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Frustation (Turbamento carnale)

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Adele è una bellissima e taciturna donna che vive con sua sorella Agnes e suo cognato Michel, un medico, in una fattoria isolata nelle campagne francesi.
E’ un’esistenza tranquilla, quella che vivono i tre riuniti sotto lo stesso tetto: un ambiente borghese perfetto, con la coppia di coniugi che rispetta Adele, che si rende utile in mille modi nella gestione domestica.
Eppure qualcosa turba la donna; spesso sente i giochi amorosi tra i due coniugi, ricavandone un forte turbamento.
Ben presto Adele si crea un mondo immaginario, nel quale si vede protagonista di fantasie erotiche sempre più sfrenate; dapprima inizia a vedere i due coniugi alle prese in molte variazioni del sesso, per poi sentirsi protagonista dei sogni stessi.

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Immagina una relazione con suo cognato, dal quale è fortemente attratta, poi immagina di essere protagonista di sevizie sadiche nei confronti di ragazze ad opera di misteriosi monaci, infine arriva a fantasticare una relazione incestuosa con sua sorella.
E’ proprio Agnes il principale problema di Adele, la vede come una rivale, ma al tempo stesso crea una vera e propria sovrapposizione della sua personalità con quella della sorella.
Le sue fantasie diventano sempre più sfrenate, mentre la personalità assume contorni sempre più indecifrabili; in una scena immagina di salire al piano superiore della casa e di aprire le porte del piano stesso, dietro le quali ci sono Agnes e Michel intenti in rapporti sessuali ogni volta differenti.

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Il senso di frustrazione di Adele cresce nella misura in cui crescono le fantasie sessuali:ben presto la donna non è più in grado di porre un freno alla sua psicologica dipendenza da queste emozioni artificiali e deciderà per una soluzione dall’esito drammatico…
Frustation, diretto da Josè Benazeraf nel 1971 venne distribuito in Italia soltanto nel 1976 con il titolo sciagurato di Turbamento carnale;per quanto si tratti di una pellicola a sfondo esplicitamente erotico, l’erotismo stesso del film ha una sua logica di esistere legata alla vicenda personale di Adele, una donna profondamente frustrata a causa anche della assoluta solitudine in cui vive la propria esistenza.
Il vivere rinchiusa in una casa isolata, il dover condividere la propria vita con una coppia di sposi dalla vita sentimentale e sessuale profondamente appagata come quella che esiste tra Agnes e Michel porta Adele, di per se già profondamente legata a sua sorella con la quale ha un rapporto di quasi totale identificazione, a sviluppare una sessualità morbosa che non trovando sfogo in azioni reali inizia a vivere nei meandri della psiche di Adele.

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Che arriva a immaginare situazioni via via sempre più eroticamente estreme ma che lasciano la donna stessa priva di reale soddisfazione.
Benazeraf, regista sicuramente abile e buon conoscitore delle tecniche cinematografiche avvolge la pellicola in un’atmosfera perversa ma freddissima: le fantasie di Adele sono esplicite, ma prive di qualsiasi soddisfazione, per cui le immagini che scorrono non hanno nessuna carica erotica reale, ma sembrano fredde esposizioni di corpi intenti a compiere gesti meccanici.
Il film ha ovviamente un andamento lentissimo, descrittivo; sia i sogni onirici di Adele, sia i suoi gesti quotidiani avvengono in maniera meccanica.
Vediamo quindi la donna alle prese con un quotidiano noioso e ripetitivo, fatto di gesti quasi sempre uguali, misurati.
Adele sembra trarre linfa solo dal suo immaginario, che però non fa altro che esasperare il suo senso di frustrazione.
Benazeraf coglie questi momenti con sapienza, rallentando il ritmo senza però rendere la pellicola narcotica;realtà e sogno finiscono per confondersi, tanto da lasciare immaginare una vera interazione tra inconscio e reale, quasi non ci fosse più un confine tra l’esistenza reale e quella immaginata.

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Un film di un certo valore, quindi, a totale dispetto di quanti considerano Benazeraf un cineasta capace di girare solo film erotici e in altre occasioni hard.
Il regista nato a Casablanca, morto l’anno scorso alla veneranda età di 90 anni, è stato fra i più prolifici autori di pellicole a sfondo erotico nel periodo che va dalla fine degli anni 60 alla metà degli anni 80; sono 83 le pellicole da lui dirette e solo pochissime sono state distribuite in Italia, complice anche la tematica da lui sviluppata, ovvero l’indagine sull’eros che ha, nel corso degli anni, virato verso un cinema più voyeuristico e meno impegnato.
Uscito in Italia solo nel 1976 a causa del contenuto e delle immagini che contiene, Frustation è un buon film pur nei limiti di un prodotto a basso costo e girato con mezzi artigianali.
Un film difficilissimo da reperire, almeno nella versione digitale, che permette di apprezzare al meglio sia l’atmosfera nel quale è immerso il film sia la performance della splendidaJjanine Reynaud, non nuova a interpretazioni scabrose.Basti ricordare al tal pro i film di Jess Franco Succubus e Delirium, oppure Giochi d’amore di un’aristocratica di Michel Lemoine, che in questo film interpreta Michel, cognato di Adele.

