Filmscoop

Tutto il mio cinema

L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane, le maritate e… i cornuti contenti

laretino-nei-suoi-ragionamenti-loc-1

Tra il 1971 e il 1974 sugli schermi approdarono un’infinità di film “decamerotici“, sotto genere della commedia sexy originati dal successo del Decameron di Pasolini, che dette il via ad una pletora di prodotti di scadente qualità.
Pellicole realizzate alla buona, spesso con attori e attrici alle prime armi e con set ricavati da produzioni precedenti.
Probabilmente il loro numero si aggira attorno alle 60 unità, anche se ad oggi manca un elenco ragionato del genere.
Molti prodotti del filone con il passare degli anni sono stati rivalutati,ragion per cui oggi si assiste ad una ripresa in grande stile delle programmazioni tv con titoli ripresi proprio da questo particolare genere cinematografico.
L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane, le maritate e… i cornuti contenti di Enrico Bomba esce nel 1972,nel pieno della produzione dei film dedicati al Boccaccio,a Caucher e all’Aretino, che in questo film a dire il vero c’entra di straforo.
Film di scarso o nullo valore,va detto subito.

laretino-nei-suoi-ragionamenti-3

laretino-nei-suoi-ragionamenti-4
Come sostiene il Centro cattolico nelle sue “Segnalazioni cinematografiche“,il film è uno “Squallido esempio della inettitudine professionale di chi lo ha ideato, diretto e interpretato, il film offende, ancor prima che il sentimento morale dello spettatore, la sua intelligenza. Costruito su una parvenza d’intreccio, privo di un minimo di comicità o umorismo, afflitto da recitazione goffa e impacciata e dalla insulsaggine dei dialoghi, esso si limita a snocciolare le solite situazioni triviali proprie del genere boccaccesco e a fornire agli interpreti i più insulsi pretesti per esibirsi al naturale.
Giudizio netto che però sento di poter sottoscrivere.
Pietro Bomba,regista laziale puro sangue essendo nato ad Amatrice,non ha lasciato segno nel cinema italiano se non per 6 regie fatte tra il 1952 e il 1973,due delle quali riguardano proprio il genere decamerotico,il film in oggetto e la sua ultima direzione cinematografica,Le mille e una notte… e un’altra ancora! del 1973.
Film di scarsissismo o nullo valore,quindi,questo L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane,caratterizzato da una regia scialba e amatoriale e da una storia praticamente inesistente,da un cast attoriale assolutamente sotto il limite della decenza.
Qualche nudo,risate zero e una storia inesistente;questo il succo di una pellicola ricomparsa casualmente proprio in virtù della strana rivalutazione del filone decamerotico,che davvero non ha lasciato che uno striminzito lotto di pellicole decenti,non più di sei o sette in globale.

laretino-nei-suoi-ragionamenti-6

laretino-nei-suoi-ragionamenti-7

laretino-nei-suoi-ragionamenti-8
La trama:
Madonna Violante,una donna avanti negli anni decide di andare a trovare le sue quattro figlie,tra le quali una,Florinda,è una ragazza di colore concepita durante un assalto ad una nave capitanata da un pirata di colore.
Durante il viaggio la donna decide di fermarsi da un’amica,che però le da brutte notizie sulle sue figlie;Vanna,la prima,ha osato sedurre un pio eremita e per questo è stata costretta a rifugiarsi in un convento e fingersi posseduta dal demonio per evitare la legittima furia degli abitanti del luogo che venerano l’eremita come un sant’uomo.
La seconda figlia,Lorenza,sposata ad un commerciante lo ha tradito con un maestro ed è riuscita a ottenere il perdono del marito solo toccandolo nell’unica cosa che interessa l’uomo,le venali ricchezze materiali.
La terza,Armida ha fatto di peggio,tradendo spudoratamente il marito con un mucchio di uomini e per un pelo non ha ammazzato il marito stesso facendogli rompere una gamba pur di congiungersi con i suoi amanti.
L’ultima,Florinda,ha dovuto subire le attenzioni non richieste di un vecchio e abietto prelato ed è quindi scappata dal convento grazie all’aiuto dell’Aretino,a cui alla fine ha concesso il proprio corpo.
I due,assieme,raggiungeranno le tre sorelle e la madre di Florinda.

