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I Spit on Your Grave


La giovane Jennifer, in cerca di un posto tranquillo dove poter scrivere, si reca in una località imprecisata americana per prendere
possesso di una baita nel bosco. Fermatasi per fare rifornimento alla sua auto, ha un diverbio con tre giovani locali che con apprezzamenti pesanti
la costringono a reagire verbalmente. L’incidente non è chiuso perchè avendo bisogno di sistemare il bagno della baita è costretta ad accettare l’aiuto di un giovane con evidenti problemi mentali, Matthew. Imprudentemente, la ragazza per ringraziarlo lo bacia su una guancia e il giovane, fiero del gesto lo racconta ai tre balordi che avevano approcciato Jennifer alla stazione di servizio.
I tre si recano nella baita, ma Jennifer riesce a scappare e a chiedere l’aiuto dello sceriffo locale, che però si rivela della stessa risma dei tre teppisti; per Jennifer inizia una serie interminabile di violenze sessuali e alla fine riesce a sfuggire al gruppo di predatori gettandosi da un ponte nel fiume.
Per alcune settimane viene creduta morta dal branco, ma Jennifer, nascosta nel bosco, sta preparando la sua vendetta,che sarà terrificante…
I Spit on Your Grave, diretto da Steven R. Monroe nel 2010 è il remake del film omonimo diretto nel 1978 da Meir Zarchi, distribuito in Italia con il titolo di Non violentate Jennifer e sostanzialmente introduce nella storia originale la figura


dello sceriffo, altro personaggio sgradevolissimo destinato come il resto della banda di teppisti ad una fine orribile. Un film slasher violentissimo, di gran lunga più sanguinolento dell’originale, inseribile nel filone dei Rape & Revenge, quel particolare sotto genere
dell’horror che già dalla traduzione italiana, stupro e vendetta, inquadra immediatamente di cosa parli il tema.
Fra i Rape & Revenge più famosi molti ricorderanno L’ultima casa a sinistra, (“Last house on the left”, USA, 1972), di Wes Craven, il più famoso di questo particolare genere cinematografico caratterizzato da una violenza cieca e spesso immotivata, praticata sia dagli aggressori sia dalle vittime, con queste ultime che sorpassano in crudeltà le pur orrende azioni dei propri carnefici. I Spit on Your Grave non fa eccezione alla regola, con una escalation di violenza che supera ogni confine del sopportabile visivamente, caratterizzato da scene disturbanti che in passato erano state raramente raggiunte.
Se lo stupro di gruppo ha già in se delle scene per stomaci forti, la vendetta di Jennifer nel confronto dei suoi aguzzini raggiunge vette di orrore visivo raramente viste sullo schermo.

 

 

Dall’evirazione del capo della banda alla sodomizzazione con un fucile dello sceriffo è tutto un fiorire di immagini disturbanti, con sangue a fiumi è un’intensità della storia che raggiunge il parossismo proprio nella parte finale, quando la vendetta di Jennifer arriva a compimento.
Monroe crea, come del resto aveva fatto Zarchi, un’atmosfera emotivamente di vicinanza alla vittima, così che alla fine lo spettatore quasi la vede come una eroina nel compimento di una vendetta che trascende i pur ignobili atti subiti; uno degli espedienti più usati dai registi del genere, tesi a creare una sorta di  vicinanza complice tra vittima e spettatore, che alla fine giustifica anche l’orrore più estremo da parte proprio della vittima.
Film francamente disturbante che Monroe dirige con mano ferma, usando con abilità alcune varianti come la ripresa con tanto di video camera digitale vista attraverso l’occhio della tele camera, un pictures in picture che rende ancor più fredda e allucinata la vicenda, già di per se illividita da una fotografia fredda, quasi glaciale, colorata di un grigio che toglie qualsiasi incanto ad un bosco che incombe paurosamente, sinistro, sulla vicenda.
La storia non ha elementi particolari di novità ma ha una tensione notevole, grazie anche ad un ritmo visivo che è uno dei punti di forza della storia.
Molto brava la protagonista, Sarah Butler, che assomiglia fisicamente a quella Camille Keaton di Non violentate Jennifer e che appare poi gelida, implacabile nel momento della vendetta, che colpirà anche l’unico incolpevole della vicenda, quel Matthew che in realtà partecipa allo stupro più da vittima che da carnefice.
Film cupo, violento, va visto solo se si è di stomaco forte.

I Spit on Your Grave
Regia di Steven R. Monroe, con Sarah Butler, Lindberg, Daniel Franzese, Tracey Walter, Rodney Eastman. Genere Horror 2010, durata 107 minuti.

 

Sarah Butler: Jennifer
Jeff Branson: Johnny
Andrew Howard: Storch
Daniel Franzese: Stanley
Rodney Eastman: Andy
Chad Lindberg: Matthew
Tracey Walter: Earl
Mollie Milligan: Mrs. Storch
Saxon Sharbino: Chastity
Amber Dawn Landrum: Ragazza alla stazione di servizio

Regia Steven R. Monroe
Sceneggiatura Stuart Morse
Produttore Lisa Hansen e Paul Hertzberg
Produttore esecutivo Jeff Klein, Gary Needle, Alan Ostroff e Meir Zarchi
Casa di produzione CineTel Films, Anchor Bay Films e Family of the Year Productions
Fotografia Neil Lisk
Montaggio Daniel Duncan
Effetti speciali Regina Chapman, Alan Lashbrook e Kenneth Speed
Musiche Corey Allen Jackson
Scenografia Dins Danielsen
Costumi Bonnie Stauch
Trucco Jason Collins, Heather Henry, Elvis Jones e Chelsea Payne

maggio 2, 2020 - Posted by | Horror | ,

2 commenti »

  1. L’originale del 1978 è uscito da noi in Italia solo nel 1984…. Incredibile. Un bel cazzottone nello stomaco.
    Ho visto questo remake e anche il numero 2 (che è ancora peggio in quanto a torture e morti originali), il 3 me lo risparmio…
    Il capostipite del ’78 è quello che trovo il migliore di tutti. Senza dubbio.

    Commento di johntrent70 | maggio 2, 2020 | Rispondi

    • Non violentate Jennifer è stata una perla,una delle ultime cose decenti degli anni 70. Un film innovativo, perchè salvo rarissimi casi non c’era mai stata una violenza così brutale mostrata sullo schermo, sopratutto immotivata.Per quanto riguarda il remake si segnala per la violenza delle scene e per qualche buona trovata.Non ho visto ( e mai vedrò) il 2 e il 3, immagino siano minestre riscaldate

      Commento di Paul Templar | maggio 2, 2020 | Rispondi


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