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Festival di Cannes 1967

Quella del 1967 è l’edizione numero venti del Festival di Cannes,l’ultima prima della rivoluzione dell’anno successivo.Dal 27 aprile al 12 maggio
la “capitale” della costa Azzurra accoglie attori e attrici,registi e gente che ruota attorno al cinema per visionare le pellicole selezionate per l’anno in corso.
La giuria ha,tra i suo componenti,due italiani; sono il regista Alessandro Blasetti,presidente della stessa e il critico cinematografico Gian Luigi Rondi,oltre al regista sovietico Bondarchuck,a Miklos Jancso,Vincente Minnelli e Claude Lelouch,che però si auto escluderà dalla stessa in quanto proprietario del film Ho incontrato anche zingari felici di Aleksandar Petrovic.
Tre i film italiani presenti in concorso:Blow-Up, regia di Michelangelo Antonioni,Incompreso, regia di Luigi Comencini,A ciascuno il suo, regia di Elio Petri.
La Palma d’oro viene assegnata proprio al film di Antonioni,Blow-Up,che conferma nella città francese le trionfali accoglienze della critica e in parte del pubblico.
Il premio speciale viene assegnato in ex aequo a L’incidente (Accident), regia di Joseph Losey e a Ho incontrato anche zingari felici per la regia dello jugoslavo Aleksandar Petrovic (Jugoslavia).
Un altro prestigioso premio viene assegnato ad un italiano;Elio Petri trionfa nella sezione miglior sceneggiatura (Prix du scenario) con A ciascuno il suo.
Anche in questo caso c’è un ex aequo con il film Gioco di massacro del francese Alain Jessua.
Miglior attrice è Pia Degermark per Elvira Madigan, regia dello svedese Bo Widerberg,miglior attore è Oded Kotler interprete di Shlosha Yamim Veyeled,per la regia dell’sraeliano Uri Zohar.

 

Blow-Up, regia di Michelangelo Antonioni (Gran Bretagna/Italia)

Den røde kappe, regia di Gabriel Axel (Danimarca/Islanda/Svezia)

Mouchette – Tutta la vita in una notte (Mouchette), regia di Robert Bresson (Francia)

Incompreso, regia di Luigi Comencini (Italia/Francia)

Buttati Bernardo! (You’re a Big Boy Now), regia di Francis Ford Coppola (USA)

L’immorale regia di Pietro Germi


L’immorale, regia di Pietro Germi (Francia/Italia)

Gioco di massacro (Jeu de massacre), regia di Alain Jessua (Francia)

Diecimila giorni (Tízezer nap), regia di Ferenc Kósa (Ungheria)
Rih al awras, regia di Mohammed Lakhdar-Hamina (Algeria)


L’incidente (Accident), regia di Joseph Losey (Gran Bretagna)

Hotel per stranieri (Hotel pro cizince), regia di Antonín Mása (Cecoslovacchia)

A ciascuno il suo, regia di Elio Petri (Italia)

Ho incontrato anche zingari felici (Skupljaci perja), regia di Aleksandar Petrovic (Jugoslavia)

Terra in trance (Terra em Transe), regia di Glauber Rocha (Brasile)

La vergine di Shandigor (L’inconnu de Shandigor), regia di Jean-Louis Roy (Svizzera)

Vivi ma non uccidere (Mord und Totschlag), regia di Volker Schlöndorff (Germania)
Katerina Izmajlova, regia di Michail Šapiro (Unione Sovietica)


Ulysses, regia di Joseph Strick (Gran Bretagna/USA)

La chica del lunes, regia di Leopoldo Torre Nilsson (Argentina)


Mon amour, mon amour, regia di Nadine Trintignant (Francia)

Pedro Páramo, regia di Carlos Velo (Messico)

Elvira Madigan, regia di Bo Widerberg (Svezia)

Shlosha Yamim Veyeled, regia di Uri Zohar (Israele)

Giuria

Alessandro Blasetti, regista (Italia) – presidente
Sergei Bondarchuk, regista (Unione Sovietica)
René Bonnell, produttore (Francia)
Jean-Louis Bory, critico (Francia)
Miklós Jancsó, regista (Ungheria)
Claude Lelouch, regista (Francia) – auto-squalificato
Shirley MacLaine, attrice (USA)
Vincente Minnelli, regista (USA)
Georges Neveux, scrittore (Francia)
Gian Luigi Rondi, giornalista (Italia)
Ousmane Sembène, regista (Senegal)

