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Love is all you need

Ida è una parrucchiera,reduce da un intervento di quadrantectomia al seno in seguito ad un cancro; ha appena terminato la chemioterapia e ovviamente vive in un limbo, sospeso tra speranza e paura. A distrarla c’è il matrimonio della figlia con Patrick, conosciuto tre mesi prima; i due hanno deciso di sposarsi in Italia, a Positano, luogo molto caro a Philip,il padre di lui, che ha vissuto con la moglie in una bella casa sulla costiera amalfitana prima che la stessa morisse tragicamente in un incidente stradale.
Ma per Ida arriva un altro brutto colpo, proprio mentre sta cercando di uscire faticosamente dalla malattia.
Al rientro a casa,trova il marito impegnato sessualmente con la giovanissima segretaria dell’uomo,Thilde.
Così Ida è costretta a partire sola per l’Italia, non prima di aver conosciuto il suo futuro consuocero proprio all’aeroporto,in modo tragi comico; la donna infatti tampona la lussuosa auto di Philip, che reagisce a suo modo,irato.
Philip infatti dalla morte della moglie, inconsolabile, vive una vita dedita solo al lavoro, senza alcuno spazio per i contatti umani.
I due si trovano così a viaggiare assieme,due persone dai caratteri opposti: tanto è solare e fiduciosa Ida,nonostante la malattia e la scoperta del tradimento del marito,tanto è burbero e scostante Philip.


Ma,gioco forza i due devono viaggiare assieme.
Intanto Astrid e Patrick, i due futuri sposi,preparano la grande casa in cui si dovrebbe celebrare il matrimonio fra i giovani.
Alla spicciolata arrivano gli invitati: dapprima Ida e Philip, poi la cognata di quest’ultimo,la terribile Benedikte,che mira scopertamente ad impalmare il ricco cognato,poi ecco la sorpresa, l’arrivo di Leif,marito di Ida con la segretaria amante,una ragazza sciocca e svampita.
Nonostante questo nuovo affronto, Ida non perde la  calma e si dedica ai preparativi per le nozze,risolvendo anche problemi banali come quello causato da un’ennesima disavventura,lo smarrimento della valigia con tutte le sue cose
avvenuto in aeroporto.


E l’inizio di una serie di situazioni agro dolci,che culminano con l’annullamento del matrimonio tra i due giovani,causato principalmente dalla confusione di Patrick,che in realtà stava per sposarsi solo per compiacere il padre,nonostante evidenti inclinazioni omosessuali.
Malinconicamente la compagnia degli invitati si scioglie,ma nell’aria c’è qualcosa di nuovo; Philip ha imparato ad amare Ida, per quella sua dolcezza capace di farle superare tutte le traversie che la donna incontra per strada, un autentico percorso ad ostacoli.
Philip andrà a trovarla nel laboratorio da parrucchiera nel quale Ida lavora e la invita ad andarlo a trovare in Italia,nella casa di Sorrento dove a deciso di tornare a vivere ;Ida intanto è tornata con il marito,che dopo la sbandata si è reso conto di amare ancora la moglie.
Cosa farà la donna ora?


Love is all you need di Susanne Bier, cinquantaduenne regista e sceneggiatrice danese, uscito nelle sale nel 2012 è una commedia agro dolce a sfondo sentimentale nella quale i due protagonisti dovevano essere i ragazzi in procinto di sposarsi e invece, con un brusco dietro front, si assiste
all’assurgere al ruolo principale dei due genitori degli sposi stessi, la dolce e anche un po sfortunata Ida e il burbero e arcigno Philip; un capovolgimento di trama che giova alla pellicola, lasciando sullo sfondo i due ragazzi sposi mancati,ma che hanno la vita davanti per trovare la vera strada e l’anima gemella
e viceversa due persone ormai in un’età nella quale sono più i ricordi che le speranze.
Philip è ormai disilluso,vive nel ricordo della moglie e l’unico legame vivente che conserva con la defunta è rappresentato dalla pestifera e invadente cognata Benidikta; dalla morte della moglie non ha più messo piede a Sorrento,dove possiede una casa con una vista bellissima,con giardini stracolmi di arance e di limoni. Il ricordo doloroso di lei lo ha tenuto lontano,ma con le nozze del figlio deve riaffrontare il passato e la seduzione del luogo incantato finisce per avere il sopravvento. Ida è solare tanto è scorbutico Philip e come sempre accade gli estremi alla fine si toccano e si fondono; l’uomo si innamorerà di quella donna capace di superare le avversità senza abbattersi, del suo carattere dolce (anche se un po troppo remissivo, inizialmente, con il marito).


