La commedia sexy all’italiana


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Edwige Fenech nel film La patata bollente

Non c’è una data di nascita ufficiale del genere che viene oggi identificato come Commedia sexy all’italiana; non è possibile altresi determinare un padre putativo del genere, ma semplicemente basta dare un’occhiata ai titoli dei film che a partire dal 1969, lentamente, ma con costanza, invasero le sale cinematografiche, fino a ritagliarsi uno spazio ben preciso che all’epoca vide tanti detrattori, principalmente tra i critici ma anche tanti spettatori, che affollavano le sale per vedere film in cui alla pellicola che affrontava in modo più o meno graffiante i problemi della società mutuando così le peculiarità della Commedia all’italiana, si aggiungevano ben precise caratteristiche.

1 Una bella governante di coloreIl vero protagonista, il nudo integrale: Ines Pellegrini in Una bella governante di colore

Nei film comparivano spesso scene di nudo, più o meno integrale, con attrici dal talento assolutamente difforme; questa abitudine, di mostrare il nudo per esigenze di botteghino divenne ben presto un elemento caratterizzante dei film stessi, tanto che spesso finivano per mescolarsi a episodi etichettabili come commedia sexy, altri che di sexy avevano ben poco, essendo film drammatici o anche comici, che partivano però da visioni differenti delle tematiche specifiche.

Claudia Cardinale e la Spaak in Certo, certissimo, anzi…probabile

Per esempio, un film come Decameron, di Pasolini, divenne l’involontario capostipite della fortunata serie dei decamerotici, pur non condividendo praticamente nulla con essi, se non l’ambientazione medioevale e le scene di nudo. Praticamente la stessa cosa successe con i film polizieschi, da allora definiti poliziotteschi, ai thriller all’italiana, ai film horror e in definitiva a buona parte della cinematografia italiana.

Laura Antonelli in Sessomatto

La liberalizzazione dei costumi e della morale portò sugli schermi un elemento di novità, il nudo femminile, che fino ad allora era stato rigorosamente tabù, imbrigliato nelle maglie severe dei censori, che spesso, sopratutto sul finire degli anni sessanta agivano con mano di ferro sulle pellicole sospettate di essere contro la morale. Si pensi, per esempio, a film come Brucia ragazzo brucia, di Fernando Di Leo, con le sue fugaci scene di nudo, ma dal contenuto scabroso ovvero l’orgasmo femminile in una donna matura.Un film che fece scandalo proprio per la sua tematica, accompagnata dai primi timidi segni che il nudo bucava lo schermo. Uno dei primi registi a usare qualche fugace scena di nudo fu Pasquale Festa Campanile, autore di pregevoli pellicole come Con quale amore, con quanto amore, del 199, Dove vai tutta nuda dello stesso anno, Quando le donne persero la coda, una surreale commedia con un ottimo cast ambientata nella preistoria, con un linguaggio preso, o sarebbe meglio dire copiato, dal Brancaleone di Monicelli. Un altro regista degli esordi della commedia sexy fu Gianni Grimaldi, che diresse un film dal gran successo, La prima notte del dottor Danieli, con l’attore che più di tutti, proprio in quegli anni, girò pellicole a sfondo sexy o comunque infarcite di scene di nudo, Lando Buzzanca. Buzzanca divenne ben presto l’emblema italico del maschio assatanato, forse un po tonto ma tanto virile; interpreterà alcuni tra i più visti film dell’epoca,come Il merlo maschio, Homo eroticus, Il debito coniugale, Jus primae noctis, Il vichingo venuto dal sud

2 Giovannona coscialunga
Ancora Edwige Fenech, dal film Giovannona coscialunga


 Ricchi ricchissimi, praticamente in mutande

La parentesi del decamerotico, film esplicitamente e dichiaratamente a sfondo sexy, portò nelle sale cinematografiche un’esposizione sempre più rilevante di nudi femminili; questi film ben presto divennero una palestra in cui si misurarono molti dei caratteristi tipici della commedia all’italiana, e servirono da trampolino di lancio per attrici che con questi film costruirono parte della loro commedia, come Edwige Fenech,Marilu Tolo, Janet Agren, Femi Benussi,Barbara Bouchet e Cramen Villani, solo per fare qualche nome. Nomi a cui si aggiunsero quelli di attrici anche dal passato “impegnato”, come Ornella Muti, Agostina Belli, Laura Antonelli. Quest’ultima, interpretando Malizia, dette il via al filone “casalingo”, zie e nipoti, matrigne e nonne pronte a sedurre parenti o estranei, giovani imberbi e mariti fedifraghi.