laretino-nei-suoi-ragionamenti-13

laretino-nei-suoi-ragionamenti-14
Brutto in maniera inguardabile,L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane, le maritate e… i cornuti contenti mantiene poco e realizza ancora meno.
Forse,con un cast adeguato,qualcosa la si poteva tirare fuori ma in questa pellicola è come cavare un ragno dal buco.
Tutti sotto lo standard della decenza,fatta eccezione per Marisa Traversi (che molti ricorderanno nel ruolo di Bruna l’amante del Perozzi in Amici miei) mentre la peggiore in assoluto è Joyce Geraldine Stewart,qui nella seconda e ultima recitazione in carriera.
Il che è una fortuna,alla luce dell’assoluta incapacità attoriale mostrata.
Per gli amanti del genere il film è disponibile su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=T4DI1ZQOnWo&t=9s in una versione
decisamente buona.
L’Aretino nei suoi ragionamenti… sulle cortigiane, le maritate… e i cornuti contenti

Un film di Enrico Bomba. Con Marisa Traversi, Luciano De Ambrosis, Geraldine Stewart, Fiorella Masselli, Wilma Truccolo, Giancarlo Badessi, Franca Gonella Commedia, durata 80 min. – Italia 1972

laretino-nei-suoi-ragionamenti-banner-gallery

laretino-nei-suoi-ragionamenti-1

laretino-nei-suoi-ragionamenti-2

laretino-nei-suoi-ragionamenti-5

laretino-nei-suoi-ragionamenti-9

laretino-nei-suoi-ragionamenti-10

laretino-nei-suoi-ragionamenti-11

laretino-nei-suoi-ragionamenti-12

laretino-nei-suoi-ragionamenti-15

laretino-nei-suoi-ragionamenti-banner-protagonisti

Luciano De Ambrosis: Pietro Aretino
Geraldine Stewart: suor Florinda, quarta figlia segreta di Violante
Fiorella Masselli: Violante
Marisa Traversi: Antonia
Wilma Truccolo (Karin Well): Lorenza
Silvio Spaccesi: Cecco, marito di Lorenza
Giancarlo Badessi: pedagogo
Franca Gonella: Vanna
Piero Maria Rossi: eremita
Giuliana Giuliani: Armida
Rossano Campitelli: Giambattista, marito di Armida
Vinicio Sofia: brigante grasso
Sergio Parlato: brigante smilzo
Antonio Vicalvi: brigante nano Adone
Diego Della Valle: Guidotto, servo di Antonia
Claudia Magli: ostessa Carola
Giorgio Favretto: Galdino, amico di Pietro Aretino
Enrico Miotti: oste
Nino Scardina (non accreditato): amico di Cecco

laretino-nei-suoi-ragionamenti-banner-cast

Regia Enrico Bomba
Soggetto Odoardo Fiory,
Enrico Bomba
Sceneggiatura Odoardo Fiory,
Enrico Bomba
Casa di produzione Cinematografica Vascello
Fotografia Franco Delli Colli
Montaggio Cesare Bianchini
Musiche Marcello De Martino
Scenografia Giovanni Fratalocchi
Trucco Marcello Di Paolo

laretino-nei-suoi-ragionamenti-lc1

laretino-nei-suoi-ragionamenti-location-castello-di-rota-tolfa-rm

La location principale:il castello di Rota di Tolfa (Rm)

