Lo strangolatore di Vienna

Vienna,1930
Otto Lehman,di professione macellaio,viene dimesso dal manicomio in cui era rinchiuso “per aver colpito con una coscia di vitello” una sua cliente.
A casa lo attende la sua bottega,che nel frattempo è stata mandata avanti da suo cognato Brunner e sua moglie Hanna;Otto,pur di non dover
nuovamente condividere il letto con la insopportabile donna,attrezza una camera sulla bottega nella quale va a vivere.
Una sera,mentre guarda distrattamente fuori dalla finestra,scopre la dirimpettaia Berta mentre si spoglia.
La sera dopo lo spettacolo si ripete,ma mentre è intento a spiare,Otto viene sorpreso dalla bisbetica moglie,che lo minaccia di rimandarlo in manicomio e lo insulta chiamandolo mostro.
Otto perde il lume della ragione e strangola la moglie.


Resosi conto troppo tardi del suo gesto,Otto decide di far sparire il cadavere di Hanna facendolo a pezzi e usandolo per fabbricare salsicce.
Che incontrano il gusto della gente,che affolla la sua bottega per accaparrarsi la prelibata carne.
Una sera il macellaio scopre suo cognato Brunner con una prostituta e la uccide;anche la donna finisce nel tritacarne dell’ormai fuori controllo Otto,che uccide anche suo cognato.
Sarà Berta a smascherare il macellaio,grazie anche alla fortuita scoperta di un anello in un pezzo di carne da parte di un inconsapevole cliente…
Lo strangolatore di Vienna è un film diretto dal regista aretino Guido Zurli,che in questo caso si firma John Zurli;con un budget risicato all’osso,Zurli,onesto artigiano autore di una dozzina di pellicole di vario genere fra il 1963 e il 1980,riesce a fare con i fichi secchi un banchetto quanto meno decoroso.
Il film infatti ha dei buoni spunti,muovendosi con buona lena tra i binari del giallo e quelli dell’horror,aiutato principalmente da una sottile vena di humour nero che è sicuramente un valore aggiunto per la pellicola.


Prendendo spunto dalla storia di un efferato serial killer di inizi del secolo,Fritz Haarmann detto il mostro di Hannover che dal 1919 al 1924 commise almeno 25 omicidi di adolescenti,alcuni dei quali finirono per diventare pasto per inconsapevoli clienti,Zurli imbastisce una storia senza grosse pecche che si trasforma in immagini visive equilibrate.
Utilizzando delle marcette allegre,che rendono surreali anche le sequenze degli strangolamenti,Zurli conferisce un’aura particolare al film che così esce dal classico binario dell’horror per trasformarsi in una commedia nera sicuramente godibile.
Merito anche del corpulento Victor Buono,che interpreta perfettamente il personaggio del folle Lehman,faccia quasi simpatica che maschera una mente squilibrata,che esplode nella follia in seguito all’ennesima angheria della moglie.
Il volto pacioccone di Buono,quello laido di Brunner,la bella Franca Polesello e Karin Field sono l’ossatura di un film sicuramente ben diretto e con una trama originale;girato quasi tutto in studio (Vienna appare o in cartolina o in sequenze senza attori,quindi con materiale di repertorio),Lo strangolatore di Vienna rende il massimo con il minimo investimento.


Scomparso completamente dai circuiti cinematografici e televisivi,da qualche anno è stato editato in digitale,operazione che ha reso bene i vividi colori usati dal regista nelle riprese ed è oggi disponibile in una versione molto buona disponibile su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=k93wawWeFUk&t=621s

Lo strangolatore di Vienna
Un film di Guido Zurli. Con Franca Polesello, Brad Harris, Victor Buono, Dario Michaelis, Luca Sportelli, Karin Field Horror, durata 92 min. – Italia, Germania 1971

 

Victor Buono …Otto Lehman
Franca Polesello …Berta Hensel
Brad Harris …Mike Lawrence
Dario Michaelis …Ispettore Klaus
Karin Field …Hanna Lehman
Luca Sportelli …Karl Brunner
Hansi Linder …Frieda Ulm

Regia … Guido Zurli
Sceneggiatura … Dag Molin,Dick Randall,Karl Ross
Musiche …Alessandro Alessandroni
Fotografia … Augusto Tiezzi
Montaggio … Enzo Alabiso,Graham Lee Mahin

Tre gocce di sangue per una rosa

I francesi non hanno mai avuto dimestichezza con gli horror,salvo qualche eccezione.
E anche questo scadente Tre gocce di sangue per una rosa del 1972 non si salva dal grigiore generale della massa di produzioni horror d’oltralpe.
Regista del film è Claude Mulot,scomparso a soli 44 anni e autore di una ventina di produzioni per la massima parte non editate in italiano.
Con un occhio alla fotografia e alle intelaiature di Jesus Franco e più di uno alle atmosfere di Jean Rollin,Mulot scrive e dirige un horror
convenzionale,in cui sembra di assistere ad un assemblaggio di vari film,con personaggi presi di petto come il mad doctor,la donna sfigurata per gelosia e le immancabili nudità sparse casualmente nel film senza una vera logica.
Quello che vien fuori è una pellicola debole e poco interessante,fragile non solo nella narrazione ma anche in quelli che sono i topos del cinema di genere; manca persino l’atmosfera e il film naviga in maniera sonnacchiosa tra gli immancabili fenomeni atmosferici (tuoni e fulmini) ma con un pathos uguale a zero.


La trama:
Frederic di Lansac,barone,è un appassionato di botanica;ha una splendida serra e grazie all’aiuto del dottor Rohmer crea anche nuove specie vegetali.
Il dottor Rohmer è un professionista cacciato in malo modo dall’ordine medico per aver eseguito un disastroso intervento di chirurgia facciale.
Frederic vive con il dottore e con una donna,Moira,innamorata di lui: la quale, un giorno, ha la sventura di far conoscere al barone la bella Anna,della quale Frederic si innamora.
Gelosa di Anna,Moira,proprio durante il banchetto nuziale sfigura la sventurata donna con il fuoco.
A tentar di porre riparo alle ustioni di Anna c’è Rohmer,ma le cose si complicano;finale apocalittico e assolutamente insulso.
Letteralmente scomparso dopo pochi giorni di programmazione dalle sale e lungamente ignorato anche dalle tv,Tre gocce di sangue per una rosa (La rose ecorchee ovvero la rosa rosea nella versione originale del titolo) è ricomparso qualche anno addietro nel quadro della rivisitazione che il cinema bis ha avuto in seguito all’aumento esponenziale degli amanti del cinema horror.


Che però,nel caso specifico,hanno ben poco da star allegri.
Il cast fa quello che può (poco) ed essendo composto da comprimari finisce per naufragare nella pochezza della pellicola,che rimane opera rarissima da reperire.
In rete c’è una versione pessima in lingua a questo indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=_XXOt8cFtDo&t=1681s in discreta qualità.

