Hollywood Babylon


Un film/documentario dal titolo eloquente, Hollywood Babylon ovvero Hollywood Babilonia, che riprende fedelmente sia il titolo del romanzo omonimo di Kenneth Anger del 1958 che la trama del libro stesso.
Una pellicola che descrive la Hollywood dei primi anni di vita attraverso le vicende personali di molti attori che ebbero fama e gloria dalla Mecca della celluloide, ma che ebbero anche la vita distrutta dagli eccessi legati all’improvvisa fama e ricchezza che la matrigna Hollywood dispensò con spropositata magnanimità.
Sono gli albori del cinema; i film sono rigorosamente in bianco e nero e ovviamente muti e le star che popolano questo mondo affascinante e luccicante si chiamano Buster Keaton o Charlie Chaplin solo per citare i famosissimi o anche Olive Thomas e Roscoe “fatty” Arbuckle.


Attraverso il documentario ci avventuriamo in un mondo che dietro la scintillante opulenza e la fama che distribuisce a larghe mani, nasconde un sotto bosco fatto di eccessi di droga e alcool, perversioni sessuali e altro.
Il film ovviamente privilegia l’aspetto scabroso delle varie storie e inserisce fra le varie vicende dei protagonisti che occuparono per mesi le prime pagine dei giornali americani, scenette tratte dai film interpretati dagli stessi protagonisti.
Le vicende private sono invece girate con attori professionisti, che in qualche modo ricordano anche nelle fattezze del corpo i personaggi a cui si ispirano.
Cosi l’attore che interpreta Arbuckle ha praticamente la stessa stazza del bravissimo e sventurato idolo degli anni 20 e lo stesso si può dire per gli altri interpreti.


Viene privilegiata la parte morbosa delle varie storie, con una mole impressionante di nudi intervallati da vignette o sketch dell’epoca; alcune storie vengono proposte con nome e cognome dei protagonisti, altre invece ammiccano molto esplicitamente senza tuttavia rendere pubblici i nomi dei protagonisti.
Il grande regista Von Stronheim (interpretato da un attore che rende immediatamente riconoscibile lo stesso) viene visto come un pornografo, Marlene Dietrich (che all’uscita del libro era viva e vegeta) come una lesbica depravata sorpresa in atteggiamenti intimi con Maria Arnold, Charlie Chaplin viene visto attraverso il resoconto della relazione scandalosa a tre con William Randolph Hearst, Marion Davies e lo stesso leggendario interprete di Charlot.
Lo stesso Chaplin (non menzionato esplicitamente) è descritto come “sessualmente dotatissimo”, mentre di William Randolph Hearst viene raccontato anche l’episodio di cronaca che lo vide coinvolto in un episodio di cronaca nera, la morte del produttore Thomas Ince avvenuta a bordo della sua barca.


Sia il regista del film, Van Guylder, sia lo scrittore Anger adombrano il sospetto di un gigantesco insabbiamento delle vere cause della morte di Ince, naturalmente nascondendo con cura ogni riferimento all’editore miliardario.
Viceversa, il caso della sventurata Olive Thomas è trattato apertamente.
Lo scandalo che seguì alla morte dell’attrice ventiseienne fu un autentico ceffone per la morale ben pensante americana.
Olive, che aveva sposato Jack Pickford, attore fratello della fidanzata d’America Mary Pickford, morì per una dose letale di farmaci dopo aver passato una notte di baldorie con il marito.
All’epoca dei fatti si parlò di dipendenza da parte della coppia da droghe e alcool e sì adombrò il sospetto che l’attrice fosse morta per un’overdose.


Nello stesso modo viene trattata la vicenda di Roscoe “fatty” Arbuckle, la stella del muto famosa per le sue dimensioni corporali e per la simpatia che ispirava il suo personaggio goffo e gioviale.
L’attore venne travolto dallo scandalo seguito alla morte dell’attricetta Virginia Rappe, trovata morta all’interno di una camera d’albergo in cui l’attore aveva organizzato una festa.
La donna morì di peritonite, come venne accertato dal medico legale, ma numerose illazioni attribuirono la morte di Virginia ad un gioco erotico fatto con l’attore, che le avrebbe inserito nelle parti intime una bottiglia di champagne, cosa che le avrebbe provocato ferite mortali.


Arbuckle venne sottoposto a tre gradi di giudizio e definitivamente assolto dall’infamante accusa, ma ne ebbe la carriera stroncata tanto che, nonostante l’aiuto dell’unico amico rimastogli, Buster Keaton, rimase ai margini di Hollywood fino a morire di crepacuore ad appena 47 anni.
Chiunque voglia approfondire l’argomento, può leggere l’articolo che ho scritto sul caso Arbuckle a questo indirizzo : http://paultemplar.wordpress.com/2008/11/11/fatty-roscoe-arbuckleuno-scandalo-a-hollywood/
Nel documentario non se la cava bene nemmeno lo sceicco bianco, il leggendario Rodolfo Valentino che viene visto come un voyeur quasi impotente.