gennaio 6, 2017 Posted by | Erotico | , , | Lascia un commento

E si salvò soltanto l’Aretino Pietro,con una mano avanti e l’altra dietro

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro locandina 1

Su soggetto di Enrico Bomba,nel 1972 Silvio Amadio gira E si salvò soltanto l’Aretino Pietro,con una mano avanti e l’altra dietro,
che sin dal titolo annuncia il genere di appartenenza della pellicola,il decamerotico.
Uno dei peggiori,almeno per quanto riguarda la povertà globale del prodotto finale,di rara sciatteria recitativa e di una povertà desolante
dal punto di vista comico.
Non si ride,nemmeno per errore,e gli sketch attorno ai quali si sviluppa il film sono davvero di una tristezza infinita.
Un frate arzillo e sporcaccione,poi altri frati più interessati ai piaceri della carne che a quelli dello spirito e infine una donna e le sue tre figlie
con una moralità estremamente elastica,per non usare termini offensivi sul mestiere più antico del mondo.
Girato in un’economia strettissima e probabilmente in meno di una settimana,questo film si segnala solo per la stravaganza del titolo,che vedrà il buon Amadio replicare nel genere decamerotico questa esperienza,precisamente nello stesso anno.

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 1

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 2

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 3
Parlo di un altro titolo quanto meno allegro,Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano,prodotto anche questo di bassa lega.
De resto i severi recensori del sito http://www.cinematografo.it ebbero a dire,parlando di E si salvò soltanto (…):”Il film non ha nessun autentico riferimento all’Aretino;  come in tanti film di genere “boccaccesco”, anche in questo, prendendo a pretesto il nome dello scrittore cinquecentesco, vengono confusamente messe in scena, con superficialità e dilettantismo sfacciato, sempre analoghe situazioni licenziose, con sempre identici costumi, ambienti, linguaggi da trivio ed esibizioni immorali.”
Tutto da sottoscrivere,incluso il linguaggio sconcio e scurrile ricco di doppi sensi “fallici” e scoperecci,se mi passate il termine volgare.
D’altro canto siamo di fronte ad un film volgarissimo,pertanto è inutile indorare la pillola;
l’avrà come una pannocchia“,una delle tante frasi colte del film si mescola con la proboscide di un elefante,dal chiaro ed inequivocabile significato fallico che compare senza alcuna giustificazione nel bel mezzo del film,quasi fosse qualcosa di divertente.Il livello del film è questo,inutile continuare a sparare a zero su di esso…
Occupiamoci della trama,anche se è imbarazzante riassumerla:

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 4

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 5

Concetta, Nanna e Fiorenza sono le tre figlie licenziose di Monna Violante,che recatasi a trovare le tre vogliose donne,scopre che esse
sono tutt’altro che un modello di castità.
Una si sollazza con un contadino piuttosto dotato,un’altra si finge malata pur di giacere con un monaco anch’esso dotato della “virtù meno apparente,fra tutte le virtù la più indecente” mentre la terza,scoperta la vocazione del marito per il gioco si finge morta,non senza sollazzarsi di nascosto con l’ennesimo frate gaudente.
Quest’ultima,scoperta nella sua tresca dal superiore del convento,diventerà la “compagna” di giochi erotici di tutto il convento fino a quando resterà incinta.
Grazie a Monna Violante,riuscirà a gabbare il marito.
Come già detto,un film volgare e privo di qualsiasi motivo di interesse.
Giusto per la cronaca,da segnalare nel cast la bella Franca Gonella e Carla Brait.
Per il resto,buio totale.Povero Aretino,che tra l’altro con il titolo non c’entra nulla…
Location casalinghe e costumi raccolti al mercato degli stracci completano il quadro.
Il film è oggi disponibile su You tube all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=D94Iok-agag in una discreta qualità.

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 6

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 7

…E si salvò solo l’aretino Pietro con una mano avanti e l’altra dietro…

Un film di Silvio Amadio. Con Franca Gonella, Carla Brait, Giorgio Favretto, Vincenzo Ferro. Erotico, durata 90 min. – Italia 1972.

