Il salvatore (Le sauveur)

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Una storia d’amore sullo sfondo della guerra, dell’occupazione nazista della Francia sotto la presidenza di Petain capo del governo collaborazionista di Vichy.
E’ questa l’ossatura di Il salvatore (Le sauveur) film diretto da Michel Mardore alla sua prima regia delle due globali in ambito cinematografico, regista rimasto in seguito praticamente inoperoso per motivi inspiegabili visto l’ottimo inizio rappresentato da questo film.
Una storia d’amore, dicevo, tra una ragazzina quattordicenne nel film, Nanette, interpretata dalla bellissima Muriel Català alla sua prima apparizione cinematografica ed un enigmatico pilota, Claude, molto più grande di lei.

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Siamo nelle campagne francesi,Nanette è un’adolescente ribelle e anticonformista che vive in una famiglia contadina;è anche alle prese con i primi turbamenti sessuali,Nanette,come tutte le sue coetanee.
Sarà un incontro casuale a scatenare il lei la tempesta e a cambiarne irrimediabilmente il destino.
Durante una delle sue passeggiate a cavallo nei boschi, Nanette si imbatte in un giovane che si disseta vicino ad uno stagno;è ferito,così Nanette,d’istinto,decide di portarlo a casa sua e nasconderlo su in soffitta.
Inizia così una convivenza clandestina tra i due, sotto gli occhi ignari della famiglia;Claude diventa, per Nanette,il confidente e l’amico ideale.
La ragazza è giovane,è bella ed è anche disponibile ma Claude, con molto autocontrollo sembra ignorarne le grazie e l’offerta dell’acerbo corpo;questo gioco delle parti continua, con i canonici ruoli di preda e cacciatore assolutamente invertiti.

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Ma è in arrivo la svolta…
Per motivi legati allo sviluppo della trama evito di continuare il racconto della stessa.
La terza parte del film ( le prime due sono descrittive del rapporto amoroso raccontato) trasportano il film in un’altra dimensione narrativa;le cose cambiano bruscamente e la figura di Claude cambia radicalmente aspetto.
Scopriremo infatti chi è, quali erano le sue reali motivazioni e sopratutto assisteremo ad un finale amaro e se vogliamo anche inevitabile.
Un film molto intenso e sicuramente ben diretto,Il salvatore.
Che inspiegabilmente non ha mai avuto una traduzione e un doppiaggio in italiano.
Credo che i motivi della scelta distributiva risiedano nella natura di alcune sequenze del film stesso;basti citare come esempio la lunga sequenza in cui Nanette e Claude, completamente nudi,fanno il bagno in un ruscello,ripresi senza morbosità,anzi con una grazie e delicatezza inusuali frontalmente e a lungo.Un gioco vero e proprio,tra due persone diverse negli anni, ma accomunate dal desiderio di libertà, di gioco quasi in una natura splendida che fa da contorno e da spettatrice.

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Non c’è sesso, perchè la natura dei rapporti tra i due protagonisti rimarrà platonica,tuttavia è anche vero che la Català nel film ha 14 anni e nella realtà un corpo adolescenziale che avrà influenzato la scelta di non proporre il film alla censura italiana nel timore di radicali tagli.
Ci sono diverse scene di nudo,nel film.
Ma vi garantisco che non hanno assolutamente nulla di morboso.
Come già detto, tra i due protagonisti si instaurerà un rapporto che non sfocerà mai in un amplesso visibile;la storia avrà quindi un andamento lineare fino al colpo di scena che introdurrà il film alla parte più drammatica e se vogliamo inaspettata, con un finale che si dilata nel tempo di vent’anni,quando vedremo la bellissima e acerba Nanette trasformata in una donna sciatta e anonima rivedere l’amore giovanile che invece ha conservato quasi le sembianze di un tempo nella sequenza più drammatica del film.
I due protagonisti, Horst Buchholz e Murile Catala sono assolutamente ineccepibili nella loro recitazione, che rende particolarmente veritiero e credibile il racconto;l’attore berlinese, indimenticato protagonista di I magnifici sette all’epoca in cui venne girato il film aveva ben 38 anni ma sicuramente riesce a rendere senza età e senza precisi riferimenti l’anagrafica del protagonista Claude.

