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La casa del peccato mortale

Padre Xavier Meldrum è un sacerdote ormai avanti negli anni,che vive in un sobborgo di Londra,in una casa tetra in compagnia dell’ormai morente madre e di una governante, segretamente innamorata di lui.
Padre Meldrum è immerso in una follia allucinata,originata anche dalla mancata vocazione;è stata sua madre infatti a costringerlo a diventare
un sacerdote,nella paura che su figlio la lasciasse.
Un giorno ascoltando la confessione di una giovane,Jenny Welch,che racconta di essere stata sedotta da un uomo;Meldrum sviluppa verso la giovane un’allucinata attrazione e da quel momento inizia a uccidere,in serie,tutti coloro che hanno un qualche legame con lei.
Dapprima sopprime un ragazzo che ritiene,ingiustamente,il seduttore di Jenny,poi il suo vero seduttore;in un crescendo diabolico,ammazza la madre di una ragazzina che per sfuggire alle sue mire si è suicidata e infine anche la sorella di Jenny,Vanessa.


Che era legata a padre Duggan,un sacerdote in crisi vocazionale che aveva deciso di abbandonare l’abito talare per amore di Vanessa Welch.
La follia di Padre Meldrum raggiunge il culmine;subito dopo la morte dell’inseparabile governante,che si uccide disperata,Meldrum sopprime anche sua madre,che ormai sa di convivere con un mostro.Il diabolico sacerdote convince Padre Duggan a ritornare sui suoi passi,a restare nella chiesa e subito dopo…
Un buon prodotto,anzi,decisamente più che buono questo La casa del peccato mortale (House of mortal sin),diretto da Peter Walker nel 1976;
un film immerso in un’atmosfera malata,tetra e allucinata,resa con grande maestria dal regista inglese Peter Walker,uno specialista del genere horror,
autore di pellicole come Marianna, fuga dalla morte ,E sul corpo tracce di violenza e Nero criminale.
Tra sacrileghe esposizioni di ostie,profanazioni dei riti cattolici,il personaggio principale,l’allucinato Padre Meldrum si inoltra sempre più nella follia che ormai lo attanaglia, in un crescendo di assassini brutali che Walker,con acume,sottolinea utilizzando un pizzico di Grand Guignol,un pizzico di sesso e tanta,tanta tensione.


Ad esaltare ancor più l’atmosfera malata del film c’è una fotografia livida,quasi spettrale che mescolata all’aria plumbea della casa in cui si svolgono gli avvenimenti crea la giusta miscela per un film sicuramente ad effetto.
Anthony Sharp è Xavier Meldrum,il folle assassino che disonora la sua tonaca con un comportamento diabolico;una recitazione asciutta,tesa,che trasferisce sullo schermo le contraddizioni del personaggio interpretato,al quale non è estraneo un anticlericalismo di fondo di Walker,del resto visibile in altre sue regie;bene Susan Penhaligon e Stephanie Beacham,rispettivamente nei ruoli di Jenny e Vanessa Welch,mentre
per quanto riguarda le scene cult del film,una su tutte è l’omicidio di Vanessa colpita con un rosario.


Per quanto riguarda la reperibilità,segnalo la versione sufficiente su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=nZMvixxudYQ
mentre i streaming vi consiglio il link https://openload.co/f/7wMgZQRqnWY/La.Casa.Del.Peccato.Mortale.1975.ITA.M_L.mp4

La casa del peccato mortale

Un film di Peter Walker. Con Anthony Sharp, Susan Penhaligon, Stephanie Beacham, Norman Eshley,Sheila Keith.Titolo originale House of Mortal Sin. Giallo, durata 104 min.1975 – Gran Bretagna

Anthony Sharp … Padre Xavier Meldrum
Susan Penhaligon … Jenny Welch
Stephanie Beacham … Vanessa Welch
Norman Eshley … Padre Bernard Cutler
Sheila Keith … Signora Brabazon
Hilda Barry … La madre di Padre Meldrum
Stewart Bevan … Terry Wyatt
Julia McCarthy … La signora Davey
John Yule John Yule … Robert
Bill Kerr Bill Kerr … Davey
Victor Winding … Dottor Gaudio