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro banner gallery

e-si-salvo-soltanto-laretino-pietro-title

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 8

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 9

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 10

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 11

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 12

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 13

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 14

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro 15

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro banner protagonisti

Carla Brait: Olimpia
Giorgio Favretto: Fra’ Fazio
Vincenzo Ferro: Alfiuccio
Franca Gonella: Nanna
Elisa Mainardi: Violante
Luigi Miglietta: Fiorenza
Valentino Macchi: il cavaliere concupiscente
Gabriele Villa: Pietro Aretino

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro banner cast

Regia Silvio Amadio
Soggetto Enrico Bomba
Sceneggiatura Enrico Bomba
Casa di produzione Vascello
Fotografia Antonio Modica
Montaggio Daniele Alabiso
Musiche Vittorio Stagni, Elio Maestosi
Scenografia Vincenzo Morozzi
Costumi Silvana Scandiarato

e-si-salvo-soltanto-laretino-pietro

E si salvo soltanto l'Aretino Pietro banner recensioni

L’opinione di B.Legnani dal sito http://www.davinotti.com

Brutto esempio di decamerotico, condannato dalla mancanza di trovate, la qual cosa rende inutile una regìa non male ed un montaggio intenso che, purtroppo, più il tempo passa e più si nota la cronica mancanza di idee,
resta solo fine a sé stesso. Povere le ambientazioni, belle la Novak, la Gonella e la Henke. Si salva Renzo Rinaldi. Il finale è molto simile a quello de I giochi proibiti de l’Aretino Pietro, film che, pur nella sua modestia,
è decisamente meglio di questo.

luglio 11, 2016 Posted by | Erotico | , , | Lascia un commento

La bella e la bestia (Luigi Russo)

Quattro storie che sembrano essere prese di peso dal Decameron di Boccaccio costituiscono l’ossatura di questo film di Luigi Russo del 1976, che alla sua uscita ebbe problemi di censura tali che il film stesso arrivò nelle sale solo sul finire del 1977.
Il motivo dell’intervento censorio a ben vedere non ha molte ragioni d’esserci; il film di Russo, pur contenendo molti nudi femminili, non abbonda di situazioni erotiche ai limiti della morale censoria o di scene particolarmente ardite.
Probabilmente a scatenare le forbici dei fustigatori dei pubblici costumi e nello specifico dei difensori ad oltranza della korale cinematografica fu la trattazione di due argomenti specifici contenuti nella pellicola, ovvero la bestialità e la sodomia.
Che non sono affatto resi espliciti,anzi.

Brigitte Petronio

Il film è diviso in 4 segmenti specifici, intitolati nell’ordine La schiava, Zooerastia, La fustigazione e La promessa.
Sembrerebbe uno dei tanti decamerotici dei primi anni settanta, ma in questo caso il film approda nelle sale 4 anni dopo la fine del genere basato sulle novelle boccacesche e quasi in contemporanea con il film di Walerian Borowczik La bestia (1975) del quale riprende molto alla lontana il titolo e una delle attrici del film, Lisbeth Hummel che vi aveva interpretato la giovane Lucy Broadhurst, la ragazza che scopre il terribile segreto di Mathurin de l’Espérance.
Russo quindi riprende due dei motivi del film di Borowczik probabilmente con un tantino di malizia e con un occhio al botteghino, ma discostandosi totalmente dal film del regista polacco.
Nel primo episodio, intitolato La schiava, vediamo lo Zar russo invaghirsi di una delle sue schiave. L’uomo decide di averla ad ogni costo, ma di fronte alla gelida reazione della ragazza che gli si porge freddamente decide di riscaldarle il cuore promettendole di esaudire un qualsiasi suo desiderio.


