Orgasmo


Orgasmo locandina

 

Catherine è una ricca e piacente vedova, che giunge a Roma per distrarsi; la cura del suo ingente patrimonio è affidata ad un procuratore amico, Bryan.
La donna si gode il suo relax nella magnifica villa che la ospita, fino a quando un giorno, a guastare il tutto arriva un giovane affascinante, Peter.
L’uomo inizia a corteggiare la donna, che ben presto cede al fascino del giovane; i due quindi vivono assieme qualche giorno di intensa passione, fino a quando  arriva nella villa l’enigmatica Eva, a suo dire sorellastra di Peter.

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Carrol Baker e Lou Castel

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Le cose ovviamente non stanno così: difatti tra i due giovani, Peter e Eva, c’è una evidente relazione, che crea seri problemi di gelosia in Catherine, palesemente in difficoltà davanti al fascino della ragazza.
Tra i tre ben presto nasce un innaturale triangolo amoroso, nel quale è evidente l’interesse dei due giovani verso il patrimonio della ereditiera, che è costretta a subire anche umiliazioni da parte della coppia, che si comporta da padrona di casa, costringendo Catherine a liberarsi della sua severa governante Teresa, per poi spingere la donna verso il consumo e abuso di alcool.

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Peter e Eva decidono così di eliminare Catherine, simulando una disgrazia; a venire loro incontro è anche la tendenza di Catherine all’autodistruzione, quasi la donna sentisse dei sensi di colpa per la morte dell’anziano marito, che la donna stessa tende a coprire abusando di alcool.
I due diabolici amanti decidono così di portare Catherine sull’orlo di un esaurimento nervoso, dopo aver brigato affinchè lo stesso Peter venisse nominato erede universale dei beni di Catherine.

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Il caso vuole che Catherine, semi drogata e in preda ai fumi dell’alcool, salga sul tetto della casa, dove si materializza all’improvviso la figura dell’amico procuratore Bryan, che la solleva e la getta di sotto.
I tre quindi hanno agito di comune accordo, e difatti diventano beneficiari delle fortune di Catherine, ma al solito il diavolo fa le pentole e non i coperchi.
Infatti Peter ed Eva trovano la morte in un incidente d’auto e Bryan scopre che i parenti di Catherine, che hanno sempre sospettato di lei e sono riusciti ad avere le prove che la stessa ha ucciso il suo maturo marito, hanno ottenuto la gestione dei beni della defunta, che spettano loro di diritto.

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Come se non bastasse, la polizia decide di aprire un’inchiesta sulle vere cause del presunto suicidi di Catherine…….
Penalizzato da un titolo morboso e ambiguo, Orgasmo, che in origine doveva chiamarsi Paranoia, e che venne invece distribuito in Italia con il titolo palesemente ammiccante di Orgasmo, è un thriller del 1969 diretto da Umberto Lenzi, che segna l’inizio della fruttuosa collaborazione tra il regista di Massa Marittima e la bionda attrice americana Carrol Baker, famosa in America per l’accostamento a Marilyn Monroe e sopratutto per il film di Elia Kazan Baby Doll – La bambola viva.

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Siamo di fronte ad un film di buona fattura, che centra tutta la sceneggiatura sul complesso rapporto esistente tra Eva, Peter e Catherine, personaggi ambigui le cui personalità sono appena accennate, lasciando allo spettatore la scelta sul come interpretare le loro azioni, che spesso sono motivate da motivi abietti, come l’interesse ecc.
Anche se sceneggiato in maniera incerta, il film ha una notevole tensione, pur presentando passaggi molto lenti, che a tratti spezzano la tensione del film; il mestiere di Lenzi tuttavia è indubbio, e lo si nota sopratutto nella capacità del regista di rendere impenetrabili i tre protagonisti, le cui gesta e le cui motivazioni appaiono sempre pervase da un’ambiguità di fondo, vera forza del film.

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Lenzi considerava questo come uno dei suoi film migliori, ma per il solito caso fortuito, il film ebbe molto più successo all’estero, dove venne distribuito con il titolo Paranoia, cosa che poi generò parecchia confusione allor quando il regista diresse l’opera italiana Paranoia, utilizzando sempre la Baker come sua musa.
Con ParanoiaCosì dolce… così perversa, Orgasmo fa parte della trilogia thriller di Lenzi, probabilmente il migliore dei tre film, anche se va detto che i successivi ebbero maggior successo in Italia; un film pre Argento, che diventerà con L’uccello dalle piume di cristallo il regista italiano di thriller più celebrato.

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Orgasmo resta opera godibile, mantenendo alto lo standard di riferimento delle pellicole di genere, appoggiato al commento sonoro di Piero Umilani, ben interpretato dagli attori protagonisti, ovvero Catherine-Carrol Baker, che da anche un tocco di erotismo molto soft al film ( le scene di nudo più importanti furono montate solo nella versione internazionale), come Lou Castel che interpreta molto bene l’ambiguo Peter Donovan, che si destreggia tra due donne molto diverse ma a loro modo molto seducenti, da  Colette Descombes, una sensuale e diabolica Eva, che però non ebbe una carriera luminosa, e dai due co-protagonisti Tino Carraro, che interpreta il finto amico di Catherine, Bryan e infine Lilla Brignone, l’arcigna governante Teresa.
Qualche cenno sull’abitudine, tutta italiana, di proporre titoli ambigui e ammiccanti per suscitar interesse negli spettatori.

