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C’era una volta il west

C’era una volta il west, quarto film in tema western diretto da Sergio Leone, è un’epopea che celebra in un certo senso la fine di un’epoca, quella del cinema western e ne canta il de profundis,attraverso un’opera straordinaria di gran respiro pur molto dilatata nei tempi cinematografici.

E’ anche un’opera ambiziosa, la prima nella quale Leone ha un budget all’altezza, la possibilità di schierare un cast di livello eccelente ma non solo; vengono chiamati attori di grido,come Henry Fonda,Claudia Cardinale e Charles Bronson che interpreterà il ruolo più intenso della sua carriera.

Un film in cui tutto sembra studiato per ore, fin nei minimi particolari; dagli sguardi dei protagonisti,una delle fissazioni di Leone,all’ambientazione, passando per una colonna sonora che è possibile definire sontuosa,composta dal solito, grande Morricone. Un film che celebra un genere moribondo e che rivolge lo sguardo con nostalgia ad un’epoca ormai irrimediabilmente chiusa, ad un west selvaggio e crudele; ci sono tutti gli ingredienti delle storie classiche, dal cattivo Frank (Fonda), alla bella Jill (Cardinale), dall’uomo della vendetta, Armonica (Bronson), al bandito dal cuore d’oro, Cheyenne.

Personaggi che si mescolano e si integrano in una storia dal canovaccio classico, ormai collaudato.

Una stazione di un paesino del west; tre uomini sono uccisi da Armonica,un misterioso individuo chiamato così per la sua abitudine di suonare lo strumento a bocca. I tre sono in attesa di Frank, un crudele e spietato killer al soldo di Morton, industriale affetto da una tubercolosi ossea,che sogna di congiungere il west da una costa all’altra.Armonica resta ferito leggermente,e si rifugia in una taverna. Qui incontra Jill,una donna completamente spaesata in un ambiente tipicamente maschile (memorabile la scena della tinozza d’acqua, considerata buona solo da bere dal proprietario della taverna) e incontra anche Cheyenne, un fuorilegge che ha una banda con un segno distintivo,uno spolverino. Armonica racconta a Cheyenne di avere ucciso tre uomini con lo spolverino, ma il fuorilegge nega che i tre fossero della sua banda.

Nel frattempo Frank e i suoi uomini sterminano la famiglia McBrain,il padre e i suoi tre figli; McBrain si era da poco sistemato nella zona,dove aveva acquistato dei pezzi di terra e aveva invitato a vivere nel suo ranch Jill che aveva accettato. La donna si fa accompagnare alla fattoria e trova i corpi della famiglia Mc Bain; decide comunque di restare e durante la notte sente,in lontananza, il suono di un’armonica.

Intanto la storia si ingarbuglia; alla fattoria arriva Cheyenne,convinto che qualcuno voglia far incolpare lui e i suoi uomini dell’eccidio;apprende così da Jill le vere motivazioni dell’arrivo della donna,che in realtà è una ex prostituta,convinta da Mc Bain a venire a vivere al ranch. L’uomo le aveva raccontato di essere in procinto di diventare molto ricco. In realtà nel ranch non c’è il becco di un quattrino e la donna che ha già sposato in segreto McBain è la legittima erede del ranch. Nel frattempo Armonica uccide altri due killer di Frank,che erano venuti nella fattoria per eliminare la donna.

 

Frank irretisce Jill e cattura Armonica,che però viene liberato da Cheyenne,che svela all’uomo dall’armonica il piano originario di McBain;acquistare i terreni la attorno,più tutto il necessario per costruire una stazione di posta.McBain era convinto,infatti,che sui suoi terreni sarebbe passata la ferrovia di Morton.

Gli uomini di Cheyenne,usando il materiale che l’irlandese aveva previdentemente acquistato,costruiscono la stazione di posta;nel frattempo lo sceriffo mette all’asta i terreni,che diventerebbero,per soli 500 dollari,di proprietà di Frank,se all’ultimo istante non arrivasse Armonica ad offrire 5000 dollari.I soldi sono quelli della taglia sulla testa di Cheyenne,che viene così catturato dagli uomini dello sceriffo.

Morton corrompe gli uomini di Frank,per sbarazzarsi del killer,ormai fuori controllo;ma inaspettatamente è proprio Armonica a salvarlo.Ma è un espediente,perchè Armonica rivela a Frank di essere il fratello di un uomo costretto a stare sulle spalle di Armonica proprio mentre,con un cappio al collo,ascoltava il suono dello strumento.

