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L’ultimo inquisitore

Spagna,1792

Francisco Goya è uno dei pittori più importanti e famosi d’Europa.
Assieme al dipinto che sta creando per la Regina Maria Luisa di Borbone-Parma, Goya accetta anche commissioni da privati, fra le quali
c’è quella di ritrarre Ines Bilbatua, la bella figlia del mercante Tomas e quella per Lorenzo Casamares, inquisitore del regno.
I destini della giovane Ines e quello dell’inquisitore si incrociano fatalmente proprio nello studio di Goya.
Sono gli anni della massima repressione ecclesiale nei confronti di tutto ciò che la chiesa non ritiene consono alla fede. Le incisioni di Goya sono viste con sospetto,ed è lo stesso inquisitore a dover difendere il pittore presso le alte sfere clericali.
Contemporaneamente Casamares invita i suoi collaboratori a intensificare la lotta contro l’eresia e contro quello che è definito genericamente il male.
Così la povera Ines, solo per aver rifiutato di mangiare una banale bistecca di maiale, viene accusata di pratiche di giudaismo e e trascinata davanti al tribunale dell’inquisizione. Qui viene sottoposta al crudele supplizio della corda, uno dei tanti disumani metodi utilizzati dall’inquisizione; pur essendo del tutto innocente Ines non resiste alla tortura e confessa colpe non commesse.

Tradotta in carcere la sventurata Ines ormai psicologicamente
debilitata dalla prigionia e dalla tortura, viene anche sedotta con la forza dall’inquisitore, che la bramava dal momento in cui l’aveva conosciuta.
Inutilmente il padre della ragazza e lo stesso Goya cercano di ottenerne la liberazione; l’inflessibile Casamares a questo punto viene sequestrato da Tomas Bilbatua, che usando gli stessi sistemi dell’inquisizione ottiene una confessione falsa da parte di Casamares. L’inquisitore viene rilasciato e accetta, dietro un lauto compenso, di intercedere presso i superiori per ottenere la liberazione di Ines.
Il tutto inutilmente.
Il documento che l’uomo aveva firmato a casa Bilbatua, compromettente, viene inviato all’inquisizione che a questo punto espelle Lorenzo,che così è costretto alla fuga.
Passano 15 anni e la storia cambia registro con una radicale svolta nella vita della Spagna; le truppe napoleoniche invadono la Spagna e il tribunale inquisitorio viene dichiarato fuorilegge.


Ines viene liberata ma della bella ragazza di un tempo non rimane più nulla. Ora è una donna segnata nel corpo e nella mente dalla lunghissima prigionia; Ines cerca aiuto dalla sua famiglia,ma scopre con orrore
che sono morti tutti e a questo punto non le resta altro da fare che rivolgersi a Goya, che un tempo le si era mostrato amico.
Goya la accoglie con affetto, ascolta la storia delle sue peripezie, dall’imprigionamento al rapporto con Lorenzo fino alla nascita di una bimba, che le è stata sottratta dopo la nascita.
In Spagna arriva l’ex inquisitore, ora passato dal clericalismo più abietto al fanatismo anti religioso tipico delle truppe napoleoniche, eredi di quella Francia post rivoluzionaria che aveva di fatto decapitato buona parte dei prelati francesi.
Si è sposato, ha tre figli ma è rimasto un uomo inflessibile nelle sue idee.
Da questo momento in poi le cose si svilupperanno in modo drammatico…


L’ultimo inquisitore è un film diretto dal grande Milos Forman nel 2006, un film di assoluto livello costruito con una sceneggiatura di prim’ordine e assolutamente scorrevole; una storia che ripercorre anni gli bui dell’inquisizione del XVIII secolo, una delle vergogne
della chiesa vista anche in concomitanza con l’imposizione, in Spagna, della “pax napoleonica”, l’esportazione francese di quella che era la rivoluzione nata con ben altre motivazioni e trasformatasi, con Napoleone, in bieco imperialismo.
Forman analizza proprio la storia spagnola dell’inquisizione con più di un parallelo con la propria storia personale,quella di un uomo che ha vissuto un altro tipo di inquisizione,non quella religiosa bensì quella politica, quella di un comunismo che ha utilizzato in passato
sistemi molto simili a quelli usati proprio dall’inquisizione.
Ma il discorso resta ovviamente in secondo piano; spazio ad un racconto fatto di storie individuali che mostrano sfaccettature legate anche al momento storico. C’è un’analisi del personaggio di Goya che lo mostra come un uomo intento principalmente alla sua arte,con tutta l’attenzione alle cose politiche, al desiderio di non inimicarsi i potenti sia per ottenere commesse artistiche,sia per vivere tranquillo .Il contraltare, speculare, è dato dal fanatismo di Lorenzo, intransigente nella fede come nella politica e che alla fine pagherà proprio la sua incapacità alla moderazione con la morte.
Ma la figura di Goya non è affatto meschina; l’uomo Goya, l’artista Goya, racconta un’epoca in profondo e velocissimo mutamento riuscendo a non tradire la propria arte.


