio Tessari,accanto a star come Rita Hayworth e Klaus Kinskj;
Love Birds – Una strana voglia d’amare,di Mario Caiano,una strana storia in bilico tra il paranormale e l’erotico,film tra ii più difficili da reperire.

Claudine Auger-Gioco di massacro

Gioco di massacro 

Claudine Auger-I bastardi

I bastardi

Nonostante la grande popolarità raggiunta,la sua carriera sembra non avere sviluppi importanti;i film che le offrono sono produzioni poco ambiziose.
Nel 1969 gira un solo film,Come ti chiami amore mio di Umberto Silva accanto a Tina Aumont.
Poi il black out;per due anni resta ferma,ma è grazie al cinema italiano che ritorna in auge,con due thriller di ottima fattura,come La tarantola dal ventre nero di Paolo Cavara accanto alla Bouchet e Giannini e sopratutto lo splendido Reazione a catena di Mario Bava,nel quale è protagonista assoluta e nello anno,il 1971,due film abbastanza osè per lei che tradizionalmente è ostile a mostrarsi senza veli sullo schermo.
Si tratta di Un po di sole nell’acqua gelida di Jacques Deray e di Equinozio di Ponzi,quest’ultimo un film quasi sperimentale letteralmente diventato un invisibile.
Chiude la parentesi italiana con Ricatto alla mala,brutto film diretto da Antonio Isasi-Isasmendi e con Gli ordini sono ordini di Franco Giraldi accanto a Monica Vitti.
Nel 1974 e 1975 gira poca roba e non memorabile,più che altro per le partecipazioni abbastanza brevi;sarà con Flic Story di Deray,che non l’ha dimenticata a ritrovare visibilità.

Claudine Auger-La notte del desiderio 1

La notte del desiderio

Nel frattempo appare in serie tv mai distribuite in italia,come Medical Center e Les oiseaux de Meiji Jingu oppure in film assolutamente mediocri come La dynamite est bonne à boire e L’intrepide.
Lentamente,ma inesorabilmente,sta diventando un’attrice adatta al ruolo di comprimaria piuttosto che adatta a quelli da protagonista;a giocare è sicuramente la sua innata riservatezza,la lontananza dai riflettori,la sua scarsa disponibilità alle interviste, a quello che oggi chiamiamo glamour,ovvero il complesso dell’immagine,del pettegolezzo,della presenza fisica ad avvenimenti mondani.
C’è anche a complicare la carriera la scelta di qualche titolo sbagliato come Metti le donne altrui ne lo mio letto…di Ramón Fernández.
Con Pane, burro e marmellata di Capitani ritorna a lavorare con il cinema italiano che è quello che in fondo le da maggiori soddisfazioni alternando comunque il lavoro con produzioni francesi come Morti sospette,ancora una volta per la regia di Deray.
Le ombre fosche che iniziano ad addensarsi sul cinema,che inizia a vivere un periodo di preoccupante crisi la porta a diradare gli impegni;a parte la partecipazione allo sfortunato Viaggio con Anita di Mario Monicelli,nessun titolo memorabile nel suo palmares.
A parte una breve apparizione nel modesto Prestami tua moglie,tarda commedia sexy datata 1980 per la regia di Giuliano Carnimeo,si hanno notizie della bella Claudine solo per una serie di partecipazioni a film per la tv,come Fregoli (1981)

Claudine Auger-Un pò di sole nell'acqua fredda

Un po di sole nell’acqua gelida

Claudine Auger-L'arcidiavolo 2

Claudine Auger-L'arcidiavolo

Due fotogrammi tratti da L’arcidiavolo

Per tre anni lavora esclusivamente per la tv in opere da noi sconosciute,come Great Performances,Les secrets de la princesse de Cadignan,BBC2 Playhouse,Die goldenen Schuhe e Die Französin.
Al cinema torna nel 1984 con Posti segreti di Zelda Barron e al cinema italiano con l’erotico L’iniziazione di Gianfranco Mingozzi,nel quale è la madre del giovane playboy Roger.
Dopo un ruolo marginale in Il frullo del passero accanto ad Ornella Muti,Claudine dedica più spazio e tempo alla tv tanto da partecipare ad una decina di produzioni,alcune delle quali di buon successo come Una grande storia d’amore di Duccio Tessari del 1988,Oggi ho vinto anch’io 1989,l’importante ruolo di Matilde Linori nella quinta serie della Piovra.
Il suo ultimo lavoro cinematografico risale ormai a oltre 20 anni fa,Los hombres siempre mienten di Antonio del Real mentre l’ultimo lavoro televisivo è Il rosso e il nero del 1997.
Attrice discreta,molto riservata,la Auger aveva tutti i numeri per diventare una stella di prima grandezza;ma probabilmente la cosa non la ha mai attirata veramente tanto ed è così restata ai margini,lavorando con costanza ma difendendo la sua privacy.Non rilascia volentieri interviste e sopratutto non ama parlare di quel ruolo nel film di 007 che le ha dato si fama,ma che la ha anche condizionata pesantemente.