Anche se non menzionato esplicitamente, esce con le ossa rotte dal film il leggendario interprete di Charlot, Charlie Chaplin; nella parte dedicata a lui viene in pratica additato al pubblico ludibrio per la relazione scandalosa con Mildred Harris, che aveva 17 anni quando i due ebbero un’intensa relazione. Il film racconta dello scandalo evitato solo per il matrimonio riparatore a cui il grande attore venne costretto, principalmente perchè la donna rimase incinta. Chaplin era sulla cresta dell’onda e uno scandalo avrebbe potuto significare la fine della sua carriera.


Chaplin esce con le ossa rotte dal racconto di Anger; l’attore è visto come un depravato che costringe la giovane moglie ad assistere a rapporti sessuali con altre donne, oppure a farle praticare contro voglia sesso orale.
In pratica Hollywood Babylon è una specie di pamphlet in cui confluiscono tutti i vizi privati (divenuti poi pubblici) della Mecca del cinema; in fondo non c’è molta differenza tra il libro e quindi il film e un moderno settimanale scandalistico di gossip.


Se il dorato mondo della celluloide viene visto come luogo di perdizione, in cui i valori morali valgono zero, i protagonisti più acclamati dell’epoca sono osservati al microscopio come degli insetti.
Sono dei depravati, tossicomani ed alcolizzati, pronti a tuffarsi in orge e a bere fiumi di alcolici, stupratori e profittatori (il famoso sofà delle dive), deboli e pavidi e al tempo stesso schiavi di vizi innominabili.
Hollywood esce con le ossa rotte da questa narrazione, che risparmia ben poco dei miti dell’epoca d’oro del muto.
Veniamo al film.
Tutto è trattato con leggerezza sospetta e sopratutto con una mega esposizione della parte più pruriginosa, il sesso.
Il film non fa del moralismo, ma fa semplicemente dello scandalo la sua bandiera, esponendo al pubblico disprezzo overdose di donne nude colte in atteggiamenti espliciti con i vari protagonisti degli scandali.


Nel caso di Olive Thomas vediamo il cameriere dell’hotel dove l’attrice soggiornava con il marito rinvenire il corpo senza vita della donna; il cameriere ovviamente scopre che l’attrice, sotto la vestaglia, è completamente nuda e così la lascia fino all’arrivo della polizia.
Arbuckle consuma la violenza sulla Rappe con una bottiglia e poco importa che la cosa non fosse vera: basta semplicemente il sospetto e poichè l’attore è morto da tempo ecco che viene mostrato come un depravato senza freni.
Film pruriginoso quindi, in cui confluiscono sesso a gogò e depravazioni sessuali illustrate però con una certa ricercatezza; non si arriva mai all’esplicito, anche se purtroppo non posso dire se nella versione originale questi particolari fossero presenti.
Il film infatti non mi risulta sia mai stato riversato integralmente in dvd, mentre la stessa versione del film in italiano è praticamente introvabile.
Teniamo conto che il film stesso uscì nelle sale italiane nel 1972 e la presenza massiccia di nudi ed atti sessuali sicuramente non passò inosservata alla vista dei censori.


La recitazione degli attori è pressochè totalmente corporale, per cui è inutile rimarcare qualche personaggio meglio interpretato.
In ultima analisi, Hollywood Babylon è un film per voyeur morbosi o per cultori dello scandalo e del gossip.

Hollywood Babylon, di Van Guylder, con Roger Gentry,Myron Griffin,Uschi Digard,Marland Proctor,Maria Arnold,Jane Allyson Documentario,Usa 1972

Roger Gentry …Big Daddy / Bartender
Myron Griffin … Charlie Chaplin
Uschi Digard … Donna al Party / Marlene Dietrich
Marland Proctor … Wally Reid
Maria Arnold …Donna al Party /Ragazzahe partecipa all’orgia
Jane Allyson ..Ragazza al party di Arbuckle’s
Nora Wieternik … Ragazza al party
Suzanne Fields …Ragazza al party / Mildred Harris /

Regia: Van Guylder
Sceneggiatura: L.K. Farbella
Romanzo: Kenneth Anger
Produzione: L.K. Farbel,Roger Gentry,Van Guylder,Marvin Miller
Musica: Allan Alper
Montaggio: Henning Schellerup

Il libro omonimo di Angers

Wally Reid

Charlie Chaplin

L’attore Roscoe Arbuckle

Rodolfo Valentino

Due foto della grande attrice del muto Theda Bara

Gli studi della Universal

quelli della Paramount

… e quelli della MGM

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