Il suo distacco non è cinico ma realistico.
Lo dimostra (nel film) l’inutile interessamento alla sorte di Ines,che più di tutti diviene l’emblema dell’ingiustizia e della sopraffazione,con una vicenda personale che solo alla fine troverà un minimo di giustizia e una parziale consolazione a quanto patito in passato.
Il film è davvero bello, impreziosito sia da un’ambientazione raffinata (la corte,i quadri di Goya, i cambiamenti socio politici) sia da una fotografia che esalta costumi e location utilizzati in maniera magistrale.
Grande lavoro del cast,con citazione per tutti: dal satanico Javier Bardem ( Lorenzo Casamares ) alla bella e dolente Natalie Portman ( Inés Bilbatua ) all’impeccabile Stellan Skarsgard ( Francisco Goya )
Un film da non perdere,assolutamente

L’ultimo inquisitore
un film di Milos Forman,con Javier Bardem, Natalie Portman, Stellan Skarsgård, Randy Quaid, Michael Lonsdale. Titolo originale: Goya’s Ghosts. Genere Drammatico, – Spagna, 2006, durata 117 minuti, distribuito da Medusa.

Javier Bardem: Lorenzo Casamares
Natalie Portman: Inés Bilbatua / Alicia
Stellan Skarsgård: Francisco Goya
Randy Quaid: Carlo IV di Spagna
Blanca Portillo: Regina Maria Luisa
Michael Lonsdale: Padre Gregorio
José Luis Gómez: Tomás Bilbatúa
Mabel Rivera: María Isabel Bilbatúa
Mercedes Castro: Doña Julia
Aurélia Thiérrée: Henrietta
Fernando Tielve: Álvaro Bilbatúa
Unax Ugalde: Ángel Bilbatúa
Julian Wadham: Giuseppe Bonaparte
Craig Stevenson: Napoleone
Cayetano Martínez de Irujo: Duca di Wellington

Roberto Pedicini: Lorenzo Casamares
Ilaria Stagni: Inés Bilbatua / Alicia
Luca Biagini: Francisco Goya
Paolo Lombardi: Carlo IV di Spagna
Ludovica Modugno: Regina Maria Luisa
Gianni Musy: Padre Gregorio
Oreste Rizzini: Tomás Bilbatúa
Maria Grazia Dominici: María Isabel Bilbatúa
Tiziana Avarista: Henrietta
Stefano Crescentini: Álvaro Bilbatúa
Francesco Venditti: Ángel Bilbatúa
Angelo Maggi: Giuseppe Bonaparte
Sandro Sardone: Corniciaio
Mino Caprio: Monaco
Bruno Alessandro: Monaco
Roberto Stocchi: Monaco
Saverio Moriones: Giudice
Pieraldo Ferrante: Charlentain
Loris Loddi: Napoleone
Enrico Di Troia: Messo del re
Diego Reggente: Direttore del manicomio

Javier Bardem: Lorenzo Casamares
Natalie Portman: Inés Bilbatua / Alicia
Stellan Skarsgård: Francisco Goya
Randy Quaid: Carlo IV di Spagna
Blanca Portillo: Regina Maria Luisa
Michael Lonsdale: Padre Gregorio
José Luis Gómez: Tomás Bilbatúa
Mabel Rivera: María Isabel Bilbatúa
Mercedes Castro: Doña Julia
Aurélia Thiérrée: Henrietta
Fernando Tielve: Álvaro Bilbatúa
Unax Ugalde: Ángel Bilbatúa
Julian Wadham: Giuseppe Bonaparte
Craig Stevenson: Napoleone
Cayetano Martínez de Irujo: Duca di Wellington