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Claudine Auger-Come ti chiami amore mio

Come ti chiami amore mio

Claudine Auger- Emmenez-moi au Ritz (TV Movie)

Emmenez moi au Ritz

Claudine Auger- Les oiseaux de Meiji Jingu

Les oiseaux de Meiji Jingu

Claudine Auger-Gli ordini sono ordini

Gli ordini sono ordini

Claudine Auger-Il mistero del triangolo del tempio indiano

Il mistero del tempio indiano

Claudine Auger-Il mistero del triangolo delle Bermuda

Il mistero del triangolo delle Bermude

Claudine Auger-Il padre di famiglia

Il padre di famiglia

Claudine Auger-Il triangolo delle Bermuda

Il triangolo delle Bermuda

Claudine Auger-La battaglia del mediterraneo

La battaglia del Mediterraneo

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La nasse

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La Piovra 5

Claudine Auger-La Tarantola dal ventre nero

La tarantola dal ventre nero

Claudine Auger-La vera storia di Eddy Chapman

La vera storia di Eddy Chapman

Claudine Auger-Le dolci signore

Le dolci signore

Claudine Auger-Le théâtre de la jeunesse

Le théâtre de la jeunesse

Claudine Auger-Les secrets de la princesse de Cadignan

Les secrets de la princesse de Cadignan

Claudine Auger-L'iniziazione

L’iniziazione

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Love Birds – Una strana voglia d’amare

Claudine Auger-L'uomo dalla maschera di ferro

L’uomo dalla maschera di ferro

Claudine Auger-L'uomo di Casablanca

L’uomo di Casablanca

Claudine Auger-Metti le donne altrui ne lo mio letto

Metti le donne altrui ne lo mio letto…

Claudine Auger-Monsieur IL

Monsieur Il

Claudine Auger-Morti sospette

Morti sospette

Claudine Auger-Operazione San gennaro

Operazione San Gennaro

Claudine Auger-Pane burro e marmellata

Pane burro e marmellata

Claudine Auger-Prestami tua moglie

Prestami tua moglie

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Reazione a catena

Claudine Auger-Ricatto alla mala

Ricatto alla mala

Claudine Auger-Scusi facciamo l'amore

Scusi facciamo l’amore?

Claudine Auger-Summertime killer

Summertime killer

Claudine Auger-Tenente del diavolo

Tenente del diavolo

Claudine Auger-The Memoirs of Sherlock Holmes (TV Series)