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La Reynaud è spigolosa, intensa, sensuale: la sua splendida criniera leonina appare e scompare nel film, quasi a simboleggiare le due nature di Adele.
Con i capelli raccolti la Reynaud ha un’aria quasi virginale, quando li scioglie si trasforma in un essere sensualissimo.
Nel cast figura anche Elizabeth Teissier, che interpreta Agnes con professionalità.
Il film come già detto è praticamente introvabile, mentre una sua proiezione televisva è quanto meno improbabile; nella rete è possibile visionarlo in versione probabilmente completa ma solo in lingua originale.

Frustation (Turbamento carnale), un film di Josè Benazeraf, con Janine Reynaud, Elizabet Teissier, Michel Lemoine.Thriller erotico, Francia 1971

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Turbamento carnale banner personaggi

Janine Reynaud … Adélaïde (Adele)
Michel Lemoine … Michel
Elizabeth Teissier … Agnès

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Regia: Josè Benazeraf
Soggetto: Josè Benazeraf,Michel Lemoine
Musiche:Camille Sauvage
Fotografia:Georges Strouvé

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maggio 2, 2013 Posted by | Erotico | , , | Lascia un commento

Nel buio non ti vedo ma ti sento (Je suis une nymphomane)

Nel buio non ti vedo ma ti sento locandina

Carole e Eric sono due giovani di buona famiglia, con in comune un’educazione molto rigida e l’appartenenza a famiglie di pari ceto sociale; il padre di Carole è un capitano su una nave, mentre Eric viene da una famiglia benestante.
I due lavorano insieme, sono una coppia affiatata anche se decisamente poco spregiudicata.

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A cambiare le carte in tavola è un incidente, che vedrà coinvolta la ragazza e che avrà conseguenze imprevedibili.
Un giono Carole cade nella tromba dell’ascensore per causa del dottor Michele; la colpa del medico è assolutamente casuale, e il medico stesso la soccorre.

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La caduta sembra provocare un profondo trauma nella ragazza; se da un lato non ha subito apparenti danni fisici, da un altro sembra che la sua psiche abbia riportato alterazioni profonde.
Difatti la timida e inibita Carole all’improvviso muta il suo atteggiamento verso gli uomini, trasformandosi da timida e inibita e aggressiva e disinibita accalappiatrice di uomini.

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La prima cavia del nuovo corso sessuale della ragazza è il figlio del datore di lavoro di carole e Eric, sedotto proprio sotto gli occhi increduli di quest’ultimo.
Quando la famiglia apprende della vita spregiudicata della ragazza, per mettere a tacere le numerose malelingue e i pettegolezzi che ormai circolano sul suo conto in città, la invia a Parigi.

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Errore fatale, perchè Carole, ormai in preda a quello che sembra un raptus irrefrenabile, finisce per diventare una marionetta nelle mani di due loschi figuri, Muriel e Bruno.
Ormai destinata ad una vita di abiezione, Carole si decide a incontrare uno psicanalista, convinta di essere ormai diventata una ninfomane.

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Il tentativo non sortisce gli effetti sperati, e dopo aver anche consultato un sacerdote inutilmente, la ragazza verrà salvata dalla sua triste sorte proprio dall’affetto del dottor Michele, che lei ha provvidenzialmente reincontrato, dimostrando di essere sulla via della guarigione quando fugge a gambe levate da un’orgia organizzata da Muriel e Bruno.

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Lanciato in Italia con il titolo abbastanza ambiguo di Nel buio non ti vedo, ma ti sento, in origine Je suis une nymphomane, il film diretto nel 1971 da Max Pecas è un ardito pseudo dramma a forti tinte erotiche, giocato tutto sulla fresca bellezza di sandra Julien, attrice di scarse doti cinematografiche ma assolutamente adatta a livello visivo per la sua bellezza e la sua sensualità.

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Un film che ovviamente basa tutta la sua trama, presso che inesistente, sulle avventure erotiche della protagonista, alle prese con dilemmi esistenziali tipo ” sono una ninfomane?”, oppure ” amo davvero Michele?” e via discorrendo, sul piano di una banalità  assoluta, mimetizzata dietro una patina di sesso soft, il massimo mostrabile agli inizi degli anni settanta.

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Inutile poi parlare di recitazione o altro, visto sia il tema, sia le scarse capacità della Julien; forse l’unica a metterci un po d’impegno è Janine Reynaud, attrice abbastanza conosciuta in Francia, un po meno da noi.
Falcidiato dalla censura italiana, il film perde anche quel poco di senso che ha, trasformandosi in una sarabanda di esposizioni di nudo della bella Julien.

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Insomma, un film da vedere solo se davvero non si ha nessuna alternativa valida; in questo caso lo spettatore è avvisato, la noia lo sorprenderà a meno di metà film.

Nel buio non ti vedo (Je suis une nymphomane)
, un film di Max Pecals, con Sandra Julien, Patrik Verde, Janine Reynaud, Yves Vincent, Michel Lemoine, Alan Hitier, France Noel, Erotico, Francia 1971

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Nel buio non ti vedo ma ti sento banner protagonisti

Sandra Julien     …     Carole
Janine Reynaud    …     Murielle
Yves Vincent    …     Le prêtre
Patrick Verde    …     Michel
Michel Lemoine    …     Hugo
Alain Hitier    …     Eric
Bob Ingarao    …     Zingaro
Michel Charrel    …     Zingaro
Michel Vocoret    …     Olivier

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Regia Max Pécas
Sceneggiatura Max Pécas,Claude Mulot
Produzione Paul Cayatte
Musiche Derry Hall
Fotografia Robert Lefebvre
Makeup Serge Stern

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giugno 28, 2010 Posted by | Erotico | , , , | Lascia un commento