marzo 18, 2020 Posted by | Drammatico | , , , | 2 commenti

V per Vendetta

V per Vendetta locandina 1

5 novembre 1605 a Londra il trentaseienne Gui Fawkes,militare inglese,tentò di assassinare re Giacomo I d’Inghilterra e di sterminare in un colpo solo tutti i membri del parlamento inglese con un attentato passato alla storia come La congiura delle polveri,attentato dinamitardo che prevedeva di far saltare per aria l’intero Parlamento.Scoperto pochi istanti prima che riuscisse nel suo intento,Fawkes venne arrestato e sottoposto a tortura;alla fine stremato e agonizzante,l’uomo rivelò i nomi dei suoi complici che vennero arrestati e condannato a morte con loro.

Fawkes venne dapprima impiccato,poi decapitato e infine squartato,triste sorte riservata a coloro che attentavano alla vita dei monarchi.Da quel momento il suo volto,stilizzato,divenne famoso come La maschera di Fawkes.E da questo episodio storico il grandissimo Alan Moore autore di fumetti come Batman: The Killing Joke, Watchmen, From Hell ottiene ispirazione per il suo V per vendetta,mutuandone anche la maschera che diverrà l’inseparabile compagna del rivoluzionario inglese.Con la collaborazione di David Loyd,geniale illustratore,Moore crea un personaggio fra i più amati del mondo dei fumetti,anche se definire tale V per vendetta appare davvero riduttivo.Nel 2005 l’australiano James McTeigue dirige l’opera tratta dal fumetto,suscitando le ire di Moore,che disconobbe il film;il che a ben vedere suona come un paradosso,visto sia il successo ottenuto dalla pellicola sia la buona accoglienza riservata dalla critica al film.

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I motivi dei dissapori tra Moore e James McTeigue sono da ricercarsi sicuramente nelle grandi differenze tra il fumetto e la storia visiva;ancora una volta Moore rimane deluso da una riduzione delle sue opere,cosa che era accaduta ( a ragione) con film come La leggenda degli uomini straordinari e La vera storia di Jack lo squartatore entrambi davvero deboli rispetto al forte impatto visivo della penna di Moore.Grazie alla sceneggiatura dei fratelli Andy e Lana Wachowski il film vede la luce nel 2005.Sono 130 minuti di bel cinema,appassionante e dal fascino sottile il risultato di questa operazione,una delle migliori,a mio giudizio,trasposizioni cinematografiche di una Graphic novel,termine probabilmente più ampio per descrivere l’opera di Moore. La trama in breve:

Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto, nel tempo il ricordo andrebbe interrotto. Ma l’uomo? So che il suo nome era Guy Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese. Ma chi era realmente? Che tipo d’uomo era? Ci insegnano a ricordare le idee e non l’uomo, perché l’uomo può fallire. L’uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato. Ma 400 anni dopo ancora una volta un’idea può cambiare il mondo. Io sono testimone diretto della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… Ma non si può baciare un’idea, non puoi toccarla né abbracciarla; le idee non sanguinano, non provano dolore… le idee non amano. Non è di un’idea che sento la mancanza ma di un uomo, un uomo che mi ha riportato alla mente il 5 novembre: un uomo che non dimenticherò mai. (Evey)”

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Siamo in Inghilterra,il periodo è quello che va grosso modo tra il 2005 e il 2015; dieci anni di lotte intestine e sconvolgimenti sociali hanno generato un periodo di instabilità politica e sociale.Il partito nazionalista di Adam Sutler,approfittando di un attacco biologico che ha prodotto quasi centomila morti ha preso il potere,instaurando nel paese una dittatura feroce e repressiva fino agli estremi limiti.La popolazione assiste inerme e inerte,tanto che V,il giustiziere che comparirà a breve sulla scena non esita a dire parole profetiche e amare:”Ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole non c’è che da guardarsi allo specchio.”Tutto sembra sotto il controllo assoluto di Sutler,di Peter Creedy,potente capo della polizia segreta,che ambisce a prendere il posto di Sutller,di Lewis Prothero,presentatore televisivo di gran successo.All’improvviso a turbare l’ordine costituito arriva un misterioso individuo,V,vestito di nero e con il volto coperto da una maschera che ricorda il dinamitardo Gui Fawkes;l’uomo compare nella tv durante il pranzo,arringando in modo colto il pubblico casalingo attonito ma al tempo stesso affascinato dalle sue parole.Chi è il misterioso V,chi si nasconde dietro la sua maschera?