The Memoirs of Sherlock Holmes

Claudine Auger-Thunderball

Agente 007 Thunderball

Claudine Auger-Un orage immobile

Un orage immobile

Claudine Auger-Viaggio con Anita

Viaggio con Anita

Claudine Auger-Yoyo

Yoyo

Claudine Auger- Banner filmografia

1997 Il rosso e il nero (TV Movie)
1995 Un orage immobile (TV Movie)
1995 Los hombres siempre mienten
1994 L’ombra della sera (TV Movie)
1994 The Memoirs of Sherlock Holmes (TV Series)
1992 Il sale sulla pelle
1990 La bocca
1990 La piovra 5 – Il cuore del problema (TV Mini-Series)
1990 Haute tension (TV Series)
1989 Oggi ho vinto anch’io (TV Movie)
1988 Un amore di donna
1988 Una grande storia d’amore (TV Movie)
1988 Il frullo del passero
1987 Qui c’est ce garçon? (TV Mini-Series)
1987 L’iniziazione
1985 Il pentito
1984 Posti segreti
1984 Tenente del diavolo (TV Movie)
1983 Die Französin (TV Movie)
1983 Die goldenen Schuhe (TV Mini-Series)
1983 Credo (TV Movie)
1982 BBC2 Playhouse (TV Series)
1982 Les secrets de la princesse de Cadignan (TV Movie)
1981 Asalto al casino
1981 Great Performances (TV Series)
1981 Fregoli (TV Mini-Series)
1980 Prestami tua moglie
1980 Fantastica
1979 Il mio socio
1979 Viaggio con Anita
1979 Aragosta a colazione
1978 La Nasse (TV Movie)
1978 Morti sospette
1978 Il triangolo delle Bermude
1977 Pane, burro e marmellata
1977 Emmenez-moi au Ritz (TV Movie)
1977 Spia – Il caso Philby (TV Movie)
1976 Metti le donne altrui ne lo mio letto…
1976 Il colpaccio
1975 Flic Story
1975 L’intrépide
1974 La dynamite est bonne à boire
1974 Borsalino & co.
1974 Les oiseaux de Meiji Jingu (TV Series)
1972 Gli ordini sono ordini
1972 Medical Center (TV Series)
1972 Ricatto alla mala
1971 Equinozio
1971 Un po’ di sole nell’acqua gelida
1971 Reazione a catena
1971 La tarantola dal ventre nero
1969 Come ti chiami, amore mio?
1969 Love Birds – Una strana voglia d’amare
1968 I bastardi
1968 Scusi, facciamo l’amore?
1968 La battaglia del Mediterraneo
1968 Escalation
1968 Le dolci signore
1967 Il padre di famiglia
1967 Gioco di massacro
1966 L’arcidiavolo
1966 Agli ordini del fuhrer e al servizio di sua maestà
1966 Operazione San Gennaro
1966 L’uomo di Casablanca
1965 Agente 007 – Thunderball: operazione tuono
1965 Yoyo
1965 Una bella grinta
1964 Alerte à Orly (TV Mini-Series)
1964 La notte del desiderio
1964 La caméra explore le temps (TV Series)
1963 Il mistero del tempio indiano
1963 Kali Yug, la dea della vendetta
1963 Amore alla francese
1962 L’uomo dalla maschera di ferro
1962 I sette peccati capitali
1961 Le théâtre de la jeunesse (TV Series)
1961 Les moutons de Panurge
1960 Gioventù nuda
1960 Le testament d’Orphée, ou ne me demandez pas pourquoi! Non accreditata
1958 L’amante pura Non accreditata

Monica Vitti la carriera di una diva

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Vi ricordo che nel post I link di Filmscoop rarità cinematografiche complete su You tube troverete gli aggiornamenti ai film completi anni 60-70-80

presenti in rete https://filmscoop.wordpress.com/2016/01/02/i-link-di-filmscoop-rarita-cinematografiche-complete-su-you-tube/

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01-01 L'avventura

L’avventura

01-01 Le dritte 1958

Le dritte

01-03 La notte

La notte

01-04 L'eclisse

L’eclisse

01-05 Il castello in Svezia

Il castello in Svezia

01-06 Alta infedeltà

Alta infedeltà

01-07 Deserto rosso

Deserto rosso

01-08 Il disco volante

Il disco volante

01-09 Le bambole

Le bambole

01-10 Modesty Blaise. La bellissima che uccide

Modesty Blaise la bellissima che uccide

01-11 Le fate

Le fate

01-12 Fai in fretta ad uccidermi... ho freddo

Fai in fretta a uccidermi ho freddo

01-13 Ti ho sposato per allegria

Ti ho sposato per allegria

01-14 La cintura di castità

La cintura di castità

01-15 La ragazza con la pistola

La ragazza con la pistola

01-16 La donna scarlatta

La donna scarlatta

01-17 Amore mio aiutami

Amore mio aiutami

01-18 Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)

Dramma della gelosia tutti i particolari in cronaca

01-19 Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa

Nini Tirabusciò la donna che inventò la mossa

01-20 Le coppie

Le coppie

01-21 La pacifista - Smetti di piovere

La pacifista

01-22 La supertestimone

La supertestimone

01-23 Teresa la ladra

Teresa la ladra

01-24 Polvere di stelle

Polvere di stelle

01-25 Il fantasma della libertà

Il fantasma della libertà

01-26 L'anatra all'arancia

L’anatra all’arancia

01-27 Il mistero di Oberwald

Il mistero di Oberwald

01-28 Non ti conosco più amore

Non ti conosco più amore

01-29 Il tango della gelosia

Il tango della gelosia

01-30 Io so che tu sai che io so

Io so che tu sai che io so

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Con Adriano Celentano

02 Monica vitti  e Manfredi

Monica Vitti e Nino Manfredi

02 Monica vitti  e Riz Ortolani

Con Riz Ortolani

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Con il Maestro Bunuel e Jean Claude Brialy