Il duello si conclude con la morte del killer,Frank;così Armonica può consegnare a Jill la stazione di posta,proprio mentre arriva il primo treno.La donna è ormai ricca,e invita Armonica a restare con lui.

Ma l’uomo va via con Cheyenne,che nel frattempo si è liberato; ma per Cheyenne non c’è futuro,perchè Morton gli ha sparato e Cheyenne spira tra le braccia di Armonica,proprio mentre il suono della locomotiva, simbolo del progresso, lacera l’aria.

Nelle scene finali,le più alte e liriche dell’intero cinema di Leone, c’è il rimpianto per un mondo in dissoluzione;è proprio la locomotiva,che sostituisce in qualche modo il cavallo,il simbolo della fine di un’epoca, sottolineato dalle struggenti note della mitica colonna sonora di Morricone.

Un film straordinario,epico,grandissimo.Un sogno che dura tre ore,attraverso la violenza tipica del west,genetica e strettamente legata a quel mondo ormai scomparso.I volti di Armonica e di Frank,di Cheyenne e di jill sembrano mescolarsi in una saga che mostra la commozione del regista nel desrivere un mondo selvaggio,con leggi dure,ma in cui i ruoli sono rispettati.E ancora una volta il finale è amaro,ma allo stesso tempo in linea con il racconto.Armonica va via,anche se al fianco di jill potrebbe trovare la felicità e la tranquillità.Ma il richiamo della prateria,dell’avventura,è per lui troppo forte,come per l’uomo senza nome di Per un pugno di dollari,o di Monco,o di Biondo………

C’era una volta il West

Un film di Sergio Leone. Con Charles Bronson, Henry Fonda, Claudia Cardinale, Jason Robards, Gabriele Ferzetti, Paolo Stoppa, Woody Strode, Jack Elam, Keenan Wynn, Enzo Santaniello, Salvatore Basile, Spartaco Conversi, Marco Zuanelli, Al Mulock, Fabio Testi, Frank Wolff, Conrado Sanmartin, Renato Pinciroli, Benito Stefanelli, Aldo Berti, Lionel Stander, Dino Mele, Bruno Corazzari Western, Ratings: Kids+13, durata 167′ min. – Italia 1968.

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C'era una volta il west banner personaggi

Charles Bronson: Armonica
Henry Fonda: Frank
Claudia Cardinale: Jill McBain
Jason Robards: Manuel “Cheyenne” Gutiérrez
Gabriele Ferzetti: Morton
Paolo Stoppa: Sam
Woody Strode: Stony
Jack Elam: Snaky
Al Mulock: Knucles
Marco Zuanelli: Wolbers
Benito Stefanelli: 1° tenente della banda di Frank
Michael Harvey: 2° tenente della banda di Frank
Fabio Testi: membro della banda di Frank
Spartaco Conversi: membro della banda di Frank
Saturno Cerra: membro della banda di Frank
Claudio Scarchilli: membro della banda di Frank
Bruno Corazzari: membro della banda di Frank
Francisco Brana: membro della banda di Frank
Antonio Molino Rojo: membro della banda di Frank
John Frederick: membro della banda di Frank
Salvatore Basile: membro della banda di Frank
Aldo Berti: membro della banda di Frank
Keenan Wynn: Sceriffo
Frank Wolff: Brett McBain
Enzo Santaniello: Jimmy
Simonetta Santaniello: Maureen
Lionel Stander: Barista
Aldo Sambrell: uomo Cheyenne
Lorenzo Robledo: uomo Cheyenne
Luana Strode: donna indiana
Don Galloway: uomo di Frank nel flashback
Claudio Mancini: fratello di Armonica
Dino Mele: Armonica(piccolo)
Tullio Palmieri: carpentiere
Robert Spafford: costruttore
Rafael López Somoza: bigliettaio stazione
Francesca Leone: Donna alla stazione
Raffaella Leone: Donna alla stazione

C'era una volta il west banner cast

Regia Sergio Leone
Soggetto Sergio Leone, Dario Argento, Bernardo Bertolucci
Sceneggiatura Sergio Leone, Sergio Donati
Produttore Bino Cicogna
Produttore esecutivo Fulvio Morsella
Casa di produzione Paramount Pictures, Rafran Cinematografica, San Marco Film
Distribuzione (Italia) Euro International Film
Fotografia Tonino Delli Colli
Montaggio Nino Baragli
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Carlo Simi
Costumi Carlo Simi