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Apprendiamo frammenti del suo passato. V.è stato vittima di terrificanti esperimenti biologici,promossi da Sutler per tenere sotto controllo la nazione ma anche per specularci su.E’ stato lui a incendiare il laboratorio nel quale era sottoposto agli esperimenti,rimanendo però orribilmente ustionato.Un incontro importante per l’economia della storia è quello tra V. e Evey Hammond, una giovane che ha perso la famiglia e che V. sottrae ad un tentativo di stupro all’inizio del film.V.inizia la sua vendetta,eliminando uno dietro l’altro i responsabili dell’esperimento in cui è rimasto orribilmente sfigurato ma anche della morte di decine di migliaia di persone.Lewis Prothero,il potente capo dell’informazione,responsabile del campo in cui era costruito il laboratorio è il primo a cadere.Tocca poi a James Lilliman, un vescovo pedofilo che esercitava nel campo a cadere,grazie anche alla collaborazione di Evey ed infine alla dottoressa Delia Surridge che ucciderà con una iniezione letale.Inseguito dall’ispettore capo Eric Finch,un onesto funzionario di polizia, poco convinto dell’onestà dei suoi capi, V.arriva al momento della verità,quello in cui dopo aver arringato la folla e averli finalmente convinti della necessità di agire,spinge le cose fino alle estreme conseguenze,grazie anche all’aiuto di Evey.La trama è molto più complessa e presenta tante sfaccettature,che non ho spiegato per evitare di rivelare troppo del film.Un film teso e avvincente,vibrante,una volta tanto con una tematica di fondo ben precisa e innestata su un racconto collaudato come la storia di Moore;fece molto male lo sceneggiatore inglese a misconoscere quest’opera. Ben al di là delle correzioni apportate da James McTeigue alla graphic novel,il film ha una sua vita e interesse davvero unici.

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L’appassionante storia del vendicatore mascherato,nemico del potere e libertario convinto che da solo scuote una popolazione anestetizzata dalla propaganda buca lo schermo,colpisce lo spettatore.Il messaggio anarchico di V. per quanto non condivisibile nei mezzi ma solo nelle intenzioni ha un impatto dirompente;lo spettatore parteggia per il vendicatore, anche se utilizza mezzi assolutamente poco ortodossi per raggiungere il suo scopo.Che in fondo è nobile:risvegliare le coscienze anestetizzate dalla propaganda e dal brutale sistema poliziesco instaurato da Sutler e accettato supinamente da tutti.

Molte le scene da antologia del genere;una su tutte,il gigantesco domino che V.abbatte con tanto di esplosione finale,l’imprigionamento di Evey,l’assalto alla sede della tv,la consegna delle maschere alla popolazione, i rivoltosi vestiti come V. che fronteggiano l’esercito,l’esplosione finale. Un film davvero bello, retto anche da un cast di ottimo livello,con una ottima e seducente Natalie Portman nel ruolo di Evey e in qualche modo va citata anche la recitazione corporea di Hugo Weaving,che non compare mai con il suo volto.

Bella la sequenza girata nel covo di V.,che mostrano capolavori artistici fra i quali I coniugi Arnolfini,l’enigmatico dipinto di Jan van Eyck,il superbo jukebox Wurlitzer ecc.Un film di raro interesse e fascino,che potrete vedere in una versione di discreto livello qualitativo all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=RhKD5AYHfDE

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Un film di James McTeigue. Con Hugo Weaving, Natalie Portman, Stephen Fry, Stephen Rea, John Hurt,Sinéad Cusack, Nicolas De Pruyssenaere, Eddie Marsan, Tim Pigott Smith, Rupert Graves, Roger Allam, Ben Miles, Natasha Wightman, John Standing, Clive Ashborn, Emma Field-Rayner Titolo originale V for Vendetta. Fantascienza, durata 120 min. – USA, Germania 2005

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V per Vendetta banner protagonisti