02 Monica vitti ,Mangano e Magnani

Tre miti:Moniva Vitti,Anna Magnani e Silvana Mangano

02 Monica vitti Antonioni

Con Michelangelo Antonioni

02 Monica vitti e Albertazzi

Monica Vitti e Giorgio Albertazzi

02 Monica vitti e Claudia Cardinale

Con Claudia Cardinale

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Con Alain Delon

02 Monica vitti e Francisco Rabal

Con Francisco Rabal

02 Monica vitti e Gabriele Ferzetti

Monica Vitti e Gabriele Ferzetti

02 Monica vitti e Giulio Bosetti

Con Giulio Bosetti

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Con Dustin Hoffman

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Con Jean Pierre Cassell

02 Monica vitti e Mario Monicelli

Con Mario Monicelli

02 Monica vitti e Mastroianni

Con Marcello Mastroianni

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Con Mariangela Melato

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Con Maria Grazia Buccella

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Con Andy Wahrol

02 Monica vitti e Monica Vitti, Marcello Mastroianni

Ancora con Mastroianni

02 Monica vitti e R.Harris

Con Richard Harris

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Con Enrico Maria Salerno

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Con Claudia Cardinale,Catherine Spaak e Britt Ekland

02 Monica vitti e Terence Stamp

Con Terence Stamp

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Con Tony Curtis

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Con Vittorio Gassman

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Con Marcello Mastroianni e Giancarlo Giannini

02 Monica vitti Sordi e Manfredi

Con Alberto Sordi e Nino Manfredi

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TV

Monica Vitti tv Anteprima 1964

Anteprima 1964

Monica Vitti tv Canzonissima 1971

Canzonissima 1971

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Canzonissima 1972

Monica Vitti tv Cinelandia 1959

Cinelandia 1959

Monica Vitti tv Gente che va gente che viene

Gente che va gente che viene

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Loro e il pascia

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Presente durante la notte dell’allunaggio

Monica Vitti tv Lumie di Sicilia

Lumie di Sicilia

Monica Vitti tv Mont Oriol 1958

Mont Oriol 1958

Monica Vitti tv Quel buon diavolo di commissario 1964

Quel buon diavolo di commissario 1964

Marilyn Monroe portrait

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2015-12-23_204544

Questo articolo è un omaggio ad una diva,attrice,ma prima di tutto donna diventata un mito.
E’ anche di gran lunga il post con il più grande numero di immagini,ben 160, scelte attraverso la sterminata serie di foto
scattate a Marilyn.
Una scelta particolare,con foto poco conosciute,tenere,sexy;foto che testimoniano la sua straordinaria bellezza.
Ne approfitto per farvi gli auguri di un sereno Natale;e oltre a farli a voi,voglio farli ad una carissima amica diventata per me
un punto fermo e una presenza costante,l’unica vera consolazione di un anno personalmente orribile.
Ylva è la persona migliore in cui potessi imbattermi.Una vera amica,un rifugio sicuro,una persona pulita.
Ed è a lei che va il mio personalissimo grazie,vanno i miei auguri e la dedica di questo articolo.

Sereno Natale a tutti

Ero un bimbo,e appresi dalla tv,in una calda giornata di agosto,che quella signora biondissima e bellissima,dallo sguardo dolce,se n’era andata.
L’idea della morte da bambino è un concetto astruso.
Così ci vollero anni per capire appieno il significato della sua scomparsa.
Negli anni settanta acquistai cinque poster con la sua immagine,che andarono ad aggiungersi al poster del Che,a quello del viet con la scritta Why? e al poster di Bakunin.
Così,ogni volta che entravo nella mia cameretta,il suo volto mi guardava da tutte le angolazioni.
Un volto in cui molti leggevano una sfida erotica,o anche la banalità di un cervello poco fertile.
Io leggevo dietro lo sguardo,e ci vedevo un’ansia di vivere mescolata al sottile e strisciante mal d’essere.
La su immagine di donna nel corso degli anni è stata associata a quella di una persona sfortunata,a cui tutti hanno tolto qualcosa.
I suoi mariti,i suoi innumerevoli amanti.
Eppure mi è sempre sembrato che lei non appartenesse a nessuno:come se avesse ceduto temporaneamente il suo corpo,la sua bellezza,ma avesse conservato religiosamente la sua anima.
Grande attrice,capace di sorridere come un’oca,lei che oca non era.
Un’immagine di sano erotismo,che sembrava seguire sorniona gli sguardi degli uomini fissi su di lei.
Forse è vero che la sua fama è cresciuta a dismisura per il fatto di essere morta giovane.Ma è indubbio che le sue doti di simpatia e di umanità travalicavano la sua immagine pubblica.
Le donne non vedevano in lei una rivale pericolosa.
Vedevano oltre quel suo sguardo sognante e sbarazzino.
E le concedevano la loro simpatia.
Quarant’anni dopo,il suo mito,nato molto prima della sua tragica morte,continua ad essere ben presente,come in nessun altro caso di star del cinema.
E’ vero,a lei il tempo ha risparmiato le crudeli rughe,la vecchiaia.
Ma nella sua immagine di donna sorridente,in quel suo essere nonostante tutto altera e semplice,nel suo sguardo che supera le barriere del tempo c’è qualcosa che non potrà non colpire anche uno spettatore del futuro.
Un pò come Monna Lisa,guarda verso lo spettatore,immobile e serena.