La donna, con poca intelligenza estorce allo Zar la promessa di elevarla per un giorno al rango di supremo capo dello stato; con ancor meno intelligenza la ragazza ne approfitta per umiliare il suo re e per concedersi sotto ai suoi occhi ad un forzuto schiavo di colore.
Dopo la scadenza delle 24 ore concesse alla ragazza lo Zar la fa incatenare, uccidere e dare in pasto ai cani.
In Zoerastia la protagonista è un’altra splendida ragazza, Barbara, sposata ad un nobile molto più anziano di lei.
Il gelosissimo uomo, scoperta la moglie in palese adulterio con lo stalliere dopo aver costretto l’uomo al suicidio, fa denudare la moglie e la rinchiude in una stanza protetta da sbarre con due cani ed un cavallo.
Costretta a vivere rinchiusa, nutrita solo da cibo che il marito le getta sprezzantemente sul pavimento, la ragazza ben presto impazzisce e inizia a guardare in maniera morbosa il suo cavallo…


Il terzo episodio si intitola La fustigazione e racconta (probabilmente) l’iniziazione sessuale di Leopold von Sacher-Masoch.
Vediamo il giovane alle prese con una dura punizione corporale inflittagli dal suo insegnante e in flash back scopriamo che il giovane aveva avuto la sua iniziazione ai piaceri masochistici dalla madre, che Masoch aveva scoperto in atteggiamenti intimi con il suo amante.
Frustato a sangue dalla stessa madre, Masoch si era reso conto di aver provato un sottile piacere durante la punizione.
Così, in compagnia di una giovanissima amica, aveva continuato a spiare la madre.
La ragazza, inizialmente inorridita dalla scena, aveva finito per condividerne i gusti sessuali, diventando ben presto la compagna di giochi erotici del giovane Masoch.


L’ultimo episodio, La promessa, è fatto tutto di sguardi e parole non dette. Racconta la storia di una giovane sposa che il giorno prima del suo matrimonio decide di concedersi ad un antico amore, suo cugino.
Il quale, rispettando la verginità della ragazza, aveva provveduto in modo alternativo a serbarla pura…
La bella e la bestia è un film di una certa eleganza formale, con una bella fotografia (ancora un parallelo con il film di Borowczik) e una discreta colonna sonora opera di Piero Umiliani.
Ma risente anche eccessivamente della quasi inesistenza dei dialoghi e di una mancanza di azione di qualsiasi genere che lo rendono un film mortalmente soporifero.


Se il primo episodio fila via tutto sommato abbastanza discretamente, nel secondo assistiamo ad una inversione di tendenza; le lunghe inquadrature dedicate alla prigione della sventurata adultera finiscono per far sbadigliare il più paziente degli spettatori, mentre il regista inquadra per vari minuti Lady Barbara che si aggira con lo sguardo folle attorno al suo cavallo osservata dai due cani che condividono la prigionia.
Il terzo episodio è più pruriginoso che altro, con i due giovincelli intenti a spiare la madre di Masoch impegnata a trastullarsi da prima in atti autoerotici e poi in compagnia dell’amante.
L’ultimo episodio è assolutamente da dimenticare, visto che è recitato malissimo su un soggetto di partenza di per se prevedibile e poco attraente.
La somma finale quindi porta il film a sfiorare appena la mediocrità; non bastano infatti i pregi elencati ovvero l’eleganza e la forma.
Manca completamente la sostanza e il tempo in cui visioniamo la pellicola sembra scorrere al rallentatore.
Il sanremese Luigi Russo aveva nel passato diretto altri tre film a sfondo blandamente erotico come Morbosità,I sette magnifici cornuti e La nuora giovane; contemporaneamente aveva scritto alcuni soggetti per il cinema decamerotico, Decameron No. 2 – Le altre novelle di Boccaccio, Il decameron No. 3 – Le più belle donne del Boccaccio (sicuramente uno dei più raffinati decamerotici) e Finalmente… le mille e una notte. Possedeva quindi la necessaria preparazione per dirigere un film appetibile, almeno nei limiti del cinema di genere.
Ci riesce davvero solo in parte confezionando un prodotto che in seguito avrebbe avuto più fama per le traversie a cui ho accennato all’inizio che per i valori intrinseci del film, a qualsiasi livello vogliano essere portati.
A distanza di 35 anni anni dalla sua uscita, gli spettatori di oggi molto difficilmente riuscirebbero a seguire per intero la pellicola senza farsi cascare irrimediabilmente le palpebre.