Tre gocce di sangue per una rosa

Un film di Claude Mulot. Con Philippe Lemaire, Annie Duferey, Elisabeth Teissier, Anny Duperey Titolo originale La rose écorchée. Horror, durata 91 min. – Francia 1972

Philippe Lemaire …Il Barone Frédéric
Anny Duperey … Anne
Elizabeth Teissier … Moira
Olivia Robin … Barbara
Michèle Perello … Agnès (as Michelle Perello)
Valérie Boisgel … Catherine
Jean-Pierre Honoré … Paul Bertin
Gérard-Antoine Huar …Wilfried
Jacques Seiler … Il poliziotto
Michel Charrel … L’uomo ombroso
Johnny Cacao … Olaf
Howard Vernon …Professor Rhömer

Regia: Claude Mulot
Sceneggiatura: Claude Mulot,Jean Larriaga,Edgar Oppenheimer
Produzione: Edgar Oppenheimer
Musiche: Jean-Pierre Dorsay
Fotografia: Roger Fellous
Montaggio: Monique Kirsanoff

L’ossessa

L'ossessa locandina 3

La bella Daniela è una giovane che frequenta l’Accademia di belle arti;durante una ricognizione in una vecchia chiesa con alcuni restauratori,viene incaricata di rimettere a nuovo una delle due statue lignee custodite nella chiesa stessa.
La sera del trasporto del crocefisso nel suo laboratorio,la ragazza scopre con sgomento che sua madre ha un amante e che ama in particolare i giochi sadomaso.
Sconvolta,si rifugia in laboratorio dove si dedica al restauro di un dipinto.
Mentre è assorta in questa occupazione,la statua crocefissa subisce una trasformazione,si anima e assume sembianze umane.
E’ il diavolo che ha scelto questo mezzo decisamente inconsueto per manifestarsi alla donna.
Così incarnato,l’entità diabolica possiede carnalmente la ragazza e subito dopo,mentre la ragazza non si è ancora riavuta dallo choc,torna ad essere una statua.
Quando Daniela si riprende crede di aver sognato;ma la notte inizia a manifestare sintomi di ninfomania estrema.

L'ossessa 1

L'ossessa 3

L'ossessa 4
Tanto che i suoi genitori decidono di chiamare uno psichiatra che però non riesce a guarirla;dopo un orribile incubo durante il quale
Daniela sogna di partecipare ad un sabba sacrilego nel quale viene nuovamente posseduta dal diavolo.
Il risveglio della ragazza è traumatico;il corpo porta i segni della crocefissione che ha sognato.
A questo punto Mario e Luisa,genitori di Daniela,decidono misure drastiche;chiamano frate Antonio al capezzale di Daniela.
Il prete capisce immediatamente che la ragazza è vittima di una possessione demoniaca e consiglia loro di farla esorcizzare
da padre Xeno.
Così la ragazza viene trasportata in un convento,dove però la situazione precipita.
Preda di una crisi,sfascia la cella in cui è ricoverata e fugge in paese…
Servirà l’intervento di padre Xeno a guarire la ragazza?
Finale ovviamente tragico con tanto di premuta di piselli,un classico.
L’ossessa è un film del 1974,diretto da Mario Gariazzo.
Uno stravagante clone dell’Esorcista di Friedkin capostipite del filone demoniaco uscito nel 1973.
Il successo del film di Friedkin portò alcuni registi italiani a rifare pedissequamente film ispirati al personaggio di Regan,senza però
riuscire a ricreare la cupa,sinistra atmosfera del film americano.

L'ossessa 5

L'ossessa 6
Tra essi possiamo citare L’anticristo di Alberto De Martino,Chi sei? di Ovidio G. Assonitis e proprio l’Ossessa,il più debole dei tre.
Il film parte bene,con la scoperta dei due crocefissi e la descrizione della festa a cui partecipa Daniela.
Ma ben presto tutto svanisce,a partire dalla sequenza in cui l’amante di Luisa,madre di Daniela,frusta la donna stessa con un mazzo di rose
sul letto della donna,nudo ma con tanto di scarpe ai piedi.
Da li in poi il film scivola e poi rotola verso il banale,in una fiera del kitsch che non risparmia più nulla.
Un vero peccato non tanto perchè il film potesse dire nulla di originale,quanto per il buon cast reclutato per lo stesso.
Luigi Pistilli,Gabriele Tinti,Lucretia Love,Cris Avram,Ivan Rassimov e Umberto Raho,oltre alla protagonista Stella Carnacina meritavano
ben altro trattamento.
Manca tensione nel film e le scene di possessione si limitano ad alcune espressioni terrorizzate della Carnacina,in palese imbarazzo e a qualche
trucco di make up davvero sconfortanti.

L'ossessa 7
Non è certo uno z movie, ma un film anonimo e francamente bolso.
Mario Gariazzo farà di molto peggio 4 anni dopo,girando l’allucinante Incontri molto… ravvicinati del quarto tipo;in quanto a L’ossessa vanno
segnalati solo i nudi di Lucretia Love,come al solito molto generosa nell’esposizione del suo corpo e qualche nudità di Stella Carnacina.
Davvero poco per salvare un film da dimenticare

L'ossessa 17

L’ossessa

Un film di Mario Gariazzo. Con Luigi Pistilli, Gabriele Tinti, Stella Carnacina, Lucretia Love, Ivan Rassimov,
Chris Avram, Umberto Raho, Giuseppe Addobbati, Edoardo Toniolo, Andrea Scotti, Piero Gerlini,
Valentino Macchi, Bruna Beani Horror, durata 92 min. – Italia 1974.

L'ossessa banner gallery

L'ossessa 2

L'ossessa 9

L'ossessa 8

L'ossessa 10

L'ossessa 11

L'ossessa 12

L'ossessa 13

L'ossessa 14

L'ossessa 15

L'ossessa 16

L'ossessa 18

 

L'ossessa banner protagonisti

Stella Carnacina… Daniela
Chris Avram … Mario
Lucretia Love … Luisa
Ivan Rassimov … Il diavolo
Gabriele Tinti … L’amante di Luisa
Luigi Pistilli … Padre Xeno,l’esorcista
Gianrico Tondinelli … Carlo
Umberto Raho … Lo psichiatra
Piero Gerlini … Padre Antonio

L'ossessa banner cast

Regia: Mario Gariazzo
Sceneggiatura: Mario Gariazzo,Ambrogio Molteni,Ted Rusoff
Produzione: Paolo Azzoni,Riccardo Romano
Musiche: Marcello Giombini
Fotografia: Carlo Carlini
Montaggio: Roberto Colangeli

L'ossessa banner recensioni

Recensioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Homesick

Esponente del filone esorcistico italiano, in cui il Maligno agisce tipicamente attraverso l’arte (un Crocifisso ligneo da restaurare).
Predomina tuttavia l’aspetto erotico: dalla fresca bellezza della Carnacina – motore dell’azione e della possessione demoniaca – agli incontri sadomaso della coppia adulterina Tinti-Love, con lei che si fa frustare con un mazzo di rose. Il Bene è incarnato dall’eremita Pistilli, il Male da un Rassimov più luciferino che mai e dalla sua sacerdotessa Beani. Molto scarsa la confezione; buone le musiche di Giombini.
Cotola

Pessimo clone italiano de L’esorcista, si perde, dopo un inizio per nulla malvagio, in scene a dir poco ridicole che riciclano goffamente quelle della pellicola di Friedklin.
La regia e la sceneggiatura che sono sotto il livello di guardia. Poco altro da dire se non che sarebbe molto meglio evitarlo.

