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Le confessioni

Il G8 dell’economia mondiale si riunisce in una località costiera della Germania,in uno splendido albergo; oltre ai ministri dell’economia ci sono tre persone completamente differenti fra loro, invitate da Daniel Roché, francese, presidente del Fondo monetario internazionale, deus ex machina del denaro, rappresentante del potere assoluto nel campo.
Si tratta di un frate che ha fatto voto di silenzio, padre Roberto Salus, di una scrittrice di libri per bambini,Claire, e di un musicista.
L’atmosfera rarefatta dell’albergo viene immediatamente turbata da un fatto inesplicabile: Daniel Rochè, subito dopo un colloquio privato con padre Roberto, muore suicida con un sacchetto di plastica appartenuto allo stesso frate avvolto sulla testa.


L’episodio getta nello sconcerto i ministri,sopratutto perchè Rochè era al corrente di un segreto scottante riguardante misure estreme stabilite dagli 8 per l’economia mondiale; il fatto che prima di morire il francese abbia avuto quello che appare un dialogo con relativa confessione con il frate diventa qualcosa di esplosivo nella mani di un uomo che, anche se vincolato al segreto della confessione, sa cose di vitale importanza per
l’economia mondiale e per l’equilibrio dello stesso pianeta.
Nonostante sia sollecitato a parlare di ciò che in realtà Rochè abbia detto nel suo ultimo colloquio, padre Roberto evita qualsiasi accenno alla questione, accogliendo anzi un’ulteriore confessione, quella del rappresentante italiano
che in disaccordo con la maggioranza dei ministri degli altri paesi è contrario alla politica che si intende attuare.
Salus mantiene un atteggiamento assolutamente distaccato sulle cose, finendo per condizionare anche la rappresentante del Canada. I ministri,ormai divisi, scossi anche dalla morte di Rochè e da un discorso bellissimo del frate
alla fine decidono di non attuare il loro piano, che, anche se non svelato chiaramente, avrebbe avuto effetti drammatici sul destino dell’economia del mondo.


Le confessioni, film uscito nelle sale nel 2016 per la regia di Roberto Andò è un’opera di ambientazione, con dialoghi dosati e quasi sussurrata. Non c’è azione, i movimenti sono rarefatti, sfuggenti come i protagonisti della storia.
Alla base di tutto c’è un segreto inconfessabile tale da creare problemi ad un uomo scafato come Rochè, che per sua stessa ammissione ha maneggiato, spostato e posseduto tanto di quel denaro da aver influito sulla sorte di molti governi.
Eppure Rochè, arrivato al momento,al punto di non ritorno rappresentato dal fatto di essere un ammalato terminale di cancro è così turbato dal suo segreto da non rivelarlo neppure a padre Roberto, che ne apprenderà la vera origine solo dal ministro italiano,
sconvolto psicologicamente dal segreto che custodisce con gli altri.
Ed è attorno a questo segreto, che non apprenderemo ma che possiamo solo intuire che il film si srotola, con un’analisi descrittiva più dei movimenti che delle psicologie, che intuiamo dai volti, dalle mezze frasi,dalla tensione che gli otto condividono fra loro.
Il tema affrontato è il denaro, l’economia, chi regge veramente le fila del mondo. E la risposta che traspare dal film, illustrata dalle parole di Rochè, è il dio denaro, la vera leva che muove il mondo.


Su tutto poi aleggia la figura tra il misterioso e il mistico di padre Roberto,che in passato era stato un illustre matematico; l’uomo percorre i corridoi e il parco dell’albergo in silenzio, meditabondo,con quel fardello misterioso, il segreto non confessabile che appare terribile
in un momento preciso, quando il frate esce dal colloquio con il ministro italiano. Lì anche l’imperturbabile e impassibile frate vacilla, quasi sconvolto dalla rivelazione della confessione dell’italiano.
Un film esclusivamente d’atmosfera, però ricco di sfaccettature che messe assieme forniscono un racconto che dal punto dell’interesse non viene meno.
Il finale è aperto anche in virtù degli ultimi minuti del film, forse sconcertanti ma che lasciano allo spettatore la scelta di come interpretarli.
Ottime prove da parte del ricco cast: benissimo il solito Toni Servillo (padre Salus), molto bravo Favino (il ministro italiano), bravissimo Daniel Auteil (Daniel Rochè).
Brave anche Connie Nielsen (la scrittrice) e in definitiva gli altri.
Un film interessante che vi consiglio di vedere.

Le confessioni
di Roberto Andò,con Toni Servillo, Connie Nielsen, Pierfrancesco Favino,Daniel Auteuil, Marie-Josée Croze, Moritz Bleibtreu. Genere Drammatico, – Italia, Francia, 2016, durata 100 minuti, distribuito da 01 Distribution.