Susan Scott in Il vizio di famiglia

Accanto a questi veri e propri filoni, si aggiunsero ben presto thriller a metà strada tra il noir vero e proprio e il thriller infarcito di sesso, con pellicole in cui la dose di sangue e terrore era pari all’epidermide mostrata sugli schermi. Questo interesse sempre più accentuato verso film con protagoniste le bellone di turno convinse i produttori a sfruttare fino in fondo quei film che portavano un elemento di novità nella programmazione;

3 La ragazzina
Gloria Guida in La ragazzina

avvenne così che il film La poliziotta, diretto dal grande Steno, si trovò a fare da battistrada a tutta una serie di film che avevano per protagoniste procaci difensori della legge, come la Fenech, che interpretò un sequel di gran successo, La poliziotta fa carriera, sostituendo il ruolo che era stato della Melato, con evidenti intenti satirici, con quello della procace e avvenente poliziotta Gianna che fa carriera con il cervello ma anche con le curve.

Lori Del Santo in L’onorevole con l’amante sotto il letto

Parallelamente nascono altri filoni; quello delle insegnanti e delle alunne, dei professori, liceali e via discorrendo, in cui ancora una volta bellezze quasi sempre nostrane, come Gloria Guida, Lilli Carati ecc. incarnano le voglie nemmeno tanto nascoste di assatanati studenti, così come vengono guardate con occhi concupiscenti le insegnanti che siano di scienze naturali o di lettere: va tutto bene, purchè la Lassander di turno, o la Cassini, mostrino seni e glutei, in commedie che ben presto perdono anche l’originalità, trasformandosi in cloni. Un film assomiglia all’altro, la Fenech, per esempio, è contemporaneamente dottoressa in un film, insegnante nell’altro, mentre viene molestata nel ruolo di zia o addirittura di nonna. Sfruttando al massimo il momento, si inaugura la serie piuttosto becera dei marinai, film ambientati sulle navi, o anche in caserma. Lino Banfi,Annamaria Rizzoli, Renzo Montagnani,Nadia Cassini,l’immancabile Fenech,girano commedie a volte divertenti, a volte becere e sguaiate.

4 Vieni avanti cretino
Michela Miti e Lino Banfi in Vieni avanti cretino

Bene o male anche questo elemento è destinato a diventare destabilizzante; il finire degli anni 70 vede un concorrente temibile per il cinema. Sono nate le tv private, che inondano gli schermi proprio di queste pellicole, contribuendo in maniera decisiva all’agonia del cinema. Così la stagione della commedia sexy termina con la sua parte più becera e penosa, la triste serie dei Pierini, dove all’impianto cinematografico classico si sostituisce quello della gag triviale e da caserma. Protagonista è Alvaro Vitali, che aveva peraltro un passato onesto, avendo girato film anche con Fellini.

Nadia Cassini in Tutta da scoprire

Siamo al crepuscolo, alimentato anche da registi che, grazie alle ormai larghe maglie della censura, propongono film erotici in cui il sottile confine con l’erotismo sfocia nel porno, spesso e volentieri. Malombra, Maladonna e via dicendo sono film che si spingono verso il voyeurismo, cosa che diverrà la regola nei film di Brass, che inaugureranno negli anni 80 il cosiddetto erotico d’autore. Agli inizi degli anni 80 la commedia sexy muore, con qualche rimpianto da parte di alcuni, con molti sospiri di sollievo da parte dei più. L’avanzare sugli schermi del nudo e del porno estremo, reclamizzato dai famosi cinema a luce rossa segna la divisione netta tra cinema per adulti e cinema per tutti.