Undying

Uno dei primi film italiani nati sulla scia dell’Esorcista. L’inizio non è nemmeno malvagio, soprattutto grazie alla bizzarra idea di partenza e al dinamico montaggio, ma ciò che viene dopo non è altro che una fiacca copia del film di Friedkin con un po’ di sesso e di sangue in più e soprattutto con noia e trash ad alti livelli.
Mediocre la protagonista Stella Carnacina, ridicolo Ivan Rassimov nei panni del Diavolo, mentre il povero Luigi Pistilli fa quel che può. Musiche orecchiabili.
C’è di peggio, ma il film è comuque evitabilissimo.
L’opinione di The gaunt dal sito http://www.filmscoop.it

Una bella ciofeca, copia e incolla dell’Esorcista con una Stella Carnacina che più che un’ossessa è costretta a recitare una ninfomane all’ultimo stadio, visti i numerosi pruriti sessuali.
Bassisimo budget e si vede fin troppo bene. Divertenti e briose le scene dell’esorcismo, peccato che avrebbero dovuto far spaventare. Da recuperare forse per gli amanti del trash, materia in abbondanza che caratterizza questa, diciamo, pellicola penosa.

L'ossessa banner foto

L'ossessa locandina flano

L'ossessa locandina 6

L'ossessa locandina 5

L'ossessa locandina 4

L'ossessa locandina 2

L'ossessa locandina 1

L'ossessa lobby card 2

L'ossessa lobby card 1

Le notti del terrore

Le notti del terrore locandina

Il professor Ayres,archeologo e scienziato si aggira nella vasta proprietà del conte George;armato di piccone entra in una grotta e inizia a scavare.Lo sventurato e incauto scienziato non sa che sta profanando un luogo sacro agli etruschi.Poco dopo infatti è assalito da un’orrida creatura,simile ad uno zombie che lo uccide a morsi.
Brusco cambio di scena.
Il conte George ha invitato nella sua villa un gruppo di amici che a bordo di tre auto sbarcano nel maniero; l’atmosfera lieta che si stabilisce tra il gruppo dura poco perchè un’orda di zombie si scaglia su di loro che vengono a poco a poco uccisi e divorati senza pietà.Nono stante tutti i tentativi non riusciranno ad avere la meglio sui furbi zombie che sono guidati proprio da Ayres e che alla fine riusciranno ad avere la meglio.
In estrema sintesi questa è la trama di Le notti del terrore conosciuto anche come Burial ground,o anche come Zombi horror o ancora con la traduzione letterale del titolo ovvero The nights of terror.
Diretto da Andrea Bianchi ne 1981,che in alcune versioni si firma come Andrew White,Le notti del terrore dovrebbe essere una delle tante pellicole che si ispirano al film di Romero La notte dei morti viventi,vero apri pista e padre dei film con zombi.
Film che è un vero e proprio compendio di tutto quello che un regista non dovrebbe fare nel dirigere una pellicola e al tempo stesso una delle cose più raccapriccianti in cui mi sia mai imbattuto.

Le notti del terrore 11

Le notti del terrore 17
E non certo perchè il film sia particolarmente spaventoso per situazioni o immagini.
Derivato da una sceneggiatura rabberciata alla meglio e spesso contraddittoria o fumosa,girato in stretta economia in una villa o al massimo nel suo parco,con attori da recita scolastica e con effetti speciali al limite (abbondantemente superato più volte) del grottesco,Le notti del terrore può ambire senza problemi alla top ten dei film più trash della storia del cinema,alla stessa stregua di pellicole come La bestia in calore o Incontri molto ravvicinati del quarto tipo.
Che ci sia qualcosa di strambo nel film lo si capisce quando troviamo degli etruschi in Inghilterra,si presume che la location sia quella
visto che le tre auto marciano a sinistra.
Il tempo di vedere gli ospiti sistemarsi nella villa ed ecco il Conte a letto con Evelyn,una delle ospiti sorpresi mentre si danno da fare
dal figlio di quest’ultima,Michael,che dovrebbe essere un ragazzino ritardato o poco più.

Le notti del terrore 1

Le notti del terrore 2
L’espressione di sorpresa dei tre è così innaturale da smuovere il sorriso;è il momento esatto in cui ci si rende conto che siamo di fronte ad una pellicola di serie z.
Da questo momento è tutto un susseguirsi di situazioni grottesche e assurde;gli zombie appaiono come esseri primordiali negli istinti
ma dotati di una certa intelligenza,di sicuro più acuta dei viventi che si cacciano in situazioni folli.
Bassa macelleria con scene che dovrebbero essere rivoltanti,zombie che strappano carne e la divorano,con la sequenza madre riservata al finale
delirante;l’incestuoso Michael,trasformato in zombi strappa un pezzo di seno a sua madre che lo ha avvicinato al suo petto nudo!
In mezzo sorrisi per l’improvvisazione che regna sul set e incredulità per quanto si vede sullo schermo.
Andrea Bianchi,a sei anni da Nude per l’assassino che era stato un buon successo e un buon film,tira fuori dal cilindro un film che in maniera
sospetta sembra creato apposta per far sganasciare dalle risate lo spettatore.
Funziona tutto al contrario,come già detto,e sembrerebbe un film diretto da un cine amatore.
Probabilmente, finiti gli anni d’oro del cinema anni 70 Bianchi non ha finanziamenti decenti e così ripiega su un filmaccio rabberciato sotto tutti
i punti di vista.
Sul cast stendiamo un velo pietosissimo;a parte Mariangela Giordano,gli altri commettono errori da principante,come guardare in camera ecc.
Le espressioni di terrore poi sembrano più dovute a problemi intestinali che a tentativi credibili di interpretazione.
In definitiva,uno dei prodotti peggiori in cui mi sia capitato di imbattermi,sconsigliato sotto tutti i punti di vista almeno come horror.
Ma qualche sana risata la strappa.

Le notti del terrore

di Andrea Bianchi (Andrew White).Con Mariangela Giordano,Karin Well,Gianluigi Chirizzi,Simone Mattioli,Peter Bark,Anna Valente.Horror,Italia 1981
Durata 85 minuti

Le notti del terrore 6

Le notti del terrore 4

Le notti del terrore 3

Le notti del terrore 5

Le notti del terrore 7

Le notti del terrore 8

Le notti del terrore 9

Le notti del terrore 10

Le notti del terrore 12

Le notti del terrore 13

Le notti del terrore 16

Le notti del terrore 15

Le notti del terrore 14

Le notti del terrore banner protagonisti

Mariangela Giordano: Evelyn
Karin Well: Janet
Gianluigi Chirizzi: Mark
Simone Mattioli: James
Antonietta Antinori: Leslie
Roberto Caporali: George
Peter Bark: Michael
Claudio Zucchet: Nicholas
Anna Valente: Kathryn
Renato Barbieri: professor Ayres
Mariangela Giordano: Evelyn

Le notti del terrore banner cast

Regia Andrea Bianchi
Sceneggiatura Piero Regnoli
Produttore Gabriele Crisanti
Casa di produzione Esteban Cinematografica
Fotografia Gianfranco Maioletti
Effetti speciali Gino De Rossi
Musiche Elsio Mancuso, Burt Rexon
Scenografia Giovanni Fratalocchi
Trucco Mauro Gavazzi, Rosario Prestopino

Le notti del terrore banner recensioni

Opinioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

Renato

Film horror che assomiglia più ad una commedia demenziale, anche se non credo che la cosa fosse intenzionale…
Decine di zombi in impermeabile e maschera coi vermi assaltano una villa (ovviamente stra-isolata e senza telefono)
decimando i presenti per la nostra soddisfazione. Dialoghi risibili, regìa poverissima e musiche fastidiose… e ciononostante
il film si fa guardare fino alla fine, sempre nell’ormai celeberrima logica del brutto che affascina. Una visione, non di più.
Cotola

Perla imperdibile del trash italiano che vanta numerosissimi estimatori. Il film, infatti, pur essendo davvero brutto, diverte non poco
chi si imbatterà in esso: i dialoghi ridicoli, gli attori impresentabili, l’inverosimiglianza di alcune situazioni
(frutto di una sceneggiatura pessima e grossolana) contribuiscono a renderlo indimenticabile. Se siete in cerca di crasse risate questo è il film che fa per voi.
Ciavazzaro

Un trash che però non riesce a non piacere. Il cast è composto in gran parte da attori cani tolta la bellissima Mariangela Giordano e il bravo Caporali
(che rivedremo qualche anno dopo ne Le Nuove Comiche), ma l’ambientazione nella villa funziona e il sangue scorre copioso. Alcuni trucchi fanno pena, ma mediamente ci si diverte.
Non così orrendo come si può credere a prima vista. Da vedere.
Deepred89

Uno dei capisaldi dell’horror-trash nostrano. Attori cani (ad esser buoni), effetti splatter abbondanti ma rozzissimi, dialoghi esilaranti (molti sono ormai passati alla storia),
regia approssimativa, montaggio pieno di errori (alcuni degni di un dilettante), musiche allucinanti (con effetti in stile fantascienza di serie Zz). Comunque il ritmo è alto e non ci si annoia mai.
E poi c’è Peter Bark, il quale rende il film qualcosa di sublime. Orribile ma imperdibile.
Undying

Il fascino di pellicole come questa sta tutto nell’approssimazione: da quella data dagli interpreti a quella generata da un soggetto fatto con dialoghi allucinati e poco curati.
Andrea Bianchi è stato regista di decine di pellicole (di vario genere) fatte con questo tenore e viene – non a caso – rammentato solo in occasione di questo Zombi Horror (nobilitato dagli effetti speciali del grande Giannetto De Rossi) e del consimile (giallo) Nude per l’assassino… Un film non per nuove generazioni…
Il Gobbo

Notevolissimo. Trionfo di coratella e fegatini, affare della vita per le macellerie fornitrici, e materia di effettacci alla vaccinara davvero squisiti. Uno spettatore superficiale sarebbe incline a pensare che la tecnica sia la stessa del porno: tasto forward e via a cercare le scene clou. Grave errore, perchè il gore è la giusta punizione che la robusta etica del regista commina agli incredibili personaggi.
Ai posteri l’allattamento un po’ esagerato e gli zombi deossoriani con saio, ma non male anche lo scienziato (?) dell’inizio. Mistico.
Puppigallo

Se volete farvi quattro risate, vedendo un gruppo di pseudoidioti, tra i quali, una madre con un figlio che fa più impressione degli zombi, degli zombi etruschi fatti di pongo e cartongesso e un saggio di recitazione da teatrino dei burattini (occhio a ciò che dicono e, soprattutto, a James e alle sue espressioni), ve lo consiglio. Devono però piacervi anche le viscere esposte e i vermi, altrimenti astenersi.
Ah, dovrebbe essere un horror. Ma quando vedi certe scene (i grugni stessi degli zombi; La tagliola da lividi; I frati con sorpresa; Gli zombi organizzati), non puoi che ridere.
Homesick

Dopo gli esempi di Romero, Fulci e Girolami, anche Andrea Bianchi si dedica agli zombi, esseri in putrefazione – qui piuttosto astuti e vigorosi – risorti dall’Aldilà e famelici di carne umana. Squallidissimo, accatastato
su una sceneggiatura (di Piero Regnoli) pressoché inesistente, dialoghi pietosi, trucchi da carro di Carnevale e un cast di impresentabili che comprende, tra gli altri, le divette del soft-core dei poveri Karin Well
e Antonella Antinori e il freak Peter Bark. Roba da chiodi.
L’opinione del sito http://www.filmperpochi.it

Altro film italiano di zombie, questa volta tra più brutti che mi sia capitato di vedere! Conosciuto anche come Zombie Horror annoia dai primi minuti e continua ad annoiare fino alla fine, fatta eccezione per qualche risata che inevitabilmente
le scene assurdo/trash provocano!
Del regista Andrea Bianchi non so praticamente nulla, se non quello che è scritto su wikipedia, quindi non posso nemmeno dilungarmi in un nostalgico racconto sul passato del cinema nostrano, quindi passo direttamente all’analisi del film…
La particolarità del film è che qui gli zombie di questo film sono capaci di utilizzare oggetti o semplici armi, come asce e accette. Questa particolarità però porta solo a scene scontate, alcune delle quali stupidissime, come la morte della
povera cameriera che viene prima inchiodata alla finestra da uno zombie che scaglia il chiodo con una precisione millimetrica, e poi decapitata con una falce! Altra scena memorabile è quella della prima aggressione degli zombie, dove una ragazza
rimane intrappolata in una tagliola che non si sa perchè il conte sistema nel giardino di casa sua… Neanche il make-up degli zombie è convincente.