Toni Servillo: Roberto Salus
Connie Nielsen: Claire Seth
Johan Heldenbergh: Michael Wintzl
Daniel Auteuil: Daniel Roché
Moritz Bleibtreu: Mark Klein
Pierfrancesco Favino: ministro italiano
Marie-Josée Croze: ministro canadese
Richard Sammel: ministro tedesco
Stéphane Freiss: ministro francese
Togo Igawa: ministro giapponese
Andy de la Tour: ministro inglese
John Keogh: ministro statunitense
Aleksej Gus’kov: ministro russo
Lambert Wilson: amante di Daniel Roché
Giulia Andò: Caterina
Julian Ovenden: Matthew Price
Jeff Burrell: agente
Ernesto D’Argenio: Ciro

Regia Roberto Andò
Soggetto Roberto Andò e Angelo Pasquini
Sceneggiatura Roberto Andò e Angelo Pasquini
Distribuzione in italiano 01 Distribution
Fotografia Maurizio Calvesi
Montaggio Clelio Benevento

marzo 17, 2020 Posted by | Drammatico | , , , , | Lascia un commento

Romanzo criminale

Roma,fine degli anni settanta
Un gruppetto di 4 adolescenti della borgata romana della Magliana ruba un auto ma i ragazzi, nella fuga, investono e uccidono un poliziotto; i quattro si rifugiano in una vecchia roulotte e decidono di creare una baby gang. Si scelgono anche dei soprannomi, Dandi, Freddo, Libanese e Grana. Ma vengono individuati e mentre il Libanese viene ferito, Freddo viene catturato e il Grana ucciso. Si salva il solo Dandi che fugge.
Ormai adulto, Freddo esce dal carcere e ad attenderlo trova il suo amico Libanese che gli prospetta un colpo clamoroso, il rapimento di un industriale col quale chiedere un riscatto miliardario.
Cosa che fanno con l’aiuto di un elemento dell’estrema destra, Il Nero.
Il sequestro riesce ma il gruppo, ancor prima di incassare i soldi del sequestro uccide il rapito; al momento della divisione dei soldi decidono di reinvestirli nell’attività più lucrosa degli anni 80,il traffico di eroina.


E’ l’inizio di una folgorante attività criminale e di affari lucrosi,che porteranno la banda dei Rolex e delle Kawasaki,come ormai è conosciuto il gruppo, ad essere un potente punto di riferimento della malavita romana.
Con omicidi, traffico di droga e altre attività illecite la banda diventa sempre più potente, arrivando anche ad allacciare ambigue relazioni con i servizi segreti. Ma con il passare del tempo iniziano le divisioni e le morti nel sempre più grande gruppo della banda.
Così tra una morte e l’altra davvero in pochi sopravviveranno al declino della banda stessa.
Romanzo criminale,tratto dall’omonimo romanzo del giudice Giancarlo De Cataldo esce sugli schermi nel 2005 per la regia di Michele Placido.
Un film che ripercorre i drammatici fatti in cui fu coinvolta la banda della Magliana, l’organizzazione criminale che insanguinò Roma per più di un decennio; seguendo fedelmente il romanzo, Michele Placido ricrea l’ambientazione di Di Cataldo, usando lo stesso espediente di
cambiare i nomi dei protagonisti,che peraltro sono facilmente riconoscibili, almeno per coloro che hanno familiarizzato con la storia del gruppo malavitoso secondo in Italia solo alla mafia o alla camorra sia come organizzazione che come influenza economica.


Una storia terribile,scritta da uomini che si chiamavano nella realtà “Er fornaretto” (alias Franco Giuseppucci nel film Libanese),”Renatino”(De Pedis,nel film Dandi),protagonista di una delle pagine più oscure della storia d’Italia,con un ruolo ancor oggi non del tutto chiaro,quello della scomparsa di Emanuela Orlandi,
poi “Crispino” (nel film Il freddo,ovvero Maurizio Abbatino,uno dei “pentiti” della banda) e ancora “Er Camaleonte” (nel film Nembo Kid,alias Danilo Abbruciati),ucciso nel 1982 da una guardia giurata mentre tentava di sparare a Roberto Rosone, vice presidente del Banco Ambrosiano.
E ancora tanti altri,i cui veri nomi sono diventati tristemente famosi,come Nicolino Selis,Franco Nicolini,Marcello Colafigli,Antonio Mancini…
La storia della banda della Magliana è raccontata da Michele Placido con mano svelta e con ritmo,senza cadute di tensione.
Buona parte delle vere azioni della banda della Magliana sono riportate anche se per ovvi motivi in modo frammentario aprendo uno squarcio su episodi ancora oggi controversi,come il vero ruolo della banda nel sequestro Moro,nella strage di Bologna e altri fatti di sangue che ormai fanno parte storicamente dei misteri d’Italia.


