La bella e la bestia (Luigi Russo)


Quattro storie che sembrano essere prese di peso dal Decameron di Boccaccio costituiscono l’ossatura di questo film di Luigi Russo del 1976, che alla sua uscita ebbe problemi di censura tali che il film stesso arrivò nelle sale solo sul finire del 1977.
Il motivo dell’intervento censorio a ben vedere non ha molte ragioni d’esserci; il film di Russo, pur contenendo molti nudi femminili, non abbonda di situazioni erotiche ai limiti della morale censoria o di scene particolarmente ardite.
Probabilmente a scatenare le forbici dei fustigatori dei pubblici costumi e nello specifico dei difensori ad oltranza della korale cinematografica fu la trattazione di due argomenti specifici contenuti nella pellicola, ovvero la bestialità e la sodomia.
Che non sono affatto resi espliciti,anzi.

Brigitte Petronio

Il film è diviso in 4 segmenti specifici, intitolati nell’ordine La schiava, Zooerastia, La fustigazione e La promessa.
Sembrerebbe uno dei tanti decamerotici dei primi anni settanta, ma in questo caso il film approda nelle sale 4 anni dopo la fine del genere basato sulle novelle boccacesche e quasi in contemporanea con il film di Walerian Borowczik La bestia (1975) del quale riprende molto alla lontana il titolo e una delle attrici del film, Lisbeth Hummel che vi aveva interpretato la giovane Lucy Broadhurst, la ragazza che scopre il terribile segreto di Mathurin de l’Espérance.
Russo quindi riprende due dei motivi del film di Borowczik probabilmente con un tantino di malizia e con un occhio al botteghino, ma discostandosi totalmente dal film del regista polacco.
Nel primo episodio, intitolato La schiava, vediamo lo Zar russo invaghirsi di una delle sue schiave. L’uomo decide di averla ad ogni costo, ma di fronte alla gelida reazione della ragazza che gli si porge freddamente decide di riscaldarle il cuore promettendole di esaudire un qualsiasi suo desiderio.


La donna, con poca intelligenza estorce allo Zar la promessa di elevarla per un giorno al rango di supremo capo dello stato; con ancor meno intelligenza la ragazza ne approfitta per umiliare il suo re e per concedersi sotto ai suoi occhi ad un forzuto schiavo di colore.
Dopo la scadenza delle 24 ore concesse alla ragazza lo Zar la fa incatenare, uccidere e dare in pasto ai cani.
In Zoerastia la protagonista è un’altra splendida ragazza, Barbara, sposata ad un nobile molto più anziano di lei.
Il gelosissimo uomo, scoperta la moglie in palese adulterio con lo stalliere dopo aver costretto l’uomo al suicidio, fa denudare la moglie e la rinchiude in una stanza protetta da sbarre con due cani ed un cavallo.
Costretta a vivere rinchiusa, nutrita solo da cibo che il marito le getta sprezzantemente sul pavimento, la ragazza ben presto impazzisce e inizia a guardare in maniera morbosa il suo cavallo…


Il terzo episodio si intitola La fustigazione e racconta (probabilmente) l’iniziazione sessuale di Leopold von Sacher-Masoch.
Vediamo il giovane alle prese con una dura punizione corporale inflittagli dal suo insegnante e in flash back scopriamo che il giovane aveva avuto la sua iniziazione ai piaceri masochistici dalla madre, che Masoch aveva scoperto in atteggiamenti intimi con il suo amante.
Frustato a sangue dalla stessa madre, Masoch si era reso conto di aver provato un sottile piacere durante la punizione.
Così, in compagnia di una giovanissima amica, aveva continuato a spiare la madre.
La ragazza, inizialmente inorridita dalla scena, aveva finito per condividerne i gusti sessuali, diventando ben presto la compagna di giochi erotici del giovane Masoch.


L’ultimo episodio, La promessa, è fatto tutto di sguardi e parole non dette. Racconta la storia di una giovane sposa che il giorno prima del suo matrimonio decide di concedersi ad un antico amore, suo cugino.
Il quale, rispettando la verginità della ragazza, aveva provveduto in modo alternativo a serbarla pura…
La bella e la bestia è un film di una certa eleganza formale, con una bella fotografia (ancora un parallelo con il film di Borowczik) e una discreta colonna sonora opera di Piero Umiliani.
Ma risente anche eccessivamente della quasi inesistenza dei dialoghi e di una mancanza di azione di qualsiasi genere che lo rendono un film mortalmente soporifero.


Se il primo episodio fila via tutto sommato abbastanza discretamente, nel secondo assistiamo ad una inversione di tendenza; le lunghe inquadrature dedicate alla prigione della sventurata adultera finiscono per far sbadigliare il più paziente degli spettatori, mentre il regista inquadra per vari minuti Lady Barbara che si aggira con lo sguardo folle attorno al suo cavallo osservata dai due cani che condividono la prigionia.
Il terzo episodio è più pruriginoso che altro, con i due giovincelli intenti a spiare la madre di Masoch impegnata a trastullarsi da prima in atti autoerotici e poi in compagnia dell’amante.
L’ultimo episodio è assolutamente da dimenticare, visto che è recitato malissimo su un soggetto di partenza di per se prevedibile e poco attraente.
La somma finale quindi porta il film a sfiorare appena la mediocrità; non bastano infatti i pregi elencati ovvero l’eleganza e la forma.
Manca completamente la sostanza e il tempo in cui visioniamo la pellicola sembra scorrere al rallentatore.
Il sanremese Luigi Russo aveva nel passato diretto altri tre film a sfondo blandamente erotico come Morbosità,I sette magnifici cornuti e La nuora giovane; contemporaneamente aveva scritto alcuni soggetti per il cinema decamerotico, Decameron No. 2 – Le altre novelle di Boccaccio, Il decameron No. 3 – Le più belle donne del Boccaccio (sicuramente uno dei più raffinati decamerotici) e Finalmente… le mille e una notte. Possedeva quindi la necessaria preparazione per dirigere un film appetibile, almeno nei limiti del cinema di genere.
Ci riesce davvero solo in parte confezionando un prodotto che in seguito avrebbe avuto più fama per le traversie a cui ho accennato all’inizio che per i valori intrinseci del film, a qualsiasi livello vogliano essere portati.
A distanza di 35 anni anni dalla sua uscita, gli spettatori di oggi molto difficilmente riuscirebbero a seguire per intero la pellicola senza farsi cascare irrimediabilmente le palpebre.

La bella e la bestia, di Luigi Russo, con Lisbeth Hummel,Anna Maria Bottini,Franca Gonella,Philippe Hersent,Alba Maiolini,Brigitte Petronio Erotico,Italia 1977

Lisbeth Hummel … La schiava (episodio “La schiava”) / Varvara (episodio “Zooerastia”)
Anna Maria Bottini … La madre di Giovanna (episodio “La promessa”)
Franca Gonella … Giovanna (episodio “La promessa”)
Philippe Hersent … Il principe (episodio “Zooerastia”)
Claudio Undari … Lo zar (episodio “La schiava”)
Alba Maiolini … Serva (episodio “La schiava”)

Regia: Luigi Russo
Musiche:Piero Umiliani
Produzione: Luigi Mondello
Montaggio:Aldo De Robertis

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: