Jurassic Park


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Uomini e dinosauri,un connubio impossibile.
70 milioni di anni fa l’estinzione di massa del Cretaceo spazzò via dalla terra più del 75% delle creature viventi della terra,fra le quali i grandi
dinosauri terrestri,gli ittiosauri acquatici,i pliosauri e la quasi totalità dei rettili marini,fatta eccezione per i coccodrilli e le tartarughe.
Che sia stato un impatto con un meteorite o un’eruzione vulcanica a provocare l’estinzione non è argomento pertinente per questa recensione;
conta invece l’espediente cinematografico usato in questo film,assolutamente geniale,per far vivere nella stessa epoca uomini e dinosauri,divisi da oltre 73 milioni di anni di vissuto sul pianeta,a tutto favore dei dinosauri che dominarono per decine di milioni di anni la terra.
Fino a Jurassic Park si immaginavano isole sperdute in cui i dinosauri vivevano in piccolissimi branchi protetti da condizioni particolari offerte dalla natura,come La terra dimenticata dal tempo (The Land That Time Forgot) del 1975 diretto dal regista Kevin Connor, tratto dal romanzo omonimo del 1918 di Edgar Rice Burroughs.
Si usavano tutti gli espedienti possibili per una coesistenza assolutamente impossibile storicamente e biologicamente.
Ci ha pensato Michael Chrichton nel 1990 a creare le condizioni per una fantasiosa ma possibile in un futuro prossimo convivenza tra le due specie con il suo fortunato romanzo Jurassic Park;così esordisce nel suo romanzo,con un incipit affascinante:
“Negli ultimi decenni del ventesimo secolo si è verificata una febbre dell’oro scientifica di proporzioni inaudite: la furibonda e avventata corsa alla commercializzazione dell’ingegneria genetica. Questa impresa è stata portata avanti con tanta celerità, con un così scarno contributo di spiegazioni obiettive da precludere una piena comprensione della sua portata e delle sue implicazioni.
La biotecnologia promette di essere la più grande rivoluzione nella storia dell’uomo. Entro la fine di questo decennio avrà di gran lunga sorpassato l’energia nucleare e i computer per quanto riguarda l’impatto sulla nostra vita quotidiana.
Per citare le parole di un commentatore: «La biotecnologia trasformerà tutti gli aspetti della vita umana: l’assistenza medica, l’alimentazione, la salute, il modo di divertirsi, i nostri stessi corpi. Niente sarà più lo stesso.
La biotecnologia cambierà letteralmente il volto del pianeta».

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La genesi del libro è alquanto singolare;Steven Spielberg,che avrebbe poi diretto il film acquistò dall’autore i diritti del libro ancor prima che uscisse nelle librerie di tutto il mondo,prima quindi del successo planetario dello stesso e del film,che si sarebbe rivelato uno dei film di maggior incasso della storia del cinema.
Lo stesso Spielberg reduce da due insuccessi abbastanza rilevanti come Always-Per sempre del 1990 e Hook – Capitan Uncino del 1991 decise di rivolgersi a David Koepp,sceneggiatore e regista hollywoodiano (sue le sceneggiature di La morte ti fa bella e Carlito’s way prima di Jurassic Park) per strutturare una storia che bucasse lo schermo e sbancasse i botteghini.
Sempre Spielberg decise una mossa azzardata che poi si sarebbe rivelata assolutamente vincente,scegliendo di utilizzare in maniera massiccia
la computer grafica, un po’ come aveva fatto la Disney con il capostipite dei film in computer grafica come Tron,uscito nel 1982.
A distanza di 11 anni proprio la computer grafica aveva fatto passi da gigante e Spielberg rivolgendosi alla Industrial Light & Magic scelse di creare un prodotto in cui i grandi sauri apparissero quanto più di reale fosse possibile.
Il risultato fu assolutamente unico nel suo realismo,tanto da funzionare come modello per molte altre produzioni successive.
Un successo che spinse Steven Spielberg a girare nel 1997 un sequel ancora tratto da un romanzo di Chrichton,Il mondo perduto – Jurassic Park (The Lost World: Jurassic Park); ci saranno ancora due film sequel dei primi due,
Jurassic Park III di Joe Johnston (2001) e Jurassic World (2015) diretto da Colin Trevorrow,che a sorpresa si è piazzato al terzo posto tra i maggiori incassi della storia del cinema con 1,6 miliardi di dollari di incasso in tutto il mondo.
Ma a parte la computer grafica,la storia piena di fascino,qual’è il motivo dello straordinario successo di Jurassic Park?
Sicuramente la presenza dei dinosauri,animali che da sempre affascinano il mondo dei più piccoli.
Chrichton dice nel libro:“I bambini amavano i dinosauri perché queste gigantesche creature impersonavano la forza incontrollabile
e sempre incombente dell’autorità. Erano un simbolo dei genitori. Affascinanti e incontrollabili, proprio come i genitori.
E i bambini li amavano, proprio come amavano i genitori.