La bella e la bestia, di Luigi Russo, con Lisbeth Hummel,Anna Maria Bottini,Franca Gonella,Philippe Hersent,Alba Maiolini,Brigitte Petronio Erotico,Italia 1977

Lisbeth Hummel … La schiava (episodio “La schiava”) / Varvara (episodio “Zooerastia”)
Anna Maria Bottini … La madre di Giovanna (episodio “La promessa”)
Franca Gonella … Giovanna (episodio “La promessa”)
Philippe Hersent … Il principe (episodio “Zooerastia”)
Claudio Undari … Lo zar (episodio “La schiava”)
Alba Maiolini … Serva (episodio “La schiava”)

Regia: Luigi Russo
Musiche:Piero Umiliani
Produzione: Luigi Mondello
Montaggio:Aldo De Robertis

novembre 17, 2012 Posted by | Erotico | , , , , , , | Lascia un commento

Diabolicamente…Letizia

Diabolicamente Letizia locandina

I coniugi Michela e Marcello Martinozzi, pur amandosi, hanno un problema di coppia.
I due infatti non possono avere figli e nonostante consultino medici specializzati devono rassegnarsi all’idea di non riuscire a diventare genitori.
Michela decide così di recuperare dal collegio sua nipote Letizia, che alla morte della sorella di Michela venne affidata ad un istituto privato, dove però la ragazza è cresciuta sviluppando un odio feroce per tutti.
Dotata di notevoli facoltà paranormali, Letizia arriva nella villa dei coniugi Martinozzi, dove ben presto sfogherà i suoi istinti repressi.
La ragazza dapprima seduce suo zio e il domestico di casa Martinozzi, il giovane Giovanni, poi, non paga, seduce la domestica Giselle e infine anche sua zia Michela.

Diabolicamente Letizia 3

Franca Gonella

Con il ricatto ordito con un invisibile personaggio che fotografa i momenti di intimità dei vari personaggi della casa, Letizia semina rancore e provoca, grazie alle sue facoltà paranormali, la morte in rapida successione dei domestici Giovanni e Giselle e infine degli zii.
Ma quando Letizia resta padrona della situazione, ecco comparire il misterioso uomo nell’ombra: è il direttore del collegio, che era suo amante e che aveva permesso alla ragazza di sviluppare le doti paranormali di cui era in possesso.
Scontro finale tra i due….
Diabolicamente… Letizia, film diretto da Salvatore Bugnatelli su sceneggiatura dello stesso regista e di Lorenzo Artale è un giallo con elementi paranormali uscito nelle sale italiane nel 1975, nell’ultimo anno quindi del boom cinematografico che aveva caratterizzato il finire degli anni 60 e gli inizi dei settanta.

Diabolicamente Letizia 5

Diabolicamente Letizia 4
Bugnatelli, che nella carriera diresse solo altre 4 pellicole dirige un film tutto sommato dignitoso, a patto di sorvolare sulla assurdità della trama nella sua componente principale, ovvero la decisione della coppia Michela -Marcello di adottare una nipote di vent’anni, lasciata a marcire in un collegio e riesumata quando è ormai una donna, che ovviamente è sexy e arrabbiata nera con l’umanità.
Lo svolgimento del film punta più sull’aspetto morboso dei rapporti che l’avvenente fanciulla allaccerà con tutti i componenti della casa che sul passato della ragazza o sulle motivazioni psicologiche dei gesti che la stessa compirà, ma questa è una delle caratteristiche di molti gialletti degli anni settanta, girati senza mezzi e spesso anche senza idee.
Letizia, la protagonista, finisce per intrufolarsi in tutti i letti dei vari abitanti della casa, creando lo scompiglio e seminando ovviamente zizzania.