Le notti del terrore banner locandine

Le notti del terrore locandina 2

Le notti del terrore locandina 3

Le notti del terrore locandina 4

Le notti del terrore locandina 7

Le notti del terrore locandina 8

Le notti del terrore locandina 9

Le notti del terrore locandina 10

Le notti del terrore locandina 11

Le notti del terrore locandina 12

Le notti del terrore locandina 13

Le notti del terrore locandina 14

Le notti del terrore locandina 15

 

Il castello dalle porte di fuoco

Il castello dalle porte di fuoco locandina 5

Tardo gotico uscito nelle sale nel 1971,Il castello dalle porte di fuoco è una produzione low budget diretta da Josè Luis Merino,onesto artigiano del B movie autore,prima di questa pellicola,di una serie di film appartenenti a svariati generi,dall’euro spy al western all’horror.
Molto conosciuto in Italia tra gli amanti del cinema di serie B per Zorro la maschera della vendetta e per Zorro il cavaliere della vendetta,Merino tira giù una pellicola senza grossi sussulti,con pochissimi soldi ma con qualche buona idea.
L’ambientazione è quella tipica del gotico venato di horror,un castello,un misteroso assassino dalle sembianze mostruose
con l’aggiunta di un pizzico (davvero tale)di castigato erotismo.
Tanto da far credere che se girato tra il 67 e il 69 i risultati sarebbero stati più accettabili;negli anni settanta il gotico era ormai tramontato come genere e l’interesse per questo particolare tipo di film era ormai scemato.
Il castello dalle porte di fuoco si apre con la protagonista Ivana Rakowski (l’italianissima Erna Schurer) che viene assunta da un’agenzia per lavorare presso il barone Janos Dalmar,un uomo sul quale corrono strane voci,tutte allarmanti.

Il castello dalle porte di fuoco 1

Il castello dalle porte di fuoco 2
Ivana le apprende immediatamente;si mormora che le donne che hanno avuto a che fare con il barone in passato abbiano tutte
fatto una brutta fine.
Nonostante gli avvertimenti ricevuti,la donna si reca lo stesso presso il castello di Dalmar,che a sorpresa si rivela essere uomo raffinato e a suo modo affascinante.
Ben presto le preoccupazioni di Ivana svaniscono,cosa favorita dall’affiatamento raggiunto con il Barone.
Ma a turbare tutto ecco arrivare la misteriosa morte di Olga,governante del castello,seguita subito dopo dall’altrettanto inquietante morte di Cristiana,una domestica.
Per Ivana è l’inizio di un incubo.
Convinta che dietro la morte delle due donne ci sia Janos,che agirebbe in preda a furiosi attacchi di licantropia,
Ivana decide di trovare una cura per guarirlo.
La notevole attrazione che esiste tra i due porta Janos a chiederle di sposarlo,cosa che Ivana,ormai innamorata di lui accetta di buon grado di fare.
Ma la prima notte di nozze ecco che le morti misteriose delle due donne trovano una spiegazione; mentre Janos è impegnato fuori dal castello,attratto dall’improvviso abbaiare dei cani,Ivana viene assalita da un uomo orribilmente sfigurato…

Il castello dalle porte di fuoco 3

Il castello dalle porte di fuoco 6
Una sceneggiatura abbastanza scontata nel suo svolgimento fa da cornice ad un film che però non delude nonostante la pochezza di mezzi a
disposizione di Merino.
Certo,siamo di fronte ad un puzzle che compone diverse sceneggiature,con il classico laboratorio del dottore che per una volta non è il tradizionale “mad doctor”;c’è il classico “mostro” che uccide per motivi banali,la bellona che si innamora del sospetto e anche l’happy end.
Ma alla fine il risultato non è dei più malvagi.
Pochi colpi di scena,poca suspence ma un andamento lento che per fortuna non annoia.
Curiosa la decisione di affidare il ruolo della dottoressa in chimica alla bellona nostrana Erna Schurer,francamente poco credibile
in tale ruolo in loco della ben più espressiva Agostina Belli,relegata nel ruolo di vittima sacrificale del mostro.
In realtà la Belli aveva alle spalle solo 5 pellicole e in queste non era stata tra le protagoniste,mentre la Schurer,al secolo Emma Costantino era già una piccola star del B movie,con alle spalle film come Le salamandre e sopratutto La bambola di Satana.

Il castello dalle porte di fuoco 8

Il castello dalle porte di fuoco 9
Ma in fondo sono dettagli.
Dscreta la prestazione di Charles Quinney nel ruolo del Barone.
Film completamente dimenticato che è estremamente raro da trovare.
Esistono in rete alcune versione più o meno tagliate,ma tutte in inglese e senza sottotitoli.

Il castello dalle porte di fuoco
Un film di José Luis Merino. Con Agostina Belli, Erna Schurer, Charles Quiney, Christin Galloni, Giancarlo Fantini,
Ezio Sancrotti, Enzo Fisichella Horror, durata 96 min. – Italia 1971.

Il castello dalle porte di fuoco banner gallery

Il castello dalle porte di fuoco 4

Il castello dalle porte di fuoco 5

Il castello dalle porte di fuoco 7

Il castello dalle porte di fuoco 10

Il castello dalle porte di fuoco 11

Il castello dalle porte di fuoco 12

Il castello dalle porte di fuoco 13

Il castello dalle porte di fuoco 14

Il castello dalle porte di fuoco 15

Il castello dalle porte di fuoco banner protagonisti

Erna Schurer: Ivanna Rakowsky
Charles Quinney: Janos Dalmar
Agostina Belli: Cristiana
Cristiana Galloni: Olga
Mariano Vidal Molina: Ispettore

Il castello dalle porte di fuoco banner cast tecnico

Regia José Luis Merino
Soggetto Enrico Colombo, María del Carmen Martínez Román e José Luis Merino
Sceneggiatura Enrico Colombo, María del Carmen Martínez Román e José Luis Merino
Produttore Roger Corman
Casa di produzione Prodimex Film e Órbita Films
Fotografia Emanuele Di Cola
Montaggio Sandro Lena

Il castello dalle porte di fuoco banner recensioni

Opinione tratta dal sito http://www.filmhorror.com

(…) Ecco uno dei tanti film finito (ingiustamente) nello spietato tritacarne della critica più negativa. Negli anni, IL CASTELLO DALLE PORTE DI FUOCO è stato spesso e volentieri bistrattato decisamente più del dovuto.
Intendiamoci, di esaltante o di geniale non c’è davvero nulla, ma la sceneggiatura è solida, Merino è bravo a girare e l’ambientazione gotica funziona. Erna Schurer ha una bella parte e il livello medio di recitazione va ben oltre la sufficienza.
Sarebbe superfluo stare a specificare che non si toccano le vette del cinema di Mario Bava, anche perché tutto scorre in maniera molto semplice e lo stile del regista spagnolo è piuttosto elementare, va però riconosciuto a Merino il merito di
saper creare un certo interesse nello spettatore che, trovandosi a dover fare i conti con un ritmo non certo scoppiettante, può comunque trovare nel film diversi elementi interessanti.(…)

L’opinione di Wang yu dal sito http://www.filmtv.it

Lento come una lumaca,non fa paura,non inorridisce.

