Brivido caldo


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Ned Racine è un giovane avvocato che vive in Florida, a Miranda beach.
E’ un uomo indolente, poco attratto dalla sua professione e più propenso a correre dietro alle donne.
Una sera mentre assiste ad un concerto jazz vede una giovane e attraente donna alzarsi ed allontanarsi dalla platea; la segue e le chiede se può fargli compagnia.
Inizia così con la stessa una relazione improvvisa, torrida e sensuale.
La donna, Matty Walker, è sposata con Edmund Walker, un uomo rozzo ma ricchissimo la cui fortuna deriva da affari immobiliari poco leciti.
Matty non ama affatto suo marito ma sa benissimo che deve restargli affianco per poter continuare la bella vita alla quale è ormai abituata.

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I due quindi vivono esperienze frustranti: mentre Ned si rende conto di svolgere una professione che non gli da alcuna soddisfazione e che è costretto a navigare tra processi e difese di piccolo conto,Matty inizia a pensare di liberarsi dello scomodo marito.
Mentre la relazione fra i due si fa sempre più torbida, Matty inizia a insinuare in Ned il tarlo della gelosia, paventandogli un modo per liberarsi dello scomodo marito e di conseguenza ottenere la libertà e i soldi.
Così Ned, ormai irresistibilmente legato alla sensuale Matty organizza l’omicidio del marito.
Ma Matty ha in mente un piano ben più complesso…
Opera prima di Lawrence Kasdan diretta nel 1981 Brivido caldo (Body heat, letteralmente corpo caldo) è un vero e proprio noir apertamente ispirato a La morte paga doppio ( Double Indemnity), romanzo di James Cain, lo scrittore americano autore fra l’altro di un altro romanzo che ebbe una riduzione cinematografica, Il postino suona sempre due volte.

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Prima di Kasdan lo stesso romanzo era stato utilizzato dal grande Billy Wilder nel 1944 ed era uscito nelle sale cinematografiche con il titolo di La fiamma del peccato con Fred MacMurray e Barbara Stanwick nei due ruoli principali.
Kasdan crea un’atmofera torbida e sudata, legando i due amanti a filo doppio e immergendoli in una relazione sensuale e calda, come evidenziato dal titolo originale del film.
La storia dei due amanti e del terzo incomodo si snoda così attraverso il racconto della torrida sensualità con la quale Matty attira a se Ned, vittima inconsapevole della tela del ragno in cui Matty fatalmente lo attrae e i preparativi dell’omicidio che Ned si prepara a compiere convinto di poter legare a se quella donna fatale con cui ha una relazione sessualmente appagante, una vera e propria droga fisica dalla dipendenza assoluta.

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Con uno sguardo che trasmette calore e il senso di umido non solo atmosferico della location in Florida,Kasdan porta lo spettatore dentro la relazione tra Ned e Marty, fatta di incontri al calor bianco, di una sensualità estremamente fisica a cui lo stesso spettatore non può sottrarsi, complice la splendida fisicità dell’esordiente Kathleen Turner, che avrebbe avuto in seguito una bella carriera ma che non apparirà mai più così sensuale e provocante come in questo film.
Un film in cui si respira, come già detto, un’atmosfera di sensualità assoluta che man mano che il film avanza trasporta il racconto verso il thriller per poi approdare ad un finale beffardo e in parte non prevedibile, con le scene finali che mostrano i due personaggi alle prese con le loro nuove realtà, con un Ned che alla fine soltanto capisce di essere stato non il predatore ma la preda e che la torrida sensualità dell’amante è stata solo utilizzata per i fini che la donna aveva inseguito fin dall’inizio.
Un film davvero molto ben congegnato.
Del resto è al prova generale che Kasdan effettua prima di dirigere quell’autentico capolavoro che sarà Il grande freddo girato nel 1983 e che lo vedrà nei panni dello sceneggiatore, regista e produttore esecutivo.

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Lo scrittore James M. Cain,intervistato disse”: Io non vado al cinema. Ci sono cibi che a certe persone non vanno giù. A me non piacciono i film. La gente mi dice: “Non ti interessa sapere che cosa hanno fatto al tuo libro?”. Ma io dico: “Non hanno fatto niente al mio libro. E’ proprio là sullo scaffale“.
In questo caso avrebbe fatto bene a guardarsi la riduzione del suo romanzo…
Sicuramente ottimale la scelta dei due attori principali; William Hurt è nel periodo migliore della sua carriera è ben si presta al ruolo dello stallone bravo a letto ma altrettanto deludente nel suo lavoro, un gigolò che ottiene le sue uniche vittorie tra le lenzuola piuttosto che in un’aula di tribunale.
Vera e propria sorpresa del film è Kathleen Turner, sguardo magnetico e seducente su un corpo da peccato, sudata e peccaminoso sogno di Ned estrinsecato dal dialogo tra i due che mostra l’assoluta dipendenza dell’uomo dalla sua futura compagna di letto :
“Forse non dovresti vestirti così”:
“Ho una camicetta, non vedo che altro dovrei portare”.
“Non dovresti portare quel corpo”