Fuori concorso

Natascia – L’incendio di Mosca (Voyna i mir), regia di Sergei Bondarchuk (Unione Sovietica)
Addio Lara (J’ai tué Raspoutine), regia di Robert Hossein (Italia/Francia)
Le conquérant de l’inutile, regia di Marcel Ichac (Francia)
Batouk – Africa che muore (Batouk), regia di Jean Jacques Manigot (Francia)
Treni strettamente sorvegliati (Ostre sledované vlaky), regia di Jirí Menzel (Cecoslovacchia)
Privilege, regia di Peter Watkins (Gran Bretagna)
Restauration du Grand Trianon, regia di Pierre Zimmer (Francia)

Settimana della critica

Kane, regia di Yukio Aoshima (Giappone)
Rondo, regia di Zvonimir Berkovic (Jugoslavia)
Warrendale, regia di Alan King (Canada)
Un affare di cuore (Ljubavni slucaj ili tragedija sluzbenice P.T.T.), regia di Dusan Makavejev (Jugoslavia)
Trio, regia di Gianfranco Mingozzi (Italia)
Le règne du jour, regia di Pierre Perrault (Canada)
Orizzonte rosso (L’horizon), regia di Jacques Rouffio (Francia)
Ukamau, regia di Jorge Sanjinés (Bolivia)
De minder gelukkige terugkeer van Joszef Katus naar het land van Rembrandt, regia di Wim Verstappen (Paesi Bassi)

Premi

Grand Prix: Blow-Up, regia di Michelangelo Antonioni (Gran Bretagna/Italia)
Grand Prix Speciale della Giuria: L’incidente (Accident), regia di Joseph Losey (Gran Bretagna) ex aequo Ho incontrato anche zingari felici (Skupljaci perja), regia di Aleksandar Petrovic (Jugoslavia)
Prix d’interprétation féminine: Pia Degermark – Elvira Madigan, regia di Bo Widerberg (Svezia)
Prix d’interprétation masculine: Oded Kotler – Shlosha Yamim Veyeled, regia di Uri Zohar (Israele)
Prix de la mise en scène: Ferenc Kósa – Diecimila giorni (Tízezer nap) (Ungheria)
Prix du scénario: Elio Petri, Ugo Pirro – A ciascuno il suo, regia di Elio Petri (Italia) ex aequo Alain Jessua – Gioco di massacro (Jeu de massacre), regia di Alain Jessua (Francia)
Premio per la migliore opera prima: Rih al awras, regia di Mohammed Lakhdar-Hamina (Algeria)
Premio FIPRESCI: Ho incontrato anche zingari felici (Skupljaci perja), regia di Aleksandar Petrovic (Jugoslavia) ex aequo Terra in trance (Terra em Transe), regia di Glauber Rocha (Brasile)
Premio OCIC: Mouchette – Tutta la vita in una notte (Mouchette), regia di Robert Bresson (Francia)

Antonioni,Vanessa Redgrave,Carlo Ponti,Monica Vitti

Pia Degemarck e Michel Simon

Anita Pallenberg e Keith Richards

Anita Pallenberg

Michael York e Jaqueline Sassard

Robert Bresson e Francois Truffaut

Pablo Picasso

Gina Lollobrigida

Vitti e Mastroianni

Claudia Cardinale e Elizabeth Taylor

Claude Lelouch e Yves Montand

 

gennaio 30, 2018 Posted by | Festival di Cannes | | 2 commenti

Festival di Cannes 1968

Quella del 1968 è l’edizione più controversa e contestata dell’intera storia del Festival di Cannes.
Sin dall’apertura,il 10 maggio,si respira un’aria strana;in tutta la Francia ci sono forti tensioni,scontri tra polizia e studenti originati da una serie concomitante di fattori,principalmente dalla rivolta dei giovani contro lo strapotere di De Gaulle, a cui si aggiunsero in seguito vasti strati della popolazione oltre che la quasi totalità del mondo operaio.
Ben presto il movimento spontaneo assunse la caratteristica di una contestazione generale al sistema,una vera e propria opposizione al potere nella sua globalità,alle istituzioni,alla cultura.
La contestazione varcò le frontiere e si estese a macchia d’olio in Europa;ma in Francia ebbe una fortissima eco,tanto da costringere De Gaulle,che era in visita ufficiale in Romania a rientrare per affrontare gli eventi.
Il 13 maggio è una data storica per la Francia;l’intero paese è completamente paralizzato da uno sciopero generale che nasce spontaneamente,sorprendendo gli stessi sindacati.
Centinaia di migliaia di persone partecipano ad un corteo a Parigi,il più grande dal 1936.
In questo quadro estremamente confuso,il 10 si inaugura il festival,con occhi e orecchie però più tese all’esterno che al festival.
Per la sua stessa composizione,per il parterre dei partecipanti,appare chiaro che non sarà un festival qualsiasi.
In giuria ci sono:

André Chamson, scrittore (Francia) – presidente
Claude Aveline, scrittore (Francia)
Veljko Bulajic, regista (Jugoslavia)
Paul Cadeac d’Arbaud, produttore (Francia)
Jean Lescure, scrittore (Francia)
Louis Malle, regista (Francia)
Jan Nordlander (Svezia)
Roman Polanski, regista (USA)
Robert Rojdestvensky, scrittore (Unione Sovietica)
Monica Vitti, attrice (Italia)
Boris von Borrezholm, regista (Germania)
Terence Young, regista (Gran Bretagna)

A creare un clima incandescente c’è anche la decisione da parte del ministro della cutura di rimuovere dalla carica di direttore della Cinémathèque française Henri Langlois pioniere del restauro e della conservazione delle pellicole cinematografiche e fondatore della stessa Cinémathèque.
François Truffaut, Jean-Luc Godard, Claude Lelouch,Louis Malle,illustri presenti al festival con le loro opere,contestano la decisione e organizzano una clamorosa manifestazione proprio sul palco di Cannes.


Gli stessi registi,pur con distinguo,si erano schierati con gli studenti e i manifestanti;Truffaut aveva detto:”Tutto ciò che ha valore ed è importante in Francia deve fermarsi” mentre Godard era stato ancora più duro: “Dobbiamo demolire le strutture di Cannes
In questa situazione caotica il Festival passa in second’ordine.
Il 17 maggio l’Assemblea d’azione e informazione del cinema francese con la partecipazione di 1000 professionisti riuniti presso la scuola nazionale di fotografia e cinema dirama un comunicato in cui definendosi “Gli stati generali del cinema” chiedono ai registi e produttori francesi presenti a Cannes di “opporsi,in armonia con i colleghi stranieri alla continuazione dei lavori,in segno di solidarietà
con gli studenti e i lavoratori in sciopero e per protestare contro il potere gollista e le presenti strutture dell’industria cinematografica


L’appello viene raccolto e Truffaut,Malle,Lelouch,Godard ritirano i loro film;a Cannes improvvisati oratori e registi,gente di cinema e giornalisti si ritrovano a dibattere più che di film di politica e sociale.
Louis Malle, Monica Vitti e Roman Polanski si dimettono dalla giuria e sabato 18 maggio,quando viene ritirato anche il film di Saura,l’edizione numero ventuno del Festival di Cannes viene chiusa senza attribuire premi.
Salta cosi la presentazione dell’atteso film di Resnais,il programma finsice per essere accantonato.
Ci fu spazio anche per uno scontro,molto violento,tra Polanski e Truffaut e Godard;il regista polacco accusò i due registi di essere intransigenti e di ricordargli “il clima stalinista polacco“.
Lo stesso Polanski era giunto a Cannes con sua moglie Sharon Tate che esattamente un anno dopo sarebbe stata massacrata dalla famiglia “satanica” di Charles Manson.
L’edizione del 1968 tuttavia ebbe anche la conseguenza di “liberalizzare” la partecipazione al Festival stesso,con una maggior attenzione alle opere di qualità e sopratutto vide la nascita della Quinzaine des Réalisateurs, organizzata dalla Société des Réalisateurs de Films,mostra parallela che dal 1969 proietta opere di alto valore.