L’opinione di Undijng dal sito http://www.davinotti.com

Horror italo-spagnolo che guarda al gotico di casa nostra anche se poi si sviluppa -grazie ad una sceneggiatura quantomeno originale- quasi come un giallo. Lontano da spettri e magioni infestate, Josè Luis Merino punta l’obiettivo sulla misteriosa
figura di un eccentrico Duca e sugli studi (da questi avanzati) centrati sulla ricerca di un elisir di lunga vita. Peccato che il budget (curato da Corman) imponga, prevalentemente, una messa in scena davvero povera, aggravata dalla totale assenza
di trucchi e effetti speciali. Partecipazione italiana per attori (Agostina Belli) e musica (Malatesta).

L’opinione di Il gobbo dal sito http://www.davinotti.com

Il vecchio Merino prende il cast dei suoi Zorro e lo ricicla in un gotico ravvivato da qualche tetta e compilato avendo davanti l’abbecedario del genere. I cui adepti (quorum ego) tutto sommato possono apprezzare, o quantomeno non annoiarsi troppo.
La Schurer chimica è pressappoco sullo stesso piano di Mario Tessuto fisico nucleare.

Il castello dalle porte di fuoco banner foto

Il castello dalle porte di fuoco foto 1

Il castello dalle porte di fuoco foto 2

Il castello dalle porte di fuoco foto 3

Il castello dalle porte di fuoco foto 4

Il castello dalle porte di fuoco foto 5

Il castello dalle porte di fuoco foto 6

Il castello dalle porte di fuoco lobby card 2

Il castello dalle porte di fuoco lobby card

Il castello dalle porte di fuoco locandina 1

Il castello dalle porte di fuoco locandina 2

Il castello dalle porte di fuoco locandina 3

Il castello dalle porte di fuoco locandina 4

Il castello dalle porte di fuoco locandina 6

 

I satanici riti di Dracula

I satanici riti di Dracula locandina italiana 3

Il Professor Van Helsing, studioso addentro alle cose misteriose e ai segreti dell’esoterismo viene contattato da un reparto speciale di Scotland Yard per svolgere una delicata indagine.Si tratta infatti di investigare su una cerchia di uomini potenti della città che frequentano una villa in cui si sospetta accadano strani avvenimenti.
Prima di recarsi nella villa, Van Helsing contatta un suo vecchio amico d’università che risulta essere presente nella lista dei notabili:si tratta del professor Julian Chili,premio Nobel che sta facendo studi su un bacillo in grado di provocare un’epidemia di peste.
La Psychical Examination and Research Group,l’organizzazione a cui fa capo Dracula, il misterioso uomo che guida le fila della stessa in realtà si pone come obiettivo la distruzione dell’umanità;Van Helsing, arrivato nella villa si ritrova a doversi battere contro il vampiro, che dimora nella villa .

I satanici riti di Dracula 1

I satanici riti di Dracula 2
Van Helsing,che è accompagnato da sua nipote Jessica viene sconfitto ma qualcosa cambia improvvisamente le sorti del conflitto…
I satanici riti di Dracula è una produzione Hammer del 1973, l’ottava dedicata al celebre personaggio creato da Bram Stoker.
Ormai prigionieri dell’ambientazione gotico/horrorifica di derivazione transilvanica, i dirigenti della Hammer tentano un’improbabile dimensione post moderna, contaminando l’atmosfera tipica dei film vampireschi con una storia elaborata di congiure scientifiche per annientare l’umanità grazie a un mortale bacillo.
La Hammer affida al regista canadese Alan Gibson il compito di dirigere The Satanic Rites of Dracula tradotto poi letteralmente in Italia come I satanici riti di Dracula e contemporaneamente scrittura Christopher Lee per vestire i panni di Dracula e Peter Cushing quelli del suo celebre nemico,Van Helsing.
Non è un caso,ovviamente,visto che Gibson aveva già diretto il precedente film Hammer dedicato al re dei vampiri, quel 1972: Dracula colpisce ancora! che comunque non si era rivelato un grosso successo al box office.

I satanici riti di Dracula 3

I satanici riti di Dracula 4
E anche questo film alla fine non si rivelò una mossa vincente:nonostante la presenza del duo Lee-Cushing i risultati al box office furono deludenti.
E non certo per colpa del cast ma per una sceneggiatura molto lacunosa e sopratutto lontana dalle atmosfere tipiche dei film con protagonisti i vampiri.
In pratica la miscela vampiri/sangue/sesso, sostituita dal “terrorismo” batteriologico non funzionò e il pubblico in pratica abbandonò il genere, cosa che fece anche Christopher Lee che,fiutato il cambio di gusto del pubblico, non accettò più ruoli del genere mentre Cushing entrò nel cast di La leggenda dei 7 vampiri d’oro, ultimo film vampiresco della Hammer.

I satanici riti di Dracula 5
Tornando al film, di vampiresco non rimane quasi più nulla;Gibson sembra più interessato a mostrare un Dracula fiancheggiatore di poteri forti, quasi un epigono di un dittatore pronto a conquistare il mondo non più con i canini ma con un ben più pericoloso e devastante virus che è in grado di eliminare l’umanità.
Per dare un segno di contiguità con il suo precedente 1972: Dracula Colpisce Ancora! il regista riprende alcuni personaggi già presenti nel citato film come l’ispettore Murray e la nipote del professor Lorrimer Van Helsing Jessica.
Dracula non ha più canini e mantello ma veste come un uomo d’affari,i suoi mezzi di conquista sono cambiati;il protagonista è il doppio petto,come in Hanno cambiato faccia di Corrado Farina, splendido apologo del vampirismo del potere che conquista grazie alle armi del consumismo e del lavoro, della pubblicità e della religione.

I satanici riti di Dracula 6

I satanici riti di Dracula 7
Il risultato finale è un film non riuscito ma con un suo fascino; la contaminazione fra l’horror tradizionale Hammer e il poliziesco/thiller/fantapolitico ha molte pecche ma è comunque ben diretto e ben recitato.
Bene comunque il cast,impeccabile e bene anche sia la fotografia di Brian Probyn che l’ambientazione;un vero peccato che questo film sia in pratica il canto del cigno della Hammer giunto in un periodo in cui ormai l’horror vampiristico era tramontato come genere.La gloriosa casa britannica,che tanto aveva dato alla cinematografia di genere era ormai giunta al capolinea.