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1-1 La confessione della signora Doyle (1952)

La confessione della signora Doyle

1-2 Niagara

Niagara

1-3 Dangerous Years

Dangerous years

1-4 Scudda Hoo! Scudda Hay!

Scudda hoo scudda hay

1-5 I verdi pascoli del Wyoming

I verdi pascoli del Wyoming

1-6 Something's Got to Give

Somethings got to give

1-7 Orchidea bionda

Orchidea bionda

1-8 Come sposare un milionario

Come sposare un milionario

1-9 Gli uomini preferiscono le bionde

Gli uomini preferiscono le bionde

1-10 La figlia dello sceriffo

La figlia dello sceriffo

1-10 Una notte sui tetti

Una notte sui tetti

1-11 Giungla d'asfalto

Giungla d’asfalto

1-12 La tua bocca brucia

La tua bocca brucia

1-13

Eva contro Eva

1-14 L'affascinante bugiardo

L’affascinante bugiardo

1-15 Facciamo l'amore

Facciamo l’amore

1-15 Home town story

Home town story

1-16 Le memorie di un Don Giovanni

Le memorie di un dongiovanni

1-17 A qualcuno piace caldo

A qualcuno piace caldo

1-18 Il principe e la ballerina

Il principe e la ballerina

1-19 Fermata d'autobus

Fermata d’autobus

1-20 Quando la moglie è in vacanza

Quando la moglie è in vacanza

1-21 Gli spostati

Gli spostati

1-22 Follie dell'anno

Follie dell’anno

1-23 Il poliziotto e il salmo

Il poliziotto e il salmo

1-24 Matrimoni a sorpresa

Matrimoni a sorpresa

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3 Marilyn Monroe e Adele Jergens

Con Adele Jergens

3 Marilyn Monroe e Arthur Miller

Con suo marito Arthur Miller

3 Marilyn Monroe e Betty Grable

Marilyn e Betty Grable

3 Marilyn Monroe e Billy Wilder

Marilyn e Billy Wilder

3 Marilyn Monroe e Bogart

Marilyn con la Bacall e Bogart

3 Marilyn Monroe e Brando

con Marlon Brando

3 Marilyn Monroe e Cary Grant

Marilyn e Cary Grant

3 Marilyn Monroe e Clark Gable

Con Clark Gable

3 Marilyn Monroe e Cliff

Marilyn e Montgomery Clift

3 Marilyn Monroe e David Wayne

Con David Wayne

3 Marilyn Monroe e George Sanders

con George Sanders

3 Marilyn Monroe e Groucho Marx

con Groucho Marx

3 Marilyn Monroe e Henry Hathaway

Con Henry Hathaway

3 Marilyn Monroe e i Kennedy

Con Bob e John Kennedy

3 Marilyn Monroe e Joe Di Maggio

Con il marito Joe Di Maggio

3 Marilyn Monroe e Joseph Mankiewicz

Con Joseph Mankiewicz

3 Marilyn Monroe e Lollobrigida

Con Gina Lollobrigida

3 Marilyn Monroe e Maria Callas

Marilyn e Maria Callas

3 Marilyn Monroe e Mitchum

Con Robert Mitchum

3 Marilyn Monroe e Montand

Con Yves Montand

3 Marilyn Monroe e Olivier,Leight,Miller

Con L.Olivier,Janet Leight e Arthur Miller

3 Marilyn Monroe e Reagan

Con Ronald Reagan