 

Nuda sotto la pelle (The Girl on Motorcycle), regia di Jack Cardiff (Gran Bretagna/Francia)
Mali vojnici, regia di Bato Cengic (Jugoslavia)


Un lungo giorno per morire (The Long Day’s Dying), regia di Peter Collinson (Gran Bretagna/USA)
Les gauloises bleues, regia di Michel Cournot (Francia)


Vingt-quatre heures de la vie d’une femme, regia di Dominique Delouche (Francia/Germania)


Girando intorno al cespuglio di more (Here We Go Round the Mulberry Bush), regia di Clive Donner (Gran Bretagna)


L’errore di vivere (Charlie Bubbles), regia di Albert Finney (Gran Bretagna)

I protagonisti, regia di Marcello Fondato (Italia)


Al fuoco pompieri! (Horí, má panenko), regia di Milos Forman (Cecoslovacchia)
Tuvia Vesheva Benotav, regia di Menahem Golan (Israele/Germania)


L’armata a cavallo (Csillagosok, katonák), regia di Miklós Jancsó (Ungheria/Unione Sovietica)
Venti lucenti (Fényes szelek), regia di Miklós Jancsó (Ungheria)


Petulia, regia di Richard Lester (USA)
Zywot Mateusza, regia di Witold Leszczynski (Polonia)


Banditi a Milano, regia di Carlo Lizzani (Italia)
Un’estate capricciosa (Rozmarné léto), regia di Jirí Menzel (Cecoslovacchia)
La festa e gli invitati (O slavnosti a hostech), regia di Jan Nemec (Cecoslovacchia)
Il castello (Das schloß), regia di Rudolf Noelte (Germania)
Trilogy, regia di Frank Perry (USA)


Je t’aime, je t’aime, regia di Alain Resnais (Francia)


Grazie zia, regia di Salvatore Samperi (Italia)
Feldobott kö, regia di Sándor Sára (Ungheria)
Joanna, regia di Michael Sarne (Gran Bretagna)


Frappé alla menta (Peppermint Frappé), regia di Carlos Saura (Spagna)
Kuroneko (Yabu no naka no kuroneko), regia di Kaneto Shindô (Giappone)


Anna Karenina, regia di Aleksandr Zarkhi (Unione Sovietica)
Doctor Glas (Doktor Glas), regia di Mai Zetterling (Danimarca)


Seduto alla sua destra, regia di Valerio Zurlini (Italia)

Claude Lelouch,Jean Luc Godard e Francois Truffaut sul palco

L’arrivo al festival di Sharon Tate e suo marito Roman Polanski

Tre giurati a passeggio sulla Croisette:Louis Malle,Monica vitti e Roman Polanski

La Croisette affollata:si proietta Via col vento

George Harrison con sua moglie Patti Boyd,Ringo Starr con sua moglie

Incidenti sul palco

La sala delle proiezioni occupata da studenti,intellettuali e operai

La grande manifestazione a Cannes organizzata dagli “Stati generali del cinema”

Clima incandescente mentre parla Truffaut

 

novembre 8, 2017 Posted by | Festival di Cannes | | Lascia un commento

Festival di Cannes 1970

Quella del 1970 è l’edizione numero 23 del Festival di Cannes;viene inaugurata il 2 e termina il 16 maggio del 1970.
A Cannes si tiene annualmente uno dei più importanti appuntamenti per la cinematografia mondiale;assieme alla notte degli Oscar,
l’attribuzione della Palma d’oro è un avvenimento anche mondano,che richiama sulla Croisette nomi di richiamo del cinema,attrici e attori,registi e produttori alla ricerca di un riconoscimento prestigioso,visto che ad attribuire i vari premi sono esperti del settore.
Con un occhio alla qualità più che al Box Office;a differenza degli Oscar,la Palma d’oro è assegnata con più attenzione ai meriti artistici che a quelli commerciali.
In questa edizione a selezionare i film e i personaggi vincenti nelle varie categorie ci sono:

– Miguel Ángel Asturias,scrittore (Guatemala),presidente della giuria
– Guglielmo Biraghi, critico cinematografico (Italia)
– Kirk Douglas, attore (USA)
– Christine Gouze-Rénal, produttrice (Francia)
– Vojtech Jasny, regista (Repubblica Ceca)
– Félicien Marceau, scrittore (Francia)
– Serguei Obraztsov, regista (Russia)
– Karel Reisz, regista (Gran Bretagna)
– Volker Schlöndorff, regista (Germania)