C'era una volta il west banner doppiatori

Giuseppe Rinaldi: Armonica
Nando Gazzolo: Frank
Rita Savagnone: Jill McBain
Carlo Romano: Manuel “Cheyenne” Gutiérrez
Bruno Persa: Snaky
Oreste Lionello: Wolbers
Stefano Sibaldi: Sceriffo
Corrado Gaipa: Brett McBain
Cesare Polacco: Barista
Lauro Gazzolo: uomo alla stazione
Roberto Chevalier: Patrick
Anna Rita Pasanisi: Maureen
Sandro Acerbo: Jimmy
Sergio Graziani: uomo Cheyenne
Pino Locchi: 1° tenente della banda di Frank
Glauco Onorato: 2° tenente della banda di Frank
Sergio Tedesco: Uomo della banda di Franl
Vinicio Sofia: Uomo all’asta
Mario Milita: Uomo al funerale

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Chi ne ha accoppati quattro ci mette poco a fare cinque. (Cheyenne)
Come si fa a fidarsi di uno che porta insieme cinta e bretelle… di uno che non si fida nemmeno dei suoi pantaloni? (Frank)
Sai niente di uno che gira soffiando in un’armonica? Se lo vedi te lo ricordi; invece di parlare, suona… e quando dovrebbe suonare, parla! (Cheyenne) [a Jill, parlando di Armonica]
Sai Jill, mi ricordi mia madre. Era la più grande puttana di Alameda e la donna più in gamba che sia mai esistita. Chiunque sia stato mio padre, per un’ora o per un mese è stato un uomo molto felice. (Cheyenne)
Ho visto tre spolverini proprio come questi tempo fa. Dentro c’erano tre uomini. E dentro agli uomini tre pallottole. (Armonica)
Sai solo suonare o sai anche sparare? (Cheyenne)
La calma è la prima qualità per un uomo d’affari. (Armonica)
Suona qualcosa A tuo fratello! (Frank) [mettendo in bocca l’armonica al piccolo Armonica, costretto nel flashback a reggere sulle spalle il fratello sulla forca]
Sai Jill se fossi in te gli porterei da bere a quei ragazzi. Tu non immagini quanta gioia mette in corpo di un uomo una donna come te, anche solo vederla… e se qualcuno di loro ti tocca il sedere, tu fai finta di niente, lasciali fare. (Cheyenne)

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luglio 15, 2008 Posted by | Capolavori, Western | | 7 commenti

Per un pugno di dollari

Per un pugno di dollari è un’opera fondamentale per il cinema.I motivi sono diversi,e sono legati a quell’alchimia magica che fa di un prodotto cinematografico nato senza grosse pretese,con un budget ridottissimo,con attori semi sconosciuti,uno dei capisaldi del cinema,un’opera diventata immortale ben aldilà dei pur rilevanti meriti che possiede.

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Sergio Leone reinventa un genere,il western,che era in grossa crisi e lo rilancia,eliminando l’equivoco dei famigerati indiani cattivi,e sostituendo il personaggio dello sconosciuto senza nome che porta la libertà la dove c’è la tirannia del più forte agli stereotipi sepolti dalla polvere di un cinema datato,quello che voleva i prodi cowboy quasi sempre alle prese con feroci e cattivi pellerossa.

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Stereotipi,appunto. In questo film un pistolero senza nome ( del quale non sapremo mai nulla,nè da dove viene,nè come si chiama,nè il suo passato) arriva a San Miguel,un polveroso e malandato paese di provincia ai confini con il Messico e per prima cosa va a sistemarsi nella locanda del burbero Silvanito,del quale,alla fine,diverra’ amico.

 

Da lui apprende la situazione del paese,stretto tra la morsa della famiglia Royo,capitanata dal crudele e feroce Ramon (un grandissimo Gian Maria Volontè) e quella dello sceriffo Baxter,venditore di alcool,al contrario della famiglia Royo,che traffica in armi.

 

L’uomo senza nome decide di vendersi,per un pugno di dollari,prima ai Baxter e poi ai Royo,in un doppio gioco molto pericoloso;mette ripetutamente le due famiglie contro,ricavandone denaro che darà a Marisol,una bellissima donna prigioniera di Ramon,separata da suo figlio e da suo marito per salvare loro la vita.E’ un gesto di grande generosità;lo straniero senza nome permette alla donna,a suo marito e al piccolo Jesus di lasciare il paese,grazie anche ai soldi che ha ricavato dalle due famiglie. Ma la buona stella che lo ha sorretto fino ad allora sembra abbandonarlo;l’uomo senza nome viene scoperto,e torturato selvaggiamente.si salva,e grazie al becchino del paese,si rifugia al sicuro,in attesa di guarire e di compiere la sua vendetta.

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Ramon e i Royo,convinti che lo straniero senza nome si sia rifugiato dai Baxter,ne approfittano per liquidare i conti,e sterminano tutti i Baxter,compresi la moglie e il figlio.

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E’ arrivata però l’ora della resa dei conti;l’uomo senza nome,rimessosi dalle ferite,affronta ad uno ad uno gli uomini dei Royo,uccidendoli tutti,prima di affrontare Ramon in un duello entrato nella storia del cinema.Ramon spara al cuore dell’uomo senza nome,ma quest’ultimo ha provvidenzialmente indossato una lastra di ferro,e rimane in piedi sotto i colpi di Ramon,che cadrà dopo la famosissima frase;

“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto”.Vediamo se è vero”

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Così come è arrivato,l’uomo va via,in silenzio.Le musiche di Morricone,l’atmosfera carica di tensione nel film,la recitazione senza sbavature,la location spagnola che sembra davvero il Messico,il carsima magnetico di Eastwood sono solo alcune delle componenti di un film che ha segnato un’epoca,quella che spregiativamente venne definita degli spaghetti western,e che invece dette nuova linfa al cinema di genere,scatenando una valanga di epigoni non solo in Italia,ma anche in Usa.Leone,che riprese un soggetto originale di Akira Kurosawa,Yojimbo,creò un un nuovo modo di interpretare il western,basandolo sulla personalizzazione dei vari soggetti,come lo straniero senza nome,una specie di vendicatore dalle buone motivazioni di fondo,un cavaliere della valle solitaria anni sessanta,ma ben lontano dal personaggio impomatato interpretato da Alan Ladd.

La scelta di Eastwood si rivelò intelligente,e contribuì in maniera determinante alla carriera dell’attore.Ecco cosa disse Leone a proposito della sua scelta:

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« Ciò che più di ogni altra cosa mi affascinò di Clint, era il modo in cui appariva e la sua indole. Nell’episodio ‘’Incident of the Black Sheep’’ Clint non parlava molto… ma io notai il modo pigro e rilassato con cui arrivava e, senza sforzo, rubava a Eric Fleming tutte le scene. Quello che traspariva così chiaramente era la sua ‘’pigrizia’’. Quando lavoravamo insieme lui era come un serpente che passava tutto il tempo a schiacciare pisolini venti metri più in là, avvolto nelle sue spire, addormentato nel retro della macchina. Poi si srotolava, si stirava, si allungava… L’essenza del contrasto che lui era in grado di creare nasceva dalla somma di questo elemento con l’esplosione e la velocità dei colpi di pistola. Così ci costruimmo sopra tutto il suo personaggio, via via che si andava avanti, anche dal punto di vista fisico, facendogli crescere la barba e mettendogli in bocca il cigarillo che in realtà non fumava mai.Quando gli fu offerto il secondo film, ‘’Per qualche dollaro in più’’, mi disse:”Leggerò il copione, verrò a fare il film, ma per favore ti imploro solo una cosa: non mi rimettere in bocca quel sigaro!” E io gli risposi:”Clint, non possiamo tagliare fuori il sigaro. È il protagonista!”

Il debito di Leone a Kurosawa c’è,ed è evidente; in realtà Leone utilizza Goldoni,in particolare Arlecchino,ponendo il suo straniero senza nome tra i Baxter e i Royo “I Baxter da una parte,i Royo dall’altra,e io nel mezzo…”,come dice lo straniero senza nome all’inizio del film.

Ma il grande successo di Per un pugno di dollari è anche dovuto all’alter ego di Eastwood,il cattivo di turno,che ha la maschera diabolica,dura e impenetrabile di un magnifico Gian Maria Volontè nei panni di Ramon.

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Per finire va citato ancora una volta Leone,che una volta,in un’intervista,disse;Il cinema dev’essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito” E cosa c’è di più mitologico,di più vero e allo stesso tempo di più attraente del giustiziere che uccide i cattivi in un’orgia di sangue e morte e riporta la giustizia la dove non c’era più? In fondo il grande fascino di Per un pugno di dollari è anche questo.