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Chi di noi,da bambino,non ha sognato o giocato con i grandi sauri,che la mia generazione vedeva disegnati nei cartoni e oggi vengono proposti in 3D?
Un mondo affascinante anche perchè perduto per sempre.
Che resta nell’immaginario di tutti grazie anche alle continue scoperte di fossili,alle splendide ricostruzioni dei musei di storia naturale e sopratutto
grazie ad una mole sempre maggiore di documentari ricostruiti in grafica con tecnologie sempre più perfezionate,che ricreano visivamente
l’habitat naturale dei grandi dinosauri.
Spielberg gioca su questo,sul fascino indiscusso dei dinosauri e sopratutto montando una storia affascinante anche se con alcune inesattezze e con una lunghezza del film davvero inusuale.
Ma alla fine il prodotto che vien fuori è di indiscusso fascino.

Isla Nublar 120 miglia al largo della Costa Rica.
Un operaio è misteriosamente ucciso da un animale feroce;l’isola è di proprietà della In.Gen,una società che conduce misteriosi esperimenti scientifici.
A capo della In.Gen c’è il ricchissimo John Hammond, che grazie alle più avanzate tecniche di clonazione è riuscito a riportare in vita i grandi dinosauri.
I quali ora sono nell’isola di Isla Nubar,protetti da imponenti misure di sicurezza.
Il paleontologo Alan Grant e la paleobotanica Ellie Sattler vengono invitati da Hammond nell’isola,con lo scopo di recensire positivamente l’operazione,creata a scopo commerciale.L’intento di Hammond è infatti quello di fare un gigantesco parco a tema e l’imprimatur dei due scienziati è fondamentale per dare una patina di rispettabilità all’operazione stessa e sopratutto per rassicurare i finanziatori.
Grant e la Sattler assistono stupefatti ad una scena che sembra trasportarli di milioni di anni indietro nel tempo:dinosauri e stegosauri passeggiano
e si godono l’aria di Isla Nubar.
Ma non ci sono soltanto i placidi dinosauri tra le creature clonate dal dottor Henry Wu;i temibili predatori T.Rex,i Velociraptors hanno ripreso vita
e sarà proprio un T.Rex a dare il via ad una serie di avvenimenti che porteranno il gruppo formato dai due scienziati,dai due nipotini di Hammond che
si sono aggregati a loro e il dottor Malcom,esperto matematico in teoria del caos a vivere un’avventura fatta di continui colpi di scena.
Ho limitato al massimo il racconto della trama per lasciare spazio all’immaginazione di coloro che non hanno visto questo classico dell’avventura,
un film godibile dall’inizio alla fine.
Le incongruenze non inficiano assolutamente il racconto,grazie ad una regia che privilegia sempre e in ogni caso sia l’azione sia la tensione.
Che corre per tutto il film,tra l’alternarsi di scene di grande bellezza,come quella che vede i protagonisti che si sono rifugiati su un albero
ascoltare il canto dei dinosauri o la caccia dei velociraptor al gruppo dei fuggitivi.
Nel film di Spielberg funziona tutto,come un ingranaggio oliato alla perfezione.