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Che sembra nel film stesso un gentiluomo medioevale, granitico nella sua posizione di assoluto rispetto della virginale figura di Nanette;le profferte ingenue e spontanee dell’acerbo corpo di Nanette infatti non sembrano smuovere quelli che sembrano principi morali radicati e inderogabili.
C’è una frase assolutamente emblematica che lo stesso Claude pronuncerà in un momento topico del film:”“Un soldato inglese o un partigiano francese non ti avrebbero rispettata come ho fatto io”.
Il che è verità assoluta.
Muriel Català,bella e seducente, esordisce sullo schermo portando tutta la sua sensuale bellezza e rendendosi credibile nel ruolo della giovane Nanette;certo,l’attrice aveva 19 anni all’epoca delle riprese e la cosa è ben visibile.
Il corpo non ha più le acerbe grazie tipiche dell’adolescenza, è sicuramente più maturo ma la Català ha un’aria da adolescente assolutamente credibile.
E’ un vero peccato che in seguito abbia avuto poche possibilità di esprimersi fin endo per scomparire nell’anonimato dopo la sua ultima apparizione in una mini serie tv inedita in Italia,Le roi qui vient du sud distribuita nel 1979.A soli 27 anni la Catala scomparve dal cinema per vivere una vita lontana dai riflettori.

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Una nota a margine:
posseggo questo film da molto tempo,lo stesso in pratica che ho usato per cercarlo.
Ne avevo sentito parlare benissimo da amici e amiche di un forum specializzato di appassionati di cinema.
Non avevo avuto modo di vederlo, scoraggiato dal fatto che la versione in mio possesso era in lingua francese con sottotitoli in inglese.
Inutilmente ho aspettato il suo doppiaggio, così ieri, con molto tempo a disposizione,l’ho guardato.
Ed è stata una sorpresa,molto piacevole
Una storia d’amore,dolce.
E’ questo quello che vi attende,per buona parte del film;poi il finale, crudele ed amaro.
Una perfetta sintesi della vita, se vogliamo,in alcune delle nostre esistenze.
Chi voglia cimentarsi con la sua visione può farlo all’indirizzo

https://www.youtube.com/watch?v=p4SAoMKzUto.

E’ necessario però avere un account Google, essendo il film vietato ai minori.

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Il salvatore (Le sauveur)

diretto da Michel Mardore, con Horst Buchholz,Muriel Catalá,Hélène Vallier,Roger Lumont,Henri Vilbert Drammatico Francia 1971 Durata 90 minuti

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Horst Buchholz … Claude
Muriel Catalá … Nanette
Hélène Vallier … Madre di Nanette
Roger Lumont … Padre di Nanette
Henri Vilbert …L’assessore Flouret
Danièle Ajoret … Nanette adulta
Michel Delahaye … Monnery
Jean-Pierre Sentier … Il marito di Nanette
Frédéric Norbert … Henri
Yves Hugues …Il figlio grande di Monnery
Jacques Serres… Il figlio piccolo di Monnery

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Produzione: Michel Mardore
Regia: Michel Mardore
Muscihe: Pierre Jansen
Fotografia:William Lubtchansky
Montaggio: Françoise Bonnot

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L’opinione del sito http://www.fimtv.it

Intensa opera prima di Michel Mardore, è una pellicola molto singolare mai distribuita in Italia (ma reperibile in un Dvd pubblicato in Francia, purtroppo senza sottotitoli in Italiano). Il film in originale conteneva scene molto ardite con dei nudi frontali integrali decisamente conturbanti del protagonista maschile Hots Bucholz. La versione in Dvd (che porta a 97 minuti la durata di un’opera che in originale era di 105 minuti), taglia purtroppo proprio alcune di queste scene (colpa evidente di una “censura” oscurantista attiva anche in Francia): la versione è comunque accurata e meriterebbe davvero una visione. Gli extra mostrano i provini realizzati per la scelta della protagonista della storia, dove ha la meglio la straordinaria Muriel Catala su una acerba, giovanissima e ancora sconosciuta Isabelle Adjani ugualmente provinata, ma con scarsi risultati.