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La Turner è bella, sensuale e seducente:la sua interpretazione è talmente corporea da rendere il personaggio una fonte continua di tentazione ed è così ben facile capire come un uomo, in questo caso il debole Ned possa finire per farsi coinvolgere in una relazione che si trasformerà in un abbraccio mortale.
Nel film compare anche per pochi minuti Mickey Rourke, che pure svolge un ruolo importante nell’economia del film.
Nonostante il soggetto e la patente di film erotico, in realtà in Brivido caldo sono più le situazioni ad essere ad alto contenuto erotico che non quanto mostrato dal regista;l’erotismo è latente anche se ha una valenza fortissima e i corpi sono lasciati in penombra più che mostrati.
In definitiva, un gran bel film da vedere assolutamente; a questo proposito segnalo la presenza in streaming dello stesso a questo indirizzo:
http://www.cb01.tv/brivido-caldo-1981/
La versione proposta è discreta sia qualitativamente che come audio.

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Brivido caldo
Un film di Lawrence Kasdan. Con Richard Crenna, Mickey Rourke, William Hurt, Kathleen Turner, Ted Danson,J. A. Preston, Jane Hallaren, Michael Ryan, Kim Zimmer, Lanna Saunders, Carola McGuinness, Larry Marko, Deborah Lucchessi, Lynn Hallowell, Thom J. Sharp, Ruth Thom, Diane Lewis Titolo originale Body Heat. Drammatico, durata 113 min. – USA 1981

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Brivido caldo banner protagonisti

William Hurt: Ned Racine
Kathleen Turner: Matty Walker
Richard Crenna: Edmund Walker
Ted Danson: Peter Lowenstein
J. A. Preston: Oscar Grace
Mickey Rourke: Teddy Lewis
Kim Zimmer: Mary Ann Simpson
Carola McGuinness: Heather Kraft

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Renato Cortesi: Ned Racine
Rossella Izzo: Matty Walker
Luciano Melani: Edmund Walker
Mario Cordova: Peter Lowenstein
Sergio Di Giulio: Teddy Lewis
Melina Martello: Mary Ann Simpson
Angiolina Quinterno: Heather Kraft

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Regia Lawrence Kasdan
Produttore Fred T. Gallo, The Ladd Company
Fotografia Richard H. Kline
Montaggio Carol Littleton
Musiche John Barry

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L’opinione di Marcello Papaleo dal sito 1filmalgiorno.wordpress.com

“A certi uomini basta una annusatina, e ti seguono come segugi.”
Basterebbe cominciare da questo assunto, quasi un manifesto programmatico, per raccontare di Brivido Caldo (esordio alla regia del noto sceneggiatore Lawrence Kasdan). Un film che, se fosse possibile racchiudere in due aggettivi, definirei: Torbido e Torrido. Torbido come la storia che racconta, fatta di una vedova nera (intesa come ragno) in grado di ammaliare e avvolgere fra le proprie spire un avvocato avvezzo al sesso occasionale. Lo prende, lo vince, facendogli credere di essere lui a reggere i fili di questo gioco, pericoloso. Torrido, come l’estate che attanaglia Miranda Beach e la carne dei due protagonisti. Un marito, di troppo, soldi (tanti) che fanno gola all’una ed all’altro. L’omicidio è dietro l’angolo, è l’ineluttabile: “E’ ciò che desideriamo entrambi” dice lui. Specchi che riflettono e proiettano proiezioni di verità, luce che non riesce mai a rivelare esattamente le cose. Una volta che credi aver compreso ecco che ti accorgi di aver dimenticato qualcosa. Siamo nel 1981 ed ecco che Lawrence Kasdan si presenta al cinema (da regista) con questo film che, chiaramente, rimanda a pellicole come La fiamma del peccato di Billy Wilder e Il postino suona sempre due volte di Tay Garnett. Due protagonisti, William Hurt e Kathleen Turner (al suo folgorante esordio cinematografico), scelti con occhio lungo. Tratteggiano perfettamente l’animo di due esseri umani in grado di fare solo, ed esclusivamente, scelte estreme. Il film trasuda (d’obbligo visto la scelta degli aggettivi di prima) sensualità e sessualità. Il noir sembra rinascere a nuova vita, 1981, i rampanti ’80 sono appena nati. Miami è ad un passo da Miranda Beach. La sensazione, latente, di corpi umidi, di stanze pregne di sesso e menzogne. Due anime pronte a tutto per giocare la propria partita. Un film da scoprire o riscoprire.