Hugo Weaving: V
Natalie Portman: Evey Hammond
Stephen Rea: Eric Finch
Tim Pigott-Smith: Peter Creedy
John Hurt: Adam Sutler
Stephen Fry: Gordon Deitrich
Rupert Graves: Dominic Stone
Roger Allam: Lewis Prothero
Ben Miles: Roger Dascombe
Sinéad Cusack: Delia Surridge
Natasha Wightman: Valerie Page
Imogen Poots: Valerie Page (giovane)
John Standing: Vescovo Anthony James Lilliman
Eddie Marsan: Brian Etheridge
Clive Ashborn: Guy Fawkes

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V per Vendetta banner doppiatori

Gabriele Lavia: V
Connie Bismuto: Evey Hammond
Marco Mete: Eric Finch
Stefano De Sando: Gordon Deitrich
Omero Antonutti: Adam Sutler
Luciano De Ambrosis: Peter Creedy
Massimo Lodolo: Dominic Stone
Oreste Rizzini: Lewis Prothero
Christian Iansante: Roger Dascombe
Maria Pia Di Meo: Delia Surridge
Chiara Muti: Valerie Page
Bruno Alessandro: Vescovo Anthony James Lilliman
Franco Mannella: Brian Etheridge
Tonino Accolla: Sosia di Adam Sutler/Generale

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Regia James McTeigue
Soggetto Alan Moore e David Lloyd (graphic novel)
Sceneggiatura Andy Wachowski, Lana Wachowski
Produttore Larry Wachowski, Andy Wachowski, Grant Hill, Joel Silver, Lorne Orleans, Roberto Malerba, Henning Molfenter, Jessica Alan
Produttore esecutivo Benjamin Waisbren
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures
Fotografia Adrian Biddle
Montaggio Martin Walsh
Effetti speciali Till Hertrich, Michael Luppino, Uli Nefzer, Paul Corbould, Herbert Blank, Norman Ernst, Wolfgang Higler
Musiche Dario Marianelli
Scenografia Owen Paterson
Costumi Sammy Sheldon

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“Io sono il frutto di quello che mi è stato fatto, è il principio fondamentale dell’universo, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale contraria.”

“- Finch: Perché vuoi farlo?
– Evey: Perché lui aveva ragione.
– Finch: Riguardo cosa?
– Evey: Questo Paese ha bisogno di qualcosa di più di un palazzo. Ha bisogno di speranza.”

“È a Madame Giustizia che dedico questo Concerto, in onore della vacanza che sembra aver preso da questi luoghi e per riconoscenza all’impostore che siede al suo posto.”

“È strano… com’è possibile che tu sia una delle esperienze più importanti che mi siano capitate, senza che sappia nulla di te? Non so dove sei nato, chi erano i tuoi genitori, se avevi fratelli, sorelle, non so nemmeno che aspetto hai veramente!”

“Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo, sono i governi che dovrebbero temere il popolo!”

“Creedy: Abbiamo controllato questo posto… Non hai niente! Niente a parte i tuoi diabolici coltelli e le tue belle mossette di Karate! Noi abbiamo le armi…!
V: No… voi avete la speranza che quando le vostre pistole saranno scariche non sarò più in piedi, sennò sarete tutti morti prima di aver ricaricato…”

“Voilà. Alla vista un umile veterano del Vaudeville, chiamato a fare le veci sia della vittima che del violento dalle vicissitudini del fato. Questo viso non è vacuo vessillo di vanità, ma semplice vestigia della Vox Populi, ora vuota, ora vana. Tuttavia questa visita alla vessazione passata acquista vigore ed è votata alla vittoria sui vampiri virulenti che aprono al vizio, garanti della violazione vessatrice e vorace della volontà. L’unico verdetto è vendicarsi… Vendetta… E diventa un voto non mai vano poiché il suo valore e la sua veridicità vendicheranno un giorno coloro che sono vigili e virtuosi. In verità questa vichyssoise verbale vira verso il verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V.”

Nessuno dimenticherà più quella notte e il significato che ha avuto per questo paese. Io non dimenticherò mai l’uomo e il significato che ha avuto per me.

Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni.

Ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole non c’è che da guardarsi allo specchio.