I satanici riti di Dracula banner filmscoop
I satanici riti di Dracula
Un film di Alan Gibson. Con Christopher Lee, Peter Cushing, William Franklin, Michael Coles, William Franklyn,Freddie Jones, Joanna Lumley, Richard Vernon, Barbara Yu Ling, Patrick Barr, Richard Mathews, Lockwood West, Valerie Van Ost, Maurice O’Connell, Peter Adair, Maggie Fitzgerald, Pauline Peart, Fionnula O’Shannon, Mia Martin Titolo originale The Satanic Rites of Dracula. Horror, durata 88′ min. – Gran Bretagna 1973

I satanici riti di Dracula banner gallery

I satanici riti di Dracula 8

I satanici riti di Dracula 9

I satanici riti di Dracula 10

I satanici riti di Dracula 11

I satanici riti di Dracula 12

I satanici riti di Dracula 13

I satanici riti di Dracula 14

I satanici riti di Dracula 15

 

I satanici riti di Dracula banner personaggi

Christopher Lee: Conte Dracula
Peter Cushing: Prof. Lorrimer Van Helsing
Michael Coles: Ispettore Murray
William Franklyn: Torrence
Freddie Jones: Prof. Julian Keeley
Joanna Lumley: Jessica Van Helsing
Richard Vernon: Colonnello Mathews
Barbara Yu Ling: Chin Yang
Patrick Barr: Lord Carradine
Richard Mathews: John Porter
Lockwood West: General Sir Arthur Freeborne
Valerie Van Ost: Jane
Maurice O’Connell: Hanson

I satanici riti di Dracula banner cast
Regia Alan Gibson
Soggetto Don Houghton
Sceneggiatura Don Houghton
Casa di produzione Hammer Film Productions
Fotografia Brian Probyn
Montaggio Chris Barnes
Musiche John Cacavas

I satanici riti di Dracula banner recensioni

L’opinione del sito http://www.splattercontainer.com

(…) I Satanici riti di Dracula è la copia quasi perfetta delle tematiche di Hanno cambiato Faccia, il capolavoro di Farina del 1971, un film pregno di importanti messaggi politici. Già da questa sua palese derivazione si comprende come le idee dello script affidate al regista Gibson fossero poche e confuse. Il risultato finale, a discapito di queste premesse, però non è pessimo. Il regista ha sfruttato in maniera ottimale la classica coppia Lee/Cushing con quest’ultimo a reggere quasi da solo tutto il film per colpa di un Lee a tratti leggermente logorato dal suo ruolo. Il mix tra spionaggio e fanta horror tiene sempre alta l’attenzione dello spettatore che è comunque costretto ad affrontare una storia decisamente scontata. Un pizzico di novità ce la fornisce il modo in cui alla fine il bene trionfa sul male; dopo una serie di paletti conficcati tra le tette delle fidanzate di Dracula e una pallottola d’argento che manca il bersaglio non ci si aspetta un’arma così strana come quella usata da Van Helsing per sconfiggere il vampiro. Vi ho rovinato il finale? Dai, non mi dite che non sapevate che alla fine Van Helsing avrebbe vinto?! Siamo salvi.(…)
L’opinione di Thegaunt dal sito http://www.filmscoop.it

Poco soddisfacente questo Dracula adattato ad un contesto più moderno. La trama ha indubbiamente elementi horror, ma l’ossatura principale ricorda più il genere spionistico e fantapolitico. Un mix poco riuscito dove la figura di Dracula perde carisma malgrado Lee e perdipiù penalizzata da una presenza limitata che lo penalizza.

L’opinione di zederfilm dal sito http://www.filmtv.it

Ultimo episodio della saga di casa Hammer sulla figura del Conte Dracula, questo film è considerato dai più un fiasco, principalmente per il fatto di aver portato l’azione ai nostri giorni (così come il precedente 1972 Dracula Colpisce Ancora ): invece il film non è assolutamente male, anzi, è interpretato da un cast di attori eccezionali e bravissimi, ha un inizio sfolgorante quasi da film d’azione e le ambientazioni (anche se non siamo più in Transilvania o nella Londra vittoriana ) sono sinistre e cupe, il che non fa rimpiangere le locations gotiche dei film precedenti. Eccezionali Christopher Lee e Peter Cushing come sempre nei rispettivi ruoli di Dracula e di Van Helsing. Finale memorabile (anche se improbabile). Consigliato ai cultori del genere e agli appassionati di vampiri.

L’opinione di horrormovie.it

Questa volta Dracula si mette a capo di un gruppo di…speculatori edilizi! Il suo vero scopo è quello di riuscire a diffondere sulla terra un morbo letale simile alla peste. Ma, anche stavolta, a rovinare i piani del Principe delle Tenebre ci penserà il suo nemico giurato Van Helsing… Christopher Lee e Peter Cushing si prestano, per l’ennesima volta, ad interpretare i due antagonisti per eccellenza del genere horror Dracula e Van Helsing per questo che è senza dubbio uno dei peggiori e meno riusciti film della Hammer sul mitico Conte. Assolutamente evitabile!

L’opinione di trivex dal sito http://www.davinotti.com

Sorpresa positiva questa produzione Hammer anni 70, in cui vengono sapientemente ed efficacemente coniugati gli “antichi” canoni vampireschi (leggende, croci, pallottole d’argento, etc..) con i “valori” preponderanti del mondo moderno (potere e ricchezza). Il tradizionale vampiro è l’elemento d’unione, poiché viene dal passato per distruggere il futuro (la “morte nera”) per una furibonda “sete” di vendetta. Un po’ splatter, una donna nuda da sacrificare, le donne vampiro incatenate e assetate di sangue… sì, gli anni 70 si fanno proprio vedere!