L’opinione di hupp2000 dal sito http://www.filmtv.it

(…) Michel Mardore, regista pressoché sconosciuto e autore di soli due lungometraggi, dirige nel 1971 un film coraggioso per la sua epoca. Il cinema francese è stato per troppi anni restio ad affrontare senza ipocrisie la brutta pagina del collaborazionismo durante l’occupazione tedesca. Una lentezza reiterata nei confronti della non meno ingloriosa vicenda della guerra d’Algeria. “Le sauveur” è in anticipo sui tempi e questo è per me un indubbio merito. La sua ambientazione nella Francia rurale è suggestiva, accurata e ricorda scenari spesso presenti nei film di Claude Chabrol. Nell’incarnare l’affascinante e ambiguo personaggio di ”Claude”, Horst Buchholz (accreditato nei titoli di testa con una sola acca) trova forse il ruolo più riuscito della sua carriera. L’attore tedesco, raramente alle prese con parti di primo piano, appare ben distante da quel Colorado, ingenua e impetuosa mascotte dei “Magnifici sette” di John Sturges o dall’esilarante attivista della Repubblica Democratica Tedesca in “Uno, due, tre” di Billy Wilder. Qui, la sua prestazione è altamente drammatica, terribilmente seria. Il suo è un personaggio autorevole e gentile, comprensivo e determinato, bello e in apparenza mai agggressivo. L’improvvisa scoperta della sua vera identità è un momento da brividi, come giustamente sottolineato nella recensione di Fratellicapone. Con un’unica inquadratura dal basso verso l’alto, l’intera struttra narrativa crolla e lo spettatore scopre stupefatto di aver visto fin lì un film credendo di vederne un altro. Grandissimo cinema, ma per la piccola Nanette il colpo è tremendo. Non se ne rimetterà mai, anche se anni dopo verrà il giorno di un’amarissima vendetta. Non più bambina e non ancora donna, Nanette espone le sue grazie senza alcuna malizia, si spoglia e si mostra senza alcun intento provocatorio. Certo, all’epoca del film l’attrice Muriel Catala non aveva più 14 anni, ma quasi 19 e si vede. Tuttavia, la lunga scena del bagno nel torrente insieme a Horst Buchholz, a dispetto dei due corpi nudi, riesce ad essere ludica, gioiosa e addirittura pudica.(…)

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I primi turbamenti (Faustine et le belle ètè)

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Esordio cinematografico per Nina Companeez,prolifica scrittrice di cinema che l’anno dopo I primi turbamenti (Faustine et la belle ètè) girerà Colinot l’alzasottane, la gradevole commedia che segnerà l’addio al cinema della divina Brigitte Bardot.
Aldilà del titolo ammiccante,appioppato dalla solita furbetta distribuzione italiana e che costrinse la regista a rinviare l’uscita del film in Italia fino al 1975 (il film è in realtà girato nel 1971) I primi turbamenti è una commedia adolescenziale caratterizzata da una trama dallo sviluppo sonnolento,didascalico e sopratutto da una colonna sonora di stampo classico nella quale predominano autori come Schumann, Chopin, Ciajkovskij, Liszt che segna anche l’affermazione di una giovanissima attrice destinata ad una lunga carriera cinematografica,Isabelle Adjani.

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La trama in sintesi:
Faustine, una bella e timida sedicenne che vive a Parigi assiste alla fine del matrimonio tra i suoi genitori, che per evitarle il trauma della separazione decidono di inviarla in campagna a casa dei nonni.Siamo agli inizi dell’estate e la giovanissima e inesperta ragazza si ritrova in un ambiente di provincia, che nasconde però vite personali complesse.
L’esempio probante è la famiglia che abita in una villa vicina a quella dei suoi nonni;Faustine ben presto “spia” le vicende personali dei vicini, che nascondono storie scabrose.
La signora Claire per esempio nutre interessi incestuosi per il figliastro Florent, che a sua volta ha una relazione sessuale con la cugina Camille;Julien,marito di Claire è un musicista sensibile ignaro dei pensieri della consorte mentre la giovane Ariane ha una relazione con un contadinotto del posto.
In quell’atmosfera morbosa, Faustine sviluppa la propria sessualità finendo per accettare la corte del giovane Jean Jacques, fratello di Julien.
Ma non sarà a lui che la ragazza si concederà, bensì al sensibile, silenzioso Joachim,un giorno che si ritrova sorpresa da un temporale estivo mentre si sta bagnando nuda in un lago…

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Film di ritmi tranquilli,I primi turbamenti gioca tutte le sue carte proprio nella descrizione da un lato del passaggio adolescenziale della bella Faustine all’età adulta e dall’altro nel mostrare le vite parallele dei vicini nelle cui vite la ragazza involontariamente si inserisce.
Il mondo degli adulti, con le sue contraddizioni,i suoi segreti e i suoi piccoli peccati finiscono per indicare la strada della maturità a Faustine, che a fine estate perderà parte del suo candore e del suo idealismo per rendersi conto che la vita da adulti è ben diversa dall’immaginato.
Una bella fotografia, delle belle musiche e dei dialoghi non banali caratterizzano questo film che come ho detto è stato penalizzato da una distribuzione discutibile, finendo per passare ingiustamente inosservato e sopratutto bandito dalle visioni televisive.