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Sicuramente ben amalgamato il cast con un ottimo Sam Neill nel ruolo del professor Grant,assolutamente credibile come scienziato passando per
Laura Dern,la botanica e paleontologa Ellie Sattler,espressiva e in forma, a Jeff Goldblum che è Malcom,il matematico ironico e sacrcastico che per primo intuisce la minaccia della clonazione e della selezione genetica delle uova fecondate tutte femmina;sua la battuta “Dio crea i dinosauri. Dio distrugge i dinosauri. Dio crea l’uomo. L’uomo distrugge Dio. L’uomo crea i dinosauri.I dinosauri mangiano l’uomo. La donna eredita la terra.”
Nella parte di Hammond,pacioso e serafico miliardario che sottovaluta il rischio potenziale di portare tra gli uomini una razza di animali che
con esso non ha mai convissuto c’è Sir Richard Samuel Attenborough,grande regista e attore britannico già direttore di film come Gandhi e A chorus line.
Il suo volto simpatico contrasta con quello del bravissimo e viscido (nel film) Wayne Knight,che interpreta Dennis Nedry l’informatico che vende
alla BioSyn gli embrioni di 15 specie,finendo però per non incassare il prezzo del suo tradimento.
Bene tutto il resto del cast,nel quale spicca Samuel L. Jackson nel ruolo di Ray Arnold,capo dei tecnici informatici.
Menzione d’onore ovviamente per gli effetti speciali e quindi a Dennis Muren, Stan Winston, Phil Tippett e Michael Lantieri e alle belle musiche di
John Williams.
Un film ormai diventato un classico,che non può mancare nella videoteca di un appassionato di cinema.

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Jurassic Park

Un film di Steven Spielberg. Con Sam Neill, Jeff Goldblum, Laura Dern, Richard Attenborough, Joseph Mazzello, Bob Peck, Samuel L. Jackson, Martin Ferrero, B.D. Wong, Ariana Richards, Wayne Knight, Gerald R. Molen, Miguel Sandoval, Cameron Thor, Christopher John Fields, Whitby Hertford, Dean Cundey, Jophery C. Brown, Tom Mishler, Greg Burson, Adrian Escober Fantastico,durata 127 min. – USA 1993. – Universal Pictures

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Jurassic Park banner personaggi

Sam Neill: Alan Grant
Laura Dern: Ellie Sattler
Jeff Goldblum: Ian Malcolm
Richard Attenborough: John Hammond
Bob Peck: Robert Muldoon
Samuel L. Jackson: Ray Arnold
Ariana Richards: Alexis Murphy
Joseph Mazzello: Timothy Murphy
Wayne Knight: Dennis Nedry
Martin Ferrero: Donald Gennaro
BD Wong: Henry Wu
Cameron Thor: Lewis Dodgson
Gerald R. Molen: Gerry Harding
Miguel Sandoval: Juanito Rostagno
Dean Cundey: Tecnico

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Stefano De Sando: Alan Grant
Isabella Pasanisi: Ellie Sattler
Roberto Chevalier: Ian Malcolm
Cesare Barbetti: John Hammond
Michele Gammino: Robert Muldoon
Claudio Fattoretto: Ray Arnold
Valeria De Flaviis: Alexis Murphy
George Castiglia: Timothy Murphy
Vittorio Stagni: Dennis Nedry
Marco Mete: Donald Gennaro
Loris Loddi: Henry Wu
Simone Mori: Lewis Dodgson
Eugenio Marinelli: Juanito Rostagno
Dario Penne: Mr. DNA

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Regia Steven Spielberg
Soggetto dal romanzo di Michael Crichton
Sceneggiatura Michael Crichton, David Koepp
Produttore Gerald R. Molen, Kathleen Kennedy
Produttore esecutivo Lata Ryan, Colin Wilson
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Dean Cundey
Effetti speciali Dennis Muren, Stan Winston, Phil Tippett, Michael Lantieri
Musiche John Williams
Scenografia Rick Carter
Trucco Paul Mejias

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“-Grant: Signor Hammond! Dopo attenta considerazione ho deciso… di non avallare il suo parco!
-Hammond: Anche io!”

“Quanto mi secca avere sempre ragione”

“I dinosauri forse hanno più tratti in comune con gli uccelli attuali di quanto non ne abbiano con i rettili. Guardate l’osso pubico,
rivolto all’indietro come negli uccelli. Guardate le vertebre: piene di sacche d’aria e di cavità esattamente come negli uccelli,
ed il suo nome “Raptor” significa uccello rapace.”

“Ci dovrete far l’abitudine al professor Malcolm, soffre di un deplorevole eccesso di personalità! (John Hammond)”

“È… È un dinosauro! (Alan Grant)”

“L’hai fatto, brutto figlio di puttana. (Ian Malcolm)”

“Ci facciamo una fortuna con questo posto. (Donald Gennaro)”

“Professor Grant, mia cara professoressa Sattler, benvenuti… Al Jurassic Park! (John Hammond)”

“Guarda, si muovono in branchi… Si muovono in branchi. (Alan Grant)”

“Qui non si bada a spese. (John Hammond)”

“Ma chi ci tengono lì dentro, King Kong? (Ian Malcolm)”