I satanici riti di Dracula banner foto

I satanici riti di Dracula Peter Cushing

I satanici riti di Dracula Christopher Lee

I satanici riti di Dracula Christopher Lee 2

I satanici riti di Dracula foto 1

I satanici riti di Dracula foto 2

I satanici riti di Dracula foto 3

I satanici riti di Dracula foto 4

I satanici riti di Dracula foto 5

I satanici riti di Dracula foto 6

I satanici riti di Dracula foto 7

I satanici riti di Dracula foto 8

I satanici riti di Dracula lobby card 0

I satanici riti di Dracula lobby card 1

I satanici riti di Dracula lobby card 2

I satanici riti di Dracula lobby card 3

I satanici riti di Dracula lobby card 4

I satanici riti di Dracula locandina americana

I satanici riti di Dracula locandina cinese

I satanici riti di Dracula locandina italiana

I satanici riti di Dracula locandina italiana 2

Il potere di Satana

Il potere di Satana locandina 4

La giovane Lori,sposata con Frank,viene dimessa da un’ospedale;vi è stata ricoverata per qualche tempo in seguito al profondo trauma subito per aver dato alla luce un bambino morto.
In accordo con Frank,Lori decide di allontanarsi dalla città per riprendere le forze e assieme si recano nel villaggio di Lilith.
Su Lilith aleggia una sinistra leggenda, che racconta di una strega che appare casualmente minacciando i bambini,una strega che ha il nome dato al villaggio.
E’ proprio durante il viaggio che Frank e Lori si trovano ad essere testimoni della tragica morte di una ragazza, inseguita dalla strega Lilith e subito dopo ad un rito arcano presieduto da un uomo di grossa mole, un rito nel quale è evocato il principe delle tenebre ed altri demoni.

Il potere di Satana 1

Il potere di Satana 2
Lilith appare come un villaggio pervaso da un’atmosfera ambigua e sinistra;Frank conosce il suo nuovo datore di lavoro,Cato e Lori, che lo conosce subito dopo, inizia a guardare con diffidenza l’uomo.
La donna infatti è certa che il misterioso individuo che stava officiando il rito satanico altro non sia che Cato.
Oltretutto la donna percepisce nettamente l’atmosfera insana che aleggia sul villaggio,diffida della strana gente che lo abita e poco dopo il suo arrivo scopre anche che Cato ha perso un figlio e che il rito che l’uomo stava compiendo ad altro non serviva che a riportarlo in vita.
Cato ha bisogno di Lori perchè la donna, sin dalla nascita, possiede arcani e misteriosi poteri soprannaturali e conta sul suo aiuto per riportare in vita il figlio; ma ecco che Lori….
Il potere di Satana,produzione americana del 1972 diretto dal regista Bert Gordon, distribuito con vari titoli oltre all’originale The Witching o anche Necromancy o Le streghe della luna nera o ancora Magia nera è un horror sciapo e abbastanza monotono che propone per l’ennesima volta la trama trita del villaggio che nasconde il tradizionale segreto mescolato all’espediente delle messe nere celebrate dallo stregone demoniaco.

Il potere di Satana 6

Il potere di Satana 3

Il potere di Satana 4
Lo stregone, il grande Orson Welles e la brava Pamela Franklin che interpreta Lori sono in realtà l’unica nota positiva del film, che scorre senza grossi sussulti verso l’unico colpo di scena, peraltro più volte utilizzato, del finale che lascia aperta ogni possibilità.
Finale che non solo non riscatta un film debole e soporifero, ma che confonde ancor più le acque dimostrando una volta in più che non basta la presenza di un grandissimo del cinema come Welles a riscattare o quantomeno rendere interessante una pellicola.
L’attore americano infatti appare per pochi minuti e comunque probabilmente solo per ragioni alimentari, ovvero per l’assegno staccato dal produttore per assicurarsi la sua presenza, vista l’irrilevanza del soggetto e della sceneggiatura del film.

Il potere di Satana 7

Il potere di Satana 8
Poco altro da salvare, forse le musiche incalzanti; ma la recitazione del cast è ai livelli minimi, mentre la Franklin per l meno fa il suo dovere.
Film tranquillamente trascurabile, anche perchè di difficilissima reperibilità nella versione italiana.

Il potere di Satana
di Bert I. Gordon, con Orson Welles,Pamela Franklin,Lee Purcell,Michael Ontkean,Harvey Jason,Lisa James,Sue Bernard.Horror,Usa 1972 Titolo originale The Witching

Il potere di Satana banner gallery

 

Il potere di Satana 5

Il potere di Satana 10

Il potere di Satana 11

 

Il potere di Satana 12

Il potere di Satana 9

Il potere di Satana 13

Il potere di Satana 14

Il potere di Satana 15

Il potere di Satana banner protagonisti

Orson Welles: Mr. Cato
Pamela Franklin: Lorie Brandon
Lee Purcell: Priscilla
Michael Ontkean: Frank Brandon
Harvey Jason: Dr. Jay
Lisa James: Georgette
Sue Bernard: Nancy

Il potere di Satana banner cast

Regia: Bert I. Gordon
Sceneggiatura Bert I. Gordon, Gail March
Produttore Sidney L. Caplan, Jeffrey M. Sneller, Bert I. Gordon, Gail March, Robert J. Stone
Fotografia Winton C. Hoch
Montaggio John B. Woelz
Musiche Fred Karger, Robert J. Walsh
Scenografia Frank Paul Sylos

Il potere di Satana banner recensioni

L’opinione di Homesick dal sito http://www.davinotti.com

Intruglio occultistico che emana l’aria malsana del villaggio immobile e omertoso, raggrumandosi in videoclips di orge e messe nere e improvvisi lampi di visionarietà al suono delle musiche elettroniche di Rob Walsh. Dai tempi di Suspense Pamela Franklin è cresciuta parecchio ma continua a vedere fantasmi, mentre l’illustre richiamo di Orson Welles si riduce a qualche fugace apparizione e alla sua imponente voce che risuona durante il prologo, purché visto in lingua originale.

L’opinione di Olotiv dal sito http://www.davinotti.com

Un insipido polpettone che si colloca nel filone dell’horror satanico. L’inizio lascerebbe ben sperare, ma la storia – una coppia di giovani sposi, lei possiede poteri speciali, si trasferisce nel villaggio di Lilith, dove il dottor Cato è un personaggio molto influente dedito alla stregoneria – prosegue senza troppi sussulti, colpa anche di una recitazione poco convinta. Si salvano le musiche. Che c’azzecca Orson Welles? Visto in una versione (tagliata?) di 76 minuti.

L’opinione di paulesway dal sito http://www.filmtv.it

Horror satanico con poche novità malgrado una discreta atmosfera: la trama è confusa, la tensione latita assai e gli interpreti raramente sono stati così sprecati, difficile trovare una sola sequenza apprezzabile.

Il potere di Satana banner foto

Il potere di Satana foto 5

Il potere di Satana foto 4

Il potere di Satana foto 3

Il potere di Satana foto 2

Il potere di Satana foto 1

Il potere di Satana locandina 3

Il potere di Satana locandina 2

Il potere di Satana locandina 1

Il potere di Satana lobby card 10

Il potere di Satana lobby card 9

Il potere di Satana lobby card 8

Il potere di Satana lobby card 7

Il potere di Satana lobby card 6

Il potere di Satana lobby card 5

Il potere di Satana lobby card 4

Il potere di Satana lobby card 3

Il potere di Satana lobby card 2

Il potere di Satana lobby card