La giuria è chiamata ad assegnare la Palma d’oro (o Gran Prix) ad un film scelto tra quelli in concorso,tra i quali spiccano M*A*S*H, regia di Robert Altman (USA),Metello, regia di Mauro Bolognini (Italia),Fragole e sangue (The Strawberry Statement), regia di Stuart Hagmann (USA),Indagine su un parà accusato di omicidio (Le dernier saut), regia di Édouard Luntz (Italia/Francia),Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, regia di Elio Petri (Italia),L’amante (Les choses de la vie), regia di Claude Sautet (Francia/Italia/Svizzera),Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca, regia di Ettore Scola (Italia/Spagna)
Ottima la rappresentanza italiana,ma la Palma d’oro va a M*A*S*H di Altman,feroce satira antimilitarista che anche in patria ha avuto grande successo ma che nella notte degli Oscar del 1971 porterà a casa,su sei nomination solo quello per la miglior sceneggiatura.
Decisione molto contrastata quella della giuria;alcuni avrebbero preferito premiare Fragole e sangue di Hagman,peraltro film molto bello che racconta gli anni della contestazione in America.
Fuori concorso si segnalano Tristana di Bunuel,La vergine e lo zingaro di Christopher Miles,Non si uccidono così anche i cavalli? di Pollack e un altro film sul 68,Woodstock – Tre giorni di pace, amore e musica (Woodstock), regia di Michael Wadleigh.
Il Grand Prix Speciale della Giuria va meritatamente a Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, regia di Elio Petri e la grande annata del cinema italiano viene confermata dal Prix d’interprétation féminine a Ottavia Piccolo per Metello, regia di Mauro Bolognini
e per il Prix d’interprétation masculine assegnato a Marcello Mastroianni per Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca, regia di Ettore Scola.
Il premio della giuria viene assegnato ex aequo a I falchi regia di István Gaál (Ungheria) e Fragole e sangue regia di Stuart Hagmann.
Il Prix de la mise en scène è assegnato a John Boorman per Leone l’ultimo,il Premio per la migliore opera prima al film francese Sciuscià nel Vietnam (Hoa-Binh), regia di Raoul Coutard.
Il film di Petri fa il bis attribuendosi il prestigioso Premio FIPRESCI (Fédération Internationale de la Presse Cinématographique,federazione internazionale della stampa cinematografica)
In ultimo,segnalo la presenza,nella Quinzaine des Realisatuers,quella di alcuni film italiani come Don Giovanni, regia di Carmelo Bene,I cannibali, regia di Liliana Cavani,L’urlo, regia di Tinto Brass.

Grand Prix: M*A*S*H, regia di Robert Altman (USA)

Grand Prix Speciale della Giuria: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, regia di Elio Petri (Italia)

Premio della giuria: Fragole e sangue (The Strawberry Statement), regia di Stuart Hagmann (USA)

ex aequo I falchi (Magasiskola), regia di István Gaál (Ungheria)


Prix d’interprétation masculine: Marcello Mastroianni – Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca, regia di Ettore Scola

Prix d’interprétation féminine: Ottavia Piccolo – Metello, regia di Mauro Bolognini (Italia)

Metello, regia di Mauro Bolognini (Italia)

Leone l’ultimo (Leo the Last), regia di John Boorman (Gran Bretagna)

I tulipani di Haarlem, regia di Franco Brusati (Italia/Francia)

Indagine su un parà accusato di omicidio (Le dernier saut), regia di Édouard Luntz (Italia/Francia)

Dimmi che mi ami, Junie Moon (Tell Me That You Love Me, Junie Moon), regia di Otto Preminger (USA)

L’amante (Les choses de la vie), regia di Claude Sautet (Francia/Italia/Svizzera)

Paesaggio dopo la battaglia (Krajobraz po bitwie), regia di Andrzej Wajda (Polonia)

Tristana, regia di Luis Buñuel (Francia/Spagna/Italia)

Il ballo del conte d’Orgel (Le bal du comte d’Orgel), regia di Marc Allégret (Francia)

La vergine e lo zingaro (The Virgin and the Gypsy), regia di Christopher Miles (Gran Bretagna)

Non si uccidono così anche i cavalli? (They Shoot Horses, Don’t They?), regia di Sydney Pollack (USA)

Woodstock – Tre giorni di pace, amore e musica (Woodstock), regia di Michael Wadleigh (USA)

Cannes nel 1970,la Croisette

Cannes 1970,le foto

Il vincitore,Robert Altman

Florinda Bolkan,Ottavia Piccolo e Mastroianni ritirano i premi vinti dall’Italia

Gilbert Becaud e Liza Minnelli

Otto Preminger

Otto Preminger con Liza Minnelli

Sammy Davis e Kirk Douglas

Lea Massari,Michel Piccoli e Romy Schneider

Faye Dunaway

Romy Schneider

 

ottobre 29, 2017 Posted by | Festival di Cannes | | Lascia un commento