L’opinione di Ricky dal sito http://www.mymovies.it

Bastano poche sequenze per intendere quello che accadrà di li a poco tra l’avvocato canaglia William Hurt e la moglie di un ricco affarista, Kathleen Turner; lui s’ivaghisce al primo sguardo e lei prova a respingerlo come si respinge un succulento piatto. In poche parole la passione li travolgerà in poco più di venti minuti. La macchina da presa di Kasdan tra lunghi piani sequenze e primi piani in cui esalta le languide occhiate tra i due, le bollenti scene di sesso, si avvia a mostrarci il patto d’amore e denaro che gli amanti stanno per architettare. Eliminare fisicamente il marito (Richard Crenna, indimenticabile colonnello Trautman di Rambo) per ereditarne tutto il malloppo. Ma il capolinea del film premierà la sensualissima Turner che darà il meglio di sè proprio nella decade a cui appartiene Brivido caldo. Il debutto alla regia di Kasdan (ottimo autore poi di Grand Canyon e Il grande freddo) non ha nelle mire costruire un thriller dalle atmosfere classiche: quindi dimenticavi scene da saltar sulle poltrone abbinate a sottofondi musicali da pelle d’oca. L’autore disegna intorno a questo titolo, preso a prestito da quella figura retorica che è l’ossimoro, una ragnatela che dopo un’inizio soft intrappola lo spettatore; e lo fa con tocchi di pregiati di esemplari noir degli anni ’40. Merito anche di una buona sceneggiatura che, come raramente accade in questi casi, non cede il passo ai meccanismi tipici di un giallo prevedibile made in Usa. La coppia Hurt-Turner è molto affiatata e la futura protagonista de L’onore dei Prizzi ci regala un’interpretazione in cui coesistono la sensualità e la sottomissione all’amore. Con la perfidia dietro l’angolo. Alla faccia delle numerose sciaquette che popolano il cinema attuale. Il caldo infernale della “sua” Florida e la nebbia del topico atto del delitto rappresentano due dispositivi drammaturgici che segnalano il talento notevole di questo cineasta che ci regalerà ancora emozioni negli anni a venire.

L’opinione del sito http://www.robydickfilms.blogspot.com

(…) La regia di Kasdan è brillante e spudorata, riesce a trasudare i bollenti spiriti dei protagonisti e trasmetterli al pubblico con atmosfere molto calde.
William Hurt è Ned Racine, l’avvocato complice della bellissima Matty, il suo ruolo è quello del pollo che viene catturato dalle grazie seducenti della protagonista, devo dire che il suddetto attore è capace di interpretarlo in maniera vera e non artificiosa, alla fine fa trasparire che anche lui è una pedina di Matty e che deve far luce alla situazione per non finire il resto dei suoi giorni in gabbia.
Da sottolineare in un ruolo marginale c’è anche Mickey Rourke, qui giovanissimo che interpreta un ragazzo che Ned ha aiutato ad uscire di galera, e che lo aiuterà nella sua ricerca per comporre il complicato puzzle di Matty.(…)
L’opinione di Julian dal sito http://www.filmscoop.it

Chiaro omaggio alla Fiamma del peccato con cui, a lungo andare, si rintracciano sempre più motivi in comune (la femme fatale, il tradimento, l’omicidio architettato in modo che sembri un incidente, la posta in denaro, l’inganno finale) fino a poter sovrapporre perfettamente le due trame.
Brivido caldo è un perfetto calco del capolavoro di Wilder, portato un pò avanti nel tempo, modernizzato qua e là, ma ugualmente teso, scritto bene, con dialoghi al cardiopalma che da soli valgono il film, in generale architettato magistralmente.
Solo che, essendo un’imitazione perfetta di un film perfetto, è caratterizzato da una perfezione di secondo grado che lo rende anni luce lontano dalla Fiamma del peccato, classico che in ogni caso non si proponeva di eguagliare (poche pellicole possono avanzare tale pretesa).
Come suggerisce anche la buona traduzione italiana del titolo, è sempre immerso in quella patina vibrante delle giornate afose, con una fotografia che tende ai colori caldi e con tutta una serie di elementi che lasciano pensare al torrido, alla passione insomma. Buoni anche gli attori.
Interessante piccolo cult da ripescare in qualche baracca dell’usato.

L’opinione di daniela dal sito http://www.davinotti.com

Esordio col botto sia per il regista che per Kathleen Turner, qui sensualissima predatrice che adesca con argomenti inconfutabili William Hurt, avvocato bravo a letto ma non altrettanto in aula (che alchimia fra loro!). Prima parte torrida, sia per la calura che per il termometro erotico, seconda parte più fredda e ragionata, con Mickey Rourke incisivo in una piccola parte. Forse non tutti i fili si annodano nel modo giusto nel beffardo finale, però il film provoca comunque un lungo brivido di piacere nello spettatore.