Regia Peter Walker
Soggetto David McGillivray e Peter Walker
Muscihe Stanley Myers
Montaggio John Black
Fotografia Peter Jessop
Direzione artistica Chris Burke

maggio 10, 2018 Posted by | Horror | , , , | Lascia un commento

Improvvisamente un uomo nella notte

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Il giro di vite (The Turn of the Screw) è un racconto scritto da Henry James, pubblicato nel 1898; da esso sono stati tratti alcuni film, il primo dei quali è stato l’eccellente Suspense (The Innocents) diretto da Jack Clayton nel 1961 e interpretato da Deborah Kerr.
Poi, nel 2001, il regista Alejandro Amenábar, ispirandosi al romanzo ne ha tratto la sua opera The others, protagonista Nicole Kidman; in mezzo ci sono state riduzioni come Un altro giro di vite (Otra vuelta de tuerca, 1985),Presenze (The Turn of the Screw, 1994),Presence of Mind (1999) e il recente In a Dark Place (2006).
Nel 1971 Michael Winner, su sceneggiatura di Michael Hastings dirige un vero e proprio prequel del romanzo, The nightcomers che verrà proiettato in Italia con il titolo Improvvisamente un uomo nella notte.
Il film, che sfrutta la storia dei due piccoli protagonisti del romanzo, termina esattamente la dove inizia il romanzo di James,con l’arrivo di miss Giddens a Bly; per chi ha letto lo splendido romanzo di James le analogie con il romanzo stesso terminano qua.

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Il film inizia con la vicenda dei due piccoli Miles e Flora, che hanno perso i genitori in un incidente e che vengono presi sotto tutela dal patrigno; l’uomo,dovendo assentarsi per lavoro, affida i due ragazzini alla governante Grose.
La donna è un’anziana signora, che dirige la grande casa nelle campagne inglesi in cui la vicenda si volge;siamo in un’epoca non specificata, sotto il regno della regina Vittoria.
Nella grande dimora Miles e Flora hanno come unica compagnia, oltre a quella della signora Grose, quella di Peter Quint che svolge le mansioni di giardiniere.
I due ragazzini ben presto si legano all’uomo, un individuo dal comportamento bizzarro, a tratti semplicemente amorale, a tratti infantile come i suoi due piccoli protetti.

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Assistono ad esempio a crudeli maltrattamenti verso piccoli animali, un rospo e una tartaruga ma al tempo stesso imparano anche ad apprezzare lo splendido paesaggio e la straordinaria bellezza della natura che li circonda, ascoltano con interesse i racconti di Peter, imparano ad andare a cavallo o a far volteggiare aquiloni.
Ma Quint è anche un uomo perverso; ha una relazione sado masochistica con la bella Miss Jessel, che è stata assunta dal patrigno dei due ragazzi come istitutrice; Miles spia l’uomo mentre ha rapporti con Miss jessel, che dapprima ha rifiutato e in seguito accettato le perverse attenzioni dell’uomo nei suoi confronti.
Lo stesso ragazzino, sotto l’influenza del rozzo giardiniere, finisce per coinvolgere la sorellina in un tragico simulacro di quello che ha visto fare a Peter nei confronti di Miss Jessel, con tanto di imitazione di violenza sessuale.
Miles e Flora, privi di una figura di riferimento, finiscono ben presto per assimilare come spugne il comportamento amorale del giardiniere;

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la signora Grose, che ha scoperto la natura ambigua del legame tra il giardiniere e l’istitutrice e che guarda con impotenza al vero e proprio plagio della personalità che lo stesso Peter esercita sui ragazzini vieta all’uomo di entrare in casa.
E medita sull’allontanamento dei due dalla casa.
Ma i due ragazzi, che hanno già perso i genitori, non vogliono staccarsi da quelle due persone che fanno parte del loro quotidiano, del loro piccolo mondo; così praticano un foro nella barca che sanno dovrà essere usata da Miss Jessel, che muore annegata.
Peter verrà ucciso, ironia della sorte, da Miles che ha messo a frutto gli insegnamenti dell’uomo nell’uso dell’arco.
Ora i due, non potranno più allontanarsi dalla villa e già nella grande casa si pregusta l’arrivo di una nuova istitutrice…
Improvvisamente un uomo nella notte termina così con l’arrivo di una nuova istitutrice, che presumibilmente diverrà il nuovo “gioco” della terribile coppia di ragazzini; un finale in linea perfetta con il romanzo di James, che prò prenderà tutt’altra strada.Miss Giddens infatti si troverà immersa in’atmosfera gotica, alle prese con inquietanti presenza che altro non sono che i fantasmi del giardiniere e della precedente istitutrice.