 

V per Vendetta banner recensioni

L’opinione di Max the stampede dal sito http://www.mymovies.com

E’ praticamente impossibile pretendere di riassumere esaurientemente, in una manciata di righe, le caratteristiche di un’opera così profondamente stratificata e ricca di significati. V for Vendetta è un film dall’effetto devastante che si diffonde rapidamente come un’arma batteriologica, facendosi strada tra le maglie delle convinzioni in fatto di percezione, portando un attacco ai limiti del terrorismo psicologico all’apparato sensoriale. V prende i cinque sensi, li coinvolge e li stravolge tramite intricati riferimenti sinestetici e ne abbatte con una facilità disarmante le fittizie barriere divisorie, obbligandoli ad entrare completamente all’interno del suo mondo, così liricamente fantastico ma anche così drammaticamente realistico. Una volta che V entra in azione non si può più fare nulla… solo lasciarsi trasportare in un’esperienza lucidamente allucinatoria ed allucinata in cui il ‘”lungo, immenso e ragionato sregolamento di tutti i sensi”‘ perde il suo status di citazione ‘colta’ divenendo una vera e propria cifra stilistica, peraltro assai spontanea e per nulla forzata. Il coinvolgimento è totale, la sensazione di disagio è grande, la convinzione di trovarsi di fronte a qualcosa che è davvero limitativo definire ‘una storia’ cresce di minuto in minuto. Solo alla fine ho capito che V è un virus, diciamo così… ‘buono’. Solo alla fine ho capito che tutti i violenti traumi procuratimi erano a fin di bene… il mio bene. Solo alla fine ho capito che V ha vinto e che ora, nella mia vita, non è più il Fato a comandare. Alla fine, e solo alla fine, ho capito che l’Inghilterra ero io… e forse tutti noi. L’unica cosa che mi dispiace di tutto ciò è che io non c’entro nulla. Ha fatto tutto V… E’ questo che odio dei Capolavori… io posso solo “vederli”. Fatelo anche voi, non ve ne pentirete…

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L’opinione di Garibaldi 1975 dal sito http://www.filmtv.it

V For Vendetta è una distopia, dai tratti cyberpunk in un contesto dai colori grigiastri, ‘fumo di Londra’. E’ un luogo dove lo Stato ha il potere di detenere a tempo indeterminato quelli che percepisce come suoi nemici e dove la politica fa paura.
Per quanto non condivida il messaggio anarco-apocalittico del film, devo aggiungere che cinematograficamente rimane un buon prodotto. L’unico punto debole è Natalie Portman, che non mi è sembrata entrare nel personaggio, forse non per colpa tutta sua, ma anche a causa di una sceneggiatura piuttosto inverosimile. Anche se è bella pure con i capelli rasati alla Demi Moore del Soldato Jane.
V per Vendetta è un film di simboli. “V” sta a vendetta, valore e vittoria, così come il colore giallo simboleggia altrettanti elementi in Kill Bill, sino a contraddistinguere il film stesso.
In definitiva è un film originale, che emoziona e mistifica, mescolando dissidenza politica a i bei principi di libertà, giustizia e ambizione sociale.

 