5 L'onorevole con l'amante sotto al letto
Janet Agren in L’onorevole con l’amante sotto il letto

6 Il gatto mammone
Il gatto mammone

Molti film perdono l’inquietante Vietato ai minori di anni 18, a tutto vantaggio dei film porno. In definitiva la stagione della commedia sexy può essere vista sotto molte angolature; una di evoluzione e cambiamento del costume, legato a necessità diverse dello spettatore,un’altra che porta la stessa dagli splendori di inizio decennio 70 al buio di inizi decennio ottanta, simboleggiato da un film, Non stop sempre buio in sala, che segna il passaggio dal soft al porno. Vanno definitivamente in archivio donne e madonne rinascimentali e medioevali, poliziotte e professoresse, zie e nipoti, cameriere e dottoresse.

Un film fortunato si intitola in maniera inequivocabile W la foca; scriverlo con la i sarebbe stato spudorato, e a quel punto l’epitaffio si trasforma in pietra tombale. il genere muore, per lasciare il posto ad una nuova stagione della commedia sexy, che cambia pelle e titoli. E’ il momento delle vacanze di natale, pasqua e sulla neve, al mare e ovunque venga spinta la fantasia dei registi.

Il fidanzamento


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Le protagoniste femminile della commedia sexy sono tantissime; stelle, stelline, semplici starlette o anche comparse, attricette alle prime armi, ragazze desiderose di mettersi in mostra oppure semplicemente ragazze che guadagnano qualche soldino come comparse o figuranti. Un’armata che partecipa alla commedia sexy con la voglia di affermarsi, di mettersi in luce, sognando un futuro nel dorato mondo del cinema, che permette l’appagamento dei propri sogni, l’affermazione personale e come logica conseguenza, fama e denaro.
Per la stragrande maggioranza di loro non sarà così; è solo una percentuale esigua a rivelare doti tali da permettere di mettersi in luce, di diventare una star.

7 Ecco lingua d'argento
Carmen Villani, protagonista di Ecco lingua d’argento

La commedia sexy forse è la via più difficile per la vera notorietà; un’attrice che compare nuda nella miriade di film che costellano il percorso di questo particolare filone cinematografico viene guardata con sospetto dai registi di calibro superiore, da coloro cioè che puntano ad un cinema di qualità.
Così, per molte attrici, diviene davvero difficile mostrare che “oltre le gambe c’è di più” ; la stragrande maggioranza di loro finirà ben presto nel dimenticatoio, una minoranza riuscirà ad ottenere scritture per film chiamiamoli d’autore, pochissime procederanno nella carriera verso tappe più esaltanti.

8 Classe mista
Dagmar Lassander spiata in Classe mista

Non di rado accade anche che la notorietà abbia effetti imprevisti e sopratutto dolorosi; il mondo del cinema avvolge lentamente e poi stritola coloro che non riescono a rimanere distaccati dalle tentazioni, dalle lusinghe che inevitabilmente si trasformano in sirene.
Un abbraccio mortale che porta alle volte alcune di loro a dare una svolta drammatica alla propria vita; la commedia sexy è solo la punta di un iceberg, un iceberg fatto di tante facce, alcune molto oscure.
La vita extra cinema finisce per essere direttamente coinvolta nel lavoro, si deve coltivare l’amicizia con quel produttore, con quel regista per sperare in una parte; la bravura spesso non conta, conta la disponibilità ad entrare nel famoso letto dell’uno o dell’altro, nelle grazie dello sceneggiatore oppure di quell’attore che può metterci la parola giusta.

