Cuore di mamma


Cuore di mamma locandina

Provo ad usare una sola definizione per giudicare Cuore di mamma, film di Salvatore Samperi targato 1968, quindi uscito in piena epoca di contestazione: presuntuoso.
Un film che mette a cuocere mille argomenti, che alla fine non ne concretizza nemmeno uno, Storia slegata, paradossale, giocata su troppi livelli, eccessivamente fumosi e intellettualoidi, con una trama scoordinata e paradossale, un film, insomma, che ha pochi pregi e una marea di difetti.

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Storia che racconta la personale vicenda di Lorenza, impiegata di una libreria, pressochè sempre occupata a seguire i suoi tre figlioli, dei quali il più grande è un autentico teppista, vagamente somigliante ad un nazistello, l’enfant terrible, per esempio, fissato con la superiorità della razza italica (un bambino!), che tenta di lanciare con un razzo rudimentale prima il fratellino in orbita, poi, non riuscendoci, prova con il gatto con il bel risultato di fare esplodere il razzo con dentro la povera bestiola.

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Non solo: il ragazzino terribile incide con un punteruolo le natiche di una giovane domestica, rinchiude in un armadio l’anziana governante, costringendola a denudarsi per uscire dallo stesso. Un campionario di assurdità, che trovano il culmine nell’omicidio del piccolo Sebastiano, affogato nella vasca del bagno. Nel frattempo Lorenza, svagata e preda di un mutismo assoluto (non dirà mai una sola parola nel corso del film), segue un gruppo di terroristi, decisa a saperne di più; conosciutili meglio, ne sposerà la causa, accettando  loro attentati contro il potere borghese.

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Nel frattempo il piccolo nazista di casa uccide la sorellina; non pago, grazie ad una serie di registrazioni, monta su un accusa poco credibile nei confronti della madre. che, dal canto suo, accetta passivamente la presenza dell’ex marito, della sua nuova compagna, la corte della ambigua cognata. Quando l’apatica Lorenza si rende conto del potenziale devastante del figlio, ne provoca la morte, facendolo esplodere con uno dei razzi che il giovinastro aveva assemblato. Dopo di che, incurante del dolore che una madre dovrebbe quantomeno provare di fronte alla perdita di tre figli, va a far esplodere la fabbrica dell’ex marito.

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Apologo confuso, cialtrone e furbetto, Cuore di mamma lascia inespresse tutte le sue eventuali potenzialità, attraverso una narrazione spezzettata, tesa più all’esposizione delle teorie di Samperi sui mali della società che alla costruzione di un modello di riferimento di valori, attraverso una denuncia non fumosa dei famosi mali, ma realistica, obiettiva e oggettiva. Tutto ciò nel film rimane clamorosamente inespresso, e a nulla vale la presenza di una grande Carla Gravina che rende al meglio il pur assurdo personaggio di Lorenza,

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guerrigliera radical chic la cui famiglia finisce per autodistruggersi, quasi un olocausto propugnato da un Samperi che mostra, una volta di più, di essere uno dei registi più insopportabilmente sopravalutati della storia dl cinema. Bene anche Beba Loncar, nei panni dell’ambigua, anche sessualmente, cognata di Lorenza, e bene Leroy, anche se un tantino spaesato, nei panni dell’industriale marito della donna. Un cenno al piccolo protagonista della pellicola, il bambino terribile: riesce ad essere così odioso da meritare un oscar. Un oscar per un film così eccessivo, banale e mal costruito, in effetti, mi sembra un pò troppo.

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Cuore di mamma, un film di Salvatore Samperi. Con Philippe Leroy, Beba Loncar, Carla Gravina, Yorgo Voyagis, Rina Franchetti, Roberto Bruni, Paolo Graziosi, Nicoletta Rizzi, Mauro Gravina, Monica Gravina, Massimiliano Ferendeles, Valentino Orfeo, Sara Di Nepi, Massimo Monaci, Rossano Jalenti, Claudio Dani
Drammatico, durata 92 min. – Italia 1968

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Cuore di mamma banner protagonisti

Philippe Leroy: Andrea Franti
Beba Loncar: Magda Franti
Carla Gravina: Lorenza Garroni
Yorgo Voyagis: Carlo
Rina Franchetti: Berta
Nicoletta Rizzi: Eleonora
Monica Gravina: Anna
Mauro Gravina: Massimo
Paolo Graziosi: Mariano
Sara Di Nepi: Rosa

Cuore di mamma banner cast

Regia Salvatore Samperi
Soggetto Sergio Bazzini, Salvatore Samperi
Sceneggiatura Salvatore Samperi
Produttore Doria Cinematografica
Distribuzione (Italia) Cineriz
Fotografia Aldo Scavarda
Montaggio Roberto Perpignani
Musiche Ennio Morricone

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6 Risposte

  1. Direi che neanche volendo si potrebbe scrivere una recensione piú prevenuta, miope, ottusa, inutile, parziale e vuota di cosí, frutto evidentemente di una mente che non sospetta neppure la possibilitá di diversi livelli di lettura o di livelli parziali e che si arrende prontamente quando si imbatte in contenuti che non siano piú che omogeneizzati, predigeriti, completi e dotati di Manuale d’Istruzioni certificato per sapere cosa si DEVE pensare. Inoltre vorrei sottolineare che soltanto una mentalitá grossolanamente primitiva puó scambiare questo film per un film polarizzato ideologicamente. Questo é un film nichilista dal quale tutte le cause, tutti gli ideali, tutte le aspirazioni escono malconce, a pezzi, fino al ridicolo finale dell’attentato, rivelatore di motivazioni molto meno nobili ed ideologiche di quanto le premesse lasciavano a bella posta intendere.
    Dannazione senza salvezza per questa recensione da filistei.

    • Sacro furore sprecato davvero.
      Samperi, pace all’anima sua, era il furbetto del quartierino del cinema.
      E Cuore di mamma non fa eccezione.
      Solo uno spettatore miope o con la mente ottenebrata dall’ideologia può scambiarlo per un capolavoro o quantomeno per un’opera passabile.
      Le conviene guardarsi anche tutti i film cecoslovacchi, coreani, russi e quant’altro programmato nei magnifici anni settanta.
      Dannazione senza salvezza per lo spettatore che va al cinema prevenuto.

  2. sulle critiche in metafore visionarie contro la società preferisco tutta la vita Yuppi Du del molleggiato… di questo film mi tengo la bellezza di Beba Loncar e qualche battuta (il libraio che consiglia ad una madre per il figlio di 9 anni ”Justine e le disavventure della virtu’ ” di De Sade !!!) e il plastico (riconoscibilissimo che è un plastico) finale che salta in aria della fabbrica (che doveva dare l’illusione di essere una fabbrica vera e propria a dimensioni naturali che saltava per aria intendo)… il Samperi che mette in bocca ad uno dei rivoluzionari che interrompe la visione di un film al cinema ”’iniziate a buttare i televisori dalle finestre”’, stride un po’ pero’ con le fiction mediaset fatte a fine carriera… di suo sarei curioso di vedere ”uccidete il vitello grasso e arrostitelo” vorrei chiederti Paul se merita una visione, solo che non riesco a trovarlo da nessuna parte

    • E’ un film che non ho visto, Giorgio.
      Detesto Samperi, che era un regista di scarsissimo valore, divenuto per qualche mistero insondabile un must per alcuni critici e per parte del pubblico.
      Di lui salvo solo Nenè e nient’altro.
      Ciao

  3. Macché Nene.. .di Samperi si salva solo Lisa Gastoni!

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