“La mancanza di umiltà di fronte alla natura che si dimostra qui… Mi sconvolge. Lei non vede il pericolo che è insito in quello che fa?
La potenza genetica è la forza più dirompente che esista e lei se ne serve come un… Un bambino che gioca con la pistola del padre. (Ian Malcolm)”

“Questa sì che è una bella montagna di merda! (Ian Malcolm)”

“Il Tirannosauro il cibo non l’accetta. Lui vuole cacciare. Non si può sopprimere un istinto vecchio di 65 milioni di anni. (Alan Grant)”

“Mi ricordi di ringraziare John per il bellissimo week-end! (Ian Malcolm)”

“Quando la devi fare, la devi fare. (Ian Malcolm)”

“Dio ci scampi! Siamo nelle mani degli ingegneri… (Ian Malcolm)”

“Io non biasimo la gente per i suoi sbagli ma pretendo che ne paghi lo scotto. (John Hammond)”

“Le nostre vite sono nelle tue mani e ora scopriamo che hai le dita di burro! (John Hammond)”

“Se la caveranno tutti… Chi meglio di un esperto di dinosauri può tirar fuori i bambini dal Jurassic Park? (John Hammond)”

Jurassic Park banner i dinosauri

Apatosaurus
Cearadactylus
Dilophosaurus
Euoplocephalus
Hadrosaurus
Hypsilophodon
Maiasaura
Meganeura
Microceratops
Othnielia
Procompsognathus
Styracosaurus
Stegosaurus
Triceratops
Tyrannosaurus
Velociraptor

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Jurassic Park Parasaurolophus

Il Parasaurophus

Jurassic Park Stegosaurus

Lo Stegosaurus

Jurassic Park Triceratops

Il Triceratops

Jurassic Park Tyrannosaurus rex

Il Tyrannosaurus Rex

Jurassic Park Velociraptor

Il Velociraptor

Jurassic Park Dilophosaurus

Il Dilophosaurus

Jurassic Park Brachiosaurus

Il Brachiosaurus

Jurassic Park banner citazioni dal romanzo

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“Il pianeta è. sopravvissuto a tutto, nel corso del tempo. Sopravvivrà certamente anche a noi.”

“Tutti i più grandi cambiamenti sono come la morte: non puoi vedere l’altro lato finché non sei là.”

“Nella società dell’informazione, nessuno pensa. ”

“La linearità è un modo artificiale di vedere il mondo. La vita vera non è una serie di eventi legati
tra di loro che si verificano uno dopo l’altro come perline di una collana.”

“Il pianeta non è in pericolo. Noi siamo in pericolo. Non abbiamo il potere di distruggere il pianeta:
o di salvarlo. Ma abbiamo il potere di salvare noi stessi.”

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Recensione di Irene Bignardi di La Repubblica