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Orgasmo, nello specifico del film, è inteso come frenesia, non di certo nell’eccezione sessuale della parola; difatti le scene sexy, almeno per quanto riguarda la versione italiana, non va oltre qualche nudità della Baker e qualche scena molto casta sul rapporto saffico tra Eva e Catherine; tuttavia il titolo può ingenerare equivoci, come più volte accaduto in seguito, cosa alla quale lo stesso Lenzi si rifece, girando sempre con la Baker Così dolce così perversa, altro titolo ammiccante con quel “perversa” che stimola più i sensi che la curiosità.
Anche in quel caso si trattò di un thriller, molto lontano dal filone erotico che poi imperversò per tutti gli anni settanta.
Piccoli trucchetti per attirare pubblico, considerando anche l’epoca in cui vennero proposti al pubblico, un periodo storico in cui la censura la faceva da padrone.
Furono tanti, infatti, i film sottoposti a sequestro, spesso con la benedizione dei produttori, che vedevano in questo un formidabile veicolo pubblicitario.

Il film è disponibile in versione completa su Youtube in una versione accettabile all’indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=u89kGjN5Idc

Orgasmo, un film di Umberto Lenzi. Con Colette Descombes, Tino Carraro, Carroll Baker, Tina Lattanzi, Lou Castel, Franco Pesce, Lilla Brignone, Calisto Calisti, Gaetano Imbrò, Jacques Stany
Giallo, durata 91 min. – Italia 1969.

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Orgasmo banner protagonisti

Carroll Baker    …     Catherine West
Lou Castel    …     Peter Donovan
Colette Descombes    …     Eva
Tino Carraro    …     Bryan Sanders
Lilla Brignone    …     Teresa
Franco Pesce    …     Martino
Tina Lattanzi    …     Zia di Catherine
Jacques Stany    …     Ispettore

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Regia: Umberto Lenzi
Sceneggiatura: Umberto Lenzi, Ugo Moretti, Marie Claire Solleville
Produzione: Salvatore Alabiso
Musiche: Piero Umiliani
Art Direction :Giorgio Bertolini



Morboso (per l’epoca) e lentuccio. Lo trovo inferiore a Paranoia (il migliore) e a Il coltello di ghiaccio. Certo: la Baker è bella e intensa, Castel è bravo, il colpo di scena finale è notevolissimo (ma forse il film doveva chiudersi lì), però ci si arriva stavolta con lentezze e ripetitività che, specialmente a causa dell’abitudine ai più convulsi ritmi odierni, lo rendono meno gustoso delle pellicole prima citate. Fra le cose gradevoli i riferimenti a situazioni pressoché identiche presenti nel leggendario Che fine ha Fatto Baby Jane?

Primo esemplare (diretto da Lenzi, che già la Baker presenzia – lo stesso anno – nel film di Romoli, sceneggiato dal grande Gastaldi: Il Dolce Corpo di Deborah) di un trittico morboso (per l’epoca del girato) per l’insistenza di nudi associati a questioni ereditarie (qua fratello e sorella tentano di indurre una ricca vedova al suicidio per impossessarsi dei suoi beni). Leggermente farraginoso, per via d’una lentezza indotta dal tema narrativo e per dialoghi eccessivamente dilungati, resta esemplare di rilievo nel contesto pre-Dario Argento.

Archetipo e vertice del giallo complottista lenziano, garantisce una tensione senza cedimenti, grazie alla morbosa crudeltà che si insinua nei soffocanti rapporti tra la vittima e i due amanti-aguzzini. La Baker, vedova ricca e fragile e la coppia di giovinastri-seduttori Castel e Descombes costituiscono un bel trio di protagonisti, appoggiati dal sempre ottimo Carraro e dalla scontrosa Brignone. La regia adotta uno stile eclettico e dinamico, con montaggi caleidoscopici e addirittura una parentesi che si richiama al gotico.

Fa parte di una sorta di trilogia (insieme a Paranoia e a Così dolce… così perversa) ed è il migliore dei sexy-thriller lenziani. Pur non essendo particolarmente originale (gli spettatori più smaliziati non dovrebbero metterci molto a capire il “gioco”) il meccanismo funziona ed intrattiene piacevolmente, fino ad arrivare al bel colpo di scena finale. Si è mantenuto molto bene nel tempo. Musiche, tartassanti, di Umiliani. Bravi i protagonisti. Una piccola chicca da recuperare.

Bel thriller erotico di Lenzi, piacevole ed intrigante per tutta la durata. La sceneggiatura è ben struttutata e scorre senza intoppi fino ad un colpo di scena svelato magistralmente, a cui segue un’inutile postilla. Buona la regia e bravi gli attori. Bella colonna sonora di Piero Umiliani. Alcune idee (come la cena servita alla protagonista: là c’era un topo, qui un ranocchio) sono riprese da Che fine ha fatto baby Jane?. La versione americana contiene scene più spinte, ma è tagliata di gran parte del finale.

Lenzi si dedica ad un’opera alquanto insolita. Una donna ereditata una profonda ricchezza dal defunto marito, fa la conoscenza di due baldi giovani che la tenteranno e la usano per i loro giochi. Tutto per un semplice interesse… Il cast è buono e ricorda lontanamente alcuni film di oggi. Salvabile e da vedere.

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