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Così Winner tenta di dare una spiegazione abbastanza lineare, tutto sommato, a quello che accade in Suspence; il risultato finale è un film non privo di un certo fascino ma anche terribilmente rozzo e poco incisivo (per nulla) sul piano delle introspezioni psicologiche dei personaggi.
A parte lo stupendo scenario della location e la splendida fotografia, il film non mostra pregi sufficienti a tributargli onori particolari;la regia di Winner è inadatta, mentre la storia sembra essere discontinua, legata principalmente al racconto delle personali perversioni di Peter e di Miss Jessel
I due bimbi appaiono invece come i ragazzini del Villaggio dei dannati; belli fuori e cattivi dentro.
Ci sarebbe stato lo spazio per motivare lo sviluppo psicologico delle due personalità alla luce dei traumi subiti dai ragazzi; Winner viceversa,con una regia monocorde e poco ispirata, vaga quà e là senza incidere nelle psicologie dei personaggi.

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Mortificando quindi Marlon Brando che alla fine rende il suo personaggio meno oscuro e degno di interesse di quello che avrebbe dovuto;i dialoghi che interpreta spesso appaiono forzati lasciando poco spazio alla sua innegabile capacità artistica.
Il resto del cast tutto sommato fa il suo, con Stephanie Beacham che merita ampiamente la sufficienza, così come i due piccoli protagonisti e con l’inappuntabile performance di Thora Hird che interpreta Miss Grose.
Un film in chiaro-scuro, con predominanza di quest’ultimo aspetto;di ben altro livello sono infatti i due film citati all’inizio, ovvero Suspense di Clayton che racconta in maniera sobria e sopratutto claustrofobica la vicenda della governante Miss Giddens e The others, gran bel film interpretato magistralmente da Nicole Kidman che introduce la variante dei due bambini affetti da fotofobia e una storia sopratutto molto più ariosa e ben diretta.
Improvvisamente un uomo nella notte è generalmente considerato il peggior film di Brando del ventennio 60-70; un giudizio un tantino ingeneroso, perchè la professionalità dell’attore americano, anche se un pò in ombra, è comunque sempre un valore aggiunto ai film da lui interpretati.

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Per quanto riguarda le possibilità di vedere questo film in tv, sono davvero scarse; a mia memoria non ricordo un solo passaggio televisivo dello stesso mentre la sua diffusione sulla rete è davvero ai minimi termini.
Purtroppo non sono riuscito a trovare nemmeno la versione originale, mentre sono presenti su You tube alcuni spezzoni della pellicola, peraltro poco indicativi.

Improvvisamente un uomo nella notte
Un film di Michael Winner. Con Marlon Brando, Stephanie Beacham, Thora Hird Titolo originale The Nightcomers. Drammatico, durata 96′ min. – Gran Bretagna 1972

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Improvvisamente un uomo nella notte banner personaggi

Marlon Brando: Peter Quint
Stephanie Beacham: Miss Jessel
Thora Hird: Mrs. Grose
Harry Andrews: Padrone di casa
Verna Harvey: Flora
Christopher Ellis: Miles
Anna Palk: Nuova governante

Improvvisamente un uomo nella notte banner cast
Giuseppe Rinaldi: Peter Quint
Fiorella Betti: Miss Jessel
Franca Dominici: Mrs. Grose
Sergio Graziani: Padrone di casa
Micaela Esdra: Flora
Germana Dominici: Nuova governante

Regia Michael Winner
Soggetto Henry James
Sceneggiatura Michael Hastings
Produttore Elliott Kastner, Michael Winner
Casa di produzione Elliott Kastner-Jay Kanter-Alan Ladd Jnr Productions, Scimitar Productions
Fotografia Robert Paynter
Montaggio Michael Winner (con il nome Arnold Crust Jr.)
Musiche Jerry Fielding