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Recensione del romanzo La morte paga doppio
dal sito http://www.bloglibero.it/angolo di jane

Se nel caso dei “re del noir” Raymond Chandler e Dashiell Hammet, l’artista che ne rappresenta l’icona cinematografica è senz’altro Humphrey Bogart, nel caso dei romanzi del terzo re del genere di scuola classica, James M. Cain, l’immagine che vedreste sarebbe certamente quella di Lana Turner, quella cioè di una dark-lady: una donna intelligente, affascinante e spietata, dalle cui labbra stillano facilmente dolcezza e menzogne. Le donne protagoniste di Cain hanno il sangue così freddo da far gelare il vostro nelle vene e non sonno affatto ingenue.
Non per niente fu infatti proprio Lana Turner ad avere il ruolo principale nella prima versione americana, del 1946, di “Il postino suona sempre due volte”, tratto dall’omonimo celebre romanzo di Cain. In precedenza però anche Luchino Visconti era rimasto affascinato dal romanzo di Cain e ne aveva tratto il film “Ossessione”, nel 1943.

“La morte paga doppio” vede sulla scena un’altra donna donna fatale, questa volta così inquietante da far scivolare il nero quasi al confine con l’horror, sebbene in realtà questo limite non sia superato: le immagini create da Cain sono così vivide, però, da dare sul serio i brividi.
Ovviamente c’è un delitto, il più classico forse del genere: la frode assicurativa su una polizza sulla vita, attraverso l’omicidio (perfino nel primo giallo inglese mai scritto, “Il mistero di Notting Hill”, tutto nasceva proprio da una truffa alle assicurazioni).
Nel tentativo di far rinnovare una polizza auto, l’assicuratore Walte Huff si reca a casa di un cliente, dove ne incontra in realtà la moglie, la bella Phyllis Nirdlinger, con la quale scatta subito una strana inquietante scintilla di attrazione. Walter capisce immediatamente, dalle domande fatte dalla donna, che ella medita di assicurare il marito per degli incidenti per poi ucciderlo e riscuotere il premio. I due sono fatti per incontrarsi, perché da anni Walter medita di giocare un brutto tiro alla ditta in cui lavora e diventare ricco. Walter e Phyllis diventano quindi complici e pianificano in ogni dettaglio il delitto, forti dell’esperienza di Walter nel prevedere quali tipo di indagini verranno svolte e come impressionare eventuali testimoni in modo che credano di vedere ciò che in realtà non hanno mai visto: il loro sarà un piano audace, quasi folle, ma pensato in ogni dettaglio e avrà successo.
Convinto di avere a che fare con una donna determinata, ma in fondo ingenua, Walter dovrà ricredersi: Phyllis ha molta esperienza nel campo degli omicidi.
Un’altra cosa che Walter non aveva previsto era di innamorarsi della figlia dell’uomo che ha ucciso, Lola, figliastra di Phyllis. Amore e rimorso (ma solo verso Lola, non verso la vittima) tormenteranno Walter, spingendo i suoi passi verso un epilogo imprevisto.
“La morte paga doppio” non ha una sola parola sprecata o fuori posto, anche perché è più un lungo racconto che un vero romanzo: trascina dalla prima all’ultima pagina, attraverso la spirale di attrazione, odio, avidità percorsa da Walter, voce narrante della storia. Un romanzo noir come pochi, pieno di colpi di scena e di situazioni ambigue, in cui si è portati a dubitare di tutto e di tutti, vero esempio di stile nel genere.
Sembra che la storia, pubblicata nel 1943, sia stata ipirata a Cain da un caso giudiziario che aveva seguito nel 1927, quando lavorava come giornalista: l’assassinio del marito da parte di Ruth Snyder, una donna di New York, con complice il giovane amante, allo scopo di riscuotere il premio di una grossa polizza assicurativa sulla vita.
Dal romanzo fu tratto un film nel 1944 la cui sceneggiatura fu elaborata da un altro maestro del genere, abituato a lavorare con Hollywood: Raymond Chandler che la scrisse insieme a Billy Wilder. La versione inglese del film ha titolo “Double Indemnity” come il libro, mentre quella italiana venne intitolata “La fiamma del peccato”.

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3 Risposte

  1. Famoso classico degli anni ’80 che non ho mai visto. Non ho letto la trama per non rovinarmi la visione. Grazie della segnalazione!

    Purtroppo è fuori catalogo. Spero in una edizione BR a breve. On line si trova?

  2. Grazie!

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