Una commedia sentimentale, quindi, lineare e ben diretta con qualche sprazzo felice, fra i quali l’incantevole location scelta,la costiera amalfitana con una delle sue gemme,Positano e qualche caduta,come il mancato approfondimento delle motivazioni che spingono Patrick a lasciare,sull’altare creato nella villa,la dolce Astrid.
Un neo non da poco,visto che i perchè vengono appena abbozzati. Ma come ho detto i veri protagonisti finiscono per essere gli “adulti”, incluso l’incredibile marito di Ida che perde la testa per la segretaria carina si ,ma oca all’ennesima potenza.
Univo, vero grande limite è la visione stereotipata dell’Italia e in particolare del meridione: solita canzone That’s amore, mandolini e pizza, un ormai trito corollario di molti, troppi film di produzione internazionale che ha per protagonista l’italico stivale.
Ma tant’è…


Decisamente in tono minore Pierce Brosnan,un po legnoso nei panni di Philip mentre decisamente bravissima,bella e dolce l’ormai assoluta certezza rappresentata dalla talentuosa Trine Dyrholm,una delle attrici che è entrata nei cast di diversi film di ottimo livello come
Daisy Diamond,Festen o La comune.Discreta la prova del resto del cast.
Un film in definitiva passabile,senza grosse ambizioni e che si fa seguire, a patto di prenderlo come un passatempo di un’ora e mezza senza alcun bisogno di lambiccarsi il cervello.

Love is all you need

di Susanne Bier, con Pierce Brosnan, Trine Dyrholm, Molly Blixt Egelind, Sebastian Jessen, Paprika Steen. Genere Commedia – Danimarca, Svezia, Italia, Francia, Germania, 2012, durata 110 minut, distribuito da Teodora Film.

Pierce Brosnan: Philip
Trine Dyrholm: Ida
Kim Bodnia: Leif
Paprika Steen: Benedikte
Sebastian Jessen: Patrick
Marco D’Amore: Marco
Ciro Petrone: Alessandro
Christiane Schaumburg-Müller: Thilde
Molly Blixt Egelind: Astrid
Micky Skeel Hansen: Kenneth
Frederikke Thomassen: Alexandra
Bodil Jørgensen: Vibe

Luca Ward: Philip
Francesca Fiorentini: Ida
Antonio Palumbo: Leif
Alessandra Korompay: Benedikte
Emiliano Coltorti: Patrick
Valentina Mari: Thilde
Emanuela Damasio: Astrid
Marco Vivio: Kenneth
Joy Saltarelli: Alexandra
Paola Giannetti: Vibe

Regia Susanne Bier
Soggetto Susanne Bier, Anders Thomas Jensen
Sceneggiatura Anders Thomas Jensen
Produttore Sisse Graum Jørgensen, Vibeke Windeløv
Produttore esecutivo Peter Garde, Peter Aalbæk Jensen
Casa di produzione Film i Väst, Network Movie Film-und Fernsehproduktion, Zentropa Productions, Lumière & Company, Teodora Film, Liberator Productions, Slot Machine, ARTE, ZDF, Zentropa International Köln, Zentropa International Sweden
Distribuzione in italiano Teodora Film
Fotografia Morten Søborg
Montaggio Pernille Bech Christensen, Morten Egholm
Musiche Johan Söderqvist
Scenografia Peter Grant
Costumi Signe Sejlund

gennaio 19, 2020 Posted by | Commedia | , , | 2 commenti

La comune

Danimarca,anni 70.
Erik e Anna sono una coppia sposata da 15 anni e con una figlia, Freya.
Lui è un professore universitario di architettura, lei una giornalista televisiva; una vita borghese, tranquilla fino al giorno in cui Erik eredita la casa dei suoi in cui viveva ancora suo padre,venuto a mancare.
Una casa enorme, oltre 450 metri quadri, della quale Erik farebbe volentieri a meno vista anche la sua ottima valutazione di mercato.
Ma Anna ha altri progetti e li espone ad Erik, ovvero creare all’interno di esse una comune, in modo da realizzare il suo sogno di vivere in compagnia e perchè no,dividere le spese di gestione.
Anche se dubbioso Erik accetta così in breve tempo arrivano i primi coinquilini fra i quali Ole,un vecchio amico squattrinato e via via gli altri, Steffen e Mona, Allon e Ditte e via dicendo.


Si forma così una eterogenea comunità che almeno agli inizi sembra riuscire a condividere il sogno comune di una vita in armonia all’interno di una micro società auto gestita,libera dai vincoli che dettano la vita nel quotidiano reale.
Tutto sembra filare bene, con una collegialità che da respiro alle aspirazioni di tutti,che apportano il proprio contributo secondo le proprie disponibilità
Ma la situazione è destinata ben presto a mutare radicalmente proprio a causa dell’inizialmente restio Erik,che si innamora della sua giovane allieva Emma.
Quando Erik confessa la cosa ad Anna (anche perchè colto in fallo proprio dalla figlia Freya), la moglie ha una reazione molto comprensiva e sembra accettare la storia.
Ma l’atteggiamento libero e maturo di Anna ben presto si trasforma in una crisi identitaria molto forte; la donna si trova a doversi confrontare con una rivale molto più giovane,bella e affascinante e  il suo atteggiamento moderno lascia il posto alla depressione,che la porta ad avere successivamente un forte calo di rendimento anche sul lavoro.


La situazione precipita quando decide di far venire a vivere Emma nella comune; da quel momento le cose non saranno più le stesse e la comune scoprirà quanto sia difficile conciliare il collettivo con il privato.
La morte del piccolo Vilads sembra riunire per un attimo il gruppo, ma l’incanto è ormai rotto: consapevole di dover trovare una strada nuova e di dover accettare la relazione del marito, Anna lascia la comune alla
ricerca di una nuova identità e di un futuro incerto ma diverso.
La comune è un film che parla di un vecchio mito degli anni 60 e 70,quello di una micro società sganciata dagli obblighi sociali della macro società, nella quale vigono le regole dell’individualità e della affermazione del singolo.
L’utopia delle scelte comuni, della vita sotto uno stesso tetto, un vero comunismo del posseduto a favore di una comunità eterogenea con leggi auto decise è visto come un miraggio che deve scontarsi con la realtà delle cose.


Il collettivo deve per forza confrontarsi con il privato,con l’individuo, che ha regole indipendenti e sopratutto fatalmente legate alle scelte individuali.
Basta una cosa semplicissima come un nuovo amore a mettere in crisi l’utopia stessa; la necessità di confrontarsi con la presenza della rivale in amore porta la protagonista principale, Anna, ad una profonda crisi personale che investe
il suo essere principalmente come donna e come moglie.
Il confronto è impari e Anna,profondamente innamorata di Erik,dovrebbe conciliare la nuova realtà coniugale con la comune. Fatalmente il confronto non regge e così l’equilibrio apparentemente raggiunto si frantuma.
In mezzo ci sono gli sforzi del gruppo per vivere serenamente la realtà della comune,che apparentemente sembra funzionare.Nella realtà le cose sono ben diverse;l’esaltazione dei primi momenti,il bagno spensierato in gruppo,le cene conviviali e la vita in comune
devono lasciare posto alla dura realtà.Il privato,la sfera intima sono inconciliabili con l’utopia e il conto sarà presto presentato.
Interessante lavoro,questo del regista Thomas Vinterberg,molto apprezzato dalla critica,come mostrano i premi internazionali ricevuti,che però non sono bastati ad attrarre pubblico nelle sale.Poco meno di 30.000 spettatori per un film che invece è più che godibile anche se
va affrontato come un lavoro non certo scacciapensieri. Il tema inusuale è affrontato con mano sicura da Vintenbergne pur con qualche difetto è opera di sicuro rilievo.

Qualche lentezza di troppo,qualche dialogo non particolarmente comprensibile sono pecche del film che tuttavia si lascia guardare.
Menzione per la brava Tryne Dirholm,già ammirata nei panni di una spregevole direttrice tv in Daisy Diamond, bravo anche il conosciuto Ulrich Thomsen,nel film Erik.
Brava e sicuramente affascinante il terzo lato del triangolo,Helene Reingaard Neumann che nel film è Emma.
Un film di cui consiglio la visione.

La comune

un film di Thomas Vinterberg, con Trine Dyrholm, Ulrich Thomsen, Helene Reingaard Neumann, Martha Sophie Wallstrom Hansen, Lars Ranthe, Fares Fares. Titolo originale: Kollektivet. Genere Drammatico – Danimarca, 2016, durata 111 minuti.

Ulrich Thomsen: Erik
Trine Dyrholm: Anna
Lars Ranthe: Ole
Helene Reingaard Neumann: Emma
Anne Gry Henningsen: Ditte
Fares Fares: Allon
Magnus Millang: Steffen
Martha Sofie Wallstrøm Hansen: Freja
Julie Agnete Vang: Mona
Rasmus Lind Rubin: Peter
Sebastian Grønnegaard Milbrat: Vilads
Jytte Kvinesdal: Kirsten
Mads Reuther: Jesper

Simone D’Andrea: Erik
Laura Romano: Anna
Massimo Rossi: Ole
Benedetta Degli Innocenti: Emma
Rosalba Caramoni: Ditte
Hossein Taheri: Allon
Alessio Cigliano: Steffen
Sara Labidi: Freja
Laura Cosenza: Mona
Niccolò Guidi: Peter
Teo Achille Caprio: Vilads
Paola Giannetti: Kirsten
Rino Bolognesi: Leif

Regia Thomas Vinterberg
Sceneggiatura Thomas Vinterberg, Tobias Lindholm
Distribuzione in italiano BiM Distribuzione
Fotografia Jesper Tøffner
Montaggio Janus Billeskov Jansen e Anne Østerud
Musiche Fons Merkies
Scenografia Niels Sejer, Salli Lindgreen e Didde Højlund Olsen

gennaio 18, 2020 Posted by | Drammatico | , , , | Lascia un commento