Improvvisamente un uomo nella notte banner recensioni

L’opinione dell’utente gattopongo presa dal sito http://www.filmtv.it
Praticamente un prequel de IL GIRO DI VITE di James,già portato al cinema 11 anni prima dal magnifico Suspense di Clayton . Winner, oltre a non saper dirigere il gigione Marlon Brando, dà sfogo a giochi bdsm da fumetto e non sa mantenere l’ambiguità, nè tanto meno far intuire la paura attraverso la reticenza, espedienti che erano alla base del film precedente. Il racconto di James verrà portato ancora sullo schermo col film Presenze.

L’opinione dell’utente Homesick, tratta dal sito http://www.davinotti.com
Questo antefatto del bellissimo racconto di Henry James (“Giro di vite”) non riesce nemmeno lontanamente a ricreare l’ambiguità, l’inquietudine e la tensione scaturita dalla penna dello scrittore. Brando, nonostante le sue eccellenti doti interpretative, finisce con l’essere poco incisivo per la mancanza di una sceneggiatura solida e per una regia poco rigorosa. Si salva comunque la bella ambientazione nell’inconfondibile, pittoresca campagna inglese.

L’opinione dell’utente leleemo tratta dal sito http://www.davinotti.com
Scenari davvero fiabeschi, arborei ed affascinanti, che contrastano con la tenebrosità della “manor house” di Sawston nel Cambridgeshire e soprattutto con la storia, che è pervasa da inizio a fine da un fascino perverso e sadico. Un Marlon Brando magistrale che s’impone per carisma e forza impattante, con la pur ottima interpretazione del resto del cast ma soprattutto dei due ragazzini. Un Brando più “libero” che sul “tango” che si lascia andare anche a qualche frammento divertente. In complesso un’ottima opera gotica, molto spesso sottovalutata.

L’opinione dell’utente Stefania tratta dal sito http://www.davinotti.com
Brando giardiniere, amante (dell’istitutrice) di Lady Chatterley, campione di tiro alla fune (in camera da letto), vermiciattolo infetto nella salubre insalata della quieta routine, corruttore dell’innocenza e vittima di una crudeltà innocente, ma fatale. La contrapposizione tra Natura e (buona) Società è raccontata nella maniera più esplicita e schematica, quindi alla fine banale, con qualche morbosità uggiosa. La fascinazione dei bambini per il soprannaturale appare inserita a forza nella trama. Brando si auto-cita, gli altri stanno semplicemente a galla.
Citazioni dal film:
“Quando i morti muoiono,dove vanno?” Miles
“I morti non vanno da nessuna parte, perchè non ha nessun posto dove andare” Peter
Da libro di James Il giro di vite

“Il racconto ci aveva tenuti attorno al focolare col fiato sospeso, ma a parte l’ovvia osservazione ch’esso era raccapricciante, come doveva essere una strana storia narrata la vigilia di Natale in una vecchia casa, non ricordo che suscitasse alcun commento finché qualcuno disse ch’era quello il primo caso in cui s’imbatteva d’una simile esperienza toccata a un fanciullo. Si trattava, se ben ricordo, di un’apparizione in una casa altrettanto vecchia di quella in cui eravamo riuniti per l’occasione – una visione spaventosa apparsa ad un bambino che dormiva nella camera di sua madre e che l’aveva svegliata terrorizzato; svegliata non per vincere il suo spavento e per farsi teneramente riaddormentare, ma perché lei stessa, prima di riuscirvi, si trovasse davanti la medesima visione che l’aveva sconvolto.”

“Si, sentii nettamente che mentre compiva quei pochi passi non mi tolse mai gli occhi di dosso, e ancora oggi vedo la sua mano, durante il percorso, spostarsi da un merlo all’altro. Si fermò all’altra estremità, ma meno a lungo, e anche mentre si girava, continuò a fissarmi ostentatamente.
Si girò; e fu tutto.”

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marzo 23, 2013 Posted by | Drammatico | , , , | Lascia un commento