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Per un pugno di dollari,un film di Sergio Leone. Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch, Wolfgang Luschky, Sieghardt Rupp, Antonio Prieto, José Calvo, Margarita Lozano, Daniel Martin, Benito Stefanelli, Bruno Carotenuto, Joseph Egger, Mario Brega, Aldo Sambrell, Umberto Spadaro
Western, durata 100 min. – Italia 1964

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Clint Eastwood: Joe, lo straniero
Gian Maria Volonté: Ramón Rojo
Marianne Koch: Marisol
José Calvo: Silvanito
Joseph Egger: Piripero
Antonio Prieto: Don Benito Rojo
Sieghardt Rupp: Esteban Rojo
Wolfgang Lukschy: John Baxter
Margarita Lozano: Donna Consuelo Baxter
Bruno Carotenuto: Antonio Baxter
Mario Brega: Chico
Daniel Martín: Josè
Fredy Arco: Jesus
Benito Stefanelli: Rubio
Aldo Sambrell: Dougy
Raf Baldassarre: Juan De Dios
Lorenzo Robledo: Uomo dei Baxter
Antonio Molino Rojo: Uomo dei Baxter
William Thompkins: Uomo dei Baxter
Luis Barboo: Uomo dei Baxter
Francisco Brana: Uomo dei Baxter
Julio Perez Taberneiro: Uomo dei Baxter
Nazzareno Natale: Uomo dei Rojo
Fernando Sanchez Polak: Uomo dei Rojo
Umberto Spadaro: Uomo dei Rojo
Alvaro De Luna: Uomo dei Rojo
Josè Halufi: Uomo dei Rojo
Antonio Pica: Uomo dei Rojo
Manuel Boliche Bermudez: Uomo dei Rojo
Nosher Powell: Cow-Boy
Juan Cortes: Capitano di cavalleria
Edmondo Tieghi: Soldato

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Regia Sergio Leone
Soggetto Sergio Leone, Akira Kurosawa (La sfida del samurai)
Sceneggiatura Sergio Leone, Duccio Tessari, Fernando Di Leo
Produttore Arrigo Colombo, Giorgio Papi
Produttore esecutivo Franco Palaggi
Casa di produzione Jolly Film (Roma) Ocean Film (Madrid), Constantin Film Produktion GmbH (Monaco di Baviera)
Distribuzione (Italia) Unidis
Fotografia Massimo Dallamano, Federico G. Larraya
Montaggio Roberto Cinquini, Alfonso Santacana
Effetti speciali Giovanni Corridori
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Carlo Simi, Sigfrido Burmann
Costumi Carlo Simi
Trucco Rino Carboni, Dolores Clavel (truccatrice)

Per un pugno di dollari banner doppiatori
Enrico Maria Salerno: Joe, lo straniero
Nando Gazzolo: Ramón Rojo
Rita Savagnone: Marisol
Luigi Pavese: Silvanito
Lauro Gazzolo: Piripero
Mario Pisu: Don Benito Rojo
Bruno Persa: Esteban Rojo
Giorgio Capecchi: John Baxter
Anna Miserocchi: Consuelo Baxter
Franco Chillemi: Antonio Baxter
Renato Turi: Chico
Nino Pavese: Josè
Pino Locchi: Rubio
Sergio Graziani: Dougy
Oreste Lionello: Juan De Dios
Ferruccio Amendola: Uomo dei Baxter, Uomo dei Rojo
Glauco Onorato: Uomo dei Baxter
Massimo Foschi: Uomo dei Baxter
Arturo Dominici: Capitano cavalleria
Corrado Gaipa: Uomo nella diligenza
Massimo Turci: Tenente
Dhia Cristiani: Donna messicana

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” Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto! “

” Vuoi diventare ricco eh? Allora sei arrivato nel posto adatto, se sarai furbo; perchè qui tutti sono o molto ricchi o morti.”

” Quando si vuole uccidere un uomo bisogna colpirlo al cuore. ”

” Sono una donna abbastanza ricca per apprezzare gli uomini che si possono comprare. ”

” Devo ancora trovare un posto dove non ci siano padroni. ”

” Fate molto male a ridere: al mio mulo non piace la gente che ride. Ha subito l’impressione che si rida di lui. ”

” Starete come a casa vostra ” ” Spero di no, a casa mia stavo malissimo ”

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luglio 15, 2008 Posted by | Capolavori | | 5 commenti