A parte l’ottimo plot e la mano abile,va riconosciuto un altro merito a Placido,quello di aver utilizzato nel cast giovani promettenti come Kim Rossi Stuart e Piergiorgio Favino,Gianmarco Tognazzi,Riccardo Scamarcio e Stefano Accorsi,Claudio Santamaria e Jasmine Trinca oltre a Elio Germano,Anna Mouglalis e Francesco Venditti.
Un cast di attori che ancora oggi sono il meglio del cinema italiano,impegnati a dare un valore aggiunto fondamentale ad un film di per se davvero affascinante.

Merito ovviamente anche dello splendido romanzo di De Cataldo,che ha collaborato alla sceneggiatura del film unitamente a Sandro Petraglia, Stefano Rulli e allo stesso Michele Placido.
Il grande successo del film,vincitore di 8 David di Donatello,di 1 Globo d’oro e 5 nastri d’argento dette il via alla serie Romanzo criminale,ben fatta e di grandissimo successo sul piccolo schermo.
Romanzo criminale è sicuramente un film da vedere,il miglior prodotto italiano dell’anno 2005 e uno dei migliori del decennio.

Romanzo criminale
di Michele Placido. Un film con Stefano Accorsi, Kim Rossi Stuart, Anna Mouglalis, Claudio Santamaria, Pierfrancesco Favino,Jasmine Trinca, Elio Germano,Anna Mouglalis,Gianmarco Tognazzi, Francesco Venditti Titolo originale: Romanzo Criminale. Genere Drammatico – Italia, Francia, Gran Bretagna, 2005, durata 152 minuti

Kim Rossi Stuart: Il Freddo
Pierfrancesco Favino: Il Libanese
Claudio Santamaria: Il Dandi
Stefano Accorsi: Comm. Nicola Scialoja
Riccardo Scamarcio: Il Nero
Jasmine Trinca: Roberta Vannucci
Anna Mouglalis: Cinzia “Patrizia” Vallesi
Roberto Brunetti: Aldo Buffoni
Antonello Fassari: Ciro Buffoni
Stefano Fresi: Il Secco
Eleonora Danco: Filomena, fidanzata del Sorcio
Elio Germano: Il Sorcio
Francesco Venditti: Bufalo
Giorgio Careccia: Fierolocchio
Daniele Miglio: Scrocchiazeppi
Andrea Ricciardi: Ricotta
Leslie Csuth: Il Francese
Toni Bertorelli: Il Vecchio
Roberto Infascelli: Gigio
Donato Placido: Maresciallo Colussi
Massimo Popolizio: Il Terribile
Bruno Conti: Nicolino Gemito
Gigi Angelillo: Zio Carlo
Giorgio Sgobbi: Avvocato Vasta
Gianmarco Tognazzi: Dr. Eugenio Carenza
Franco Interlenghi: Barone Valdemaro Rosellini
Michele Placido: Il padre del Freddo
Virginia Raffaele: la fidanzata di Nicolino Gemito
Claudio Amato: Bernardino Scafa
Brenno Placido: Andrea
Nicolò Malfatti: Il Dandi da giovane
Marco Bauccio: Il Freddo da giovane

Regia Michele Placido
Soggetto dall’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo
Sceneggiatura Giancarlo De Cataldo, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Michele Placido
Casa di produzione Cattleya
Distribuzione in italiano Warner Bros. Entertainment Italia
Fotografia Luca Bigazzi
Montaggio Esmeralda Calabria
Effetti speciali Claudio Napoli
Musiche Paolo Buonvino
Scenografia Paola Comencini
Trucco Alberto Blasi

“Se ne stava rannicchiato fra due auto in sosta e aspettava il prossimo colpo cercando di coprirsi il volto. Erano in quattro. Il più cattivo era il piccoletto, con uno sfregio di coltello lungo la guancia. Tra un assalto e l’altro scambiava battute al cellulare con la ragazza: la cronaca del pestaggio. Menavano alla cieca, per fortuna. Per loro era solo un gran divertimento. Pensò che potevano essergli figli. A parte il negro, si capisce. Pischelli sbroccati. Pensò che qualche anno prima, solo a sentire il suo nome, si sarebbero sparati da soli, piuttosto che affrontare la vendetta. Qualche anno prima. Quando i tempi non erano ancora cambiati.
Un attimo fatale di distrazione. Lo scarpone chiodato lo prese alla tempia. Scivolò nel buio.”

dicembre 22, 2019 Posted by | Drammatico | , , , , , , , , , | Lascia un commento