Allora, la scienza può o non può riportare in vita i dinosauri? Per ora no. Nonostante quello che sostiene il geniale Michael Crichton nel suo libro Jurassic Park. Nonostante quello che racconta Steven Spielberg
nel film da sessanta milioni di dollari che ne ha tratto e la cui prima ha prodotto code da ingorgo stradale attorno ai duemila-cinquecento cinema americani in cui è stato presentato. Nonostante il tempismo della
notizia apparsa due giorni prima dell’uscita del film in prima pagina sul “New York Times”, secondo cui sarebbe stato rinvenuto il Dna di un curculionide dell’epoca dei dinosauri, insomma, la materia prima con cui
si potrebbe mettere in moto il fantascientifico esperimento di ridare vita al passato. Per ora non c’è nulla da temere: neppure il più pazzo degli scienziati ci riuscirebbe.
A ridare vita a un mondo perduto ci sono riusciti in ,in compenso degli altri scienziati, i geni della Light & Magic, che, utilizzando tutte le risorse della “computer graphic“, hanno costruito gli stupefacenti dinosauri del film
e dire dinosauri è peccare di genericità. Ci sono i T-Rex come confidenzialmente viene chiamato il più grande e terribile di tutti, il tyrannosaurus rex, protagonista delle scene più terrificanti, quelle che hanno suggerito ai censori
americani di proibire il film ai minori di tredici anni. Ci sono i disneyani brachiosauri dal lungo collo, che hanno la grande qualità di essere vegetariani e di avere il cervello e l’aggressività di una mucca. C’è il delicato triceratops,
che è grosso come due elefanti ma è cagionevole di salute e, nel film, fa cacche gigantesche. Ci sono i gallimimus che corrono e saltellano nei prati, belli come i bisonti di Balla coi lupi. Ci sono i feroci velociraptor,
che corrono e saltano come uccellacci – a cui assomigliano moltissimo – ma che hanno l’intelligenza degli scimpanzè, tanto che sono capaci di aprire le porte e, da bravi carnivori, non mollano facilmente la preda…
Il libro, come il film, si basa su una premessa scientifica remotamente plausibile (e che, a sentire Spielberg, sarà sicuramente praticabile tra una quarantina d’anni). Che il sangue succhiato ai dinosauri dalle zanzare
del Giurassico e del Cretaceo, incapsulato con le zanzare medesime nelle colate di ambra, possa essere estratto, e che, donando questo Dna “liofilizzato”, si possa ricostruire l’intero essere vivente.
La premessa, spiegano gli scienziati, è errata: basti dire che nei globuli rossi non c’è Dna. Poco importa. Anche perché qualcosa di vero c’è. E sulle premesse scientifiche di Jurassjc Park “Newsweek” ebbe modo di costruire un dettagliato
servizio dedicato a questa teoria stimolando, al contempo, curiosità e paura per gli effetti imprevedibili dell’ingegneria genetica, senza contare la mania clonatoria che da qualche anno ha preso gli Stati Uniti: una mania culminata
nell’annuncio fatto da due ricercatori, Raul Cano e George Poinar, che hanno comunicato di aver donato il Dna di un’ape vecchia quaranta milioni di anni ritrovata intrappolata nell’ambra, e nella comunicazione resa dagli scienziati dell’American Museum of Natural History,
che hanno invece donato una termite di soli venticinque milioni di anni. E fortuna che gli scienziati che hanno trovato il Dna di un mammut siberiano non si sono fatti venire l’idea di fare altrettanto…
Come il terrore dell’elettricità ai tempi in cui Mary Shelley scrisse il suo Frankenstein, quello dell’atomica ai tempi di Godzilla, quello della scoperta dello spazio ai tempi di2001, è la paura dei possibili sviluppi incontrollati della scienza, e in questo caso della bioingegneria,
l’idea alla base del mito terrificante di Jurassic Park. Ma – e qui si viene ai “ma” – mentre il libro di Crichton sottolinea con estrema chiarezza il ruolo che, a questo proposito, hanno l’avidità e la presunzione umana, come se l’eterno bambino Spielberg si fosse lasciato affascinare
dai suoi giocattoli, buoni e cattivi, più che dall’apologo sulle deviazioni dell’arroganza prometeica e sulla fame di denaro che una scienza deviata incoraggia, Jurassic Park – il film – si limita a essere un percorso mozzafiato in un luna park delle meraviglie e degli orrori in cui i
personaggi non hanno molte sfumature e la “morale” – obbligatoria in ogni fiaba, rosa o nera – si perde nel flusso di adrenalina.
Il Cattivo – il miliardario Hammond, interpretato un po’ caricaturalmente da Richard Attenborough, che ha inventato e creato in un’isola del Pacifico la sua Disneyland dei dinosauri – è l’ennesimo eccentrico “mad doctor” e non il magnate incosciente che pensa solo al denaro.
E le colpe del disastro che colpisce il Jurassic Park, anziché all’imprudenza, all’approssimazione dovuta all’avidità, alla luciferina presunzione di poter controllare la vita sostituendosi alle leggi di natura, sono da attribuire solo a un ripugnante ciccione che, più avido di tutti,
per avidità combina un grande pasticcio elettronico che porta il parco alla rovina. E dire che Shakespeare, nel Giulio Cesare, invitava a diffidare dei magri…
Come in ogni fiaba che si rispetti, ci sono gli innocenti in pericolo – i nipotini di Hammond, invitati dal nonno a visitare Jurassic Park prima dell’inaugurazione ufficiale -, due deliziosi e vispi bambini che si spaventano un po’ troppo poco di quel che gli capita e le cui nozioni
elettroniche salveranno alla fine, se non il parco, almeno la pelle del clan familiare. Sam Neill è il paleontologo bambinofobo che finirà per essere sedotto dalla freschezza e dall’intelligenza delle due creature. Laura Dern è la sua scialba fidanzata, esperta di paleobotanica
(e desiderosa di maternità). E Jeff Goldblum è il matematico teorico del caos che filosofeggia spiritosamente per tutto il film, cercando di riportare ogni tanto il discorso sui massimi sistemi della reaità della scienza, come suggerisce la foto di Oppenheimer che pende nella sala dei computer.
Ma non c’è, Jurassic Park, la paura allo stato puro di Lo squalo, la poesia di Incontri ravvicinati, l’incanto magico di un personaggio come E.T. La protagonista è la meraviglia della realizzazione e della performance dei dinosauri grandi e piccoli, innocui e crudeli, vegetariani e carnivori –
e tutti femmine (niente di misogino, scoprirete perché): come osserva David Ansen nella sua recensione, “chi ha detto che il cinema di questi tempi non offre grandi parti femminili?”.
Da Irene Bignardi, Il declino dell’impero americano, Feltrinelli, Milano, 1996