9 Quaranta gradi all'ombra del lenzuolo
Sydne Rome in 40 gradi all’ombra del lenzuolo

Accettare compromessi spessi è l’unica maniera per avanzare; così le più scafate fanno strada, le altre o hanno davvero talento o ritornano nel nulla.
Ci sono poi le debolezze private, mutuate purtroppo da quel mondo fatto di scarsi valori morali; così si cede ai vizi, in primis quello della droga.
Alcune di loro, come la Senatore, la Schubert, Lilli Carati, affronteranno un vero e proprio viaggio all’inferno, con risultati drammatici.
Ma qualcuna davvero ce la fa, diventa una star e mostrerà il talento posseduto proseguendo con successo la carriera.
E’ il caso di una delle regine della commedia sexy, Edwige Fenech, che attraverserà da protagonista la storia della commedia sexy, ricavandone notorietà che le servirà per lavorare anche in altri generi.
La bellissima attrice passerà con disinvoltura dalla commedia sexy al thriller, dalla commedia in senso lato al cinema drammatico, sempre con risultati discreti.
Tra le regine c’è Barbara Bouchet, anche lei camaleontica, in grado di sostenere ruoli drammatici o comici, di lavorare senza problemi in film polizieschi o noir, nei thriller come nelle commedie sexy; la caratteristica della Bouchet è anche quella di non accettare pellicole di infimo ordine, il che mostra l’intelligenza della donna consapevole della sua bravura, ma anche dei suoi limiti.
E’ il caso anche di Orchidea De Santis, affascinante, sinuosa, con ottime capacità espressive; un potenziale enorme non completamente sfruttato, per la miopia di molti registi. Anche lei ha avuto l’accortezza di non infilarsi nelle produzioni più scadenti; così come Laura Antonelli, probabilmente l’attrice simbolo del cinema italiano per un intero decennio, capace di lavorare con registi del calibro di Visconti e al tempo stesso di girare film classici della commedia sexy.

La Antonelli, almeno per tre quarti della sua carriera, ha selezionato con cura i copioni, riuscendo ad elevarsi sulla media evitando le pellicole più dozzinali e scarse qualitativamente; il tutto fino al punto di rottura,coinciso purtroppo con l’età e con le rughe, con le debolezze private che l’hanno portata a far uso di cocaina e sopratutto con il non aver accettato i segni dell’età e con la disastrosa decisione di ricorrere ai chirurghi estetici, che ne hanno devastato il volto, rovinandole cosi la vita in tutti i sensi.
Le attrici della commedia sexy sono davvero tante, come dicevo all’inizio un nugolo; alcune di loro hanno interrotto la carriera una volta sfiorita la bellezza che aveva permesso loro di mettersi in mostra.
Nadia Cassini è una di loro, mentre per altre hanno giocato motivazioni diverse.
La fine del genere, o meglio, la sua trasformazione in qualcosa di diverso, la commedia erotica pura, ha segnato la fine di quasi tutte le carriere.
Sono state davvero poche quelle che hanno scelto di seguire l’onda, finendo poi per pagare un prezzo altissimo.
Nel cinema esiste anche un ricambio generazionale, e l’inizio degli anni ottanta ha segnato anche questo, ovvero l’avvicendarsi sullo schermo di volti nuovi.

Di che segno sei?

Ma lo spettatore di qualsiasi generazione non ha di certo dimenticato le attrici di quel periodo, che siano Annamaria Rizzoli o Susan Scott, Gabriella Giorgelli oppure la bellissima Femi Benussi, Malisa Longo o Gloria Guida.
Il cinema stesso evolve, le caratteristiche richieste alle attrici cambiano di conseguenza;oggi, per tutta una serie di fattori concomitanti, è molto difficile affermarsi solo perchè si è in possesso di un bel fisico.
La selezione è molto più dura, anche perchè si girano meno film, i produttori sono meno propensi alle scommesse.

Filmscoop è su Facebook: richiedetemi l’amicizia.

Il profilo è il seguente:

http://www.facebook.com/filmscoopwordpress.paultemplar

5 Risposte

  1. a Dio non piace qusti tipi di commedie egli preferisce le commedie educative

  2. ahahahah “a Dio non piace qusti tipi di commedie egli preferisce le commedie educative” ma chi ***** sei? ahahahahahah

    ma per favore…ahahahhah

  3. Vi segnalo il blog della commedia sexy / trash !!!!! http://www.cinematrash.com/

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