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I primi turbamenti è quindi un film molto raro nella versione italiana e circola in rete sono nella versione in lingua originale.
Prima di chiudere segnalo le due splendide protagoniste del film, Muriel Catala e Isabelle Adjani, brave e affascinanti.
I primi turbamenti
Un film di Nina Companeez. Con Isabelle Adjani, Muriel Catala, Marianne Eggerickx Titolo originale Faustine et la belle été. Commedia, durata 98 min. – Francia 1971.

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Muriel Catalá: Faustine
Claire Vernet: Claire
Jacques Spiesser: Florent
Francis Huster: Joachim (Gian-Giacomo nella vers. it.)
Georges Marchal: Julien
Isabelle Adjani: Camille
Marianne Eggerickx: Ariane
Maurice Garrel: Jean
Jacques Weber: Haroun
Valentine Varela: Marie
Nathalie Baye: Giselle
Pierre Plessis: Henri, il nonno
Andrée Tainsy: la nonna
Virginie Thévenet: prima studentessa
Isabelle Huppert: seconda studentessa
César Torres: amico di Haroun

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Vittoria Febbi: Faustine
Flaminia Jandolo: Claire
Roberto Chevalier: Florent
Manlio De Angelis: Joachim (Gian-Giacomo nella vers. it.)
Michele Gammino: Julien
Serena Verdirosi: Camille
Micaela Esdra: Ariane

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Regia Nina Companéez
Sceneggiatura Nina Companéez
Produttore Mag Bodard
Casa di produzione Marianne Productions, Parc Film, Union Générale Cinématographique (UGC), Universal Productions France
Fotografia Ghislain Cloquet
Montaggio Raymonde Guyot
Musiche Bruno Rigutto
Scenografia Claude Pignot

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L’opinione del sito http://www.mymovies.it
Faustine (Muriel Catala), una studentessa parigina appena sedicenne, viene mandata in campagna presso i nonni per le vacanze estive essendo i suoi genitori in procinto di separarsi. La ragazza si ritrova così a fare da spettatrice ai numerosi ‘giochi d’amore’ che si svolgono tra i componenti di una famiglia borghese, abitanti in una bella villa dei dintorni. Faustine è colpita soprattutto dall’amore incestuoso della signora Claire per il figliastro Florent che segretamente ama la cuginetta Camille, anch’ella sedicenne (Isabelle Adjani, agli albori della sua carriera). Anche Faustine verrà travolta dalla passione, finendo sedotta dal maturo Julien, marito di Claire. I primi turbamenti, che segna l’esordio registico di Nina Campaneez (già sceneggiatrice di fiducia di Michel Deville), si avvale di una colonna sonora di prim’ordine (Schumann, Chopin, Ciajkovskij, Liszt) e di una giovanissima Isabelle Adjani, destinata a una sfolgorante carriera successiva.
L’opinione di Saintgifts dal sito http://www.davinotti.com

Faustina donna-bambina, onnipresente nell’estiva campagna francese, ora dorata dal sole, ora piovosa, rubando la luce e le inquadrature all’impressionismo. Personaggi che si sfiorano, donne appassionate e uomini perennemente indecisi, tutto declinato in atmosfere poetiche, con amplessi solamente declamati, o sognati. C’è un po’ di tutto in questa vacanza campagnola, dove i giovani cercano la sicurezza dei meno giovani e i meno giovani cercano la freschezza di corpi appena sbocciati. Simbolico e troppo sospeso. Evanescente.

L’opinione di Stefania dal sito http://www.davinotti.com

Proustiano: una ricerca del tempo perduto all’ombra delle fanciulle in fiore. Nessuna immediatezza, tutto è filtrato dalla memoria, la fotografia virata al seppia fossilizza e relega inesorabilmente nel passato i primi turbamenti dell’adolescenza: la voce narrante dell’adulto che ricorda non c’è, eppure la si avverte, in sottofondo, chiosare ogni inquadratura, rievocare, riflessiva e lirica, ogni tappa del rito di passaggio all’età adulta, nello spazio di un’estate. Calligrafico e nostalgico.

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