L’opinione di Spotify dal sito http://www.filmscoop.it

Che film ragazzi, che film! Sicuramente uno dei punti di riferimento del cinema distopico degli anni 2000, se non quello principale. Rispetto ad altre pellicole appartenenti a questo filone, questa è parecchio meno influenzata dalla fantascienza, infatti a parte l’anno futuristico in cui è ambientata, del suddetto genere non c’è nulla. Questo infatti è un film molto più realistico, dove vediamo cose, che, un domani potrebbero davvero accadere. Qui non ci sono robot ribelli o persone che prendono particolari farmaci per obbedire ad ogni ordine gli venga dato, no, qui abbiamo semplicemente un anarchico che vuole spodestare un regime che va oltre la dittatura più crudele. Apposta per questo, è molto più realistico. A confermare ciò che dico, c’è il fatto che guardando tale opera, mi è venuta in mente la rivoluzione francese, che come sappiamo, è probabilmente la più celebre delle rivoluzioni popolari, e nonostante non ci fosse un giustiziere singolo, la rivolta che si scatena in seguito nel film, mi ha fatto pensare ai fatti accaduti nel 1789. Insomma, ci ho visto delle analogie. Secondo me la genialata di McTeigue sta nel fatto, che lui, almeno secondo me, ha voluto proprio rappresentare come una dittatura caratterizzi un paese, a che livelli sociali lo porta, e in realtà l’elemento di “V” è solamente di contorno e nonostante sembri il protagonista, serve solo a scatenare la rivoluzione. In altre parole, attraverso le gesta del personaggio mascherato, capiamo realmente cosa sia una dittatura, tra l’altro qui, portata a livelli insopportabili. Il regista oltre a questo, esegue il resto del lavoro ottimamente, sfoderando una regia eccellente, molto dettagliata, ci fornisce una approfonditissima analisi di ciascun soggetto e di ciò che ha passato tempo addietro. Insomma una caratterizzazione davvero capillare di tutti i protagonisti della storia. Poi grandissima direzione degli attori, tutti a loro agio, da Weaving a Rea, passando per Hurt e Portman. Strutturato benissimo il rapporto che si viene a creare tra Evey e “V”, dapprima è amichevole, poi va quasi sul conflittuale e infine diventa amoroso. Tutto costruito alla perfezione. Scene d’azione girate molto bene, magari un po’ stereotipate, ma visivamente sono da applausi. Poi non mancano anche diverse sequenze di suspense che si fondono molto bene col contesto generale, nonostante la pellicola non sia propriamente thriller. Ad esempio è fantastica e colma di tensione la scena in cui “V” incontra la dottoressa in casa di quest’ultima. Atmosfera sempre costante e che non svanisce mai, dando un ulteriore tocco di bellezza al film. Il ritmo è straordinario, 125 minuti sembra che passino in un’ora scarsa, non ci sono mai punti morti, no, la storia viene portata avanti con sapienza e ad ogni minuto si scoprono cose nuove. Il finale è stupendo, commovente, toccante. Magari è un po’ prevedibile, ma nonostante ciò, lo si apprezza con estremo piacere. Però un difetto non da poco comunque c’è: tutta la scena del combattimento, girata in slow motion, mi è sembrata presuntuosa, probabilmente si è voluto inserire quel tocco commerciale. Poi per carità, visivamente è alquanto spettacolare, però mi è sembrata troppo forzata. D’altro canto, non ci sono commenti sufficienti a descrivere la sequenza di tutta la massa di gente mascherata che marcia incurante verso le forze dell’ordine e poi osserva l’esplosione del palazzo governativo. Unica. Rappresentazione di una dittatura a 360°, si scende fin nei meandri più oscuri di essa, e vengono messi in risalto i modi con cui ci si è arrivati, modi che tra l’altro non sono molto differenti da quelli realmente accaduti nel nostro paese o in altri. Effetti speciali ottimi e usati sapientemente. Ah, altra gran cosa che fa il regista è la seguente: non ci fa mai vedere in faccia “V”, tuttavia analizza e ci fa talmente prendere in simpatia la sua immagine, che la maschera è come se la facesse parlare, e in questo modo lo spettatore non viene neanche messo a disagio dal fatto di non poter vedere il volto del giustiziere, visto che la maschera stessa ricopre il ruolo. Insomma, è una regia diretta, senza fronzoli, da gustare con gli occhi. La sceneggiatura non è male, però penso che presenta troppe sotto-trame, infatti certi punti sono un po’ contorti. Forse si è voluto addirittura strafare. Comunque alla fine McTeigue riesce, almeno in parte, a rimediare. Per il resto è buona. Grandissimi dialoghi, spesso ironici, poi molti dettagli e ottima stesura generale. Esemplare quella dei personaggi. Fotografia valida, specialmente nelle scene notturne, da un tocco abbastanza dark e ottima la scenografia, valorizzata molto dal regista. Azzeccatissima la colonna sonora. Il cast è fantastico: Weaving nonostante non venga mai mostrato in faccia riesce ugualmente a fare una gran performance, le scene d’azione inoltre lo aiutano molto. E poi, secondo me da vita uno degli anti-eroi più forti della storia del cinema. La Portman è molto brava, interpreta alla grande il personaggio di Evey, nulla da dire. Ho apprezzato molto anche Stephen Rea. Il film, oltre che rappresentare una società portata ad un livello insostenibile, vuole anche rappresentare l’individualità di ciascuno, e ciò si capisce ovviamente dal finale, dove ognuno ritrova se stesso, e può vivere la vita che vuole, senza dover essere più uno schiavo del potere. Messaggio molto bello e rappresentato altrettanto bene.Bellissimo film, da vedere e rivedere, toccante, rivoluzionario e anarchico. Un vero e proprio gioiello!!

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Alan Moore

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settembre 21, 2015 Posted by | Drammatico | , , , , | 4 commenti