Recensione parziale di Lietta Tornabuoni di L Stampa

Era ora. Finalmente, dopo tante parole e tanta virulenza pubblicitaria, gli spettatori possono vedere e giudicare: divertente ma non strepitoso, è nei cinema italiani Jurassic Park che, costato 100 miliardi e 750 milioni di lire, negli Stati Uniti ha già incassato quasi 500 miliardi.
Protagonisti, si sa, i dinosauri . Nella storia li resuscita John Hammond, un ricco americano vecchio e tondo che nel libro di Michael Crichton (editore Garzanti) è un affarista volpino irresponsabile e cinico pronto a trasformare la ricerca genetica in profitto capitalistico,
mentre nel film che Steven Spielberg ha tratto dal bel romanzo è un utopista megalomane interpretato da Richard Attenborough come un nonno bonario, stordito. […]

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Recensioni tratte dal sito http://www.davinotti.com

G.Godardi

Uno Spielberg in vacanza (in realtà con la testa era già a Schindler’s List) che si dimentica di revisionare la sceneggiatura e ci offre un film sì spettacolare ma talmente pieno di buchi narrattivi da sembrare quasi tronco.
Ma tanto si sa che la visione del suddetto è dovuta più agli effetti speciali che alla firma registica. Un lungo luna park visivo che piacerà di sicuro a bambini e ragazzi. Buono il cast. Resta comunque la sensazione di una
bella occasione sprecata (alcune scene sono davvero ottime). Andrà meglio col sequel.
Gugly

L’evoluzione dell’intreccio fino ad un certo punto rispetta il romanzo originale (molto diverso nella conclusione), poi vira piegandosi alle leggi di mercato (il romanzo è più complesso è serio). Citazione per Goldblum nei panni
dello scienziato che non prende nulla sul serio. Tutto il resto è un piacevole spettacolo per adulti e bambini, con uno spruzzo di horror per solleticare i palati.
Magnetti

Location fantastica (Hawaii) e, soprattutto, dinosauri riprodotti in modo straordinario. Ai tempi, quando uscì, alla visione del primo dinosauro si rimaneva a bocca aperta. Bella anche la trovata del DNA dei dinosauri contenuti
nelle zanzare ritrovate all’interno dell’ambra fossile. Il film regge bene tutta la durata con finale aperto per gli immancabili sequel. Il T-rex è spaventoso e il suo verso è la registrazione del rumore che un simulatore della NASA fa quando è in movimento.
Stubby

Purtroppo il tempo è crudele, e ciò che all’epoca era qualcosa di straordinario, rivisto oggi rientra tranquillamente nella norma. Jurassic Park è un film avvincente, con buoni interpreti e un regista che è un vero pioniere del cinema fantastico e fantascientifico.
I dinosauri e su tutti il T-Rex sono splendidamente animati e, all’epoca della sua uscita, facevano veramente rimanere a bocca aperta. Rivisto oggi perde quasi tutto il suo fascino (soprattutto in tv). Comunque un capostipite.
Redeyes

Non si può non riconoscere il titolo di capolavoro a Jurassic Park. È una di quelle pellicole che riviste anche a distanza di anni non delude, anzi. Gli effetti speciali la fanno da padrona, ma non si lascia assolutamente da parte la trama che appare tutt’altro che stiracchiata.
Certo la lunghezza in certi momenti non aiuta, ma è difficile trovare momenti morti. Buono il cast nella sua interezza, anche in virtù del non ricorso ad attrici od attori bellissimi. Spielberg regala l’ennesimo capolavoro.

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2 Risposte

  1. Mi conquistò letteralmente al cinema, oltre ad avere splendidi effetti,la storia non era affatto banale e gli attori bravi.

    Uno dei gioielli di Spielberg

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