Diabolicamente Letizia 1

Diabolicamente Letizia 2

Magda Konopka

Non sfuggirà alla “diabolica” Letizia nemmeno sua zia, fotografata e ricattata nell’intimità.

Una situazione, quella del ricatto fotografico, ampiamente utilizzata in film antecedenti all’opera di Bugnatelli, come il ben più riuscito Le foto proibite di una signora per bene; qui l’elemento di novità è solo nella mano (che resta nell’ombra) dell’autore degli scatti.
Il cast non presenta personaggi di spicco: Gabriele Tinti, Gianni Dei e Magda Konopka erano dei discreti caratteristi ma nulla più.

Diabolicamente Letizia 11

Diabolicamente Letizia 7

Il ruolo più importante è affidato alla sexy starlette Franca Gonella, specializzata in ruoli erotici in film dai titoli abbastanza esplicativi, come i decamerotici L’Aretino nei suoi ragionamenti sulle cortigiane, le maritate e… i cornuti contenti,…E si salvò solo l’aretino Pietro con una mano avanti e l’altra dietro o Quando i califfi avevano le corna ; la Gonella fa il suo con discreti risultati, grazie anche alla sua prorompente carica erotica.
Nel film infatti proprio l’erotismo assume un aspetto determinante; la protagonista Letizia usa le armi della seduzione per il suo scopo principale, la vendetta.

Diabolicamente Letizia 6

Gabriele Tinti

Diabolicamente Letizia 9

E poichè la Gonella è davvero un bel vedere ecco che almeno da questo punto di vista qualche sobbalzo c’è.
Meno sono quelli legati all’altro aspetto della trama, ovvero la vendetta e i conseguenti effetti speciali che sono ridotti al minimo sindacale.
Un film senza infamia e senza lode, con ritmi molto bassi e con l’unico colpo di scena che troviamo solo nel finale del film.
Decisamente troppo poco, in effetti.

Diabolicamente Letizia 8
Diabolicamente… Letizia
Un film di Salvatore Bugnatelli. Con Gabriele Tinti, Franca Gonella, Xiros Papas, Magda Konopka,Gianni Dei– Giallo/Erotico, durata 92 min. – Italia 1975.

Diabolicamente Letizia banner gallery

Diabolicamente Letizia 10

Diabolicamente Letizia 12

Diabolicamente Letizia 13

Diabolicamente Letizia 17

Diabolicamente Letizia 14

Diabolicamente Letizia 15

Diabolicamente Letizia 16

Diabolicamente Letizia banner personaggi

Magda Konopka … Micaela Martinozzi
Franca Gonella … Letizia
Gabriele Tinti … Marcello Martinozzi
Gianni Dei … Giovanni
Giorgio Bugnatelli …Il bambino-cameriere
Ada Pometti … Signora Minoldi
Cesare Di Vito … Il commisario
Xiro Papas … Il misterioso ricattatore
Angelo Rizieri … Minoldi

Diabolicamente Letizia banner cast

Regia: Salvatore Bugnatelli
Sceneggiatura: Salvatore Bugnatelli,Lorenzo Artale
Musiche: Giuliano Sorgini
Montaggio: Remo Grisanti
Editing: Piera Bruni, Gianfranco Simoncelli

Diabolicamente...Letizia locandina 1

Diabolicamente...Letizia foto 9

Diabolicamente...Letizia foto 8

Diabolicamente...Letizia foto 7

Diabolicamente...Letizia foto 6

Diabolicamente...Letizia foto 5

Diabolicamente...Letizia foto 4

Diabolicamente...Letizia foto 3

Diabolicamente...Letizia foto 2

Diabolicamente...Letizia foto 1

Diabolicamente...Letizia locandina 2

marzo 21, 2012 Posted by | Thriller | , , | Lascia un commento